{"id":23693,"date":"2020-09-29T08:41:00","date_gmt":"2020-09-29T08:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/09\/29\/capire-che-il-motore-della-storia-e-dio-non-luomo\/"},"modified":"2020-09-29T08:41:00","modified_gmt":"2020-09-29T08:41:00","slug":"capire-che-il-motore-della-storia-e-dio-non-luomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/09\/29\/capire-che-il-motore-della-storia-e-dio-non-luomo\/","title":{"rendered":"Capire che il motore della storia \u00e8 Dio, non l&#8217;uomo"},"content":{"rendered":"<p>Dove va la storia? E, soprattutto, chi o che cosa ne \u00e8 il motore, il centro dinamico e propulsore? A queste domande si pu\u00f2 rispondere in vari modi; e, di fatto, le varie culture che si sono succedute nel tempo hanno fornito risposte molto diversificate. Una linea di spartiacque, comunque, si pu\u00f2 nettamente riconoscere fra tutte le civilt\u00e0 del passato, europee ed extraeuropee, e la sedicente civilt\u00e0 moderna: quella che tante volte abbiamo definito una anti-civilt\u00e0, in quanto le mancano tutti i requisiti che rendono tale una vera civilt\u00e0. E il primo dei requisiti che le mancano \u00e8 appunto la visione trascendente della storia, ossia l&#8217;idea, variamente declinata, che le vicende umane non vivono di vita propria, non si alimentano esclusivamente da se stesse, n\u00e9 trovano in se stesse la loro ultima ragione, ma che su di esse aleggia una forza soprannaturale, un elemento di origine divina, e insomma che la divinit\u00e0 vi svolge una parte importantissima, per cui \u00e8 essenziale che gli uomini la riconoscano, la onorino, cerchino di comprenderne e di rispettarne il volere; e, pi\u00f9 di ogni altra cosa, che non si permettano di sfidarla e inimicarsela, perch\u00e9 ci\u00f2 equivarrebbe a votarsi senza fallo alla catastrofe. Ora, al contrario, non solo i moderni non leggono a questo modo la storia, ma hanno addirittura eliminato Dio dal loro orizzonte spirituale, per cui mostrano d&#8217;ignorare completamente il timor di Dio, n\u00e9 si peritano di rivendicare a se stessi il merito e l&#8217;onere d&#8217;indirizzare le vicende della storia secondo il proprio esclusivo giudizio, facendosi semmai guidare dall&#8217;idea di progresso, e affidandosi alla scienza e alla tecnica per la sua realizzazione. Quanto al mondo naturale, ondeggiano fra un orgoglioso senso di superiorit\u00e0, che li spinge a porsi come i dominatori della sfera fisica, e un altrettanto estremo atteggiamento di rispetto sacrale, quasi che avessero trasferito sul mondo fisico, concepito in maniera panteista, il culto che i loro avi riservavano al dio creatore e trascendente della tradizione cristiana.<\/p>\n<p>Scriveva Giorgio de Santillana in testo illuminante <em>Fato antico e fato moderno<\/em> (titolo originale: <em>Reflections on Men and Ideas<\/em>; Massachusetts Institute of Technology, 1968; Milano, Edizioni Adelphi, 1985, pp. 36-37):<\/p>\n<p><em>Mi sia consentito adesso tornare a Tolstoj, che ho detto l&#8217;ultimo grande scrittore epico, quello che riprende in linea diretta le speculazioni degli antichi sul problema di che cosa c&#8217;\u00e8 di soggiacente agli eventi. &quot;Se un&#8217;altra forza ha preso il posto degli d\u00e8i, bisogna spiegare in che cosa tale forza consiste; giacch\u00e9 \u00e8 in essa appunto che sta tutto l&#8217;interesse della storia&quot;. \u00c8 questo il tema di &quot;Guerra e pace&quot;. In una profonda analisi del fenomeno &#8216;guerra&#8217;, egli scopre che il potere \u00e8 la massima dipendenza in cui ci troviamo nei riguardi del tutto. Non gi\u00e0, questo tutto, inteso come la &quot;ragione&quot; di Hegel, ma un tutto che sono gli &quot;altri&quot;, che si potrebbe ancora dire cosmo, un tutto infinitamente mobile e vivo. La parte, si chiami anche Napoleone, non pu\u00f2 mai comprendere e dominare il tutto. Quanto pi\u00f9 sale, tanto pi\u00f9 chiaramente il potente \u00e8 soggetto alla Necessit\u00e0, strumento del Fato, &quot;burattino degli d\u00e8i&quot;. Ci ritroviamo sul vecchio terreno. Solo che non si pu\u00f2 pi\u00f9 capir nulla, prefigurar nulla, della volont\u00e0 degli d\u00e8i. Ogni pretesa di voler immettere la ragione nella Storia \u00e8 arroganza di professori.