{"id":23746,"date":"2016-05-02T02:18:00","date_gmt":"2016-05-02T02:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/02\/carteggio-claudel-gide\/"},"modified":"2016-05-02T02:18:00","modified_gmt":"2016-05-02T02:18:00","slug":"carteggio-claudel-gide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/02\/carteggio-claudel-gide\/","title":{"rendered":"Carteggio Claudel-Gide"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8, nell&#8217;epistolario intercorso fra due grandi scrittori francesi, Paul Claudel (1868-1955) e Andr\u00e9 Gide (1869-1951), un passaggio cruciale, delicatissimo, estremamente intimo, che ancora oggi, letto a tanta distanza di tempo, riesce di straordinaria, conturbante attualit\u00e0: quello in cui il cattolico Claudel &quot;scopre&quot; l&#8217;omosessualit\u00e0 di Gide e lo esorta a espungere dalla <em>Nouvelle Revue Fran\u00e7aise<\/em> un passaggio che suona come una apologia della pederastia, nonch\u00e9 a rivedere tutto il proprio orientamento esistenziale, basato su fallaci valori estetici, in nome della salvezza dell&#8217;anima. Siamo nel marzo del 1914, quasi alla vigilia della Prima guerra mondiale.<\/p>\n<p>Da parte sua Gide, non credente, mostra, nei confronti di Claudel, un rispetto, una riverenza, una fiducia quasi illimitati; si confessa come davanti a un prete, e, dopo un momento di esitazione, quasi di panico, getta alle ortiche il ritegno e gli confida il suo indicibile segreto: bench\u00e9 abbia contratto un matrimonio, felice in apparenza, con una ragazza che si \u00e8 votata a lui e che egli ama &quot;pi\u00f9 della sua stessa vita&quot;, la cugina Madeleine Rondeaux, in realt\u00e0 non \u00e8 mai stato attratto dalle donne. Nello stesso tempo, contraddittoriamente, chiede a Claudel, anzi, lo supplica e lo scongiura, di non dir nulla alla dolce e devota moglie, anche se riesce ben difficile, per ovvie ragioni (il matrimonio non fu mai consumato), credere che ella gi\u00e0 non sapesse, tanto pi\u00f9 che lui stesso aveva in pratica pubblicamente confessato la sua omosessualit\u00e0 nel racconto <em>Corydon:<\/em> che verr\u00e0 pubblicato sulla prestigiosa rivista summenzionata nel 1924, ma circolante in forma privata fin dal 1911 e, dunque, gi\u00e0 noto nella cerchia dei suoi amici e conoscenti.<\/p>\n<p>Claudel, dopo aver respinto con sdegno l&#8217;insinuazione di essere intenzionato a divulgare la confidenza fattagli (ed \u00e8 il momento pi\u00f9 commovente e drammatico del carteggio, incupito da una gelida ombra di diffidenza, subito per\u00f2 superato da entrambi), con la franchezza risoluta di un vero amico e di un vero credente, che si preoccupa non gi\u00e0 del bene soggettivo di Gide, ma del suo bene oggettivo, sgombra il terreno da umani ritegni e reticenze, e sprona l&#8217;altro a non nascondersi dietro vani ragionamenti, in pratica a non prendere in giro se stesso e le persone a lui care &#8211; non solo la mogie, ma anche il giovane critico e scrittore Jacques Rivi\u00e8re, suo ammiratore e futuro direttore della <em>Nuovelle Revue Fran\u00e7aise<\/em> &#8211; e a non turbare i suoi lettori con uno scritto immorale; bens\u00ec ad affrontare la realt\u00e0 e la verit\u00e0 e ad operare una conversione dell&#8217;anima verso il bene autentico, reagendo alle sue tendenze disordinate.