{"id":23817,"date":"2022-02-10T08:02:00","date_gmt":"2022-02-10T08:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/02\/10\/che-cosera-la-cosa-evocata-dagli-eletti-cohen\/"},"modified":"2022-02-10T08:02:00","modified_gmt":"2022-02-10T08:02:00","slug":"che-cosera-la-cosa-evocata-dagli-eletti-cohen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/02\/10\/che-cosera-la-cosa-evocata-dagli-eletti-cohen\/","title":{"rendered":"Che cos&#8217;era &#8220;la Cosa&#8221; evocata dagli Eletti Cohen?"},"content":{"rendered":"<p>Strano personaggio, Martines de Pasqually, sbucato fuori dal profondo della Francia massonica di qualche un paio di decenni prima della Rivoluzione del 1789, fondatore e diffusore di un nuovo ordine massonico occultista, gli Eletti Cohen, che sarebbe sopravvissuto, sia pure di una vita assai stentata e sempre pi\u00f9 evanescente, anche dopo la sua morte, e noto anche come ordine martinesista, capace di tramandare un corpo dottrinario assai ampio e articolato che pare voglia riallacciarsi direttamente alle pi\u00f9 antiche tradizioni gnostiche e cabalistiche.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo presenta lo studioso di societ\u00e0 segrete e occultismo Giordano Berti nel suo libro <em>Enoch l&#8217;entronauta<\/em> (Milano, Gruppo Editoriale Armenia, 2000, pp.111-114):<\/p>\n<p><em>Nel 1766 giunse a tutte le Logge francesi un ordine della Grande Loggia di Parigi che impediva la nascita di nuovi gradi. Fu allora che Martines de Pasqually si rec\u00f2 a Parigi, speranzoso di convincere qualche influente massone a costituire una Loggia autonoma funzionante all&#8217;ombra della Grande Loggia; ma non riusc\u00ec nell&#8217;intento e il suo rito occultista venne rigettato come &quot;settario&quot;. Comunque, quella scomunica non ebbe conseguenze sul piano pratico, poich\u00e9 nel febbraio 1767, mentre Pasqually era ancora a Parigi, un editto del re dichiar\u00f2 l&#8217;interdizione per le assemblee della Grande Loggia di Francia, senza specificarne l&#8217;applicazione alle Logge provinciali. In quella congiuntura, Martines de Pasqually riusc\u00ec a convincere alcuni massoni a partecipare a un roto teurgico da lui steso presieduto. Non si sa cosa accadde di preciso, ma, stando ad alcune testimonianze, sembra che Martines de Pasqually avesse evocato con successo delle entit\u00e0 spirituali, o almeno a farlo credere a coloro che erano presenti alla cerimonia. Durante una riunione che si tenne nell&#8217;equinozio di primavera di quello stesso anno, i partecipanti all&#8217;evocazione vennero insigniti del titolo di Cavalieri Rosa-Croce e diventarono i primi membri del Tribunale Sovrano dell&#8217;Ordine degli Eletti Coen, alla cui testa c&#8217;era lo stesso Martines de Pasqually nel ruolo di Grande Sovrano.<\/em><\/p>\n<p><em>Il compito dei membri di questo Tribunale consisteva nel &quot;sacerdozio di Enoch&quot;; si noti che Coen \u00e8 l&#8217;anagramma di Enoc e che il termine ebraico &quot;cohen&quot; significa &quot;sacerdote&quot;. In sostanza costoro, dopo essersi adeguatamente preparati nel silenzio, nella preghiera e nel digiuno, avrebbero dovuto seguire le istruzioni dettate dal loro maestro evocando, in giorni prestabiliti e mediante l&#8217;uso di appositi simboli, un&#8217;entit\u00e0 soprannaturale indefinita chiamata &quot;la Cosa&quot;, che avrebbe dovuto fornire nuove rivelazioni per mezzo di segnali luminosi o acustici. Ma questi fenomeni, chiamati &quot;passes&quot;, potevano provenire anche da spiriti malvagi, che pertanto andavamo allontanati per mezzo di appositi riti. