{"id":23639,"date":"2012-04-06T09:19:00","date_gmt":"2012-04-06T09:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/06\/ce-un-modo-infallibile-per-valutare-una-persona\/"},"modified":"2012-04-06T09:19:00","modified_gmt":"2012-04-06T09:19:00","slug":"ce-un-modo-infallibile-per-valutare-una-persona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/06\/ce-un-modo-infallibile-per-valutare-una-persona\/","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 un modo infallibile per valutare una persona"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un modo pressoch\u00e9 infallibile per capire chi si ha di fronte, per valutare una persona e farsi un&#8217;idea di quale stoffa sia fatta: concederle un pezzettino di potere, anche minimo; oppure osservarla quando le circostanze le offrono la possibilit\u00e0 di esercitare una qualche forma di potere, sia pur minimo, sugli altri.<\/p>\n<p>La persona di valore non cambier\u00e0 affatto il suo tratto nei confronti del prossimo; se era una persona semplice, rimarr\u00e0 semplice; se era discreta, rimarr\u00e0 discreta; se era modesta, rimarr\u00e0 modesta; se, invece, non possedeva alcuna di queste qualit\u00e0, ma semmai il difetto opposto, allora tender\u00e0 ad accentuare tali difetti: se era superba, lo sar\u00e0 ancora pi\u00f9 di prima; se era invadente, se era vanitosa, allora raddoppier\u00e0 l&#8217;invadenza e la vanit\u00e0.<\/p>\n<p>Vi sono posizioni di potere, anche modeste, che hanno uno statuto istituzionale: il sindaco di una citt\u00e0, anche di modeste dimensioni; il comandante di una nave; il preside di una scuola; il primario di un reparto ospedaliero; il capostazione; il direttore di un ufficio; il caporeparto di una fabbrica; esse conferiscono una autorit\u00e0 riconosciuta anche in sede giuridica.<\/p>\n<p>Altre posizioni di potere non sono ufficialmente riconosciute come tali e nondimeno lo sono, a tutti gli effetti: il potere del denaro, il potere della bellezza, il potere della maggiore et\u00e0 ed esperienza (nei confronti dei bambini) ed anche il potere della cultura, il potere della forza fisica (specialmente in ambienti particolari, ad esempio una prigione o un riformatorio), il potere dell&#8217;abilit\u00e0 tecnica o di quella sportiva, rispetto a chi ne \u00e8 sprovvisto.<\/p>\n<p>Infine, cosa non meno importante, vi \u00e8 il rapporto di potere che si instaura a livello affettivo: nella coppi; tra genitori e figli (e non solo da parte dei primi sui secondi); tra due amici o in un gruppo di amici; tra parenti di secondo o terzo grado; tra persone sane e persone malate, sia in un quadro istituzionale di tipo sanitario, sia all&#8217;interno delle famiglie (e anche qui, non sempre con vantaggio delle prime: si pensi a un figlio drogato che maltratta e terrorizza i genitori anziani, per farsi consegnare del denaro).<\/p>\n<p>Le forme pi\u00f9 sottili di potere non sono sempre le pi\u00f9 evidenti, ma possono essere le pi\u00f9 imperiose: il potere del ricatto affettivo, ad esempio, specie se inconsapevole o solo parzialmente consapevole, pu\u00f2 essere enorme, devastante, specie se si esercita in una situazione atta ad amplificarlo, vuoi per delle circostanze esterne particolarmente difficili, vuoi per la particolare sensibilit\u00e0 o dipendenza del soggetto che lo subisce.<\/p>\n<p>Come pu\u00f2 difendersi dal ricatto affettivo un bambino sensibile, che apparentemente \u00e8 quanto mai fortunato, perch\u00e9 riceve una immensa quantit\u00e0 di amore da sua madre, mentre invece egli subisce una costante, implacabile pressione, al fine di piegarlo e ridurlo a docile strumento della volont\u00e0 di lei, rendendolo incapace di decisioni autonome e di una propria vita affettiva? Talvolta i danni di simili situazioni si manifestano a distanza di anni, ma possono condizionare l&#8217;intera vita di una persona, impedendole per sempre di conquistare la padronanza di se stessa.