{"id":23617,"date":"2016-02-04T07:31:00","date_gmt":"2016-02-04T07:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/04\/e-il-buonismo-ipocrita-e-totalitario-il-verbo-della-cultura-dominante-catto-marxista\/"},"modified":"2016-02-04T07:31:00","modified_gmt":"2016-02-04T07:31:00","slug":"e-il-buonismo-ipocrita-e-totalitario-il-verbo-della-cultura-dominante-catto-marxista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/04\/e-il-buonismo-ipocrita-e-totalitario-il-verbo-della-cultura-dominante-catto-marxista\/","title":{"rendered":"\u00c8 il buonismo ipocrita e totalitario il Verbo della cultura dominante catto-marxista"},"content":{"rendered":"<p>Il buonismo \u00e8 il contrario della bont\u00e0, e il moralismo \u00e8 il contrario della morale: la cosa \u00e8 talmente evidente che ci sembra inutile e perfino imbarazzante tentare di spiegarla. Chi la vuol vedere, la vede, e chi la vuol capire, la capisce; eppure molti, oggi, non la vedono, n\u00e9 la capiscono. E non la vedono, in apparenza, o piuttosto non la vogliono vedere, specialmente i governi e le istituzioni, anche quelle di natura spirituale, fra le quali una buona parte della Chiesa cattolica.<\/p>\n<p>Se un malintenzionato &#8211; un rapinatore, uno stupratore, un potenziale assassino &#8211; penetra in casa nostra; e noi, per difendere i nostri cari, gli spariamo addosso, siamo noi che verremo processati e, forse, condannati; inoltre, se lo avremo ucciso, saremo condannati, oltre che alla prigione, a versare un cospicuo risarcimento alla sua famiglia. Quella famiglia camper\u00e0 di rendita a nostre spese e potr\u00e0 ritenersi moralmente danneggiata da noi, dunque potr\u00e0 ostentare verso di noi il massimo disprezzo. Star\u00e0 ad essa perdonarci, oppure no. Il fatto che il suo congiunto fosse penetrato in casa nostra con le peggiori intenzioni non significher\u00e0 nulla. I cattivi saremo stati noi e la legge condanner\u00e0 la nostra azione difensiva, sostenendo, nel caso per noi pi\u00f9 fortunato, che questa \u00e8 stata eccessiva. Gi\u00e0: probabilmente avremmo dovuto chiedere al malintenzionato, con tutto il garbo possibile, cosa fosse venuto a fare; e se si sarebbe accontentato di portar via il denaro e i gioielli di famiglia, promettendo, in cambio, di non fare del male alle donne e ai bambini.<\/p>\n<p>Oppure, se negheremo un posto di lavoro, potendo scegliere fra pi\u00f9 candidati, a una persona omosessuale, dovremo stare bene attenti a una sua possibile azione legale contro di noi, con le accuse infamanti di &quot;discriminazione&quot; e &quot;omofobia&quot;; e dovremo sudare del bello e del buono per persuadere il giudice che non avevamo affatto una simile intenzione e che non abbiamo mai nutrito cos\u00ec vili e bassi sentimenti, o cos\u00ec meschini e abietti pregiudizi; ma che, semplicemente, abbiamo ritenuto un altro candidato pi\u00f9 degno della nostra fiducia e quindi pi\u00f9 adatto al posto di lavoro per offrire il quale avevamo pubblicato un&#8217;inserzione sul giornale. Probabilmente dovremo produrre benemerenze e attestati di simpatia nei confronti degli omosessuali; e bisogner\u00e0 che essi siano molto convincenti, se vorremo sfuggire a una condanna.