{"id":23768,"date":"2015-08-02T09:58:00","date_gmt":"2015-08-02T09:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/08\/02\/quei-cattolici-di-sinistra-che-straparlano-di-accoglienza-diritti-e-dio-sa-cosaltro\/"},"modified":"2015-08-02T09:58:00","modified_gmt":"2015-08-02T09:58:00","slug":"quei-cattolici-di-sinistra-che-straparlano-di-accoglienza-diritti-e-dio-sa-cosaltro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/08\/02\/quei-cattolici-di-sinistra-che-straparlano-di-accoglienza-diritti-e-dio-sa-cosaltro\/","title":{"rendered":"Quei cattolici \u201cdi sinistra\u201d che straparlano di accoglienza, diritti e Dio sa cos\u2019altro"},"content":{"rendered":"<p>Per un non cattolico, \u00abFamiglia cristiana\u00bb \u00e8, semplicemente, il settimanale dei cattolici; vale a dire, che, se \u00e8 un seguace della cultura laicista dominante, egli lo considera con un misto di indifferenza e di disprezzo, come un rimasuglio di mentalit\u00e0 clericale che finir\u00e0 per scomparire.<\/p>\n<p>Un non cattolico non coglie le sfumature, non percepisce le differenze che vi sono all&#8217;interno del mondo cattolico; o, se le percepisce, ci\u00f2 avviene all&#8217;interno dei suoi parametri culturali, dei suoi riflessi condizionati, dei suoi pregiudizi laici e progressisti. Per esempio, sa che ci sono i cattolici &quot;buoni&quot; e quelli &quot;cattivi&quot;: di sinistra i primi, di destra i secondi. Che le categorie della destra e della sinistra non siano applicabili al di fuori della sfera politica, e che meno ancora possano essere adoperate come discriminanti per catalogare in buoni e cattivi i seguaci di una fede religiosa, non gli passa neanche per l&#8217;anticamera del cervello. Dunque, per lui sono &quot;buoni&quot; quei cattolici, quei preti, quei vescovi che frequentano, per esempio, i salotti televisivi di Rai Tre, ospiti fissi di conduttori faziosi e intellettualmente disonesti, i quali vogliono sentirsi dire solo quel che piace al loro pubblico abituale e non possiedono nemmeno la forma mentis necessaria a porsi in un atteggiamento di autentico ascolto verso una cultura diversa dalla loro. Gli altri, i &quot;cattivi&quot;, o non vengono invitati, e dunque non godono di alcuna visibilit\u00e0 nell&#8217;ambito della cultura laica, oppure vengono esibiti, di tanto in tanto, come delle teste di turco sulle quali scaricare, senza nemmeno ascoltarli e senza minimamente prendere in considerazione i loro argomenti, tutto l&#8217;astio e il livore che il laicismo militante nutre nei confronti del fatto religioso in generale, e del cattolicesimo in maniera particolare.<\/p>\n<p>Le opinioni e i punti di vista sostenuti, ormai da parecchi anni, dal settimanale \u00abFamiglia cristiana\u00bb, corrispondono in pieno al clich\u00e9 laicista del cattolico &quot;buono&quot;, in quanto perfettamente compatibile, appunto, con quel clich\u00e9 medesimo: aperto e dialogante con tutti gli &quot;ismi&quot; della cultura di sinistra, dal progressismo al multiculturalismo, dal femminismo al buonismo a senso unico; non per\u00f2 altrettanto tollerante, n\u00e9 altrettanto caritatevole, con un&#8217;unica categoria di persone: i suoi confratelli che non condividono tali posizioni e che intendono il fatto religioso in maniera pi\u00f9 fedele alla tradizione. Solo verso costoro, &quot;rei&quot; di avere mal digerito il Concilio Vaticano II &#8212; che, a suo dire, ha riscosso beneficamente la Chiesa, dopo secoli d&#8217;immobilismo e di bieco conservatorismo &#8212; non \u00e8 disponibile al dialogo, ma ostenta un malcelato disprezzo.