<\/p>\n<p>Si tratta di uno scambio epistolare di scottante intensit\u00e0 morale e di straordinaria attualit\u00e0: anche se, nella cultura oggi dominante, senza dubbio sar\u00e0 facile vedere nella sollecitudine di Gide una forma di bigottismo cattolico e, in ogni caso, d&#8217;incomprensione circa la vera natura del &quot;problema&quot; di Gide; e, da parte di questi, un eccessivo timore di rivelarsi apertamente e di vivere senza remore il proprio modo di essere, quasi prigioniero di un ricatto culturale della societ\u00e0 <em>borghese<\/em>, benpensante e perbenista. Oggi, infatti, \u00e8 di gran lunga prevalente &#8212; almeno in apparenza &#8211; l&#8217;atteggiamento di chi considera l&#8217;omosessualit\u00e0 come un normalissimo orientamento sessuale dell&#8217;individuo, fra gli svariati che gli si offrono (la cosiddetta filosofia <em>gender<\/em>); e, a dire il vero, anche gran parte degli psicologi si \u00e8 pronunciata in questo senso, anche se basta pochissimo per rendersi conto, sfogliando i manuali di psicologia di pochi anni fa, che, sino a ieri, la pensavano in maniera completamente diversa, e, insieme ai sociologi, ai giornalisti, ai confessori spirituali, quand&#8217;erano posti di fronte a tale problematica, raccomandavano cure, preghiere e astinenza.<\/p>\n<p>In breve, l&#8217;omosessualit\u00e0 era considerata, e lo scrivevano apertamente sui libri e sui giornali, una malattia, e pi\u00f9 precisamente una inversione del normale istinto sessuale; ora hanno cambiato idea, ma senza avere l&#8217;onest\u00e0 di ammetterlo: sorvolano sull&#8217;imbarazzante dietrofront, come gli ex comunisti, divenuti filo-atlantisti di ferro, fanno finta di niente, quasi che Marx non fosse mai stato il loro maestro, n\u00e9 la lotta di classe la loro massima preoccupazione. Oggi, grazie anche al complessivo clima di relativismo, non solo culturale, ma etico, si pretende che qualunque comportamento sessuale, purch\u00e9 non contrasti con il codice penale (ma il codice penale viene continuamente modificato, per adattarlo a tali mutamenti di opinione: vedi il caso dell&#8217;aborto e dell&#8217;eutanasia), deve essere considerato naturale, e quindi lecito: lecito perch\u00e9 naturale, pedofilia compresa, purch\u00e9, beninteso, i bambini siano consenzienti. Ci mancherebbe, non si possono mica violare i sacri diritti della persona!<\/p>\n<p>Su tutto, come una scura nube di temporale, incombe l&#8217;idea, tipicamente moderna, che la normalit\u00e0 sia solo un vieto pregiudizio con il quale si cerca di reprimere le libere manifestazioni individuali, a esclusivo vantaggio dell&#8217;ordine sociale; che la normalit\u00e0 non esista, che sia una perfida invenzione delle classi dominanti; e che qualsiasi comportamento, qualsiasi scelta, qualsiasi stile di vita debbano soltanto essere accettati, perch\u00e9 il principio della libert\u00e0 \u00e8 sacro e nessuno deve essere represso o inibito nell&#8217;esplicare i suoi istinti, i suoi bisogni, le sue tendenze. Si \u00e8 passati, cos\u00ec, da un conformismo intellettuale che privilegiava l&#8217;interesse del gruppo, fondato sulla coesione e quindi sulla stabilit\u00e0, ad un nuovo conformismo, spacciato per\u00f2 per anticonformismo, facente perno sui &quot;diritti&quot; della singola persona e, in particolare, sulla libert\u00e0 individuale negativamente intesa, cio\u00e8 sempre e solo come libert\u00e0 contro qualcosa o contro qualcuno; mentre i concetti della responsabilit\u00e0, del dovere, del sacrificio, sembrano essere divenuti, improvvisamente, obsoleti e impresentabili, tanto \u00e8 vero che gli adulti, educatori compresi, hanno quasi smesso di parlarne ai bambini ed agli adolescenti.