{"id":23742,"date":"2011-07-27T07:22:00","date_gmt":"2011-07-27T07:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/07\/27\/caro-amico-che-sei-in-carcere-caro-amico-che-sei-in-carcere\/"},"modified":"2011-07-27T07:22:00","modified_gmt":"2011-07-27T07:22:00","slug":"caro-amico-che-sei-in-carcere-caro-amico-che-sei-in-carcere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/07\/27\/caro-amico-che-sei-in-carcere-caro-amico-che-sei-in-carcere\/","title":{"rendered":"Caro amico che sei in carcere\u2026 Caro amico che sei in carcere\u2026"},"content":{"rendered":"<p>Caro amico che sei in carcere&#8230;<\/p>\n<p>Non \u00abcaro amico carcerato\u00bb, ma: \u00abcaro amico che sei in carcere, che ORA ti trovi in carcere\u00bb; perch\u00e9 l&#8217;espressione &quot;carcerato&quot; ha un che di sgradevolmente definitivo.<\/p>\n<p>Si tratta di rendere giustizia sul piano lessicale: come quando si sente dire, di qualcuno, che \u00e8 un \u00abladro\u00bb; suona troppo reciso, troppo inappellabile; pi\u00f9 giusto, invece, dire: \u00abuna persona che ha rubato\u00bb, magari in un momento di debolezza.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 ladro e ladro: e una disgraziata romena che ha rubato quattro cartoline in un ufficio postale, \u00e8 stata arrestata con tanto di manette e sbattuta sulla stampa come un mostro, con la fotografia a colori per soprammercato; mentre certi uomini politici che chiedono sacrifici di lacrime e sangue al popolo italiano, e intanto vivono, \u00absenza saperlo\u00bb (!), in appartamenti da 8.500 euro al mese, ovviamente senza pagare un soldo, be&#8217;, quelli&#8230; meglio non dire altro.<\/p>\n<p>Dunque, caro amico che sei in carcere: non so se leggerai queste righe che sono rivolte a te, come un messaggio affidato al mare dentro una bottiglia; non so nemmeno se i regolamenti carcerari consentano qualche scappata in rete.<\/p>\n<p>Eppure le vie della comunicazione sono impensabili, lo sappiamo un po&#8217; tutti, per esperienza; potrebbe darsi che un tuo parente o un tuo amico le stampi al computer e poi te le porti, cos\u00ec, per farti un po&#8217; di compagnia: sempre che almeno questo sia concesso.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questa \u00e8 la ragione che mi induce a scriverti, in questo momento, nel mezzo dell&#8217;estate, quando le persone sono ancora pi\u00f9 sole, gi\u00e0 quelle che vivono libere, figuriamoci quelle che si trovano rinchiuse dietro le sbarre di una cella: il desiderio di farti un po&#8217; di compagnia, di alleggerire un poco, se possibile, la tua solitudine.<\/p>\n<p>O forse potresti essere una amica che sta in carcere: perch\u00e9, anche se le statistiche dicono che tanto in Italia, quanto nel mondo, la popolazione carceraria femminile \u00e8 molto inferiore a quella maschile, per una persona in carne ed ossa che rientra in una categoria minoritaria non fa alcuna differenza, le statistiche non vogliono dire un bel nulla.<\/p>\n<p>Dunque, caro amico o cara amica che siete in carcere: ho pensato di scrivervi per tenervi compagnia, per aiutare la vostra mente ad evadere, un quarto d&#8217;ora, dai pensieri tristi e monotoni di sempre; per tentare di spalancarvi una finestrella sul cielo azzurro che sta fuori.<\/p>\n<p>Dovete, per\u00f2, darmi una mano: nessuno pu\u00f2 essere aiutato se non lo vuole lui per primo; nessuno pu\u00f2 essere portato fuori dai pensieri negativi, verso un&#8217;aria pi\u00f9 respirabile, se non \u00e8 disposto a fare alcuno sforzo per rompere il cerchio stregato della rassegnazione e dello scoraggiamento e a muovere almeno qualche passo in direzione della luce.