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Appena installato, il Trubunale Sovrano inaugur\u00f2 un Tempio a Versailles; in quel luogo, lo stesso anno, Martines de Pasqually inizi\u00f2 personalmente Jean Baptiste Willermoz, acceso sostenitore di un rinnovamento della Massoneria in senso mistico, che grazie alle proprie amicizie diede un primo, grande impulso all&#8217;Ordine degli Eletti Coen. Come risulta dalla sua corposa corrispondenza, egli fu uno dei pi\u00f9 entusiasti estimatori di Martines de Pasqually, il quale lo fece entrare nel Tribunale Sovrano a titolo di &quot;membro non residente&quot; e lo autorizz\u00f2 a stabilire a Lione una Grande Loggia Madre conferendogli altisonanti titoli come &quot;Ispettore Generale dell&#8217;Ordine di Lione&quot; e &quot;Grande Maestro del Grande Tempio di Francia&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>In seguito Willermoz tent\u00f2 vanamente di entrare in rapporto con &quot;la Cosa&quot; seguendo le istruzioni di Martines de Pasqually, ma non riusc\u00ec mai nel suo intento. Essendosi convinto che questi insuccessi dipendevamo dal fatto di non essere stato &quot;ordinato&quot; in termini ufficiali, Willermoz domand\u00f2 a Martines de Pasqually di concedergli un&#8217;iniziazione completa, ma il Grande Sovrano tergivers\u00f2 a lungo, adducendo scuse sempre diverse: i tempi favorevoli dovevano ancora giungere o erano gi\u00e0 passati, o se i tempi erano giusti le condizioni astrali o meteorologiche erano sfavorevoli; in qualche occasione cerc\u00f2 di dissuaderlo avvisandolo della pericolosit\u00e0 dei riti ai quali Willermoz chiedeva con insistenza di venire iniziato; altre volte Martines de Pasqually invi\u00f2 al suo discepolo lionese istruzioni per cerimonie alternative che sarebbero dovute servire come preliminari a un&#8217;iniziazione regolare; e cos\u00ec via.<\/em><\/p>\n<p><em>Willermoz era dotato di grande perseveranza e buona volont\u00e0, ma non erano altrettanto accomodanti i colleghi parigini, che gi\u00e0 a partire dal 1768 iniziarono a manifestare il loro disappunto per le istruzioni, frammentarie e spesso contraddittorie rispetto a quelle gi\u00e0 fornite in precedenza da Martines de Pasqually. Invano tentarono di convincerlo a spostarsi da Bordeaux, dove risiedeva assieme alla moglie e ai due figli, per ritornare a Parigi e condurre quelle operazioni teurgiche ch,e si presumeva, alla sua presenza avrebbero potuto dare i risultati sperati. Ma anche con loro il Grande Sovrano trov\u00f2 mille scuse per evitare di esaudire qualunque richiesta. A nulla valsero le preghiere che gli venivano rivolte, sempre in tono gentile ma fermo, dai suoi discepoli, i quali a un certo punto a un certo punto non desideravano altro che una prova minima ma certa dell&#8217;efficacia dei poteri vantati da Martines de Pasqually e dell&#8217;esistenza effettiva della Cosa; \u00abl&#8217;Ordine reclama le vostre promesse, niente di pi\u00f9\u00bb, si legge in una lettera del 1769. Il Grande Sovrano rispose inviando una lettera dei discepoli di Bordeaux, i quali attestavano di avere constato la veridicit\u00e0 delle promesse del Maestro. Martines de Pasqually da parte sua, invitava i discepoli di Parigi e Versailles a seguire pi\u00f9 scrupolosamente le sue precedenti istruzioni. Cos\u00ec questi ultimi cominciarono a dubitare della buona fede del Maestro, che, \u00e8 giusto notarlo, riceveva annualmente una cospicua &quot;retta&quot; da ogni iniziato.