<\/p>\n<p>Il sentimento religioso, d&#8217;altro canto, era, anch&#8217;esso, pi\u00f9 robustamente sentito e praticato (stiamo parlando di un secolo esatto fa; ma potremmo anche parlare di cinquanta, trenta o venti anni fa); le certezze erano pi\u00f9 nette; san Pio X aveva da pochi anni condannato, solennemente, il modernismo &#8212; con l&#8217;enciclica <em>Pascendi Dominici gregis<\/em>, del 1907; e la condanna dell&#8217;omosessualit\u00e0 contenuta nella Bibbia, e ribadita da San Paolo (nella <em>Epistola ai Romani<\/em>) e dai Padri della Chiesa, oltre che da duemila anni di Magistero ecclesiastico, non era cosa che i credenti prendessero alla leggera. Eravamo distanti anni luce dal: <em>Chi sono io per giudicare un gay?<\/em> di papa Bergoglio; anche se la Chiesa, in effetti &#8212; \u00e8 una verit\u00e0 talmente lapalissiana, che quasi ci si vergogna a ricordarla &#8212; ha sempre fatto una chiara distinzione fra peccato e peccatore, e non ha mai condannato nessuno per le sue tendenze, ma solo per le sue azioni, quando siano oggettivamente disordinate. In altre parole, nessun cattolico si \u00e8 mai sentito autorizzato a condannare un omosessuale perch\u00e9 tale, ma solo in quanto praticante, se lo \u00e8, di atti espliciti contro natura.<\/p>\n<p>Anche qui, non si pu\u00f2 non rilevare la disinvoltura, a nostro parere sconcertante, con cui la Chiesa, o una parte di essa, ha compiuto una vera e propria inversione a &quot;u&quot;, che non riguarda, del resto, solo il tema dell&#8217;omosessualit\u00e0, ma anche altre manifestazioni di disordine morale, e non solo nella sfera sessuale. Si direbbe che anch&#8217;essa sia giunta, gradualmente e insensibilmente, a quella separazione tra morale e vita pratica cui gi\u00e0 la cultura profana e la societ\u00e0 secolarizzata sono prevenute da tempo, dietro il paravento d&#8217;una serie di formule pi\u00f9 o meno vaghe, pi\u00f9 o meno ambigue, come quelle della tolleranza, del pluralismo, della inclusione dell&#8217;altro. Quasi che un cristiano potesse essere &quot;tollerante&quot;, &quot;pluralista&quot; e &quot;inclusivo&quot; quando si tratta, non della carit\u00e0 e del rispetto dovuto a ciascun essere umano, indipendentemente da ogni fattore soggettivo e oggettivo, che non sono mai in discussione; ma del rispetto verso i principi essenziali del Vangelo e che, evidentemente, non sono negoziabili, n\u00e9 suscettibili di modifiche, aggiornamenti, ritocchi.<\/p>\n<p>Sarebbe poi necessario fare una distinzione fra l&#8217;omosessualit\u00e0 come dato psicologico e fisiologico originario e quella che \u00e8 riconducibile a scelte di tipo culturale, nel senso pi\u00f9 ampio; ossia, per usare un linguaggio pi\u00f9 semplice, fra istinto (deviato) e scelta libera e volontaria, diretta a ci\u00f2 che sta al di fuori della norma morale, magari per un atteggiamento di sfida o per la curiosit\u00e0 di stuzzicare ed esplorare il godimento di sensazioni nuove: ci\u00f2 che la societ\u00e0 di ieri l&#8217;altro &#8212; cattiva e repressiva &#8211; definiva, molto semplicemente, &quot;vizio&quot;. Personalmente, siamo convinti che l&#8217;omosessualit\u00e0 sia assai meno diffusa di quanto le aggressive lobby omosessualiste vorrebbero far credere, con tutte le loro rumorose manifestazioni; e che, all&#8217;interno di quella percentuale, la frazione di essa che si pu\u00f2 considerare come portatrice di tendenze omosessuali congenite sia particolarmente esigua; infine che, all&#8217;interno di questa frazione, solo pochi individui siano desiderosi di esibire e magnificare il loro modo di essere, in nome di supposti principi e diritti, mentre la maggioranza non chiede altro che di restare avvolta in un velo di riserbo e discrezione (e ci viene in mente, tanto per fare un nome, il caso dello scrittore Giovanni Testori, omosessuale dichiarato, ma del pari dichiarato penitente, il quale aveva orrore degli omosessuali che ostentano il loro modo di essere o che chiedevano quella cosa obbrobriosa, sono parole sue, che \u00e8 il matrimonio fra ragazzi).