{"id":23672,"date":"2018-02-18T08:55:00","date_gmt":"2018-02-18T08:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/18\/cambio-di-paradigma-nella-chiesa\/"},"modified":"2018-02-18T08:55:00","modified_gmt":"2018-02-18T08:55:00","slug":"cambio-di-paradigma-nella-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/18\/cambio-di-paradigma-nella-chiesa\/","title":{"rendered":"Cambio di paradigma nella Chiesa?"},"content":{"rendered":"<p>A proposito di\u00a0<em>Amoris laetitia<\/em>, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha detto che l&#8217;esortazione\u00a0<em>\u00e8 scaturita da un nuovo paradigma che papa Francesco sta portando avanti con sapienza, con prudenza e anche con pazienza<\/em>. A parte la fastidiosa piaggeria di questi sostantivi, nessuno dei quali \u00e8 sincero e nessuno dei quali rispecchia minimamente la verit\u00e0, perch\u00e9 chiunque pu\u00f2 vedere, ogni giorno, come l&#8217;azione di Bergoglio sia generatrice di confusione, imprudente e precipitosa, oltre che incurante e sprezzante dei sentimenti di milioni di cattolici, il cardinale ha fatto, nella sua foga d&#8217;incensare il falso papa, un clamoroso autogol, laddove ha parlato di cambio di paradigma. I casi sono due: o non sa cosa sia un cambio di paradigma, nel linguaggio filosofico e scientifico, a partire dalla pubblicazione del libro di Thomas Khun\u00a0<em>La struttura delle rivoluzioni scientifiche<\/em>, nel 1962; oppure, se lo sa, non ha provato alcuna vergogna a dire una cosa gravemente eretica.<\/p>\n<p>Un cambio di paradigma \u00e8 una rottura, brusca e irreparabile, con la tradizione, con il suo universo concettuale e persino con le sue forme comunicative, a cominciare dal linguaggio verbale: per cui, quando esso avviene, i sostenitori del nuovo e quelli del vecchio paradigma non arrivano nemmeno pi\u00f9 a capirsi, e dialogano fra sordi, perch\u00e9, nell&#8217;uso delle stesse parole, sottintendono concetti ormai profondamente diversi. Ora, qualsiasi chierichetto che abbia fatto la prima Comunione, sa, o dovrebbe sapere, che la Tradizione della Chiesa, con la lettera maiuscola, non\u00a0 \u00e8 soggetta ad alcun cambiamento, cos\u00ec come non sono modificabili le Scritture, per cui nessun nuovo testo, per quanto ispirato, potr\u00e0 mai aggiungersi al canone della\u00a0<em>Bibbia<\/em>. E siccome la Tradizione e le Scritture sono i due pilastri sui quali si regge la divina Rivelazione, ne consegue che il paradigma, se cos\u00ec lo vogliamo chiamare, della Chiesa cattolica, \u00e8 assolutamente stabile, perfetto, definitivo, non suscettibile della sia pur minima modifica, per la semplice ragione che \u00e8 stato ispirato e voluto da Dio, una volta per tutte, cos\u00ec come esso \u00e8, \u00e8 sempre stato e sempre continuer\u00e0 ad essere, quand&#8217;anche l&#8217;ultimo cristiano scomparisse, o venisse assassinato nel corso di una persecuzione generale.<\/p>\n<p>La Chiesa visibile, infatti, \u00e8 solo una parte, e una piccola parte, della totalit\u00e0 della Chiesa, il corpo mistico di Cristo: oltre ai fedeli oggi viventi, ci sono le anime dei cristiani che si trovano in paradiso e anche quelle del purgatorio, anime sante, bench\u00e9 purganti; per non parlare dei Martiri e dei Santi di ogni tempo, degli Angeli e degli Arcangeli, della Madonna e dello Spirito Santo: perch\u00e9 il capo della Chiesa \u00e8 Cristo, e Cristo, insieme alle altre due Persone della Santissima Trinit\u00e0, veglia su di essa, secondo la sua indefettibile promessa:\u00a0<em>Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo<\/em>\u00a0(<em>Matteo<\/em>, 28, 20). E san Paolo ammonisce tutti i cristiani, a cominciare da se stesso, con queste parole: <em>Se anche noi stessi, o un Angelo dal cielo, vi predicasse un Vangelo diverso\u00a0 da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema!<\/em> (<em>Episola ai Galati<\/em>, 1, 8). Ne consegue che nessuno, assolutamente nessuno, nemmeno il papa, ha la facolt\u00e0 di effettuare un cambio di paradigma nella Chiesa, a nessun livello: n\u00e9 liturgico, n\u00e9 pastorale o disciplinare, e tanto meno teologico e dottrinale.