{"id":23809,"date":"2020-07-23T09:31:00","date_gmt":"2020-07-23T09:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/07\/23\/che-centrano-costoro-con-la-chiesa-di-gesu-cristo\/"},"modified":"2020-07-23T09:31:00","modified_gmt":"2020-07-23T09:31:00","slug":"che-centrano-costoro-con-la-chiesa-di-gesu-cristo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/07\/23\/che-centrano-costoro-con-la-chiesa-di-gesu-cristo\/","title":{"rendered":"Che c&#8217;entrano costoro con la chiesa di Ges\u00f9 Cristo?"},"content":{"rendered":"<p>Come nel caso di Lizzano, in diocesi di Taranto, del quale ci siamo appena occupati, anche nel caso di Sant&#8217;Oreste, provincia di Roma, in quel che \u00e8 accaduto la cosa pi\u00f9 significativa, e secondo noi pi\u00f9 grave, pi\u00f9 ben del fatto in s\u00e9, \u00e8 la presa di posizione ufficiale della competente autorit\u00e0 ecclesiastica, vale a dire la curia vescovile. Abbiamo visto come nella vicenda della veglia di preghiera a sostegno della famiglia naturale, disturbata da una manifestazione LGBT e da uno sconsiderato e arrogante intervento del primo cittadino, il comunicato dell&#8217;arcivescovo Filippo Santoro \u00e8 ancor pi\u00f9 brutto, nella sua pretesca ipocrisia, di ci\u00f2 che hanno subito quei cattolici colpevoli di recitare il Rosario perch\u00e9 Dio e la Madonna difendano la famiglia naturale, minacciata a morte dalle pi\u00f9 che prevedibili conseguenze della legge Zan-Scalfarotto, ormai prossima ad essere approvata in Parlamento nel disinteresse generale o, peggio, con la tacita connivenza della chiesa ufficiale, quella di Bergoglio e soci. Ebbene anche nella vicenda di Sant&#8217;Oreste la cosa che pi\u00f9 spiace, che pi\u00f9 ferisce, che pi\u00f9 indigna, \u00e8 proprio il modo in cui il pastore locale, in questo caso monsignor Romano Rossi, vescovo di Civita Castellana, ha deciso di gestire la situazione, e le parole con le quali ha spiegato i suoi provvedimenti.<\/p>\n<p>Innanzitutto, il fatto. L&#8217;11 luglio due donne di Sant&#8217;Oreste, un comune di 3.600 abitanti della citt\u00e0 metropolitana di Roma, si sono unite civilmente: Francesca di 38 anni e Beatrice di 50. A celebrare la funzione non \u00e8 stato il sindaco, Valentina Pini (noi diciamo sindaco e non sindaca, come diciamo colonnello o generale non colonnella o generala; e se a qualcuno non sta bene, tanto peggio per lui), ma una persona del luogo alla quale il sindaco ha concesso la delega, con tanto di fascia tricolore, su sua richiesta: il parroco, don Emanuele Moscatelli. \u00c8 chiaro? Il parroco, amico delle donne ed evidentemente simpatizzando con la loro decisione di unirsi in matrimonio, non potendolo fare in chiesa, perch\u00e9 la Chiesa, nonostante le luminose aperture del compagno Bergoglio, non \u00e8 ancora abbastanza misericordiosa e abbastanza in uscita per benedire le unioni omosessuali, ha deciso di farlo ugualmente, dismettendo per un&#8217;ora i panni del prete e indossando la fascia di delegato del sindaco, in modo da essere lui, proprio lui, a porre loro la fatidica domanda, <em>vuoi tu, qui presente, ecc. ecc&#8230; io vi dichiaro marito e moglie<\/em> (marito e moglie?). Non era sufficiente che si unissero per mano del sindaco; bisognava che ad unirle fosse lui. La Chiesa, almeno per adesso, non \u00e8 d&#8217;accordo con una cosa del genere, non \u00e8 d&#8217;accordo n\u00e9 con le unioni omosessuali n\u00e9 con la pratica omosessuale in se stessa: cos\u00ec dice il Catechismo, cos\u00ec ha sempre insegnato il Magistero; ma chi se ne frega? Il Catechismo si pu\u00f2 cambiare, vedi quel che ha fatto, d&#8217;imperio e dalla sera alla mattina il compagno Bergoglio a proposito della non liceit\u00e0 assoluta della pena di morte (\u00a7 2267), e il magistero (lettera minuscola) deve adattarsi alle mutate situazioni come un guanto deve aderire alla mano che lo indossa. E poi, si sa &#8211; \u00e8 il mantra preferito di Bergoglio &#8211; serve il discernimento; la dottrina \u00e8 rigida, se viene applicata senza discernimento: e allora, se quelle due donne si amano, che problema