<\/em><\/p>\n<p><em>E questa arroganza viene da lontano. Ma gi\u00e0 Marc&#8217;Aurelio dava per scontate le loro dimostrazioni, e si diceva: i casi sono due. O ci sono gli d\u00e8i e la Provvidenza, e allora tutto \u00e8 per il meglio. O non ci sono, e allora pazienza, facciamo del nostro meglio. Questi erano gli ultimi sussulti del macchinone cosmico, ormai arrugginito, dove alla precisione matematica era subentrato il molesto precisionismo morale, col suo accompagnamento di prediche, denti stretti, muso duro e il resto. Il dubbio di Marc&#8217;Aurelio gli d\u00e0 la dimensione della libert\u00e0, lo porta vicino a Tolstoj.<\/em><\/p>\n<p>Ma non solo la comprensione della storia da parte delle civilt\u00e0 tradizionali richiede capacit\u00e0 di guardare oltre le vicende meramente umane e il divenire immanente, e scorgere la loro radice in una dimensione pi\u00f9 alta; richiede anche di saper guardare al mondo con gli occhi del mito ed elaborare una visione mitica del reale, perch\u00e9 il presupposto essenziale del mito \u00e8 che la conoscenza riceva una garanzia superiore di ordine divino, laddove la visione laica e materialista \u00e8 garantita solo da se stessa, cio\u00e8 dall&#8217;occhio umano che la contempla. In questo senso, l&#8217;esito soggettivista e, in ultima analisi, nichilista della civilt\u00e0 moderna \u00e8 insito nelle sue premesse di ordine intellettuale: se la verit\u00e0 non deriva da un accordo fra la cosa e il giudizio, ma \u00e8, in qualche modo, una creazione del soggetto, allora chi potr\u00e0 farsi garante del valore assoluto di tale verit\u00e0? Inevitabilmente, si rester\u00e0 prigionieri nel circolo chiuso del solipsismo: non \u00e8 vero ci\u00f2 che \u00e8 vero, ma \u00e8 vero ci\u00f2 che il soggetto vede e giudica essere vero. Al di sopra del suo giudizio non c&#8217;\u00e8 nient&#8217;altro: il soggetto \u00e8 attore e giudice allo stesso tempo. Pertanto, il minimo che si possa dire della sua &quot;verit\u00e0&quot; \u00e8 che essa vale quanto tutte le altre verit\u00e0 di tutti gli altri soggetti: il che \u00e8 come dire che, in termini assoluti, vale esattamente zero.<\/p>\n<p>Riportiamo ancora un breve passaggio della citata opera di Giorgio de Santillana (p. 89):<\/p>\n<p><em>Il momento della scoperta, la via che porta agli d\u00e8i, deve necessariamente essere mitologico, poich\u00e9 implica che la comprensione dell&#8217;&quot;uomo che sa&quot; sia stata guidata correttamente ed elevata al di sopra delle opinioni dell&#8217;umanit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Ora, il dramma della societ\u00e0 moderna \u00e8 che ha potuto essere ancora, bene o male, una civilt\u00e0, fino a quando \u00e8 vissuta di riflesso accanto alla civilt\u00e0 cristiana, che pure rifiutava e contro la quale era nata, proponendosi come il suo totale superamento. Ma a un certo punto si \u00e8 verificato uno scambio di ruoli: mentre il mondo moderno si guardava intorno per cercare qualcosa che sostituisse la fede nel vecchio Dio, ed era incerto se individuarlo ancora nella scienza o se trasferire le sue aspettative sulla Madre Terra laicamente intesa (col corollario del senso del peccato sotto le spoglie del senso di colpa per averla ferita, sfruttata, inquinata), la cultura cristiana ha ceduto alla pressione della modernit\u00e0, ha apostatato dal suo Dio creatore e trascendente e ha abbassato lo sguardo al livello della dimensione puramente terrena, rinunciando per sempre allo spazio mitico e quindi alla garanzia divina del proprio sapere. In altre parole, mentre la modernit\u00e0 cominciava a mostrare una certa stanchezza per se