{"id":23628,"date":"2020-12-19T11:31:00","date_gmt":"2020-12-19T11:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/12\/19\/ce-bisogno-della-verita-come-dellaria-per-respirare\/"},"modified":"2020-12-19T11:31:00","modified_gmt":"2020-12-19T11:31:00","slug":"ce-bisogno-della-verita-come-dellaria-per-respirare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/12\/19\/ce-bisogno-della-verita-come-dellaria-per-respirare\/","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 bisogno della verit\u00e0 come dell&#8217;aria per respirare"},"content":{"rendered":"<p>La cultura relativista e materialista in cui siamo nati e cresciuti ci ha familiarizzati con l&#8217;idea che la verit\u00e0 non solo non \u00e8 raggiungibile, ma non \u00e8 nemmeno desiderabile; che la pretesa di averla e di mostrarla equivalga a un tentativo di violenza sugli altri, ciascuno dei quali ha diritto alla <em>sua<\/em> verit\u00e0; insomma che l&#8217;assenza di una verit\u00e0 condivisa, certa, assoluta, sia la miglior garanzia per il buon funzionamento della societ\u00e0 e il rispetto della democrazia, la quale non tollera che arrivi qualcuno a dire: <em>Adesso vi dico io come stanno in realt\u00e0 le cose<\/em>, perch\u00e9 tale pretesa sarebbe una forma di totalitarismo, d&#8217;integralismo e (tanto per cambiare) di fascismo. Eppure il bisogno di verit\u00e0 \u00e8 insito nell&#8217;animo umano, fa parte della sua natura e caratterizza il suo statuto ontologico, al pari del bisogno della bont\u00e0, della giustizia e della bellezza. Senza una di queste cose, la vita umana diventa un vagabondare senza a meta sulle strade ingannevoli del mondo, simile agli andirivieni di un cieco che si muove a tentoni, incerto sulle gambe e ignaro dei pericoli che potrebbero presentarsi lungo la strada. La pi\u00f9 importante di tutte, per\u00f2, \u00e8 la verit\u00e0: non che essere un bene superfluo, un qualcosa di cui l&#8217;uomo moderno pu\u00f2 fare a meno, come se fosse un inutile residuo del passato, essa \u00e8 la condizione che rende possibile ogni azione razionale, ogni pensiero, ogni sentimento; senza di essa tutto crollerebbe, nulla avrebbe pi\u00f9 un valore o un significato. E ci\u00f2 \u00e8 talmente vero che perfino la persona pi\u00f9 meschina ed egoista, la pi\u00f9 sprofondata nelle tenebre del disordine morale, \u00e8 costretta ad ammettere che senza la verit\u00e0, anche la sua stessa esistenza diverrebbe qualcosa di molto simile a un&#8217;assurda tragicommedia, se non addirittura un inferno sulla terra. Proviamo infatti a immaginare l&#8217;assenza di verit\u00e0 nei gesti quotidiano pi\u00f9 semplici, nelle cose di ogni giorno, nelle normalissime relazioni interpersonali sulle quali si regge l&#8217;esistenza di qualunque gruppo umano organizzato. Proviamo a immaginare un panettiere che mente sulla composizione del pane, una maestra che non dice la verit\u00e0 quando spiega la lezione ai bambini, o un militare che mente quando giura servire fedelmente lo Stato, o un religioso che mente quando parla delle cose divine e si accinge a celebrare i sacri misteri. Proviamo a immaginare un commerciante che mente ai clienti sul conto da pagare, gonfiandolo oltre misura, magari profittando del fatto che sono stranieri e non capiscono bene la lingua; un medico che mente al paziente sulla diagnosi, magari per indurlo a sottoporsi a un intervento inutile, ma costoso (sono successi e succedono anche simili orrori); un postino che mente ai superiori quando dice di non aver potuto consegnare la posta, mentre la verit\u00e0 \u00e8 che non ne aveva voglia e ha finto che gli indirizzi non fossero segnati esattamente. Proviamo a immaginare, come purtroppo succede, una banca che non dice la verit\u00e0 ai risparmiatori, che li illude facendo loro acquistare dei prodotti finanziari malsicuri, e fa loro perdere grosse somme, dopo averli illusi con la prospettiva di facili guadagni, per compiacere i propri dirigenti disonesti. Proviamo a immaginare un meccanico di automobili che non dice la verit\u00e0 al suo cliente allorch\u00e9 afferma di aver messo nel motore l&#8217;olio antigelo, per realizzare un illecito profitto facendo pagare come olio antigelo l&#8217;olio normale; o un dentista che mente al paziente dicendo che un certo dente \u00e8 cariato e si trova in condizioni assai critiche, inducendolo a fare un grosso lavoro ortodontico, di cui in realt\u00e0 non vi \u00e8 bisogno, al solo scopo di spremergli denaro.