<\/p>\n<p>Se, poi, passando dalla sfera individuale a quella collettiva, esprimeremo una opinione contraria alla accoglienza indiscriminata di milioni e milioni di &quot;profughi&quot; e &quot;rifugiati&quot; (cos\u00ec qualificati prima d&#8217;essere riconosciuti tali, e moltissimi dei quali certamente tali non sono); se oseremo dire che una simile accoglienza equivale, in realt\u00e0, ad autorizzare una invasione, dalla quale il nostro continente uscir\u00e0 totalmente islamizzato e soggiogato, sia culturalmente che politicamente; se ci permetteremo di far presente che queste persone e questi popoli dovrebbero essere aiutati, s\u00ec, ma a casa loro, sotto forma di piani di sostegno internazionale, e non spalancando le porte di casa nostra, considerato anche l&#8217;altissimo numero di cittadini indigenti che vivono nei nostri Stati, e per i quali le nostre istituzioni fanno poco o nulla, ebbene il minimo che ci possa capitare \u00e8 di venire tacciati di egoismo, insensibilit\u00e0 e durezza di cuore, se non addirittura di razzismo, di etnocentrismo e di pregiudizio etnico, religioso e culturale. Il Papa in persona ci accuser\u00e0, affiancato da decine di vescovi e migliaia di sacerdoti, di non essere neppure dei buoni cristiani e di non aver capito nulla del Vangelo. Eppure, da decenni, la cultura <em>politically correct<\/em> sta tentando d&#8217;inculcarci l&#8217;idea che non si pu\u00f2 vivere senza avere dei valori &quot;forti&quot;; che non si pu\u00f2 guardare solo al proprio giardinetto ed al proprio angolino; che \u00e8 stata appunto l&#8217;assenza di valori a provocare la nostra crisi attuale.<\/p>\n<p>Che cosa dobbiamo dedurre da tutto ci\u00f2? Che contano solo il buonismo e il moralismo dei &quot;valori&quot; sbandierati, mentre la bont\u00e0 e la morale non contano affatto? Che basta osservare l&#8217;esteriorit\u00e0 della legge, come i farisei, per essere a posto sia con i propri simili, sia con la propria coscienza? E che i valori sono sempre e solo quelli propagandati, con martellante insistenza, dalla cultura egemone, che \u00e8 sempre stata, e oggi \u00e8 pi\u00f9 che mai (dopo che il marxismo \u00e8 ufficialmente morto!) quella catto-marxista? Curiosa situazione: il marxismo \u00e8 caduto ingloriosamente, si \u00e8 dissolto, evaporato; ma i marxisti son rimasti vivi e vegeti, hanno soltanto cambiato nome e traslocato, trovando ottima accoglienza in casa di quei cattolici, progressisti e modernisti, il cui cuore da sempre batte a sinistra, e che aspettavano solo il momento buono &#8212; oh, lo aspettavano da un pezzo!; almeno dal 1907, allorch\u00e9 Pio X li aveva scomunicati e buttati fuori a pedate nel sedere &#8211; per prendersi la rivincita e tentare il colpo gobbo: impossessarsi della direzione della cultura cattolica nel suo insieme, specialmente della teologia, della stampa e dell&#8217;azione pastorale, e infine della Chiesa stessa.<\/p>\n<p>Aveva visto giusto, e scritto molto bene, oltre vent&#8217;anni fa, lo psichiatra e saggista Alessandro Meluzzi, nel suo libro \u00abUlisse e il monaco Zen. Manuale di viaggio verso il terzo millennio\u00bb (Bergamo, Edizioni Larus, 1994, pp. 35-38):<\/p>\n<p><em>\u00ab&#8230; Ma buoni e portatori di giusti valori si nasce o si diventa? Chi come Rousseau ha pensato che la Civilt\u00e0 corrompesse un uomo selvaggio, nato fondamentalmente buono e successivamente corrotto dalle idee (naturalmente da quelle diverse dalle sue) ha generato dal 1789 in avanti societ\u00e0 dispotiche e totalitarie. Marx e Lenin sono certamente figli naturali del pensatore ginevrino, che i valori morali della solidariet\u00e0 preferiva di certo predicarli piuttosto che praticarli, avendo rinchiuso i propri figli in un brefotrofio, per scrivere tranquillamente l&#8217;&quot;Emile&quot;, sublime trattato di pedagogia progressista. In molti hanno tentato di obbligare gli uomini alla solidariet\u00e0 coatta fino a tempi recenti, e sempre con risultati scarsissimi. Anche perch\u00e9 come nel gioco di Orwell (&quot;La fattoria degli animali&quot;), c&#8217;\u00e8 sempre qualche giusto pi\u00f9 solidale degli altri, che approfitta della passivit\u00e0 dei pi\u00f9, per costruire i privilegi della nomenclatura di turno. Privilegi costruiti peraltro non tanto non tanto sull&#8217;agonismo e la lotta in campo aperto, come nelle vituperate civilt\u00e0 feudali e borghesi, ma nell&#8217;anestesia delle coscienze. Gi\u00e0, perch\u00e9 gli uomini lasciati a se stessi non sono fondamentalmente buoni e solidali, ma aggressivi e competitivi, e non sempre sportivamente o nobilmente.