{"id":23810,"date":"2017-12-27T01:04:00","date_gmt":"2017-12-27T01:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/27\/ma-che-centrano-i-falsi-profughi-con-la-nativita\/"},"modified":"2017-12-27T01:04:00","modified_gmt":"2017-12-27T01:04:00","slug":"ma-che-centrano-i-falsi-profughi-con-la-nativita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/27\/ma-che-centrano-i-falsi-profughi-con-la-nativita\/","title":{"rendered":"Ma che c&#8217;entrano i falsi profughi con la Nativit\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p>Perfino nella omelia del santo Natale, il (falso) papa Bergoglio non ha saputo trattenersi; e, invece di offrire ai fedeli uno spunto di spiritualit\u00e0, di trascendenza, il senso verticale di Dio che si fa uomo e degli uomini che aspirano a Dio, ci ha restituito, per la centesima, per la millesima volta, come sempre, come ormai quasi ogni giorno, il senso della orizzontalit\u00e0, della secolarizzazione, della immanenza. Non ha parlato di Ges\u00f9 che nasce, ma dei falsi profughi che cercano accoglienza presso i nostri cuori, duri ed egoisti, e che bussano alle nostre porte, di noi ricchi e indifferenti cittadini del Nord del mondo, che ce ne infischiamo delle loro sofferenze e pensiamo solo al Presepio, ai regali e al pranzo natalizio. Eh, s\u00ec:; che vergogna. Come quando si \u00e8 recato a Lampedusa, ha gettato una corona di fiori nel mare delle &quot;stragi&quot; (chi sa perch\u00e9 stragi, poi? il vocabolario non d\u00e0 questa definizione di &quot;strage&quot;) e ha detto a voce alta, con tono tagliente, sdegnato, da giudice implacabile, lui cos\u00ec misericordioso: <em>Vergogna!<\/em><\/p>\n<p>Insomma, anche l&#8217;omelia di Natale \u00e8 diventata un sermone politico e un ennesimo spot a favore della cittadinanza agli stranieri. Ancora una vola ha strumentalizzato il Vangelo, lo ha piegato nella direzione da lui voluta: da lui, o da quelli che lo hanno messo, sfortunatamente, sul seggio pontificio, a occupare la cattedra di san Pietro. Guarda caso, \u00e8 la stessa direzione che sta seguendo la politica di George Soros e che rientra nei pani dell&#8217;<em>\u00e9lite<\/em> finanziaria globale. E non si creda che queste sono le critiche, acide e forse ingenerose, di qualche ultratradizionalista; sono anche le critiche di un pensatore marxista come Diego Fusaro, secondo il quale il papa si sta mettendo al servizio della &quot;mondializzazione&quot; e dello &quot;sradicamento capitalistico&quot;; di pi\u00f9: che giudica il suo discorso di Natale pi\u00f9 ispirato a Soros che a Cristo&quot;. Questa, s\u00ec, che \u00e8 una vergogna incancellabile, la vergogna suprema, perfino dal <em>suo<\/em> punto di vista: che il papa cattolico si faccia accusare di essere al servizio del supercapitalismo proprio da un filosofo marxista; lui che gongolava tutto quando il presidente marxista della Bolivia, Morales, gli ha regalati un Crocifisso costruito dentro una falce e martello, e lo ha preso con gioia, facendosi fotografare come se fosse perfettamente a suo agio con quel dono fra le mani.<\/p>\n<p>Ed ecco la sua omelia natalizia, ad eccezione delle prime battute introduttive:<\/p>\n<p><em>Per decreto dell&#8217;imperatore, Maria e Giuseppe si videro obbligati a partire. Dovettero lasciare la loro gente, la loro casa, la loro terra e mettersi in cammino per essere censiti. Un tragitto per niente comodo n\u00e9 facile per una giovane coppia che stava per avere un bambino: si trovavano costretti a lasciare la loro terra. Nel cuore erano pieni di speranza e di futuro a causa del bambino che stava per venire; i loro passi invece erano carichi delle incertezze e dei pericoli propri di chi deve lasciare la sua casa. E poi si trovarono ad affrontare la cosa forse pi\u00f9 difficile: arrivare a Betlemme e sperimentare che era una terra che non li aspettava, una terra dove per loro non c&#8217;era posto. E proprio l\u00ec, in quella realt\u00e0 che era una sfida, Maria ci ha regalato l&#8217;Emmanuele. Il Figlio di Dio dovette nascere in una stalla perch\u00e9 i suoi non avevano spazio per Lui. \u00abVenne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto\u00bb (Gv\u00a01,11). E l\u00ec&#8230; in mezzo all&#8217;oscurit\u00e0 di una citt\u00e0 che non ha spazio n\u00e9 posto per il forestiero che viene da lontano, in mezzo all&#8217;oscurit\u00e0 di una citt\u00e0 in pieno movimento e che in questo caso sembrerebbe volersi costruire voltando le spalle agli altri, proprio l\u00ec si accende la scintilla rivoluzionaria della tenerezza di Dio. A Betlemme si \u00e8 creata una piccola apertura per quelli che hanno perso la terra, la patria, i sogni; persino per quelli che hanno ceduto all&#8217;asfissia prodotta da una vita rinchiusa. Nei passi di Giuseppe e Maria si nascondono tanti passi. Vediamo le orme di intere famiglie che oggi si vedono obbligate a partire. Vediamo le orme di milioni di persone che non scelgono di andarsene ma che sono obbligate a separarsi dai loro cari, sono espulsi dalla loro terra. In molti casi questa partenza \u00e8 carica di speranza, carica di futuro; in molti altri, questa partenza ha un nome solo: sopravvivenza. Sopravvivere agli Erode di turno che per imporre il loro potere e accrescere le loro ricchezze non hanno alcun problema a versare sangue innocente. Maria e Giuseppe, per i quali non c&#8217;era posto, sono i primi ad abbracciare Colui che viene a dare a tutti noi il documento di cittadinanza. Colui che nella sua povert\u00e0 e piccolezza denuncia e manifesta che il vero potere e l&#8217;autentica libert\u00e0 sono quelli che onorano e soccorrono la fragilit\u00e0 del pi\u00f9 debole. In quella notte, Colui che non aveva un posto per nascere viene annunciato a quelli che non avevano posto alle tavole e nelle vie della citt\u00e0. I pastori sono i primi destinatari di questa Buona Notizia. Per il loro lavoro, erano uomini e donne che dovevano vivere ai margini della societ\u00e0. Le loro condizioni di vita, i luoghi in cui erano obbligati a stare, impedivano loro di osservare tutte le prescrizioni rituali di purificazione religiosa e, perci\u00f2, erano considerati impuri. La loro pelle, i loro vestiti, l&#8217;odore, il modo di parlare, l&#8217;origine li tradiva. Tutto in loro generava diffidenza. Uomini e donne da cui bisognava stare lontani, avere timore; li si considerava pagani tra i credenti, peccatori tra i giusti, stranieri tra i cittadini. A loro &#8212; pagani, peccatori e stranieri &#8212; l&#8217;angelo dice: \u00abNon temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sar\u00e0 di tutto il popolo: oggi, nella citt\u00e0 di Davide, \u00e8 nato per voi un Salvatore, che \u00e8 Cristo Signore\u00bb (Lc\u00a02,10-11). Ecco la gioia che in questa notte siamo invitati a condividere, a celebrare e ad annunciare. La gioia con cui Dio, nella sua infinita misericordia, ha abbracciato noi\u00a0pagani, peccatori e stranieri, e ci spinge a fare lo stesso. La fede di questa notte ci porta a riconoscere Dio presente in tutte le situazioni in cui lo crediamo assente. Egli sta nel visitatore indiscreto, tante volte irriconoscibile, che cammina per le nostre citt\u00e0, nei nostri quartieri, viaggiando sui nostri autobus, bussando alle nostre porte. E questa stessa fede ci spinge a dare spazio a una nuova immaginazione sociale, a non avere paura di sperimentare nuove forme di relazione in cui nessuno debba sentire che in questa terra non ha un posto. Natale \u00e8 tempo per trasformare la forza della paura in forza della carit\u00e0, in forza per una nuova immaginazione della carit\u00e0. La carit\u00e0 che non si abitua all&#8217;ingiustizia come fosse naturale, ma ha il coraggio, in mezzo a tensioni e conflitti, di farsi &quot;casa del pane&quot;, terra di ospitalit\u00e0. Ce lo ricordava San Giovanni Paolo II: \u00abNon abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo\u00bb Nel Bambino di Betlemme, Dio ci viene incontro per renderci protagonisti della vita che ci circonda. Si offre perch\u00e9 lo prendiamo tra le braccia, perch\u00e9 lo solleviamo e lo abbracciamo. Perch\u00e9 in Lui non abbiamo paura di prendere tra le braccia, sollevare e abbracciare l&#8217;assetato, il forestiero, l&#8217;ignudo, il malato, il carcerato (cfr\u00a0Mt\u00a025,35-36). \u00abNon abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo\u00bb. In questo Bambino, Dio ci invita a farci carico della speranza. Ci invita a farci sentinelle per molti che hanno ceduto sotto il peso della desolazione che nasce dal trovare tante porte chiuse. In questo Bambino, Dio ci rende protagonisti della sua ospitalit\u00e0. Commossi dalla gioia del dono, piccolo Bambino di Betlemme, ti chiediamo che il tuo pianto ci svegli dalla nostra indifferenza, apra i nostri occhi davanti a chi soffre. La tua tenerezza risvegli la nostra sensibilit\u00e0 e ci faccia sentire invitati a riconoscerti in tutti coloro che arrivano nelle nostre citt\u00e0, nelle nostre storie, nelle nostre vite. La tua tenerezza rivoluzionaria ci persuada a sentirci invitati a farci carico della speranza e della tenerezza della nostra gente.<\/em><\/p>\n<p>In questo discorso, nel quale invano si cercherebbe un sia pur minimo afflato spirituale, un sia pur minimo senso della trascendenza, ma dove si trova sempre e soltanto quella che Antonio Socci ha chiamato &quot;l&#8217;ossessione&quot; di Bergoglio per il tema dei migranti, al novanta per cento falsi profughi i quali non sono affatto &quot;costretti&quot;, come dice il (falso) papa, a scappare dai loro Paesi, perch\u00e9 niente e nessuno li insegue e li forza, ma che sono guidati unicamente da ragioni di carattere economico, e in non pochi casi, da ragioni di delinquenza e di terrorismo, in questo discorso, dunque, Bergoglio paragona Ges\u00f9 Bambino, con sua Madre e il suo padre adottivo, a una famiglia di profughi che vengono da molto lontano e che affrontano in terra straniera, fra mille difficolt\u00e0 e incomprensioni, vittime di infiniti pregiudizi e di forme si sfruttamento, un destino ignoto, in cerca di una vita migliore. Niente di pi\u00f9 falso; niente di pi\u00f9 menzognero. Lo stesso Bergoglio ha ricordato, sulla base del racconto evangelico, che Maria e Giuseppe si misero in cammino verso Gerusalemme e Betlemme perch\u00e9 l&#8217;imperatore romano aveva indetto un censimento di tutta la popolazione. La coppia dei giovani sposi doveva uscire dalla Galilea, aggirare il territorio dei Samaritani (coi quali gli Ebrei non se la intendevano per niente) e poi salire a Gerusalemme, da cui Betlemme dista pochi chilometri, dopo aver costeggiato la sponda del fiume Giordano. Niente profughi, niente fuga, niente speranza di una vita migliore in un mondo diverso: ma tutto all&#8217;interno della Palestina, un Paese molto piccolo (l&#8217;odierno Stato d&#8217;Israele ha una superficie di 20.000 kmq: poco pi\u00f9 del Veneto) e costantemente a contatto con gente della stessa razza, della stessa lingua, della stessa fede religiosa. Altro che migranti, traversate del deserto e del Mar Mediterraneo, barconi, viaggi clandestini a bordo dei Tir, magari nascosti sotto i veicoli, semi-assiderati dal freddo e semi-soffocati dai vapori di scarico. Non si vuol dire, con questo, che quello di Maria e Giuseppe sia stato un viaggio comodissimo; si vuol dire che \u00e8 stato un viaggio assolutamente non paragonabile, neppure in senso simbolico e figurato, a quelli dei cosiddetti migranti dei nostri giorni. Sapete qual \u00e8 la distanza fra Nazareth e Gerusalemme, in linea d&#8217;aria? Cento chilometri. E, a proposito, Ges\u00f9 non \u00e8 nato in una stalla perch\u00e9 i suoi genitori erano poveri, ma perch\u00e9 la citt\u00e0 di Gerusalemme era sovraffollata di viandanti a causa del censimento, e tutti gli alberghi erano pieni. Certo, se Giuseppe fosse stato ricco, un letto glielo avrebbero pur trovato; ma non era affatto cos\u00ec povero da dover puntare senz&#8217;altro su una capanna di pastori. Quello fu un incidente di percorso: mentre cercava ospitalit\u00e0 presso qualche parente di Betlemme, probabilmente; certo che non credevano, n\u00e9 lui, n\u00e9 Maria, che la nascita del Piccolo fosse cos\u00ec imminente, altrimenti non avrebbero vagato per la campagna, a notte inoltrata. Perch\u00e9 un bambino possa venire al mondo con un minimo di sicurezza, non basta un tetto qualsiasi sopra la testa; ci vuole la presenza di qualcun altro, per ogni eventualit\u00e0: di donne un po&#8217; esperte, di una levatrice. Giuseppe non era un incosciente, e Maria nemmeno.