{"id":23774,"date":"2017-02-06T04:29:00","date_gmt":"2017-02-06T04:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/06\/la-doppia-morale-dei-cattolici-progressisti-ma-non-era-un-vizietto-tipicamente-borghese\/"},"modified":"2017-02-06T04:29:00","modified_gmt":"2017-02-06T04:29:00","slug":"la-doppia-morale-dei-cattolici-progressisti-ma-non-era-un-vizietto-tipicamente-borghese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/06\/la-doppia-morale-dei-cattolici-progressisti-ma-non-era-un-vizietto-tipicamente-borghese\/","title":{"rendered":"La doppia morale dei cattolici progressisti: ma non era un vizietto tipicamente borghese?"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una cosa che accomuna i cattolici progressisti, specialmente se altolocati &#8212; professori universitari, teologi rampanti, cardinali, arcivescovi e vescovi <em>politically correct<\/em>, vale a dire doverosamente e devotamente bergogliani, immigrazionisti, pauperisti, ecologisti, terzomondisti, anti-populisti e anti-tradizionalisti: il vizietto della doppia morale. Non solo essi adoperano una doppia morale quando si tratta di giudicare i loro amici e i loro nemici; ma, anche nel caso dei loro amici, usano la doppia morale, ossia distinguono fra ci\u00f2 che essi fanno nella loro vita privata, e ci\u00f2 che fanno in veste pubblica. Anche se si tratta di sacerdoti, per i quali la vita privata e la vita pubblica non dovrebbero presentare evidenti discrepanze, o per dir meglio, dovrebbero essere egualmente limpide e trasparenti. Ed \u00e8 un vizietto che, strano a dirsi, li accomuna con quelli che essi vedono come i loro capitali nemici a livello ideologico: i ricchi, i &quot;borghesi&quot;, i conservatori, i &quot;benpensanti&quot;, addirittura i non meglio precisati &quot;clericali&quot;, come li chiama, con infinito disprezzo, il misericordioso papa Francesco, supremo protettore di tutti i cattolici progressisti e modernisti.<\/p>\n<p>Ma facciamo un passo alla volta. Ne avevamo gi\u00e0 parlato in pi\u00f9 occasioni, ma \u00e8 necessario che vi torniamo sopra. Alcuni recenti fatti di cronaca segnalano l&#8217;esistenza di un grave problema all&#8217;interno della Chiesa cattolica: non il fatto che vi sono dei preti o dei religiosi indegni &#8211; questo, purtroppo, fa parte della natura umana; anche se una pi\u00f9 attenta selezione dei futuri pastori d&#8217;anime non guasterebbe, data l&#8217;estrema delicatezza della loro funzione -, ma il fatto che per molti vescovi \u00e8 pi\u00f9 importante impegnarsi sul terreno delle attivit\u00e0 sociali, assistenziali, umanitarie, magari con una spiccata preferenza per gli immigrati clandestini e con una minor sollecitudine verso i milioni di poveri italiani, che non accorgersi della miseria morale e spirituale che flagella, come una pestilenza, le loro diocesi e le loro parrocchie. Malati d&#8217;ideologia, e si sa di quale ideologia si tratta: una ideologia morta e sepolta ovunque, a causa dei suoi stessi fallimenti, oltre che dei crimini di cui si \u00e8 macchiata, ma ancora viva nell&#8217;animo di molti, troppi vescovi e cardinali, e di moltissimi sacerdoti, tanto da fare velo ai loro occhi di fronte a una realt\u00e0 evidente: la grande povert\u00e0 di cui deve occuparsi il cristiano, oggi come ieri, o come domani, non \u00e8, o non \u00e8 principalmente, o \u00a0non \u00e8 solo, quella economica, quanto piuttosto quella morale e spirituale. Un cristiano che non ha capito questo, ha capito poco del Vangelo: ha scambiato Ges\u00f9 Cristo per un Che Guevara\u00a0<em>ante litteram<\/em>, e la\u00a0<em>Bibbia<\/em>\u00a0per\u00a0<em>Il Capitale\u00a0<\/em>di Marx. Perci\u00f2 pu\u00f2 succedere che un vescovo dichiari di essere pronto a far sparire i simboli cristiani pur di stare in \u00a0buone relazioni con gli islamici, e se ne vada a visitare i missionari dell&#8217;America Latina mentre la sua diocesi \u00e8 sull&#8217;orlo di un vulcano per un gravissimo scandalo di tipo morale, del quale non si era accorto, o, peggio, del quale era informato, ma rispetto al quale aveva deciso di non fare assolutamente nulla. Ci riferiamo, ovviamente, alla vicenda, squallida oltre ogni