<\/p>\n<p>Ricordiamo la definizione tomista della verit\u00e0: <em>adaequatio rei et intellectus<\/em>, corrispondenza fra la cosa e l&#8217;intelletto. La verit\u00e0, dunque, non \u00e8 un&#8217;araba fenice di cui tutti parlano, ma che nessuno ha mai visto; essa \u00e8, al contrario, la cosa pi\u00f9 frequente che sia dato incontrare, oltre che la pi\u00f9 necessaria. Se il nostro giudizio non cogliesse la cosa come realmente \u00e8, e non si regolasse di conseguenza, innanzitutto dicendo le cose come stanno e non tradendo la verit\u00e0, allora la vita sarebbe impossibile, o almeno sarebbe impossibile che si svolga con un minimo di ordine e di fiducia reciproca, qualit\u00e0 senza le quali si tornerebbe alle condizioni del <em>bellum omnium contra omnes<\/em>, alla guerra di tutti contro tutti, come in una foresta popolata solo di zanne e artigli pronti ad aggredire e a lacerare. Io vedo la verit\u00e0, e dico la verit\u00e0, quando il mio giudizio corrisponde esattamente a ci\u00f2 che esiste. Se vedo che in questa stanza ci sono muffa e sporcizia, e il proprietario della casa, che abita lontano e che mi ha incaricato della sua manutenzione, mi telefona per sapere se \u00e8 tutto a posto, e io rispondo che ho appena fatto le pulizie e che tutto \u00e8 in buono stato, io non dico la verit\u00e0, dico il contrario della verit\u00e0, e la mia menzogna diviene, insieme a cento, mille altre menzogne, dette da altre persone nelle circostanze pi\u00f9 varie, parte di quella massa inestricabile di non verit\u00e0 che rende sempre pi\u00f9 difficile e faticosa la vita sociale. Un nostro caro amico ha rischiato di perdere tutto, ma proprio tutto, perch\u00e9 aveva acquistato una casa e poi era venuto a scoprire, con orrore, che il proprietario, dopo essersi fatto pagare aveva omesso di dirgli la verit\u00e0 circa l&#8217;esistenza di un&#8217;ipoteca bancaria esistente sulla casa stessa. E se una donna chiede all&#8217;uomo che la corteggia, prima di concedersi, se lui la ama, e questi, mentendo, risponde di s\u00ec, e si finge molto innamorato, mentre il suo unico scopo \u00e8 quello di divertirsi per una notte, magari profittando del fatto che lei \u00e8 molto ingenua, o molto fragile, e tacendole il piccolo particolare di essere sposato e con figli, anzi facendole credere d&#8217;essere libero: ecco che una tale mancanza di verit\u00e0 nella comunicazione crea le premesse per qualcosa di brutto, per una sofferenza, per una storia di delusioni e amarezze che potrebbero culminare in una depressione o in un tentativo di suicidio. Chi pu\u00f2 dire fin dove possono arrivare le conseguenze d&#8217;una menzogna? Diciamolo francamente: il vizio pi\u00f9 diffuso, al punto da essere quasi considerato normale, \u00e8 proprio quello di non dire la verit\u00e0: di tacerla, o di travisarla, per un misero interesse personale. E la mancanza di verit\u00e0 da parte delle persone non solo rischia di mettere in crisi le attivit\u00e0 economiche, il buon funzionamento delle imprese, il clima di reciproca fiducia che deve esistere fra quanti lavorano insieme; ma sovente \u00e8 all&#8217;origine di situazioni dolorose che si creano all&#8217;interno delle amicizie, o fra parenti stretti, o comunque in ambito affettivo e sentimentale. Quante volte accade che qualcuno si avvicini a qualcun altro con un secondo fine, ad esempio un giornalista sia pronto a vendersi a un proprietario poco scrupoloso, perch\u00e9 l&#8217;ambizione lo spinge a voler fare carriera, e il presupposto per fare carriera, in quel determinato ambiente, \u00e8 la totale indifferenza nei confronti della verit\u00e0, bench\u00e9 alla verit\u00e0 venga tributato un omaggio, peraltro insincero e puramente esteriore? E che dire dei politici: quanta sincerit\u00e0 vi \u00e8 in essi, quanto rispetto della verit\u00e0, allorch\u00e9, accecati dalla smania di farsi strada, di essere eletti a qualche importante funzione pubblica, non esitano a rimangiarsi le pi\u00f9 solenni promesse fatte agli elettori, e si trasformano in vere e proprie macchine per la conquista del potere, comportandosi poi come dei piccoli satrapi che vivono mentendo sistematicamente e ingannando nella maniera pi\u00f9 spudorata quei cittadini verso i quali, in teoria, avrebbero l&#8217;obbligo di dire la verit\u00e0 e di fare sempre e solo i loro interessi?