{"id":23735,"date":"2016-04-02T08:41:00","date_gmt":"2016-04-02T08:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/02\/che-religione-era-quella-professata-dal-cardinale-carlo-maria-martini\/"},"modified":"2016-04-02T08:41:00","modified_gmt":"2016-04-02T08:41:00","slug":"che-religione-era-quella-professata-dal-cardinale-carlo-maria-martini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/02\/che-religione-era-quella-professata-dal-cardinale-carlo-maria-martini\/","title":{"rendered":"Che religione era quella professata dal cardinale Carlo Maria Martini?"},"content":{"rendered":"<p>Il cardinale Carlo Maria Martini (nato a Torino nel 1927 e deceduto a Gallarate, in provincia di Varese, nel 2012), arcivescovo Milano, \u00e8 stato uno dei personaggi pi\u00f9 in vista della Chiesa cattolica negli ultimi anni; ha avuto fama di grande teologo e, soprattutto, di grande promotore del dialogo ecumenico, a cominciare da quello con gli Ebrei, da lui definiti &quot;i nostri fratelli maggiori&quot;: e stiamo parlando &#8212; giova ricordarlo, in questi tempi di relativismo e di estrema confusione concettuale, non sempre coltivata in buona fede &#8211; di coloro i quali rifiutarono Ges\u00f9 Cristo, lo misero in croce e che tuttora lo considerano un falso profeta, un impostore e un bestemmiatore del vero e unico Dio, il loro. Per tutte queste benemerenze, Martini fu soprannominato, ancora in vita, &quot;il cardinale del dialogo&quot; (evidentemente, gli altri esponenti della Chiesa cattolica non lo erano, o non lo erano abbastanza, almeno rispetto a lui), nonch\u00e9 &quot;il papa rosso&quot;, per le sue numerose e audaci aperture sui pi\u00f9 svariati temi, specialmente di tipo etico e sociale. \u00c8 stato, insomma, uno dei principali esponenti di quella linea di pensiero la quale riteneva che la Chiesa cattolica, dopo la stagione del Concilio Vaticano II, si fosse un tantino &quot;impantanata&quot;, che avesse &quot;frenato&quot;, che non avesse dimostrato di possedere sufficiente &quot;coraggio&quot; per proseguire sulla via delle riforme, delle aperture, del dialogo con tutti, ma proprio tutti: con i massoni e con gli atei, con i musulmani e gli ebrei.<\/p>\n<p>Presidente del Consiglio delle Conferenze dei vescovi d&#8217;Europa dal 1986 al 1993, fu il promotore, nell&#8217;arcidiocesi di Milano, dal 1987 al 2002, della cosiddetta Cattedra dei non credenti, clamorosa iniziativa di dialogo con esponenti della cultura dichiaratamente atea; nel 1990, nel giorno della festivit\u00e0 di Sant&#8217;Ambrogio, predic\u00f2 ai Milanesi la necessit\u00f2 di dialogare con l&#8217;islam e di favorire l&#8217;integrazione con gli immigrati di fede islamica; nel 2007, dalle colonne de <em>Il Sole 24 ore<\/em>, critic\u00f2, in una intervista, il <em>motu proprio<\/em> di Benedetto XVI <em>Summorum pontificum<\/em>, che autorizzava il ripristino, entro certi limiti, della Messa secondo il rito tridentino: e sono solo alcune delle prese di posizione con le quali si fece una grandissima notoriet\u00e0, sovente di scandalo, al punto che per alcuni anni fu considerato altamente &quot;papabile&quot; come successore di Giovanni Paolo II, ed ebbe validi sostenitori e sponsorizzatori, nel mondo della cultura e della politica, fra i quali il potente cancelliere tedesco Helmut Kohl.<\/p>\n<p>Ora, la domanda che vogliamo farci \u00e8 quale fosse la religione in cui credeva il cardinale Martini, e che egli predicava e promuoveva in tutte le sedi possibili, comprese, come abbiamo visto, le pagine dei giornali e le interviste generosamente rilasciate lungo tutto l&#8217;arco della sua lunga e prestigiosa carriera; perch\u00e9 essa non ci sembra affatto coincidere con quella religione cattolica, apostolica romana, una e santa, che ci \u00e8 stata insegnata fin dai banchi del catechismo, e ci sorge pertanto il dubbio che, o la religione cattolica sia stata cambiata, non si sa bene come e quando, non si sa bene da chi, senza che noi ce ne accorgessimo, e in tal caso saremmo