<\/em><\/p>\n<p><em>Hobbes ha riassunto questo concetto nel suo&quot;Homo homini lupus&quot;, al quale da sempre la vulgata pseudo progressista (marxista e non) ha attribuito la palma del cinismo morale. Ma constatarlo freddamente non per esaltarlo. Prendendo atto che la cultura e la civilt\u00e0 sono il vero correttivo sul piano dei valori, ad una natura ad una natura umana che ha le sue radici nella lotta per la sopravvivenza tra scimmioni nella terza glaciazione del Pleistocene. Ma se la libert\u00e0 (che \u00e8 dunque anche intuitivamente il pi\u00f9 umano e fondamentale dei valori) pu\u00f2 scontrarsi, anzi deve scontrarsi, cin l&#8217;amore e la solidariet\u00e0, c&#8217;\u00e8 una speranza al di fuori delle predicazioni degli sciocchi, in un pianeta abitato da dieci miliardi di uomini? Un pianeta in cui peraltro il lusso di pensare (anche ai valori) riguarda solo quel dieci per cento di uomini che consuma il novanta per cento delle risorse? Temo che anche qui le idee rimandino alle parole e le parole alle idee in un rimpiattino disperato.<\/em><\/p>\n<p><em>Wojtyla pu\u00f2 esibire una &quot;Veritatis splendor&quot; (enciclica sociale) perch\u00e9 le sue verit\u00e0 eterne (dentro e fuori la storia) occhieggiano a tavole bronzee alloggiate nel cielo stellato. Cielo che Kant metteva a sovrastare una legge morale, annidata tra il cuore e il cervello dell&#8217;uomo. Ma che fare per chi non ha telescopi cos\u00ec potenti nella coscienza? Quali saranno i suoi valori? I giovani, che sono facili ad apprendere ma anche a dimenticare perch\u00e9 hanno un cervello pi\u00f9 fluido e pi\u00f9 umido, divorano e defecano i valori con la velocit\u00e0 delle mode. L&#8217;ambiente e l&#8217;ecologia che sembravano gli ultimi &quot;idola fori&quot; solo qualche minuto fa, paiono oggi gi\u00e0 parole un po&#8217; bolse. Prevalgono semmai messaggi pi\u00f9 minimali tipici di un &quot;puer aeternus&quot; adolescente fino a 35 anni, che preferisce rimanere con la mamma fino alla canizie e calvizie, e non solo per poter fare (sul piano dei consumi) del proprio stipendio un &quot;argent de poche&quot; da ragazzino. Non \u00e8 solo la mancanza di denaro, di lavoro e di cose che lascia bambini fino quasi al prepensionamento (non ce ne sono mai stati tanti nella storia dell&#8217;umanit\u00e0), \u00e8 la mancanza di futuro. Tra tutti i valori, la cui forza spesso si carbonizza nell&#8217;atto stesso di essere scritti o pronunciati (le parole infatti possono annichilire qualsiasi cosa), ce n&#8217;\u00e8 uno che non viene quasi mai ospitato nel Pantheon dove siedono &quot;L&#8217;amore e la solidariet\u00e0, la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza, la laboriosit\u00e0 e la giustizia, la tenerezza e la dignit\u00e0&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 la sfida giocosa verso la vita, quella tensione irriducibile verso un&#8217;azione, anche dagli incerti vantaggi, che popola il gioco infantile e i sogni adulti (notturni e non). \u00c8 forse la parte pi\u00f9 libera della libert\u00e0, perch\u00e9 ne \u00e8 l&#8217;aspetto meno serioso. \u00c8 il pensiero che precede ogni altro perch\u00e9 