{"id":23812,"date":"2022-01-07T06:57:00","date_gmt":"2022-01-07T06:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/01\/07\/che-ce-di-male-nel-farsi-leggere-i-tarocchi\/"},"modified":"2022-01-07T06:57:00","modified_gmt":"2022-01-07T06:57:00","slug":"che-ce-di-male-nel-farsi-leggere-i-tarocchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/01\/07\/che-ce-di-male-nel-farsi-leggere-i-tarocchi\/","title":{"rendered":"Che c&#8217;\u00e8 di male nel farsi leggere i Tarocchi?"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 una sensazione strana, o meglio un insieme di sensazioni strane, ci\u00f2 che prova colui che si accosta per la prima volta al mondo dei Tarocchi, magari spinto da un amico a farseli &quot;leggere&quot; da una persona esperta. Da quelle carte e da quelle figure si sprigiona un qualcosa di arcano e di potente: l&#8217;impressione \u00e8 che non si tratti affatto di un gioco, e che sia anzi una cosa molto seria: una sorta di cerimoniale decisamente antico, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Inoltre, sembra che le figure esprimano una simbologia che poco o nulla concede alla fantasia del singolo artista che le ha realizzate, perch\u00e9 risponde a un insieme di conoscenze arcane ben precise; in altre parole, sembra di trovarsi in presenza di un vero e proprio sistema di credenze a carattere esoterico e iniziatico, che sottintende a sua volta un cammino sapienziale quanto mai ambizioso, come lo \u00e8 tutto quel che ha a che fare con la magia. Anche il profano che vede per la prima volta un mazzo di Tarocchi intuisce che chi ha ideato quel cerimoniale non intendeva per niente offrire una distrazione a gente un po&#8217; annoiata, bens\u00ec trasmettere un sapere che punta decisamente in alto; un sapere che dischiude le porte che restano ben chiuse per la maggior parte degli uomini, ma che alcuni iniziati sanno come far aprire quasi senza sforzo, con la sola forza delle loro conoscenze segrete e della loro intrepida volont\u00e0.<\/p>\n<p>Il senso di mistero e di sapere iniziatico \u00e8 accresciuto dall&#8217;osservazione del comportamento del cartomante (il quale certamente rifiuterebbe questa definizione, ritenendola spregiativa e riduttiva); ad esempio, dal fatto che, terminata la lettura delle carte, sovente questi bacia il mazzo prima di riporlo, in segno di ringraziamento; e a volte anche prima d&#8217;iniziare la consultazione. Chi sta ringraziando, con un simile gesto, costui?, non pu\u00f2 fare a meno di chiedersi il profano. Evidentemente non le carte in se stese, ma una potenza superiore, di cui le carte si sono rese strumento. Ecco allora che si percepisce la presenza, vera o supposta, ma comunque incombente e, forse, un po&#8217; inquietante, di un qualcosa, o di un qualcuno, che abita la stanza oltre le persone fisicamente presenti; qualcosa o qualcuno che consente di gettare uno sguardo non tanto sul futuro del richiedente, ma anche e soprattutto sulla sua interiorit\u00e0 pi\u00f9 nascosta. L&#8217;esperto di Tarocchi, infatti, non si limita a predire il futuro del richiedente, come farebbe un volgare cartomante (e in questo s\u00ec, ha ragione di risentirsi se viene equiparato ad esso), ma scorge i segni che gli permettono di inquadrare la predizione nel contesto di una comprensione complessiva e profonda del richiedente, scorgendo nel suo carattere, nella sua specificit\u00e0 individuale il fattore che determina, in certo qual senso, il suo futuro. In altri termini, secondo la filosofia iniziatica dei Tarocchi le cose accadono perch\u00e9 sono state &quot;chiamate&quot;, oscuramente ma inequivocabilmente, dal modo di essere dell&#8217;uomo; e il destino di ciascuno non scaturisce dal gioco imprevedibile del caso (questa sarebbe una visione materialistica), ma da linee di tendenza che sono gi\u00e0 riconoscibili nello schema comportamentale e nella reiterazione delle scelte esistenziali. Ogni essere umano, infatti, \u00e8 chiamato a crescere spiritualmente, e la vita lo pone di fronte a una serie di prove graduate secondo le sue possibilit\u00e0, affinch\u00e9 egli le superi; se non le supera, gli presenta delle prove equivalenti, con insistenza, finch\u00e9 egli riesce a superarle. Quando ci\u00f2 accade, la vita di quell&#8217;individuo si sposta su un livello superiore della coscienza: egli scorge delle cose che prima non vedeva, e delle quali anzi non sospettava neppure l&#8217;esistenza; il tutto in un processo continuo, che va sempre dal basso verso l&#8217;alto, la cui meta finale \u00e8 la comprensione gioiosa e vittoriosa del Tutto.