{"id":23675,"date":"2008-09-07T10:39:00","date_gmt":"2008-09-07T10:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/07\/camminare-sulla-terra-con-passo-leggero-per-dare-un-contributo-allarmonia-del-mondo\/"},"modified":"2008-09-07T10:39:00","modified_gmt":"2008-09-07T10:39:00","slug":"camminare-sulla-terra-con-passo-leggero-per-dare-un-contributo-allarmonia-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/07\/camminare-sulla-terra-con-passo-leggero-per-dare-un-contributo-allarmonia-del-mondo\/","title":{"rendered":"Camminare sulla Terra con passo leggero per dare un contributo all&#8217;armonia del mondo"},"content":{"rendered":"<p>Per la maggior parte delle persone di media cultura, e con l&#8217;eccezione dei professori di latino, Marziale non \u00e8 altro che il feroce poeta satirico, il fustigatore spietato e beffardo dei vizi umani e delle vergogne inconfessabili, che la \u00abbrava gente\u00bb vorrebbe tenere accuratamente nascoste sotto il tappeto.<\/p>\n<p>In particolare, egli \u00e8 l&#8217;infallibile scopritore delle turpitudini sessuali, per le quali ha &#8211; si direbbe &#8211; un fiuto da autentico segugio, e che gode immensamente a gridare ai quattro venti, \u00abper poi stare a vedere &#8211; secondo il testo di una memorabile canzone di Enzo Jannacci degli anni Sessanta &#8211; l&#8217;effetto che fa\u00bb. E anche questo \u00e8 un aspetto che lo rende particolarmente \u00abmoderno\u00bb: perch\u00e9 la modernit\u00e0 passer\u00e0 alla storia come un&#8217;epoca di liberazione sessuale solo apparente, dominata, in realt\u00e0, da infinite frustrazioni, pruriti sconvenienti e inconfessabili deviazioni.<\/p>\n<p>Invece sono in pochi a sapere &#8211; quelli che veramente lo hanno letto e meditato &#8211; che Marziale sapeva essere anche un poeta di una delicatezza e di una sensibilit\u00e0 assolutamente uniche, commoventi, specialmente quando trattava temi legati alla morte o all&#8217;infanzia, i due grandi misteri che, da sempre, rendono pensosi gli uomini profondi.<\/p>\n<p>Si rileggano, ad esempio, questi versi, dedicati a una bambina morta all&#8217;et\u00e0 di appena sei anni &#8211; una schiavetta di nome Erotion, cui Marziale era affezionato come a una figlia -, nei quali il Poeta si rivolge ai propri genitori, che l&#8217;hanno preceduta, raccomandando loro di rincuorarla, nell&#8217;Ade, perch\u00e9 il buio non le faccia paura (<em>Epigrammi<\/em>, V, 34);<\/p>\n<p><em>Hanc tibi, Fronto pater, genetrix Flaccilla, puellam<\/em><\/p>\n<p><em>Oscula commendo deliciasque meas,<\/em><\/p>\n<p><em>parvola ne nigras horrescat Herotion umbras<\/em><\/p>\n<p><em>oraque Tartarei prodigiosa canis.<\/em><\/p>\n<p><em>Inpletura fuit sextae modo frigora brumae,<\/em><\/p>\n<p><em>vixisset totidem ni minus illa dies.<\/em><\/p>\n<p><em>Inter tam veteres ludat lasciva partronos<\/em><\/p>\n<p><em>Et nomen blaeso garriat ore meum.<\/em><\/p>\n<p><em>Mollia non rigidus caespes tegat ossa nec illi,,<\/em><\/p>\n<p><em>terra, gravis fueris: non fuit illa tibi.<\/em><\/p>\n<p>Ed ecco la tradizione di Cesare Vivaldi (Marziale, <em>Gli<\/em> epigrammi, Newton &amp; Compton Editori, Roma, 1993, pp. 231-33):<\/p>\n<p><em>Padre Frontone, madre<\/em><\/p>\n<p><em>Flaccilla: ecco<\/em><\/p>\n<p><em>ve l&#8217;affido la mia delizia,<\/em><\/p>\n<p><em>che la piccola Erotion non abbia paura<\/em><\/p>\n<p><em>delle ombre nere e del muso<\/em><\/p>\n<p><em>terribile del cane tartareo.