{"id":23792,"date":"2018-05-02T01:12:00","date_gmt":"2018-05-02T01:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/02\/cercare-il-bene-e-lodarlo-ecco-lo-scopo\/"},"modified":"2018-05-02T01:12:00","modified_gmt":"2018-05-02T01:12:00","slug":"cercare-il-bene-e-lodarlo-ecco-lo-scopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/02\/cercare-il-bene-e-lodarlo-ecco-lo-scopo\/","title":{"rendered":"Cercare il bene e lodarlo: ecco lo scopo"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;atteggiamento pi\u00f9 diffuso e pi\u00f9 tipico della modernit\u00e0 \u00e8 quello del non saper che fare: il reale \u00e8 troppo complesso, troppo mutevole e imprevedibile; la stessa condizione umana \u00e8 ambigua, elusiva, contraddittoria: non resta che vagare senza meta fra le macerie di perdute certezze, rimestare fra le ceneri di verit\u00e0 spente; e portar fiori, ironicamente, come Mattia Pascal, sulla propria stessa tomba, riconoscendo cos\u00ec la propria condizione di morti viventi. In questo contrasto, l&#8217;impotenza \u00e8 d&#8217;obbligo e l&#8217;inconcludenza, uno stile di vita; l&#8217;agnosticismo diviene saggezza e lo scetticismo sistematico, una pratica di salute mentale. Non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 irritante, di pi\u00f9 insopportabile, quindi, d&#8217;imbattersi in qualcuno che osa pensare in maniera positiva, che si permette di usare volont\u00e0 e intelligenza non solo per cercare, ma per trovare, e che, <em>horribile dictu<\/em>, alla fine qualcosa ritiene d&#8217;averla trovata per davvero &#8212; non una verit\u00e0 qualsiasi, non una verit\u00e0 provvisoria e strumentale, e neppure un alibi, una pseudo verit\u00e0 di cui drappeggiarsi per meglio perseguire i propri scopi, o semplicemente per dissimulare la propria ignoranza, ma proprio la verit\u00e0 di cui l&#8217;uomo abbisogna: il motivo per cui gli \u00e8 data da vivere la vita. E se, poi, costui esplicita tale verit\u00e0 in questa semplice formula: la vita ci viene data affinch\u00e9 si vada in cerca del bene e, trovatolo, lo si lodi e lo si celebri, e se ne ringrazi l&#8217;autore, allora l&#8217;incredulit\u00e0 cede il posto allo sdegno, l&#8217;ironia viene sostituita dalla rabbia, e il malcapitato, fra un volare d&#8217;insulti e un digrignar di denti, viene prontamente ridotto al silenzio, affinch\u00e9 non rechi danno ai suoi simili, diffondendo tali false e perniciose dottrine. Non c&#8217;\u00e8 posto per lui, nella societ\u00e0 moderna, la quale tutto pu\u00f2 tollerare, comprendere e perfino giustificare in fatto di aberrazioni umane, dall&#8217;incesto alla pedofilia, dal sadismo alla bestialit\u00e0, dall&#8217;inversione alla necrofilia, ma una cosa non arriver\u00e0 mai a capire, o giustificare, e meno ancora a perdonare: la salute della mente e dell&#8217;anima, la boccata d&#8217;aria pura in mezzo al tanfo soffocante di cadavere che ristagna ovunque. Nessuno deve permettersi di pronunciare una parola di vita nella citt\u00e0 dei morti; nessuno deve introdurre un raggio di speranza in queste tenebre di angoscia e disperazione che chiamiamo <em>la civilt\u00e0 moderna<\/em>. Lasciate che i morti seppelliscano i morti, diceva Qualcuno; e i custodi della modernit\u00e0, rovesciando inconsapevolmente il significato di quelle parole, si affrettano a dire: che nessuno si azzardi a risvegliare i morti dal loro sonno di morte, che nessuno osi tentare di risvegliarli. L&#8217;ultima parola, nel mondo moderno, deve averla la morte, insieme a tutto ci\u00f2 che \u00e8 distruttivo: la tristezza, l&#8217;ansia, il senso di colpa, la confusione, il tormento, il rimorso senza redenzione, l&#8217;umorismo senza gioia, la crudelt\u00e0 senza riscatto, il <em>cupio dissolvi<\/em> allo stato puro.