{"id":23751,"date":"2008-09-08T01:55:00","date_gmt":"2008-09-08T01:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/08\/puo-una-madre-trentaseienne-perdere-la-testa-per-un-dodicenne-il-caso-di-mary-kay-letourneau\/"},"modified":"2008-09-08T01:55:00","modified_gmt":"2008-09-08T01:55:00","slug":"puo-una-madre-trentaseienne-perdere-la-testa-per-un-dodicenne-il-caso-di-mary-kay-letourneau","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/08\/puo-una-madre-trentaseienne-perdere-la-testa-per-un-dodicenne-il-caso-di-mary-kay-letourneau\/","title":{"rendered":"Pu\u00f2 una madre trentaseienne perdere la testa per un dodicenne? Il caso di Mary Kay Letourneau"},"content":{"rendered":"<p>Una decina di anni fa gli Stati Uniti furono scioccati da una vicenda sessuale bollente, dalle pesanti implicazioni penali. Una insegnante trentaseienne residente nella citt\u00e0 di Kent, stato di Washington, sposata e madre di quattro bambini fra i due e gli undici anni, Maty Kay Letourneau, fu accusata di aver avuto rapporti intimi con un suo allievo dodicenne, un ragazzino di origine samoana, Vili Fualaau.<\/p>\n<p>La relazione era incominciata nella primavera del 1996 e, divenuta di dominio pubblico, aveva portato a un primo arresto della donna, con l&#8217;accusa di stupro: per la legge, il reato di stupro si configura in tutti i casi di rapporto sessuale fra un soggetto maggiorenne e uno minorenne, indipendentemente dal fatto che il secondo sia stato, o meno, consenziente. L&#8217;insegnante era rimasta incinta e, nel maggio 1997, aveva messo alla luce una bambina, figlia del suo alunno, allora quasi quattordicenne.<\/p>\n<p>Processata nel mese di agosto, Letourneau si dichiar\u00f2 colpevole e si vide ridurre la pena iniziale di sette anni e mezzo di prigione a soli sei mesi, con l&#8217;obbligo, per\u00f2, di sottoporsi a terapia per curare i suoi \u00abdisturbi\u00bb psicologici e di non rivedere pi\u00f9 il ragazzo; la bambina venne data in affido alla madre di lui, che, a quanto pare, aveva \u00abperdonato\u00bb la non desiderata nuora. La \u00abcura\u00bbconsisteva nella frequenza di un corso di rieducazione per molestatori sessuali, che la donna frequent\u00f2 con scarsa convinzione: non si sentiva una stupratrice, ma una persona perdutamente innamorata, che non provava vergogna dei propri sentimenti. Doveva anche assumere dei farmaci dai pesanti effetti collaterali, tra i quali la caduta dei capelli.<\/p>\n<p>Circa un mese dopo essere stata rimessa in libert\u00e0 (suo marito se n&#8217;era andato, chiedendo il divorzio e ottenendo l&#8217;affido dei quattro figli), nel febbraio del 1998, Letourneau si incontr\u00f2 con il minorenne ed ebbe nuovamente dei rapporti sessuali con lui. Sorpresa dalla polizia in flagranza di reato, venne immediatamente arrestata e riportata in prigione.<\/p>\n<p>Mentre ormai il suo caso stava imperversando sui media, le leggi di tutela sui minori rendevano ancora ignoti il nome e il volto della \u00abvittima\u00bb; ma la madre di questi, adducendo le proprie difficolt\u00e0 economiche, decise di vendere alla televisione l&#8217;uno e l&#8217;altra e, da quel momento, al pubblico americano furono date in pasto, in dosi sempre pi\u00f9 massicce, le immagini dei due protagonisti della scabrosa vicenda.<\/p>\n<p>La situazione era paradossale: attraverso le interviste televisive, i due amanti avevano la possibilit\u00e0 di aggirare il divieto della legge a comunicare fra loro, inviandosi messaggi sotto gli occhi di milioni di telespettatori. Fualaau rilasciava ai giornali romantiche dichiarazioni d&#8217;amore per la sua donna, sostenendo che lui e lei erano anime gemelle e che, in qualche vita precedente, dovevano gi\u00e0 essersi conosciuti e amati. L&#8217;ex marito tradito non fu da meno e decise di sfruttare il morboso interesse mediatico per scrivere un libro sulle sue disavventure coniugali.<\/p>\n<p>Letourneau, intanto, era rimasta nuovamente incinta del suo amante minorenne e, nell&#8217;ottobre del 1998, aveva messo alla luce una seconda bambina, tra le mura del carcere.