c&#8217;\u00e8 a benedire il loro amore davanti agli uomini e, se possibile, anche davanti a Dio? Cos\u00ec deve aver pensato don Moscatelli, parroco della chiesa di San Lorenzo Martire (cosa ne avrebbe pesato il titolare della parrocchia, il santo martire che nel 258, sotto l&#8217;imperatore Valeriano, scelse la morte per non rinnegare la Verit\u00e0 di Cristo, \u00e8 un altro paio di maniche), originario di Bassano Romano, barba e baffi imponenti e un sorriso serafico e soddisfatto <em>d&#8217;uom giusto<\/em>, come direbbe Dante. Ma che il suo gesto non sia stato proprio giusto, ha provato a farglielo capire il vescovo, dopo che gi\u00e0 il sindaco, essendo con lui in confidenza, lo aveva invitato a valutare bene la cosa, anche se poi aveva aderito alla sua richiesta <em>per non ledere i diritti di nessuno<\/em> (di chi? delle due donne a sposarsi o del prete a sposarle lui in persona?), come ha poi tenuto a precisare in modo molto politicamente corretto.<\/p>\n<p>Venuto a conoscenza della cosa (ma un buon vescovo non dovrebbe sapere certe cose prima che arrivino a dare scandalo alle anime?), monsignor Rossi, come un buon padre di famiglia, ha chiamato questo prete un po&#8217; confuso e ha provato a spiegargli in che cosa aveva sbagliato, ascoltando, ci mancherebbe, le sue ragioni. La conclusione del colloquio \u00e8 stata che il parroco se ne andr\u00e0 da un&#8217;altra parte, e intanto si conceder\u00e0 un periodo di riflessione e ritiro spirituale; a Sant&#8217;Oreste arriver\u00e0 un nuovo parroco; nel frattempo, sin dal 19 luglio il vescovo in persona si \u00e8 recato nella chiesa di San Lorenzo a celebrare la Messa, presente don Moscatelli, e ha spiegato ai parrocchiani cos&#8217;era accaduto, cosa aveva deciso lui di fare, e di prepararsi ad accogliere il nuovo titolare della parrocchia. Si \u00e8 mosso, insomma, in maniera non dissimile dal vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti, quando si trov\u00f2 a dover gestire la &quot;grana&quot; di un prete della sua diocesi, don Giuliano Costalunga, che era andato in Spagna per sposarsi &#8211; lui personalmente, non a sposare dei suoi amici &#8211; <em>con un uomo<\/em>, ovviamente secondo il rito civile. Anche in quel caso il pastore si era recato nella parrocchia travolta dal ciclone, aveva celebrato la Messa alla presenza del diretto interessato, e aveva spiegato ai parrocchiani, divisi fra scandalizzati e sostenitori delle &quot;buone&quot; ragioni del loro prete, che pur senza giudicare alcuno, e con tutta la buona volont\u00e0 di questo mondo, c&#8217;\u00e8 un limite a tutto e che un prete sposato con uomo non pu\u00f2 restare nella sua parrocchia come se niente fosse, e come peraltro il sacerdote in questione avrebbe desiderato; indi, come da iconografia bergogliana, aveva abbracciato pubblicamente la pecorella smarrita, non troppo convinta d&#8217;essersi smarrita, anzi, intestardita a dire che avrebbe voluto continuare a fare il parroco accanto a quel marito che gli aveva fatto scoprire la felicit\u00e0 dell&#8217;amore: una felicit\u00e0 che, disse, augurava di cuore a tutti gli altri. Ecco, forse una lieve differenza si nota in questo: che mentre don Moscatelli ha aderito subito alla richiesta di farsi da parte e lasciare le sue funzioni di parroco di Sant&#8217;Oreste, don Spolaore lo ha fatto, s\u00ec, ma perch\u00e9 costretto, mentre da parte sua non ne avrebbe visto alcuna ragione valida. Peraltro, e senza voler fare il processo alle intenzioni, non si pu\u00f2 fare a meno di chiedersi quanto sincere e convinte siano state le cose che don Moscatelli ha detto al suo vescovo, dato che l&#8217;episodio che lo messo al centro della cronaca se l&#8217;era andato a cercare con piena coscienza del fatto, non ci si era trovato coinvolto pi\u00f9 o meno per distrazione o per troppa fiducia, tanto \u00e8 vero che il sindaco lo aveva messo in guardia da un&#8217;iniziativa precipitosa e lo aveva invitato a valutare bene le inevitabili conseguenze che avrebbe avuto per lui, e le ricadute che ci sarebbero state nella comunit\u00e0, sia civile che