{"id":23743,"date":"2011-02-15T05:45:00","date_gmt":"2011-02-15T05:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/02\/15\/caro-lettore\/"},"modified":"2011-02-15T05:45:00","modified_gmt":"2011-02-15T05:45:00","slug":"caro-lettore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/02\/15\/caro-lettore\/","title":{"rendered":"Caro lettore&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Caro lettore, le cose che mi hai scritto meritano qualche riflessione, sia da parte mia, sia &#8211; se lo riterrai &#8211; da parte tua.<\/p>\n<p>In sostanza, non hai svolto alcuna argomentazione a sostegno di quel che affermi: ti sei limitato ad una appassionata, viscerale difesa del presidente del Consiglio, definendo senz&#8217;altro &quot;calunnie&quot; i precisi e circostanziati capi d&#8217;imputazione che gli addebitano le autorit\u00e0 inquirenti milanesi; e ad una altrettanto implacabile, se pure stringata, esecrazione nei miei confronti.<\/p>\n<p>Partiamo da quest&#8217;ultimo punto, che \u00e8, in realt\u00e0, il meno importante, per poi soffermarci sulla questione principale.<\/p>\n<p>Dici che mi leggevi volentieri, ma che, ora che mi sono accodato alla propaganda antiberulsconiana della sinistra, la stima che avevi della mia intelligenza \u00e8 scesa parecchio.<\/p>\n<p>Si vede che mi leggevi da poco: se no, sapresti che, da anni, la mia posizione circa il nostro presidente del Consiglio \u00e8 sempre stata una ed una sola e non \u00e8 cambiata di una virgola: quella di una critica totale, sia per il gigantesco conflitto d&#8217;interessi ch&#8217;egli si tira dietro, impensabile in qualunque Paese civile; sia per le origini piduiste del personaggio, vale a dire il peggio della Prima Repubblica; sia, infine, per la sua assoluta indifferenza al bene comune e la sua esclusiva attenzione ai propri interessi privati.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 aggiungo l&#8217;estrema volgarit\u00e0 non solo del suo modo di fare politica, ma anche di fare televisione: oso anzi affermare che egli ha dato un contributo decisivo, molto prima di entrare in politica, al decadimento morale e all&#8217;involgarimento dell&#8217;Italiano medio, grazie alla inqualificabile televisione spazzatura con cui le sue reti ci hanno inondato per decenni (poi supinamente imitate dalla Rai, dalla quale, avendo tutta un&#8217;altra storia rispetto alle reti commerciali, sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di diverso).<\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2, sono fermamente convinto che, nella vita, cos\u00ec come nella cultura, nello spettacolo, nella scienza, nell&#8217;economia, tutto si lega: e che, pertanto, non \u00e8 lecito mai venire a patti, a compromessi, con ci\u00f2 che \u00e8 disonesto, brutto, volgare, magari in nome di un supposto bene d&#8217;ordine superiore, senza con ci\u00f2 sporcare, degradare, insozzare se stessi e i propri ideali.<\/p>\n<p>In breve, il berlusconismo mi \u00e8 sempre sembrato, fin dall&#8217;inizio, la quintessenza dei peggiori difetti del carattere nazionale: la cialtroneria, la furberia da quattro soldi, la sopraffazione del pi\u00f9 debole, la vile timidezza e l&#8217;acquiescenza davanti al pi\u00f9 forte, il disprezzo delle regole, il credere che, coi soldi, tutto si possa fare, tutto si possa aggiustare, e qualunque cosa, anche le coscienze, si possa comperare.