<\/p>\n<p>Dopo aver scontato la sua pena, la donna \u00e8 stata rimessa in libert\u00e0, ormai quarantaduenne, il 4 agosto del 2004. Fualaau, che aveva promesso di aspettarla, ha mantenuto la parola; i due si sono sposati nel maggio del 2005, nei pressi di Seattle, con le loro due creature (e la figlia maggiore del primo matrimonio di lei) a fare da damigelle d&#8217;onore.<\/p>\n<p>Questi, i fatti.<\/p>\n<p>Sono molte le considerazioni che si potrebbero fare su questa vicenda, che di certo avrebbe potuto verificarsi in qualsiasi Paese del mondo &#8211; e che, probabilmente, \u00e8 gi\u00e0 accaduta chiss\u00e0 quante volte &#8211; ma che negli Stati Uniti ha assunto una connotazione spiccatamente scandalistica, grazie alla tendenza di quella societ\u00e0 a trasformare in <em>business<\/em> qualunque fatto, anche il pi\u00f9 sacro e privato, purch\u00e9 vi sia la possibilit\u00e0 di trasformarlo in una fonte di guadagno economico.E, in effetti, non \u00e8 senza qualche esitazione che abbiamo deciso di rievocarla, dato che gi\u00e0 in troppi ne hanno parlato, sfruttando quel sottinteso di malsana curiosit\u00e0 cui, indubbiamente, si presta una storia di questo genere.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, la questione centrale che essa pone sul tappeto &#8211; quale sia il confine tra l&#8217;amore e lo stupro, in un rapporto sessuale tra due persone che la legge colloca in due categorie nettamente separate, quella dei maggiorenni e quella dei minorenni &#8211; \u00e8 tale da renderlo idoneo ad aprire una pacata riflessione in proposito, che possa contribuire a chiarire, almeno in parte, una tematica cos\u00ec ardua e delicata.<\/p>\n<p>La prima considerazione che ci sembra di poter fare \u00e8 che, in casi come quello di cui abbiamo parlato, risulta particolarmente evidente la discrepanza che esiste sempre, anche in circostanze pi\u00f9 ordinarie, tra la lettera e lo spirito della legge. Non esistono, n\u00e9 mai sono esistite, leggi perfette, neppure nella <em>Repubblica<\/em> di Platone, perch\u00e9 non esistono leggi che si attaglino in tutto e per tutto ai casi concreti che configurano un reato. La complessit\u00e0 e, sovente, l&#8217;ambiguit\u00e0 della vita concreta, eccedono per forza di cose, anche nella migliore delle legislazioni possibili, la lettera del codice penale e di quello civile.<\/p>\n<p>Le leggi, quando sono ispirate a un equo senso di giustizia, pongono dei limiti tra ci\u00f2 che deve considerarsi lecito e ci\u00f2 che non lo \u00e8; al giudice e alla corte, poi, tocca il compito di tradurle in pratica, ispirandosi a criteri che ne rendano possibile una applicazione quanto pi\u00f9 possibile ragionevole, imparziale e proporzionata. Ma, inevitabilmente, si tratter\u00e0 sempre di criteri approssimati e suscettibili di margini di opinabilit\u00e0; e ci\u00f2, ovviamente, a prescindere dalla possibilit\u00e0, tutt&#8217;altro che aleatoria, che si verifichino dei veri e propri errori giudiziari.<\/p>\n<p>Dunque, il principio che la legge cerca di fissare, in casi come quello in questione, \u00e8 che le persone pi\u00f9 giovani, e non ancora sufficientemente mature per fare delle scelte responsabili, devono essere tutelate nei confronti dell&#8217;approccio sessuale degli adulti. \u00c8 un principio ineccepibile, che nasce dalla volont\u00e0 di tutelare il sacrosanto diritto che hanno i bambini di essere protetti da ogni forma di molestia e di non venire strumentalizzati da adulti senza scrupoli, il cui unico scopo \u00e8 quello di perseguire il proprio piacere, abusando della loro debolezza e inesperienza.<\/p>\n<p>Nel caso specifico di Mary Kay Letourneau, tuttavia, si ha l&#8217;impressione che qualcosa non quadri rispetto a tali premesse. Da una parte, infatti, vediamo una donna adulta, gi\u00e0 sposata (peraltro infelicemente) e madre di quattro creature, che si innamora perdutamente di un ragazzino &#8211; con l&#8217;aggravante, se vogliamo, che era un suo allievo &#8211; e che, pur di non essere separata da lui, affronta ripetutamente il carcere, la gogna mediatica e l&#8217;ostracismo sociale, decisa a far valere le ragioni del proprio sentimento, pagando duramente di persona le conseguenze della propria scelta. Dall&#8217;altro, vediamo una \u00abvittima\u00bb che non solo \u00e8 consenziente, ma che \u00e8 stata lei stessa a chiedere l&#8217;intimit\u00e0 sessuale; che ha sempre proclamato a gran voce l&#8217;innocenza della sua \u00abviolentatrice\u00bb; che, dopo averla messa incinta per ben due volte, ha atteso che ella scontasse la sua pena per poi sposarla, una volta raggiunta la maggiore et\u00e0.