<\/p>\n<p>In questo quadro generale si colloca la figura, anch&#8217;essa tanto largamente diffusa quanto caratteristica, del sedicente intellettuale, del sedicente poeta, del sedicente artista, del sedicente pensatore, eccetera. Tutti debitamente ribelli, anzi, rivoluzionari; tutti odiatori d.o.c. di Dio, della patria e della famiglia; tutti pieni di disprezzo verso i detestabili valori &quot;borghesi&quot; (e il bello \u00e8 che i rivoluzionari veri, quelli del XIX secolo, se n&#8217;erano gi\u00e0 accorti: Malatesta diceva che calunniare un galantuomo, rubare in casa sua, sedurre sua moglie, sono cose cattive per il codice borghese, ma lo sono anche per <em>noi<\/em>, intendendo i suoi compagni anarchici). E, soprattutto, unici, particolarissimi, eccezionali: una marea di superuomini in sedicesimo, una pletora sterminata di geni incompresi e incomprensibili, di scultori e pittori le cui opere sono indecifrabili, poeti dai versi ermetici, filosofi dai pensieri oscuri: forse perch\u00e9 il pubblico non \u00e8 alla loro altezza (o alla loro bassezza), forse perch\u00e9 non hanno niente da dire, n\u00e9 una sola dote artistica o poetica, e neppure una idea originale da far valere. Per\u00f2 sono &quot;compagni&quot;, e ci\u00f2 \u00e8 stato sufficiente per ammantarli di bellezza e di mistero, e perch\u00e9 la cultura dominante, fatta da gente simile a loro, li imponesse sulla scena come i massimi campioni della cultura moderna: e intanto i veri artisti, i veri poeti e i veri filosofi son rimasti negletti, nell&#8217;ombra, e il pubblico, gli studenti anzitutto, non sanno neppure che esistono.<\/p>\n<p>Ma chi sono i veri artisti, i veri poeti, i veri pensatori, i veri maestri? Quelli che cercano il bene, e che, trovatolo, ne celebrano le lodi e ne ringraziano Iddio; quelli che aiutano gli altri a vedere la bellezza del mondo, la sua armonia, la sua magnificenza; quelli che incoraggiano chi \u00e8 stanco, rinfrancano chi \u00e8 sfiduciato, sorreggono chi vacilla; quelli che amano la vita e la fanno amare, ma che, nello stesso tempo, indicano la maniera giusta di viverla, che non \u00e8 quella del materialismo e dell&#8217;edonismo, ma quella di chi se ne serve per proiettarsi verso le altezze, per realizzare il proprio io superiore, la propria parte migliore e pi\u00f9 vera: quella che aspira al bene, e, perci\u00f2, quella che cerca Dio, sia che lo sappia, sia che non lo sappia. Vi \u00e8 pi\u00f9 verit\u00e0, pi\u00f9 ricerca del bene e pi\u00f9 nostalgia di Dio nel quadro di Van Gogh che rappresenta solamente un paio di vecchi scarponi da contadino, poveri, consumati, che trasudano la fatica umile e quotidiana del lavoro, che non nelle centinaia di brutti e pretenziosi quadri di Henri Michaux, il pittore che non ha niente da dire, ma che tutti i salotti culturali progressisti corteggiano, che le maggiori case editrici si contendono: e questo mentre Van Gogh si era ridotto a vendere i suoi quadri, carichi di amore e di bellezza, per un piatto di minestra, e fin\u00ec per suicidarsi, solo come un cane, incompreso e disperato, mentre l&#8217;inutile Michaux, l&#8217;artista che dipinge il nulla e che scrive versi e racconti intessuti di nulla, di aria fritta, di fumo che il vento disperde, \u00e8 stato per gran parte della sua vita illuminato dai riflettori della notoriet\u00e0.<\/p>\n<p>Non vi sono altri scopi di vita pi\u00f9 degni di questo. Chi vive solo per se stesso, per saziarsi di emozioni piacevoli, \u00e8 semplicemente un animale; chi sfrutta, manipola, inganna e maltratta gli altri, \u00e8 un ossesso, uno schiavo e un agente del male; chi vive a cascaccio, trascinandosi per le vie del mondo di giorno in giorno, senza mai alzare gli occhi dal fango, senza mai provare un impulso nobile e generoso, senza mai sentire la nostalgia delle altezze, \u00e8 un essere umano a met\u00e0: arrivato a met\u00e0 strada, infatti, si \u00e8 dimenticato della sua autentica natura, si \u00e8 scordato chi egli sia e quale la sua meta, e se ne va tentoni, come un sonnambulo o uno smemorato. Chi persegue il male, chi indulge nel male, chi non ne prova orrore e rimorso, \u00e8 solo un demone incarnato, che ha letteralmente rovesciato il senso e la meta della propria vita. Di fatto, molte persone perseguono il male, ma senza rendersene conto con chiarezza: eppure lo fanno, eccome, perch\u00e9 ogni volta che si rinuncia e si volta le spalle a un bene possibile per abbracciare un male quasi certo, si tradisce la propria vocazione e ci si rende collaboratori della strategia del diavolo, la quale consiste nel capovolgere il progetto di Dio, ma facendo leva sui apparenze di bene, e cio\u00e8 