limite di ci\u00f2 che umanamente \u00e8 sopportabile, di don Andrea Contin, parroco di San Lazzaro a Padova, e degli altri sacerdoti che, per ammissione di questi, sono coinvolti nel suo giro di orge a base di \u00a0sesso estremo. Ma ci riferiamo anche a quell&#8217;altro scandalo, del quale si parla meno, del figlio del pluriomicida mafioso, condannato a diversi ergastoli, Tot\u00f2 Riina, anche lui condannato per reati di mafia e obbligato a risiedere lontano da Corleone, che ha scelto di stabilirsi a Padova e che se n&#8217;\u00e8 andato tranquillamente a far da padrino di Battesimo a sua nipote. Per fare il padrino di Battesimo, bisogna essere cresimati e, inoltre, bisogna possedere dei requisiti morali minimi. Ora quel certo vescovo fa l&#8217;indignato, dice che \u00e8 scandaloso che il giovanotto &#8211; il quale ha da poco pubblicato un libro per esaltare la propria famiglia &#8211; abbia potuto recarsi in Sicilia per fare da padrino alla nipotina. Ma chi gli ha rilasciato l&#8217;attestato di idoneit\u00e0, oltre alla diocesi siciliana, \u00e8 stata proprio quella di Padova. Di che cosa si indigna, dunque, monsignor Cipolla? \u00c8 stato un prete della sua diocesi a farlo: dicendo che il giovane Riina ha seguito un percorso di preparazione alla Cresima. Tutto a posto, dunque? No di certo: ma quel prete che ha rilasciato l&#8217;attestato non ha agito molto diversamente dal suo vescovo, quando, davanti alle accuse che due parrocchiane di don Contin erano venute a fargli, ha risposto loro di andare dal magistrato. Entrambi si son lavate le mani, il prete e il suo vescovo; entrambi hanno scaricato ad altri la patata bollente, fuggendo dalle proprie responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>La miseria morale non \u00e8 meno grave di quella materiale, anche se \u00e8 diversa, ed \u00e8 tipica delle societ\u00e0 consumiste, dominate dall&#8217;edonismo, dalla solitudine, dall&#8217;indifferenza verso la persona. \u00c8 gi\u00e0 abbastanza grave che un lupo travestito da pastore, come don Contin, sia diventato parroco e lo sia stato per anni, senza che nessuno di coloro che lo hanno formato come sacerdote, e che poi lo hanno consacrato, si fosse accorto del suo lato oscuro; ma \u00e8 anche pi\u00f9 grave che egli abbia potuto sedurre e spingere all&#8217;estrema degradazione non poche delle sue parrocchiane &#8211; si parla di molte donne, forse quindici, forse di pi\u00f9 ancora -, spacciandosi per loro consolatore e direttore spirituale, e soggiogandole psicologicamente fino al punto di distruggere in loro ogni senso di dignit\u00e0, da spingerle a concedersi ad altri uomini, che, guarda caso, erano dei preti. Vedove o donne dai matrimoni infelici, che cercavano una parola di conforto e hanno trovato sulla loro strada un libertino assatanato, che ha profittato della loro confusione per farne delle schiave sessuali o qualcosa del genere: non \u00e8 autentica e desolante povert\u00e0, questa, sul piano umano Ed \u00e8 una povert\u00e0, secondo noi, perfino pi\u00f9 drammatica di quella fisica: perch\u00e9 qui non si tratta di dare un piatto di minestra o di trovare un posto di lavoro a qualcuno che l&#8217;ha perso; qui si tratta di rifare una coscienza distrutta, di ricostruire una dignit\u00e0 scomparsa, di rifondare dei valori morali che sono andati completamente smarriti. Ed \u00e8 difficile dire se lo smarrimento pi\u00f9 grave sia stato quello del prete dissoluto, o dei suoi amici, o delle sue amanti\/vittime, le quali subivano ogni sorta di umiliazioni e persino di violenze fisiche, cercando cos\u00ec, disperatamente, di esorcizzare o di annegare la loro frustrazione e la loro angoscia esistenziale. Di questa frustrazione e di questa angoscia, nei suoi aspetti patologici e specifici, dovrebbe occuparsi, forse, lo psichiatra; ma, nei suoi aspetti generali e morali, \u00e8 dovere del pastore d&#8217;anime: cio\u00e8 del sacerdote e di chi assiste, dirige e consiglia il sacerdote, cio\u00e8 il vescovo. Un vescovo che parla con i suoi sacerdoti, che dimostra amicizia verso di loro, che si mostra disponibile ad ascoltarli e consigliarli (con chi pu\u00f2 parlare, oggi, un prete, nella