{"id":23787,"date":"2023-02-23T05:13:00","date_gmt":"2023-02-23T05:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2023\/02\/23\/celestino-testore-un-notevole-scrittore-educatore\/"},"modified":"2023-02-23T05:13:00","modified_gmt":"2023-02-23T05:13:00","slug":"celestino-testore-un-notevole-scrittore-educatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2023\/02\/23\/celestino-testore-un-notevole-scrittore-educatore\/","title":{"rendered":"Celestino Testore, un notevole scrittore-educatore"},"content":{"rendered":"<p>A volte un sentiero sbagliato pu\u00f2 condurre a una piacevole scoperta; non sempre un sentiero sbagliato provoca solo una fastidiosa perdita di tempo.<\/p>\n<p>Stavo conducendo una ricerca su don Luigi Giussani; e, fra le alte cose, vista la reticenza e quasi l&#8217;avarizia delle fonti pi\u00f9 comuni, andai a consultare anche la voce a lui dedicata su <em>Wikipedia<\/em>, pur sapendo benissimo che si tratta di uno strumento da adoperarsi, diciamo cos\u00ec, con qualche speciale attenzione, e non solo per i contenuti, ma anche per i dati puri e semplici e perci\u00f2 sempre bisognoso di una verifica supplementare.<\/p>\n<p>A un certo punto, m&#8217;imbatto nella notizia che don Luigi Giussani redasse la voce &quot;Educazione&quot; per <em>l&#8217;Enciclopedia Cattolica<\/em>. La cosa mi parve subito alquanto strana, non solo perch\u00e9 mi giungeva affatto nuova, ma ancor pi\u00f9 per un semplice ragionamento di buon senso: bench\u00e9 infatti non venisse precisato l&#8217;anno di tale collaborazione, <em>l&#8217;Enciclopedia Cattolica<\/em> \u00e8 stata pubblicata in Vaticano, dall&#8217;Ente per l&#8217;Enciclopedia Cattolica e per il libro cattolico, in 12 volumi, fra il 1948 e il 1954. Ho la fortuna di averla a casa e di consultarla spesso: \u00e8 l&#8217;ultima opera di quel genere partorita dalla Chiesa prima del Concilio Vaticano II e i suoi collaboratori, fra i quali Cornelio Fabro, sono tutti specialisti di prim&#8217;ordine, sicuramente ortodossi nella loro concezione e nella loro esposizione della cultura cattolica: nessuna fuga in avanti, nessuna infiltrazione di odore anche solo vagamente neomodernista. La voce &quot;Educazione&quot; si trova nel quinto volume, pubblicato con l&#8217;<em>imprimatur<\/em> nel 1952: vale dire quando don Giussani, sconosciuto sacerdote milanese dalle idee un po&#8217; originali operava presso una parrocchia periferica della Barona, dedicandosi soprattutto alla confessione, insegnava presso la sede ginnasiale del seminario di Seveso e si dibatteva fra gravi problemi di salute, che lo avrebbero tormentato per tre anni e che, a causa di una broncopolmonite degenerata in pleurite, gli avrebbero compromesso permanentemente la funzionalit\u00e0 di un polmone. Difficile dunque pensare che proprio a lui, allora interessato a studi e ricerche sul cristianesimo orientale e sul pensiero del riformatore Reinhart Niebhur, fosse stato affidato quell&#8217;incarico: e infatti, andando a consultare la &quot;voce&quot; in questione sulla <em>Enciclopedia Cattolica<\/em>, una &quot;voce&quot;, come al solito ampia, chiara e precisa, potei constatare che non reca la firma di don Giussani, il cui nome non figura nemmeno fra quelli dei collaboratori, ma del gesuita Celestino Testore, una penna gi\u00e0 nota e affermata de <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>.<\/p>\n<p>Talmente nota e affermata che il suo nome mi ricord\u00f2 immediatamente dove lo avevo gi\u00e0 incontrato: sulle copertine, avvincenti e coloratissime, di una buona cinquantina, e forse pi\u00f9, di romanzi per la giovent\u00f9, tutti di ambientazione esotica, di tema missionario e con esplicite finalit\u00e0 apologetiche.