{"id":23695,"date":"2020-08-13T05:57:00","date_gmt":"2020-08-13T05:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/08\/13\/capire-cosa-ci-manca-primo-passo-per-la-rinascita\/"},"modified":"2020-08-13T05:57:00","modified_gmt":"2020-08-13T05:57:00","slug":"capire-cosa-ci-manca-primo-passo-per-la-rinascita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/08\/13\/capire-cosa-ci-manca-primo-passo-per-la-rinascita\/","title":{"rendered":"Capire cosa ci manca, primo passo per la rinascita"},"content":{"rendered":"<p>Nel quieto tramonto di una sera d&#8217;estate, quando i rumori dell&#8217;uomo si smorzano e svaniscono e comincia a levarsi il frinire dei grilli e lo stormir delle fronde, si accendono le prime luci alle finestre, come lass\u00f9, in cielo, le luci senza tempo delle stelle lontane. Nel paesaggio raccolto come un presepe ai piedi delle montagne vicinissime, le cui cime si stagliano nette all&#8217;orizzonte l\u00e0 dove il sole s&#8217;\u00e8 coricato, e coi campanili delle chiesette che svettano in cima alle colline, contemplando, come ogni sera, questo meraviglioso colpo d&#8217;occhio, che mai non cessa d&#8217;incantarci, abbiamo avuto la netta percezione di quale sia il nodo del problema che affligge questa nostra civilt\u00e0 avviata anch&#8217;essa a tramontare, come gi\u00e0 tante altre prima di lei. Da ogni casa, dietro ogni balcone promana e s&#8217;intuisce un alto livello di tecnologia posta al servizio del benessere materiale: le luci riflesse denotano la presenza della televisione e del computer, le unit\u00e0 esterne quelle dei condizionatori d&#8217;aria, le numerose antenne paraboliche sui tetti quella dei canali satellitari per avere il massimo della scelta nei programmi televisivi, dalle emittenti pi\u00f9 lontane. Le luci che brillano a intermittenza sulle terrazze rivelano la presenza d&#8217;un sistema anti-zanzare, e quelle che si accendono per qualche secondo, lampeggiando, e poi si spengono presso l&#8217;uscita dei garage, quella del cancello automatico per il transito delle automobili. Macchine dappertutto: per vedere un film stando comodi sulla poltrona del salotto; per godere l&#8217;aria fresca anche nel calore torrido di agosto; per collegarsi in un istante con i social di tutto il mondo; per tener lontane zanzare e altri insetti molesti; per entrare o uscire dal garage senza bisogno di scendere e girare manualmente la chiave nella serratura. Quanta tecnologia, quanta comodit\u00e0. In compenso queste case appaiono sempre pi\u00f9 isolate, sempre pi\u00f9 fredde, sempre pi\u00f9 silenziose; sono abitate da sempre meno persone, da famiglie sempre meno numerose, anzi da persone che non formano una vera famiglia, se non sulle carte menzognere dei registri di stato civile, poich\u00e9 equiparano le unioni provvisorie al vero matrimonio, che implica un autentico e irrevocabile progetto di vita.<\/p>\n<p>Fino a qualche anno fa, la sera, i cortili erano pieni di bambini che giocavano, gridavano con le loro vocine squillanti, andavano su e gi\u00e0 in bicicletta, correvano qua e l\u00e0 come capretti; adesso, niente, semmai bambini delle famiglie straniere, immigrati che non si danno pi\u00f9 neanche il disturbo di vestire secondo l&#8217;uso italiano, ma indossano i loro abiti tradizionali islamici, come se fossero a casa loro. Ma nei cortili degli italiani, silenzio; tutt&#8217;al pi\u00f9, l&#8217;abbaiare insistente e noioso di qualche cane, come inutile sentinella di una fortezza ormai sguarnita e da tempo abbandonata. E se per caso nasce un bambino in una di quelle case, ecco che finestre e terrazzi sono pavesati da enormi nastri azzurri o rosa, lunghissimi, esagerati, come si fa per un evento &#8212; quale in effetti \u00e8 &#8212; assolutamente eccezionale; e non solo nella casa dei genitori, ma anche in quelle dei nonni e degli zii. E proprio quella eccezionalit\u00e0 riempie il cuore di tristezza, perch\u00e9 tale non dovrebbe essere: quando i bambini nascevano in numero adeguato, secondo la legge naturale di una societ\u00e0 sana e innamorata della vita, non c&#8217;erano tutti quei nastri e quei fiocchi, ma uno solo, piccolino, sul vetro d&#8217;una finestra. Non ci si vantava di