{"id":23699,"date":"2010-01-07T04:22:00","date_gmt":"2010-01-07T04:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/01\/07\/verra-il-tempo-in-cui-capiremo-tutto-allora-perdoneremo-e-saremo-perdonati\/"},"modified":"2010-01-07T04:22:00","modified_gmt":"2010-01-07T04:22:00","slug":"verra-il-tempo-in-cui-capiremo-tutto-allora-perdoneremo-e-saremo-perdonati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/01\/07\/verra-il-tempo-in-cui-capiremo-tutto-allora-perdoneremo-e-saremo-perdonati\/","title":{"rendered":"Verr\u00e0 il tempo in cui capiremo tutto: allora perdoneremo e saremo perdonati"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 paradossale, ma fa parte dello statuto ontologico dell&#8217;essere umano il fatto che egli trovi delusione e senso di vuoto proprio nelle cose che aveva maggiormente desiderato, una volta che le abbia raggiunte e strette in pugno.<\/p>\n<p>Con la sua caratteristica superficialit\u00e0, la moderna scienza materialista ha dichiarato guerra a un tale dato di fatto, mobilitando la medicina e la psicologia per tentare di costringere l&#8217;uomo ad essere felice o, almeno, a non essere troppo infelice: sia con farmaci di vario genere, sia con terapie mentali che, sovente, somigliano a delle cerimonie di bassa magia nera, specialmente quelle che si ispirano alla sinistra chiesa freudiana.<\/p>\n<p>Invece, niente da fare: gli esseri umani non reagiscono positivamente a tanta sollecitudine, mostrandosi alquanto ingrati nei confronti dei loro volonterosi soccorritori.<\/p>\n<p>Si badi: non stiamo parlando della scontentezza cronica dell&#8217;individuo inconsapevole e viziato dal consumismo, che non trova appagamento in alcunch\u00e9 a causa della funesta spirale narcisistica che gli offusca la mente e il cuore e gli impedisce di godere la bellezza del mondo. No: stiamo parlando dell&#8217;inquietudine e della malinconia che accompagnano l&#8217;esistenza degli individui spiritualmente evoluti e consapevoli, e che procurano loro un bruciante senso di vuoto anche nei momenti che dovrebbero essere pi\u00f9 appaganti.<\/p>\n<p>Il senso comune giudica con facilit\u00e0 che il porsi in maniera troppo seria di fronte alla vita impedisca di apprezzare le cose di ogni giorno; ma si tratta, appunto, di un giudizio frettoloso e che coglie solo una faccia del problema: perch\u00e9 le persone realmente evolute hanno superato lo stadio in cui la maggiore consapevolezza acutizza una sensibilit\u00e0 morbosa, causando disagio e tensione di fronte all&#8217;evidente irrazionalit\u00e0 e ingiustizia di molte situazioni umane.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che la persona spiritualmente evoluta sa apprezzare pi\u00f9 degli altri le piccole cose d&#8217;ogni giorno e non si lascia schiacciare dallo spettacolo della disarmonia di cui \u00e8 permeata la societ\u00e0, anche perch\u00e9 la giudica per quello che \u00e8: un incidente locale nel contesto di un universo infinitamente armonioso.<\/p>\n<p>Da che cosa derivano, allora, quella inquietudine e quella malinconia che offuscano il suo sguardo e ottundono la sua gioia di vivere, specialmente quand&#8217;egli si avvicina al raggiungimento dei suoi sogni pi\u00f9 cari e dei suoi pi\u00f9 profondi desideri? Lo abbiamo detto: \u00e8 il marchio del suo statuto ontologico.<\/p>\n<p>Questo non significa affatto che noi siamo destinati all&#8217;infelicit\u00e0; al contrario, siamo stati fatti per essere felici; e la felicit\u00e0 \u00e8 la nostra vocazione, il nostro destino e la nostra ragion d&#8217;essere. Se non si ammette questo, non si comprende perch\u00e9 noi siamo qui: bisogna solo dedurne che ci siamo capitati per sbaglio, non invitati da alcuno e senza il nostro assenso, destinati a consumarci lentamente in un amaro struggimento.