<\/p>\n<p>Ne avevo anche letti alcuni, non da ragazzo, perch\u00e9 appartenevano a un&#8217;altra generazione, ma pi\u00f9 tardi, da adulto, per farmene un&#8217;idea, mosso da un forte interesse per la letteratura per l&#8217;infanzia e in particolare per quella di carattere religioso. Nato a Biella il 18 gennaio 1886, entrato come novizio nell&#8217;Ordine di Sant&#8217;Ignazio, ad Avigliana (Torino), nel 1903, venne ordinato presbitero a Novara nel 1916, in piena Prima guerra mondiale, ed \u00e8 morto a Cuneo l&#8217;8 novembre 1973, dopo una vita intensissima di attivit\u00e0 svolta in diversi istituti gesuiti e nella composizione di un numero veramente sterminato di libri di narrativa religiosa e apologetica, tutti immancabilmente ambientati nelle terre pi\u00f9 lontane e fra le popolazioni allora meno conosciute alla civilt\u00e0 europea, tanto che lo si potrebbe definire, senza troppa esagerazione, un Emilio Salgari, un Karl May o un Rudyard Kipling con la talare e la croce.<\/p>\n<p>La sua produzione letteraria lascia impressionati per l&#8217;ampiezza e la variet\u00e0, anche se alla fine il filo conduttore \u00e8 sempre il medesimo: celebrare e far conoscere adeguatamente l&#8217;opera dei santi missionari nelle regioni pi\u00f9 impervie della Terra, specialmente dei suoi fratelli gesuiti (come gi\u00e0 aveva fatto il suo illustre predecessore XVII secolo, Daniello Bartoli e che, missionario mancato, aveva riversato nella scrittura tutto il suo zelo e il suo ardore di apostolo); e sospettiamo fortemente che l&#8217;oblio quasi totale che \u00e8 caduto sulla sua persona e sulla sua opera abbia che fare con il clima interno alla Chiesa degli anni in cui scrisse, e che, nella lotta fra modernisti e antimodernisti, lo vide senz&#8217;altro schierato dalla parte dei secondi, vale a dire dalla parte di san Pio X e della <em>Pascendi<\/em>, ossia del retto magistero cattolico.<\/p>\n<p>Stendere un elenco veramente completo dei suoi libri crediamo sia cosa pressoch\u00e9 impossibile. Pertanto ci limitiamo ad enumerare i titoli che, forse, richiamarono maggiormente l&#8217;attenzione del pubblico: un pubblico giovanile che egli voleva non solo intrattenere, con la narrazione sapiente avventure e vicende pi\u00f9 o meno emozionati, ma anche e soprattutto educare nella fede e spronare nella sequela della grande opera di evangelizzazione mondiale, secondo il preciso mandato di Ges\u00f9 agli Apostoli (<em>Mc<\/em> 16, 15-18):<\/p>\n<p><em>^15^E disse loro: \u00abAndate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.\u00a0^16^Chi creder\u00e0 e sar\u00e0 battezzato sar\u00e0 salvato, ma chi non creder\u00e0 sar\u00e0 condannato.\u00a0^17^Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno dem\u00f2ni, parleranno lingue nuove,\u00a0^18^prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recher\u00e0 loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Un elenco molto approssimativo comprende <em>I Santi Martiri Canadesi<\/em> (edizioni Piane), <em>L&#8217;occhio del giaguaro<\/em>, <em>L&#8217;inganno maoro, Buby<\/em>, <em>Il grido degli: Hau! Hau<\/em>!, <em>Il brivido del sepolto vivo<\/em>, <em>L&#8217;isola del mistero<\/em>, <em>Sui campi di Fiunga<\/em>, <em>L&#8217;oro del Klondike<\/em>, <em>Il narcotico del fachiro<\/em>, <em>L&#8217;incubo della tenebra<\/em>, <em>La vendetta dello schiavo<\/em>, <em>Il maleficio di Tauri<\/em>, <em>Nonni e Manni<\/em>, <em>Om-Mani-Padme-Um<\/em>, <em>Fior di Loto<\/em>, <em>L&#8217;odio dell&#8217;Abuna<\/em> (tutti con l&#8217;Editrice &quot;Missioni&quot; della Compagnia di Ges\u00f9). Molti sono stati tradotti all&#8217;estero, specie in lingua spagnola e portoghese.<\/p>\n<p>Gli anni di pubblicazione arrivano fino ai &#8217;60: <em>Il grido degli Hau! Hau!