una cosa tanto normale; \u00e8 pur vero che non si praticava come normale la cosa pi\u00f9 brutta che si possa immaginare, la soppressione volontaria dei nascituri: e ci\u00f2 nelle strutture della sanit\u00e0 pubblica, a spese dell&#8217;intero corpo sociale, con tutte le garanzie stabilite per legge, rivendicando un diritto sacrosanto riconosciuto e non pi\u00f9 messo in discussione. E tanto peggio per le garanzie dovute al soggetto pi\u00f9 debole, il bambino non ancora nato, ma gi\u00e0 in attesa di nascere nel ventre di sua madre. In compenso, diritto alla fecondazione artificiale per chi vuole avere figli contro ogni legge di natura, in particolare le coppie omosessuali; e massima tolleranza per chi si spinge anche pi\u00f9 in l\u00e0, aggira le leggi italiane e se ne va all&#8217;estero ad acquistare un bambino gi\u00e0 prenotato prima della nascita, poi torna in Italia e si fa registrare come genitore: una scappatoia che ormai non si nega a nessuno, purch\u00e9 abbia i soldi per farlo.<\/p>\n<p>Tecnologia; benessere (a dir la verit\u00e0 sempre pi\u00f9 rara, in questi ultimi anni) o quantomeno ricerca del benessere; solitudine; una popolazione sempre pi\u00f9 vecchia e sempre pi\u00f9 concentrata su cose effimere, secondarie; nessuna spiritualit\u00e0, nessun senso religioso della vita, nessuna preghiera o ringraziamento a Dio. Da quanti anni queste case non ricevono pi\u00f9 una cristiana benedizione? \u00c8 facile dirlo: da otto anni. Otto anni fa \u00e8 morto il vecchio parroco, che passava per le case dei suoi parrocchiani, una per una, e le benediceva. Ora non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 la parrocchia, la canonica \u00e8 rimasta vuota: ora c&#8217;\u00e8 la cosiddetta unit\u00e0 pastorale, viene un prete da fuori a dir Messa la domenica, poi se ne va, e nessuno pensa pi\u00f9 alla benedizione. C&#8217;\u00e8 la benedizione di quartiere, presso l&#8217;oratorio di Sant&#8217;Anna: una benedizione collettiva, alle persone e non pi\u00f9 alle case.; i si fa riguardo a chiedere a un sacerdote che venga a benedire la propria casa: non si sa mai che possa assumere un&#8217;aria infastidita, <em>non abbiamo tempo<\/em>, o ironica, o canzonatoria: <em>ma come, credete ancora a queste cose?<\/em> Vanno sparendo le benedizioni domestiche come vanno sparendo i sacerdoti esorcisti: del resto, che ci stanno a fare questi ultimi, da quando importanti prelati hanno dichiarato a chiare note che il Diavolo non esiste? Vorr\u00e0 dire che Ges\u00f9 Cristo, san Pietro, san Paolo, e poi migliaia di santi uomini di Chiesa, fino a san Giovanni Maria Vianney, san Giovanni Bosco, san Pio da Pietrelcina, hanno preso lucciole per lanterne, si son lasciati suggestionare. Niente esorcismi, niente benedizioni: via la preghiera a san Michele Arcangelo, voluta da papa Leone XIII; in compenso, pellegrinaggi a luoghi pi\u00f9 che dubbi, come Medjugorje, dove i veggenti, che continuano a dirsi tali a distanza di trent&#8217;anni e pi\u00f9, si costruiscono le ville, celebrano sfarzosi matrimoni per i loro figli, pagando pop star blasfeme, e dove, tra fiumane di pellegrini, aumenta il numero delle persone scomparse, compresi dei sacerdoti, ufficialmente date per disperse e di una sola delle quali \u00e8 stato ritrovato il cadavere. Non risulta che la gente scompaia andando a Lourdes, o a Fatima; n\u00e9 che suor Bernadette o suor Lucia si siano comprate case e alberghi o abbiano ingaggiato sfrontati artisti trasgressivi per allietare le nozze delle loro nipotine. Quindi, ricapitolando: niente esorcismi perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 il diavolo; niente benedizione alle case, o perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 tempo, o perch\u00e9 non ne vale la pena; niente religiosit\u00e0 sana, e al suo posto devozione imprudente e malriposta verso mistici di dubbia credibilit\u00e0 e luoghi di supposte apparizioni mariane, trasformati in centri di speculazione mistico\/turistica. Parrocchie chiuse, chiese in vendita, dottrina in liquidazione, piazza San Pietro ormai desolatamente vuota anche la domenica per l&#8217;<em>Angelus<\/em>; ma guai se il condizionatore d&#8217;aria si guasta, o se l&#8217;antenna televisiva funziona male, o se il dispositivo antizanzare fa cilecca. Allora s\u00ec che bisogna intervenire, bisogna chiamare il tecnico senza perdere nemmeno un minuto: non sia mai che stasera non si possa vedere la millesima puntata dello serial tv preferito, o che si debbano affrontare le terribili zanzare dentro casa. E il clero, muto su tutte queste cose; in compenso, sempre pi\u00f9 loquace nei sermoni sui migranti, sul dovere di accoglierli e su quello di preservare la nostra Madre Terra, <em>come dice anche il santo padre Francesco<\/em>.