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel 1770 gli adepti di Parigi e di Versailles proposero un contratto, in virt\u00f9 del quale si impegnavano a pagare la retta se Martines de Pasqually avesse fornito una prova della sua buona fede, venendo a istruirli personalmente e perfettamente e donando loro una copia dei documenti originali contenenti tutte le istruzioni che egli diceva di possedere;a il Maestro, sdegnato, rifiut\u00f2 di cedere il segreto in ambio di volgare denaro: \u00abLa mia scienza &#8212; diceva &#8212; non \u00e8 un segreto particolare ma \u00e8 il frutto di un lungo e faticoso lavoro del corpo e della mente e di una rinuncia totale alle cose impure\u00bb. Rimprover\u00f2 inoltre quelle persone di poca fede in quanto gi\u00e0 una volta, al momento della fondazione del Tribunale Sovrano, aveva mostrato dinanzi ai loro occhi la potenza del segreto di cui potevano entrare in possesso, se non fossero stati cos\u00ec increduli. Quanto ai documento che il Tribunale reclamava, il Grande Sovrano dichiar\u00f2 di non poterli cedere poich\u00e9 solo il suo successore ne aveva diritto. In compenso essi ricevettero una copia manoscritta del &quot;Trattato delle reintegrazione degli esseri&quot; unitamente alla promessa, presto mantenuta, di visitare personalmente i templi di Parigi e Versailles.<\/em><\/p>\n<p>Ma in che cosa consisteva, infine, la dottrina insegnata da Martines de Pasqually, in ambito propriamente filosofico? Da dove veniva, a quali origini s&#8217;ispirava? Era interamente una creazione di quell&#8217;uomo strano, elusivo, oppure possedeva delle radici effettive nella tradizione esoterica e occultistica? E, in tal caso, quali erano e come lui vi aveva potuto attingere? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, anche se nella sua personalit\u00e0 e nella sua azione pubblica vi sono, inequivocabilmente, i tratti del millantatore e dell&#8217;imbonitore, se non proprio del ciarlatano (ma un discorso analogo si pu\u00f2 fare per il pi\u00f9 famoso e importante di tutti, Giuseppe Balsamo ovvero il conte di Cagliostro), pare che nella sua vanteria di aver ricevuto una speciale iniziazione in ambienti massonici particolarmente segreti ed elevati, come pure di essere in contatto con degli innominabili Maestri o Superori Sconosciuti, vi fosse qualche cosa di vero. Possiamo affermarlo in seguito alla scoperta, ad Algeri, in pieno XX secolo, del cosiddetto <em>Libro Verde<\/em>, contenente i riti degli Eletti Cohen, che sembra rimandare a tradizioni fiorite nell&#8217;area mediterranea (e Pasqually veniva da una famiglia di ebrei spagnoli) in tempi pi\u00f9 antichi.<\/p>\n<p>Vale la pena di seguire questa traccia e cercare di mettere a fuoco il retroterra culturale di questo enigmatico personaggio, che se fu sfuggente in vita, ha lasciato dietro di s\u00e9 un <em>corpus<\/em> dottrinale che \u00e8 stato tramandato fino ad oggi da alcuni gruppi che s&#8217;ispirano direttamente a lui, come l&#8217;Ordine della Riconciliazione, ovvero degli Eletti Cohen di Antica Osservanza, tuttora esistente, il quale afferma di essere la pi\u00f9 ortodossa riorganizzazione di quello che fu l&#8217;Ordine degli Eletti Cohen di Martinez de Pasqually del 1767, e dichiara di essere indipendente e sovrano, senza alcun rapporto con qualsivoglia osservanza massonica. Citiamo una pagina del ricco volume <em>L&#8217;Europe des societ\u00e9s secr\u00e8tes<\/em>, A.A.Vari, Selection du Reader&#8217;s Digest, Paris, 1980, edizione italiana a cura di Alberto Cesare Ambesi, Milano, 1983, pp. 267-268):<\/p>\n<p><em>Su questo straordinario personaggio si hanno pochissimi dati biografici. Nacque tra il 1715 e il 1727 (le opinioni sono discordi tra gli specialisti) a Grenoble e, a quanto pare, mor\u00ec a Santo Domingo il 20 settembre 1774, dove si era recato due anni prima per raccogliere un&#8217;eredit\u00e0. Ignoto \u00e8 il luogo del suo sepolcro e sconosciuto il suo aspetto fisico, non essendoci pervenuto alcun ritratto di questo misterioso maestro. In una lettera del suo segretario, Saint-Martin, si trova solo un accenno alla sua corporatura &quot;mingherlina&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Interessante \u00e8 ricordare che subito dopo i vent&#8217;anni, Martinez de Pasqually ricevette dalle mani del genitore un iniziazione massonica, in base alla quale gli veniva concessa la facolt\u00e0 di istituire Logge Scozzesi ovunque ritenesse opportuno. Ci\u00f2 in virt\u00f9 di una &quot;patente&quot; rilasciata dal Gran Maestro degli Stuart in data 20 maggio 1738.