{"id":23665,"date":"2016-06-03T09:02:00","date_gmt":"2016-06-03T09:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/03\/vogliono-cambiare-anche-il-padre-nostro-perche-vorrebbero-cambiare-il-vangelo\/"},"modified":"2016-06-03T09:02:00","modified_gmt":"2016-06-03T09:02:00","slug":"vogliono-cambiare-anche-il-padre-nostro-perche-vorrebbero-cambiare-il-vangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/03\/vogliono-cambiare-anche-il-padre-nostro-perche-vorrebbero-cambiare-il-vangelo\/","title":{"rendered":"Vogliono cambiare anche il Padre nostro perch\u00e9 vorrebbero cambiare il Vangelo"},"content":{"rendered":"<p>Sarebbe curioso, e, per certi aspetti, quasi esilarante, se non fosse soprattutto deprimente, osservare con quanta cura e con quanto zelo i cattolici politicamente corretti, progressisti, modernisti, ecumenisti, dialoganti, vaticansecondisti, si stiano affannando a rimuovere tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 fare problema dal loro punto di vista, da tutto ci\u00f2 che rappresenta la Tradizione e quindi, secondo loro, un ostacolo al loro ardente desiderio di apertura e alla loro commovente volont\u00e0 di dialogare con tutti, fino ad assumere le loro posizioni e ad accettare senza riserve le ragioni degli altri, quali che esse siano: di tutti gli altri, ma proprio tutti; tranne, si capisce, i cattolici &quot;tradizionalisti&quot;, meritevoli solo di compatimento o disprezzo.<\/p>\n<p>Una delle pietre d&#8217;inciampo pi\u00f9 fastidiose, ovviamente, \u00e8 data dalla &quot;cattiva&quot; traduzione delle Scritture. Delle due fonti della Rivelazione, la Tradizione e le Scritture, la prima non l&#8217;hanno abolita (di nome), ma solo &quot;attualizzata&quot;: l&#8217;hanno trattata come tradizione con la &quot;t&quot; minuscola, come una cosa puramente umana, dunque modificabile nel tempo, secondo le opportunit\u00e0 (decise da loro, beninteso); per la seconda, hanno mobilitato tute le risorse filologiche possibili e immaginabili, e anche qualcuna di pi\u00f9, allo scopo di modificarla in maniera surrettizia, in apparenza senza toccare nulla di sostanziale, anzi, con la scusa di &quot;migliorarla&quot; (senza neppure cogliere il significato blasfemo di un simile concetto), ma, in realt\u00e0, per cambiare ogni cosa, un poco alla volta.<\/p>\n<p>Uno degli esempi pi\u00f9 chiari ed evidenti \u00e8 la nuova traduzione, voluta dalla Chiesa, niente di meno che della preghiera fondamentale dei cristiani: il <em>Padre Nostro<\/em>. Per duemila anni, i cristiani l&#8217;hanno recitato come ci era stato insegnato da bambini; ma ora sono arrivati i cattolici progressisti, i teologi modernisti alla Enzo Bianchi, e hanno scoperto quel che era sfuggito ai Padri della Chiesa, a 266 papi legittimamente eletti, a una ventina di concili ecumenici e a qualche migliaio di cardinali, vescovi e abati, oltre che a milioni e milioni di religiosi e fedeli laici: e cio\u00e8 che la &quot;vecchia&quot; traduzione dal greco \u00e8 sbagliata, o, quanto meno, gravemente inesatta, e che essa, pertanto, potrebbe provocare turbamento, disagio, imbarazzo, ai cuori semplici dei bravi cattolici. La frase incriminata \u00e8 la seguente: <em>e non c&#8217;indurre in tentazione, ma liberaci dal male<\/em>. Apriti cielo! Dio non pu\u00f2 fare una cosa del genere; e domandargli di non farla, \u00e8 gi\u00e0 una bestemmia. Come potrebbe Dio Padre, che \u00e8 amore e soltanto amore, anche solo essere &quot;sospettato&quot; di volerci indurre in tentazione? E senza aver domandato il permesso al falso prete Enzo Bianchi, poi! Inaudito, inconcepibile!