{"id":23766,"date":"2016-02-12T05:10:00","date_gmt":"2016-02-12T05:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/12\/la-visione-cattolica-della-vita-equivale-a-una-forma-di-naturalismo\/"},"modified":"2016-02-12T05:10:00","modified_gmt":"2016-02-12T05:10:00","slug":"la-visione-cattolica-della-vita-equivale-a-una-forma-di-naturalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/12\/la-visione-cattolica-della-vita-equivale-a-una-forma-di-naturalismo\/","title":{"rendered":"La visione cattolica della vita equivale a una forma di naturalismo?"},"content":{"rendered":"<p>Strano ma vero: proprio gli eredi del pensiero naturalistico, che sono, oggi, gli intellettuali di sinistra, di estrazione marxista, o neomarxista, o semimarxista, o similmarxista, o criptomarxista, sono appunto quelli che, oggi, &quot;accusano&quot; di naturalismo quanti non la pensano come loro; in particolare, coloro i quali si riconoscono in una visione cattolica della vita.<\/p>\n<p>Per dare man forte all&#8217;approvazione del disegno di legge Cirinn\u00e0, preparando adeguatamente l&#8217;opinione pubblica, due colonne del pensiero laicista, progressista e di sinistra, Massimo Cacciari e Umberto Galimberti, sono comparsi pi\u00f9 volte in televisione, negli ultimi tempi (Cacciari \u00e8 praticamente ospite fisso nei salotti televisivi e nelle rubriche di &quot;approfondimento&quot;; e Galimberti \u00e8 stato chiamato, con il supporto attivo e sfacciato dei due &quot;moderatoti&quot; di una trasmissione di La Sette, per smentire e ridicolizzare Mario Adinolfi, anche se \u00e8 stato lui a fare una figura penosa), ed entrambi hanno rivolto al cattolicesimo l&#8217;accusa di ispirarsi a una visione &quot;naturalistica&quot; del reale. Cacciari, a un certo punto, parlando del papa, lo ha invitato a &quot;sbarazzarsi&quot; di una visione naturalistica, e bisognava vedere con quale supponenza e con quale insofferenza lo diceva, come se la natura, improvvisamente, fosse divenuta il nemico da abbattere, come un tempo lo era il buon vecchio Dio, creatore di tutte le cose e redentore degli uomini.<\/p>\n<p>A che cosa alludevamo, i due filosofi ufficiali della cultura laicista e relativista oggi imperante e politicamente corretta? Al fatto che la Chiesa, anche recentemente, e anche per bocca del papa (proprio di quel papa che i signori della sinistra tanto amano, o amavano, per le sue continue esternazioni a favore dei poveri, degli immigrati, e per le sue aspre reprimende contro i vizi dei cristiani e della Chiesa stessa) ha ribadito che c&#8217;\u00e8 una sola famiglia che sia realmente degna di questo nome: quella formata da un uomo, una donna e, se possibile &#8212; ma non \u00e8 un diritto &#8212; dei bambini; che consentire l&#8217;adozione di bambini alle coppie omosessuali, \u00e8 sbagliato; e che, se l&#8217;omosessuale merita rispetto come persona, non pu\u00f2, tuttavia, pretendere di imporre il proprio punto di vista su matrimonio, famiglia e bambini, all&#8217;intera societ\u00e0.<\/p>\n<p>Insomma: la Chiesa sarebbe dominata da una visione &quot;naturalistica&quot; perch\u00e9 si ostina a vedere l&#8217;umanit\u00e0 divisa in due generi sessuali, maschile e femminile; mentre \u00e8 evidente, dicono Cacciari e Galimberti, che la natura viene continuamente elusa, &quot;aggirata&quot; e &quot;sostituita&quot; dall&#8217;uomo, mediante pratiche pi\u00f9 o meno artificiali, ogni qual volta ci si serve di un farmaco, o di qualunque strumento per rendere la vita pi\u00f9 sicura o pi\u00f9 comoda. Come si vede, il livello dell&#8217;argomentazione \u00e8 minimo, per non dire miserabile: solo il degrado dell&#8217;intelligenza cui oggi siamo pervenuti, grazie alla cultura-spettacolo della quale lorsignori sono tra i maggiori beneficiari, e grazie alla tirannia delle parole d&#8217;ordine, delle frasi fatte, dei luoghi comuni e della saggezza da Baci Perugina, spacciata per profondo ragionamento filosofico, ha reso possibile portare, o meglio abbassare qualunque discussione fino a livelli di tale mediocrit\u00e0, banalit\u00e0 e superficialit\u00e0.