stessa, e a volgersi in direzione del mito e dell&#8217;assoluto, i cristiani, a cominciare dal clero cattolico, si sono stancati del mito e dell&#8217;assoluto e hanno abbracciato pienamente e decisamente, pur senza riconoscerlo con la necessaria franchezza (ma come si fa a riconoscere con franchezza la propria apostasia?) la visione moderna, del tutto immanente, laica, materialista del reale, e perci\u00f2 anche della storia. Ma la storia, per cristiani, \u00e8 storia della salvezza, quindi \u00e8 tutta, direttamente o indirettamente, storia sacra: e una storia sacra richiede, esige, uno sguardo mitico sulle cose. Senza lo sguardo mitico, come si potrebbe accettare la visione di Ges\u00f9 che cammina sulle acque; di Ges\u00f9 che fa risorgere l&#8217;amico Lazzaro dal sepolcro; di Ges\u00f9 che muore sulla croce e poi risorge Egli stesso? Diciamolo francamente: date le premesse, ci\u00f2 diviene impossibile. Ed ecco che la sospensione della santa Messa per paura di restar contagiati dal Covid-19; la distribuzione del Corpo di Cristo con guanti e mascherina; la scomparsa dell&#8217;acqua benedetta dalle chiese e la sua sostituzione col disinfettante per lavarsi le mani quando si entra, attesta senza possibilit\u00e0 di errore che i cattolici odierni hanno respinto nelle profondit\u00e0 del passato la loro visione mitica della storia e hanno abbracciato, in tutto e per tutto, la visione moderna: n\u00e9 si aspettano pi\u00f9 la vita eterna dal loro Dio, ma trepidano per la propria vita terrena e si affidano pienamente alla Scienza per difenderla contro il nemico impalpabile e invisibile che potrebbe annidarsi ovunque, anche sulle panche, o nell&#8217;acquasantiera, o addirittura nell&#8217;Ostia consacrata. E cos\u00ec non solo il cristianesimo firma il proprio atto di resa alla mentalit\u00e0 moderna e alla visone moderna del reale, facendole proprie, ma si rifiuta di continuare a svolgere la propria missione nel mondo, spegnendo la luce che rappresentava per esso, anche se questo, in apparenza, non la voleva accogliere &#8212; per\u00f2 sapeva che c&#8217;era, salda perch\u00e9 posta fuori del relativo.<\/p>\n<p>Questo moto di riflusso \u00e8 stato annunciato dal cattolicesimo liberale nel XIX secolo, poi dall&#8217;americanismo, dalla democrazia cristiana e dal modernismo all&#8217;inizio del XX, e ha conquistato la Chiesa e la cristianit\u00e0 col Concilio Vaticano II; adesso, col pontificato di Bergoglio, si assiste all&#8217;atto finale di auto-liquidazione. Di fatto, i cattolici hanno gi\u00e0 perso la visione mitica del reale e perci\u00f2 non possiedono pi\u00f9 nemmeno gli strumenti per capire fino a che punto il falso papa Bergoglio stia sostituendo una visione laica della storia alla visione soprannaturale basata sul Vangelo. Quando egli dice, per esempio, che i cattolici devono smetterla di fare proselitismo, perch\u00e9 la salvezza \u00e8 accessibile a tutti gli uomini di qualsiasi religione &#8212; e lo fa sviluppando un cattivo seme che era stato gettato appunto nel Concilio, con la <em>Dignitatis humanae<\/em>, pochi comprendono che sta liquidando il cristianesimo in quanto tale, e anche a quei pochi sfugge, salvo rarissime eccezioni, che l&#8217;errore non sta solo nella falsa affermazione, ma nella prospettiva che essa tradisce: vale a dire una storia fatta dagli uomini, ove anche l&#8217;evangelizzazione dei popoli \u00e8 qualcosa di meramente umano, che parte dall&#8217;uomo e che senza l&#8217;uomo non avrebbe luogo. Invece l&#8217;autentica prospettiva cristiana parte dall&#8217;assunto che Dio \u00e8 il padrone della storia, cos\u00ec come \u00e8 il Re dell&#8217;universo; e quindi l&#8217;evangelizzazione, come ogni altra cosa, \u00e8 nelle Sue mani; ed \u00e8 Lui che suscita gli uomini di buona volont\u00e0, disponibili a farsene carico, Lui e nessun altro. Perch\u00e9 gli uomini, quanto a se stessi, non sono capaci di far nulla.