<\/p>\n<p>Ed ecco uno stuolo di zelanti biblisti, esegeti, teologi, tutti rigorosamente aperti, dialoganti, gioiosamente proiettati nello &quot;spirito&quot; del Concilio Vaticano II (che, ovviamente, non ritengono essere stato attuato sino in fondo, inconveniente cui si sentono chiamati a rimediare), scatenarsi e sbizzarrirsi nel fornire una traduzione &quot;migliore&quot; di quel verbo, &quot;indurre&quot; &#8211;\u00a0<em>eisph\u00e9rein<\/em>, il quale diventa\u00a0<em>inducere<\/em>\u00a0nella traduzione di San Girolamo &#8211; che crea tanto disagio nei loro sensibili cuori. Ed ecco che si moltiplicano le parafrasi alternative: <em>non ci mettere in condizione di essere tentati<\/em> (da qualcun altro, \u00e8 chiaro); <em>non permettere che siamo tentati<\/em>; <em>non abbandonarci alla tentazione<\/em>; <em>non lasciarci soccombere<\/em>; oppure, cambiando proprio il senso della frase, <em>non abbandonarci al Maligno<\/em>. Alla fine, la Conferenza Episcopale Italiana si \u00e8 decisa per <em>non abbandonarci alla tentazione.<\/em> Certo che siamo dei cristiani fortunati, noi uomini del terzo millennio; abbiamo quel che i nostri genitori e i nostri avi non possedevano: uno stuolo di esperti e di specialisti bravissimi, capaci di restituire al Vangelo di Ges\u00f9 le parole da Lui veramente pronunciate; fortuna che decine di generazioni non hanno avuto, per cui esse hanno seguitato a recitare un\u00a0<em>Padre nostro<\/em>\u00a0sbagliato, inattendibile, addirittura blasfemo. Perch\u00e9 Dio, si sa, non induce nessuno in tentazione: come sta scritto anche nella <em>Lettera di Giacomo<\/em> (1, 13), in quel passo che i bravi teologi moderni si affrettano a citare ogni volta che si parla di queste cose, per dimostrare come il concetto stesso di un Dio tentatore sia assurdo e non cristiano.\u00a0<\/p>\n<p>E invece no. Quei signori si sono scordati di una cosa essenziale (oltre che di parecchie cose meno essenziali, ma pur sempre importantissime, come la modestia intellettuale, l&#8217;umilt\u00e0, il senso del limite): che non vi \u00e8 corrispondenza fra la mente dell&#8217;uomo e la sapienza di Dio; fra ci\u00f2 che, della Verit\u00e0, l&#8217;uomo pu\u00f2 arrivare a comprendere, e la Verit\u00e0 in se stessa; fra i sentieri dell&#8217;uomo e le strade di Dio. E non se la sono scordata per caso: se la sono scordata a forza di voler abolire la distanza fra Dio e l&#8217;uomo, a forza di voler portare il Vangelo sullo stesso livello di esperienza del &quot;mondo&quot;: dunque, per un peccato di superbia. Lo stesso peccato di Adamo ed Eva: il Peccato originale. Adesso tutti costoro, per voler essere simili a Dio, stanno cercando, da pi\u00f9 di mezzo secolo, di abbassare Dio al livello umano. Ma Dio si \u00e8 gi\u00e0 abbassato da se stesso: si \u00e8 incarnato, si \u00e8 fatto uomo, si \u00e8 lasciato sputacchiare, coronare di spine, flagellare, crocifiggere, trapassare con una lancia, quando era gi\u00e0 morto, o morente. Poi \u00e8 risorto ed \u00e8 tornato al Padre, e ci ha mandato lo Spirito santo. Non sta a noi