{"id":23722,"date":"2021-02-23T11:06:00","date_gmt":"2021-02-23T11:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/02\/23\/carissimi-tristatur-aliquis-vestrum-oret\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:44","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:44","slug":"carissimi-tristatur-aliquis-vestrum-oret","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/02\/23\/carissimi-tristatur-aliquis-vestrum-oret\/","title":{"rendered":"Carissimi: tristatur aliquis vestrum? Oret"},"content":{"rendered":"<p>\u00abCarissimi: Qualcuno tra voi soffre? Preghi\u00bb. Con queste semplici, toccanti parole l&#8217;Apostolo san Giacomo affronta il tema della preghiera, della sua efficacia e della piena confidenza in Dio. E sono parole doppiamente significative se lette alla luce del particolare momento storico che stiamo vivendo: da un lato, attanagliati dalla paura di rimanere contagiati e rischiare la morte in un letto d&#8217;ospedale; dall&#8217;altro, siamo profondamente rattristati per il senso di solitudine, d&#8217;isolamento, d&#8217;incomprensione che \u00e8 sceso sulle relazioni umane a causa dell&#8217;emergenza sanitaria, nel quale pare che anche la presenza di Dio si sia ritratta dalla nostra vita. Come potrebbe essere presente, infatti, il Dio dell&#8217;amore in un cuore indurito, amareggiato? Ci \u00e8 giunta notizia di un sacerdote che si \u00e8 rifiutato di portare gli estremi conforti religiosi a un malato, in ospedale, per il timore di contrarre il Covid. A parte l&#8217;aspetto umano, della vilt\u00e0 e inadeguatezza di quel sacerdote rispetto al compito che era chiamato ad assolvere, si resta sconcertanti dal significato profondo di una simile diserzione: \u00e8 chiaro che dietro un tale comportamento c&#8217;\u00e8 una completa perdita della fede e un credere solo nella salvezza che viene dalla scienza umana. Se un sacerdote arriva a pensare che Dio lo possa abbandonare nel momento in cui si reca al capezzale di un moribondo, vuol dire che egli non crede pi\u00f9, e probabilmente non da oggi, ma da molto tempo. Da molto, da troppo tempo udiamo sacerdoti parlare nelle chiese in maniera puramente ed esclusivamente umana; da troppo tempo vediamo l&#8217;assemblea dei fedeli che si reca alla santa Messa non per andare incontro, con gioia e trepidazione, all&#8217;ineffabile Sacrificio Eucaristico, che Ges\u00f9 Cristo rinnova per ciascuno di coloro che lo amano, ma con atteggiamento del tutto umano, le persone ben ritte in piedi e restie a inginocchiarsi, perfino al momento della santa Comunione, e che prendono l&#8217;Ostia con le loro mani, con fare orgoglioso, come se facessero valere un diritto che per troppo tempo era stato negato da un clero arretrato e oscurantista. Da tanto, troppo tempo noi stessi ci siamo scordati che cos&#8217;\u00e8 la vera fede e abbiamo smesso di confidare in Dio, di pregarLo nelle nostre necessit\u00e0, di attendere da Lui il consiglio, l&#8217;aiuto, la sollecitudine di un Padre che mai si scorda dei suoi figli, di un buon pastore che mai abbandonerebbe le pecorelle del suo gregge. Ci siamo riempiti la bocca di parole orgogliose, gonfie di vento, rivolte pi\u00f9 ai nostri stessi orecchi, per compiacere le nostre passioni, che non di umili preghiere rivolte esclusivamente a Dio. E, quel che \u00e8 peggio, siamo stati ingannati sistematicamente da un clero che, avendo perso la fede, \u00e8 sprofondato sempre pi\u00f9 nei vizi: lussuria, superbia e avarizia, ed \u00e8 giunto a un tal punto d&#8217;incredulit\u00e0 e protervia da usare l&#8217;ambone per proclamare che il peccato non \u00e8 pi\u00f9 peccato, che il vizio contro natura \u00e8 cosa buona e lecita, che l&#8217;aborto \u00e8 facilmente perdonato da Dio, che il solo vero peccato \u00e8 non seguire i propri