{"id":23704,"date":"2017-04-18T11:53:00","date_gmt":"2017-04-18T11:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/18\/cara-marisa-ti-scrivo\/"},"modified":"2017-04-18T11:53:00","modified_gmt":"2017-04-18T11:53:00","slug":"cara-marisa-ti-scrivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/18\/cara-marisa-ti-scrivo\/","title":{"rendered":"Cara Marisa, ti scrivo&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Cara Marisa, ti scrivo. Non so chi sei; ho visto il tuo commento su un blog che riporta i miei articoli da <em>Il Corriere delle Regioni<\/em>. Ti ha colpito il mio articolo <em>La bestemmia di Pasqua di papa Francesco<\/em>, pubblicato la mattina di Luned\u00ec di Pasqua. Devo dire che il pomeriggio di quello stesso giorno ho scritto e pubblicato anche un secondo articolo, intitolato <em>Il peggiore scandalo \u00e8 restare in silenzio<\/em>, sempre dedicato al medesimo argomento: l&#8217;omelia pasquale di papa Francesco, e, pi\u00f9 in generale, lo stile e i contenuto dottrinali e pastorali del suo pontificato. Pu\u00f2 darsi che gi\u00e0 l\u00ec tu abbia trovato, almeno in parte, le risposte alle domande che ponevi; comunque, pensando non solo a te, ma a tutti i possibili lettori, desidero prendere lo spunto dalle tue sollecitazioni per tentar di chiarire ulteriormente il mio punto di vista. Beninteso, con la doverosa premessa che qui non si tratta di me o di nessun altro in particolare, ma del disagio sempre pi\u00f9 grave, e dei danni forse irreparabili, che questo pontefice sta infliggendo alla Sposa di Cristo, la Chiesa.<\/p>\n<p>Si percepisce, nelle tue parole, una sincera preoccupazione, un turbamento profondo, un forte bisogno di rassicurazione sulla strada da prendere, sulla linea da tenere in un momento cos\u00ec difficile, cos\u00ec periglioso, diciamo pure cos\u00ec drammatico, quale \u00e8 quello che sta vivendo la Chiesa cattolica negli ultimi anni, peraltro come naturale punto d&#8217;arrivo di tutta una tendenza che si \u00e8 affacciata apertamente, in seno ad essa, nei primi anni del 1900, sotto forma dell&#8217;eresia modernista, fermamente condannata da san Pio X, e poi tornata prepotentemente alla ribalta, con un colpo di forza a suo modo magistrale, nel Concilio Vaticano II, e poi ancora negli anni immediatamente seguenti, cos\u00ec da operare, nel senso stesso della Chiesa, una sorta di mutazione genetica, sino a portarla molto lontano da dove essa era rimasta sempre fermamente ancorata, anche nei suoi momenti pi\u00f9 gravi, cio\u00e8 alla Verit\u00e0 di Cristo e del suo Vangelo. E la tua preoccupazione, il tuo disorientamento, sono la diretta conseguenza di questa deviazione, dapprima cauta e quasi impercettibile, poi, negli ultimi anni, sempre pi\u00f9 rumorosa e frenetica, sino alle clamorose dimissioni di papa Benedetto XVI e alla elezione di papa Francesco, sotto il cui pontificato, e per la cui diretta ispirazione, le tendenze moderniste si sono prese la rivincita sulla scomunica del 1907, e son giunte a un tal segno d&#8217;arroganza, da installarsi nel cuore del Magistero e della Chiesa stessa, nella persona di molti cardinali, arcivescovi e vescovi, e dilagando, in basso, fra i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i diaconi, i collaboratori pastorali, i catechisti e i semplici fedeli.<\/p>\n<p>Vorrei dirti, per prima cosa, che la tua preoccupazione \u00e8 quella di moltissimi cattolici ed \u00e8 anche la mia, che sono un niente e so di essere un niente davanti a Cristo, cos\u00ec come dovrebbe saperlo ogni cristiano che abbia letto e meditato il Vangelo anche solo superficialmente. Non pensare, neanche per un momento, che abbia scritto quelle cose con leggerezza, noncuranza o scarsa valutazione del loro peso, delle loro possibili conseguenze. Il primo dovere del cristiano \u00e8 quello di non dare scandalo alle anime, cos\u00ec come il primo dovere del medico \u00e8 quello di non provocare danni alla salute dei suoi pazienti. Ne sono