<\/p>\n<p>Il cattolico &quot;buono&quot;, insomma, quello che piace a Corrado Augias e magari a Paolo Flores d&#8217;Arcais, stravede per il relativismo religioso camuffato da ecumenismo; \u00e8 pronto ad abbracciare anche i fondamentalisti musulmani, in nome dell&#8217;&quot;amore&quot; senza confini, ma a volgere la testa dall&#8217;altra parte per non vedere le persecuzioni di cui sono vittime i copti e altre minoranze cristiane in molte parti del mondo; non la finisce pi\u00f9 di chiedere scusa ai giudei e di sentirsi indegno a causa delle nefandezze compiute ai loro danni dai cristiani, magari otto o dieci secoli fa; ma non ha alcuna comprensione, alcun rispetto, alcuna carit\u00e0, verso quei cristiani che egli definisce, sprezzantemente, &quot;conservatori&quot;, i quali, a suo giudizio, frappongono mille ostacoli al cammino trionfale del post-concilio e cercano in ogni modo di frenare il processo di modernizzazione e liberalizzazione della Chiesa. Basta vedere &#8212; un esempio fra mille &#8212; il putiferio che quel &quot;buon&quot; cattolico ha sollevato allorch\u00e9 Benedetto XVI volle riammettere in seno alla Chiesa alcuni vescovi lefebvriani: ma come, &quot;perdonare&quot; a dei simili mostri! Per quelli no, nessuna piet\u00e0, nessuna umana considerazione; per tutti gli altri, s\u00ec: anche per quelli che insultano il cristianesimo, che vorrebbero ridicolizzarlo, che vorrebbero distruggerlo, che vorrebbero farne sparire ogni traccia.<\/p>\n<p>Stiamo esagerando? Vediamo; e prendiamo un numero qualsiasi di \u00abFamiglia cristiana\u00bb, un numero ormai vecchio, che ci \u00e8 capitato fra le mani del tutto a caso (quello del 13 gennaio 2013).<\/p>\n<p>Si comincia con la posta del direttore, don Antonio Sciortino; la prima lettera, firmata da una suora, offre anche lo spunto per il titolo: \u00abIniziativa grave e triste che offende la dignit\u00e0 delle donne\u00bb. \u00c8 una severa rampogna, o piuttosto una dura requisitoria, categorica e inappellabile, nei confronti di quel prete di Lerici che, davanti al fenomeno del cosiddetto &quot;femminicidio&quot;, aveva invitato le donne a fare una sana autocritica e a provocare sessualmente un po&#8217; meno i maschi. Sfruttando la rozzezza della comunicazione di quel prete, e tralasciando la sostanza dell&#8217;idea da lui espressa, tutt&#8217;altro che irragionevole o campata per aria, l&#8217;autrice della lettera fa polpette del malcapitato prete &quot;reazionario&quot; e brucia l&#8217;incenso di rito sull&#8217;altare del femminismo trionfante, evidentemente scambiando la difesa della dignit\u00e0 della donna per la difesa d&#8217;ufficio, atto dovuto e irrinunciabile, di qualsiasi suo comportamento, fosse anche il pi\u00f9 discutibile e sbagliato. Un buon esempio di monoculismo intellettuale: il vedere le cose con un occhio solo, il giudicarle da un unico punto di vista, senza sfumature e senza mai un&#8217;ombra di autocritica: l&#8217;autoreferenzialit\u00e0 pi\u00f9 sfrenata e narcisista, il cantare da se stessi le proprie lodi. E anche un buon esempio di mancanza di carit\u00e0, di dialogo, di ascolto: complimenti a quella suora.<\/p>\n<p>Seguono altre lettere, anche di segno diverso, ma relegate da quel titolone in una posizione di marginalit\u00e0, tanto per far capire da che parte sta il buon direttore: d\u00e0 spazio a tutti, ma non nasconde certo le sue preferenze. Alcune sono francamente incomprensibili, come quella in cui una lettrice afferma che \u00abdovremmo chiedere scusa\u00bb alla defunta Rita Levi Montalcini, ma non si capisce bene per che cosa: sembra, di non aver sottolineato abbastanza la sua bellezza interiore, mostrandone invece le rughe e il corpo non pi\u00f9 giovane. Come se una tale capacit\u00e0 di &quot;vedere oltre&quot; spettasse ai fotografi o ai giornalisti e non fosse cosa intima di ciascuno. Si parla anche dei \u00abgrandi messaggi\u00bb della scienziata, senza specificare quali sarebbero: dandoli semplicemente per scontati, come la cultura dominante vuole.