<\/p>\n<p>Ed ecco, perch\u00e9 ciascuno possa fare le proprie riflessioni, la lettera centrale del carteggio di cui parlavamo, la numero 160, datata da Amburgo il 9 marzo 1914, nella quale Claudel si rivolge all&#8217;amico dopo che entrambi hanno messo le carte in tavola, ma solo per effetto della franca, e forse un po&#8217; rude, domanda di verit\u00e0 da parte dello stesso Claudel (da: Claudel\/Gide, <em>Carteggio 1899-1926<\/em> (titolo originale: <em>Correspondance, 1899-1926<\/em>; traduzione dal francese di Renato Arienta, Milano, Garzanti, 1974, pp. 247-251):<\/p>\n<p><em>Mio povero Gide, non vi avrei scritto se non avessi conservato la mia amicizia per voi. Lo confesso, quel passo della &quot;N. R. F&quot;. \u00e8 stato per me un colpo! Ma sono una troppo vecchia volpe per scandalizzarmi di checchessia, e non so veramente che cosa mi darebbe il diritto di giudicare qualcuno. Ci\u00f2 detto, mi sforzer\u00f2 di rispondervi punto per punto nella maniera pi\u00f9 obiettiva.<\/em><\/p>\n<p><em>No, lo sapete bene, i costumi di cui parlate non sono n\u00e9 permessi, n\u00e9 scusabili, n\u00e9 confessabili. Avete contro di voi a un tempo e la ragione naturale e la Rivelazione.<\/em><\/p>\n<p><em>La ragione e l&#8217;onest\u00e0 naturale ci dicono che l&#8217;uomo non \u00e8 un fine in s\u00e9, e a pi\u00f9 forte ragione il suo piacere e il suo diletto personale. Se l&#8217;attrazione sessuale non attinge al suo termine naturale, che \u00e8 la riproduzione, essa \u00e8 deviata e non buona. \u00c8 il solo principio solido Se no, voi cadete nelle fantasie individuali. Dove porrete un limite? Se uno pretende giustificare la sodomia, un altro giustificher\u00e0 l&#8217;onanismo, il vampirismo, lo stupro dei bambini, l&#8217;antropofagia, ecc. Non c&#8217;\u00e8 ragione di fermarsi.<\/em><\/p>\n<p><em>La Rivelazione c&#8217;insegna poi che questo vizio \u00e8 particolarmente detestato da Dio. \u00c8 superfluo richiamarci Sodoma, il &quot;morte moriatur&quot; (?) del Levitico, l&#8217;inizio dell&#8217;Epistola ai Romani, il &quot;Neque fornicatores, neque adulteri, neque masculorum concubitores&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo \u00e8 abbastanza. Io nego all&#8217;individuo il diritto d&#8217;essere giudice e parte nel proprio caso. Il diavolo, l&#8217;orgoglio, la passione, preso possesso di noi, sono pronti a suggerirci scuse e pretesti.<\/em><\/p>\n<p><em>Voi vi pretendete vittima di un&#8217;idiosincrasia fisiologica [cio\u00e8, il disinteresse per le donne]. Sarebbe questa una circostanza attenuante, ma non un permesso e una patente. Voi siete soprattutto vittima di due cose: la vostra eredit\u00e0 protestante che vi ha abituato a non cercare che in voi stesso la regola delle vostre azioni e il prestigio estetico che conferisce un lustri e un interesse alle azioni meno degne di scusa. A dispetto di tutti i medici mi rifiuto assolutamente di credere al determinismo fisiologico. Se avete degli istinti anormali, la vostra anima naturalmente proba, la vostra ragione, la vostra educazione, il timore di Dio, dovevano fornirvi dei mezzi per resistere. La medicina \u00e8 fatta per guarire e non per scusare. Ahim\u00e8! Nel vostro casi ci voleva inoltre un confessore.