<\/p>\n<p>Il ricatto morale finale del discorso di Bergoglio, con quella pretesa di far credere ai cattolici che solo aprendo le frontiere dell&#8217;Italia a qualsiasi quantit\u00e0 di migranti\/invasori islamici, si accoglie degnamente la nascita di Ges\u00f9 Cristo, si fonda, in gran parte, su questo voluto equivoco. Ges\u00f9 non era ricco, la sua famiglia non era ricca; ma non erano nemmeno poveri. Suo padre Giuseppe aveva un lavoro regolare e stimato dai paesani: era falegname, o forse carpentiere; il tenore di vita della sua famiglia era del tutto simile a quello medio dell&#8217;epoca, in Palestina. Ges\u00f9 non \u00e8 cresciuto fra gli stenti, cos\u00ec come non \u00e8 nato in una mangiatoia per l&#8217;estrema miseria dei suoi genitori: questa \u00e8 una favola, raccontata oltretutto in malafede, a cui non credono neppure i bambini. Ma Bergoglio era troppo ansioso di arruolare Ges\u00f9 nell&#8217;esercito dei rivoluzionari, dei poveri che lottano per la giustizia sociale. Infatti, alla fine del suo comizio, <em>pardon<\/em>, della sua omelia natalizia, non esita ad adoperare espressioni come &quot;tenerezza rivoluzionaria&quot; per definire i sentimenti che Ges\u00f9 ci ispira, volendo che noi apriamo le porte ai migranti: un concetto che non ha nulla di cattolico, nulla di religioso, e che piega il Vangelo alle logiche politiche di un pontificato interamente politico. Ma la &quot;tenerezza rivoluzionaria&quot;, non era quella di un certo Ernesto &quot;Che&quot; Guevara? Cosa c&#8217;entra una simile espressione per definire i sentimenti che Dio ispira agli uomini? Sembrano presi dal vecchio magazzino dell&#8217;ideologia marxista in disarmo: \u00e8 un linguaggio che, in qualsiasi altra sede, farebbe semplicemente ridere, come gi\u00e0 faceva sorridere perfino ai tempi d&#8217;oro del &#8217;68 e della Contestazione studentesca; oggi, per\u00f2, il (falso) papa se lo pu\u00f2 permettere, senza che la gente rida, nella santa Messa di Natale, rivolgendosi a un miliardo e passa di cattolici. Complimenti: una mistificazione quasi perfetta, visto che hanno abboccato quasi tutti.<\/p>\n<p>Quasi, per\u00f2. A un certo numero di persone, il suo discorso non \u00e8 piaciuto per niente. Non c&#8217;era in esso il senso del soprannaturale: si \u00e8 dimenticato di ricordare che quel bambino era il Bambino; che non era solo un piccolo d&#8217;uomo, ma era Dio Incarnato per amore dell&#8217;umanit\u00e0; oh, un&#8217;inezia, che volete che sia; un dettaglio da nulla. E i critici, ormai lo si sa, sono i soliti incontentabili, i soliti ultratradizionalisti, sordi e chiusi nel loro sfrenato e xenofobo nazionalismo italiano e nel loro viscerale e scriteriato integralismo cattolico, tipicamente e incorreggibilmente fondamentalista. Perch\u00e9 lo ha detto, il (falso) papa Beroglio, durante il viaggio &quot;apostolico&quot; in Myanmar, che anche noi cattolici abbiamo i nostri integralisti, come gli islamici hanno i loro. Certo, i loro ammazzano e sgozzano un po&#8217; di gente, specialmente preti e cattolici inermi; i nostri, no. Ma che volete? Nessuno \u00e8 perfetto, e anche questi son dettagli da nulla. Se non altro, ora sappiamo come la pensa su di noi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perfino nella omelia del santo Natale, il (falso) papa Bergoglio non ha saputo trattenersi; e, invece di offrire ai fedeli uno spunto di spiritualit\u00e0, di trascendenza,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[157,216],"class_list":["post-23810","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-gesu-cristo","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23810","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23810"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23810\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23810"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23810"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23810"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}