{"id":23767,"date":"2017-04-03T09:59:00","date_gmt":"2017-04-03T09:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/03\/il-cattolicesimo-e-perduto-se-rinuncia-al-mito-in-cambio-della-modernita\/"},"modified":"2017-04-03T09:59:00","modified_gmt":"2017-04-03T09:59:00","slug":"il-cattolicesimo-e-perduto-se-rinuncia-al-mito-in-cambio-della-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/03\/il-cattolicesimo-e-perduto-se-rinuncia-al-mito-in-cambio-della-modernita\/","title":{"rendered":"Il cattolicesimo \u00e8 perduto se rinuncia al mito in cambio della modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un&#8217;osservazione particolarmente acuta di quel geniaccio di Georges Sorel, in un testo che non c&#8217;entra niente con il cristianesimo, e cio\u00e8 la sua opera sociologica ormai classica <em>R\u00e9flexions sur la violence<\/em> (Paris, Pages Libres, 1908, pp. 32 sgg.; cit. in <em>Il pensiero politico di Giorgio Sorel<\/em>, a cura di Giovanni Spadolini, Firenze, Le Monnier, 1972, pp. 140-141):<\/p>\n<p><em>Un esempio ancora pi\u00f9 schiacciante [di &quot;mito&quot;, nel significato che Sorel d\u00e0 a questa parola] potrebbe esser quello dei cattolici che non si sono mai abbattuti in mezzo alle prove pi\u00f9 dure, perch\u00e9 immaginavano che la storia della Chiesa fosse un seguirti di battaglie fra Satana e la gerarchia sostenuta da Cristo e si rappresentavano perci\u00f2 ogni nuova difficolt\u00e0 come un episodio di questa guerra, destinata fatalmente a sboccare nella vittoria del cattolicesimo. All&#8217;alba del sec. XIX, le persecuzioni rivoluzionarie ravvivarono questo mito della persecuzione satanica, che ha ispirato a Giuseppe De Maistre pagine eloquenti: questo ringiovanimento spiega in gran parte la rinascita religiosa che si ebbe allora. Se oggi il cattolicismo \u00e8 minacciato, si deve al fatto che il mito della chiesa militante tende a sparire&#8230; I costumi dolci, scettici e soprattutto pacifici della generazione presente non sono d&#8217;altronde favorevoli alla sua conservazione; e d&#8217;altro canto gli avversari della chiesa proclamano a voce alta che non vogliono tornare a un regime di persecuzione che potrebbe ridare l&#8217;antica energia alle immagini guerresche&#8230; Inutilmente la filosofia intellettualistica avrebbe cercati di dimostrare ai cattolici ardenti, che lottarono per tanto tempo con successo contro le tradizioni rivoluzionarie, che il mito della chiesa militante non \u00e8 conforme alle teorie scientifiche, formulate dai pi\u00f9 dotti autori secondo i metodi critici migliori:non li avrebbe persuasi. Nessun argomento avrebbe avuto la possibilit\u00e0 di scuotere la fede di questi uomini nelle promesse fatte alla chiesa, e, finch\u00e9 questa fede restava salda, il mito non poteva apparire discutibile ai loro occhi.<\/em><\/p>\n<p>Dopo aver precisato che, per &quot;mito&quot;, Sorel propone di indicare quei grandi movimenti, come quello socialista (cui egli pensa soprattutto) che rappresentano la loro azione prossima come immagini di battaglie che assicureranno il trionfo della loro causa, la frase pi\u00f9 notevole di questa pagina di prosa \u00e8 la seguente: <em>Se oggi il cattolicismo \u00e8 minacciato, si deve al fatto che il mito della chiesa militante tende a sparire.<\/em> Possiamo anche lasciar perdere, o non condividere, la specificit\u00e0 del mito cristiano secondo Sorel &#8211; il quale, dopotutto, parla e ragiona da persona intelligente, ma che si colloca all&#8217;esterno della prospettiva cristiana, e la giudica, non senza un pesante pregiudizio di matrice positivista, in base a criteri puramente sociologici (ritorneremo in futuro su questo aspetto, che \u00e8 centrale per la comprensione del <em>fatto<\/em> cristiano); resta la fecondit\u00e0 della intuizione generale: <em>il cristianesimo si regge su una serie di miti, o meglio, su una concezione mitica del mondo, per cui non c&#8217;\u00e8 cosa peggiore, per esso, che il rinunciare a tale visione in favore di un approccio al reale di tipo scientifico e razionalista.