<\/p>\n<p>La persona che tende ad abusare del potere che possiede si qualifica da s\u00e9: il suo piacere consiste nell&#8217;esercitare una qualche forma di dominio e ci\u00f2 significa che essa, dietro la maschera del potere, non \u00e8 che un&#8217;anima insicura, fragile, poco fiduciosa in se stessa e poco propensa a ritenere che gli altri la possano apprezzare per quello che \u00e8, indipendentemente dal suo ruolo. Forse si vuole anche poco bene, perch\u00e9, se cos\u00ec non fosse, riuscirebbe a convivere serenamente con stessa, accettando i propri limiti e le proprie insufficienze. Invece ha un bisogno compulsivo di imporsi, di sovrastare, di dirigere e controllare gli altri; vuole essere in posizione tale da poterli giudicare, senza essere giudicata a sua volta; non riesce neanche a concepire di poter essere lei giudicata, perch\u00e9 ci\u00f2 significherebbe anche poter essere rifiutata e, dunque, avere la prova provata della propria inadeguatezza e della propria insufficienza.<\/p>\n<p>Attenzione: non sempre chi ama il potere, vuole anche esibirlo; non sempre \u00e8 cos\u00ec stupido o cos\u00ec ingenuo da volerne fare sfoggio, da vantarsene in mezzo agli altri, s\u00ec da attirarsi le gelosie e le invidie di chi \u00e8 rimasto indietro.<\/p>\n<p>Vi sono delle persone che preferiscono stringere in pugno la sostanza del potere, lasciando ad altri le apparenze; si tengono defilate, quasi nascoste; non emergono se non quando \u00e8 strettamente necessario e poi rientrano volentieri dietro le quinte; per\u00f2 non mollano mai la presa, non abbassano mai la guardia, non si concedono la bench\u00e9 minima distrazione, consapevoli che il potere logora chi non ce l&#8217;ha.<\/p>\n<p>Non ha importanza se si tratta di un potere grande o piccolo: pu\u00f2 essere la guida di un vasto impero, cos\u00ec come di una famiglia anonima; di un immenso complesso industriale o finanziario, cos\u00ec come di una piccola azienda o di un piccolo negozio: che differenza fa? Quel che conta \u00e8 il potere, non la sua quantit\u00e0 oggettivamente misurabile: per una formica, salire su un monticello di terra \u00e8 come, per un essere umano, scalare un&#8217;alta montagna.<\/p>\n<p>Siccome il grande potere \u00e8 sotto gli occhi di tutti, di solito si immagina che le lotte per conquistarlo, occulte o palesi, siano pi\u00f9 accanite o, comunque, pi\u00f9 interessanti di quelle che hanno luogo per conquistare una posizione di potere piccola o piccolissima; ma \u00e8 un errore. Come osservava Marco Aurelio, l&#8217;imperatore stoico, un ragno si fa bello perch\u00e9 ha preso una mosca, un legionario romano perch\u00e9 ha catturato un sarmata: ma ci\u00f2 che muove entrambi \u00e8 lo stesso meccanismo.<\/p>\n<p>E non basta.<\/p>\n<p>Vi sono anche delle persone che si attaccano alle falde di un uomo importante non solo in vita, ma pure dopo la morte di quello: ne pronunciano l&#8217;orazione funebre, ne curano la pubblicazione delle opere, creano fondazioni per perpetuarne la memoria; in breve, costruiscono la loro carriera sulle spalle del morto, vivendo di vita riflessa, riuscendo comunque a guadagnare una certa visibilit\u00e0, un certo spazio. Non \u00e8 detto che lo facciano con spirito interessato, possono anche farlo con il massimo del disinteresse: sta di fatto che loro, senza il culto che essi stessi contribuiscono a creare, non sarebbero assolutamente nulla; mentre cos\u00ec, bene o male, diventano qualcuno: l&#8217;intermediario autorizzato fra il defunto e il resto del genere umano.