<\/p>\n<p>Ma cos&#8217;\u00e8 questo Tutto, alla cui contemplazione e al cui possesso aspira l&#8217;iniziato delle discipline esoteriche? E qui appare evidente ci\u00f2 che, nelle fasi iniziali del processo, poteva anche non apparire tale: cio\u00e8 che la concezione del reale e la pedagogia della conoscenza sottese alla &quot;scienza&quot; dei Tarocchi, che in effetti i suoi cultori chiamano senz&#8217;altro Scienza Sacra (e senza adoperare le virgolette) sono radicalmente incompatibili con il cristianesimo, poich\u00e9 si fondano su un&#8217;idea di Dio che \u00e8 di tipo gnostico e panteista. Il Tutto, infatti, \u00e8 l&#8217;unit\u00e0 indifferenziata delle cose, che a noi appaiono non solo distinte, ma anche opposte, solamente a causa delle limitazioni relative allo spazio e al tempo, dimensioni nelle quali siamo immersi, ma che fanno velo alla realt\u00e0 &quot;vera&quot;. L&#8217;iniziato che si spinge oltre il velo delle apparenze, giunge alla conoscenza che Tutto \u00e8 Uno, e che gli opposti, in effetti, tendono a identificarsi (<em>coincidentia oppositorum<\/em>) e a risolversi nell&#8217;unit\u00e0 superiore, della quale noi stessi siamo parte. Tale Unit\u00e0 suprema \u00e8 Dio: Dio \u00e8 il mondo e il mondo \u00e8 Dio; e noi, che siamo parte del mondo, non solo possediamo una scintilla divina, ma siamo Dio noi stessi (poich\u00e9 Dio \u00e8 indivisibile) e la sola cosa che ci manca per liberarci dalla schiavit\u00f9 delle apparenze \u00e8 capirlo sino in fondo. In base a questa visione, anche il bene e il male, il vero e il falso, l&#8217;ombra e la luce, non sono altro che apparenze e illusioni: l&#8217;unica realt\u00e0 permanente \u00e8 l&#8217;Uno Indifferenziato, che \u00e8 una cosa sola con noi, e noi con lui. Tale suprema conoscenza, che \u00e8 al tempo stesso una realizzazione spirituale, si pine come la meta finale del &quot;mago&quot;, cio\u00e8 di colui che ha scelto di non vivere pi\u00f9 in maniera cieca e inconsapevole, come il gregge degli altri uomini, ma d&#8217;innalzarsi al di sopra di esso, facendo leva sulla propria volont\u00e0 e sulla propria capacit\u00e0 di auto-realizzazione.<\/p>\n<p>Per rendersi pienamente conto di come la filosofia dei Tarocchi sia incomputabile con la visione cristiana di Dio e dalla vita, ascoltiamo un esperto in materia, Donato Piantanida, attingendo al suo volume <em>Magia dei Tarocchi. Esoterismo e divinazione<\/em> (a cura di Jorg Sabellicus; Roma, Edizioni Mediterranee, 1978, pp. 7-11):<\/p>\n<p><em>I Tarocchi sono un compendio della &quot;Scienza Sacra&quot; espresso mediante una serie di figure simboliche, Con il termine &quot;Scienza Sacra&quot;s&#8217;intende il complesso di dottrine e di insegnamenti pratici che conducono un individuo ad un superiore stato di coscienza, tale da porlo i comunicazione diretta con l&#8217;Assoluto, infrangendo ogni legame che lo imprigiona sul piano pi\u00f9 basso e vile della realt\u00e0. In tal modo l&#8217;uomo &#8212; immagine di Dio &#8212; recupera la scintilla divina celata nel suo animo e si sottrae al mondo limitato del divenire per portarsi al centro dell&#8217;Essere. \u00c8 questo l&#8217;obiettivo di tutte le discipline iniziatiche. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;interpretazione cristiana di uno dei principi magici fondamentali, espresso nella frase: \u00abNon volgerti all&#8217;esterno. Torna entro te stesso: nell&#8217;intimo dell&#8217;uomo abita la verit\u00e0\u00bb, \u00e8 costituita dal \u00abNoli foras ire\u00bb di Sant&#8217;Agostino. \u00c8 in pratica, lo steso concetto che si trovava inciso all&#8217;ingresso del tempio dell&#8217;Oracolo di Apollo a Delfo: \u00abGnothi Seaut\u00f2n\u00bb (conosci te stesso). Cio\u00e8, la verit\u00e0 abita all&#8217;intero dell&#8217;uomo, perch\u00e9, secondo la magia tradizionale, l&#8217;uomo stesso \u00e8 nel medesimo tmepo componente e immagine del Tutto: un microcosmo legato da strette e precise corrispondenze al Macrocosmo superiore, alla totalit\u00e0 dell&#8217;Essere considerata nel tempo, nello spazio e nella pienezza dei suoi attributi In altre parole, egli \u00e8 effettivamente, e non soltanto in senso metaforicamente religioso, \u00abimmagine di Dio\u00bb. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>La verit\u00e0 &quot;chiusa nel cuore&quot;, frutto quindi non del ragionamento basato sui sensi, ma del uro e libero pensiero, alla quale la Dea conduce il filosofo [Parmenide di Elea] dopo aver imboccato la giusta Via, \u00e8 la seguente: \u00abL&#8217;Essere Universale \u00e8 un tutto unico a-temporale e a-spaziale (spazio e tempo sono categorie dei sensi, quindi fallaci), immutabile e indivisibile, continuo e omogeneo, necessario ed eterno\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Molto tempo dopo, gli interpreti medievali del pensiero tradizionale paragoneranno questo Ente cosmico ad un corpo umano: come quest&#8217;ultimo \u00e8 formato di infinite cellule ed organi diversi, ciascuno con una propria funzione, che combinandosi insieme formano un singolo individuo, cos\u00ec la somma di tutte le cose, visibili e invisibili, forma il Macrocosmo; il corpo di Adam Qadmon, come dicevano i Cabalisti: l&#8217;Adamo celeste, contrapposto all&#8217;Adamo terreno.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo Ente cosmico, vivente e personale, \u00e8, secondo la sapienza tradizionale, Dio. L&#8217;analogia con il corpo umano non \u00e8 casuale, perch\u00e9 l&#8217;uomo, tracciato a immagine e somiglianza di Dio, costituisce un microcosmo, nel quale sono presenti tutte le forze, tutte le caratteristiche, tutti i principi che agiscono nell&#8217;Ente superiore. Per essere ancor pi\u00f9 precisi, si pu\u00f2 dire che per i saggi tradizionali non esisteva una vera dicotomia fra Dio e l&#8217;uomo. Spazio, tempo e rappresentazione sono, come si \u00e8 detto, categorie dei sensi, appartengono al divenire erroneo e non dicono la verit\u00e0. Non esistono divisioni, l&#8217;uomo non rappresenta realmente Dio, ma \u00e8 Dio: consapevolezza alla quale si giunge una volta superata l&#8217;illusione del divenire, riconciliato gli opposti, trasceso ogni senso di divisione per giungere all&#8217;Unione Suprema. \u00c8 questo il culmine della Grande Opera alchemico-magica, il risultato del risveglio della coscienza vera, cui si giunge dopo aver percorso le Vie dell&#8217;iniziazione. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Nella Divinazione sacra, il Dio richiamato non si manifestava sensibilmente, ma parlava direttamente per bocca dell&#8217;oracolo. La Pizia che, invasata dal Nume, vaticinava emanava i suoi responsi dopo aver raggiunto, attraverso un&#8217;estasi mistica spontanea o provocata, il contatto con la realt\u00e0 superiore, con l&#8217;Essere Universale.<\/em><\/p>\n<p><em>Il carattere sacro della divinazione, intesa come rito che consente di trascendere la natura umana soggettiva per entrare in comunione con l&#8217;Assoluto, si \u00e8 andato progressivamente perdendo man mano che l&#8217;umanit\u00e0 dimenticava la sua essenza divina e vedeva l&#8217;unicit\u00e0 fondamentale dell&#8217;universo prima sdoppiata, poi frammentata nella molteplicit\u00e0 degli enti (o meglio, della sua interpretazione illusoria degli enti): Dio, Natura, Uomo, individui, eccetera. \u00c8 nata cos\u00ec l&#8217;esigenza di un intermediario: il sacerdote aruspice, l&#8217;oracolo, il profeta invasato, il medium. \u00c8 sorta la necessit\u00e0 del rito: l&#8217;identificazione con il dio, non pi\u00f9 spontanea se non in rari casi, doveva essere propiziata, guidata, provocata con cerimonie apposite in grado di creare le condizioni adatte perch\u00e9 la scintilla divina, nascosta sempre pi\u00f9 profondamente sotto il velo delle apparenze, potesse accendere una pur debole fiammella illuminatrice.