perfettamente consapevole e, pertanto, credo tu possa immaginare il timore e il tremore con cui scrivo su questi argomenti. Il papa \u00e8 il papa, anche se non gli va di esserlo e non gli va di farlo; anche se non sembra soppesare per niente, lui, la portata delle cose che fa e che dice, e pare non darsi alcun pensiero del continuo turbamento, del dolore e dell&#8217;amarezza che provoca a tanti fedeli. Dunque, egli merita rispetto e obbedienza, per il ruolo che occupa, anche se, come uomo, \u00e8 un uomo come tutti gli altri, e come cristiano, \u00e8 un cristiano come tutti gli altri. Aggiungi, se vuoi, che, per me, l&#8217;autorit\u00e0 \u00e8 <em>sempre<\/em> meritevole di rispetto, almeno fino a prova contraria: figlio di un militare, non ho mai preso l&#8217;autorit\u00e0 alla leggera; e quando, negli anni intorno al 1968, lo sport preferito di tanti giovani era quello di sputare addosso ai loro genitori e ai loro professori, io, pur essendo appena un ragazzino, prendevo la strada opposta, quella della difesa dell&#8217;autorit\u00e0 e soprattutto dei valori tradizionali, di cui essa era il baluardo, a costo di avere contro il mondo intero. Ho voluto dirti questo perch\u00e9 tu sappia con quanta esitazione e con quanto intimo rincrescimento abbia deciso, ormai da diversi mesi, di rompere il silenzio che mi ero imposto sull&#8217;azione svolta da papa Francesco dopo la sua elezione. Da quel 13 marzo del 2013, il cuore ancora turbato per la repentina e incomprensibile abdicazione di Benedetto XVI, pur avendo notato sin dal primo istante, cio\u00e8 sin dal suo discorso inaugurale, tutta una serie di cose che non quadravano con la dottrina cattolica e con lo stile pastorale che dovrebbe contrassegnare l&#8217;azione di un romano pontefice, pure ho tenuto per me ogni perplessit\u00e0, ogni turbamento, ogni amarezza, e questo per pi\u00f9 di tre anni. Per pi\u00f9 di tre anni, ho visto, giorno dopo giorno, cos\u00ec come lo hanno potuto vedere tutti i cattolici che hanno occhi per vedere, e orecchi per udire, e una testa per riflettere, gl&#8217;incessanti, ostinati, pervicaci colpi di piccone che questo papa ha inflitto e continua a infliggere alla Chiesa, sotto il pretesto di renderla pi\u00f9 adeguata ai tempi moderni, pi\u00f9 giovane, pi\u00f9 aperta e persino pi\u00f9 misericordiosa. Mi trovavo, come tanti altri, nella stessa situazione di un viaggiatore che sta effettuando una traversata a bordo di una nave, e che ha, o vorrebbe avere, sempre fino a prova contraria, la pi\u00f9 completa fiducia nel comandante, della cui seriet\u00e0 e professionalit\u00e0 non ha motivo di dubitare; un passeggero che, nondimeno, si accorge di tutta una serie di stranezze, di avventatezze, d&#8217;imprudenze, che stanno portando la nave sempre pi\u00f9 vistosamente fuori rotta, se sempre pi\u00f9 lontano dalla sua meta. Ebbene, per tre anni mi son detto che stavo sbagliando io, e non lui; che il comandante della nave sapeva quel che faceva; che era onesto e bene intenzionato; che si trattava solo di aver pazienza, di aver fiducia, di lasciare che le cose si chiarissero da s\u00e9. A un ceto punto, per\u00f2, ho visto, come certo lo hanno visto milioni di altri passeggeri, che non solo la nave proseguiva sulla rotta sbagliata, ma che stava puntando ormai decisamente verso gli scogli, per cui, a meno di un intervento dell&#8217;ultima ora, il disastro sarebbe stato certo, il naufragio inevitabile. Ad essere in gioco non \u00e8 solo la mia personale sicurezza, ma quella d&#8217;innumerevoli anime: una posta dal valore inestimabile; come lo \u00e8, a dire il vero, la salvezza anche di un&#8217;anima sola. E dunque, a quel punto, era ancora possibile tacere, e far finta di nulla? Quando si vede che la nave si sta dirigendo sempre pi\u00f9 decisamente verso gli scogli, si ha il diritto di restare in silenzio? Non si ha forse una precisa, ineludibile responsabilit\u00e0 di fronte a Dio?