noi, e tutti quelli che pensano e sentono come noi, a trovarsi, di fatto, al di fuori di essa; oppure \u00e8 stato il cardinale Martini, e, con lui, tutti i suoi estimatori, sostenitori e apologisti, a porsi al di fuori dell&#8217;insegnamento cattolico, della Tradizione cattolica e della stessa Chiesa cattolica, della quale, nondimeno, era un alto porporato: e, in tal caso, bisogna per forza concludere che egli ha fatto un cattivo uso della sua cattedra e della sua autorit\u00e0, che ha male speso la sua indubbia popolarit\u00e0 e la sua influenza, e che si \u00e8 reso responsabile della confusione, e forse del traviamento, di un grande numero di persone, le quali, seguendo le sue indicazioni, sono venute a trovarsi, magari senza rendersene conto, a professore una religione che non \u00e8 quella cattolica, ma qualcos&#8217;altro. E, se ci\u00f2 \u00e8 vero, vorremmo cercar di capire che cosa fosse questo &quot;qualcos&#8217;altro&quot;: in che cosa consistesse, esattamente, la religione professata e predicata dal cardinale Carlo Maria Martini.<\/p>\n<p>A tale scopo, prendiamo in mano uno dei suoi ultimi libri-intervista, suggestivamente intitolato <em>Conversazioni notturne a Gerusalemme<\/em> (la citt\u00e0 in cui, ormai arcivescovo emerito, si era ritirato negli anni dal 2002 al 2007), sottotitolo: <em>Il rischio della fede<\/em>, che ci piacerebbe poter interpretare in senso kierkegaardiano, mentre siamo costretti a interpretarlo, dopo aver letto il volume, in senso semplicemente relativista. L&#8217;interlocutore, che pone le domande, \u00e8 il gesuita austriaco Georg Sporschill, &quot;prete di strada&quot; che ha raccolto i bambini abbandonati della Romania e della Moldavia, il quale conduce la conversazione sulla base di una serie di punti di partenza che sono, a dir poco, opinabili. La sua tecnica \u00e8 quella di far delle affermazioni, in genere trinciando giudizi pesantissimi sulla &quot;cautela&quot;, sulla &quot;mondanizzazione&quot;, sul &quot;conservatorismo&quot; di quella Chiesa cattolica, di cui anche lui fa parte, e cui ha giurato obbedienza, ma verso la quale mostra assai meno carit\u00e0 di quanto ne debba mostrare un figlio alla propria madre; e poi, sulla base di tali assunti, di tali affermazioni apodittiche e senza contraddittorio, fa le sue brave domandine al cardinal Martini, instradandolo, cos\u00ec, automaticamente, su un piano inclinato, nel quale la risposta \u00e8 quasi obbligata, in modo da sentirsi dire precisamente quel che voleva sentirsi dire. Ma \u00e8 chiaro che un uomo colto e intelligente, abituato alle astuzie del giornalismo, come lo \u00e8 stato il cardinale Martini, non avrebbe mai abboccato ad un simile amo, se non fosse stato pienamente consapevole e consenziente. In altre parole, \u00e8 chiaro che Martini <em>voleva<\/em> che gli fossero poste quelle domande, in quella forma, con quei presupposti, in modo da prendersi poi la libert\u00e0 di rispondere a partire da quel contesto, da quella prospettiva, magari facendo mostra di sollevare qualche riserva, qualche obiezione, cos\u00ec da apparire moderato e quasi prudente, mentre quel che andava dicendo aveva una carica addirittura dirompente rispetto alla Tradizione cattolica. Abilit\u00e0 quasi di tipo politico: fare il rivoluzionario, nascondendosi abilmente nei panni dell&#8217;uomo che sa mediare, che sa vagliare, che sa distinguere.<\/p>\n<p>Ed ecco, allora, un florilegio delle affermazioni fatte da Martini, nel rispondere alle imbeccate e alle provocazioni di Sporschill (op. cit., Milano, Monadori, 2008, pp. 94-116, <em>passim<\/em>):<\/p>\n<p>[Sulla morale sessuale:] <em>Sono fermamente convinto che la direzione della Chiesa possa mostrare una via migliore di quanto non sia riuscito all&#8217;enciclica &quot;Humanae vitae&quot;. La Chiesa riacquister\u00e0 credibilit\u00e0 e competenza<\/em> .<\/p>\n<p>Evidentemente, per Martini, a causa di quell&#8217;enciclica di Paolo VI la Chiesa ha perso l&#8217;una e l&#8217;altra.