<\/em> Se gli stessi cristiani, a cominciare dal clero e dai teologi, si mettono su questa strada, \u00e8 facile preconizzare quel che avverr\u00e0: una sorta di dolce suicidio, una vera e propria eutanasia del cristianesimo stesso. Ma, prima di proseguire, e a scanso di fraintendimenti, ci affrettiamo a dare una nostra definizione di ci\u00f2 che intendiamo per &quot;visione mitica del mondo&quot;. Eccola: <em>una visione che abbraccia l&#8217;intero arco della realt\u00e0, quella visibile e quella invisibile, quella dei vivi e quella dei morti, quella del tempo e quella dell&#8217;eternit\u00e0, in base a criteri simbolici e ad immagini allegoriche, i soli, cio\u00e8, che permettono di esprimere, e sia pure in forma parziale e, se si vuole, &quot;ingenua&quot;, quel che non \u00e8 suscettibile di comprensione e d&#8217;illustrazione mediante il linguaggio logico-discorsivo, quel che non \u00e8 afferrabile con il solo strumento del Logos razionale, ma che \u00e8 vero e certo di una verit\u00e0 e di una certezza indubitabili, ancorch\u00e9 si sottragga alle categorie classificatorie e combinatorie delle scienze positive.<\/em> \u00c8 una definizione un po&#8217; lunga, lo ammettiamo, ma non era possibile esser pi\u00f9 concisi. In definitiva, si tratta di un&#8217;idea del mito che corrisponde pi\u00f9 a quella di Platone, che non a ci\u00f2 che per <em>mito<\/em> intende la cultura moderna. Per quest&#8217;ultima, il mito \u00e8, a un dipresso, una credenza illusoria e favolosa, con cui gli uomini cercano di organizzare il disordine della realt\u00e0 in un ordine superiore; credenza che verr\u00e0 abbandonata e che si dissolver\u00e0 come nebbia al sole, quando, al suo posto, si affermer\u00e0 la certezza scientifica del sapere positivo. Per Platone, invece, il mito \u00e8 una maniera allegorica di esprimere delle verit\u00e0 profonde, indubitabili, perenni, di origine non umana, bens\u00ec divina; verit\u00e0 che non si possono esprimere in altra maniera, perch\u00e9 giacciono su di un piano di realt\u00e0 che \u00e8 irraggiungibile per mezzo degli strumenti del sapere ordinario, scienza compresa.<\/p>\n<p>\u00c8 quasi inutile precisare che il torto pi\u00f9 grave che si pu\u00f2 fare ad un mito \u00e8 quello d&#8217;interpretarlo in maniera letterale, scambiando le sue immagini simboliche per il contenuto di verit\u00e0 che il mito esprime. L&#8217;immagine di san Michele arcangelo che calpesta il demonio, o quella della Donna vestita di sole, con il capo coronato da dodici stelle, che schiaccia la testa al serpente, sono solo immagini; ma il contenuto di verit\u00e0 che esprimono \u00e8 perfettamente vero e reale. Chi si dimentica di questa dimensione allegorica, incorre nello stesso equivoco di colui che scambia la luna per il dito che la indica: guarda il dito, mentre dovrebbe guardare la luna; e, cos\u00ec, gli sfugge completamente il senso di ci\u00f2 che ha davanti, non lo comprende affatto, peggio, lo comprende alla rovescia, in maniera grottescamente deformata e parziale. Questa \u00e8 la maniera di porsi sia del credente superstizioso, che nei <em>simboli<\/em> della religione vede delle <em>cose in s\u00e9<\/em>, sia del nemico della religione, il quale deride e combatte, nella religione, quei simboli, scambiandoli per i contenuti. Ma i simboli sono simboli, e null&#8217;altro; sono come il dito che indica la luna. Non si deve guardare ai simboli come se fossero i contenuti; chi lo fa, non arriver\u00e0 mai a comprendere il loro vero significato; e poco importa che lo faccia da &quot;amico&quot; o da &quot;nemico&quot; della religione. Perci\u00f2, quando diciamo che il cristianesimo si fonda su una visione mitica del mondo, non intendiamo affatto dire che si fonda su una visione fantastica e leggendaria, ma che esso si serve, per esprimere i suoi contenuti ultimi, i quali sono inesprimibili e perfino irraggiungibili alla ragione logico-discorsiva, di una serie di miti e di un apparato complessivo che \u00e8 di ordine mitico; e che, se pure il teologo e il filosofo possono avvicinarsi al Mistero del cristianesimo per via razionale (avvicinarsi, ma solo fino a un certo punto), per il credente qualsiasi quei simboli sono la via pi\u00f9 sicura, forse l&#8217;unica veramente necessaria, per fare altrettanto, ed, eventualmente, per spingersi perfino oltre: come dimostra il caso di parecchi mistici analfabeti, o di santi bambini.