sua grande solitudine, se non col proprio vescovo?), \u00e8 un pastore che ha compreso quale sia la sua vera missione: salvare le anime, indirizzare le anime, aiutare spiritualmente le anime. Ma se tutto quel che sa fare il vescovo \u00e8 dire a quelle donne di andare dal magistrato; se non parla col prete traviato, n\u00e9 prima, n\u00e9 dopo che lo scandalo sia scoppiato; se lascia che le cose vadano avanti sino alla catastrofe, e intanto fa i suoi viaggi pastorali fra gli &quot;ultimi&quot; che vivono dall&#8217;altra parte del mondo, vuol dire che non ha capito dove stanno di casa gli &quot;ultimi&quot;, n\u00e9 quale sia la sua autentica missione. E questo perch\u00e9 la sua mente \u00e8 ingombra di ideologia: una ideologia laica, secolarizzata, immanentista, che non dovrebbe essere quella, non diciamo di un vescovo, ma neanche del pi\u00f9 umile sacerdote, diacono o collaboratore pastorale.\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;errore dei cattolici progressisti, dei teologi della liberazione e dei preti e vescovi modernisti, \u00e8 di credere che la vera fedelt\u00e0 al Vangelo si concretizzi in qualcosa di molto simile alla lotta di classe; che il povero abbia sempre ragione, e che le sue ragioni vadano difese in linea di principio, anche se, a ben guardare, si scopre che ha torto marcio; e che la cosa pi\u00f9 importante che debba fare chi annunzia il Vangelo sia quella di salire sulle barricate, fustigare l&#8217;egoismo dei ricchi, incitare gli oppressi alla riscossa, ignorando l&#8217;antica e sempiterna verit\u00e0: che la vera battaglia non si combatte fra i &quot;buoni&quot; ( guarda caso, sempre e solo i poveri, ma in senso meramente economico) e i &quot;cattivi&quot; (cio\u00e8 i ricchi), ma all&#8217;interno del cuore dell&#8217;uomo; perch\u00e9 il bene e il male, la generosit\u00e0 e l&#8217;egoismo, la giustizia e la malvagit\u00e0, sono presenti in ciascuno di noi; e, forse, quelli che hanno pi\u00f9 bisogno d&#8217;aiuto, oggi, non solo tanto i poveri in senso materiali, dei quali gi\u00e0 si occupano svariate istituzioni, pubbliche e private, ma i poveri in senso morale e spirituale: persone alla sbando, senza pi\u00f9 valori, senza pi\u00f9 certezze, senza punti di riferimento, senza modelli autorevoli e credibili da seguire; persone che la civilt\u00e0 moderna illude, inganna e poi abbandona, tradisce, delude, espone alla disperazione. \u00c8 di questi nuovi poveri che devono occuparsi i sacerdoti, oggi, con il sostegno affettuoso e intelligente dei loro vescovi. Ora, per esempio, monsignor Cipolla, nella sua conferenza stampa, ha detto di esser pronto ad assistere don Contin per quanto possibile, perch\u00e9, anche se sospeso <em>a divinis<\/em>, \u00e8 pur sempre un sacerdote, un cristiano in difficolt\u00e0. Ma non crede che sia un po&#8217; tardi, caro monsignore? Non le sembra che avrebbe dovuto parlare prima, con quel sacerdote in difficolt\u00e0, che causava tanto male al gregge a lui affidato? Ma lei, quel male, non ha saputo vederlo nemmeno dopo; non lo vede nemmeno adesso. In quella stessa conferenza stampa, ha voluto ricordare e sottolineare che don Contin, come parroco, godeva della stima e dell&#8217;apprezzamento dei suoi parrocchiani. No, monsignore: davvero lei, parlando a quel modo, ha mostrato di non aver capito niente. Lei ha detto, testualmente, che don Contin &quot;era stimato, in parrocchia, per le sue indicazioni pastorali e per le sue riflessioni spirituali&quot;. Ma la gente della parrocchia, e lei stesso, non lo vedevate andarsene in giro con il macchinone, spendere e spandere nei migliori alberghi, sempre accompagnato da donne? Inoltre lei ha voluto fare una difesa d&#8217;ufficio preventiva di don Roberto Cavazzana, tirato in ballo dallo stesso Contin quale compagno di orge, con il miserabile argomento che non sono emerse (finora) responsabilit\u00e0 penali, e che il suo ruolo era subordinato, rispetto a quello del collega. Ma lei si sente quando parla, monsignore? Sta forse dicendo che farsi filmare, mentre ci si abbandona alle orge, \u00e8 cosa meno grave che stare dietro la telecamera, a parit\u00e0 di tutto il resto? Ma si accorge