istinti, non accondiscendere alle proprie passioni, non esercitare i propri diritti. Anche se tali diritti, perfettamente riconosciuti dalla legge umana (ma non dalla ragione naturale) equivalgono a dei veri delitti, che gridano vedetta al cospetto di Dio<\/p>\n<p>Scrive dunque l&#8217;apostolo san Giacomo (5, 13-15):<\/p>\n<p><em>Tristatur aliquis vestrum? Oret. Aequo animo est? Psallat. Infirmatur quis in vobis? Inducat presbyteros Ecclesiae, et orent super eum, ungentes eum oleo in nomine Domini: et oratio fidei salvabit infirmum, et alleviabit eum Dominus; et si in peccatis sit, remittentur ei. Confitemini ergo alterutrum peccata vestra, et orate pro invicem, ut salvemini.<\/em><\/p>\n<p><em>13 C&#8217;\u00e8 tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C&#8217;\u00e8 qualcuno d&#8217;animo lieto? Canti degli inni. 14 C&#8217;\u00e8 qualcuno che \u00e8 malato? Chiami gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d&#8217;olio nel nome del Signore: 15 la preghiera della fede salver\u00e0 il malato e il Signore lo ristabilir\u00e0; se egli ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati. 16 Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinch\u00e9 siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;Apostolo non dice: se uno di voi \u00e8 malato, chiamate un medico; ma dice: se uno di voi \u00e8 malato, chiamate un sacerdote. Questo non significa che non ci si debba rivolgere a un medico in caso di malattia; ma che la speranza principale va indirizzata al Signore, di cui il sacerdote \u00e8 un ministro e, nell&#8217;esercizio delle sue funzioni, un <em>alter Christus<\/em>. Certo, sono parole dure per i nostri orecchi: terribilmente dure. Da quanto tempo i cristiani danno la precedenza alle medicine rispetto alla preghiera? Siamo onesti: non da qualche anno, ma da secoli. Nelle grandi pestilenze del passato i cristiani pregavano, facevamo digiuni e processioni, affollavano le chiese; e il clero si prodigava in mezzo ai malati, per assisterli e confortarli sia sul piano materiale, sia su quello spirituale. Oggi invece \u00e8 sufficiente non una vera pandemia, ma una supposta pandemia, proclamata sotto la pressione d&#8217;un organismo sovranazionale palesemente colluso con l&#8217;interesse privato delle grandi case farmaceutiche; basta una influenza un po&#8217; pi\u00f9 cattiva delle altre (perch\u00e9 &quot;costruita&quot; artificialmente), ma il cui indice di mortalit\u00e0 \u00e8 comunque dello zero virgola qualcosa, perch\u00e9 noi sprofondiamo nel terrore, scordando completamene il Signore e le sue promesse, ci rivolgiamo con fiducia assoluta, quasi isterica, a quel sistema sanitario che rappresenta, invece &#8212; anche se questo \u00e8 secondario rispetto al discorso che stiamo facendo &#8212; il problema pi\u00f9 grave, nel senso che molti dei cosiddetti morti da Covid sono stati provocati, in realt\u00e0, da terapie sbagliate, dovute alla cieca applicazione di protocolli sanitari contrari a tutto ci\u00f2 che la sana esperienza medica avrebbe dovuto suggerire in una circostanza come quelle attuali.<\/p>\n<p>Si noti poi un altro aspetto del discorso di san Giacomo che fa letteralmente a pugni con la nostra mentalit\u00e0 moderna. Egli pone in relazione il discorso sulla malattia con quello sul peccato: non dice che la malattia \u00e8 una conseguenza del peccato, ma suggerisce che esiste una misteriosa relazione fra la malattia fisica e quella morale, che consiste nell&#8217;allontanamento da Dio e nei comportamenti disordinati che ne conseguono. Chi rimane strettamente unito a Dio, agisce anche da figlio di Dio, o, come direbbe san Giovanni, da figlio della luce; chi \u00e8 lontano da Lui, agisce come un figlio delle tenebre. Non \u00e8 vero che tutti gli uomini sono i figli di