<\/p>\n<p>Questo, del resto, vale per ogni altra situazione umana di difficolt\u00e0 o di indigenza: nessun malato pu\u00f2 essere realmente aiutato dal medico, se egli per primo non desidera fermamente la propria guarigione; cos\u00ec come nessuno studente potr\u00e0 mai imparare qualcosa per davvero, anche se avesse a disposizione i migliori insegnanti di questo mondo, se non possiede lui stesso una forte motivazione allo studio, al sapere, ad allargare i propri orizzonti.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il problema numero uno: nessuno pu\u00f2 essere aiutato contro la propria volont\u00e0; dunque, per aiutare se stessi, bisogna agire innanzitutto sulla propria volont\u00e0, combattere contro i fantasmi della stanchezza, del fatalismo, della rinuncia.<\/p>\n<p>Ma tu potresti dire che, per fare questo, bisogna essere gi\u00e0 sulla strada giusta, bisogna aver trovato gi\u00e0 gli strumenti adatti: mentre sono proprio queste le cose che mancano a chi \u00e8 solo e abbandonato a se stesso, privo di fiducia e di speranza.<\/p>\n<p>Come si esce da un simile circolo vizioso?<\/p>\n<p>Non lo so, caro amico (o cara amica) che sei in carcere: non sono qui a farti una lezione di filosofia teoretica, ma a parlarti di cose pratiche e concrete.<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 in difficolt\u00e0, la cosa migliore che si possa fare \u00e8 quella di affinare la propria vista interiore e imparare a vedere e riconoscere tutte quelle situazioni, tutte quelle cose, tutte quelle persone che possono esserci d&#8217;aiuto; e, naturalmente, nel medesimo tempo, a tenersi alla larga da tutto ci\u00f2 che potrebbe essere di ulteriore complicazione e sofferenza.<\/p>\n<p>Dunque, se una parola amica ci giunge da una qualsiasi parte, \u00e8 importante saperla cogliere e saperla utilizzare al massimo; ci\u00f2 che, del resto, si dovrebbe imparare a fare sempre, nella propria vita, anche quando le cose vanno bene, perch\u00e9 \u00e8 una sana abitudine esistenziale, che ci aiuta a stare sempre meglio con noi stessi e con il mondo.<\/p>\n<p>Allora, di che cosa parliamo?<\/p>\n<p>Stai tranquillo, non ho intenzione di farti alcuna predica sulle ragioni che ti hanno portato l\u00ec, dove ora ti trovi; n\u00e9, tanto meno, sulla necessit\u00e0 e sulla bellezza di vivere una vita onesta e di evitare tutte le occasioni di violare la legge, se non altro per i rischi che ci\u00f2 comporta.<\/p>\n<p>Penso tu abbia intuito da solo, del resto, la nuda e cruda verit\u00e0: che, se non riesci a comprendere i meccanismi che ti hanno portato dove ora ti trovi, rischi di ripetere fatalmente gli stessi errori, quando sarai fuori; e, inoltre, che l&#8217;unica maniera di dare un senso alla tua condizione attuale, \u00e8 quella di riflettere su te stesso e di iniziare la rinascita, attraverso le fasi necessarie del rimorso e del pentimento.<\/p>\n<p>Niente prediche, comunque, ma solo le parole che potrebbe dire un amico sinceramente desideroso del nostro bene; un vero amico, interessato al bene all&#8217;altro.<\/p>\n<p>Delle tue presenti angustie materiali e psicologiche &#8211; l&#8217;affollamento, il caldo, i disagi materiali e soprattutto la mancanza di intimit\u00e0 &#8211; non voglio dire niente, perch\u00e9, se lo facessi, sarei un presuntuoso: non le ho mai provate, e bisogna evitare di parlare di quel che non si conosce, se non altro per una forma di rispetto verso il nostro interlocutore che, invece, quelle cose le sta vivendo sulla propria pelle.<\/p>\n<p>Il massimo del disagio fisico che ho provato \u00e8 stato quando ho fatto il militare: caporale degli alpini, specialit\u00e0: artiglieria da montagna; ma, anche se taluni commilitoni vivevano quella esperienza come una vera e propria prigionia e si mettevano ogni giorno a fare il conto alla rovescia, in attesa del foglio di congedo, devo onestamente riconoscere che n\u00e9 il disagio con i muli, n\u00e9 quello con alcuni esseri umani ad essi non troppo superiori in fatto d&#8217;intelligenza, si potevano anche solo lontanamente paragonare a quella che deve essere la situazione di un carcerato vero.