\u00a0<\/p>\n<p>Ma, obietter\u00e0 qualcuno, i cambiamenti ci sono stati: la Chiesa, oggi, non \u00e8 identica a quella dei tempi di san Paolo. Attenzione: ci sono stati cambiamenti nelle forme esteriori, che non coincidono, peraltro, con il concetto di &quot;liturgia&quot;, perch\u00e9 la liturgia non \u00e8 solo forma, ma sostanza della religione; ci sono stati cambiamenti nel modo di annunciare il Vangelo, ma non nei contenuti nel Vangelo, mai, assolutamente: se vi fossero stati, si sarebbe trattato di altrettante eresie. Il paradigma della Chiesa, se cos\u00ec vogliamo chiamarlo, \u00e8 un tutto unico: lo ha detto Ges\u00f9: da esso non pu\u00f2 cadere nemmeno la pi\u00f9 piccola lettera,\u00a0<em>iota unum<\/em>. E infatti, coloro i quali vorrebbero cambiare la Chiesa, e cambiare la sua dottrina, si muovono, con maggiore o minore abilit\u00e0, sul terreno dei modi di annunciare il Vangelo, non certo sull&#8217;annuncio in se stesso; anche se, ultimamente, stanno lasciando cadere la maschera e qualcuno di loro, particolarmente arrogante, o particolarmente impaziente, come il gesuita Sosa Abascal, si spinge a dire che, in assenza di nastri registrasti con la voce autentica di Ges\u00f9 Cristo, non possiamo sapere cosa realmente Egli abbia detto, quando parlava ai suoi discepoli e quando si rivolgeva alle folle.<\/p>\n<p>Il cardinale Parolin passa, o passava, per essere nel numero dei prudenti; ma la sua asserzione sul cambio di paradigma rivela, anch&#8217;essa, o arroganza, o impazienza, come se anche lui non vedesse l&#8217;ora di poter annunciare a chiare note quel che realmente il falso papa Bergoglio sta tentando di fare, e ci\u00f2 per cui \u00e8 stato posto sul soglio di San Pietro, fin dall&#8217;istante della sua elezione: trasformare la vera Chiesa di Cristo in una sua massonica e diabolica contraffazione, distruggerne la dottrina, liquidarne la morale, cos\u00ec da renderla perfettamente funzionale e malleabile ai bisogni del mondo, di quel mondo che ha rifiutato Ges\u00f9 Cristo e che continua, da duemila anni, a rifiutare la sua dottrina e la sua Verit\u00e0, pur fingendo &#8211; e qui sta l&#8217;aspetto diabolico &#8211; di seguirla, ed essendo riuscito ad introdursi al suo interno, non solo, ma ad occuparne le posizioni pi\u00f9 eminenti, con scandalo, danno e pericolo gravissimo per le anime dei fedeli. E che la manovra sia ormai a buon punto, si fa per dire, lo si vede dalla disinvoltura con la quale, ormai da cinquant&#8217;anni, si parla del Concilio Vaticano II come di una <em>rivoluzione liturgica<\/em>, come se non fosse evidente che si tratta di un ossimoro sacrilego, perch\u00e9 nessuna rivoluzione \u00e8 possibile o ammissibile nella Chiesa, e tanto meno una rivoluzione liturgica, dato che la liturgia non \u00e8, come abbiamo detto, solamente la forma esteriore della fede cattolica, ma \u00e8 la sostanza del suo culto e dei suoi Sacri misteri. Per esempio, le parole del Canone, che accompagnano il Sacrifico eucaristico, non sono semplicemente forma, che si pu\u00f2 mutare a piacere: sono anche sostanza, perch\u00e9 dalla fedelt\u00e0 ed esattezza con vengono pronunciate dipende la stessa validit\u00e0 ed efficacia del rito; che \u00e8, non lo si dimentichi mai, un rito divino, cio\u00e8 soprannaturale. E quando, il giorno di Natale, il papa ha impartito ai fedeli, al momento dell&#8217;<em>Angelus<\/em>, una benedizione\u00a0<em>Urbi et orbi<\/em>\u00a0incompleta, mutilata di una parte sostanziale, quella benedizione, ahim\u00e8, non pu\u00f2 aver avuto alcuna efficacia sopranaturale, perch\u00e9 \u00e8 stata abbassata al livello di una parola puramente umana, arbitraria, insufficiente (e poco importa se lo ha fatto volutamente o, cosa purtroppo assai meno probabile, involontariamente, perch\u00e9 quello e solo quello \u00e8 necessariamente il risultato).