<\/p>\n<p>[Riguardo alla pastorale dei giovani sulla sessualit\u00e0] <em>Credo che non sia il momento di cercare risposte universali. Ricordo sempre un principio pastorale e psicologico fondamentale secondo il quale le risposte cadono su un terreno fertile solo quando rima \u00e8 stata posta una domanda, quando ho osservato o ascoltato. Soprattutto i queste problematiche profondamente umane, come sessualit\u00e0 e corporeit\u00e0, non si tratta di ricette, ma di percorsi che iniziano e proseguono con le persone. Un noto medico riteneva che in questo campo molti possedessero una &quot;ignoranza innocente&quot;. Non possiamo pretendere dai bambini e dai giovani tutto ci\u00f2 che sarebbe ideale. Troveranno la loro strada a poco a poco<\/em>.<\/p>\n<p>Dunque, via le &quot;ricette&quot; e le &quot;risposte universali&quot;; smettiamola di chiedere ai giovani l&#8217;ideale; lasciamo che essi trovino la loro strada da soli, senza la pretesa autoritaria di indicargliela; e avanti tutta in ordine sparso, ciascuno con la sua verit\u00e0, con la sua etica personale. Buono a sapersi.<\/p>\n<p>[Riguardo all&#8217;omosessualit\u00e0] <em>Nel rapporto con l&#8217;omosessualit\u00e0, tuttavia, nella Chiesa dobbiamo rimproverarci di esse spesso stati insensibili. Penso a un giovane che si sforzava di comprendere il proprio orientamento sessuale. Era in grande difficolt\u00e0. Non poteva parlarne con nessuno perch\u00e9 si vergognava. Sentiva che se avesse confessato le sue tendenze omosessuali sarebbe stato emarginato. Questo giovane si \u00e8 ammalato perch\u00e9 non lo abbiamo aiutato. Le depressioni lo hanno condotto da uno psichiatra, dal quale ha trovato un orecchio pronto ad ascoltarlo e un incoraggiamento<\/em>.<\/p>\n<p>Dunque, anche Martini, come i teorici del &quot;gender&quot;, pensa in termini di &quot;orientamento sessuale&quot; e non di &quot;sesso&quot;; punta il dito conto la Chiesa cattiva e &quot;insensibile&quot;, e tesse le lodi della psichiatria laica, che, meno male, sa capire e aiutare la gente. Morale: se avete un problema come quello di quel tale giovane, non andate a parlarne con un prete, che tanto non vi capirebbe e vi farebbe sentire a disagio; andate da uno psichiatra, lui s\u00ec che se ne intende e vi dir\u00e0 la parola giusta.]<\/p>\n<p>[Sul celibato ecclesiastico:] <em>Questo tipo di vita \u00e8 oltremodo impegnativo e presuppone una profonda religiosit\u00e0, una comunit\u00e0 valida e forti personalit\u00e0, ma soprattutto la vocazione a non sposarsi. Forse non tutti gli uomini chiamati al sacerdozio possiedono questo carisma. Da noi la Chiesa dovr\u00e0 escogitare qualcosa.<\/em><\/p>\n<p>Prendiamo atto che, per Martini, il celibato ecclesiastico \u00e8 &quot;oltremodo impegnativo&quot; e che solo una parte dei sacerdoti sono in grado di osservarlo. Prendiamo anche atto che, per lui, la questione \u00e8 quella di &quot;avere la vocazione a non sposarsi&quot;, stranissima formula per definire la vocazione al sacerdozio; e che auspica che la Chiesa &quot;escogiti&quot; qualcosa, un verbo che \u00e8 tutto un programma.<\/p>\n<p>[Sulla Chiesa post-conciliare, che, secondo l&#8217;imbeccata di Sporschill, ha &quot;chiuso le porte&quot; alle riforme:] <em>Vi \u00e8 un&#8217;indubbia tendenza a prendere le distanze dal concilio. Il coraggio e le forze non sono pi\u00f9 grandi come a quell&#8217;epoca e subito dopo. Ed \u00e8 indubbio che nel primo periodo di apertura alcuni valori sono stati buttati a mare. La Chiesa si \u00e8 dunque indebolita. Altre energie si sono disperse nelle controversie post-conciliari. Eppure quegli accaniti dibattiti erano necessari. Ricordo teologi controversi come Karl Rahner, Pierre Teilhard de Chardin, Henri de Lubac e altri pi\u00f9 giovani. Essi contribuirono a impostare il concilio sotto il profilo teologico e in seguito lo trasposero nei loro libri e lo esposero nelle loro cattedre.