<\/em><\/p>\n<p><em>Avrebbe appena veduto<\/em><\/p>\n<p><em>le brume e i freddi del suo sesto inverno<\/em><\/p>\n<p><em>solo avesse vissuto altri sei giorni.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma adesso giochi felice con voi<\/em><\/p>\n<p><em>suoi antichi custodi<\/em><\/p>\n<p><em>e balbetti il mio nome.<\/em><\/p>\n<p><em>E le tenere ossa non ricopra<\/em><\/p>\n<p><em>dura la zolla: a lei cos\u00ec ti prego,<\/em><\/p>\n<p><em>terra,<\/em><\/p>\n<p><em>com&#8217;ella lo fu a te, d&#8217;esser leggera.<\/em><\/p>\n<p>In questa sede, vogliamo soffermare la nostra attenzione sul concetto espresso negli ultimi due versi: <em>&#8230;nec illi \/ terra, gravis fueris: non fuit illa tibi<\/em>, che letteralmente possiamo tradurre cos\u00ec: <em>E tu, o Terra, non esserle grave: non lo fu lei a te<\/em>; sul concetto, cio\u00e8, della <em>leggerezza<\/em> con la quale la piccola Erotion camminava sulla terra, quasi sfiorandola.<\/p>\n<p>Il passo di Erotion era leggero, perch\u00e9 ella era una bambina di soli sei anni; ma ciascun essere umano dovrebbe sforzarsi di camminare sulla Terra con passo leggero, lungo le strade della vita; e ci\u00f2 per varie ragioni.<\/p>\n<p>La prima di esse \u00e8 di natura ecologica.<\/p>\n<p>La nefasta filosofia dello sviluppo ci ha indotti a ritenere ovvio il fatto di richiedere alla Terra molto di pi\u00f9 di quanto siamo disponibili a darle in cambio di ci\u00f2 che ne riceviamo. Di conseguenza, la nostra impronta ecologica si \u00e8 fatta pesantissima, in termini di uso individuale dell&#8217;acqua potabile, di rilascio di gas inquinanti (con l&#8217;automobile, con il riscaldamento domestico, con la motofalciatrice per il giardino, ecc.), di consumo di combustibili (per il riscaldamento), di energia elettrica (per l&#8217;illuminazione, gli elettrodomestici, il computer), di produzione di rifiuti, specialmente non biodegradabili (plastica, metalli, batterie), di inquinamento da rumore (con la televisione, la radio, la motocicletta).<\/p>\n<p>A tutto questo, spesso, si aggiungono abitudini di vita esplicitamente antiecologiche, quali un abbondante uso di carne per l&#8217;alimentazione, l&#8217;abuso del mezzo di trasporto privato di grande cilindrata, la disattenzione e lo spreco nel consumo energetico e nello smaltimento dei rifiuti; e, magari &#8211; <em>dulcis in fundo<\/em> &#8211; l&#8217;abbandono irresponsabile di animali domestici, la pratica della caccia, sia legale che di frodo, o degli incendi boschivi pi\u00f9 o meno \u00abinvolontari\u00bb.<\/p>\n<p>Il modello consumistico e l&#8217;<em>american way of life<\/em>, che ne \u00e8 l&#8217;espressione pi\u00f9 completa, spingono in questa direzione e alterano la corretta percezione del rapporto uomo-ambiente, inducendo gli individui alla deresposabilizzazione, alla sciatteria o all&#8217;adozione di stili di comportamento apertamente dannosi per l&#8217;ambiente e per la comunit\u00e0 in cui si vive.<\/p>\n<p>Bisogna tenere presente che l&#8217;aumento esponenziale della popolazione mondiale esige un ritorno di consapevolezza e di senso di responsabilit\u00e0: non sono solo i grandi impianti industriali, ormai, i responsabili del progressivo degrado ambientale e dei correlati mutamenti climatici, ma anche la somma dei comportamenti individuali, ciascuno dei quali, grazie alla potenza della tecnica, \u00e8 in grado di provocare un danno superiore a quello di una intera comunit\u00e0 umana, anche numerosa, di tipo pre-industriale.