<\/p>\n<p>Ma, si dir\u00e0, se fosse cos\u00ec semplice cogliere la verit\u00e0, forse sarebbe anche pi\u00f9 facile dirla. Non \u00e8 invece frequente il caso in cui non si riesce a capire quale sia la verit\u00e0, per cui, nel dichiarare lo stato delle cose, non si dice la verit\u00e0, ma insomma in buona fede, o comunque con un certo grado d&#8217;innocenza, anche se si sospetta che le cose potrebbero stare altrimenti? Rispondiamo che la verit\u00e0, nella maggior parte dei casi, \u00e8 pi\u00f9 semplice ed evidente di quanto non si sia disposti ad ammettere, semplicemente perch\u00e9 ammetterlo equivarrebbe ad una maggiore assunzione di responsabilit\u00e0 rispetto a quel che di solito si \u00e8 disposti a fare. Non \u00e8 chi non veda come, quanto pi\u00f9 incerta e confusa \u00e8 la verit\u00e0, tanto minore \u00e8 il grado di responsabilit\u00e0 che ciascuno si deve assumere rispetto alle conseguenze del suo parlare o del suo agire. Se la verit\u00e0 \u00e8 confusa, chi pu\u00f2 essere accusato di non aver fatto il proprio dovere, allorch\u00e9 ha detto delle cose non vere? Tutti sono tentati di non dire la verit\u00e0, quando essa rischia di suonare come una condanna per i propri errori o le proprie manchevolezze. Il comandante di una nave ha sbagliato manovra e ha provocato un disastro marittimo, culminato nell&#8217;affondamento della nave stessa e nella perdita di molte vite e di molti beni. Davanti alla commissione d&#8217;inchiesta, quel comandante sar\u00e0 fortemente tentato di evidenziare al massimo tutte le circostanze che potrebbero giustificare la sua imperizia, e di tacere, o minimizzare, tutte quelle che, al contrario, condurrebbero la corte a emettere un giudizio severo nei confronti del suo operato. Di situazioni come queste ne capitano continuamente, a tutti i livelli, nei contesti pi\u00f9 vari. Non \u00e8 tipico dello studente negligente dare la colpa della propria bocciatura alla cattiva disposizione verso di lui di questo o quell&#8217;insegnante? Magari servendosi di alcune circostanze vere, ma non cos\u00ec gravi come lui le dipinge, e passando invece sotto silenzio altre circostanze, queste senz&#8217;altro vere, ma che sarebbero a lui sfavorevoli, ecco che quello studente manipola la verit\u00e0, non la dice, lascia intendere che le cose siano andate in modo diverso dal vero, al solo scopo di giustificasi e di far cadere su qualcun altro, o su qualcos&#8217;altro, la responsabilit\u00e0 del suo insuccesso. Ad ogni modo, \u00e8 chiaro che la nostra responsabilit\u00e0 finisce, e a ragione, quando la nostra ignoranza della verit\u00e0 \u00e8 legittima e in buona fede. Tuttavia, in tutti quei casi nei quali noi stessi non conosciamo esattamente la verit\u00e0, abbiamo il dovere morale di astenerci dal parlarne, perch\u00e9, diversamente, rischiamo d&#8217;ingannare il prossimo, o d&#8217;indurlo a delle deduzioni inesatte e fuorvianti, che possono riuscirgli di grave danno. Dire sempre la verit\u00e0, pertanto, significa anche avere la modestia di non pretendere di saper rispondere a tutto e ammettere di non conoscere la verit\u00e0, quando effettivamente \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>E ora veniamo al livello pi\u00f9 alto della verit\u00e0, quello della speculazione intellettuale, che coinvolge chiunque lavori con la testa, specie nel campo della teologia, della filosofia, della storia, della scienza. Se il rispetto pieno della verit\u00e0 \u00e8 importantissimo nella vita pratica di tutti i giorni, non lo \u00e8 certo di meno, semmai ancora di pi\u00f9, quando si tratta di studi e ricerche che poi entreranno a far parte del patrimonio culturale di tutti, a cominciare dagli studenti, e che contribuiranno a plasmare il loro orizzonte non solo conoscitivo, ma anche esistenziale, spirituale e morale. Tuttavia, \u00e8 proprio a questo livello che la stragrande maggioranza degli intellettuali rivendica la propria irresponsabilit\u00e0, con la motivazione che