<\/p>\n<p>A quel punto, e solo a quel punto &#8211; si era ormai al principio del 2016 -, ho deciso di rompere il silenzio e di parlare apertamente riguardo al papa Francesco e a quello che egli sta facendo, o che sta incoraggiando, o che sta permettendo che accada, alla Chiesa a lui affidata, e della quale \u00e8 il custode, non certo il padrone; per la quale dovrebbe essere come il pastore che \u00e8 pronto a dare la propria vita per difendere le pecorelle. Ma le pecorelle, lui, invece di custodirle amorevolmente, le sta facendo fuggire: ora esse devono guardarsi da lui, perch\u00e9 il lupo non \u00e8 solo fuori dall&#8217;ovile, ma \u00e8 ormai penetrato all&#8217;interno, sotto le specie della massoneria ecclesiastica. Lo scandalo \u00e8 che persone come te e come me, invece di trovare nel papa e nella Chiesa la conferma e la consolazione della propria fede, subiscano invece continui turbamenti e incessanti dispiaceri e disgusti. So, perch\u00e9 li conosco personalmente, che alcuni cristiani se ne stanno andando dalla Chiesa, poich\u00e9 non sopportano pi\u00f9 lo spettacolo dello scempio quotidiano che la massoneria ecclesiastica sta facendo della dottrina di Cristo e della sua Chiesa, specialmente da quando si \u00e8 insediato papa Francesco sulla cattedra di san Pietro. D&#8217;altra parte, ci sono diverse persone che mi hanno testimoniato la loro riconoscenza per il fatto che scrivo su questi argomenti, e per le cose che dico. Alcuni li ho conosciuti di persona: lettori che hanno voluto incontrarmi e che, in alcuni casi, sono diventati degli amici; altri non li conosco e probabilmente non li conoscer\u00f2 mai. Ma tutti mi hanno confortato sulla giustezza della strada intrapresa; uno, un sacerdote, mi ha detto di trovare conforto e consolazione in ci\u00f2 che vado scrivendo, in un momento di turbamento cos\u00ec grave, da star pensando seriamente alla possibilit\u00e0 di lasciare la Chiesa cattolica, per entrare in quella ortodossa, o tra i lefebvriani. Gli ho consigliato di tener duro, di resistere e di non scoraggiarsi; e gli ho ricordato, come lo ricordo spesso, in primo luogo a me stesso, che, se il nemico che insidia la Sposa di Cristo, oggi come allora, non \u00e8 soltanto un nemico di carne e ossa, ma il principe delle tenebre, con tutte le sue coorti, \u00e8 altrettanto certo che, al nostri fianco, c&#8217;\u00e8 Cristo, il quale ha assicurato i suoi discepoli che le porte degl&#8217;inferi non prevarranno sulla Chiesa da Lui stesso fondata, e affidata a san Pietro.<\/p>\n<p>Ecco che qualcuno penser\u00e0: deve trattarsi del solito sacerdote anziano, nostalgico, per motivi puramente anagrafici, della Chiesa pre-conciliare, con la santa Messa in latino e tutto il resto. Niente affatto: \u00e8 un sacerdote relativamente giovane; uno che la Messa in latino la dice adesso, con licenza del suo vescovo, senza averla mai conosciuta da piccolo; e alla quale assistono numerosi giovani, ancora pi\u00f9 giovani di lui. Lo sappiano, i preti modernisti e progressisti: a sentire la bellezza e l&#8217;autorevolezza della liturgia pre-conciliare, ma soprattutto della dottrina e della pastorale cattolica vera &#8211; quella del Magistero di sempre e non il falso magistero di padre Sosa Abascal o di padre James Martin &#8211; non sono quattro vecchi che non sanno adattarsi ai tempi muovi;. Se i tempi nuovi sono quelli del pontificato di Francesco, allora sono in tanti a trovarsi insopportabilmente a disagio, e non per motivi di nostalgia anagrafica, ma, semmai, di nostalgia spirituale. Quel che la neochiesa modernista non d\u00e0, perch\u00e9 non lo possiede, \u00e8 il senso della spiritualit\u00e0 e la dimensione verticale della fede: per loro, come per papa Francesco, esiste solo la dimensione orizzontale, quella della condivisione, dell&#8217;applauso, del rumore, dello strepito, sempre immersa nelle cose del mondo, e sia pure in nome di nobili ideali, la giustizia, la solidariet\u00e0, l&#8217;accoglienza. Benissimo: ma la