abbassarlo pi\u00f9 di cos\u00ec; non sta a noi abbassare il contenuto di verit\u00e0 delle sue parole. Lui ha gi\u00e0 parlato, e \u00a0gli evangelisti hanno trascritto le sue parole, e la comunione dei santi le ha ripetute, nella preghiera, per circa due millenni. Se Ges\u00f9 ha insegnato a recitare le parole: <em>e non indurci in tentazione<\/em>, vuol dire che dobbiamo farcene una ragione, che dobbiamo riflettere su di esse, ma senza pretendere di cambiarle, aggiornarle, chiarirle, migliorarle. Il fatto \u00e8 che costoro vorrebbero togliere lo scandalo dal Vangelo e dalla Bibbia: vorrebbero togliere tutto ci\u00f2 che fa problema alla loro mentalit\u00e0 moderna e &quot;misericordiosa&quot; (cio\u00e8 alla loro maniera moderna d&#8217;intendere il concetto di &quot;misericordia&quot;), a cominciare dai miracoli e dal soprannaturale. Sono cattolici adulti e vaccinati, costoro, mica bambini! Non \u00e8 possibile pretendere che si bevano le favolette sugli angeli e sui diavoli, della pesca miracolosa e della moltiplicazione dei pani e dei pesci: \u00e8 ovvio che deve esistere una spiegazione perfettamente razionale di quei fatti, ed \u00e8 ovvio che un cristiano &quot;adulto&quot; la deve trovare e vi si deve attenere.\u00a0<\/p>\n<p>Per esempio: come si fa ad ammettere che Dio abbia realmente chiesto ad Abramo di andare sul Monte Moria e sacrificargli il suo unico figlio Isacco, avuto quando ormai non sperava pi\u00f9 di averlo, e sul quale si concentravano tutte le aspettative del vecchio padre? Solo i teologi del passato, come Kierkegaard, leggevano quell&#8217;episodio in senso letterale; ma i teologi moderni, di certo, non possono. Non possono e\u00a0non devono. <em>Dio non pu\u00f2 aver chiesto una cosa simile<\/em>, essi dicono.\u00a0Se il senso della Bibbia d\u00e0 scandalo, allora si cambia quel senso, e opl\u00e0, il gioco \u00e8 fatto. Via il &quot;timore e tremore&quot; davanti\u00a0a Dio: Dio, si sa, \u00e8 un amicone, un compagnone: perch\u00e9\u00a0si vorrebbe farne uno spauracchio? Quanto alla misericordia, essi pretendono che Dio la intenda come la intendono loro: e cio\u00e8 staccata dalla giustizia. Ma questo non \u00e8 possibile. Senza giustizia, la misericordia diventa perdono all&#8217;ingrosso, liquidazione della bont\u00e0 divina, come gli scampoli di magazzino che vengono svenduti a fine stagione. Diventa buonismo: e il buonismo non \u00e8 una bont\u00e0 spinta all&#8217;estremo, ma la negazione della bont\u00e0: perch\u00e9 la bont\u00e0, se si accompagna alla negazione del male, si rovescia nel suo contrario. Come minimo, diventa complicit\u00e0 col male: \u00e8 complice del male chi nega che il male ci sia. Dio non \u00e8 buonista; non lo \u00e8 stato Ges\u00f9 Cristo, nemmeno mentre, inchiodato sulla croce, pregava:\u00a0<em>Padre, perdona loro, perch\u00e9 non sanno quello che fanno<\/em>.