<\/em>, per esempio, uno di quelli dai quali oggi non ci sarebbe prete ben deciso a prenderne le distanze in nome dell&#8217;ecumenismo, del dialogo, dell&#8217;inclusione e della pace, \u00e8, dopotutto, del 1959: il sottoscritto aveva gi\u00e0 tre anni, andava all&#8217;asilo e facilmente avrebbe potuto trovarselo fra le mani al catechismo, pochi anni dopo, come regalo o come premio di buona condotta. Invece le cose sono andate in una maniera completamente diversa e per conoscere i romanzi di padre Celestino Testore, anzi anche solo per scoprire che \u00e8 esistito un colto e prolifico scrittore di gesuita di nome Celestino Testore (i titoli, che richiamano sparsamente Carolina Invernizio e Jack London, non traggano un inganno sulla qualit\u00e0 della scrittura), sarebbero dovuti passare non tre o quattro anni, come sarebbe stato naturale, ma pi\u00f9 di tre o quattro decenni, e l&#8217;incontro sarebbe avvenuto casualmente, quasi clandestinamente, al di fuori del circuito delle librerie paoline, bens\u00ec in quello dei mercatini dell&#8217;usato, perenni e inesauribili cimiteri di grandezze perdute e di glorie sfiorite.<\/p>\n<p>Ormai il nostro sagace lettore avr\u00e0 perfettamente capito le ragioni per le quali \u00e8 cos\u00ec improbabile, per non dire quasi impossibile, che un lettore dei nostri giorni, specie se giovane e se specie se cattolico, si imbatta nei libri di padre Celestino Testore, che da oltre mezzo secolo non sono stati pi\u00f9 ristampati. I gesuiti della <em>Civilt\u00e0 Cattolica<\/em> dei nostri giorni lo prenderebbero a sassate, si fa per dire naturalmente; non gli perdonerebbero mai e poi mai che le altre religioni &#8211; nelle quali pur brilla, secondo le melliflue espressioni del Concilio Vaticano II, un riflesso della divina verit\u00e0 &#8211; vengano cos\u00ec disinvoltamente presentate dome false, impregnate d&#8217;ignoranza, stregoneria e magia nera; e che gli uomini bianchi, se attaccati a tradimento, abbiano l&#8217;ardire di difendersi, ribattendo colpo su colpo. Certo, nessuno nega che il modello perfetto sia e resti eternamente Ges\u00f9 Cristo, il quale si lascia crocifiggere senza reagire. Non si deve per\u00f2 dimenticare che la Chiesa non ha mai proibito la legittima difesa, purch\u00e9 proporzionata alla minaccia o all&#8217;offesa, e non ha mai condannato (fino a Bergoglio), in linea generale, neppure il ricorso da parte dello Stato alla pena di morte. I pi\u00f9 grandi teologi, come San Tommaso d&#8217;Aquino, hanno sempre difeso il buon diritto a battersi nella guerra giusta, cio\u00e8 di difesa; n\u00e9 si dimentichi che il grandissimo sant&#8217;Agostino, nell&#8217;ultimo anno della sua vita mortale, fino all&#8217;ultimo animava i suoi concittadini d&#8217;Ippona, assediata dai crudeli Vandali, a difendere strenuamente le loro case, le loro famiglie e la loro stessa vita. Quanto al fatto di presentare in luna luce poco simpatica i sacerdoti delle false religioni e il loro relativo grado di civilt\u00e0, be&#8217;, bisognerebbe avere l&#8217;onest\u00e0 di fare quattro chiacchiere con qualche vecchio missionario in pensione, non con questi giovani comboniani o preti della Consolata, le cui riviste paiono fogli di propaganda marxista: e si scoprirebbe che gli stregoni africani e haitiani erano veramente degli avvelenatori e dei maghi neri asservirti al demonio, o che i Maori meno civilizzati erano veramente dei cannibali, i quali mettevano in pentola i nemici uccisi (e che in questo modo sterminarono i pacifici Moriori delle Isole Chatham, in un sanguinoso raid del 1835).<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che sono bastati pochissimi anni e, con il cavallo di Troia del Concilio, la dottrina della Chiesa, partendo dalla pastorale, \u00e8 stata letteralmente capovolta: perci\u00f2 quel che era buono e giusto fino al 1965, dopo quella data, specie con la <em>Dignitatis humanae<\/em> e la <em>Nostra aetate<\/em>, \u00e8 diventato cattivo e sbagliato. E questa \u00e8 la prova che col Concilio \u00e8 stata fondata una nuova religione, che fraudolentemente ha conservato il nome dell&#8217;antica. Come si potrebbe oggi, in quell&#8217;ambito, parlare della stregoneria e dei delitti di certe religioni, quando un papa (Giovani Paolo II) si fa cresimare con la sacra cacca di vacca ind\u00f9, e un altro (Bergoglio) si circonda di streghe, stregoni e praticanti di Yoga e Reiki?