{"id":23796,"date":"2015-07-28T06:28:00","date_gmt":"2015-07-28T06:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/il-mite-cervo-delleden-simboleggia-la-natura-felice-prima-della-colpa-originaria\/"},"modified":"2015-07-28T06:28:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:28:00","slug":"il-mite-cervo-delleden-simboleggia-la-natura-felice-prima-della-colpa-originaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/il-mite-cervo-delleden-simboleggia-la-natura-felice-prima-della-colpa-originaria\/","title":{"rendered":"Il mite cervo dell\u2019Eden simboleggia la natura felice prima della colpa originaria"},"content":{"rendered":"<p>Tutti sanno che uno dei motivi ricorrenti dell&#8217;iconografia cristiana \u00e8 il cervo; tutti avranno visto, almeno qualche volta, entrando in una chiesa, l&#8217;immagine di un cervo &#8212; dipinta ad affresco sulle pareti, sul soffitto o sulla cupola dell&#8217;abside; oppure sbalzata a bassorilievo sul battistero o, magari, sul pulvino di una colonna; oppure, ancora, composta con le tessere brillanti di un mosaico parietale o pavimentale &#8212; che si avvia a spegnere la sete verso un corso d&#8217;acqua, simbolo, quest&#8217;ultimo, dell&#8217;\u00abacqua viva\u00bb promessa da Cristo alla Samaritana, oppure dello Spirito Santo, che si effonde agli uomini per mezzo dei sacramenti.<\/p>\n<p>Ma il cervo, o la cerva (nella versione latina del Salmo 41: \u00abCome la cerva assetata anela ai rivi delle acque, cos\u00ec l&#8217;anima mia anela a te, o Dio. Ha sete di Te l&#8217;anima mia; ha sete del Dio vivente\u00bb), a sua volta, di che cosa \u00e8 simbolo? Evidentemente, dell&#8217;anima umana assetata di Dio; e cos\u00ec esso \u00e8 stato rappresentato fin dai secoli dell&#8217;arte paleocristiana, ad esempio nei mosaici della cupola nel meraviglioso Mausoleo di Galla Placidia, a Ravenna, ove l&#8217;animale si fa strada verso l&#8217;acqua che scorre, avanzando in mezzo ai tralci d&#8217;una rigogliosa vegetazione.<\/p>\n<p>Tuttavia, il cervo, o la cerva, si trova sovente anche per illustrare un&#8217;altra scena cara all&#8217;iconografia cristiana: quella del Giardino dell&#8217;Eden, ovvero l&#8217;antichissimo Paradiso terrestre, popolato da piante lussureggianti e fiori coloratissimi, nonch\u00e9 da una ricca e varia fauna di animali miti, pacifici, eleganti nel portamento, a rappresentare la perfezione, l&#8217;armonia e la gioia perpetua che regnavano in quel luogo, prima che il peccato di Adamo ed Eva guastasse in maniera drammatica &#8212; anche se, per fortuna, non irreparabile &#8212; il rapporto di amore fra il Creatore e le Creature, che sarebbe stato pienamente restaurato mediante l&#8217;Incarnazione del Figlio.<\/p>\n<p>Incontriamo il cervo anche nella tradizione agiografica relativa alle vite dei santi, ad esempio in quella di Sant&#8217;Eustachio. Secondo la \u00abLegenda aurea\u00bb di Jacopo da Varazze, il nobile romano Eustachio Placido, vissuto al tempo dell&#8217;imperatore Traiano, valoroso generale, ma anche fiero nemico dei cristiani, stava inseguendo un cervo, nel corso di una battuta di caccia, allorch\u00e9 l&#8217;animale, giunto davanti a un precipizio, si ferm\u00f2 bruscamente e si volse verso di lui, mostrando una piccola croce luminosa che brillava in mezzo alle sue corna, al di sopra della quale apparve Ges\u00f9 stesso, che gli chiese perch\u00e9 lo stesse perseguitando: e quello fu l&#8217;inizio della sua conversione, che lo avrebbe portato al martirio, sotto l&#8217;impero di Adriano.