<\/p>\n<p>Io non so quale dei miei scritti abbia potuto darti anche solo minimamente l&#8217;impressione che le mie idee in proposito potessero essere diverse; ti sfido, anzi, a trovare, in una sola riga, in una sola pagina delle centinaia e centinaia di articoli che ho scritto e pubblicato, sui temi pi\u00f9 var\u00ee, una diversa filosofia, una diversa impostazione del rapporto che necessariamente deve esistere tra etica e politica, con l&#8217;indiscusso primato della prima sulla seconda, checch\u00e9 ne dica messer Machiavelli, segretario fiorentino: uno dei tanti cattivi maestri del carattere nazionale.<\/p>\n<p>Nulla, assolutamente nulla, pu\u00f2 mai essere sembrato tolleranza o connivenza con i comportamenti arroganti, disonesti e penalmente illeciti dei membri della nostra classe dirigente, nessuno escluso, di destra o di sinistra che essi si qualifichino.<\/p>\n<p>In tutti i miei scritti ho sempre parlato dell&#8217;importanza di conoscere se stessi, di imparare a guardarsi dentro, di maturare una maggiore consapevolezza spirituale: esattamente il contrario di ci\u00f2 che fanno tutti coloro i quali, nascondendosi dietro le maschere del denaro e del potere, cercano un surrogato illusorio alla propria intima insufficienza, al proprio vuoto interiore, allo squallido deserto dei propri valori etici.<\/p>\n<p>Tuttavia permettimi, caro lettore, di fare una ipotesi: tu hai potuto pensare che io, sul caso in questione, la pensassi in altro modo, perch\u00e9 hai colto qualche cosa che ti sembrava familiare in termini ideologici; qualcosa che ti pareva, in certo qual modo, in consonanza con le tue convinzioni politiche.<\/p>\n<p>Ebbene, hai capito male: prima di tutto, perch\u00e9 le categorie classiche della &quot;destra&quot; e della &quot;sinistra&quot; sono diventate obsolete e, se gi\u00e0 prima erano fonte di contrapposizione pregiudiziale e distruttiva tra le persone, ora sono anche fuorvianti sul piano della stessa ideologia; in secondo luogo, perch\u00e9 ritengo che l&#8217;etica venga prima di qualunque senso di appartenenza e mi sono persuaso da un pezzo che le brave persone sono brave persone e basta, siano esse pure di destra o di sinistra; mentre i cialtroni sono e rimangono soltanto dei cialtroni, anche se sfoggiano tessere di questo o quel partito e se sventolano queste o quelle altre bandiere nei comizi e nelle manifestazioni.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, la tua lettera mi sembra un perfetto esempio dell&#8217;atteggiamento che tanti Italiani hanno nei confronti di scrittori o filosofi: \u00e8 un atteggiamento che ho verificato spesso anche da parte del pubblico, nel corso di frequenti conferenze e seminari culturali. In breve, si tratta di questo: se lo scrittore o il conferenziere scrive o dice cose che concordano con le proprie convinzioni, lo si loda e lo si applaude; se scrive o dice cose diverse, lo si stronca e lo si insulta, MA SENZA MAI ENTRARE NEL MERITO DEI RAGIONAMENTI.<\/p>\n<p>Molte persone non leggono libri o articoli e non si recano ad ascoltare delle conferenze, se non per trovarvi la conferma del proprio solipsismo: non per aprirsi a nuove ipotesi, a nuove possibilit\u00e0, a nuove prospettive; non per lasciarsi mettere in crisi, ma una crisi salutare, da domande scomode e alle quali non sanno rispondere.<\/p>\n<p>Non vogliono essere turbate e disturbate nelle loro riposanti certezze; peggio: non vogliono ragionare. Nel caso specifico: non vogliono riflettere se certi comportamenti e certe azioni di un determinato personaggio politico siano leciti o illeciti, se siano morali o immorali; vogliono ridurre tutto a un referendum pro o contro di lui. Vogliono solo amarlo o detestarlo visceralmente, fideisticamente:vogliono un credo, non un pensiero.