{"id":23633,"date":"2022-09-29T01:29:00","date_gmt":"2022-09-29T01:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/09\/29\/ce-scienza-non-amore-nel-dio-matematico-di-galilei\/"},"modified":"2022-09-29T01:29:00","modified_gmt":"2022-09-29T01:29:00","slug":"ce-scienza-non-amore-nel-dio-matematico-di-galilei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/09\/29\/ce-scienza-non-amore-nel-dio-matematico-di-galilei\/","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 scienza non amore nel dio matematico di Galilei"},"content":{"rendered":"<p>Nel corso del tempo la cultura laicista e anticattolica ha gonfiato la figura storica di Galileo Galilei allo scopo di fare di lui non solo il padre nobile della scienza moderna, ma anche l&#8217;archetipo del sapiente perseguitato in maniera irragionevole da una Chiesa cattolica oscurantista, ignorante e sorpassata. Ma \u00e8 proprio cos\u00ec? Galilei \u00e8 stato davvero il fondatore della scienza moderna? E le ragioni del suo processo sono state davvero di tipo teologico?<\/p>\n<p>Osserva in proposito, con molto equilibrio, Pietro Emanuele (da: P: Emanuele, <em>Nel meraviglioso mondo della filosofia<\/em>, Piemme, 1995, pp. 111-114):<\/p>\n<p><em>\u00c8 degno di nota che la Chiesa abbia condannato Galilei per la sua astronomia eterodossa, ma non abbia preso posizione di fronte alla sua teoria, indubbiamente insolita, per cui Dio prima ancora di essere amore \u00e8 anzitutto un supremo calcolatore. Se si accetta la sua posizione Dio finisce con l&#8217;essere un Demiurgo che deve la sua potenza soprattutto alla propria eccellenza matematica. A differenza infatti del Demiurgo platonico del &quot;Timeo&quot;, non \u00e8 suddito di altre potenze ma il suo imperio \u00e8 di carattere decisamene intellettuale.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa posizione, mentre intellettualizza Dio, rischia insieme di divinizzare l&#8217;uomo. Per Galilei infatti l&#8217;uomo \u00e8 in grado di calcolare e di giungere a possedere certezze assolute. Esse sono di natura matematica, e chi le possiede, si trova, per lui, ad avere una sicurezza intellettuale non diversa da quella posseduta da Dio. Galilei ne deduce che la mente umana sia opera di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma questa deduzione pu\u00f2 scaturire solo da una filosofia di tipo galileiano. Non \u00e8 che Galilei abbia fissato prima l&#8217;idea di un Dio matematico e poi ne abbia ricavato la medesimezza sostanziale tra la mente umana e quella divina, ma succede l&#8217;inverso. Galilei privilegia la matematica perch\u00e9 \u00e8 convinto che la lingua in cui \u00e8 scritta la natura sia una lingua matematica e che ci\u00f2 induca a postulare che anche il suo creatore non possa che avere una mene matematica. Il suo punto di partenza non \u00e8 quindi teologico, ma naturalistico. Come scrive Cassirer, \u00abl&#8217;accordo generale tra matematica e natura \u00e8 per lui una convinzione soggettiva, anteriore a ogni riflessione filosofica\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Per questo Galilei non \u00e8 un teologo, per quanto teorizzi la struttura della mente divina. \u00c8 solo dopo aver scoperto che i caratteri della natura sono \u00abtriangoli, cerchi e altre figure geometriche\u00bb che egli viene a sostenere una corrispondenza necessaria, bench\u00e9 non dimostrabile, fra le strutture della mente umana, quelle matematiche della realt\u00e0 e quelle della mente divina. Ci\u00f2 non toglie che egli possa anche parlare non pi\u00f9 da filosofo ma da uomo di fede quando afferma che la mente umana \u00e8 opera di Dio, tuttavia anche le due esternazioni dalla prospettiva del credente sono pervase dallo stupore per il potere scientifico dell&#8217;uomo:\u00abQuando io vo considerando quante e quanto meravigliose hanno intese, investigate ed operate gli uomini, pur chiaramente conosco io ed intendo esser la mente umana opera di Dio, e delle pi\u00f9 eccellenti\u00bb (&quot;Dialogo sopra i due massimi sistemi&quot;, in &quot;Opere&quot;, ed. naz. Firenze, 1890-1909, VII, 130).