<\/p>\n<p>Viene poi la rubrica delle opinioni, a cura di Antonio Sanfrancesco, che spezza una lancia a favore dell&#8217;abolizione del &quot;signorina&quot;, sulla scia di quanto deciso in Francia per impulso del governo Hollande, in quanto si tratterebbe di un termine sessista e discriminatorio, un ostacolo da rimuovere sulla via per realizzare le pari opportunit\u00e0. Il tutto con l&#8217;avallo e l&#8217;autorevole parere &quot;tecnico&quot; della solita psichiatra e psicoterapeuta femminista di turno, e con la conferma di una giornalista e scrittrice che non manca di agganciare la questione con quella della violenza sulle donne. Si vede che chiamare &quot;signorina&quot; una donna giovane contribuisce a creare le condizioni sociologiche favorevoli per lo stupro e, forse, l&#8217;uccisione di altre donne innocenti. I maschi non lo sanno e non se ne rendono conto, ma dovrebbero sentirsi in colpa: il loro modo di parlare non esprime cavalleria, ma sessismo travestito, e apre la strada nientemeno che al femminicidio.<\/p>\n<p>Subito dopo c&#8217;\u00e8 la pagina dei \u00abSentimenti\u00bb (di Rosario Carello), occupata per due terzi dalla foto di un gommone d&#8217;immigrati clandestini, in mezzo ai quali un giovane marocchino esulta, allargando le braccia e aprendo il volto a un sorriso d&#8217;infinta soddisfazione: la precaria imbarcazione \u00e8 stata soccorsa al largo di Gibilterra, ormai \u00e8 fatta, tra poco ci sar\u00e0 lo sbarco sul suolo europeo. Il curatore della rubrica fa una sviolinata in piena regola, scomodando alte immagini poetiche, per celebrare il fatto che, agli occhi di Dio, non esistono clandestini. Un concetto che anticipa quello del ministro per l&#8217;Integrazione, Kyenge, allora non divenuto ancora tale: che la terra \u00e8 di tutti e, dunque, non ci sono pi\u00f9 clandestini, ma solo migranti che hanno ogni diritto di sbarcare dove vogliono, in quanti vogliono e come vogliono. Alle nazioni in cui approdano resta, a loro volta, un solo dovere: quello di accoglierli illimitatamente e di soccorrerli, in caso di difficolt\u00e0, a costo della vita (cosa che avviene ogni giorno, silenziosamente e lontano dai clamori mediatici), perch\u00e9, se non ci riescono, e una carretta del mare affonda con il suo carico di disperati, le nazioni d&#8217;Europa, e l&#8217;Italia in prima fila, devono sentirsi in colpa, in quanto nazioni egoiste o poco generose.<\/p>\n<p>Questo concetto \u00e8 ribadito da un articolo, poche pagine pi\u00f9 avanti, del direttore della Fondazione Migrantes, Giacomo Perego, il quale sostiene (parole testuali del titolo) che \u00abLa &quot;risorsa&quot; migrante \u00e8 un valore aggiunto\u00bb; articolo che incomincia, doverosamente, con un riferimento al Concilio Vaticano II, nel quale (ancora testualmente) \u00abla chiesa si \u00e8 riscoperta in cammino\u00bb. Come dire: siamo tutti in cammino, siamo tutti migranti: dunque, aboliamo le frontiere e lasciamo spostare a loro piacere decine di milioni di persone, senza neanche domandare il parere dei popoli che dovrebbero accoglierle. Se ne deduce inoltre che la Chiesa cattolica, prima del Vaticano II, non era in cammino, o almeno non sapeva di esserlo: ma adesso, per fortuna, tutto \u00e8 cambiato e tutto va bene, la Chiesa si \u00e8 messa in marcia verso le magnifiche sorti e progressive.<\/p>\n<p>Seguono alcuni articoli di varia attualit\u00e0, nel complesso abbastanza interessanti e, comunque, meno faziosi e meno &quot;impostati&quot; delle rubriche che aprono la rivista e le danno il &quot;la&quot; in senso ideologico. Si parla del governo Monti, sembra un secolo fa; e, del resto, tutte le opinioni sono legittime.<\/p>\n<p>Circa a met\u00e0 giornale, una grande r\u00e9clame (a due pagine intere) di una collana di libri curata da Enzo Bianchi, presentato, oltre che da una maxi fotografia, dalla solita qualifica: &quot;priore di Bose&quot;. Pu\u00f2 darsi che molti cattolici, per non parlare dei non cattolici, non sappiano di che cosa si tratta: allora sarebbe buona cosa specificare, per loro informazione, che Enzo Bianchi, anche se si veste pi\u00f9 o meno come un prete cattolico, non \u00e8 affatto un sacerdote, ma un laico; e che la comunit\u00e0 monastica di Bose \u00e8 formata da monaci di entrambi i sessi e di diverse confessioni, cattolici, protestanti, ortodossi, in nome di un &quot;ecumenismo&quot; che appiattisce ogni identit\u00e0 e, dunque, ogni distinzione, che \u00e8 premessa indispensabile all&#8217;autentico dialogo interreligioso. Pi\u00f9 avanti nel giornale, la rubrica fissa tenuta dallo stesso Enzo Bianchi, dedicata al catechismo (strano, lui che non \u00e8 prete); in cui ci spiega, questa volta, in che cosa consiste la preghiera di lode.