{"id":23634,"date":"2019-05-03T08:42:00","date_gmt":"2019-05-03T08:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/03\/ce-stato-un-tempo-ma-ora-no\/"},"modified":"2019-05-03T08:42:00","modified_gmt":"2019-05-03T08:42:00","slug":"ce-stato-un-tempo-ma-ora-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/03\/ce-stato-un-tempo-ma-ora-no\/","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 stato un tempo; ma ora no"},"content":{"rendered":"<p>E cos\u00ec, anche noi in Italia abbiano il nostro padre James Martin; probabilmente non ne abbiano uno, o due, o tre, ma decine e centinaia. Comunque, quanto a visibilit\u00e0 mediatica, abbiamo il nostro James Martin: il nostro bravo prete progressista, inclusivo, senza pregiudizi, aperto, dialogante e missionario, nel senso che va verso gli altri, li comprende, li accompagna, li benedice: in questo caso, gli altri come omosessuali. Ma sono ancora &quot;altri!&quot;, poi? Stando alle cronache di papa Francesco e della sua contro-chiesa, non si direbbe affatto; al contrario; si direbbe che gli &quot;altri&quot; siano i veri cattolici, gli ultimi moicani, circondati, assediati, denigrati, disprezzati, mal sopportati, invitati ad andarsene, a sparire, a nascondersi per la vergogna, loro e i loro biechi pregiudizi, chiusi, egoisti, duri come il marmo, <em>musi lunghi<\/em>, <em>signore e signora piagnisteo<\/em>, <em>facce da sottaceto<\/em>, <em>cristiani ipocriti<\/em>, come li chiama, molto caritatevolmente e molto misericordiosamente, il pi\u00f9 caritatevole e il pi\u00f9 misericordioso di tutti i neocristiani e neocattolici, il signor Bergoglio, in arte papa Francesco. Piccolo particolare, questi ultimi cattolici, che sono &quot;altri&quot; per la contro-chiesa bergogliana, sono anche gli unici verso i quali non val la pena di andare, non \u00e8 il caso di accompagnarli, tanto meno di dialogare, e per parlare di che cosa, poi? Non val neanche la pena di rispondere, se son loro a parlare e a formulare, pensa un po&#8217; che sfacciati, delle domande. L&#8217;esempio vien sempre dal signore vestito di bianco che in arte si fa chiamare papa Bergoglio, quando cio\u00e8 fa il buffone sulle pubbliche piazze e fin dentro le chiese, quando bacia i piedi agli uomini e protende il deretano in aria, quando lava i piedi ai migranti ma non piega mai le ginocchia davanti al Santissimo: ha forse risposto ai <em>dubia<\/em> legittimi e rispettosi dei quattro cardinali? Ha risposto alla <em>Correctio filialis<\/em> dei teologi e dei sacerdoti? Ha risposto a monsignor Vigan\u00f2 e al suo documentato dossier? Sta ora rispondendo alle lettera aperta di settanta studiosi che si rivolgono ai vescovi, accusandolo apertamente di eresia pervicace e sistematica? E ha mai spiegato ai Francescani e alle Francescane dell&#8217;Immacolata di quale colpa si sono macchiati, di quale delitto si devono vergognare, e per quale ragione era giusto chiudere il loro seminario e trattarli come degli untori, come degli appestati? No, mai: lui non si abbassa a rispondere; e cos\u00ec fanno i suoi seguaci, i suoi tirapiedi, i suoi valletti e i suoi suggeritori. Insomma, avete capito di chi stiamo parlando, chi \u00e8 il nostro James Martin, il nostro uomo di Dio che sfida le convenzioni e che, come Ges\u00f9 non si curava d&#8217;esser criticato ad accettare inviti a cena dai pubblicani, cos\u00ec lui non si vergogna di tenere un corso di fedelt\u00e0 per persone omosessuali: Gianluca Carrega biblista, scrittore, sacerdote della diocesi di Torino, il quale, incaricato dall&#8217;arcivescovo Cesare Nosiglia della &quot;pastorale per gli omosessuali&quot; (che roba \u00e8?), dopo aver dovuto rinunciare l&#8217;anno sorso per la resistenza imprevista degli ultimi moicani, degli ultimi scocciatori, degli ultimi duri di cuore, i quali non vogliono capirla che la dottrina \u00e8 un <em>optional<\/em> e che tutto ci\u00f2 che conta \u00e8 la pastorale, e che la pastorale \u00e8 accogliere, ascoltare, medicare, come gli infermieri d&#8217;un ospedale da campo in quella