<\/p>\n<p>Tutto questo, sul piano psicologico e culturale, ha la sua radice nel fatto che, per l&#8217;uomo moderno, il mito \u00e8 qualcosa di assai inferiore alla scienza, e la visione mitica \u00e8 qualcosa di meno, non certo qualcosa di pi\u00f9, dello sguardo scientifico sul reale. E se i cattolici sono giunti ad adottare una tale prospettiva, ci\u00f2 attesta che sono stati assorbiti dalla mentalit\u00e0 moderna: vale a dire che hanno cessato di essere cattolici. Non si pu\u00f2 essere cattolici moderni: \u00e8 un ossimoro; pertanto si deve scegliere, o si \u00e8 cattolici o si \u00e8 moderni, e i seguaci del Concilio hanno scelto di essere moderni. Chi \u00e8 moderno si sente superiore alle religioni e anche al cristianesimo; se \u00e8 cattolico, cerca di elaborare un &quot;suo&quot; cattolicesimo, emancipato e disinibito, senza pi\u00f9 il mito e perci\u00f2 senza dogmi: un cattolicesimo fluido, flessibile, adattabile. Il meccanismo \u00e8 stato messo in moto dal complesso d&#8217;inferiorit\u00e0 dei cristiani nei confronti della cultura moderna. Le cose sono andate cos\u00ec: i protestanti si sono vergognati di essere sprovvisti di un elemento essenziale della cultura moderna, lo studio storico-biblico dei testi sacri, e lo hanno introdotto nella loro teologia e nella loro dottrina; i cattolici, pi\u00f9 tardi, si sono vergognati di essere da meno dei protestanti, e hanno voluto imitarli (il modernismo \u00e8 partito appunto da tale &quot;richiesta&quot;, ma sul momento \u00e8 stato bloccato dalla pronta ed energica risposta di san Pio X; si \u00e8 preso per\u00f2 la rivincita mezzo secolo dopo, con il Vaticano II). A partire dal Concilio, il loro sforzo costante \u00e8 stato quello di abbassare il cattolicesimo al livello della modernit\u00e0: e hanno voluto credere, e far credere, che tale abbassamento fosse in realt\u00e0, chi sa come, un&#8217;elevazione, una purificazione. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che invece di convertire il mondo a Dio, e cos\u00ec spiritualizzarlo, si sono convertiti loro al mondo, e in tal modo hanno materializzato il Vangelo. Che ne siano consapevoli o no, in tal modo hanno realizzato una vera e propria contro-chiesa, che non \u00e8 pi\u00f9 cattolica, se non di nome, ma \u00e8 in effetti un&#8217;orribile contraffazione di quella vera: ci\u00f2 che nel <em>Nuovo Testamento<\/em> viene chiamato la sinagoga di Satana. Solo assumendo questa prospettiva si capisce perch\u00e9 il sedicente papa attuale non parla quasi pi\u00f9 di Dio, e meno ancora di Ges\u00f9 Cristo, ma parla continuamente, ossessivamente, dei migranti, del clima e dell&#8217;ambiente; perch\u00e9 s&#8217;inginocchia davanti agli uomini, ma non davanti al Santissimo; perch\u00e9 ha intronizzato gli idoli nella basilica di San Pietro e in un&#8217;altra chiesa romana, e assistito con compiacimento, nei Giardini Vaticani, alla loro adorazione da parte del suo clero: solo allora tali cose cessano di apparire delle strane aberrazioni e acquistano i loro veri contorni, quelli dell&#8217;attuazione metodica, consapevole, e perfettamente logica, di un piano preordinato. Preordinato da chi? Dalla massoneria, infiltratasi nella Chiesa da almeno due secoli, e poi da agenti segreti comunisti, infiltratisi nei seminari e divenuti preti, vescovi e cardinali dopo il 1945. tutto con il coordinamento e con l&#8217;alta e raffinata regia dei &quot;fratelli maggiori&quot;, e in particolare del B&#8217;nai B&#8217;rith, che atro non \u00e8 se non la massoneria ebraica, vale a dire la pi\u00f9 potente e la pi\u00f9 estesa di tutte le massonerie.<\/p>\n<p>Eppure, nulla \u00e8 perduto se resta la fede in Cristo: perch\u00e9 il motore della storia non \u00e8 l&#8217;uomo, ma Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dove va la storia? E, soprattutto, chi o che cosa ne \u00e8 il motore, il centro dinamico e propulsore? 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