<\/em><\/p>\n<p><em>Fondatore, nel 1754, a Montpellier, del Capitolo &quot;I Giudici Scozzesi&quot;, Martinez de Pasqually, in quello stesso anno (o in quello successivo), ottenne di divenire un vero delegato della Superiore Gerarchia. \u00c8 dal 1755, infatti, che egli inizi\u00f2 a viaggiare, per far conoscere dottrina e metodi Cohens nei circoli massonici, cominciando dalle citt\u00e0 del meridione di Francia.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci si pu\u00f2 domandare: quale fu l&#8217;autorit\u00e0 che confer\u00ec il mandato per l&#8217;istituzione del nuovo Ordine iniziatico? E quali le funzioni assegnate all&#8217;Ordine, nell&#8217;alveo del mondo esoterico? Alla prima domanda \u00e8 difficile rispondere. Da certe ammissioni, scritte da Pasqually, sembrerebbe trattarsi di un incarico affidatogli da un Superiore Incognito di scuola cabalistica, operante in Africa settentrionale, in ambienti ebraici molto ristretti. La scoperta, nel 157, ad Algeri, del cosiddetto Libro Verde, contenente i pi\u00f9 importanti rituali degli Eletti Cohens, sembrerebbe confermare codesta ascendenza. Possiamo aggiungere, sulla natura della &quot;scuola&quot; a cui attinse Pasqually, che essa si configurava come l&#8217;anello di congiunzione fra la pi\u00f9 antica misteriosofia caldea e l&#8217;ermetismo, secondo l&#8217;interpretazione della filosofia &quot;moresca&quot;. N\u00e9 mancavano gli elementi dottrinari che rimandano ai filoni cataro e manicheo.<\/em><\/p>\n<p><em>Considerando quanto precede, apparir\u00e0 evidente che il compito principale affidati al capo visibile degli Eletti Cohens, fu quello di vivificare il complesso di tradizioni, fiorite nel acino del Mediterraneo e nel Medio Oriente, cos\u00ec che fosse possibile agli &quot;uomini di desiderio&quot; percorrere il cammino che li avrebbe condotti a riprendere contatto con la Rivelazione Primitiva o &#8212; in altre parole &#8212; riconquistare lo stadio di esistenza anteriore alla &quot;caduta&quot;. Non a caso l&#8217;opera principale di Martinez de Pasqually, intitolata &quot;Trait\u00e9 de la r\u00e9int\u00e9gration des \u00eatres dans leurs premi\u00e8res propriet\u00e9s et puissances spirituelles et divines&quot; (trattato della reintegrazione degli esseri nelle loro primitive qualit\u00e0 e virt\u00f9 spirituali e divine, venne trasmessa manoscritta per pi\u00f9 di un secolo; la prima pubblicazione a stampa avvenne nel 1889 in Francia.<\/em><\/p>\n<p><em>In tale libro, si codifica un completo sistema spirituale, religioso e iniziatico a un tempo, che abbraccia la cosmogonia e la cosmologia dei piani invisibili, la storia primordiale dell&#8217;uomo, l&#8217;etica e l&#8217;escatologia. Nel &quot;Trait\u00e9&quot; si trova altres\u00ec indicata la scala che deve essere percorsa dall&#8217;uomo, quale individualit\u00e0, che aspira alla reintegrazione. Reintegrazione che \u00e8 perseguita appunto dall&#8217;Ordine Cohen. Mediante tecniche man mano pi\u00f9 complesse e che richiedono una dedizione veramente sacerdotale. Vediamo ora, pi\u00f9 da vicino, il quadro dottrinale del Martinesismo, quale appare dal &quot;Trait\u00e9&quot; stesso, nonch\u00e9 dalle lettere e dagli appunti di molti membri dell&#8217;Ordine.