spiritualit\u00e0, dov&#8217;\u00e8 andata a finire? Il profumo dell&#8217;infinito, dove si \u00e8 perso? Non se ne trova traccia, nella neochiesa modernista e progressista di papa Francesco, di monsignor Galantino e di monsignor Paglia, e dei sedicenti teologi come Enzo Bianchi. Si sentono tante voci umane, ma la voce di Dio non si sente pi\u00f9. Intanto, in Belgio, un insegnante viene licenziato per aver detto che l&#8217;aborto \u00e8 l&#8217;uccisione di un innocente, e la Chiesa cattolica non lo difende, lo scarica, perch\u00e9 lo ritiene indifendibile. A Palermo, un sacerdote come don Minutella viene cacciato dalla sua parrocchia; mentre quel suo confratello che fa la messa a ritmo discoteca, e quell&#8217;altro che presenta in chiesa, sull&#8217;altare, due lesbiche in procinto di sposarsi, lamentando di non poterlo fare lui stesso, mediante il Sacramento istituito da Cristo, non ricevono alcun rimprovero da parte dei quel vescovo. Ecco: siamo rimasti soli; i cattolici sono soli davanti alla prova pi\u00f9 dura: quella di non essere pi\u00f9 difesi, ma, al contrario, di essere criticati, condannati, e continuamente turbati, dai pastori che dovrebbero invece aver cura delle loro pecorelle. Ma \u00e8 chiaro che non siamo soli; \u00e8 chiaro che Cristo, la Madonna, lo Spirito Santo, sono presenti in ogni anima che cerca sinceramente la Verit\u00e0, la sostengono, la confortano, la consigliano, la ispirano, la proteggono.<\/p>\n<p>Venendo, Marisa, alle tue argomentazioni specifiche, che poi sono quelle di un sacerdote al quale ti eri rivolta per avere risposta ai tuoi dubbi, tu mi accusi principalmente di due cose: di non rispettare la Comunione ecclesiale, favorendo, sia pure indirettamente e involontariamente (almeno spero) l&#8217;opera del Maligno, e di anteporre la Verit\u00e0 alla Comunione. Non sono argomenti da prendere alla leggera, e me li son posti, in coscienza, assai prima che tu li esprimessi, con apprezzabile sincerit\u00e0. Ti rispondo solo che credo, ma in buona compagnia (quella di san Tommaso d&#8217;Aquino) che, in casi di dubbio estremo, ciascun cristiano deve guardare al fondo della propria coscienza, e cercarvi la giusta indicazione: per\u00f2 non nell&#8217;ambito di una libert\u00e0 assoluta, e potenzialmente incurante del bene delle anime, ma sempre all&#8217;interno del santo Vangelo. <em>Bisogna piacere piuttosto a Dio che agli uomini<\/em>, disse san Pietro, rivolto al sinedrio di Gerusalemme, che gli ordinava di tacere la Verit\u00e0. Ges\u00f9, infatti, in prima persona aveva detto di s\u00e9: <em>Per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla Verit\u00e0<\/em>. La Verit\u00e0 \u00e8 Cristo, e il suo Vangelo \u00e8 per la salvezza delle anime. La ragion d&#8217;essere della Chiesa \u00e8 l&#8217;annuncio del Vangelo, per la salvezza delle anime. <em>Guai a me se tacessi<\/em>, dovrebbe dire ogni cristiano, con san Paolo, quando \u00e8 in gioco la salvezza delle anime. Non esiste niente, nessun valore, nessun riguardo umano, che sia superiore al dovere della Verit\u00e0, e, per il cristiano, al dovere d&#8217;esser testimoni e difensori della Verit\u00e0. Sia pure umilmente e indegnamente, coscienti di essere peccatori.<\/p>\n<p>A questo imperativo mi sforzo di attenermi, cosciente del mio nulla e della mia personale indegnit\u00e0. Tuttavia, non \u00e8 pi\u00f9 possibile tacere: sarebbe come rendesi complici del naufragio ormai imminente. Certo, Dio sa trarre il bene anche dal male; e, del resto, Cristo ha ammonito i suoi discepoli che, nel mondo, non troveranno rose e fiori, ma incomprensioni, calunnie, persecuzioni e, alla fine, la croce. Non sia mai che il servo pretenda un trattamento migliore di quello che ricevette il suo Maestro divino. Chiediamo a Lui e alla sua Madre misericordiosa la protezione, l&#8217;assistenza e il consiglio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cara Marisa, ti scrivo. 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