<\/em><\/p>\n<p><em>Indubbiamente asserzioni del genere sono pi\u00f9 tipiche del filosofo che dello scienziato. Manca infatti la cautela scientifica che dovrebbe sempre aver presente la provvisoriet\u00e0 delle conquiste della scienza. Tuttavia i suoi erano tempi di grandi conquiste, ed \u00e8 comprensibile che Galilei non dubitasse che i caratteri matematici del libro della natura fossero immutabili. Di qui la sua opzione di considerarsi un &quot;filosofo geometra&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Quanto all&#8217;eventuale accusa di irriverenza che poteva rivolgersi a questa divinizzazione del pensiero matematico dell&#8217;uomo, Galilei pensava di ovviarvi con la sua dentizione fra &quot;conoscenza intensiva&quot; e &quot;conoscenza estensiva&quot;. \u00c8 solo da un punto di vista intensivo, cio\u00e8 della qualit\u00e0 della conoscenza, che l&#8217;uomo conosce come Dio, cio\u00e8 con certezza assoluta. Invece dal punto di vista dell&#8217;estensivit\u00e0 la conoscenza umana \u00e8 sempre progressiva e incompleta; a differenza dell&#8217;onniscienza divina. Dove originalit\u00e0 di Galilei concerne la conoscenza intensiva, poich\u00e9 egli non esita qui a sottoscrivere quell&#8217;imperialismo del pensiero che giunge a omogeneizzare la mente divina a quella dell&#8217;uomo.\u00abdi quelle poche cose intese dall&#8217;intelletto umano credo che cognizione agguagli la divina nella certezza obiettiva, poich\u00e9 arriva a comprendere la necessit\u00e0\u00bb (cit., p. 129).<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;entusiasmo di Galilei per la ma tematizzazione dell&#8217;universo non deriva soltanto dal carattere di certezza della matematica, ma anche dalla soddisfazione che offre allo specialista di possedere formule ignote al profano in grado di svelar importanti segreti della realt\u00e0. \u00e8 come se il matematico possedesse la combinazione della cassaforte della natura. Finch\u00e9 procede matematicamente il filosofo possiede la stessa certezza della divinit\u00e0. In questo senso Einstein diceva che \u00abDio non gioca a dadi\u00bb. In quanto la sua conoscenza non \u00e8 mai aleatoria. Altrettanto vale per l&#8217;uomo, e se pu\u00f2 incorrere in errore, si tratta solo di un errore di calcolo.<\/em><\/p>\n<p><em>Avanzare l&#8217;idea che i numeri siano la chiave di tutto, la spiegazione di ogni angolo della natura, trasferisce implicitamente la ma tematizzazione sul terreno del gioco. Questo pu\u00f2 accrescere il senso di soddisfazione che anima il matematico, pu\u00f2 per\u00f2 provocargli le reazioni negative di chi non accetti l&#8217;idea che il filosofo possa conoscere praticando un gioco. Galilei \u00e8 andato incontro a due critiche di questo genere. La prima \u00e8 di padre Mersenne, il quale pur concedeva che la matematizzazione galileiana fosse un gioco bellissimo di \u00abcorrispondenze e di combinazioni atto a deliziare le menti pi\u00f9 eccellenti, ma ammoniva che i dogmi della fede dovevano rimanere estranei ad esso.