perenne battaglia che \u00e8 la vita (ma non battaglia del bene contro il male: battaglia delle passioni disordinate e lasciate in libert\u00e0), quest&#8217;anno ce l&#8217;ha fatta e ha tenuto il suo bravo corso di fedelt\u00e0 per fidanzati gay. Ma in fondo, tutto questo \u00e8 logico ed era prevedibile, se non fossimo stati tutti quanti assonnati, pigri e ben contenti di lasciarci carezzare gli orecchi dalla musica della neochiesa, dolce e cantabile come una poesia di Sandro Penna. \u00c8 dal Vaticano II che la pastorale vien fatta prevalere sulla dottrina: certo, all&#8217;inizio nessuno osava dirlo, per\u00f2 era sottinteso: per quale altra ragione convocare un concilio senza alcuna ragione dottrinale, senza alcuna verit\u00e0 da chiarire, ma solo e unicamente per esigenze di <em>aggiornamento pastorale<\/em>? Lo scopo era questo, e lo stiamo vedendo ora: cambiare lentamente ma inesorabilmente la dottrina, cio\u00e8 la fede cattolica, grazie a una pastorale fondata su concetti ingannevoli come dialogo, ecumenismo, inclusione e accompagnamento, uno pi\u00f9 falso e strumentale dell&#8217;altro perch\u00e9 sprovvisti del requisito essenziale: la verit\u00e0 <em>di<\/em> Ges\u00f9 Cristo, la verit\u00e0 che <em>\u00e8<\/em> Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p><em>In un convento di suore<\/em> (\u00e8 a questo che servono i conventi? \u00c8 per questo che le suore ci vanno? ed \u00e8 per questo che i fedeli li sostengono economicamente con le loro offerte, vedi otto per mille e donazioni private?), nel capoluogo piemontese i fidanzati gay possono frequentare un corso di fedelt\u00e0 e preparazione alla vita insieme, sotto la guida di Gianluca Carrega, colui che non teme i pregiudizi, il sacerdote che sa andare verso gli altri, sa accompagnarli, sa capirli e si guarda bene dal discriminarli. Qualche perla della sua teologia morale? Eccola, tratta dal suo sito internet:<\/p>\n<p><em>Nelle citt\u00e0 pagane Paolo si trova di fronte a un fenomeno che non ha gli strumenti per comprendere. Lo considera una devianza. Ma non ha mai conosciuto una coppia omoaffettiva: non possiamo giudicare con categorie moderne quello che allora non esisteva&quot;. (&#8230;) Paolo e Ges\u00f9 vivono in un&#8217;epoca precisa, non si possono estrapolare testi e non contestualizzarli.<\/em><\/p>\n<p>Capito? San Paolo era un povero ebreo ignorante, imbottito di pregiudizi, perch\u00e9 non aveva esperienza del mondo delle grandi citt\u00e0 ellenistiche, nelle quali la sodomia e la pederastia erano cose bellissime e raffinatissime (il che, fra le altre cose, \u00e8 falso, perch\u00e9 Paolo era di Tarso, che era una citt\u00e0 di medie dimensioni, largamente ellenizzata e nella quale i pagani vivevano come a Sardi, a Efeso, a Nicomedia, a Corinto, ad Atene; e quindi la cultura pagana, lui, la conosceva benissimo, compresi i suoi vizi capitali, dei quali parla con piena cognizione di causa nella <em>Lettera ai Romani<\/em>). Se fosse stato un po&#8217; meno rozzo e incivile, se fosse stato solo po&#8217; pi\u00f9 <em>viveur<\/em>, se avesse frequentato qualche volta le palestre e le saune, gli anfiteatri e i mercati, a certe cose avrebbe fatto l&#8217;abitudine e avrebbe smesso di essere cos\u00ec bigotto, moralista e contadino. Quanto a Ges\u00f9&#8230; beh, qui perfino don Carrega ha un attimo di esitazione, non \u00e8 mica una cosa da nulla dire che Ges\u00f9 si era sbagliato perch\u00e9 non aveva conosciuto le meraviglie delle coppie omoaffettive; un&#8217;ombra di ritegno si \u00e8 frapposta per un istante, ma solo per un istante, e poi via, superato anche questo scoglio, e via col vento in poppa: le parole di Ges\u00f9 non si possono estrapolare, vanno contestualizzate, Lui parlava in un&#8217;epoca precisa, in un ambiente preciso. Cose gi\u00e0 sentite, vero? C&#8217;\u00e8 un&#8217;aria di famiglia in questo discorso. E infatti: sono le stesse parole, gli stessi argomenti, gli stessi concetti gi\u00e0 espressi gloriosamente da padre Sosa Abascal, il nuovo generale dei