puntando a ingannare e tradire gli uomini: perch\u00e9 solo pochissimi di loro sono capaci di collaborare intenzionalmente coi suoi piani e a farsi deliberatamente suoi strumenti; e anche loro, se potessero vedere il vero volto di colui che li lusinga, li seduce e li arruola nelle sue file, morirebbero dallo spavento e maledirebbero, ma ormai troppo tardi, il patto scellerato che si sono indotti a sottoscrivere. La strategia preferita del diavolo, dunque, consiste nel fare leva sulle debolezze degli uomini, piuttosto che sulla loro malvagit\u00e0: di questa sono scarsi, nella maggior parte dei casi, cos\u00ec come sono scarsi di bont\u00e0 e di amore; mentre la concupiscenza, la tendenza a lasciarsi irretire dai falsi beni e trascinare, per tal via, verso il male vero e proprio, \u00e8 sempre presente in ciascuno di essi, triste eredit\u00e0 dei nostri progenitori e del Peccato originale. Non per nulla, una delle numerose strategie perseguite dal signore delle tenebre \u00e8 appunto,quella di persuadere gli uomini che il Peccato originale non c&#8217;\u00e8 mai stato, che \u00e8 solo una favola per bambini, una subdola invenzione dei preti; e conosce cos\u00ec bene le sue pecorelle, che, per sferrare questa offensiva contro la dottrina del Peccato originale, si \u00e8 fatto strada proprio fra gli &quot;specialisti&quot; di tali cose, i teologi, e, riempiendo il loro cuore di malizia, di orgoglio e di superbia, ha insinuato in loro, che hanno l&#8217;ultima parola in capitolo, il dubbio lacerante che la concupiscenza, dopotutto, non esista, che sia solo una metafora delle tendenze al male presenti nell&#8217;uomo, ma che l&#8217;uomo pu\u00f2 benissimo contrastare con le sue forze, senza bisogno d&#8217;altri. Come si vede, \u00e8 un ritorno in grande stile del pelagianesimo, una delle pi\u00f9 insidiose, pi\u00f9 perfide eresie del cristianesimo, fin dai primi secoli di vita della Chiesa; e il fatto che a scagliarsi conto di esso sia proprio un neoclero progressista imbevuto di mentalit\u00e0 pelagiana, la dice lunga sul grado di abilit\u00e0 dimostrato dal diavolo e, d&#8217;altra parte, sul livello d&#8217;ingenuit\u00e0, confusione e arroganza cui son giunti tanti sedicenti cristiani.<\/p>\n<p>Ci piace, a questo punto, riportare un passaggio chiave del testamento spirituale dello scrittore Luigi Santucci (Milano, 11 novembre 1918-Milano, 23 maggio 1999), autore di romanzi come <em>Orfeo in paradiso<\/em> e di racconti come <em>Lo zio prete<\/em>, registrato a beneficio dei figli e integralmente riportato in <em>Autoritratto<\/em> (a cura di G. Badilini, Milano, Ancora, 2004, pp. 259-265):<\/p>\n<p><em>Se dovessi sintetizzare in una formula, in un&#8217;espressione il mio essere stato scrittore, credo che sarebbe questa: che scrivo per lodare. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Io ho lodato, ho cercato di applaudire, di risuscitare nella lode, quante pi\u00f9 cose ho potuto. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>La lode, s\u00ec, come messaggio, come linguaggio, se non per salvare il mondo (per guarirlo ci vuole altro!), per aiutarlo, perch\u00e9 recuperi una qualche stima, una qualche fiducia in se stesso; perch\u00e9 esca dall&#8217;auto-disprezzo, dalla disperazione, e ritrovi l&#8217;amabilit\u00e0.[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 senza un certo entusiasmo nei nostri confronti \u00e8 poi quasi impossibile amare gli altri, si va a rischio al contrario d&#8217;infiltrare negli altri i nostri squilibri, il nostro scetticismo o addirittura pessimismo sull&#8217;umanit\u00e0. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>E tutto quello che ho avuto l&#8217;ho davvero goduto, grazie penso alla mia natura di poeta, l&#8217;ho goduto (questo \u00e8 molto importante) con consapevolezza.