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Una seconda critica \u00e8 invece provenuta non da preoccupazioni teologiche ma scientifiche. \u00c8 quella di Husserl nella &quot;Krisis&quot;: per il tipo di scientificit\u00e0 auspicato da Husserl la matematica ha valore soltanto se \u00e8 legata alle cose. Averla trasformata in una logica formale simile a un mero gioco ha portato Galilei a una concezione superficiale della funzione della scienza, la quale in lui \u00abprocede in un modo che non \u00e8 sostanzialmente diverso da quello del gioco delle carte o degli scacchi\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ma come, dir\u00e0 qualcuno, preoccupazioni scientifiche? Ma se Galilei \u00e8 il fondatore della scienza moderna! Cos\u00ec, almeno, ci \u00e8 stato insegnato sui banchi di scuola di ogni ordine e grado, e ripetuto fin nelle aule universitarie. E su che cosa si basa l&#8217;asserzione che Galilei \u00e8 il padre della scienza moderna? Se lo si domanda a qualsiasi studente, questi prontamente risponder\u00e0: perch\u00e9 \u00e8 stato il fondatore del metodo sperimentale! Dunque, prima di Galilei, gli scienziati non facevano esperimenti? Aristotele non faceva esperimenti? Ma lasciando da parte tale questione, siamo proprio sicuri che Galilei fondasse il suo lavoro di scienziato sul metodo sperimentale, da lui stesso teorizzato? Purtroppo le cose non stanno cos\u00ec: la sua straordinaria arroganza e disinvoltura lo esimevano dal fare ci\u00f2 che affermava essere indispensabile per qualunque serio lavoro scientifico. La venerazione incondizionata dei posteri ha fatto il resto.<\/p>\n<p>Scrive Federico Di Trocchio, <em>Le bugie della scienza. Perch\u00e9 e come gli scienziati imbrogliano<\/em>, Milano, Mondadori, 1993, pp. 12-20):<\/p>\n<p><em>Quegli esperimenti fondamentali con i quali Galileo chiuse la bocca agli scienziati aristotelici, e che a scuola ci hanno indicato come le pi\u00f9 \u00a0perfette esemplificazioni del metodo sperimentale, non sono mai stati fatti. Come se non bastasse, con un&#8217;arroganza paragonabile \u00a0a quella di chi lo voleva tacitare a suon di processi, \u00a0Galileo sosteneva che non era neppure importante farli veramente. \u00a0Uno degli esperimenti che lo stesso Galilei ammette esplicitamente di non aver fatto \u00e8 quello della nave, che sta a fondamento del cosiddetto principio di relativit\u00e0 galileiana secondo il quale i fenomeni fisici avvengono nello stesso modo sia che si svolgano sulla terraferma che su una nave in movimento, a condizione che la nave si muova di moto rettilineo uniforme. [&#8230;] Ora Galilei di fatto non aveva mai realizzato \u00a0quell&#8217;esperimento, ma quel che \u00e8 peggio ribatte con arroganza \u00a0al suo interlocutore [Simplicio, nel &quot;Dialogo sopra i due massimi sistemi&quot;] che non se ne mostrava convinto: &quot;Io senza esperienza son sicuro \u00a0che l&#8217;effetto seguir\u00e0 come vi dico perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 necessario che segua&quot;. \u00a0Come dire: &quot;\u00c8 inutile fare l&#8217;esperimento, se ve lo dico io dovete credermi&quot;. E&#8217; evidente che questo modo di procedere non corrisponde affatto all&#8217;idea di metodo sperimentale \u00a0che ci \u00e8 stata insegnata fin dal liceo n\u00e9 tanto meno all&#8217;ideale di correttezza etica e metodologica dello scienziato. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Ma questo della nave non \u00e8 n\u00e9 l&#8217;unico n\u00e9 il pi\u00f9 importante \u00a0degli esperimenti che Galilei non fece. Il pi\u00f9 noto \u00e8 quello del lancio delle sfere dall&#8217;alto della torre di Pisa e il pi\u00f9 importante \u00e8 quello del piano inclinato. Il primo, quello della torre, doveva confutare la teoria di Aristotele secondo la quale gli oggetti cadono con una velocit\u00e0 che \u00e8 proporzionale al loro peso: Aristotele pensava insomma che due mattoni legati insieme cadono con una velocit\u00e0 doppia di un solo mattone. Secondo il racconto del suo allievo Vincenzo Viviani, Galileo, volendo dimostrare che non era affatto cos\u00ec, sal\u00ec sulla torre di Pisa&quot; con l&#8217;intervento degli altri lettori e filosofi e di tutta la scolaresca&quot; e &quot;con replicate esperienze&quot; dimostr\u00f2 che &quot;la velocit\u00e0 dei mobili dell&#8217;istessa materia, disugualmente gravi, movendosi per un istesso mezzo, non conservano altrimenti la proporzione della gravit\u00e0 loro, assegnatagli da Aristotele, anzi che muovon tutti con pari velocit\u00e0&quot;. I due mattoni legati insieme insomma arrivano a terra esattamente nello stesso istante in cui ci arriva il mattone solo. Nel 1935 L. Cooper scrisse un libro intitolato &quot;Aristotle, Galileo, and the tower of Pisa&quot; nel quale sosteneva che non esiste alcun&#8217;altra traccia o documento che testimoni che quest&#8217;esperienza sia stata effettivamente fatta e gli studiosi di storia della scienza sono inclini a ritenere che in realt\u00e0 sia solo un&#8217;invenzione. [&#8230;.]. Negli anni Sessanta George Gamow, uno dei padri della fisica contemporanea, continuava a sostenere che &quot;per provare la veridicit\u00e0 delle sue conclusioni, Galileo fece cadere dalla torre pendente di Pisa due sfere, una di legno e una di ferro, e gli increduli spettatori presenti si poterono convincere che esse toccavano il suolo nello stesso istante. Le ricerche storiche tendono ad escludere che questa dimostrazione pubblica abbia mai avuto luogo e affermano che essa rappresenta solo una fantasiosa leggenda; e non \u00e8 nemmeno certo che Galileo abbia scoperto a legge del pendolo mentre assisteva alla messa nel duomo di Pisa. Ma, in un modo o nell&#8217;altro, egli certamente esegu\u00ec queste esperienze, o facendo cadere oggetti di peso diverso dal tetto di casa sua o facendo oscillare, magari nel suo cortile, una pietra appesa a una corda.&quot; Gamow insomma sosteneva che prima o dopo, in un modo o nell&#8217;altro, Galileo deve aver fatto per forza quell&#8217;esperimento. Egli per\u00f2 non tiene minimamente conto del fatto che, anche se cos\u00ec fosse stato, il risultato sarebbe stato diverso da quello riferito nella leggenda. Nel 1978 infatti due studiosi, C. G. Adler e B. Coulter, si sono presi la briga di rifare l&#8217;esperimento e hanno scoperto che le due palle arrivano a terra con uno scarto di tempo non tanto ampio da soddisfare la teoria aristotelica ma abbastanza per confutare l&#8217;idea di Galileo della contemporaneit\u00e0. Essi sostenevano anche che, in quelle condizioni sperimentali, sarebbe stato possibile per gli aristotelici modificare la teoria in modo da includere la spiegazione di quel risultato. Ben pi\u00f9 compromettente \u00e8 la vicenda del famoso esperimento con il piano inclinato, sulla base del quale Galileo formul\u00f2 la legge del moto uniformemente accelerato s = \u00bd at ^2^ , la quale afferma che nel moto uniformemente accelerato gli spazi percorsi sono proporzionali ai quadrati dei tempi impiegati a percorrerli. [&#8230;] Peccato che l&#8217;esperimento che Galileo sostiene di aver fatto &quot;ben cento volte&quot; non sia stato fatto nemmeno una volta e che le precise misurazioni fossero frutto della sua immaginazione. Un contemporaneo e corrispondente di Galilei, il padre Marino Mersenne, tent\u00f2 infatti di ripetere l&#8217;esperimento e scopr\u00ec che in quelle condizioni era impossibile ottenere i risultati numerici riferiti da Galileo. I casi erano dunque due: o