<\/p>\n<p>\u00c8 la strategia ora adottata, in soccorso del presidente del Consiglio, da Giuliano Ferrara: semplificare e generalizzare; non prendersi il disturbo di andare a vedere se questa o quella cosa \u00e8 vera, se \u00e8 accettabile oppure no: ma pronunciarsi semplicemente pro o contro di lui, sorvolando sia sull&#8217;aspetto giudiziario, sia sull&#8217;aspetto etico. Ma cos\u00ec non si aiutano le persone a crescere, a pensare con la loro testa: si alleva un gregge di pecore o una mandria di buoi.<\/p>\n<p>Dietro tanti appelli al popolo, dietro tanta retorica sul popolo che \u00e8 il vero ed unico giudice degli uomini politici, insomma dietro tutta questa ostentazione di populismo a buon mercato, c&#8217;\u00e8 un profondo disprezzo nei confronti del popolo, ridotto al rango di strumento inconsapevole di interessi arroganti e inconfessabili e manipolato sfacciatamente attraverso una disinformazione sistematica e prezzolata.<\/p>\n<p>Del resto, cosa possono saperne del &quot;popolo&quot; questi politici ricchissimi, questi strapagati manutengoli del potere, che non hanno la minima idea di come vivano le persone comuni, e che cosa siano l&#8217;angoscia della disoccupazione, la difficolt\u00e0 di arrivare alla fine del mese con le bollette ancora da pagare e il frigorifero vuoto? Cosa ne sanno loro, che per una notte di sesso sono pronti a pagare somme che un onesto lavoratore non riesce a vedere dopo mesi e mesi di fatica in fabbrica, in ufficio, in bottega, nei campi, nella scuola?<\/p>\n<p>Siamo cos\u00ec venuti a parlare dell&#8217;altra e pi\u00f9 importante questione sollevata dalla tua lettera, caro lettore: la difesa pregiudiziale, emotiva, scomposta, di un personaggio che non ha mai fatto nulla per meritare tanta stima e tanta passione, se non lusingare gli aspetti meno belli del carattere nazionale: l&#8217;individualismo proprietario, fatto di egoismo, di chiusura, di edonismo spicciolo, di disprezzo delle leggi, di prevaricazione cialtrona.<\/p>\n<p>Caro lettore, davvero ti sembra normale che una Nicole Minetti vada ad occupare una poltrona nel Consiglio regionale della Lombardia, a spese del contribuente?<\/p>\n<p>Sulla base di quali meriti?<\/p>\n<p>E chi ce l&#8217;ha messa?<\/p>\n<p>Chi l&#8217;ha accettata, tollerata, e chi continua a difenderla; e perch\u00e9?<\/p>\n<p>Sono cose che, in qualunque Paese serio, non sarebbero concepibili se non, al massimo, al livello di barzelletta, di puro esercizio della fantasia.<\/p>\n<p>Da noi, sono realt\u00e0 quotidiana, ormai diffusa a tutti i livelli: e chi ha creato questo andazzo, chi ha reso abituale questo modo di fare politica?<\/p>\n<p>Sono queste pratiche, \u00e8 questo spettacolo desolante, che stanno facendo dell&#8217;Italia un Paese in declino, nel quale la speranza sta morendo, soprattutto nei giovani.<\/p>\n<p>Se i posti di maggiore responsabilit\u00e0 vanno a personaggi di quel genere, in base a quelle logiche e a quelle pratiche, non c&#8217;\u00e8 da stupirsi che i giovani di talento, dopo aver atteso invano, per anni, una decente occasione professionale o amministrativa, finiscano per gettare la spugna e per rassegnarsi; e una societ\u00e0 in cui i giovani si rassegnano, semplicemente non ha futuro.<\/p>\n<p>Ecco: la morte della speranza, beninteso per le persone oneste e meritevoli (non certo per i mariuoli e i bricconi), \u00e8 il peccato dal quale i nostri uomini politici non potranno mai trovare perdono, n\u00e9 comprensione, n\u00e9 scusanti di alcun genere. Avevano il potere, e ne hanno fatto un uso vergognosamente privatistico: e tanto basta a escluderli per sempre, non solo dalla fiducia, ma anche dalla stima dei cittadini perbene.