\u00a0Non negava la realt\u00e0 del male: chiedeva perdono per i malvagi. La misericordia di Dio si rivolge a tutti gli uomini, ma non a quelli che la rifiutano, che la disprezzano, che peccano contro lo Spirito santo. Per costoro non c&#8217;\u00e8 misericordia possibile: se ci fosse, sarebbe contraddetta la giustizia di Dio. E non parliamo della &quot;giustizia&quot; nel senso vendicativo, della sanzione da infliggere ai peccatori; parliamo della &quot;giustizia&quot; come rispetto della libert\u00e0 dell&#8217;uomo. Se l&#8217;uomo \u00e8 libero, pu\u00f2 scegliere se dire di s\u00ec a Dio, o se dire di no; pu\u00f2 scegliere fra il bene e il male. Se Dio perdonasse anche a coloro che rifiutano di essere perdonati, non rispetterebbe la loro libert\u00e0: la libert\u00e0 di rifiutarlo. Dio non trascina in Paradiso le anime controvoglia; non fa violenza alle anime perch\u00e9 ricevano il premio. Il premio, infatti, \u00e8 la comunione con Dio: ed esso, per le anime che rifiutano Dio, sarebbe un castigo. E forse \u00a0\u00e8 proprio cos\u00ec, ma in un senso ben diverso, anzi, opposto a quello immaginato dai teologi buonisti: per le anime malvagie, che hanno rifiutato Dio, l&#8217;Inferno \u00e8 il rovescio del Paradiso: \u00e8 il supplizio di ci\u00f2 che invece, per le anime buone, si manifesta come beatitudine.<\/p>\n<p>E adesso torniamo al\u00a0<em>Padre nostro<\/em>. Le parole\u00a0<em>non indurci in tentazione<\/em>, chiarissime nel testo greco del Vangelo, non ammettono trucchi, furberie o manipolazioni: sono fin troppo esplicite. Vanno accettate, e vanno accettate con fede e umilt\u00e0, come tutto il resto. Il credente non dovrebbe chiedersi: <em>Come posso fare per rendere accettabili queste parole alla mia sensibilit\u00e0 di uomo moderno, alla mia mentalit\u00e0 di cristiano &quot;adulto&quot; ed evoluto?<\/em>; bens\u00ec, al contrario: <em>Come posso fare per rendere me stesso piccolo e umile, quanto basta da poter accogliere queste parole, che non mi piacciono, m&#8217;inquietano e mi fanno problema?<\/em> Non \u00e8 il Vangelo che deve adattarsi a noi, ma siamo noi che dobbiamo entrare nel suo spirito; non \u00e8 Ges\u00f9 che deve rimpicciolire i suoi precetti affinch\u00e9 noi facciamo meno fatica a comprenderli e metterli in pratica; siamo noi che dobbiamo chiedergli l&#8217;aiuto per innalzarci verso di Lui. Chi opina diversamente, e vorrebbe capire tutto, spiegare tutto, razionalizzare tutto, si \u00e8 dimenticato del \u00a0Mistero e si \u00e8 dimenticato della Grazia. Umanamente, non possiamo capire tutto, anzi, possiamo capire davvero molo poco; ma, con l&#8217;aiuto della Grazia, possiamo innalzarci abbastanza, non gi\u00e0 da capire, ma da accettare la realt\u00e0 del Misero. L&#8217;uomo resiste all&#8217;accettazione del Mistero quando \u00e8 gonfio di orgoglio, quando pretende di mettersi sullo stesso piano di Dio. E solo se abbandona questa pretesa, solo se si fa piccolo come un bambino, e umile di cuore, solo allora diventa degno di ricevere l&#8217;aiuto divino, mediane il soccorso della Grazia, e di poter gettare uno sguardo fugace sulla Verit\u00e0 abissale, che Dio solo conosce, perch\u00e9 \u00e8 tutt&#8217;uno con Lui; come dice Dante (Paradiso, XXXIII, 124-126):\u00a0<em>O luce etterna che sola in te sidi, \/ sola t&#8217;intendi, e da te intelletta \/ e intendente te ami e arridi<\/em>.\u00a0Dio solo conosce e comprende la Verit\u00e0, perch\u00e9 Dio \u00e8 la Verit\u00e0: possibile che quei signori se ne siano davvero scordai? Il\u00a0dubbio, inevitabilmente, si affaccia alla mente: costoro sono solamente degli sciocchi e dei presuntuosi, o sanno molto bene ci\u00f2 che stanno facendo? E, in tal caso, fin dove vogliono arrivare, e fin dove intendono servire l&#8217;antico Nemico, che si serve della loro presunzione?