Dio. Tutti gli uomini sono Sue creature: ma quanto ad essere Suoi figli, ci\u00f2 dipende da loro, non solo da Lui. Egli non pu\u00f2 e non vuole imporre alcun obbligo alle Sue creature: desidera che esse vengano a Lui per un libero atto della volont\u00e0. E se si sceglie di stare nelle tenebre, allora non \u00e8 strano che anche la salute del corpo ne risenta, perch\u00e9 il disordine della vita morale si riflette nel disordine della vita biologica. Anche questo \u00e8 un discorso che oggi non piace, anzi, \u00e8 considerato senz&#8217;altro politicamente scorretto. Chi ha una certa et\u00e0, ricorda bene cosa si disse, anche e specialmente da parte &quot;cattolica&quot; (cattolica progressista, s&#8217;intende) negli anni in cui venne in luce l&#8217;enorme diffusione del peccato di Sodoma negli Stati Uniti e specialmente negli ambienti metropolitani della California, in particolare quelli legati al mondo del cinema; gli anni, per intenderci, della rivelazione che il mitico attore Rock Hudson, emblema della virilit\u00e0 per eccellenza, stava morendo di Aids, e che aveva contratto la malattia a causa delle sue abitudini sessuali, delle quali nulla il pubblico sapeva o immaginava (1985). Si disse: \u00abCome osate fare il processo a quei poveri malati; come osate affermare che c&#8217;\u00e8 una relazione fra il loro stile di vita e il male che ora li colpisce? Non siete caritatevoli, non siete delle belle persone; siete meschini e malvagi nel fare simili discorsi\u00bb. Eppur \u00e8 un fatto, e non una maligna opinione, che un certo tipo di comportamento, sessuale e non sessuale, favorisce l&#8217;insorgere di certe malattie, o il diffondersi di certe infezioni. \u00c8 un fatto, per esempio, che scambiarsi la siringa quando ci si fa di eroina in un gruppo di tossicodipendenti, oppure avere dei rapporti anali che provocano lacerazioni nei tessuti e quindi la perdita di sangue, tutto questo non contribuisce alla sicurezza delle persone al tempo in cui \u00e8 presente una malattia che si diffonde attraverso gli scambi di sangue. E stiamo parlando solo degli aspetti materiali ed esteriori, non abbiamo neppure sfiorato l&#8217;aspetto morale; eppure neanche questo era lecito dire, e tuttora continua ad essere considerato di pessimo gusto, quasi un voler infierire contro delle persone che stanno gi\u00e0 soffrendo. Per la stessa ragione, \u00e8 considerato politicamente scorretto avanzare anche il pi\u00f9 lieve collegamento fra la violenza subita da una donna (o da un uomo) e l&#8217;insieme di una vita disordinata o di una vera e propria attivit\u00e0 di prostituzione: come se porre tale collegamento, evidente e innegabile, equivalesse a giustificare la violenza che c&#8217;\u00e8 stata; il che invece \u00e8 tutto un altro discorso.<\/p>\n<p>Ma torniamo al discorso sulla fede. Chi vive secondo la volont\u00e0 di Dio, chi agisce da figlio della luce, non deve aver paura di nulla, neanche delle malattie. Da un punto di vista umano, ci sono due tipi di malattie: quelle da cui si guarisce e quelle mortali. Per il cristiano, le une sono permesse da Dio affinch\u00e9 la persona torni a contemplare l&#8217;essenziale, sbarazzandosi di ci\u00f2 che \u00e8 superfluo ma che forse aveva acquistato troppo spazio nella sua vita; le altre sono il mezzo per riportare l&#8217;anima al cospetto di Dio, cosa che prima o poi avviene per ogni creatura (ma che troppi cristiani moderni tendono a scordare, comportandosi come se la vita terrena dovesse durare in eterno). Da un punto di vista cristiano, c&#8217;\u00e8 una sola malattia: quella dell&#8217;anima; la quale a sua volta si pu\u00f2 suddividere in due categorie, la malattia da cui si pu\u00f2 guarire e la malattia mortale. La prima \u00e8 quella che serve, attraverso le prove, le cadute e le