<\/p>\n<p>La prima cosa che viene in mente, davanti ad argomentazioni come quelle portate avanti da Cacciari e Galimberti (peraltro, senza uno straccio di approfondimento speculativo, o d&#8217;inquadramento storico, o di valutazione critica), \u00e8 che esiste una bella differenza tra il fatto di prendere gli antibiotici per combattere una bronchite, ed effettuare una fecondazione eterologa per esaudire il sogno di maternit\u00e0 di una coppia lesbica; o tra servirsi dell&#8217;aereo per recarsi un determinato luogo, e ricorrere all&#8217;utero in affitto per consentire a due omosessuali maschi di realizzare il loro &quot;sogno&quot; di paternit\u00e0. Certo che viviamo in mondo fatto di cultura, pi\u00f9 che di natura; ma non fino al punto che la natura possa essere completamente sovvertita e stravolta. Se ci\u00f2 accade, la natura si ribella. L&#8217;intelligenza dell&#8217;uomo consiste nell&#8217;inserire la sua azione entro la cornice generale offerta dalla natura, non nel creare una seconda natura, totalmente artificiale e staccata dalla natura &quot;vera&quot;. Ma questa sarebbe una obiezione di metodo e non di merito; di quantit\u00e0 e non di qualit\u00e0. E allora passiamo subito alla obiezione &quot;forte&quot; rispetto alle tesi di Cacciari e Galimberti.<\/p>\n<p>La visione cattolica della vita non \u00e8 affatto naturalistica, perch\u00e9 non considera la natura come un realt\u00e0 assoluta ed auto-sussistente, ma come una realt\u00e0 derivata e relativa. La natura \u00e8 opera di Dio, non di se stessa; primo punto. Secondo punto: la natura \u00e8 stata creata da Dio buona (non &quot;perfetta&quot;, perch\u00e9 perfetto \u00e8 Dio solo; il Creatore, non le creature), ma questa bont\u00e0 originaria \u00e8 stata incrinata e lacerata dalla ferita del Peccato originale. Per il cristiano, e quindi per il cattolico, il peccato originale non \u00e8 una favoletta che si racconta, o meglio, che si raccontava ai bambini: \u00e8 verit\u00e0 sacrosanta, anche se espressa per mezzo di simboli. Il racconto del Libro della Genesi \u00e8, naturalmente, una allegoria; ma il senso dell&#8217;allegoria \u00e8 chiarissimo: vi \u00e8 stata una disobbedienza originaria, da parte dei primi uomini, le cui conseguenze hanno coinvolto tutta l&#8217;umanit\u00e0 e tutto il creato; creato che adesso, come dice San Paolo (nel capitolo ventiduesimo della <em>Epistola ai Romani<\/em>), soffre e geme come nelle doglie del parto, perch\u00e9 attende, anch&#8217;esso, cos\u00ec come gli uomini, la propria liberazione dal male, e la propria redenzione.<\/p>\n<p>Dunque: il cattolicesimo non \u00e8 &quot;naturalista&quot;, perch\u00e9 non considera la natura come buona in se stessa; al di sopra della natura, c&#8217;\u00e8 il Creatore; e quel che nella natura non \u00e8 buono (ad esempio, la nascita di un bambino deforme) \u00e8, e rimane, un mistero: il mistero del male e della sofferenza. Mistero, si badi bene, che nemmeno Ges\u00f9 Cristo, il Figlio di Dio, \u00e8 venuto a sciogliere, a spiegare: \u00e8 venuto solamente a dare l&#8217;esempio di come ci si debba porre di fronte ad esso. E cio\u00e8, di come si debba accettare la Croce. Accettare la Croce, il mistero della Croce, \u00e8 essere cristiani; non accettarlo, pretendere di capirlo, di spiegarlo, di renderlo intelligibile, no. Locke non \u00e8 un pensatore cristiano: tutti coloro i quali hanno negato, e tuttora negano, i misteri del cristianesimo, massime il mistero del male, non sono cristiani. Dunque, non \u00e8 vero affatto che il cattolicesimo ha una visione naturalistica e che si prostra davanti al dato della natura. Per il cattolicesimo, curare le malattie, lottare per alleviare le sofferenze, sono cose pienamente legittime; basta solo non pensare che si possa sovvertire l&#8217;ordine naturale attraverso i mezzi umani, perch\u00e9 questo introdurrebbe un elemento doppiamente estraneo alla prospettiva cristiana: la superbia intellettuale, da un lato, e la confusione ed il relativismo etico, dall&#8217;altro.