fino a che punto lei sta offendendo il buon senso di chi l&#8217;ascolta e fino a che punto sta trascinando ancor pi\u00f9 in basso, se possibile, con la sua goffa e meschina linea difensiva, la credibilit\u00e0 e la santit\u00e0 della diocesi che le era stata affidata? Uno come don don Contin non pu\u00f2 essere, in alcun modo, un bravo parroco; perch\u00e9, per un sacerdote, \u00e8 impossibile separare la vita privata dalla vita pubblica, e contraddire nella vita privata i valori annunciati dal pulpito. Un sacerdote, per essere credibile, deve essere in grazia di Dio: ma questo, oggi, nei seminari, non lo insegnano pi\u00f9? Un impiegato comunale pu\u00f2 anche essere un porcello nella sua vita privata, e tuttavia svolgere bene la sua professione: anche se perfino ai dipendenti pubblici, un tempo, lo Stato richiedeva un certo livello di moralit\u00e0, perch\u00e9, in qualche modo, essi rappresentano le istituzioni. Un ufficiale poteva essere obbligato a dare le dimissioni dall&#8217;esercito, se la sua vita privata diventava occasione di pubblico scandalo, o anche solo di pettegolezzi indiscreti. Ma un sacerdote, caro monsignore &#8211; dobbiamo spiegarglielo noi, che siamo laici &#8212; il perch\u00e9 non pu\u00f2 passare per un buon parroco, se si comporta, nella sfera privata, come faceva don Contin? E poi, che razza di distinzione gesuitica \u00e8 mai questa? Don Contin sfruttava l&#8217;abito sacerdotale per adescare le sue prede, poi le teneva in pugno con delle strane teorie circa il peccato e la misericordia di Dio: perci\u00f2 non solo \u00e8 impossibile che si tengano separate, nel suo caso, le due cose, ma sarebbe sbagliato e immorale farlo, quand&#8217;anche lo si potesse. E poi, si \u00e8 dimenticato che costui faceva le sue porcherie nei locali della parrocchia, che aveva trasformato in un bordello di tipo sadomasochista? Gli uomini elle forze dell&#8217;ordine, quando sono entrati a perquisirle, non riuscivano a credere ai loro occhi. Era proprio necessario che lei, preventivamente informato di quel che bolliva in pentola, lasciasse che le cose arrivassero a quel punto, e che il mondo venisse a sapere quanto vergognose fossero le cose che accadevano in quella parrocchia? E se la parrocchia viene degradata fino a questo punto, come si pu\u00f2 dire che don Contin era, a suo modo, un buon parroco? Bisognava avere il coraggio, invece, di dire a quei parrocchiani che seguitano a difenderlo e a parlarne bene, che sono completamente fuori strada, che non hanno capito nulla del Vangelo, e che, se davvero piaceva loro quel parroco, allora sono davvero degni di non avere un pastore di un altro livello morale. Ma lei, un discorso cos\u00ec, non ha il fegato per farlo; perch\u00e9 lei, come tutti i vescovi progressisti della &quot;scuderia&quot; di Bergoglio, pensa che il suo mestiere consista nel dare ragione al &quot;popolo&quot;, sempre e comunque, perch\u00e9 il popolo, nella vostra ideologia distorta, \u00e8 pi\u00f9 o meno la stessa cosa dei &quot;poveri&quot;, che amate tanto (specie se stranieri; meno se nostrani); e poco importa se i poveri di cui parlava Ges\u00f9 non erano tanto i poveri in senso fisico, ma soprattutto in senso morale, cio\u00e8 quanti sono lontani da Dio. E chi \u00e8 pi\u00f9 lontano da Dio di questi preti depravati, insieme ai loro parrocchiani dalla manica larga?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una cosa che accomuna i cattolici progressisti, specialmente se altolocati &#8212; professori universitari, teologi rampanti, cardinali, arcivescovi e vescovi politically correct, vale a dire doverosamente<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[107],"class_list":["post-23774","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-cattolicesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23774","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23774"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23774\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23774"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23774"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23774"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}