<\/p>\n<p>Per fare un solo esempio: \u00e8 stato calcolato che un singolo motociclista, sfrecciando in piena notte, col suo bolide rombante, attraverso il centro di una metropoli come Parigi, \u00e8 in grado di svegliare bruscamente dal sonno qualcosa come 50.000 persone: persone bisognose di riposo, dopo una dura giornata lavorativa.<\/p>\n<p>Si tratta di comportamenti che non sempre la legge sancisce a norma del codice penale; e, del resto, ben difficilmente pu\u00f2 reprimere, nel momento in cui divengono diffusi e perfino abituali. \u00c8 quindi necessaria una presa di coscienza che nessun codice penale pu\u00f2 surrogare, affinch\u00e9 ogni membro della comunit\u00e0 umana &#8211; e specialmente noi, cittadini del Nord della Terra, che disponiamo di cos\u00ec larghi mezzi tecnologici &#8211; impari a fare un uso pi\u00f9 ragionevole della propria libert\u00e0 individuale. Infatti, il confine tra la sfera individuale e quella sociale si \u00e8 fatto sempre pi\u00f9 labile; moltissimi comportamenti individuali, in un ambiente sovraffollato (come lo sono un condominio o una grande citt\u00e0), hanno delle immediate ricadute sociali.<\/p>\n<p>Possiamo dire che, per stimare la soglia critica dei comportamenti individuali, dovrebbe vigere il criterio &#8211; approssimativo fin che si vuole, tuttavia ragionevole &#8211; della <em>proporzionalit\u00e0.<\/em> Ogni persona, cio\u00e8, al momento di assumere un dato comportamento, dovrebbe valutare responsabilmente se esiste una proporzione accettabile fra il beneficio che se ne ripromette, e il danno che pu\u00f2 arrecare a terzi, o all&#8217;ambiente, o anche a se medesima.<\/p>\n<p>\u00c8 intuitivo, ad esempio, che l&#8217;assunzione di droghe o superalcolici prima di mettersi al volante, viola in maniera stridente tale principio; per cui dovrebbe essere evitato nel modo pi\u00f9 assoluto, quand&#8217;anche non costituisse un reato. Non possiamo pensare che per ogni cittadino ci sia un poliziotto con l&#8217;incarico di sorvegliarne il comportamento. Bisogna che l&#8217;educazione della persona, fin dall&#8217;infanzia, si rivolga anche alla sfera di tutti quei comportamenti individuali che hanno una ricaduta diretta e potenzialmente dannosa sulla collettivit\u00e0 e sull&#8217;ambiente.<\/p>\n<p>\u00c8 inutile dire che anche l&#8217;andare a fare la spesa rientra in questa categoria di comportamenti, bench\u00e9 i suoi effetti siano, in parte, di natura indiretta. Disertare le aziende biologiche e rifiutare i prodotti &#8211; alimentari e non &#8211; di tipo naturale, a favore dell&#8217;acquisto irresponsabile di prodotti nocivi, inquinanti, gestiti dalle multinazionali specializzate nelle peggiori forme di sfruttamento dell&#8217;ambiente e dell&#8217;umanit\u00e0 povera, e distribuiti da una catena di ipermercati e centri commerciali i quali, fra le altre cose, strangolano il piccolo commercio e concentrano sempre di pi\u00f9 la ricchezza in poche mani, rientra in quei comportamenti che, pur essendo \u00abprivati\u00bb, hanno un fortissimo impatto sulla collettivit\u00e0 e sulla natura.<\/p>\n<p>Tali comportamenti, perci\u00f2, divengono dei fattori <em>politici<\/em>, addirittura pi\u00f9 significativi del rito di deporre la scheda nell&#8217;urna al momento delle consultazioni elettorali; padre Alessandro Zanotelli diceva, giustamente, che oggi il singolo cittadino \u00e8 chiamato a fare politica attraverso il modo in cui va a fare la spesa, molto pi\u00f9 che attraverso il voto.