<\/em><\/p>\n<p><em>Voi mi chiedete dei consigli. Il primo consiglio \u00e8 di fare subito quello che dipende da voi. Quello che dipende da voi \u00e8 di sopprimere immediatamente quell&#8217;orribile passo della &quot;N. R. F.&quot; Ve ne scongiuro per moralit\u00e0 e per ragioni d&#8217;interesse personale.<\/em><\/p>\n<p><em>Per ragioni di moralit\u00e0: Voi mi parlate d&#8217;ipocrisia, ma c&#8217;\u00e8 una cosa infinitamente pi\u00f9 odiosa dell&#8217;ipocrisia, ed \u00e8 il cinismo. In queste gravi materie carnali, noi pecchiamo tutti pi\u00f9 o meno, e vi confesso molto sinceramente che da voi a me, se facessi un confronto, sarebbe a mio svantaggio. Ma altro \u00e8 peccare rammaricandosi, sapendo che si fa male, desiderando far meglio, e altro \u00e8 credere che si fa bene facendo male, e dirlo e vantarsene. Qui non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 soltanto perversione dei sensi, ma perversione della coscienza e del giudizio.<\/em><\/p>\n<p><em>Voi vi addossate cos\u00ec la responsabilit\u00e0 delle anime che perdete. La letteratura fa spesso un po&#8217; di bene, ma pu\u00f2 fare soprattutto molto male. Il vizio di cui parlate tende a diffondersi sempre pi\u00f9. Non \u00e8 cosa per nulla indifferente il vedere un uomo come voi, col prestigio della vostra intelligenza, della vostra cultura e del vostro ingegno, farsene l&#8217;apologista, o semplicemente rendere familiari all&#8217;immaginazione del lettore idee da cui quella deve di stornarsi con orrore. Anche da questo lato, vi sar\u00e0 reso conto in questo mondo e nell&#8217;altro. Per il vostro interesse personale: Vi ripeto: VOI VI PERDETE: vi abbassate, vi mettete in margine, fra quelli che vivono in margine, fuori dall&#8217;umanit\u00e0. L&#8217;opinione di Parigi si nasconde meglio, ma essa \u00e8 ancora pi\u00f9 spietata di quella di Londra. Voi dite di conservare la mia lettera per voi, mi pregate di non lasciar sospettar nulla a vostra moglie. Disgraziato! E intanto vi lasciate andare alla pubblicit\u00e0, affiggete su tutti i muri di Parigi un testo che per tutti avr\u00e0 il valore di una confessione definitiva e ufficiale. Non fatevi illusioni a questo riguardo. Promettetemi almeno che questo passo non figurer\u00e0 pi\u00f9 nel volume. Ve ne prego, se annettete un qualche valore alla mia amicizia. A poco a poco si dimenticher\u00e0. S\u00ec, io manterr\u00f2 un profondo silenzio, ma siete voi che parlate e che vi mettete in piazza! Una cosa simile non s&#8217;\u00e8 mai vista dai giorni del paganesimo. Nessuno scrittore, nemmeno Wilde, ha mai fatto questo.<\/em><\/p>\n<p><em>Non vi nasconder\u00f2 che nello stesso tempo che a voi ho scritto a due persone: a Jammes (una parola sola), e a quel povero Rivi\u00e8re a cui potete fare tanto male. Povero ragazzo che aveva fiducia in voi! Come me. Ma che cosa ho detto loro di pi\u00f9 grave che quella pagina 478 non dica loro di gi\u00e0?<\/em><\/p>\n<p><em>Rileggo la mia lettera, e mi sembra alquanto dura. Leggetela freddamente come il consulto di un medico. E soprattutto non disperate. Non c&#8217;\u00e8 malattia mortale perle anime. Potete guarire. No, Dio non vuole la morte di nessuno dei suoi figli, egli non vi odia n\u00e9 vi disprezza. Ciascuno dei vostri errori \u00e8 un titolo di pi\u00f9 alla sua compassione. Da sette anni, per quel che posso giudicare, si svolge qualcosa nella parte migliore dell&#8217;anima vostra, non siete lasciato tranquillo, c&#8217;\u00e8 un travaglio, ignoro quale. Ma non dite che siete tranquillo e soddisfatto.