<\/p>\n<p>Ora il cardinale arcivescovo di Chicago, Blase Cupich, se ne viene fuori a dire una cosa ancor pi\u00f9 grave di quella detta da Parolin: <em>Sono convinto che alcune persone fraintendono &quot;Amoris laetitia&quot; semplicemente perch\u00e9 rifiutano di prendere in considerazione la realt\u00e0 attuale nella sua complessit\u00e0<\/em>. Potrebbe sembrare, di primo acchito, una dichiarazione pi\u00f9 pacata e meno provocatoria di quella di Parolin; tanto pi\u00f9 che le ragioni di quanti non capiscono\u00a0<em>Amoris laetitia<\/em>, n\u00e9 la teologia che l&#8217;ha ispirata a Bergoglio, per lo meno non vengono insultate e denigrate, come suole fare quest&#8217;ultimo, e come non ha mancato di fare neppure alla vigilia del santo Natale. E invece, a parte il fatto che Cupich accusa quelle persone di non stare coi piedi per terra, di non confrontarsi con la realt\u00e0, e quindi, in ultima analisi, di essere dei visionari e dei velleitari, se non proprio degli alienati mentali, la sostanza del suo discorso \u00e8 ancora pi\u00f9 sconcertante e dirompente di quella del segretario di Stato: perch\u00e9 egli dice, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, che il Magistero dovrebbe ispirarsi ai cambiamenti storico-sociali, e, in particolare, che la societ\u00e0 odierna presenta una situazione talmente particolare e complessa, da richiedere un approccio completamente diverso da quello sin qui tenuto dalla Chiesa nei confronti dell&#8217;annuncio evangelico: un cambio di paradigma, appunto. E qui il cerchio si chiude e si torna alla questione di fondo: se sia lecito a chiunque, in nome di qualsiasi principio, e sia pure, in apparenza, bello e condivisibile, operare un cambio di paradigma all&#8217;interno della Chiesa e della sua dottrina, vale a dire una rottura esplicita e deliberata con la Tradizione. Certo, \u00e8 pur vero che da mezzo secolo, cio\u00e8 dai tempi del Concilio, molti cattolici e una bella fetta del clero si muovono pericolosamente sul filo del rasoio: parlando di una <em>ermeneutica della discontinuit\u00e0<\/em> i cattolici progressisti, ad esempio quelli della scuola di Bologna, non si peritano di giocare sul limite estremo d&#8217;un concetto eretico, perch\u00e9 se davvero il Concilio rappresenta una discontinuit\u00e0, allora il cambio di paradigma c&#8217;\u00e8 stato e la Chiesa ha subito una rivoluzione, cio\u00e8 uno snaturamento.<\/p>\n<p>Ma davvero si pu\u00f2 invocare una particolare complessit\u00e0 del mondo moderno, come ragione, o come necessit\u00e0, per un cambiamento radicale nella prassi della Chiesa e nella sua stessa dottrina, specie in campo morale? Davvero la societ\u00e0 ebraica del tempo di Ges\u00f9, o la societ\u00e0 greco-romana del tempo di san Paolo, o la societ\u00e0 europea del tempo di san Francesco, erano relativamente semplici, in confronto al mondo d&#8217;oggi? La Palestina del I secolo, per esempio, con le correnti dei farisei e dei sadducei, con l&#8217;ipocrisia di un clero sempre pi\u00f9 formalista, con le spinte nazionaliste degli zeloti e le sette ascetiche come gli esseni, con il tallone del dominatore romano piantato nella carne, e con i numerosi profeti, o sedicenti tali, che si appellavano alle secolari attese messianiche; e poi ancora le citt\u00e0 siriache e la cultura ellenizzante di alcuni potentati locali, gli influssi delle religioni straniere, della Fenicia, dell&#8217;Egitto, dell&#8217;Asia Minore; e gli enormi squilibri sociali, e la povert\u00e0 disperata delle masse, e il lusso ostentato di sovrani fantoccio, come Erode Antipa, avidi, lussuriosi, crudeli, capaci di far decapitare un uomo venerato dal popolo solo per una ripicca di donne gelose: tutto questo era l&#8217;espressione di una societ\u00e0 semplice? Tuttavia, immaginiamo, per amore d&#8217;ipotesi, che sia esatta l&#8217;affermazione che il mondo moderno \u00e8 enormemente pi\u00f9 complesso di tutti gli altri: per via della tecnologia, e per via di molti aspetti della sua cultura e della sua vita sociale: la scienza sempre pi\u00f9 specialistica, la psicanalisi e la &quot;scoperta&quot; dell&#8217;inconscio, la letteratura del disagio, le filosofie esistenzialiste, situazioniste, storiciste, relativiste e quelle del &quot;pensiero debole&quot;, l&#8217;arte astratta, la pittura informale; e, ancora, la precariet\u00e0 del lavoro, la volatilit\u00e0 dei risparmi, la mobilit\u00e0 forzata della popolazione, i poderosi movimenti migratori e gl&#8217;incessanti rimescolamenti delle identit\u00e0, lo sgretolamento dell&#8217;io, la labilit\u00e0 dei codici e degli stessi valori, insomma la societ\u00e0 &quot;liquida&quot; di