<\/p>\n<p>La seconda ragione per cui dovremmo imparare a camminare con passo pi\u00f9 leggero sulla Terra, \u00e8 che la Terra non \u00e8 solo una sfera di roccia orbitante nello spazio, ma un essere vivente dotato di anima, come bene avevano visto numerosi filosofi del passato, tra i quali Giordano Bruno: si veda, in particolare, il suo dialogo <em>La cena de la ceneri<\/em>, pubblicata a Londra, ma in lingua italiana, nel 1583 (e specialmente il <em>Dialogo terzo<\/em>).<\/p>\n<p>Al saccente dottor Nundinio, che chiede a Bruno se quest&#8217;anima sia sensitiva, il filosofo nolano risponde audacemente che essa \u00e8 non solo sensitiva, ma anche intellettiva, come quella degli esseri umani; e, forse, ancora pi\u00f9 evoluta (Giordano Bruno, <em>La cena de le ceneri<\/em>, a cura di Marcella Vasconi, Demetra Editrice, Bussolengo di Verona, 1995, pp. 80-82):<\/p>\n<p><em>Consideresi dunque che, come il maschio se muove a la femina e la femina al maschio, ogni erba e animale, qual pi\u00f9 e qual meno espressamente, si muove al suo principio vitale, come al sole e altri astri: la calamita se muove al ferro, la paglia a l&#8217;ambra e finalmente ogni cosa va a trovar il simile e fugge il contrario; tutto avviene dal sufficiente principio interiore per il quale naturalmente viene ad esagitarse, e non da principio esteriore, come veggiamo sempre accadere a quelle cose, che son mosse o contra o extra la propria natura. Muovensi dunquue la terra e gli altri astri secondo le proprie differenze locali dal principio intrinseco, che \u00e8 l&#8217;anima propria. \u00abCredete\u00bb disse Nundinio \u00abche sii sensitiva quest&#8217;anima?\u00bb. \u00abNon solo sensitiva\u00bb rispose il nolano \u00abma anco intellettiva; non solo intellettiva, come la nostra, ma forse anco pi\u00f9\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>E non solo la Terra \u00e8 un essere vivente, dotato di anima, pensiero e sentimento; \u00e8 anche, alla lettera, <em>la nostra madre<\/em>, alla quale siamo debitori per tutto ci\u00f2 che rende possibile, e anche piacevole, la nostra esistenza; concetto espresso con meravigliosa semplicit\u00e0 e chiarezza da San Francesco nel <em>Cantico delle creature:<\/em><\/p>\n<p><em>Laudato s\u00ed, mi signore, per sora nostra matre terra,<\/em><\/p>\n<p><em>la quale ne sustenta et governa,<\/em><\/p>\n<p><em>et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.<\/em><\/p>\n<p>Non rispettare la Terra, significa non rispettare la propria madre: questo deve essere ben chiaro a tutti coloro che vivono con passo pesante, gravando su di lei con una violenza insostenibile, dimentichi di ogni sentimento di gratitudine nei suoi confronti.<\/p>\n<p>Eppure, la gratitudine dovrebbe essere il nostro sentimento dominante nei confronti della Terra, cos\u00ec come dovrebbe esserlo per un figlio nei confronti della propria genitrice.<\/p>\n<p>Ma come si pu\u00f2 parlare di gratitudine verso la Terra e verso i beni che ci dispensa, quando vi sono dei bambini di citt\u00e0 ai quali non \u00e8 stato insegnato che il latte viene dalla mucca, ma che credono che esso sia prodotto dal supermercato?