<\/p>\n<p>Vorrei parlare, semmai, delle tua angustie spirituali: del senso di soffocamento che prova la tua anima, che \u00e8 fatta per essere libera e che, certo, soffre non poco nella situazione in cui ora si \u00e8 venuta a trovare, insieme al corpo.<\/p>\n<p>Eppure, \u00e8 proprio da qui che vorrei partire per aiutarti, se possibile, a intravedere uno spiraglio di luce: dal fatto che, se il tuo corpo \u00e8 oggettivamente imprigionato, niente e nessuno hanno il potere di incatenare la tua anima, se tu non lo vuoi, se vuoi lasciarla volare liberamente.<\/p>\n<p>Forse gi\u00e0 frequenti la biblioteca del carcere: quello \u00e8 gi\u00e0 un inizio; la lettura di buoni libri, di libri che fanno pensare e non soltanto che intrattengono per qualche ora, \u00e8 gi\u00e0 un ottimo trampolino per slanciarsi verso pi\u00f9 ampi spazi di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Anche la conversazione con un vero amico pu\u00f2 avere questo effetto; il problema \u00e8 che, quando ci si trova forzatamente a contatto con altre persone che sono, come noi, frustrate e angustiate, non \u00e8 facile far spuntare la pianticella dell&#8217;amicizia; succede spesso, al contrario, che nasca la mala pianta dell&#8217;insofferenza reciproca, dell&#8217;aggressivit\u00e0, della rabbia cieca.<\/p>\n<p>Il primo passo, dicevo, \u00e8 riuscire a ritagliarsi, pur in mezzo alle miserie quotidiane (e un discorso analogo vale, ad esempio, per i malati gravi, che giacciono in un letto di ospedale), questa semplice, ma essenziale consapevolezza: noi non siamo il nostro corpo; la nostra parte pi\u00f9 profonda \u00e8 capace di volare oltre le sbarre di qualsiasi prigione, verso le verit\u00e0 pi\u00f9 sublimi.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile anche a te, dunque, caro amico sfortunato, proiettare la tua parte migliore fuori dalla cella stretta e surriscaldata in cui ti trovi, e vedere squarci di cielo azzurro, infinito.<\/p>\n<p>La seconda cosa che vorrei dirti \u00e8 questa: datti pace; perdonati; perdona coloro che hanno contribuito a farti finire dove sei ora; spegni il fuoco della rabbia: se alimenti la spirale del rancore, fai soltanto del male a te stesso.<\/p>\n<p>\u00c8 inutile tormentarsi con pensieri distruttivi; \u00e8 inutile ripetersi continuamente che se, quel giorno, le cose fossero andate diversamente&#8230;, se quella certa persona avesse fatto questo e non quest&#8217;altro&#8230;; \u00e8 inutile sognare la vendetta contro chi riteniamo responsabile di non averci capiti, di non averci aiutati, di non averci amati o di non averci amati nel nodo giusto: tutto questo \u00e8 inutile e ancora peggio che inutile, \u00e8 deleterio.<\/p>\n<p>Forse hai sentito dire, o hai pensato tu stesso, che l&#8217;odio e il desiderio di vendetta sono gli unici strumenti per resistere alla frustrazione dei giorni che non passano, all&#8217;angoscia del tempo che sembra essersi fermato, mangiandosi inutilmente la tua vita: non \u00e8 vero, non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>L&#8217;odio e il desiderio di vendetta non fanno altro che tenere sempre aperta la ferita della tua anima, impedendoti di medicarla e permettendole, cos\u00ec, di rimarginarsi: solo imparando a perdonarsi e a perdonare, si riesce a trovare un equilibrio che non sia ingannevole, ma stabile; una pace che non sia illusoria, ma ben viva e reale.<\/p>\n<p>Belle parole, dirai tu; ma soltanto parole.<\/p>\n<p>Purtroppo, caro amico, non ho nient&#8217;altro da offrirti che parole.<\/p>\n<p>Eppure, non \u00e8 detto che sia poco; non \u00e8 detto che le parole non valgano nulla e che, al mondo, contino solo i fatti.