gesuiti, il quale se la prendeva con quel bigotto del cardinale Gerhard M\u00fcller, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, reo di aver ribadito il Magistero sul tema dell&#8217;indissolubilit\u00e0 matrimoniale. Ma Ges\u00f9, dice Sosa, parlava a un uditorio preciso, in un contesto preciso: per carit\u00e0, non si pu\u00f2 mica decontestualizzare! E come Sosa voleva arrivare a mettere in bocca a Ges\u00f9 Cristo la dottrina opposta a quella che riferiscono i <em>Vangeli<\/em>, cio\u00e8 che si pu\u00f2 benissimo divorziare, cos\u00ec ora don Carrega vuol mettere in bocca a Ges\u00f9 Cristo un&#8217;altra idea diametralmente opposta a quella che i <em>Vangeli<\/em> gli attribuiscono, sul tema della sodomia. Perch\u00e9 non \u00e8 vero, come molti credono, che Ges\u00f9 non ne ha mai parlato; ne ha parlato, invece, l\u00e0 dove ha detto (<em>Mt<\/em>, 10, 11-15):<\/p>\n<p><em>In qualunque citt\u00e0 o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e l\u00ec rimanete fino alla vostra partenza. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.\u00a0Se quella casa ne sar\u00e0 degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sar\u00e0 degna, la vostra pace ritorni a voi.\u00a0Se qualcuno poi non vi accoglier\u00e0 e non dar\u00e0 ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella citt\u00e0 e scuotete la polvere dai vostri piedi.\u00a0In verit\u00e0 vi dico, nel giorno del giudizio il paese di S\u00f2doma e Gomorra avr\u00e0 una sorte pi\u00f9 sopportabile di quella citt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Il che significa, a meno di pensare che Ges\u00f9 fosse totalmente privo di logica e che parlasse come un mentecatto, senza saper costruire un ragionamento, che Sodoma e Gomorra, per Lui, cio\u00e8 il peccato di sodomia, era e restava, come insegnato dalla Legge mosaica, un peccato gravissimo, uno dei pi\u00f9 gravi che sia dato immaginare; ma che esiste un peccato perfino pi\u00f9 grave di quello, che consiste nel respingere il suo Vangelo, cio\u00e8 nel rifiuto deliberato della Verit\u00e0 (con buona pace della <em>Dignitas humanae<\/em>, che leva un inno alla libert\u00e0 religiosa: perch\u00e9 no, non esiste libert\u00e0 religiosa nel senso di poter rifiutare deliberatamente il Vangelo, come non esiste la libert\u00e0 di peccare).<\/p>\n<p>E come a Torino ora c&#8217;\u00e8 il prete che tiene corsi di affettivit\u00e0 e che insegna la fedelt\u00e0 ai fidanzati gay, cos\u00ec nel Mediterraneo, a bordo di una delle navi di Luca Casarini, quelle che vanno a prendere i migranti sulle coste della Libia e poi li scaricano nei nostri porti, c&#8217;\u00e8 un altro prete, giovane e con la faccia da bravo ragazzo, il quale dichiara alla stampa, senza fare una piega, che il Vangelo \u00e8 l\u00ec, a bordo di quella nave. Che bella frase, vero? Il prete, fresco fresco di seminario, venticinque anni appena, si chiama don Mattia Ferrari, viene dalla diocesi Modena e ha la benedizione di ben tre vescovi: Lorefice di Palermo, Castellucci di Modena e Zuppi di Bologna (mentre per scomunicare don Minutella, reo di esser troppo cattolico, o forse cattolico con troppa veemenza, ne \u00e8 bastato uno solo, Lorefice). Peccato che quella frase sia uno slogan totalmente vuoto, che non vuol dir nulla. Il Vangelo \u00e8 dovunque ci sono due o tre riuniti nel none di Ges\u00f9, anzi, perfino dove ce n&#8217;\u00e8 uno solo. \u00c8 sulle navi e sulla terraferma; \u00e8 fra i lontani e fra i vicini; fra i ricchi e fra i poveri; fra i giovani e fra i vecchi. Ma non \u00e8 che ci sia pi\u00f9 Vangelo sulle navi di Casarini che prendono a bordo i cosiddetti migranti, d&#8217;accordo con gli scafisti libici. Anzi, il Vangelo non c&#8217;\u00e8 affatto, se i preti che piacciono a Bergoglio non parlano affatto del Vangelo di Ges\u00f9, non benedicono neppure i fedeli per non spiacere ai non cattolici (del resto, si sa che Dio non \u00e8 cattolico; quindi, dove sta il problema?), e quanto ai seguaci delle altre religioni, come i migranti, che sono quasi