<\/p>\n<p>La terza ragione per cui dovremmo imparare a camminare sulla Terra con passo pi\u00f9 leggero non riguarda i nostri rapporti <em>fisici<\/em> con i nostri simili, con gli altri viventi e con il pianeta sul quale viviamo e che ci dispensa il necessario per sostentarci; bens\u00ec l&#8217;impronta, se cos\u00ec vogliamo chiamarla, spirituale, che lasciamo dietro di noi al nostro passaggio, lungo i sentieri dell&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>Il nostro stile di vita, che si traduce in atti e comportamenti materiali, \u00e8 il frutto di un atteggiamento spirituale che noi assumiamo nei confronti di noi stessi e della realt\u00e0, ossia della nostra filosofia di vita (e tutti ne abbiamo una, sia pure inconsapevole, indipendentemente dai titoli di studio e dalla quantit\u00e0 di libri letti).<\/p>\n<p>Camminare con leggerezza significa, anche, camminare con benevolenza e con mitezza, con disponibilit\u00e0 al dialogo e capacit\u00e0 di perdonare (arte non facile, almeno all&#8217;inizio); e tutte queste cose, moltiplicate per oltre sei miliardi di persone &#8211; tanti sono gli abitanti del nostro pianeta -, imprimono una particolare coloritura all&#8217;atmosfera in cui viviamo.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 pu\u00f2 essere pulita ed efficiente, ma senza amore; pu\u00f2 avere imparato a ridurre i consumi e a smaltire i rifiuti, ma non a favorire la comprensione e l&#8217;apertura fra tutti i suoi membri. E l&#8217;amore, la comprensione e l&#8217;apertura non sono affatto dei bisogni secondari, bens\u00ec dei bisogni assolutamente primari, senza i quali l&#8217;individuo soffre e la societ\u00e0, lentamente, si disgrega.<\/p>\n<p>Dovremmo tenere a mente che ciascuno di noi, per il solo fatto di avere un corpo, occupare uno spazio fisico, essere visibile agli altri (per non parlare di relazioni ben pi\u00f9 profonde di quelle casuali, basate sulla semplice vista reciproca) <em>non \u00e8 mai insignificante, non \u00e8 mai ininfluente rispetto alla vita degli altri.<\/em><\/p>\n<p>Anche se il grado di responsabilit\u00e0 \u00e8 maggiore per chi ricopre funzioni pubbliche o gode di una visibilit\u00e0 mediatica, che raggiunge e influenza milioni e milioni di persone (si pensi a un cantante di musica rock), anche l&#8217;individuo comune esercita un impatto sui propri simili, che \u00e8 pi\u00f9 profondo di quanto generalmente non si creda.<\/p>\n<p>I genitori, ad esempio, esercitano un&#8217;influenza immensa sui propri figli piccoli, e ne portano la responsabilit\u00e0: ogni loro atto e ogni loro comportamento sono suscettibili di esercitare ripercussioni incalcolabili sulla vita futura di essi. Abbiamo detto \u00absulla vita futura\u00bb, non a caso: com&#8217;\u00e8 ormai ampiamente dimostrato, una mamma pu\u00f2 influenzare la salute fisica e l&#8217;equilibrio affettivo del proprio figlio ancor prima di averlo messo al mondo, semplicemente con i suoi comportamenti e con i suoi stati d&#8217;animo durante il periodo della gravidanza.<\/p>\n<p>Ma, se quello dei genitori \u00e8 il caso pi\u00f9 eclatante, bisogna sempre ricordare che ciascuno di noi, ad ogni momento, comunica all&#8217;esterno &#8211; che ne sia consapevole o no &#8211; la qualit\u00e0 dei propri pensieri e dei propri sentimenti, esercitando un influsso che non si pu\u00f2 quantificare, ma che certamente esiste, su coloro che ci stanno intorno, magari casualmente.<\/p>\n<p>Tutto, ripetiamo: <em>tutto<\/em>, contribuisce a esercitare un impatto da parte nostra sugli altri, e da parte altrui su di noi (cfr., in proposito il nostro articolo <em>La tela della nostra vita \u00e8 filata dalla mano altrui, cos\u00ec come l&#8217;altrui lo \u00e8 dalla nostra<\/em>, sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Si prenda un esempio tra i pi\u00f9 semplici: quello dell&#8217;abbigliamento o, nel caso delle donne, del trucco.