<\/p>\n<p>Pertanto, se le parole del\u00a0<em>Padre nostro<\/em>\u00a0sono:\u00a0<em>e non indurci in tentazione, ma liberaci dal male<\/em>,\u00a0non c&#8217;\u00e8 altro da fare che prenderle sul serio. Dio ci tenta, dunque, o ci pu\u00f2 tentare, e noi Lo preghiamo di non farlo; ma in che senso dobbiamo intendere la cosa? Partiamo dalla premessa che la sapienza di Dio \u00e8 incommensurabile rispetto alla nostra. Per noi, un soggetto \u00e8, o non \u00e8, direttamente responsabile di una certa azione: non esiste una terza possibilit\u00e0. Ma di quale azione si tratta? Che altro significa <em>tentare<\/em> qualcuno, se non metterlo alla prova? La vita, per il cristiano, \u00e8 tutta una prova, e quindi una continua tentazione: ogni qualvolta noi vorremmo sottrarci al nostro dovere, che poi \u00e8 il dolce\/gravoso dovere dell&#8217;amore, passando attraverso la sofferenza della croce, stiamo subendo una tentazione. Chi \u00e8 che ci tenta? Perfino Ges\u00f9, nell&#8217;Ora suprema, laggi\u00f9, nell&#8217;Orto degli olivi, fu messo alla prova; cos\u00ec come era stato messo alla prova al principio della sua vita pubblica, quando il Diavolo venne da Lui, nella solitudine del deserto, e cerc\u00f2 di approfittare della sua debolezza dovuta al lungo digiuno. Ges\u00f9 ha assunto su di s\u00e9 la condizione umana fino in fondo, in tutta la sua fragilit\u00e0, tentazione compresa. Tanto da dire al Padre suo, agonizzando e sudando sangue e acqua (probabile indizio di un infarto): <em>Padre, se \u00e8 possibile, che passi da me questo calice.<\/em> Sono le parole pi\u00f9 &quot;umane&quot; che Ges\u00f9 abbia mai pronunciato; cos\u00ec come il suo gesto pi\u00f9 &quot;umano&quot; era stato quello di piangere davanti alla tomba del suo amico Lazzaro. Un gesto e una frase al limite della debolezza, se si vuole. Ma subito si era ripreso, e aveva aggiunto: <em>Tuttavia, sia fatta la Tua volont\u00e0, non la mia.<\/em> E con ci\u00f2 ha indicato la strada a noi tutti. Aver paura di non farcela, di non essere all&#8217;altezza, di non superare la prova, \u00e8 umano: ci \u00e8 passato anche Ges\u00f9, il Redentore. Possiamo e dobbiamo passarci anche noi. Ma subito un Angelo scese dal Cielo a confortarlo; e anche questa \u00e8 una certezza, per il credente: che non sar\u00e0 lasciato solo da Dio, nel momento della prova. Il credente, deve fidarsi. Questa \u00e8 la fede.<\/p>\n<p>Si direbbe che questo fardello, che \u00e8 anche una fonte d gioia, sia diventato troppo difficile da portare per i cristiani moderni. Abituati sonnecchiare e a vivere di compromessi; abituati ad andare d&#8217;accordo col mondo, ad assecondare lo spirito del mondo, e a vedersi perfino applauditi quando dicono s\u00ec al mondo (cosa perfettamente logica, dal punto di vista del mondo; ma niente affatto da quello del Vangelo), non se la sentono di affrontare il rischio della fede, il paradosso della fede. Vorrebbero le certezze anticipate. Vorrebbero piacere al mondo, e intanto non dispiacere a Dio. Ma Dio sa quello che fa. Se noi siamo sottoposti alla prova; se siamo tentati; se siamo <em>vagliati come il grano<\/em>, non ci accade nulla di diverso da quanto Ges\u00f9 ha profetizzato per i suoi seguaci, rassicurandoli, per\u00f2, nello stesso tempo, sul fatto che non li lascer\u00e0 soli, che mander\u00e0 loro