<\/p>\n<p>A dispetto di tutto quello che gli psichiatri possono dire sui disturbi della personalit\u00e0 di un soggetto come Letourneau, resta il fatto che sia la donna, sia il ragazzo hanno mostrato una salda fermezza di propositi e una notevole profondit\u00e0 di sentimenti, affrontando uniti la tempesta che si \u00e8 scatenata su di loro e superando la prova del tempo che, diversamente, avrebbe fatto sbollire la loro passione. Per cui, anche se molto squilibrato sul piano anagrafico, quello che appare chiaro \u00e8 che il loro rapporto non era il capriccio di un momento, ma qualcosa di molto pi\u00f9 solido.<\/p>\n<p>La seconda considerazione \u00e8 che tale squilibrio anagrafico non \u00e8 tanto di tipo diacronico, quanto sincronico; aggravato, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, dal fatto che lo squilibrio era a favore del maschio e non della femmina.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio della loro relazione, i due protagonisti della vicenda avevano, rispettivamente, trentasei e dodici anni, dunque una differenza di ventiquattro anni. Si tratta di una differenza notevole, ma che assume una connotazione ben diversa allorch\u00e9 si verifica tra persone adulte e, magari, gi\u00e0 avanti negli anni. Crediamo che non sarebbero stati in molti a scandalizzarsi, neppure nella puritana (e ipocrita) societ\u00e0 americana, se si fosse trattato della storia fra un uomo di sessant&#8217;anni e una donna di trentasei.<\/p>\n<p>Ma, oltre alla grande differenza sincronica, ha giocato contro Letourneau e Fualaau il fatto che il soggetto pi\u00f9 grande della coppia non era l&#8217;uomo, bens\u00ec la donna. Nella societ\u00e0 occidentale moderna, ci si aspetta che, in una coppia, la donna sia sempre pi\u00f9 giovane dell&#8217;uomo; anche una differenza di sei o sette anni a sfavore della donna, di solito, viene valutata negativamente, e ci\u00f2 per una serie di ragioni che non \u00e8 questa la sede per discutere. Si tratta di una mentalit\u00e0 che, da qualche tempo a questa parte, comincia a mostrare qualche segno di incrinatura, ma che si pu\u00f2 dire, nel complesso, ancora largamente prevalente.<\/p>\n<p>Qui entra il ballo l&#8217;idea &#8211; questa s\u00ec, maschilista &#8211; che, essendo l&#8217;uomo il soggetto \u00abforte\u00bb della coppia, esso deve essere, per forza, pi\u00f9 ricco di esperienza e, quindi, anche di anni, rispetto alla sua compagna. Se \u00e8 la donna, invece, ad essere pi\u00f9 matura di et\u00e0, istintivamente si pensa che l&#8217;uomo \u00e8 venuto a trovarsi in una condizione di dipendenza psicologica e affettiva; che, nella sua compagna, ha cercato un sostituto della figura materna; che, quindi, in definitiva, \u00e8 stato in qualche misura suggestionato, se non proprio plagiato. E, di lei, si pensa che ha sfruttato l&#8217;ingenuit\u00e0 o la fragilit\u00e0 del suo compagno per imporsi, in maniera innaturale, fino a divenirgli indispensabile, sfruttando tutte le sue arti pi\u00f9 consumate di seduttrice.<\/p>\n<p>Naturalmente sono tutte sciocchezze, perch\u00e9, in una normalissima relazione fra uomo e donna, entrambi svolgono sia il ruolo di seduttore che quello di sedotto; e, ovviamente, l&#8217;et\u00e0 anagrafica non ha niente a che fare con l&#8217;et\u00e0 psicologica, sia in una relazione sessuale che in qualunque altra circostanza della vita. Per\u00f2 il pregiudizio \u00e8 questo, piaccia o non piaccia; e ci\u00f2 fa parte di quella realt\u00e0 concreta, complessa e, a volte, ambigua, di cui parlavamo prima e rispetto alla quale non esiste legge, per quanto bene intenzionata, che non sia sostanzialmente inadeguata.