<\/em><\/p>\n<p><em>Constatazione prima: secondo Martinez de Pasqually la manifestazione cosmica , negli aspetti sia fisici sia soprannaturali, in quanto modellata dal Verbo o Logos (vedasi il Prologo del Vangelo di S. Giovanni, riflette l&#8217;Assoluto, ma non pu\u00f2 considerarsi sua creazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 dunque una bestemmia, argomentava ancora Pasqually, considerare l&#8217;uomo dell&#8217;Eden come il diretto riflesso del Plasmatore dei Mondi, per cui l&#8217;Adamo della Bibbia si identificherebbe con L&#8217;Adam Qadmon della tradizione cabalistica, il grande Vegliardo Celeste a cui allude S. Paolo nella Prima lettera ai Corinti (15:45-50), laddove fa distinzione fra l&#8217;Adamo dei cieli e l&#8217;Adamo di creta, di questo mondo. Il peccato di Adamo, perci\u00f2, consisterebbe in una specie di operazione alchimistica mal riuscita: nell&#8217;aver voluto creare un nuovo universo, illudendosi di poter operare sul piano fisico come il Logos aveva operato sulle forme angeliche. Cos\u00ec avrebbe avuto inizio l&#8217;umanit\u00e0 attuale, che \u00e8 legata al mondo dei sensi in conseguenza della superbia del proprio Archetipo (frantumatisi in milioni di personalit\u00e0 illusorie) ed \u00e8 impossibilitata ad autoredimersi in quanto divenuta troppo simile agli angeli di Lucifero.<\/em><\/p>\n<p><em>Dovere dell&#8217;iniziato, sempre secondo Pasqually, \u00e8 di lottare contro tali influssi, purificandosi attraverso l&#8217;illuminazione interiore e aiutando l&#8217;Umanit\u00e0 tutta a prendere coscienza delle verit\u00e0 superiori. Le armi di tale combattimento sarebbero costituite dagli esorcismi contro il male e dal culto rivolto alle potenze celesti, grazie all&#8217;assistenza degli Antenati o Comunione dei Santi, cio\u00e8 chiedendo l&#8217;aiuto invisibile di coloro che, per santit\u00e0 eroica, gi\u00e0 hanno meritato di raggiungere lo stadio di ricongiungimento con l&#8217;Archetipo e Logos.<\/em><\/p>\n<p>Particolarmente interessante \u00e8 osservare alcune coincidenze cronologiche. Il 20 maggio 1738 il Gran Maestro degli Stuart rilascia la famosa &quot;patente&quot; massonica di rito scozzese al padre di Martinez de Pasqually, trasmissibile di padre in figlio. Appena tre settimane prima, il 28 aprile di quello stesso anno, il papa Clemente XII aveva denunciato e condannato formalmente la massoneria con la bolla <em>In eminenti apostolatus specula<\/em>, dichiarando:<\/p>\n<p><em>Noi pertanto, meditando sui gravissimi danni che per lo pi\u00f9 tali Societ\u00e0 o Conventicole recano non solo alla tranquillit\u00e0 della temporale Repubblica, ma anche alla salute spirituale delle anime, in quanto non si accordano in alcun modo n\u00e9 con le Leggi Civili n\u00e9 con quelle Canoniche; ammaestrati dalle Divine parole di vigilare giorno e notte, come servo fedele e prudente preposto alla famiglia del Signore, affinch\u00e9 questa razza di uomini non saccheggi la casa come ladri, n\u00e9 come le volpi rovini la Vigna; affinch\u00e9, cio\u00e8, non corrompa i cuori dei semplici n\u00e9 ferisca occultamente gl&#8217;innocenti; allo scopo di chiudere la strada che, se aperta, potrebbe impunemente consentire dei delitti; per altri giusti e razionali motivi a Noi noti, con il consiglio di alcuni Venerabili Nostri Fratelli Cardinali della Santa Romana Chiesa, a ancora\u00a0motu proprio, con sicura scienza, matura deliberazione e con la pienezza della Nostra Apostolica potest\u00e0, decretiamo doversi condannare e proibire, come con la presente Nostra Costituzione, da valere in perpetuo, condanniamo e proibiamo le predette Societ\u00e0, Unioni, Riunioni, Adunanze, Aggregazioni o Conventicole dei Liberi Muratori o\u00a0des Francs Ma\u00e7ons, o con qualunque altro nome chiamate.