<\/p>\n<p>Il nostro corpo costituisce, che ci piaccia o no, un elemento del \u00abpaesaggio sociale\u00bb: potr\u00e0 essere oggetto di ammirazione o di ripulsa, raramente di totale indifferenza. In ogni caso, gi\u00e0 per il solo fatto di entrare nel campo visivo dell&#8217;altro, costituisce una sollecitazione, una domanda e, forse, un invito (o un rifiuto; o magari le due cose insieme: tale \u00e8 la complessit\u00e0 dei nostri sentimenti). Ora, questo oggetto del \u00abpaesaggio sociale\u00bb pu\u00f2 essere enormemente potenziato (o, all&#8217;opposto, depotenziato) dal <em>modo<\/em> in cui lo offriamo allo sguardo altrui.<\/p>\n<p>Chi oserebbe affermare, in perfetta buona fede, che il corpo dell&#8217;altro ci lascia indifferenti? Ma il corpo dell&#8217;altro \u00e8, per l&#8217;altro, il nostro stesso corpo; l&#8217;attrazione (o la repulsione) che esso ci ispira, \u00e8 la stessa che noi ispiriamo a lui. Di nuovo: dovremmo essere maggiormente consapevoli delle ripercussioni di tale impatto reciproco della nostra fisicit\u00e0: potrebbero anche rivelarsi di portata incalcolabile, comunque di gran lunga maggiore di quella che avevamo immaginato, sia temendola che desiderandola.<\/p>\n<p>Anche qui, come nel caso dell&#8217;impronta ecologica, dovrebbe valere la regola della proporzionalit\u00e0: il vantaggio che io mi prefiggo da un uso pi\u00f9 o meno marcatamente strumentale del mio corpo, non dovrebbe passare avanti a ogni altro ordine di cose, compreso il possibile danno che posso arrecare all&#8217;altro, in senso morale, turbandolo o esasperandone gli istinti.<\/p>\n<p>Oggi va di moda scandalizzare il prossimo quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile, perch\u00e9 la si ritiene una strategia della seduzione; e quest&#8217;ultima \u00e8 la parola magica che rende lecita qualsiasi cosa (cfr. il nostro articolo <em>Dobbiamo reimparare a indignarci davanti ai seminatori di scandali<\/em>, ancora sul sito di Arianna). E a nessuno viene il dubbio che ci\u00f2 sia male: \u00e8 una manifestazione di libert\u00e0, \u00e8 la libert\u00e0 \u00e8 un diritto pieno e incondizionato. Chi oserebbe metterlo in dubbio, in una societ\u00e0 ove tutti parlano sempre di diritti, e mai di doveri?<\/p>\n<p>Camminare sulla Terra con passo leggero, perci\u00f2, vuol dire anche essere discreti, essere delicati, essere modesti; evitare forme esagerate di protagonismo; astenersi dalle manifestazioni pi\u00f9 invasive e di cattivo gusto del proprio narcisismo.<\/p>\n<p>La Terra, infatti, \u00e8 di tutti e non \u00e8 di nessuno.<\/p>\n<p>Noi, siamo solamente degli ospiti: e dovremmo lasciarla quanto meno in ordine, quando passeremo la mano a chi verr\u00e0 dopo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la maggior parte delle persone di media cultura, e con l&#8217;eccezione dei professori di latino, Marziale non \u00e8 altro che il feroce poeta satirico, il<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-23675","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23675","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23675"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23675\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23675"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23675"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23675"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}