<\/p>\n<p>La terza e ultima considerazione (bench\u00e9 se ne potrebbero fare molte altre, ma meno importanti) \u00e8 che, in una vicenda del genere, bisogna ricordarsi sempre che l&#8217;eccezione \u00e8, appunto, l&#8217;eccezione; e che essa, evidentemente, non pu\u00f2 sostituirsi polemicamente alla regola ma, semmai, tende a confermarla.<\/p>\n<p>E la regola \u00e8 che, se un maggiorenne intrattiene rapporti sessuali con un minorenne, esercita una forma di violenza, se non fisica (come, verosimilmente, nel caso di una maggiorenne di sesso femminile e di un minorenne di sesso maschile), certamente psicologica; e che tale dimensione di violenza \u00e8 tanto pi\u00f9 certa, quanto maggiore \u00e8 la differenza di et\u00e0 fra i due soggetti. Pu\u00f2 essere minima, o quasi inesistente, fra un soggetto neo-maggiorenne e uno minorenne, cui manchino pochi giorni per divenire maggiorenne a sua volta; ma \u00e8 innegabile quando si parla di un soggetto trentenne o quarantenne e di uno che frequenta ancora le scuole medie inferiori.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la regola; e gli avvocati ben pagati delle persone processate per pedofilia, non possono farsi scudo di eventuali eccezioni per rendere meno odiosi i crimini dei loro assistiti, magari invocando l&#8217;esempio dell&#8217;arte o della letteratura (la protagonista del celeberrimo romanzo <em>Paul et Virginie<\/em> di Bernardin de Saint Pierre, sul quale hanno versato lacrime di commozione generazioni di lettori dai sentimenti ultra romantici, non aveva che quattordici anni).<\/p>\n<p>Il caso Letourneau \u00e8, almeno a quel che \u00e8 dato di capire dall&#8217;esterno, l&#8217;eccezione: in esso, cio\u00e8, non vi sarebbe stata violenza; e, quindi, non si dovrebbe parlare nemmeno di stupro.<\/p>\n<p>Resta da capire, naturalmente, quali meccanismi psicologici abbiano spinto una donna di trentasei anni, che aveva un marito (per quanto mediocre) e ben quattro figli, un lavoro, una casa, una posizione rispettata nella societ\u00e0, a gettarsi dietro le spalle tutto questo e a sfidare il carcere, oltre al linciaggio mediatico, per amore di un ragazzino di dodici anni, ossia quasi della stessa et\u00e0 del suo figlio pi\u00f9 grandicello.<\/p>\n<p>Ma qui, davvero, ci sembra doveroso fare un passo indietro, e non oltrepassare la soglia di un terreno che \u00e8, per sua stessa natura, talmente intimo e delicato, che solo i diretti interessati &#8211; e, forse, neppure loro &#8211; potrebbero tentare di rispondere al pi\u00f9 difficile dei \u00abperch\u00e9\u00bb.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ci si innamora? E che cosa \u00e8, propriamente, l&#8217;amore?<\/p>\n<p>Non esistono, probabilmente, misteri pi\u00f9 grandi di questi. \u00c8 pi\u00f9 facile stabilire l&#8217;inizio del <em>Big Bang<\/em> che rispondere a domande del genere.<\/p>\n<p>Una sola cosa ci sentiamo di dire, e la diciamo sommessamente.<\/p>\n<p>Sbagliano coloro i quali si raffigurano l&#8217;amore fra uomo e donna come una sorta di Paradiso terrestre, ove scorrono ininterrottamente il latte e il miele e dove una dolcissima, eterna brezza tempera gli ardori della passione (come nel giardino di Armida immaginato dalla fantasia di Torquato Tasso per la <em>Gerusalemme Liberata<\/em>).<\/p>\n<p>L&#8217;amore sessuale fra uomo e donna non \u00e8 <em>l&#8217;<\/em>Amore con la \u00abA\u00bb maiuscola, come vorrebbero i poeti, ma una delle forme possibili dell&#8217;amore; e, molto probabilmente, tra \u00e8 quelle meno \u00abpure\u00bb; di certo \u00e8 meno \u00abpura\u00bb della vera amicizia. Nell&#8217;ambito dell&#8217;amore tra uomo e donna, molte cose sono ambigue, specie nella dimensione sessuale; il confine tra ci\u00f2 che di solito viene considerato normale (e socialmente accettabile) e quello che non lo \u00e8, non sempre appare cos\u00ec chiaro ed evidente, come da parte di molti si vorrebbe far credere.