<\/em><\/p>\n<p>Insomma, dopo il Vaticano II la Chiesa ha perso &quot;coraggio&quot; e si \u00e8 indebolita per non aver proseguito sulla via tracciata da Rahner, de Chardin, ecc. Tralasciando il fatto che, in tutti i concili della Chiesa, sono stati i padri, cio\u00e8 i vescovi, e non i teologi, a indicare la via da percorrere, colpisce il fatto che i teologi citati da Martini sono precisamente quelli che volevano forzare i lavori conciliari in una direzione extra-cattolica. Colpisce anche il fatto che, per lui, dopo il Concilio la Chiesa ha &quot;buttato a mare&quot; alcuni valori. Quali? Non lo dice; \u00e8 la solita tecnica dei &quot;progressisti&quot;: gettare il sasso e nascondere la mano; alludere, e poi fare finta di nulla, professare una apparente ortodossia. Sono furbi: non si lasciano sorprendere facilmente in flagrante apostasia.<\/p>\n<p>[Sulle &quot;aperture&quot; della Chiesa:] <em>Martin Lutero fu un grande riformatore. Il suo amore per le Sacre Scritture, dalle quali ricav\u00f2 buone idee, \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante. Io stesso devo molto nella scienza biblica ai grandi autori protestanti. In Lutero trovo problematico il punto in cui, da riforme necessarie e da ideali, crea un sistema a s\u00e9. Nel Concilio vaticano II la Chiesa cattolica si \u00e8 lasciata ispirare anche dalle riforme di Lutero, avviando un processo di rinnovamento dall&#8217;interno.<\/em><\/p>\n<p>Be&#8217;, qui Martini si fa beccare in fallo: esalta Lutero e proclama che il Vaticano II si \u00e8 lasciato ispirare dalle sue idee, che erano, sostanzialmente, delle &quot;buone idee&quot;, anche se, ammette poi, prudente, \u00e8 andato un po&#8217; troppo oltre. Questo \u00e8 il giudizio su Lutero della Chiesa cattolica? Lutero non \u00e8 pi\u00f9 il grande seminatore di discordia, colui che volle non gi\u00e0 riformare (come suggerisce, ingannevolmente, l&#8217;espressione &quot;riforma protestante&quot;), bens\u00ec distruggere la Chiesa e il papato? Alla fin fine, Lutero aveva ragione? E la Chiesa ha impiegato 500 anni per capirlo? E ci voleva il Concilio Vaticano II per farcelo comprendere? Peccato; non ci risulta vera nessuna di queste cose.<\/p>\n<p>[Alla domanda se approverebbe, in quanto vescovo, la costruzione di un minareto e il fatto che un&#8217;insegnante indossi il velo:] <em>La funzione i un minareto \u00e8 garantire che i musulmani posano essere chiamati alla preghiera. Il punto \u00e8 quanto musulmani vivono nella comunit\u00e0 e pregano cinque volte al giorno. Se essi sono molti o la maggioranza, avranno bisogno del minareto, proprio quando i cristiano hanno bisogno delle campane quando sono numerosi. Anch&#8217;essi non possono pretendere le campane se sono solo un gruppetto tra persone di confessione diversa. Il velo \u00e8 un simbolo della religione. Se un&#8217;insegnante o una studentessa debba indossare il velo a scuola un problema di competenza dello stato. La democrazia tratter\u00e0 le grandi comunit\u00e0 religiose in modo uguale.<\/em> Martini non \u00e8 vissuto abbastanza da vedere gli attentati di Parigi e di Bruxelles; e forse non si era informato sul genocidio dei cristiani nei Paesi islamici. Ma certo sapeva che nessun campanile pu\u00f2 essere costruito in quei luoghi, mentre lui auspicava la costruzione di minareti in Italia. Dunque, predicava la comprensione e la tolleranza a senso unico, pur sapendo bene che non vi \u00e8 reciprocit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cardinale Carlo Maria Martini (nato a Torino nel 1927 e deceduto a Gallarate, in provincia di Varese, nel 2012), arcivescovo Milano, \u00e8 stato uno dei<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109],"class_list":["post-23735","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23735","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23735"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23735\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23735"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23735"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23735"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}