tutti islamici, guai a parlar loro di Ges\u00f9 Cristo, ma quando mai!, sarebbe una indelicatezza inaudita, non vi pare? E allora il bene supremo (e massonico) della libert\u00e0 religiosa, dove andrebbe a finire? No, mai: non si deve predicare Ges\u00f9, non si deve cerar di convertire: \u00e8 contrario alle buone maniere. Lo sanno tutti che Ges\u00f9, ai suoi apostoli, diceva di andar nei villaggi e nei paesi a predicare la solidariet\u00e0, l&#8217;inclusione, il dialogo; li ammoniva a non creare muri, a non escludere alcuno, ad astenersi dal fare il suo Nome, per non disgustare i pagani: non \u00e8 vero? Certo che siamo pronti, ormai, a mandar gi\u00f9 anche simili discorsi, visto che il signore vestito di bianco dice sempre che Ges\u00f9, Giuseppe e Maria erano dei migranti, erano dei profughi, e quindi accogliere i migranti \u00e8 accogliere Ges\u00f9. Ma quando mai Ges\u00f9 ha prescritto di prendere a bordo i migranti? Quando mai Ges\u00f9 era un migrante? Queste sono le fregnacce che il signore argentino travestito di bianco di ci rifila da sei anni, ma sarebbe ora che i veri cattolici gli dicessero: Eh, ma cosa stai dicendo? Con quale diritto stai falsificando il Vangelo, stai fabbricando un Ges\u00f9 che non esiste, fatto a misura della tua contro-chiesa (e meno male che bisogna sempre contestualizzare!), un Ges\u00f9 che piace a Scalfari e a Bonino, cio\u00e8 un Ges\u00f9 massone, che non ha pi\u00f9 niente di cristiano?<\/p>\n<p>Ebbene: c&#8217;\u00e8 stato un tempo, fino a qualche anno fa, in cui ci sembrava che con questi preti, con questi vescovi, con questo teologi, con questi &quot;cattolici&quot; progressisti, inclusivi e vaticansecondisti, bisognasse comunque parlare, cercar di capirli e di farsi capire. Forse, pensavamo, sbagliano in buona fede; forse c&#8217;\u00e8 un equivoco di fondo, un malinteso; forse, sforzandosi di ascoltare, si arriver\u00e0 a un qualche risultato. Poi, un po&#8217; alla volta, abbiamo dovuto ricrederci. Pi\u00f9 che i discorsi, pi\u00f9 che le azioni, \u00e8 stata la mimica facciale: \u00e8 stato quel sorrisetto, quel sorrisetto di superiorit\u00e0 che hanno stampato sulla faccia mentre dicono gli spropositi pi\u00f9 grossi, le eresie pi\u00f9 invereconde, le bestemmie pi\u00f9 rivoltanti. Il sorrisetto che si vede sulla faccia di don Paolo Scquizzato, sulla faccia di don Gianluca Carrega, lo stesso che si vede sulla faccia di Sosa Abascal e di James Martin. Loro hanno capito, noi no. Loro sanno cosa disse Ges\u00f9 Cristo, noi no. Loro sono giunti al cuore dell&#8217;Amore, noi no. Perci\u00f2 sorridono: sorridono della nostra ignoranza, della nostra rozzezza, della nostra superstizione. Ed \u00e8 stato quel sorrisetto, sempre uguale, con quella sfumatura di disprezzo, con quell&#8217;aria di serenit\u00e0, propria di chi \u00e8 nel vero e nel giusto, e va avanti anche se gli altri non capiscono e non sono persuasi; \u00e8 quel sorrisetto che ci ha fatto cambiare idea. C&#8217;\u00e8 stato un tempo in cui volevamo confrontarci, cercar di capire e di farci capire. Poi abbiamo capito che non c&#8217;\u00e8 niente da capire: che con loro non esiste dialogo possibile, ma non per nostra cattiva volont\u00e0, bens\u00ec perch\u00e9 la loro intenzione non \u00e8 quella di annunciare il Vangelo di Ges\u00f9, ma un altro vangelo, con la minuscola, che piace al mondo e dice al peccatore: <em>Resta pure nel tuo peccato, non ti preoccupare; va bene cos\u00ec, va bene lo stesso<\/em>. Un contro-vangelo diabolico, satanico, fatto per trascinare le anime all&#8217;inferno. Che se lo tengano. Non c&#8217;\u00e8 dialogo possibile fra noi e loro. Lasciamoli coi loro sorrisetti di tranquilla superiorit\u00e0: loro s\u00ec che sanno apprezzare la tenerezza dell&#8217;affettivit\u00e0 omofila; noi, no&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E cos\u00ec, anche noi in Italia abbiano il nostro padre James Martin; probabilmente non ne abbiano uno, o due, o tre, ma decine e centinaia. 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