<\/em><\/p>\n<p>Da questa pagina appare chiaro perch\u00e9 i Tarocchi sono una pratica che non si pu\u00f2 conciliare in alcun modo con l&#8217;essere cristiani.<\/p>\n<p>Si ponga attenzione alla frase: <em>si pu\u00f2 dire che per i saggi tradizionali non esisteva una vera dicotomia fra Dio e l&#8217;uomo.<\/em> Quale cristiano la potrebbe sottoscrivere? Questo \u00e8 puro panteismo; e d \u00e8, al tempo steso, la divinizzazione dell&#8217;uomo. Sappiamo bene, che, a questo punto, quanti vogliono conciliare ad ogni costo il sapere esoterico con il cristianesimo, se ne verranno fuori, con l&#8217;aria soddisfatta di chi vi ha colto in fallo, a citare quel versetto del Vangelo in cui Ges\u00f9 Cristo afferma, rivolgendosi a quei Giudei che volevamo lapidarlo: <em>Non sta forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete d\u00e8i?<\/em> (<em>Gv<\/em>. 10,34). Ma si tratta semplicemente di un problema di traduzione: qui infatti &quot;d\u00e8i&quot; sta per &quot;giudici&quot;; lo si evince dal confronto con <em>Esodo<\/em>, 21,6: <em>Se il ladro non si trova, il padrone di casa comparir\u00e0 davanti agli d\u00e8i<\/em>; e con il Salmo 82,1: <em>Dio preside l&#8217;assemblea divina, giudica in mezzo agli d\u00e8i<\/em>: dal che si ricava che nell&#8217;Antico Testamento i giudici sono chiamati d\u00e8i (perch\u00e9 applicano la volont\u00e0 divina).<\/p>\n<p>E si ponga attenzione anche alla frase: <em>Non esistono divisioni, l&#8217;uomo non rappresenta realmente Dio, ma \u00e8 Dio: consapevolezza alla quale si giunge una volta superata l&#8217;illusione del divenire, riconciliato gli opposti, trasceso ogni senso di divisione per giungere all&#8217;Unione Suprema.<\/em> Da essa appare chiaramente non solo che l&#8217;uomo \u00e8 Dio, ma che gli opposti non sono veramente tali, bens\u00ec appaiono riconciliati nella visione superiore. E dunque non vi \u00e8 alcuna differenza fra Dio e l&#8217;uomo, n\u00e9 fra il bene e il male, il vero e il falso. Questa \u00e8 precisamente la concezione gnostico-cabalistica: e, in effetti, l&#8217;odore della Cabala si sente pi\u00f9 che mai, ed \u00e8 ovvio pensare che la Cabala sia alla radice di codesta sedicente Scienza Sacra, con o senza la lettera maiuscola &#8212; come del resto accade per buona parte della filosofia &quot;profana&quot; moderna, da Cartesio in poi e fino ai nostri giorni, cio\u00e8 fino a Martin Buber e a L\u00e9vinass, passando per Hegel e i suoi continuatori. Se per caso qualcuno non l&#8217;avesse ancora capito, o non se ne rendesse pienamente conto, tutta la filosofia moderna \u00e8 attraversata dall&#8217;influsso, diretto o indiretto, della Cabala: la quale, a sua volta, non solo \u00e8 incompatibile con la visione cristiana, ma ne \u00e8 l&#8217;esatta e puntuale negazione, Perci\u00f2, o si sta con la Cabala, o si sta con Ges\u00f9 Cristo; ma con entrambi \u00e8 impossibile stare. Il grande inganno \u00e8 proprio questo, e il signor Bergoglio ne \u00e8 l&#8217;esempio clamoroso: nel voler far credere ai cattolici che non c&#8217;\u00e8 alcuna opposizione irrimediabile fra la visione gnostico-cabalistica del reale e la visione cristiana; che si pu\u00f2 conciliare tranquillamente l&#8217;una con l&#8217;altra. E invece no: <em>questa<\/em> \u00e8 la strategia del diavolo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una sensazione strana, o meglio un insieme di sensazioni strane, ci\u00f2 che prova colui che si accosta per la prima volta al mondo dei Tarocchi,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117],"class_list":["post-23812","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23812","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23812"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23812\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23812"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23812"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23812"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}