non esiste <em>la<\/em> verit\u00e0, ma che esistono solo delle verit\u00e0 parziali, limitate a una certa prospettiva o a un certo momento storico. In questo senso la cultura del relativismo \u00e8 quanto di pi\u00f9 comodo si possa immaginare per soddisfare tutte le pretese di un intellettuale chiacchierone, vanitoso, narcisista, desideroso di far colpo sul pubblico ma senza rischiare nulla: il che si attaglia a una buona percentuale degli intellettuali di grido. Poter lanciare parole in libert\u00e0, trinciare giudizi su questo e su quello, spararle grosse a volont\u00e0, e non correre mai il rischio che qualcuno gli domandi: <em>Ehi, amico, ma che diavolo stai dicendo?<\/em>, \u00e8 la situazione ideale per un intellettuale alla moda, cos\u00ec come lo \u00e8 divenuta per tantissimi giornalisti, resi sempre pi\u00f9 arroganti e impudenti dall&#8217;assenza di contraddittorio. Naturalmente una situazione del genere \u00e8 resa possibile dall&#8217;assurdit\u00e0 e dal carattere intrinsecamente contraddittorio della cultura moderna: in una societ\u00e0 sana, illuminata da valori saldi e coerenti, una simile posizione sarebbe insostenibile. Il fatto \u00e8 che la figura stessa dell&#8217;intellettuale \u00e8 un tipico sottoprodotto della sottocultura moderna, come lo \u00e8, su un altro piano, ma in fondo complementare, quella del grande finanziere. Entrambi sono dei parassiti, i quali vivono a spese della comunit\u00e0; entrambi pretendono onori e riconoscenza dalla gente comune, anche se non fanno assolutamente nulla per meritarli e, anzi, nutrono per essa un disprezzo mal dissimulato; entrambi si muovono in regime di monopolio, nel senso che non debbono vedersela con una vera concorrenza, perch\u00e9 la concorrenza, se c&#8217;\u00e8, si \u00e8 accordata per spartirsi la torta e al massimo gli altri finanzieri, come gli altri intellettuali, fanno finta di accapigliarsi tra loro, ma sono d&#8217;accordo sul fatto di seguitare a parassitare sempre di pi\u00f9 la societ\u00e0 produttiva, gli uni con il loro falso denaro, gli altri con i loro falsi ragionamenti. In una societ\u00e0 sana, non ci sarebbe posto n\u00e9 per gli uni, n\u00e9 per gli altri: il loro carattere parassitario apparirebbe talmente evidente che non sarebbe loro consentito di prendersi tutto lo spazio e tutte le risorse che attualmente consumano. E l&#8217;analogia fra di essi appare ancora pi\u00f9 chiara se si pone mente all&#8217;oggetto della loro attivit\u00e0: gli uni creano denaro dal nulla per imporre il cappio del debito al collo di tutti; gli altri fabbricano discorsi vuoti, fatti di parole, per giustificare un ordine sociale innaturale e immorale, del quale sono diretti beneficiari. Per entrambi il trucco che d\u00e0 loro potere consiste nella mancanza di verit\u00e0: i finanzieri mentono sul senso e sul fine dell&#8217;economia, gl&#8217;intellettuali mentono sulla lettura del reale. Entrambi avvalorano una visione materialista, che imprigiona gli uomini in una sorta di bolla ipnotica, nella quale si dibattono come pesci presi nella rete, senza saper elaborare gli strumenti per uscire dall&#8217;ipnosi, cio\u00e8 per liberarsi. Ecco perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 bisogno di verit\u00e0 come dell&#8217;aria per respirare. Fin quando la gente non capir\u00e0 ch&#8217;\u00e8 impossibile vivere senza verit\u00e0 i parassiti avranno buon gioco nel farsi credere indispensabili: gli uni per organizzare la vita economica, gli altri per fabbricare le idee con le quali far finta di pensare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cultura relativista e materialista in cui siamo nati e cresciuti ci ha familiarizzati con l&#8217;idea che la verit\u00e0 non solo non \u00e8 raggiungibile, ma non<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[263],"class_list":["post-23628","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23628","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23628"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23628\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23628"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23628"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23628"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}