lo Spirito di verit\u00e0 e di consolazione, il Paraclito. Se siamo tentati, siamo tentati per il bene: perch\u00e9 Dio \u00e8 amore. L&#8217;amore di Dio, per\u00f2, non \u00e8 paragonabile a quello degli uomini: sa essere dolcissimo, ma anche severo; sa carezzare, ma anche scuotere con forza. L&#8217;amore di Dio non \u00e8 una sdolcinatezza per signorine romantiche: \u00e8 invito alla Verit\u00e0; e la Verit\u00e0 \u00e8 dura, se non si \u00e8 preparati ad affrontarla. Nessuno di noi \u00e8 del tutto preparato: di qui sorge la necessit\u00e0 di un aiuto soprannaturale, della Grazia, che illumini e sostenga quanti si affidano a Dio. Ma Dio sostiene gli uomini nel modo che Lui solo conosce, non nel modo che vorrebbero essi. Ecco il grande equivoco, il grande malinteso: pensare che Dio ci debba amare come sappiamo amare noi; ma la misura dell&#8217;amore di Dio per noi \u00e8 talmente immensa, infinita, che noi non arriveremo mai a comprenderne neppure una milionesima parte.<\/p>\n<p>Un carissimo amico, grande credente e grande uomo, ci ha detto, una volta, che non vuole sentirsi un bambino al cospetto di Dio, e che, per questo motivo, si ritiene non indegno di prendere l&#8217;Ostia consacrata con le mani. Noi pensiamo che nessuna mano, che non sia stata consacrata mediante il sacerdozio, \u00e8 degna di farlo: perch\u00e9 il sacerdote, nel momento dell&#8217;Eucarestia, \u00e8 Cristo medesimo; il fedele, no. A quel carissimo amico vorremmo ricordare che Ges\u00f9 stesso ha detto: <em>Se non diverrete piccoli come questi bambini, non entrerete nel regno dei Cieli<\/em>. Non vi \u00e8 nulla di scandaloso nel farsi piccoli, nel ritornare come bambini davanti al mistero abissale dell&#8217;amore e della sapienza di Dio. Ed \u00e8 davvero un mistero abissale: come pu\u00f2 Dio amarci, cattivi come siamo? Eppure ci ama e continua a chiamarci a s\u00e9; se ci smarriamo, ci viene a cercare, come il Buon Pastore; e, quando ci ha trovati, ci prende sulle spalle e ci riporta a casa Lui stesso. Per\u00f2 una cosa ci chiede, e dobbiamo farla da soli: di aver fede in Lui. E non c&#8217;\u00e8 altro modo di aver fede, che quello di farsi simili a dei bambini fiduciosi: perch\u00e9, intellettualmente parlando, noi non arriveremo mai a capire perch\u00e9 Dio ci ami, n\u00e9 come ci ami, n\u00e9 come Egli sappia, possa e voglia colmare la distanza infinita che ci separa da Lui. <em>State contenti, umana gente, al quia;\/<\/em> &#8212; dice ancora Dante &#8211; <em>ch\u00e9, se potuto aveste veder tutto,\/ mestier non era parturir Maria<\/em> (<em>Purgatorio<\/em>, III, 37-39)&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sarebbe curioso, e, per certi aspetti, quasi esilarante, se non fosse soprattutto deprimente, osservare con quanta cura e con quanto zelo i cattolici politicamente corretti, progressisti,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,117],"class_list":["post-23665","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23665","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23665"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23665\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23665"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23665"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23665"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}