cui parla Zygmunt Bauman. Anche ammettendo tutto questo, davvero il Vangelo deve essere piegato e rimodellato sulla misura di tali cambiamenti e di tali complessit\u00e0? Se il mondo moderno si mette a correre sempre pi\u00f9 in fretta, il Vangelo dovr\u00e0 essere annunciato a ritmo di autostrada o, magari, di razzi spaziali? Se il mondo moderno diventa sempre pi\u00f9 liquido, il Vangelo deve liquefarsi, per poter esser credibile? Se il mondo moderno \u00e8 sempre pi\u00f9 sprofondato nell&#8217;edonismo, nel disordine, nella lussuria, il Vangelo deve diventare tollerante, permissivo, e magari anche un po&#8217; libertino, cos\u00ec da poter giungere al cuore delle persone?<\/p>\n<p>Non stiamo forzando le cose e non stiamo volgendo in caricatura il ragionamento dei progressisti: siamo profondamente convinti che, se si adotta la logica secondo cui \u00e8 il Vangelo che si deve adeguare al mondo, e non il mondo che si deve convertire al Vangelo, alla fine ci troveremo fra le mani un vangelo che non \u00e8 pi\u00f9 quello di Ges\u00f9 Cristo, e una chiesa che non ha pi\u00f9 niente a che fare con quella da Lui fondata, e affidata a san Pietro. Il che, se non andiamo errati &#8212; e quanto vorremmo sbagliarci! &#8211; \u00e8 precisamente quello che si sta verificando, un passetto dopo l&#8217;altro, una eresia dopo l&#8217;altra. L&#8217;ultima notizia in tal senso, in ordine di tempo, \u00e8 che nella diocesi di Linz, in Austria, la chiesa locale (e ormai lo scriviamo, volutamente, con la lettera minuscola), per la ricorrenza di San Valentino ha impartito la sua apostolica benedizione anche alle coppie omosessuali; e che, nelle altre diocesi di lingua tedesca, \u00e8 in atto uno scontro ad alto livello, cio\u00e8 con il coinvolgimento di cardinali e arcivescovi, fra la linea che viene descritta dai <em>mass-media<\/em> come conservatrice, mentre \u00e8 semplicemente la linea del Magistero di sempre, ovviamente contraria a simili iniziative, e quella, invece, dei &quot;misericordiosi&quot;, che si richiamano a Bergoglio e, guarda caso, ad <em>Amoris laetitia<\/em>, e che si dovrebbe chiamare, puramente e semplicemente, rivoluzionaria, cio\u00e8 apostatica. Del resto, non \u00e8 cosa ben nota che il falso papa ha inviato la sua pontificale benedizione a una coppia brasiliana di genitori dello stesso sesso, con tre bambini adottati, insomma a una tipica famiglia &quot;arcobaleno&quot;, come le chiamano i gruppi LGBT? E che il vescovo di Porto, monsignor Gino Reali, ha dato il <em>placet<\/em> al battesimo di tre gemelle, nate con la fecondazione in vitro e la maternit\u00e0 surrogata, &quot;figlie&quot; di un&#8217;altra coppia di omosessuali maschi? Sono casi sempre pi\u00f9 frequenti. A Torino, nonostante il penoso <em>dietrofront<\/em> dell&#8217;ultima ora, stava per partire, nei giorni scorsi, un corso per fidanzati gay, tenuto da don Carrega, specializzato nella <em>pastorale degli omosessuali<\/em>. A quando una pastorale per i transessuali, per i necrofili, per gl&#8217;incestuosi, per i pedofili; per i ladri, gli spacciatori, gli assassini; per i piromani, i cleptomani, i depressi, i bipolari? E i malati di mente, sono forse figli di nessuno? A noi, cattolici <em>demod\u00e9<\/em>, risulta che la pastorale non deve <em>accompagnare<\/em> il mondo, ma <em>convertirlo<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A proposito di\u00a0Amoris laetitia, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha detto che l&#8217;esortazione\u00a0\u00e8 scaturita da un nuovo paradigma che papa Francesco sta portando<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[109,157,216,239],"class_list":["post-23672","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-chiesa-cattolica","tag-gesu-cristo","tag-papi","tag-san-paolo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23672","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23672"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23672\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23672"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23672"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23672"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}