<\/em><\/p>\n<p>Ora, il Gran Maestro che rilasci\u00f2 la &quot;patente&quot; a Pasqually <em>senior<\/em> pare fosse lo stesso Carlo Edoardo Stuart, secondo pretendente al trono di Scozia, d&#8217;Irlanda e d&#8217;Inghilterra (1720-1788), il quale viveva in esilio a Roma, dunque proprio nella sede dei successori di San Pietro. \u00c8 quindi verosimile che notizie sulle logge massoniche che si andavano organizzando in tutta Europa siano giunte al papa proprio da quella fonte, magari in forma indiretta, ossia per tramite degli agenti segreti che senza dubbio tenevano d&#8217;occhio l&#8217;illustre, ma per certo aspetti incomodo personaggio, nonch\u00e9 la cerchia dei suoi parenti, amici e sostenitori.<\/p>\n<p>Quanto alla dottrina codificata, o forse semplicemente trasmessa, da Martinez de Pasqually, come abbiamo visto, trae origine dalla Cabala e s&#8217;impernia sul concetto che il mondo terrestre non \u00e8 stato creato da Dio in maniera libera e univoca, ma \u00e8 il frutto di un &quot;pasticcio&quot; cosmico provocato dal maldestro Adam Qadmon, per cui il compito dell&#8217;umanit\u00e0 evoluta \u00e8 quello di reintegrare se stessa nella propria natura divina, reagendo al disordine cosmico. Come sempre nella Cabala vi \u00e8 l&#8217;idea dell&#8217;uomo che deve reintegrare se stesso nelle prerogative di un creatore, cio\u00e8 di Dio medesimo. Anche negli Eletti Cohen si vede pertanto, con estrema nitidezza, la derivazione ebraica e cabalistica della massoneria esoterica.<\/p>\n<p>Rimane, certo, almeno un&#8217;ultima curiosit\u00e0: che cos&#8217;era mai la &quot;Cosa&quot; che gli Eletti Choen intendevano ad ogni costo evocare, fin quasi al punto di ribellarsi al loro maestro, che sospettavano di averli ingannato al riguardo? E lui, Martines de Pasqually, era davvero riuscito ad evocarla? Che cos&#8217;era, o piuttosto <em>chi<\/em> era? Sono domande alle quali \u00e8 difficile dare un risposta precisa, e tuttavia noi sappiamo che con le entit\u00e0 non umane \u00e8 impossibile scherzare. Se si tratta di entit\u00e0 buone, non si lasciano chiamare dal mago o dall&#8217;occultista: sono esse che si presentano a lui, qualora Dio ne affidi loro l&#8217;incarico. Ma se non sono buone, allora \u00e8 possibile, perfino probabile, che si servano d&#8217;incaute evocazioni per impadronirsi dell&#8217;apprendista stregone, magari inagannandolo e facendogli credere di essere altro da ci\u00f2 che in realt\u00e0 sono. Possibile che i seguaci di Pasqually, per non dire di lui stesso, non abbiano mai fatto un ragionamento cos\u00ec semplice? Perch\u00e9, se lo hanno fatto, allora \u00e8 facile immaginare chi volessero <em>realmente<\/em> evocare: la qual cosa getta una luce ben diversa da quella apparente sull&#8217;intera vicenda&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Strano personaggio, Martines de Pasqually, sbucato fuori dal profondo della Francia massonica di qualche un paio di decenni prima della Rivoluzione del 1789, fondatore e diffusore<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30152,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[67],"tags":[92],"class_list":["post-23817","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-esoterismo-e-occultismo","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-esoterismo-e-occultismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23817","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23817"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23817\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30152"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23817"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23817"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23817"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}