religiosa. Ma noi vogliamo credere alla sincerit\u00e0 e alla trasparenza delle persone e perci\u00f2, se egli ha accettato di buon grado di ritirarsi dalla sua parrocchia e ha convenuto che sarebbe stato meglio non fare quello che invece ha fatto, ne prendiamo atto, pur dispiaciuti che ancora una volta dei buoni cattolici abbiano subito un fiero colpo, se non nella loro fede, nella loro fiducia verso i pastori che dovrebbero guidarli e confortarli, invece, in questi tempi cos\u00ec difficili. E speriamo che egli abbia la possibilit\u00e0 di meditare a fondo, mettendo da parte le sue umane convinzioni e riscoprendo il giusto atteggiamento che ogni cristiano, e non solo un sacerdote, dovrebbe tenere di fronte a ci\u00f2 che la Chiesa, sulle orme dell&#8217;insegnamento di Ges\u00f9 Cristo, ha sempre insegnato in questa materia: che Dio ha creato gli uomini maschio e femmina; che li ha destinati ad amarsi, a unirsi diventando una carne sola e a generare dei figli; che Sodoma fu punita con la distruzione per il peccato dei suoi abitanti e che l&#8217;amore contro natura \u00e8 una delle cose che maggiormente offendono Dio e macchiano la vita, la quale ci \u00e8 stata data per amare e servire Duo e n in per cercare, contro di Lui, il nostro piacere e la nostra soddisfazione; infime che accendersi di passione per le persone del proprio sesso \u00e8, per usare l&#8217;espressione di san Paolo, il segno esteriore del traviamento interiore dovuto alla superbia della creatura che non vuole riconoscere il suo Creatore, perci\u00f2 di un totale capovolgimento del giusto rapporto con Dio, tale da comportare in se stesso la giusta punizione che si addice a quanti v&#8217;indulgono.<\/p>\n<p>Fin qui, e nonostante un certo eccesso di paternalismo buonista (una volta il comportamento di don Moscatelli avrebbe ricevuto ben altra sanzione), si potrebbe anche pensare che il vescovo, poveraccio, si \u00e8 destreggiato meglio, o se si vuole meno peggio, che poteva, in una situazione di per s\u00e9 abbastanza spinosa, con le associazioni LGBT che subito si son messe a starnazzare di diritti negati, pretendendo come al solito, per esempio come nel caso di Lizzano, d&#8217;insegnare ai cattolici ci\u00f2 che devono sentire, pensare, credere, e guardandosi bene dal rispettare la specificit\u00e0 della loro dottrina, della loro morale e della loro prospettiva sulle cose di quaggi\u00f9, che \u00e8 inseparabile da quella delle cose di Lass\u00f9. Perch\u00e9, dunque, abbiamo detto che la cosa maggiormente spiacevole, in tutta questa trista vicenda, \u00e8 stata proprio la reazione del vescovo? A parte l&#8217;effetto disastroso che deve aver avuto sui parrocchiani vere il vescovo che viene a celebrare di persona, come se qualcosa di grave fosse accaduto, ma con il parroco al suo fianco quale co-officiante, e dunque vedere un parroco che va in municipio a sposare due donne e poi, con quelle stesse mani cin le quali ha firmato il certificato di unione, ora maneggia il Corpo di Cristo, come se nulla fosse, il che mandava un messaggio di segno opposto, del tipo: non preoccupatevi, in fondo non \u00e8 successo niente; a parte questo, la relazione dei fatti, e dei suoi provvedimento, fatta ad Adnkronos \u00e8 espressione di una confusione o, peggio, di una connivenza tale con il gesto di don Moscatelli, da far venire in mente il noto proverbio, di cui esistono diverse varianti dialettali: <em>\u00e8 peggio il rammendo dello strappo<\/em>. Ecco le sue precise parole, come riferite dalla stampa nazionale:<\/p>\n<p><em>Successivamente alla cerimonia l&#8217;ho chiamato, abbiamo ragionato insieme e ha compreso l&#8217;inopportunit\u00e0 del gesto.\u00a0Il parroco \u00e8 un libero cittadino ma c&#8217;\u00e8 un canone che impedisce ai sacerdoti di officiare cerimonie civili, a prescindere da chi si sposa. Ma si dialoga nella Chiesa e cos\u00ec ho fatto con don Emanuele.\u00a0Abbiamo dialogato a lungo, non si \u00e8 trattata di una decisione di autorit\u00e0. Non \u00e8 incorso in nessuna censura, ha deciso in autonomia che era opportuno dimettersi.