<\/p>\n<p>Scrittore prolifico e pubblicati da numerose case editrici, tra cui la Einaudi, Enzo Bianchi \u00e8 persona autorevolissima nella galassia dei &quot;buoni&quot; cattolici, ossia quelli di sinistra. Le sue idee sono un misto di razionalismo alla Bultmann, ad esempio per quanto riguarda la necessit\u00e0 di &quot;demitizzare&quot; le Scritture e riportarle dalla dimensione &quot;poetica&quot; a quella realistica, adatta agli uomini dei nostri tempi (cominciando con lo sfrondare i racconti sui miracoli) e di buonismo a senso unico, sostenendo, fra le altre cose, che \u00abun Dio che castiga merita di essere negato\u00bb. Tradotto: ciascuno \u00e8 padrone di fabbricarsi il Dio che pi\u00f9 gli aggrada, ovviamente sempre disposto a perdonare; il che \u00e8 un grosso travisamento di quanto afferma il Vangelo, nel quale il perdono infinito di Dio \u00e8 sempre subordinato alla disponibilit\u00e0 al pentimento da parte dell&#8217;uomo (come si vede anche nella celebre parabola del figlio prodigo). Come si potrebbe, infatti, perdonare qualcuno che non vuole essere perdonato; che rifiuta non solo di chiedere, ma anche di ricevere il perdono; che rifiuta, anzi, la persona stessa di colui che lo potrebbe (e lo vorrebbe) perdonare? Un Dio che perdona anche chi rifiuta il suo perdono, \u00e8 un Dio che compie violenza, nel senso che non rispetta la libert\u00e0 dell&#8217;uomo: ma allora, che senso avrebbe la creazione e che senso avrebbe il dono pi\u00f9 prezioso in essa contenuto, appunto la facolt\u00e0 dell&#8217;uomo di scegliere liberamente? Ma queste sono considerazioni e contraddizioni, evidentemente, troppo sottili per i teologi alla Bianchi, ai quali importa solo suonare la grancassa della demagogia pi\u00f9 sfrenata.<\/p>\n<p>Nella pagina accanto, la rubrica di monsignor Gianfranco Ravasi, dedicata a \u00abLe pietre d&#8217;inciampo del Vangelo\u00bb. Ognuno ha le sue pietre d&#8217;inciampo: per Ravasi, \u00e8 il famoso frammento del papiro di Qumran denominato &quot;7Q5&quot;, che egli, con una memorabile &quot;gaffe&quot;, defin\u00ec scritto in lettere ebraiche, anzich\u00e9 greche (si veda il libro di Antonio Socci \u00abLa guerra contro Ges\u00f9\u00bb). Un papiro la cui datazione ha grosse implicazioni per la conferma del valore storico dei Vangeli: padre O&#8217;Callaghan lo data non oltre il 50 d.C., il che, se fosse vero, e se realmente si trattasse di un frammento del Vangelo di Marco, implicherebbe che venne scritto non pi\u00f9 di vent&#8217;anni dopo la morte di Ges\u00f9. Ravasi \u00e8 uno strenuo avversario di tale interpretazione e non si perita di definire \u00abfrenetiche e scomposte\u00bb certe ricerche sulla figura storica di Ges\u00f9. Anche lui, come Bultmann, ama leggere il Vangelo in forma &quot;demitizzante&quot;: si direbbe che il Ges\u00f9 della storia gli faccia quasi paura. Sono questi gli &quot;esperti&quot; che, dalle colonne del pi\u00f9 diffuso giornale cattolico, tengono aggiornati i fedeli sulle questioni della loro fede. A questo punto, ciascuno giudichi con la propria testa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per un non cattolico, \u00abFamiglia cristiana\u00bb \u00e8, semplicemente, il settimanale dei cattolici; vale a dire, che, se \u00e8 un seguace della cultura laicista dominante, egli lo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[107,236],"class_list":["post-23768","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-cattolicesimo","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23768","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23768"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23768\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23768"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23768"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23768"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}