riprese, a rafforzare la fede e a riavvicinare l&#8217;anima a Dio; la seconda \u00e8 quella che l&#8217;allontana definitivamente e irreparabilmente da Lui. La malattia mortale dell&#8217;anima conduce all&#8217;inferno: questa \u00e8 la verit\u00e0 che oggi il clero neomodernista, tradendo il suo mandato e ingannando i fedeli, ha deciso di tacere, facendo loro credere che Dio perdona tutto <em>senza condizioni<\/em>, il che \u00e8 falso. Quei sacerdoti e quei vescovi si sono assunti una responsabilit\u00e0 gravissima della quale verr\u00e0 loro chiesto di rendere conto; quanto al signor Bergoglio che da otto anni inganna e tradisce il gregge che gli era stato affidato, e continua imperterrito, con diabolica pervicacia, a insegnare eretiche dottrine basate sul concetto che il peccato \u00e8 rimesso al peccatore senza bisogno di pentimento ed espiazione, o addirittura che molti peccati non sono in realt\u00e0 tali, crediamo che il vaso dell&#8217;ira divina sia ormai quasi colmo, e anche lui sar\u00e0 chiamato a render conto di tutto il male che ha fatto alle anime. E lo diciamo da credenti, con timore e tremore, cio\u00e8 ben consapevoli del fatto che tutti gli uomini sono peccatori e quindi lo siamo certamente anche noi; e che i giudizi di Dio sono insondabili, perch\u00e9 i Suoi pensieri non sono i nostri pensieri, e tutto quel che crediamo di sapere \u00e8 polvere e paglia dinanzi a Lui.<\/p>\n<p>Che cosa si deve fare, allora, in questo tristo tempi, tempi di turbamento e di scoraggiamento, tempi di solitudine e d&#8217;incredulit\u00e0? Tener sempre vivo il fuoco della fede, pregare moltissimo e rimettere ogni preoccupazione in Colui che sa, che pu\u00f2 e che vuole farsene carico, perch\u00e9 Egli conosce i pesi che possiamo portare e quelli che non lo possiamo, e che presto verr\u00e0 in nostro soccorso. Come dice san Paolo nella <em>Epistola ai Romani<\/em> (13,11-14):<\/p>\n<p><em>Fratres: Scientes, quia hora est jam nos de somno s\u00fargere. Nunc enim pr\u00f3pior est nostra salus, quam cum cred\u00eddimus. Nox pr\u00e6c\u00e9ssit, dies autem appropinqu\u00e1vit. Abjici\u00e1mus ergo \u00f3pera tenebr\u00e1rum, et indu\u00e1mur arma lucis. Sicut in die hon\u00e9ste ambul\u00e9mus: non in comessati\u00f3nibus et ebriet\u00e1tibus, non in cub\u00edlibus et impudic\u00edtiis, non in contenti\u00f3ne et \u00e6mulati\u00f3ne: sed indu\u00edmini D\u00f3minum Jesum Christum.<\/em><\/p>\n<p>11 <em>Questo voi farete, consapevoli del momento: \u00e8 ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perch\u00e9 la nostra salvezza \u00e8 pi\u00f9 vicina ora di quando diventammo credenti. 12 La notte \u00e8 avanzata, il giorno \u00e8 vicino. Gettiamo via perci\u00f2 le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. 13 Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurit\u00e0 e licenze, non in contese e gelosie. 14 Rivestitevi invece del Signore Ges\u00f9 Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri.<\/em><\/p>\n<p>Riflettiamo: la notte \u00e8 avanzata, il giorno \u00e8 vicino. Non bisogna perdersi di coraggio, perch\u00e9 forse non manca molto al chiarimento definitivo. Le prove da affrontare sono difficili ma non impossibili: nulla d&#8217;impossibile Dio ci chiede di sostenere, ma tutto diventa possibile a colui che rimane unito a Lui. Come il tralcio d\u00e0 molto frutto se resta attaccato alla vite, cos\u00ec noi: lo ha promesso Ges\u00f9, e tanto basta (<em>Gv<\/em> 15,1-2<em>): 1 \u00abIo sono la vera vite e il Padre mio \u00e8 il vignaiolo. 2 Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perch\u00e9 porti pi\u00f9 frutto.<\/em> Cos\u00ec sia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCarissimi: Qualcuno tra voi soffre? Preghi\u00bb. 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