<\/p>\n<p>Quando una determinata situazione non pu\u00f2 essere in alcun modo modificata da noi, come lo sono una detenzione o anche una grave malattia, allora non esistono fatti che possano cambiare di una virgola la nostra sofferenza; e le parole, quando sgorgano dall&#8217;anima e non escono semplicemente dalla bocca, come un inutile gioco retorico, possono dire molto, possono fare la differenza tra la disperazione e la speranza.<\/p>\n<p>Vi sono individui che, pur non essendo materialmente in prigione, come lo sei tu adesso, vivono, di fatto, una vita da carcerati, perch\u00e9 hanno chiuso il cuore alla dimensione della speranza e hanno incatenato da se stessi la propria anima, che \u00e8 naturalmente assetata di infinito.<\/p>\n<p>Ciascuno di noi possiede uno splendido palazzo interiore, ricco di innumerevoli stanze, belle e luminose: ma alcuni hanno deciso di vivere nelle cantine, buie e sporche: senza rendersene conto, inseguendo miraggi di falso bene, hanno rinunciato a vivere nelle stanze superiori, ampie e soleggiate, i cui balconi si affacciano su un meraviglioso giardino.<\/p>\n<p>Non fare come loro, caro amico: sono materialmente liberi, ma \u00e8 come se fossero ancora pi\u00f9 prigionieri di quanto lo sia tu adesso.<\/p>\n<p>Se tu lo vuoi, la tua anima pu\u00f2 essere libera come lo \u00e8 quel passerotto che si \u00e8 posato or ora sul davanzale della cella di fronte alla tua ed \u00e8 padrone di aprire le ali e di spiccare nuovamente il volo dove preferisce, senza che nessuno possa impedirglielo.<\/p>\n<p>La terza cosa che voglio dirti \u00e8, appunto, questa: che ciascuno di noi \u00e8 fatto per l&#8217;immensit\u00e0, \u00e8 fatto per l&#8217;eternit\u00e0: e che non c&#8217;\u00e8 errore che non si possa correggere, non c&#8217;\u00e8 sconfitta che non si possa riscattare, non c&#8217;\u00e8 umiliazione da cui non ci si possa risollevare, pi\u00f9 forti e pi\u00f9 coraggiosi di prima, resi saggi da ci\u00f2 che si \u00e8 sofferto.<\/p>\n<p>Non siamo fatti n\u00e9 per rimuginare l&#8217;odio e il dolore, n\u00e9 per tendere lacci agli altri, n\u00e9 per fingere di essere quel che non siamo: siamo fatti per la verit\u00e0, per la pienezza, per la gioia; e non siano qui per caso, n\u00e9 alcuna cosa avviene a caso, ma tutto ha un significato, tutto ha un senso, tutto \u00e8 parte di un grande disegno armonioso, cui noi siamo chiamati a collaborare.<\/p>\n<p>Sei caduto? Ebbene, stai gi\u00e0 scontando il tuo debito.<\/p>\n<p>Non pensare al passato, che non \u00e8 pi\u00f9, n\u00e9 al futuro, che non dipende da te; ma al presente. Se tu riesci a far s\u00ec che la tua condizione presente ti renda pi\u00f9 forte, ti renda migliore, allora questa prova che stai vivendo, non sar\u00e0 stata inutile; allora questi mesi, questi anni di prigione che stai scontando, non saranno stati inutili.<\/p>\n<p>Certo, quando sarai fuori non sar\u00e0 tutto rose e fiori, lo sappiamo bene.<\/p>\n<p>Ma la vita \u00e8 una lotta, sempre, per tutti: l&#8217;importante \u00e8 affrontarla a testa alta, rispettosi di se stessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro amico che sei in carcere&#8230; Non \u00abcaro amico carcerato\u00bb, ma: \u00abcaro amico che sei in carcere, che ORA ti trovi in carcere\u00bb; perch\u00e9 l&#8217;espressione &quot;carcerato&quot;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-23742","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23742","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23742"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23742\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23742"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23742"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23742"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}