<\/p>\n<p>Non denigriamoli: costoro rappresentano una specie assai utile e, forse, perfino necessaria. Che ne sarebbe della memoria storica, senza di essi? Quante cose non andrebbero perdute, dimenticate, annientate? Loro, metodici e pazienti, fedeli e adoranti, tenaci e indefessi, conservano tutto, raccolgono tutto, valorizzano tutto: magari uno scarabocchio del famoso pittore, magari un appunto insignificante dell&#8217;illustre filosofo. Spesso sono le mogli o le sorelle; quasi mai le amanti, cui la societ\u00e0 non riconoscerebbe un ruolo pubblico, tanto meno il ruolo di custodire la memoria del venerato maestro.<\/p>\n<p>Difficile dire quanta sincerit\u00e0 e quanto calcolo vi siano in queste vestali della memoria, in queste sacerdotesse del ricordo, in queste devote e inconsolabili leonesse accovacciate sulla tomba del caro estinto, pronte a mordere chiunque vi si avvicini in atteggiamento meno che umile, a gridare alla profanazione e alla blasfemia. Rispetto a tale sacra missione, \u00e8 cosa secondaria se, in vita, fecero del loro meglio per rendere amara e infelice la vita del grand&#8217;uomo: che cosa furono quei pochi anni di esistenza terrena, di fronte alla gloria di un ricordo immortale?<\/p>\n<p>A maggior ragione tali sacerdotesse meritano la nostra inestinguibile riconoscenza, se esse furono le uniche, o quasi le uniche, a credere nella genialit\u00e0 del loro congiunto; se furono le sole, o quasi le sole, a scommettere su di lui, quando sembrava che nessun altro al mondo si fosse accorto della sua esistenza. In tal caso, esse possono vantare anche il merito di aver visto giusto, di aver visto lontano: pi\u00f9 lontano degli intellettuali di professione, con il loro intuito affettuoso e con la loro inesauribile dedizione.<\/p>\n<p>Non sempre, comunque, le sacre vestali sono donne; possono essere anche uomini. Se la fama di Nietzsche \u00e8 stata tramandata e custodita da sua sorella, Elisabeth (e quante ne hanno dette su di lei, povera donna che amava suo fratello come sapeva e come poteva, e che se ne prese cura per dieci anni, allorch\u00e9 lui ebbe smarrito la ragione), quella di Schopenhauer riposa in gran parte sui meriti di un suo devotissimo e indefesso &quot;apostolo&quot;, Arthur H\u00fcbscher.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo, dopo la sua morte, ha ottenuto perfino il privilegio eccezionale di essere inumato nella stessa tomba del suo adorato maestro. Altro che la fedelt\u00e0 del cane Argo, che attese per vent&#8217;anni il ritorno del suo padrone Ulisse, e poi gli stramazz\u00f2 morto ai piedi: morto di felicit\u00e0 e di vecchiaia; questa s\u00ec che \u00e8 fedelt\u00e0 canina.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 riferito da Anacleto Verrecchia nella sua prefazione ai \u00abColloqui\u00bb di Arthur Schopenhauer (Milano, Rizzoli, 1995, pp. 55-56):<\/p>\n<p>\u00abSchopenhauer soleva chiamare &quot;evangelisti&quot; i suoi primi seguaci. Bene, un evangelista in tal senso \u00e8 stato anche Arthur H\u00fcbscher, morto quasi novantenne il 10 aprile del 1985. Anzi potremmo addirittura definirlo una specie di san Paolo della filosofia di Schopenhauer, alla quale ha dedicato la sua lunghissima vita. I fatti lo dimostrano: ha diretto fino all&#8217;ultimo lo &quot;Schopenhauer Jahrbuch&quot; fonte inesauribile di notizie sul grande filosofo, ha curato l&#8217;edizione critica di tutti gli scritti, compreso l&#8217;epistolario, e ha dato prestigio internazionale alla &quot;Schopenhauer Gesellschaft&quot;, di cui \u00e8 stato per moltissimi anni presidente. e non parliamo dei tanti congressi da lui organizzati. Insomma H\u00fcbscher, con la penna, con la parola e con l&#8217;azione, ha contribuito pi\u00f9 di qualsiasi altro a diffondere il verbo del &quot;Buddha occidentale&quot;.<\/p>\n<p>Non deve meravigliare, dunque, che alla fine gli dessero una medaglia con la sua immagine da un lato e quella di Schopenhauer dall&#8217;altro. Se mai si potrebbe discutere su quale fosse il recto e quale il verso di quella medaglia, ma sono questioni di lana caprina che lasciamo volentieri ai pedanti. Pi\u00f9 complicato \u00e8 il seguito.