<\/p>\n<p>Al contrario, ci sembra per lo meno ragionevole supporre che questa inquietudine e questa malinconia non ci siano state date per beffa &#8211; una beffa tanto pi\u00f9 ironica, in quanto colpisce pi\u00f9 duramente proprio le persone che hanno lottato per espandere la propria consapevolezza -, ma come una garanzia e una caparra che esse si placheranno e faranno luogo alla pace, alla gioia e alla pienezza di tutto il nostro essere.<\/p>\n<p>Scriveva, verso il 1587, San Robert Southwell in una lettera a Philip Howard, rinchiuso nella Torre di Londra e in attesa del suo tragico destino (in: \u00abConsigli per l&#8217;anima\u00bb, a cura di John Cumming, 1996; titolo originale: \u00abLetters from Saintes to Sinners\u00bb; traduzione italiana di Claudia Galli, Casale Monferrato, Edizioni Piemme, 1997, pp.328-29):<\/p>\n<p>\u00abNella visione di Dio avremo la pienezza della felicit\u00e0, che n\u00e9 occhio ha visto, n\u00e9 orecchio ha udito, n\u00e9 cuore di uomo ha sperimentato. La comprensione sar\u00e0 senza errore, la memoria senza oblio, la volont\u00e0 senza desideri malvagi, i pensieri puri e sereni, l&#8217;affetto ordinato e discreto, tutte le passioni governate dalla ragione e composte in perfetta serenit\u00e0. Nessun timore ci spaventer\u00e0, nessuna presunzione ci gonfier\u00e0, nessun amore ci inquieter\u00e0, nessuna collera ci infiammer\u00e0, nessuna invidia ci morder\u00e0, nessuna vigliaccheria ci abbatter\u00e0, ma coraggio, costanza, carit\u00e0, pace e sicurezza riempiranno e renderanno stabili i nostri cuori. Sar\u00e0 legittimo amare qualunque cosa vorremo, e qualunque cosa ameremo la godremo perfettamente; e non solo ameremo, ma saremo anche amati quanto desideriamo. La nostra conoscenza comprender\u00e0 qualsiasi cosa possa esserci di conforto, non solo una cosa alla volta ma tutte insieme: cos\u00ec che la moltitudine degli oggetti ci riempir\u00e0 di gioia anzich\u00e9 confonderci; sazier\u00e0 la nostra ansia di conoscenza e non ostacoler\u00e0 la perfetta intelligenza di ogni cosa&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00c8 stato osservato che anche in altre tradizioni religiose e filosofiche esiste una concezione analoga, sia per quanto riguarda il percorso dell&#8217;anima nel suo ritorno alla dimora dell&#8217;Essere, sia per quanto riguarda la condizione definitiva del non-manifestato, vale a dire dell&#8217;Assoluto.<\/p>\n<p>Si prendano, ad esempio, questi versetti della parte finale della \u00abBhagavadgita\u00bb, ove il Signore Supremo, Krishna, rivela al nobile Arjuna, nell&#8217;imminenza della grande battaglia di Kuruksetra, le pi\u00f9 riposte e sublimi verit\u00e0 spirituali (XVIII, 51-63; traduzione di A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhup\u0101da):<\/p>\n<p>\u00abAscolta Me brevemente, o figlio di Kunti, come, agendo nel modo in cui ti esporr\u00f2, si pu\u00f2 raggiungere la perfezione suprema, il livello del brahman.<\/p>\n<p>Completamente purificato dall&#8217;intelligenza, controllando la mente con determinazione, rinunciando agli oggetti dei piaceri dei sensi, libero dal&#8217;attaccamento e dall&#8217;avversione, l&#8217;uomo che vive in un luogo solitario, che mangia poco e controlla il corpo e la lingua, che dimora sempre in contemplazione, distaccato, senza falso ego, senza falsa potenza o vanagloria, senza cupidigia n\u00e9 collera, che si chiude alle cose materiali, libero da ogni senso di possesso, sereno, quest&#8217;uomo si trova certamente elevato al livello della realizzazione spirituale.