<\/p>\n<p>Il piccolo comune di Poli, sui Monti Prenestini, a 435 metri s. l. m., rivendica, in base a un&#8217;antica tradizione, di essere il luogo in cui sarebbe accaduto il prodigio del cervo; che \u00e8 raffigurato in numerose opere d&#8217;arte, fra le quali un dipinto russo moderno, che si pu\u00f2 ammirare in u&#8217;aula laterale nella grande chiesa di Saint-Eustache, a Parigi. Eustachio, comunque, \u00e8 particolarmente venerato in Italia, ed \u00e8 il patrono della citt\u00e0 di Matera (e di altre nove citt\u00e0 e paesi italiani, fra cui la gi\u00e0 menzionata Poli), che egli avrebbe salvata, nel 994, apparendo sotto forma di cavaliere armato, da una incursione e dall&#8217;assedio dei Saraceni (ma si tenga presente che sono ben sei i personaggi storici che la Chiesa cattolica venera come santi: l&#8217;ultimo dei quali, martirizzato nel 1342, fu Sant&#8217;Eustachio da Vilnius, in Lituania). Comunque, vi \u00e8 anche un santo transalpino che viene generalmente rappresentato insieme ad un cervo con il crocifisso tra le corna: \u00e8 Sant&#8217;Uberto da Liegi, della dinastia regale merovingia, morto nel 772: per influsso del culto di Eustachio, si form\u00f2 la leggenda secondo cui, un Venerd\u00ec santo, gli sarebbe apparso un cervo miracoloso che lo avrebbe invitato ad abbandonare la sua vita peccaminosa e a convertirsi.<\/p>\n<p>Anche se, nel corso del tempo, la simbologia cristiana del cervo si \u00e8 andata caricando di svariati significati, attestanti una continua evoluzione &#8212; ad esempio, nei secoli centrali del Medioevo, pass\u00f2 a significare la tentazione sensuale -, nel complesso il significato prevalente \u00e8 sempre stato quello legato al concetto della purezza, dell&#8217;innocenza, del candore dell&#8217;anima, e, nello stesso tempo, del bisogno di Dio che ne caratterizza la vita pi\u00f9 profonda: perch\u00e9, nella prospettiva cristiana, Dio non \u00e8 un &quot;di pi\u00f9&quot;, una scelta individuale moralmente indifferente, ma il fine e il senso ultimo della persona umana, per cui si pu\u00f2 dire che l&#8217;intera esistenza del singolo individuo, cos\u00ec come l&#8217;intera vicenda della storia dei popoli, degli imperi, delle civilt\u00e0, altro non siano che un itinerario di avvicinamento, o, talvolta, di allontanamento, dal loro autentico centro focale, dalla loro meta finale, che \u00e8 sempre Dio, e nient&#8217;altro che Dio.<\/p>\n<p>Riportiamo alcuni passi del saggio di Fernando Rigon \u00abUno su cinque. L&#8217;udito del cervo edenico\u00bb, purtroppo selezionandoli al massimo per motivi di spazio e, perci\u00f2, &quot;tagliando&quot; i puntuali riferimenti icnografici che arricchiscono e danno particolare concretezza alla pregevole ricostruzione dell&#8217;Autore, alla cui lettura integrale rimandiamo il lettore (in: F. Rigon, \u00abArte dei numeri. Letture iconografiche\u00bb Banca Popolare di Vicenza, 2006, pp. 153-159):<\/p>\n<p>\u00abQuando le raffigurazioni artistiche dei Progenitori dell&#8217;Eden sono arricchite da presenze zoologiche, immancabilmente, o quasi, fa la sua comparsa il cervo; anzi, con frequenza esso diventa l&#8217;unico rappresentante della fauna paradisiaca che accompagna la vita felice di Adamo ed Eva prima della colpa originale. Questa constatazione fa pensare a una ineludibile necessit\u00e0, della quale cercheremo di rivelare le ragioni simboliche, focalizzandoci qui sull&#8217;inserimento del cervo nel giardino dove cresceva l&#8217;albero del Bene e del Male e sui suoi significati allegorici in rapporto a tale contestualizzazione che trascende, e prescinde da molti ruoli iconografici attribuitigli nell&#8217;antichit\u00e0 classica. Non si pu\u00f2 evitare infatti di tener presente come, in un ideale &quot;indice&quot; delle qualit\u00e0 mitiche, e analogiche, poi, degli &quot;animali&quot; entrati a far parte dell&#8217;iconografia con tutto il loro stratificato bagaglio di reminiscenze e allusioni, il cervo occuperebbe sicuramente il secondo posto, preceduto e di molto! &#8212; soltanto dall&#8217;imbattibile leone, con il quale divide proprio, spesso in esclusiva, l&#8217;onore d&#8217;accompagnare le rappresentazioni dei Capostipiti dell&#8217;umanit\u00e0. [&#8230;]<\/p>\n<p>La facolt\u00e0 del cervo pi\u00f9 accreditata nell&#8217;antichit\u00e0 consisteva nell&#8217;accanita inimicizia del quadrupede con i serpenti e nella sua presunta capacit\u00e0 di catturarli e ucciderli, scovandoli anche sotto terra con getti d&#8217;acqua di cui si era riempito la bocca; passata al cristianesimo (vedasi i mosaici di Qasr