Galilei non aveva mai compiuto l&#8217;esperimento oppure non aveva riferito con esattezza i risultati trovati. Naylor ha concluso che, come gi\u00e0 suggeriva Koyr\u00e9, Galileo nella maggior parte dei casi non seguiva affatto il metodo sperimentale del quale venne ritenuto il padre e che in particolare usava gli esperimenti non tanto per arrivare a individuare le leggi fisiche, quanto piuttosto per confermarle a posteriori, al che aggiungeva talora anche una ulteriore trasgressione allo sperimentalismo quando costringeva i dati numerici ottenuti in esperimenti veri o supposti ad adattarsi per forza alla legge che aveva in mente. Come ha sostenuto William R. Shea: &quot;Questa \u00e8 un&#8217;accusa molto seria perch\u00e9 presuppone che Galileo era non solo poco sincero nel proporre un metodo che poteva non conseguire i risultati aspettati, ma decisamente fraudolento nel sostenere di essere riuscito a produrre delle prove che erano al di fuori della sua portata. Se ci si chiede da che cosa nascessero queste mistificazioni di Galilei si scopre che esse non erano dovute soltanto a quella disinvoltura morale che gli ha rimproverato Paul Feyerabend ma anche alla necessit\u00e0 di sopperire in qualche modo alla mancanza di strumenti di misurazione e apparati sperimentali affidabili. Strumenti e apparati indispensabili per passare, secondo una felice espressione di Koyr\u00e9, \u00abdal mondo del pressappoco all&#8217;universo della precisione\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Perci\u00f2, delle due l&#8217;una: o Galilei \u00e8 il padre della scienza moderna per qualche altra ragione; oppure si pu\u00f2 dire, al massimo, che egli ha teorizzato la bont\u00e0 del metodo sperimentale, astenendosi, quanto a s\u00e9, dal metterlo in pratica, perch\u00e9 era talmente sicuro di avere la verit\u00e0 in tasca da non ritenere necessaria sottoporsi allo stesso metodo che prescriveva agli altri. In entrambi i casi, la figura di Galilei esce alquanto ridimensionata dall&#8217;alone di leggenda che hanno voluto cucirgli addosso: e resta un uomo dalla mentalit\u00e0 cos\u00ec poco scientifica, da formulare le leggi fisiche senza bisogno di fare gli esperimenti. Salvo dire a tutti, mentendo, che gli esperimenti li aveva fatti, e che avevano pienamente confermato la sua teoria.<\/p>\n<p>Questo era l&#8217;uomo che oltre a voler essere il padre della &quot;scienza nuova&quot; volle anche insegnare ai teologi come si deve pensare Dio; che Dio \u00e8 un grande matematico, perch\u00e9 la natura \u00e8 scritta in caratteri matematici; e che siccome l&#8217;uomo pu\u00f2 comprendere la natura per mezzo di strumenti matematici, allora, per analogia, anche la mente di Dio deve funzionare come quella dell&#8217;uomo. Da ci\u00f2 la sua rocciosa sicurezza che una verit\u00e0 matematica \u00e8 tale per l&#8217;uomo quanto lo \u00e8 per Dio: e che se pure Dio le conosce tutte, nondimeno l&#8217;uomo, entro l&#8217;ambito del finito, pu\u00f2 conoscere le cose con il suo stesso grado di assoluta certezza. Cio\u00e8 che non vi \u00e8 una differenza qualitativa (lui dice <em>intensiva<\/em>) fra l&#8217;uomo e Dio, ma solo quantitativa (o <em>estensiva<\/em>), perch\u00e9 Dio sa tutto, mentre l&#8217;uomo sa solo qualche cosa. Ci\u00f2 ha tre grosse implicazioni di natura non scientifica, ma teologica: che noi sappiamo come &quot;funziona&quot; la mente di Dio, perch\u00e9 nel grande meccanismo della natura tutto risponde a leggi predeterminate, e perci\u00f2 risalendo dalle leggi alla loro origine (Aristotele diceva la <em>causa prima<\/em>) si evince che Dio \u00e8 il primo a doversi sottomettere ad esse; che Dio e uomo sono della stessa sostanza intellettuale; che Dio si manifesta essenzialmente come ragione, e pi\u00f9 precisamente come ragione strumentale e calcolante. Che posto ha in questo quadro l&#8217;amore di Dio? Che posto hanno la creazione, l&#8217;Incarnazione del Verbo, la Passione, la Morte e Resurrezione di Ges\u00f9 Cristo? Nessuno, assolutamente. E Maria Vergine, nel cui seno il Figlio si \u00e8 incarnato? E gli Angeli, e i Santi? Assolutamente nessuno.