<\/p>\n<p>Per esempio: il cattolicesimo non afferma che la madre, nella prospettiva di una morte certa, deve sacrificarsi per la salvezza del nascituro; sostiene, anzi, che in quel caso il ricorso all&#8217;aborto diventa il male minore; peraltro, non sostiene nemmeno che sia doveroso farlo: e quindi non disapprova quelle madri eroiche le quali, effettivamente, hanno preferito morire, purch\u00e9 il loro bambino potesse nascere. Per la stessa ragione, il cattolicesimo \u00e8 favorevole al ricorso a tutte le cure mediche che sostengono e aiutano la vita, finch\u00e9 le funzioni vitali essenziali non sono compromesse: e quindi \u00e8 contrario all&#8217;eutanasia; ma, nello stesso tempo, \u00e8 anche contrario all&#8217;accanimento terapeutico, perch\u00e9 ci\u00f2 sarebbe uno stravolgimento e un rifiuto totale dell&#8217;ordine naturale. L&#8217;ordine naturale non va assolutizzato, ma neppure ignorato; e ci\u00f2 vale anche per la legge morale naturale. La legge morale naturale viene integrata, non rifiutata, dalla legge morale cristiana; la quale, come si vede, accoglie la natura, ma non se ne lascia dominare.<\/p>\n<p>Vi sono molte cose, nella natura, che ci appaiono misteriose e che ci resteranno tali sino alla fine. Noi non sappiamo perch\u00e9, in natura, la vita dell&#8217;uno corrisponda alla morte dell&#8217;altro; perch\u00e9 il leone, per vivere, debba divorare la gazzella, o perch\u00e9 il pesce grosso debba ingoiare i pesci piccoli. Non sappiamo affatto perch\u00e9 sia &quot;necessaria&quot; tanta sofferenza all&#8217;ordine della natura, a che cosa serva, che scopo abbia. E non sappiamo perch\u00e9 un bambino nasca con dei gravi difetti congeniti. Sappiamo anche che, se pure ci chiniamo a raccogliere il passerotto caduto dal nido, e anche se riusciremo a nutrirlo e a salvargli la vita, ci\u00f2 non cambia di una virgola il mistero dei milioni di passerotti che cadono dal nido e che sono destinati a morire di fame, o divorati dai predatori: non cambia il tremendo mistero della sofferenza, insito nella dimensione della natura.<\/p>\n<p>Il cattolico non \u00e8 colui che accetta questa cose come &quot;necessarie&quot;, solo perch\u00e9 sono &quot;naturali&quot;; le accetta, dopo aver lottato per diminuire la sofferenza, solo quando arriva alla assoluta evidenza che ogni ulteriore lotta sarebbe inutile. Questa \u00e8 la differenza fra il cattolico e il materialista: che il primo, arrivato a una certa soglia, si ferma, riconosce il proprio limite, la propria impotenza, e il mistero del piano di Dio; il secondo non accetta di fermarsi mai, e se si ferma, si ferma solo perch\u00e9 non pu\u00f2, materialmente, proseguire oltre; ma si riserva di farlo non appena gli sar\u00e0 possibile. Il materialista non accetta i limiti umani, perch\u00e9 non accetta il limite della natura; ha fatto della Scienza, della Tecnica e del Progresso i suoi nuovi dei, e si aspetta di ricevere da essi &#8212; se non oggi, domani &#8212; l&#8217;aiuto di cui ha bisogno per sconfiggere il male e per procurare a se stesso una vita sempre pi\u00f9 sicura e sempre pi\u00f9 comoda. Una vita dove non ci siano, possibilmente, dei limiti; e dove chi non pu\u00f2 avere figli secondo natura, possa averli grazie alla tecnica; e dove chi non si sente uomo o donna secondo il proprio genere sessuale, possa trasformarsi in una donna o in un uomo; e dove una donna che non pu\u00f2 pi\u00f9 generare, per limiti di et\u00e0, possa farlo ugualmente, anche se, rispetto al bambino che le nascer\u00e0, si trover\u00e0 nella posizione di una nonna, pi\u00f9 che di una madre: cos\u00ec che avr\u00e0 soddisfatto il suo desiderio, ma senza preoccuparsi del vero bene del figlio. Il cattolico, invece, riconosce i limiti posti dalla natura e si accinge a oltrepassarli solo se ci\u00f2 avviene secondo la legge morale naturale, che suggerisce a ogni essere umano &#8211; purch\u00e9 non stravolto da ideologie degenerate, e sorte allo scopo preciso di legittimare il vizio e infangare la virt\u00f9 &#8212; quel che \u00e8 bene e quel che \u00e8 male, e come ci si deve regolare nei casi dubbi. Non pensa di avere una risposta per tutte le situazioni; vi sono delle situazioni drammaticamente incerte &#8212; pensiamo soprattutto all&#8217;eutanasia &#8212; nelle quali non sempre \u00e8 evidente quel che sia bene e quel che sia male. In tali casi, il cattolico si regola secondo il principio che \u00e8 proprio della sua fede, ma che potrebbe essere valido, a nostro avviso, a livello universale: \u00e8 bene ci\u00f2 che \u00e8 bene per la vita delle anime, non per la vita del corpo; perch\u00e9 la vita del corpo sfiorisce e passa, quella dell&#8217;anima \u00e8 destinata all&#8217;eternit\u00e0.