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 abbiamo trovato che l&#8217;osservazione di Sorel, a proposito del venir meno della tensione mitica nel cattolicesimo, sia particolarmente acuta e veritiera. Quel che sta succedendo oggi, \u00e8 proprio ci\u00f2 che Sorel aveva intuito e profetizzato; e il bello &#8212; si fa per dire &#8211; \u00e8 che la cosa sta accadendo per un atto volontario dell&#8217;<em>intellighenzia<\/em> cristiana, specialmente i teologi e i quadri superiori del clero, i quali, per un venir meno della fede e per un eccesso di cultura laicista e secolarizzata, han finito per barattare il tesoro inestimabile della visione mitica del mondo, propria del cristianesimo, con il piatto di lenticchie della visione scientifica tipicamente moderna, vale a dire intrisa di razionalismo, materialismo e relativismo. Ci\u00f2 \u00e8 accaduto soprattutto sotto la spinta delle tendenze moderniste, le quali, dietro l&#8217;obiettivo, apparentemente &quot;moderato&quot; e &quot;innocente&quot;, nonch\u00e9, in certo qual senso, pienamente legittimo, di riportare la cultura cattolica al passo con la cultura moderna, per esempio sottoponendo lo studio filologico della <em>Bibbia<\/em> agli stessi, identici criteri di tipo scientifico coi quali si studia qualsiasi altro testo, profano o religioso che sia, han finito, in realt\u00e0, per desacralizzare completamente il cristianesimo e per lasciare il credente con un pugno di mosche in mano, distruggendo la sua fede &quot;mitica&quot; ma senza sostituirla con una fede &quot;pi\u00f9 certa&quot; e &quot;pi\u00f9 vera&quot;, come gli era stato fatto credere. San Pio X vide benissimo il tremendo pericolo, lanci\u00f2 l&#8217;allarme e mobilit\u00f2 tutte le forze della Chiesa contro di esso, cosa che ancora oggi gli viene rimproverata, pi\u00f9 o meno aspramente, anche dalla maggior parte degli storici di parte cattolica, come un eccesso di zelo e una esagerazione al limite del fanatismo e dell&#8217;intolleranza: come se si potessero rimproverare i pompieri di guida impudente perch\u00e9, chiamati a spegnere un terribile incendio che divampa in un quartiere della citt\u00e0, attraversano con i loro mezzi le strade a sirene spiegate e alla massima velocit\u00e0 possibile.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, le rappresentazioni dell&#8217;arte cristiana e dell&#8217;iconografia cristiana, presenti da secoli sulle vetrate delle chiese, negli affreschi delle cattedrali, nelle sculture dei conventi, nelle pitture delle cappelle e delle edicole religiose disseminate lungo le vie, o poste sulle facciate delle case, o sulle pagine miniate dei codici, e cos\u00ec via, lungo i secoli, fino ai santini devozionali dei tempi moderni, o alle illustrazioni dei libri di catechismo, o dei libri di preparazione alla Prima Comunione, fino alla met\u00e0 del XX secolo, cio\u00e8 fino ala vigilia del Concilio Vaticano II, hanno tramandato la visione mitica del mondo, rendendola accessibile alle persone semplici, ai bambini, e controbilanciando l&#8217;effetto esiziale delle immagini profane, ispirate al diabolico consumismo, della civilt\u00e0 irreligiosa e secolarizzata di questa tarda modernit\u00e0 (o post-modernit\u00e0). Il danno che \u00e8 stato fatto gettando via tutto questo immenso patrimonio, come si vede nell&#8217;architettura e nella decorazione delle chiese moderne, o nelle illustrazioni dei libri di religione moderni, \u00e8 immenso, incalcolabile. Tanto pi\u00f9 che ogni immagine rimandava ad un simbolo, e ogni simbolo a un Mistero cristiano; e perci\u00f2 ricordava costantemente agli uomini, gi\u00e0 fin troppo inclini alla superbia e all&#8217;arroganza intellettuale, i limiti oggettivi del loro statuto ontologico, e la distanza