<\/p>\n<p>Colui che raggiunge i livello spirituale realizza subito il Brahman Supremo e vi trova una gioia infinita. Non si affligge mai e non aspira mai a niente; si mostra uguale verso tutti gli esseri. Egli pu\u00f2 allora servirMi con un amore e una devozione pura. Soltanto attraverso il servizio di devozione si pu\u00f2 conoscerMi cos\u00ec come sono. E colui che, con tale devozione,diventa pienamente cosciente della Mia Persona, entra nel Mio Regno assoluto. Sebbene impegnato in ogni tipo di attivit\u00e0, il Mio devoto, sotto la mia protezione, raggiunge, per la Mia grazia, l&#8217;eterna e imperitura Dimora. In tutti i tuoi atti dipendi solo da Me e poniti sempre sotto la Mia protezione. Questo servizio di devozione, compilo in piena coscienza della Mia Persona. Se diventi cosciente di Me supererai, per la Mia grazia,tutti gli ostacoli del&#8217;esistenza condizionata. Se invece non agisci animato da una tale coscienza, ma dal falso ego, non ascoltandoMi, sarai perduto. Se non agisci secondo le mie direzioni, se ti rifiuti di combattere, allora sarai fuorviato. E, spinto dalla tua natura, dovrai combattere lo stesso. Nella morsa del&#8217;illusione, ti rifiuti di agire secondo le Mie istruzioni. Ma, costretto dalla tua stessa natura, dovrai agire ugualmente, o figlio di Kunti. Il Signore Supremo \u00e8 situato nel cuore di ognuno, o Arjuna, e dirige l&#8217;errare di tutti gli esseri, che si trovano, ciascuno, come in una macchina, costituita di energia materiale. Abbandonati completamente a Lui, o discendente di Bharata. Per la Sua grazia, conoscerai la pace assoluta e raggiungerai l&#8217;eterna e suprema Dimora. Ti ho svelato cos\u00ec il pi\u00f9 segreto dei saperi. Rifletti profondamente, poi agisci come credi.\u00bb<\/p>\n<p>Questa potente visione del nostro destino finale, che presenta alcune significative analogie con il pensiero cristiano, se ne discosta &#8211; tuttavia &#8211; per l&#8217;accento posto sulla accettazione integrale della realt\u00e0 presente, per quanto illusoria, considerata come il banco di prova per superare ogni forma di attaccamento e, quindi, come via d&#8217;accesso alle dimensioni spirituali superiori.<\/p>\n<p>Ma entrambe le tradizioni convergono nel sostenere che gi\u00e0 qui ed ora \u00e8 possibile, a prezzo di un impegno totale e disinteressato, realizzare una condizione che prefigura la pace definitiva cui tutti gli esseri sono chiamati, nel grembo dell&#8217;Essere, al termine della prova stabilita per ciascuno di essi. Anche se la concezione cristiana tradizionale ritiene che quanti non avranno saputo realizzare la propria elevazione spirituale, saranno rigettati per sempre; mentre quella induista sostiene che tutti gli esseri, prima o poi &#8211; e sia pure a prezzo di innumerevoli cadute ed errori &#8211; giungeranno alla liberazione finale.<\/p>\n<p>A sua volta, la visione cristiana ricalca in gran parte quella di un grande sapiente dell&#8217;antichit\u00e0, Platone, secondo il quale &#8211; come ci racconta, fra l&#8217;altro, nel mito della caverna &#8211; noi ora vediamo in modo incerto e confuso, come in un riflesso, ci\u00f2 che un giorno ci apparir\u00e0 in tutto il suo incomparabile fulgore.<\/p>\n<p>Abbiamo parlato al futuro, e ci\u00f2 fa scattare l&#8217;immancabile reazione della moderna cultura materialista: perch\u00e9 domani? Perch\u00e9 non oggi? Queste speculazioni, essa dice, somigliano alle promesse degli imbonitori da fiera: evitano il confronto con la realt\u00e0, non prendono impegni precisi per il presente.