<\/p>\n<p>Si vanno perendo, e da tempo, anche le tradizioni cattoliche pi\u00f9 antiche e radicate. Quella della sepoltura dei morti, per esempio. Molte famiglie scelgono di saltare il rito religioso; ma il buon prete, sempre misericordioso verso tutti (tranne che con gli orribili cattolici &quot;tradizionalisti&quot;) non esita a prestar la chiesa perch\u00e9 vi si tenga un rito laico, con le canzoni di De Andr\u00e9 al posto di quelle della sacra liturgia, e le chiacchiere insulse degli amici dell&#8217;esito, tutte giocate sull&#8217;emozionalit\u00e0 e sui luoghi comuni pi\u00f9 banali, al posto della sana, retta, illuminante omelia ad illustrare la parola di Dio. E sempre meno inumazioni e sempre pi\u00f9 cremazioni, cos\u00ec poi i parenti si portano a casa le ceneri del caro estinto, come ai tempi della Grecia e di Roma. Far gettare il corpo d&#8217;un defunto nelle fiamme di un forno crematorio \u00e8 un atto cristiano? \u00c8 in accordo con la tradizione cattolica, con la dottrina cattolica? \u00c8 in accordo con la fede nella resurrezione dei morti, che presuppone l&#8217;esistenza di un corpo, e sia pure ridotto a poche cellule per effetto del tempo? Un corpo bruciato, senza una croce, senza una Messa, senza una benedizione: \u00e8 questo la morte, oggi, per i cattolici? E i preti non hanno niente da dire? In compenso, massima prudenza verso pericoli inesistenti, per tutelare la propria vita: mascherina sul viso anche in automobile, anche in bicicletta, anche da soli, all&#8217;aria aperta; e gli anziani sono i primi a dare il (cattivo) esempio. Come mai? Se ci tengono tanto a non morire, \u00e8 perch\u00e9 stimano cos\u00ec poco la vita dopo la morte?<\/p>\n<p>Ricordiamo com&#8217;erano i nostri nonni: hanno vissuto cristianamente; mai abbiamo percepito in loro un&#8217;esagerata paura di morire; badavano all&#8217;essenziale e non alle cose effimere. Sopportavano caldo e freddo, mosche e zanzare; non erano affatto schiavi della televisione, e le sirene del consumismo non facevano alcuna presa su di loro. Non perdevano una Messa, recitavano volentieri il Rosario, onoravano i defunti cos\u00ec come il popolo cristiano ha sempre fatto. Questi discorsi sulla Pachamama che \u00e8 stanca dell&#8217;inquinamento causato dagli uomini, sulla cremazione che \u00e8 un modo di alleggerire la pressione sulla Madre Terra, semplicemente non li avrebbero capiti e, se fossero usciti dalle labbra di un sacerdote, non diciamo di un vescovo e tanto meno del papa, avrebbero provocato la loro indignazione: perch\u00e9 i nonni erano figli obbedienti Chiesa, ma non sciocchi che mandano gi\u00f9 qualsiasi cosa e ignorano la differenza fra la moneta buona e quella falsa. E i nonni di oggi? Quelli che per tre mesi e pi\u00f9 si sono barricati in casa e non hanno voluto vedere i figli, n\u00e9 gli adorati nipotini, n\u00e9 gli amici e le amiche pi\u00f9 cari? Quelli che, per\u00f2, se vien loro il ghiribizzo, decidono di sposarsi a ottant&#8217;anni, dopo trenta di convivenza, lei in completo bianco, giacca e pantaloni, com&#8217;\u00e8 accaduto l&#8217;altro giorno dalle nostre parti, e ormai sono storie di ordinaria follia. E che, sempre in base allo stesso principio, quello dell&#8217;assoluta auto-determinazione di se stessi, se sono stanchi della vita se la tolgono gettandosi dalle scale, sempre a ottant&#8217;anni di et\u00e0 e lasciando nella costernazione marito, figli e nipoti? Sono dunque diventati cos\u00ec fragili, cos\u00ec narcisisti, cos\u00ec spaventati, i vecchi dei nostri giorni? La vita non ha insegnato loro nemmeno quel minimo di saggezza che una volta s&#8217;imparava sui