<\/em><\/p>\n<p><em>E nemmeno dubitate di una cosa, che il giorno in cui tutti vi abbandoneranno, mi troverete ancora. Io conosco l&#8217;incomparabile valore di un&#8217;anima.<\/em><\/p>\n<p><em>C&#8217;\u00e8 una terza persona a cui ho ascritto, ma questa \u00e8 un prete. \u00c8 l&#8217;abb\u00e9 Fontaine. Ora potete andare a trovarlo. Non lo stupirete, siate sicuro. E oser\u00f2 dire che provo quasi sollievo di veder cadere quella pesante incertezza che fino ad oggi m&#8217;impacciava nelle vostre relazioni? Povero Gide, come siete da commiserare e com&#8217;\u00e8 tragica la vostra vita! Vi stringo la mano P. Claudel<\/em><\/p>\n<p>Queste parole possono, alla luce della mentalit\u00e0 odierna, sembrare dure, e lo stesso Claudel le trovava tali; senza dubbio, anche molti cattolici &quot;adulti&quot; e &quot;progressisti&quot; le disapproverebbero. Ma Gide non se ne sent\u00ec ferito; le apprezz\u00f2: la loro amicizia ne fu rafforzata. La vera amicizia non tace per amor del quieto vivere; e, soprattutto, si preoccupa del vero bene dell&#8217;altro. Se vede che questi si \u00e8 messo su una strada pericolosa, lo mette in guardia; se si accorge che sta sbagliando, lo ammonisce. Lo fa per affetto e con retta intenzione; mentre il falso amico, o il nemico mascherato, fingono di approvare, e intanto preparano la rovina dell&#8217;altro, o la favoriscono.<\/p>\n<p>Sappiamo bene quale sia l&#8217;obiezione di fondo <em>politicallly correct<\/em>: \u00abE sia pure, Claudel ha parlato con sincera amicizia; ma le sue idee sull&#8217;omosessualit\u00e0 sono sbagliate. L&#8217;omosessuale non \u00e8 un disgraziato; o, se lo \u00e8, lo \u00e8 per colpa dei pregiudizi altrui\u00bb. Questo \u00e8 il modo di ragionare di una societ\u00e0 edonista, permissiva e relativista, che ha eretto a norma suprema il <em>laissez faire<\/em>, il diabolico: <em>fa&#8217; ci\u00f2 che vuoi, sii il Dio di te stesso<\/em>. Dichiarando che tutto \u00e8 lecito quel che viene dall&#8217;istinto, rimuove il vizio, ma senza misurarsi con esso: come quando, non potendo o non volendo abbassare il tasso d&#8217;inquinamento dell&#8217;acqua potabile, si innalza per decreto la percentuale di veleni consentita, e si finge che il danno alla salute non ci sia. Noi possiamo anche dichiarare che il vizio \u00e8 abolito per legge, ma la sua realt\u00e0 permane. L&#8217;ostentazione lo rende pi\u00f9 esecrabile, dietro il pretesto della sincerit\u00e0 e della lotta contro l&#8217;ipocrisia. La parola &quot;peccato&quot;, poi, non ha quasi pi\u00f9 risonanza nelle profondit\u00e0 dell&#8217;anima. Eppure, se non c&#8217;\u00e8 il peccato, non c&#8217;\u00e8 Dio; e allora chi potr\u00e0 redimerci?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8, nell&#8217;epistolario intercorso fra due grandi scrittori francesi, Paul Claudel (1868-1955) e Andr\u00e9 Gide (1869-1951), un passaggio cruciale, delicatissimo, estremamente intimo, che ancora oggi, letto a<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[211],"class_list":["post-23746","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-omosessualismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23746","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23746"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23746\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23746"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23746"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23746"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}