<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, il mondo intero \u00e8 cambiato. Il tempo dei martiri canadesi \u00e8 trascorso da un pezzo: a titolo di curiosit\u00e0, ricordo che mentre frequentavo la seconda media ci fu un eccidio, uno degli ultimi, di una minuscola missione cattolica sperduta nelle immense foreste dell&#8217;Amazzonia venezuelana, da parte della trib\u00f9 Atroaris. Beninteso, i missionari martiri ci sono ancora: ma in genere sono vittime di gruppi religiosi fanatici e organizzati, come i guerriglieri <em>moros<\/em> dell&#8217;isola Mindanao, nelle Filippine. Ma oggi sarebbe difficile presentare la conclusione del libro <em>Il grido degli Hau! Hau!<\/em>, nel quale un gruppo di maori cerca di assalire i viaggiatori di un bastimento di linea per derubarli, ammazzarli e spartirsene le merci, ma il cui piano viene vanificato dalla pronta reazione del capitano, il quale non lesina la polvere da sparo ai suoi marinai; mentre il padre missionario che viaggia a bordo gi\u00e0 pregusta le soddisfazioni che ben presto gli verranno dal battesimo di tante anime di pagani. Non che ci sia qualcosa di sbagliato o diseducativo nella vicenda: \u00e8 cambiata la sensibilit\u00e0, mano a mano che sono aumentati i sensi di colpa degli europei nei confronti dei popoli ex coloniali.<\/p>\n<p>Comunque, grazie al malinteso iniziale che ci ha riportato sulle tracce di padre Celestino Testore, abbiamo avuto la possibilit\u00e0 di conoscere un altro aspetto della sua ricca personalit\u00e0 di sacerdote e uomo di cultura: quello educativo.<\/p>\n<p>Ci \u00e8 impossibile riportare qui le ricche pagine dedicate all&#8217;Educazione nella <em>Enciclopedia Cattolica<\/em> (vol. V, col. 93-103), ma speriamo di invogliare te, lettore, ad andare a leggerle, offrendoti intanto questo piccolo saggio, cos\u00ec pieno di saggezza, pur negli anni di furore ideologico di preti come don Milani:<\/p>\n<p><em>EDUCAZIONE. L&#8217;arte di formare nel fanciullo l&#8217;uomo, in quanto tale. Cio\u00e8 con tutta la perfezione che la sua natura comporta. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>RAPPORTO TRA EDUCANDO ED EDUCATORE. Costituisce l&#8217;intima essenza della e. SI ha, infatti, nella e. da una parte il fattore soggettivo, colui che ne \u00e8 il soggetto attivo, cio\u00e8 l&#8217;educando con tutti i suoi istinti, facolt\u00e0, tendenze naturali ed ereditarie, indole, temperamento. Egli forma, s\u00ec, l&#8217;oggetto intorno a cui si esplicano le norme dell&#8217;azione educativa, ma non ne \u00e8 tanto oggetto, che non ne sia nello stesso tempo e prevalentemente il soggetto, perch\u00e9 per la legge della spontaneit\u00e0 egli viene a poco a poco educandosi da s\u00e9, organizzando in s\u00e9 tutto il mondo delle sue esperienze, conquistando cos\u00ec se stesso e la personalit\u00e0. Dall&#8217;altra parte si ha il fattore extra<\/em><\/p>\n<p><em>soggettivo, che \u00e8 l&#8217;azione dell&#8217;educatore, cosciente e voluta. Ma questa non sostituisce n\u00e9 deve sostituire l&#8217;azione dell&#8217;educando, bens\u00ec cooperare con essa. Un altro fattore extrasoggettivo \u00e8 dato dall&#8217;ambiente fisico, in cui si nasce, dall&#8217;ambiente familiare e sociale, in cui si vive, con tutte le conquiste raggiunte, le sue tradizioni, la sua cultura (col. 93-94).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte un sentiero sbagliato pu\u00f2 condurre a una piacevole scoperta; non sempre un sentiero sbagliato provoca solo una fastidiosa perdita di tempo. 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