abissale che li separa da Dio, e che solo l&#8217;Amore e la Sapienza di Lui possono colmare, suscitando in essi la fede, per mezzo della grazia. Per esempio, l&#8217;altare delle chiese dell&#8217;epoca pre-conciliare era stato concepito, da duemila anni, per simboleggiare la trascendenza e l&#8217;assolutezza di Dio; averlo voluto mandare in pensione, e sostituirlo con delle orribili, dozzinali tavole di marmo rivolte verso i fedeli, sulle quali il sacerdote officia la Messa voltando le spalle al Santissimo, a quello che era il tabernacolo contenente il Santissimo, \u00e8 stato il risultato di un pensiero folle, oltre che temerario: perch\u00e9, in tal modo, si \u00e8 letteralmente distrutta la simbologia della trascendenza, e, nello stesso tempo, la dimensione della spiritualit\u00e0 che avvolgeva la celebrazione dei sacri Misteri.<\/p>\n<p>Al cuore del cristianesimo, bisogna ricordarlo sempre, v&#8217;\u00e8 un duplice, abissale, insondabile Mistero: quello della unit\u00e0 e trinit\u00e0 di Dio, e quello dell&#8217;Incarnazione del Verbo. Il timor di Dio, che non \u00e8 una espressione poetica o folcloristica, ma uno dei sette doni dello Spirito Santo, consiste appunto nel riconoscimento della incommensurabilit\u00e0 di tale Mistero, e della piccolezza dell&#8217;uomo di fronte ad esso (si ricordi l&#8217;apologo del bambino che, davanti a sant&#8217;Agostino, vuol travasare in una buca, scavata sulla sabbia della spiaggia, tutta l&#8217;acqua del mare). Se si toglie il Mistero, si toglie il cristianesimo e lo si ridice a sociologia, a psicologia, o a dottrina sociale; ma lo si distrugge come Rivelazione di Dio agli uomini, per mezzo dell&#8217;amore di Ges\u00f9 Cristo, venuto fra essi e morto per essi, indi resuscitato e tornato al Padre. I modernisti hanno perseguito ostinatamente questo obiettivo e sono ormai a buon punto della loro opera nefasta. \u00c8 desolante vedere come i teologi, i cardinali e i vescovi siano all&#8217;avanguardia nella febbrile autodemolizione: che \u00e8 folle se condotta in buona fede, criminale se condotta con piena cognizione di causa e con intera consapevolezza dei suoi inevitabili effetti. E tutto questo \u00e8 accaduto, in gran pare, per il venir meno della tensione &quot;mitica&quot; del cattolicesimo, e per il suo adagiarsi in una falsa pace, in una falsa coesistenza e in un falso dialogo con il mondo moderno e con le altre confessioni e religioni. Da quando ci si \u00e8 dimenticati che a vita \u00e8 lotta, e che anche la vita cristiana lo \u00e8, precisamente una lotta del Bene contro il Male, si \u00e8 imboccata la via che conduce ineluttabilmente all&#8217;auto-dissoluzione del cattolicesimo. La verit\u00e0 \u00e8 che la fede si era indebolita nei cattolici moderni, a partire dagli &quot;intellettuali&quot; (teologi, biblisti, storici) e dal clero, e che essi, per mascherare questo fatto, a se stessi oltre che agli altri, hanno imboccato la via della &quot;modernizzazione&quot; del cristianesimo, battezzandola <em>apertura<\/em> e caricandola di significati positivi: mentre stavano incipriando e profumando un cadavere in decomposizione. \u00c8 a quest&#8217;inganno e a questo tradimento che bisogna reagire, finch\u00e9 c&#8217;\u00e8 tempo, denunciando con forza la mistificazione che si sta attuando sotto il naso degl&#8217;inconsapevoli fedeli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un&#8217;osservazione particolarmente acuta di quel geniaccio di Georges Sorel, in un testo che non c&#8217;entra niente con il cristianesimo, e cio\u00e8 la sua opera sociologica<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[107,109],"class_list":["post-23767","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23767","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23767"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23767\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23767"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23767"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23767"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}