trent&#8217;anni, a cominciare dalla regola numero uno: che c&#8217;\u00e8 un tempo per ogni cosa? Che quel che \u00e8 comprensibile in un adolescente, in un giovane, non si addice a un settantenne, a un ottantenne? Che forse non \u00e8 una buona idea, a quell&#8217;et\u00e0, voler gareggiare coi giovani sul terreno della moda, dello sport, del pericolo e buttarsi dall&#8217;aereo col paracadute, o arrampicarsi in montagna su una parete di terzo, quarto grado? E che nemmeno \u00e8 il caso di passare da un amore all&#8217;altro, da un letto all&#8217;altro, quando sarebbe preferibile pensare ai nipotini e fare testamento? Eppure ne conosciamo, di vecchi e di vecchie di questo tipo: hanno passato gli ottanta, ma ancora vogliono sedurre, coltivano sogni lubrichi, fanno <em>avances<\/em> sfacciate a persone assai pi\u00f9 giovani di loro. Non conoscono la vergogna, non sanno cos&#8217;\u00e8 il pudore; non si arrendono neppure di fronte al buon gusto. Appena rimasti vedovi o vedove cambiano <em>look<\/em>, si mettono a viaggiare, intraprendono complicati e costosissimi lavori di ristrutturazione della casa, come se dovessero campare almeno altri cent&#8217;anni. Hanno scordato anche che c&#8217;\u00e8 un tempo per vivere e un tempo per pensare a morire. Sono gli stessi che, terrorizzato dal Covid, si barricano in casa, respingono le visite, telefonano ai carabinieri per denunciare il vicino che esce senza indossare la mascherina. Ma la vecchiaia non dovrebbe essere il tempo della saggezza e dei buoni esempi, il tempo in cui ci si lascia alle spalle l&#8217;effimero e ci s&#8217;incammina con dignit\u00e0 verso l&#8217;eterno?<\/p>\n<p>Dunque, facciamo due conti. Chi oggi ha compiuto ottant&#8217;anni \u00e8 nato nel 1940 o gi\u00f9 di l\u00ec. Quando sono arrivate le tre rivoluzioni, il Concilio, il &#8217;68 e il femminismo, era sui venticinque o poco pi\u00f9. Ha assorbito il peggio delle due peggiori culture: quella marxista e quella consumista. Ha imparato a criticare senza far nulla, a sbeffeggiare senza correre rischi, a denigrare senza esporsi; ad aspettare la pappa pronta da parte del &quot;nemico&quot;: i genitori, la scuola, la societ\u00e0 borghese. Non che tutti siano diventati cos\u00ec; per\u00f2 ci son passati tutti. I migliori hanno sviluppato gli anticorpi, hanno imparato a pensare e a stare in pochi a difesa del vero, a lottare senza enfasi e a sacrificarsi senza sentirsi eroi. Gli altri, la massa, ha sviluppato sempre pi\u00f9 una falsa coscienza che l&#8217;ha portata a un vero sdoppiamento del giudizio: una misura per s\u00e9, per giustificare tutte le proprie colpe e i propri errori, e una per gli altri, da mettere eternamente sul banco degli accusati. Nessun ripensamento, nessuna autocritica; mai. <em>Contrordine, compagni<\/em>: e ora marciano dietro le bandiere di Soros e di Bill Gates, di Lagarde e von der Leyen, come allora marciavano dietro quelle di Sartre e di Marcuse, del &quot;Che&quot; Guevara e Ho Chi Minh. Ieri predicavano che la bellezza \u00e8 nella strada (sulle barricate del Quartiere Latino) e volevano la fantasia al potere, oggi vedono la bellezza nella &#8216;porta del diavolo&#8217; e vogliono il potere arcobaleno. E si richiudono, la sera, in quelle tristi case, con la tv e il condizionatore, in attesa della morte: senza una preghiera, n\u00e9 una benedizione. Come il terribile Fouch\u00e9, vorrebbero scrivere sulle porte dei cimiteri: <em>la morte \u00e8 un sonno eterno<\/em>. Triste: come triste \u00e8 stata la loro vita&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel quieto tramonto di una sera d&#8217;estate, quando i rumori dell&#8217;uomo si smorzano e svaniscono e comincia a levarsi il frinire dei grilli e lo stormir<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-23695","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23695","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23695"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23695\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23695"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23695"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23695"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}