<\/p>\n<p>Ora, vediamo tutti i giorni che la civilt\u00e0 moderna ha sviluppato una maniera di pensare che va esattamente nella direzione opposta, e che ha irretito in essa la maggioranza dei suoi membri. Quel che conta, essa dice, \u00e8 salvare le vite umane (strano, perch\u00e9 nel caso dell&#8217;aborto legalizzato non si preoccupa affatto della vita dei nascituri, al contrario, la nega e la sopprime senza un&#8217;ombra di rimorso), non le anime: le anime, per la cultura moderna, non esistono. Esiste solo lo psichismo, che \u00e8 un epifenomeno del corpo, precisamente del sistema nervoso centrale. Ne consegue che la civilt\u00e0 moderna si \u00e8 fatta schiava di una visione naturalistica del reale, perch\u00e9 pone il corpo alla sommit\u00e0 dei beni da possedere e dei quali godere: la sua giovinezza, la sua bellezza, la sua salute, la sua forza. Quando il corpo invecchia, sfiorisce, si ripiega su se stesso, diventa bisognoso di tutto, allora la cultura moderna preferisce voltare la testa dall&#8217;altra parte, e occuparsi di altre cose. Non le piace fare i conti con i limiti dell&#8217;uomo; non le piace guardare in faccia la natura. La sua visione del reale \u00e8 naturalistica fino a che la natura le aggrada, e diventa anti-naturalistica quando non le aggrada pi\u00f9. Raschiare il feto nell&#8217;utero della madre \u00e8 una cosa semplicissima, perch\u00e9 si tratta di una operazione semplice e &quot;pulita&quot;; prendersi cura di un corpo in disfacimento, impotente, esteticamente repulsivo, \u00e8 una cosa che le piace assai meno, e che preferirebbe risparmiarsi, se il diretto interessato avesse il buon gusto di togliere il disturbo per primo, senza mettere i suoi parenti nell&#8217;imbarazzante necessit\u00e0 di prendere loro una tale decisione. La natura va bene, finch\u00e9 ci \u00e8 amica; non va pi\u00f9 bene, quando ci pone davanti ai nostri limiti. E la stessa cosa vale a livello psicologico: gli istinti sono buoni, la repressione sociale \u00e8 cattiva; gli istinti devono potersi esprimere, non vi sono istinti &quot;buoni&quot; e &quot;cattivi&quot;, \u00e8 tutto bene quel che viene dalla natura. Poi, per\u00f2, se gli istinti portano qualcuno a sfogare una violenza cieca sul prossimo, allora gli intellettuali progressisti si scandalizzano, invocano la psichiatria, la sterilizzazione chimica: bisogna impedire a simili &quot;mostri&quot; di violare la religione dei diritti umani. Ma quei mostri, \u00e8 stata la cultura moderna ad evocarli: insegnando e predicando che tutto \u00e8 permesso, e che l&#8217;uomo non deve porre dei limiti alla propria libert\u00e0 e al proprio piacere.<\/p>\n<p>Ma dunque \u00e8 naturalistico, il cattolicesimo? Se pensiamo alla resurrezione dei corpi, parrebbe di s\u00ec. Ma saranno corpi gloriosi, fatti di luce e non di materia. Il suo &quot;naturalismo&quot;, pertanto, \u00e8 molto pi\u00f9 serio e complesso del materialismo laicista: che \u00e8 tale a corrente alternata, se e quando gli conviene.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Strano ma vero: proprio gli eredi del pensiero naturalistico, che sono, oggi, gli intellettuali di sinistra, di estrazione marxista, o neomarxista, o semimarxista, o similmarxista, o<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[109,117],"class_list":["post-23766","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-chiesa-cattolica","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23766","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23766"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23766\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23766"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23766"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}