<\/em><\/p>\n<p>Quale capolavoro di equilibrismo politicamente corretto; quale suprema abilit\u00e0 nel dire e non dire, alludere e celare, stare meravigliosamente a cavallo fra la verit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo e quella della neo-chiesa del signor Bergoglio!; quale perfetto concentrato, nel breve spazio di cinque righe, di tutta l&#8217;ipocrisia, la falsit\u00e0, la voluta ambivalenza di un clero che, per usare le parole di Kierkegaard nei confronti di Lutero (Kierkegaard era luterano, assai meno per\u00f2 di quanto lo sia oggi Bergoglio): <em>ha adattato le esigenze del Vangelo alla furfanteria umana<\/em>. \u00c8 un giudizio troppo duro, questo che esprimiamo ora? Vediamo. Monsignor riferisce che <em>abbiamo ragionato insieme e<\/em> (il parroco) <em>ha compreso l&#8217;inopportunit\u00e0 del gesto.<\/em> Magnifico. Dunque, il vescovo che chiama a rapporto un parroco, colpevole di aver dato gravissimo scandalo ai fedeli, non lo rimprovera, non gli chiede conto di ci\u00f2 che ha fatto, ma si mette a <em>ragionare<\/em> con lui. Ragionare, dialogare: che bellissimi verbi; quanta dolcezza, quanta mansuetudine e apertura vi sono in essi. Certo, \u00e8 logico: dal Vaticano II in poi non sentiamo altro che magnificare l&#8217;efficacia del dialogo, gli straordinari effetti del dialogo (tipico esempio: il dialogo di Bergoglio con l&#8217;Islam, con risultato di avere le chiese incendiate quasi ogni giorno, i cristiani massacrati e santa Sofia riconvertita in moschea). Poi viene quella cauta, diplomatica espressione: <em>l&#8217;inopportunit\u00e0 del gesto<\/em>. Monsignore conosce il significato della parola &quot;opportuno&quot; nella lingua italiana? Dire che il gesto di don Moscatelli \u00e8 stato <em>inopportuno<\/em> \u00e8 pi\u00f9 o meno come dire che il sacrilegio, unito allo scandalo, \u00e8 una monelleria. A noi per\u00f2 risulta che Ges\u00f9 ha detto (<em>Mt<\/em> 18,6-7): <em>Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.\u00a0Guai al mondo per gli scandali! \u00c8 inevitabile che avvengano scandali, ma guai all&#8217;uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!<\/em> Poi l&#8217;ineffabile vescovo prosegue: <em>Il parroco \u00e8 un libero cittadino ma c&#8217;\u00e8 un canone che impedisce ai sacerdoti di officiare cerimonie civili, a prescindere da chi si sposa.<\/em> Qui ci sono due cose che gridano vendetta al cielo: perch\u00e9 da come parla, si direbbe che, primo, il problema consista nel fatto che un parroco, in quanto sacerdote, non pu\u00f2 fare certe cose, non perch\u00e9 \u00e8 giusto cos\u00ec, ma perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un canone che glielo impedisce (ma un cattolico laico, in quanto libero cittadino, quelle cose le pu\u00f2 fare?); e secondo, il problema non \u00e8 il cosiddetto matrimonio fra due persone dello stesso, ma il fatto di aver svolto una funzione civile. Poi, dopo un auto-elogio in quanto vescovo dialogante, e quindi non autoritario (sono parole sue), brutto e cattivo, conclude, scaricandosi la coscienza, che il parroco ha deciso in autonomia, ma comunque non \u00e8 incorso in alcuna censura. Anzi, ha aggiunto che, dopo <em>un percorso di riflessione e verifica<\/em> e aver <em>chiarito certe cose<\/em> (quali?), <em>potr\u00e0 fare tutto<\/em>. Come da copione: tanto rumore per nulla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come nel caso di Lizzano, in diocesi di Taranto, del quale ci siamo appena occupati, anche nel caso di Sant&#8217;Oreste, provincia di Roma, in quel che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,119],"class_list":["post-23809","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-dottrina"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23809","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23809"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23809\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23809"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23809"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23809"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}