Libya) la credenza lo consacr\u00f2 ben presto, anche nei Bestiari medievali, come animale antidiabolico e simbolo del Cristo che stritola la potenza infernale. Una presenza esorcizzatrice del quadrupede presso l&#8217;albero del Male, avvolto nelle spire della tentazione tramata dal serpente diabolico, divent\u00f2 perci\u00f2 quasi scontata e non meno scontata la sostituzione del rettile, che si nutre di terra, con il cervo al seno della &quot;Tellus&quot; degli &quot;Exultet&quot;, con l&#8217;animale posizionato dal lato delle tenebre che ospitano la Luna, la qual, vicina alla Terra, evoca cos\u00ec anche l&#8217;acqua di cui il quadrupede si serve &#8212; omologandola &#8212; per snidare il suo nemico per eccellenza. Fin da Aristotele s&#8217;era accreditata anche la convinzione che i cervi si lasciassero sedurre dal suono di una bella voce o di uno strumento armonioso, identificato da Plutarco con il flauto. Nel passaggio al Rinascimento questa predisposizione prevalse sulla precedente e si specializz\u00f2 in una simbologia complementare per cui il nostro animale divenne tout-court l&#8217;incarnazione stessa dell&#8217;Udito e attributo specifico dell&#8217;Adulazione. Nell&#8217;ambito della rappresentazione dei cinque sensi, come caratteristiche corporee dell&#8217;uomo che o mettono in grado di percepire la materialit\u00e0 e di organizzare in linguaggio realt\u00e0 ed esperienza, il cervo assume cos\u00ec costantemente nel Rinascimento &#8212; quando si ricorra alla perifrasi attributiva zoomorfa &#8212; il ruolo dell&#8217;Udito [&#8230;].<\/p>\n<p>Strettamente connesso alla particolare predisposizione dell&#8217;Udito &#8212; il pi\u00f9 &quot;emotivo&quot; di tutti i sensi, secondo Teofrasto &#8212; \u00e8 la &quot;debolezza&quot; del cervo di essere sensibile all&#8217;adulazione, poich\u00e9 esso \u00e8, per antichissima credenza, predisposto alla vanit\u00e0, forse a motivo del fascino che esercita la sua &quot;ramatura&quot;. Cos\u00ec conferma anche il Ripa nel suo trattato di iconologia sulla voce &quot;Adulazione [&#8230;]. Sui derivati dalla timidezza, come pavidit\u00e0, cautela e circospezione &#8212; affermatisi come attributi del cervo fin dal Medioevo &#8212; torna lo stesso Ripa quando consacra il quadrupede come prerogativa indispensabile della figura della Prudenza [&#8230;]. Di antichissima tradizione, connessa ancora una volta la caratteristica distintiva del cervo, cio\u00e8 impalcatura delle corna che cresce e si rinnova con gli anni, \u00e8 la qualit\u00e0 che lo vuole molto longevo. [&#8230;]<\/p>\n<p>&quot;In Oriente un certo parallelismo colleg\u00f2 il combattimento tra Ormudz ed Ahriman e quello fra il sole e la luna, il combattimento fra il &quot;pausen&quot; e il serpente; quest&#8217;ultimo animale ctonio e tenebroso, fu in tutto il vecchio mondo il geroglifico d&#8217;ombra pericolosa e dei misteri sotterranei&quot;; laddove il cervo, agognante l&#8217;acqua, divora il serpente, che a sua volta si nutre di terra, in un chiasmo rivelatore di scambio tra i due elementi Acqua-Luna e cervo-Terra. Il cervo in et\u00e0 romanica \u00e8 immagine della tentazione della carne ed \u00e8 associato alla Sirena, abitatrice delle acque, che adula, blandisce e seduce, come il Serpente allettatore, fin dal Paradiso perduto. Atteone subisce la stessa tentazione sorprendendo Diana-Luna al bagno: &quot;regredisce&quot;, cos\u00ec, per punizione a cervo e viene divorato dalla muta dei suoi stessi cani famelici, capeggiati da Melampo, dalla zampa nera&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Di tutte le funzioni simboliche che gli sono state attribuite, dunque, nel lungo corso dei secoli, la pi\u00f9 diffusa, probabilmente, \u00e8 quella che vede il cervo come il mite abitante dell&#8217;Eden, ossia come il simbolo felice della vita universale, prima che l&#8217;uomo infrangesse, con il Peccato originale, la profonda armonia, la perfetta integrit\u00e0 e la suprema bellezza della Creazione, e dunque prima che il mondo della natura divenisse feroce e selvaggiamente competitivo.