<\/p>\n<p>Nulla li pu\u00f2 giustificare, nulla pu\u00f2 attenuare la gravit\u00e0 delle loro responsabilit\u00e0: specialmente di questi tempi, con una crisi economica cos\u00ec devastante e la perdita quotidiana di centinaia e centinaia di posti di lavoro. Lo spettacolo della loro disonest\u00e0, della loro sfrontatezza, della loro lussuria \u00e8 uno schiaffo in pieno viso a tutti quei cittadini onesti e laboriosi che fanno sempre pi\u00f9 fatica a sbarcare il lunario.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, mentre nei paesi seri gli uomini politici che vanno al governo prendono provvedimenti per limitare il disagio sociale, per creare impiego e per ridare speranza ai giovani e ai meno giovani, da noi un presidente del Consiglio usa il suo immenso potere mediatico per invitare le donne a cercarsi un marito ricco, in modo da risolvere i propri problemi economici&#8230;<\/p>\n<p>Che squallore morale e, prima ancora, che squallore culturale, ci sono dietro frasi del genere. Non \u00e8 moralismo, ma pura e semplice dignit\u00e0 e rispetto di se stessi, reagire a simili comportamenti con una sola frase, ma ripetuta fino alle dimissioni dell&#8217;interessato: \u00abVergogna: non sei degno di ricoprire quella carica!\u00bb<\/p>\n<p>Caro lettore, anzi, ex lettore, spero di essere stato abbastanza chiaro, stavolta, senza che sia rimasto adito a dubbi di sorta.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 un&#8217;ultima cosa che ti vorrei dire, una ulteriore ragione per essere quanto mai decisi nel pretendere che il satrapo se ne vada al pi\u00f9 presto: ed \u00e8 che, oltre al disonore e al ridicolo che sta gettando sull&#8217;Italia agli occhi del resto del mondo, egli non si fa scrupolo, n\u00e9 mai se lo \u00e8 fatto, di alimentare irresponsabilmente un clima di odio fra i cittadini, sino quasi ed evocare i fantasmi della guerra civile, pur di restare aggrappato a quel potere che gli consente di scansare platealmente tutte le sue numerose pendenze giudiziarie.<\/p>\n<p>Lo scontro permanente fra i poteri dello Stato, da lui alimentato per spostare l&#8217;attenzione dalla reale natura delle accuse che pendono su di lui (e non certo solo per il &quot;caso Ruby&quot;); il disprezzo per il Parlamento, nel quale si reca raramente e solo per insultare e provocare le opposizioni; la campagna diffamatoria contro i giudici, iniziata fin dal 1994, con la sua prima vittoria elettorale; il bavaglio e la censura nei confronti della pubblica informazione; il suo estremo fastidio per le critiche, la sua insofferenza per le manifestazioni popolari, insomma la complessiva inadeguatezza del suo atteggiamento verso la normale dialettica di una societ\u00e0 democratica: tutto questo ha creato un clima di latente guerra civile, che \u00e8 estremamente pericoloso.<\/p>\n<p>Perfino il linguaggio da lui adoperato, nonch\u00e9 dalla stampa di cui \u00e8 proprietario e da quella che gli \u00e8 asservita: un linguaggio truculento e manicheo, caratterizzato da parole come &quot;traditori&quot; per poter demonizzare un nemico, quale che sia (avversario \u00e8 un concetto troppo raffinato e cavalleresco per la sua rozzezza): perfino il linguaggio dimostra che costui, per reggersi al potere, ha bisogno di questo clima avvelenato, ha bisogno di nemici da insultare: e che, se non ci fossero, farebbe in modo di inventarseli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro lettore, le cose che mi hai scritto meritano qualche riflessione, sia da parte mia, sia &#8211; se lo riterrai &#8211; da parte tua. 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