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ma come si fa a distinguere il vero bene da ci\u00f2 che bene non \u00e8, pur avendo alcune apparenze esteriori di ci\u00f2 che \u00e8 buono? Eccoci arrivati al punto decisivo. Perch\u00e9 tutti quelli i quali, pi\u00f9 o meno consapevolmente (mai <em>del tutto<\/em> inconsapevoli, per\u00f2) si sono messi a servire il male, negheranno a chiunque il &quot;diritto&quot; di decretare che esiste una chiara linea di separazione fra il bene e il male, invocheranno la relativit\u00e0 dei punti di vista, la mutevolezza delle situazioni esistenziali, la fluidit\u00e0 e l&#8217;inafferrabilit\u00e0 del fenomeno &quot;vita&quot;, se non anche la sua incomprensibilit\u00e0, in modo che tutto lo schermo delle giustificazioni plausibili e possibili sia completo, e che nessuna affermazione su ci\u00f2 che \u00e8 assolutamente bene e ci\u00f2 che \u00e8 assolutamente male sfugga alla possibilit\u00e0 di essere controbattuta da un paralizzante punto interrogativo. Diciamo allora che \u00e8 bene ci\u00f2 che risponde alla legge morale naturale, e trova conferma nella legge divina, come ci \u00e8 stata insegnata da Ges\u00f9 Cristo; e lo si pu\u00f2 riassume in queste poche parole: <em>Ama Dio sopra ogni cosa, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente, e ama il prossimo tuo come te stesso<\/em> (cfr. <em>Matteo<\/em>, 22, 37; e si faccia bene attenzione: Ges\u00f9 non dice: ama il prossimo tuo <em>pi\u00f9<\/em> di te stesso, ma <em>come<\/em> te stesso; perch\u00e9 colui che non ama a se stesso, non sapr\u00e0 nemmeno amare gli altri). Come si vede, non sono concetti difficili: perch\u00e9 non \u00e8 vero che la verit\u00e0 \u00e8 complessa; \u00e8 complessa per quelli che non la amano e non la cercano con vera umilt\u00e0 e sincerit\u00e0, per quelli che hanno deciso gi\u00e0 in partenza di precostituirsi un alibi per non averla trovata. Ma Ges\u00f9 ha detto chiaramente: <em>Chi cerca, trova; bussate e vi sar\u00e0 aperto, cercate e troverete<\/em>. E se cos\u00ec non fosse, Egli ci avrebbe ingannati, ci avrebbe detto una menzogna; ma questo non \u00e8 possibile, perch\u00e9 Cristo \u00e8 <em>la via, la verit\u00e0 e la vita<\/em>, e la verit\u00e0 non si prende gioco di coloro i quali la cercano sinceramente.<\/p>\n<p>Appare dunque evidente che, nella cultura moderna, \u00e8 in atto, e da molto tempo, una vastissima, terribile congiura per spegnere o attutire il pi\u00f9 possibile le voci che parlano del bene, che esortano a cercare il bene, soprattutto a <em>fare<\/em> il bene, mentre essa dispiega ogni energia e pone ogni diligenza nell&#8217;amplificare e nel diffondere le voci che denigrano il bene, che lo sminuiscono, che lo deridono, che lo calunniano, e che descrivono i fautori del bene come altrettanti ipocriti, o, nel migliore dei casi, come dei visionari, degli ingenui, dei sempliciotti un po&#8217; bigotti, un po&#8217; arretrati, i quali non hanno capito quanto il mondo moderno sia complesso, appunto, e come ogni verit\u00e0 abbia cento, mille facce, e ogni voce possa essere contraddetta da tante altre voci di segno opposto. E l&#8217;atto culminante di tale congiura corrisponde alla diffusione di questa cultura relativista e soggettivista fin dentro la Chiesa, nel mezzo del gregge delle pecorelle di Cristo, le quali sono sbigottite e pi\u00f9 che mai frastornate dalle voci discordanti dei falsi pastori, voci che non offrono loro alcuna sicurezza, alcuna protezione, ma paiono volerle sospingere deliberatamente nelle fauci dei lupi famelici, da tempo in attesa di cogliere un&#8217;occasione tanto favorevole. Ma i lupi e i falsi pastori hanno fatto male i loro conti: le pecore non sono sole e abbandonate, perch\u00e9 Ges\u00f9 Cristo \u00e8 e rimarr\u00e0 sempre con loro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;atteggiamento pi\u00f9 diffuso e pi\u00f9 tipico della modernit\u00e0 \u00e8 quello del non saper che fare: il reale \u00e8 troppo complesso, troppo mutevole e imprevedibile; la stessa<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[117,141],"class_list":["post-23792","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-dio","tag-filosofia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23792","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23792"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23792\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23792"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23792"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23792"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}