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 capitare a tutti che, a furia di studiare un autore, si finisca per identificarsi in un modo o nell&#8217;altro con lui. Nel caso di H\u00fcbscher, per\u00f2, l&#8217;identificazione con Schopenhauer si \u00e8 spinta fin nell&#8217;aldil\u00e0. Da dieci anni, infatti, il cimitero di Francoforte sul Meno riserva una grande sorpresa al visitatore: Arthur H\u00fcbscher \u00e8 sepolto nella stessa tomba di Arthur Schopenhauer! E non basta, perch\u00e9 su un lato della pietra tombale viene ricordato anche il figlio di H\u00fcbscher: si chiamava Christian e mor\u00ec prematuramente, povero giovane, lontano da casa.<\/p>\n<p>L vedova di Arthur H\u00fcbscher, alla quale voglio molto bene, mi ha detto che il comune di Francoforte, concedendo il permesso per quella insolita sepoltura binario, ha voluto dare un segno di riconoscimento per suo marito. E questo \u00e8 indubbiamente vero. Nessuno potrebbe negare i grandi meriti di Arthur H\u00fcbscher come studioso e apostolo di Arthur Schopenhauer. Era anche molto umano e signorile, sempre disposto ad aiutare quelli che si rivolgevano a lui per una ricerca o per un consigli. Io che gli fui amico, ne so qualche cosa.<\/p>\n<p>Tuttavia mi chiedo: se l&#8217;esempio di Francoforte diventasse una regola, se in altre parole l&#8217;occuparsi di un autore comportasse automaticamente anche il diritto di riposargli accanto per l&#8217;eternit\u00e0, che ne sarebbe delle tombe e dei cimiteri dove son sepolti personaggi famosi? Non c&#8217;\u00e8 dubbio: verrebbero letteralmente sconvolti.\u00bb<\/p>\n<p>In conclusione, si pu\u00f2 dire che le persone di valore, di norma, non cercano il potere; se lo cercano, \u00e8 solo per metterlo al servizio degli altri; ma, finch\u00e9 possono, se ne tengono alla larga.<\/p>\n<p>Questo crea una situazione paradossale: perch\u00e9 gli uomini e le donne peggiori, al contrario, non solo non cercano in alcun modo di evitare il potere, grande o piccolo che sia, ma fanno tutto quanto sta in loro per accaparrarselo, con le buone o con le cattive: evidentemente, si ritengono degni di esercitarlo e pensano che nessuno lo potrebbe fare meglio di loro.<\/p>\n<p>Ne consegue che, quanto al potere, \u00e8 continuamente in atto una selezione alla rovescia: chi non ne sarebbe degno, perch\u00e9 meschino e interessato, fa di tutto per impadronirsene; mentre chi lo sarebbe, se ne tiene lontano. Una ulteriore difficolt\u00e0 \u00e8 dovuta al fatto che l&#8217;esercizio del potere richiede una certa attitudine al comando, cosa in s\u00e9 non cattiva: ma che si trova pi\u00f9 spesso negli individui peggiori che nei migliori.<\/p>\n<p>Come se ne esce? Non esiste una vera e propria soluzione, si tratta di una delle tante aporie della vita sociale. L&#8217;ideale sarebbe che i migliori uscissero, almeno un poco, dalla loro riservatezza e che esercitassero almeno un po&#8217; di potere: se non altro, per impedire che lo facciano sempre i peggiori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un modo pressoch\u00e9 infallibile per capire chi si ha di fronte, per valutare una persona e farsi un&#8217;idea di quale stoffa sia fatta: concederle un<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-23639","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23639","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23639"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23639\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23639"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23639"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23639"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}