<\/p>\n<p>Vi pu\u00f2 essere, in esso, anche una sfumatura di violenza; che, per\u00f2, per il fatto di essere voluta e condivisa da entrambi i soggetti della coppia, finisce per diventare qualche cosa di diverso e di pi\u00f9 nobile; a condizione, naturalmente, che entrambi siano perfettamente maturi e responsabili, e che uno dei due non si trovi in stato di soggezione psicologica rispetto all&#8217;altro.<\/p>\n<p>Ma &#8211; e questa \u00e8 la domanda scomoda, cui non \u00e8 certo facile rispondere onestamente -: qual \u00e8 la relazione fra uomo e donna, per quanto equilibrata ed armoniosa, in cui non vi sia un certo grado di dipendenza psicologica di un soggetto rispetto all&#8217;altro, o anche di entrambi reciprocamente? Non \u00e8 forse l&#8217;amore fra uomo e donna, in se stesso, una forma di dipendenza psicologica, che compromette irrimediabilmente, anche se nella pi\u00f9 varia misura, la capacit\u00e0 di \u00abintendere e di volere\u00bb, per usare un linguaggio giuridico?<\/p>\n<p>E, d&#8217;altra parte, che razza di amore \u00e8 quello in cui ciascun soggetto rimane interamente e freddamente padrone di se stesso?<\/p>\n<p>Anche per questo abbiamo detto che l&#8217;amore sessuale non \u00e8 un sentimento \u00abpuro\u00bb: troppe ombre, troppe ambiguit\u00e0 lo contraddistinguono; troppo fragile e aleatorio \u00e8, ad esempio, il confine fra sentimenti disinteressati e interessati, fra autonomia e dipendenza, fra gioco erotico e violenza pura e semplice.<\/p>\n<p>Forse, bisognerebbe avere il coraggio di ammettere che l&#8217;amore sessuale \u00e8 una faccenda molto pi\u00f9 complessa di quel che generalmente si pensa e, per certi aspetti (basta leggere le pagine di cronaca nera dei giornali), perfino potenzialmente pericolosa. Perch\u00e9 \u00e8 un incontro <em>totale<\/em> e, per giunta, basato sull&#8217;idea del <em>possesso<\/em> (a differenza, ripetiamo, dell&#8217;amicizia); per cui solo le persone veramente autonome e mature potrebbero concedersene il lusso.<\/p>\n<p>Ma, a questo punto, \u00e8 facile vedere il paradosso che si annida nell&#8217;amore sessuale. Da un lato, esso esige una straordinaria autonomia e maturit\u00e0 affettiva, cio\u00e8, in pratica, la capacit\u00e0 di saper stare soli; dall&#8217;altro, generalmente, esso esprime la relazione di due esseri umani che non sopportano la solitudine, e che hanno deciso di combatterla, mettendo insieme le loro paure e le loro debolezze. Per cui, ironicamente, si potrebbe dire che l&#8217;amore sessuale \u00e8 quella forma di relazione umana cui sono chiamati quegli individui che hanno raggiunto la capacit\u00e0 di farne a meno. Mentre la realt\u00e0 dei fatti \u00e8 che, novantanove volte su cento, si gettano nell&#8217;amore sessuale proprio coloro che meno sono capaci di viverlo.<\/p>\n<p>E tutto ci\u00f2 avviene anche a causa di un equivoco, cui la letteratura, il cinema e la televisione hanno dato, e continuano a dare, un incessante contributo: che l&#8217;amore fra uomo e donna, cio\u00e8, sia una cosa talmente ovvia e naturale, da essere aperta a tutti, ma proprio a tutti, indipendentemente dalla loro maturit\u00e0, autonomia e senso di responsabilit\u00e0; e la stessa cosa vale per il fatto di generare dei figli, di procreare.<\/p>\n<p>Siamo in tempi di demagogia trionfante, quale \u00abdiritto\u00bb parrebbe pi\u00f9 sacro di questi: amare un uomo (o una donna) e mettere su famiglia?<\/p>\n<p>Solo che ci si \u00e8 dimenticati che, ad ogni diritto, corrisponde un dovere, sempre. E che ogni relazione, per il fatto di coinvolgere l&#8217;altro (nel caso dei figli, coinvolgendo anticipatamente delle creature che devono ancora nascere, e che si \u00e8 liberi di mettere al mondo, oppure no) implica delle notevoli responsabilit\u00e0 verso di lui, oltre che verso se stessi.<\/p>\n<p>Se si ritiene di non avere i requisiti per imbarcarsi in una avventura cos\u00ec impegnativa, forse si farebbe meglio a non salire a bordo: per il bene di tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una decina di anni fa gli Stati Uniti furono scioccati da una vicenda sessuale bollente, dalle pesanti implicazioni penali. 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