<\/p>\n<p>Naturalmente, chi possiede una mentalit\u00e0 scientista e ha sviluppato una concezione materialista del reale, sorrider\u00e0 davanti a tutto questo, e domander\u00e0, con una sfumatura di beffarda ironia sulle labbra: \u00abMa quando, per favore, la natura \u00e8 stata priva di competizione? In quale tempo, in quale luogo, il lupo e l&#8217;agnello hanno mai pascolato insieme? E allora: di quale innocenza, di quale mitezza, sar\u00e0 mai simbolo il cervo, dipinto, scolpito, raffigurato centinaia e migliaia di volte, nel corso dei secoli, entro le chiese cristiane? Non sappiamo forse che gli animali, e tutti i viventi, derivano da progenitori comuni; e che, prima ancora, la vita sulla Terra \u00e8 nata da un &quot;brodo primordiale&quot;, in maniera assolutamente spontanea e casuale, senza bisogno di alcun Creatore? Ma, anche ammettendo che la creazione vi sia stata, come si pu\u00f2 ancora raccontare la favoletta degli animali che vivevano in pace e reciproca armonia? Un erbivoro \u00e8 sempre un erbivoro, cos\u00ec come un carnivoro \u00e8 pur sempre un predatore: e la storia della vita \u00e8 sempre stata la storia delle zanne e delle unghie insanguinate\u00bb. In questo modo, pi\u00f9 o meno, parlerebbe costui.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che gli uomini moderni, fra le alte cose, hanno dimenticato che cosa sia, propriamente, un simbolo. Abbiamo detto che il cervo \u00e8 un tipico animale della simbologia cristiana: il che vuol dire che non bisogna vederlo, realisticamente, come un animale fra gli altri, come un mammifero artiodattilo e ruminante, che vive in un ceto modo, si nutre in un certo modo, si riproduce in un certo modo: perch\u00e9 questo non sarebbe pi\u00f9 il simbolo del cervo, ma il cervo in quanto animale, che \u00e8 quel che deve essere. Il cervo, nell&#8217;iconografia cristiana, \u00e8 un simbolo di purezza, di mitezza, di desiderio ardente di Dio: a questo dobbiamo pensare, e non altro. Allo stesso modo, anche il Giardino dell&#8217;Eden \u00e8 un simbolo, e non un luogo geografico, meno ancora un luogo realisticamente descritto; esso \u00e8 un simbolo della natura originaria, uscita tutta buona dalle mani del Creatore, e non ancora ferita e deturpata dal Peccato.<\/p>\n<p>Ora, se il nostro amico scientista e materialista insistesse: \u00abMa com&#8217;era, dunque, e dove, codesta natura originaria?\u00bb, gli risponderemmo che nessuno lo sa, tranne una cosa: che era buona in se stesa, perch\u00e9 era perfetta. Gli scienziati sanno forse dirci che cosa c&#8217;era prima dell&#8217;Universo che noi oggi conosciamo, prima del Big Bang? Non lo sanno, perch\u00e9 nessuno lo sa. \u00abForse un altro universo simile a questo\u00bb, dir\u00e0 il nostro amico. Forse. E prima ancora? Messo alle strette, dir\u00e0 forse che non vi \u00e8 alcun &quot;prima&quot;, perch\u00e9 il mondo, in questa forma o in un&#8217;altra, \u00e8 sempre esistito. \u00c8 una posizione che va forte, da un po&#8217; di tempo, specie fra quegli scienziati che amano improvvisarsi filosofi (cfr. il nostro articolo \u00abPerch\u00e9 esiste qualcosa invece che nulla?\u00bb, pubblicato sul giornale informatico \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb, in data 19\/07\/2015). Solo che \u00e8 logicamente insostenibile&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti sanno che uno dei motivi ricorrenti dell&#8217;iconografia cristiana \u00e8 il cervo; tutti avranno visto, almeno qualche volta, entrando in una chiesa, l&#8217;immagine di un cervo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,245],"class_list":["post-23796","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23796","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23796"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23796\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23796"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23796"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23796"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}