<\/p>\n<p>A ben guardare, si potrebbe dire che l&#8217;Inquisizione, &#8211; ragionando, sia chiaro, dal <em>suo<\/em> punto di vista &#8212; fece a Galilei il processo sbagliato. Lo giudic\u00f2 e lo condann\u00f2 per la sua teoria scientifica &#8212; non sua, in effetti, ma di Copernico &#8212; perch\u00e9 egli la volle affermare senza averne le prove. Proprio lui, il preteso padre della scienza sperimentale, voleva che il sistema copernicano fosse creduto per fede: la sola e unica prova da lui addotta, il flusso delle maree, era solennemente sbagliata. Oltretutto, il modello copernicano e galileiano del cosmo era sbagliato anch&#8217;esso, sia perch\u00e9 concepiva le orbite dei pianeti come delle circonferenze, e non come delle ellissi, sia soprattutto perch\u00e9 non sospettava minimamente che il Sole non se ne sta immobile al centro dell&#8217;universo, ma si muove anch&#8217;esso, insieme al suo sistema, intorno al centro della Galassia, alla bella velocit\u00e0 di 220 chilometri al secondo. Tuttavia, che uno scienziato voglia esser creduto allorch\u00e9 propone una teoria radicalmente rivoluzionaria, ma non ha le prove per sostenerla, dovrebbe essere una faccenda che riguarda la comunit\u00e0 scientifica e non la Chiesa cattolica.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che riguarda la Chiesa cattolica \u00e8 la teologia. E se qualcuno, magari uno scienziato di gran nome, che &quot;spende&quot; la sua autorevolezza scientifica in un ambito che non \u00e8 il suo, ma dei teologi (si veda la famosa lettera a don Benedetto Castelli e si tenga presente che queste lettere galileiane non erano una mera corrispondenza privata, ma venivano fatte circolare ampiamente) pretende di sapere come pensa la mente di Dio e definisce la natura divina in base a tale pretesa, decisamente la cosa dovrebbe riguardarla. Non stiamo dicendo, naturalmente che sarebbe stato <em>giusto<\/em> che la Chiesa processasse Galilei per le sue idee teologiche piuttosto che per quelle scientifiche, ma che sarebbe stato <em>logico<\/em>. Sbagliando bersaglio, si \u00e8 attirata la fama (immeritata) di nemica giurata della scienza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso del tempo la cultura laicista e anticattolica ha gonfiato la figura storica di Galileo Galilei allo scopo di fare di lui non solo il<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30193,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[48],"tags":[88,117,141,151],"class_list":["post-23633","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-matematica-e-fisica","tag-albert-einstein","tag-dio","tag-filosofia","tag-galileo-galilei"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-matematica-e-fisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23633","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23633"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23633\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30193"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23633"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23633"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23633"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}