<\/p>\n<p>Gi\u00e0: il presente. L&#8217;obiezione della cultura materialista nasce da una confusione tra il piano del presente immediato, rinchiuso nella prigione della temporalit\u00e0, e la radicale assenza di tempo, ossia con l&#8217;eterno presente, proprio della dimensione dell&#8217;assoluto. Le due cose non si somigliano affatto: il presente immediato non \u00e8 che un continuo, inarrestabile autodissolvimento: nessuno ha mai potuto dire, n\u00e9 lo potr\u00e0: \u00abEccoti, ti ho preso!\u00bb; non pi\u00f9 di quanto si possa stringere forte tra le dita un pugno di sabbia. Viceversa, il presente dell&#8217;assoluto costituisce una totale abolizione delle differenze temporali, come quando cadono le scene di un teatro.<\/p>\n<p>Ma non solo vedremo tutto, udiremo tutto e capiremo tutto: non vi sar\u00e0 solo una espansione illimitata della nostra sfera sensoriale e intellettiva.<\/p>\n<p>Perfino pi\u00f9 importate di questa, vi sar\u00e0 una comprensione profonda del nostro agire e dell&#8217;altrui, di tutto ci\u00f2 che ora si agita confusamente in fondo al nostro cuore. Per questo cadranno il desiderio e l&#8217;attaccamento, come vestiti inutili, che non servono pi\u00f9; come pesanti indumenti polari, allorch\u00e9 i ghiacci si sciolgono e sopraggiunge il calore dell&#8217;estate.<\/p>\n<p>La comprensione profonda del cuore porter\u00e0 con s\u00e9 la capacit\u00e0 di perdonare coloro che ci hanno fatto del male, ora cos\u00ec difficile, e, al tempo stesso, l&#8217;attitudine a perdonarci da parte di coloro che abbiamo fatto soffrire a nostra volta. Infatti, solo allora ci renderemo conto di quanto fragili, incoerenti e inadeguati sono i criteri e le motivazioni che, presentemente, ci spingono ad agire in una maniera piuttosto che in un&#8217;altra.<\/p>\n<p>\u00c8 questo, senza dubbio, nella nostra attuale condizione di esistenza, il principale ostacolo sulla via della pace e, di conseguenza, della realizzazione della felicit\u00e0, per noi e per coloro che ci stanno intorno: l&#8217;incapacit\u00e0 di perdonare. Se noi vi riuscissimo, gi\u00e0 qui ed ora, probabilmente il mondo diventerebbe una specie di paradiso, che potremmo lasciare in eredit\u00e0 ai nostri figli con animo assolutamente sereno e tranquillo.<\/p>\n<p>Invece noi ci accingiamo a lasciarlo nelle loro mani con un senso di pena e di angoscia, perch\u00e9 sappiamo molto bene di avervi creato un tale inestricabile groviglio di antagonismi e di contese, dal livello individuale pi\u00f9 modesto fino alla politica internazionale, che molti indizi lasciano pensare sar\u00e0 qualche cosa di simile all&#8217;inferno per quanti dovranno viverci.<\/p>\n<p>Non foss&#8217;altro che per questo, noi abbiamo il preciso dovere di tendere alla realizzazione spirituale: \u00e8 un impegno che abbiamo contratto con le generazioni a venire, e dobbiamo sforzarci di rispettarlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 paradossale, ma fa parte dello statuto ontologico dell&#8217;essere umano il fatto che egli trovi delusione e senso di vuoto proprio nelle cose che aveva maggiormente<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-23699","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23699","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23699"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23699\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23699"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23699"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23699"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}