quando s&#8217;intraprende un&#8217;azione qualsiasi, per pensare o scrivere alcunch\u00e9 si deve piantare un piolo in una nuvola di vapore. Infatti tutte le verit\u00e0 umane anche le pi\u00f9 certe si fondano su assiomi indimostrabili. Ognuno l&#8217;ha sperimentato, chi pi\u00f9 chi meno, ma forse artisti, imprenditori o scienziati (soprattutto i primi due) capiscono meglio che cosa voglio dire. Non che contabili, burocrati o archivisti non agiscano la virt\u00f9 di questo valore, forse ne hanno solo meno occasioni. Se non temessi di scimmiottare Bergson la chiamerei &quot;Azione Creatrice&quot; o &quot;Slancio Vitale&quot; ed \u00e8 un valore molto spesso pi\u00f9 imbavagliato che favorito dagli altri valori veri o millantati.<\/em><\/p>\n<p><em>I bigotti della cultura progressista egemoni della carta stampata e non solo, hanno fatto di tutto perch\u00e9 questa dimensione della vita come gioco e sfida fosse percepita dalle giovani generazioni come qualcosa di demoniaco.<\/em><\/p>\n<p><em>E i giovani, spesso i pi\u00f9 sensibili, hanno finito per seguire all&#8217;anestesia delle parole e delle idee, anche quella chimica, delle droghe o quella non meno distruttiva dei comportamenti ebeti. La sfida \u00e8 aperta e qualche segnale di riscossa si affaccia. Se dieci anni fa fosse uscito un saggio come il bellissimo &quot;I pericoli della solidariet\u00e0&quot; di Sergio Ricossa, l&#8217;autore sarebbe stato fucilato (non solo metaforicamente) in piazza. Oggi il catto-marxismo che ha forgiato le pallottole degli anni di piombo \u00e8 passato al piombo delle rotative e dei giornali (anche di quelli del padrone antagonista di classe). Odiato padrone che ha peraltro messo a libero paga i pi\u00f9 brillanti sessantottini post-rivoluzionari. E dalla cittadella dell&#8217;antico nemico silenziosamente conquistata, questi nuovi e vecchi &quot;maitre \u00e0 penser&quot; pieni di buoni sentimenti e di ottimi valori, distribuiscono patenti su chi fa il bene o il male dell&#8217;umanit\u00e0. Questa visione moralistica, ma non morale, della realt\u00e0, pi\u00f9 da &quot;Samarcanda&quot; di Santoro che da &quot;Capitale&quot; di Marx, \u00e8 l&#8217;ultima ricattatoria versione di un pensiero presunto &quot;progressista &quot; che ha otturato la possibilit\u00e0 di ragionare su che cosa sia un valore. Finendo col dare un valore (ma solo ne senso commerciale di cui si diceva all&#8217;inizio) a poltiglie andate a male come i libri di tanti santoni del senso comune.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 sbagliato, quindi, contrapporre la solidariet\u00e0 alla libert\u00e0, come se il primo valore dovesse prevalere sul secondo; ed \u00e8 sbagliato contrapporre la misericordia alla giustizia. Perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che non pu\u00f2 esservi autentica accoglienza, se chi accoglie si vede espropriato della propria libert\u00e0 (a cominciare dalla libert\u00e0 di decidere chi, quando e come accogliere): in quel caso, non di accoglienza si dovrebbe parlare, ma di invasione e di sottomissione. Allo stesso modo, non pu\u00f2 esservi misericordia senza giustizia: perch\u00e9 la misericordia non consiste nel lasciare impuniti i delitti, o addirittura incoraggiarli con leggi assurde, demagogiche e contrarie al buon senso e alla morale comune, ma nell&#8217;essere clementi, nella misura del possibile, con chi ha sbagliato, dopo averlo messo nella condizione di non poter fare dell&#8217;altro male ai suoi simili, e dopo aver offerto alle vittime delle sue azioni malvagie tutto il sostegno e tutto il conforto che si meritano, da parte di una societ\u00e0 che non ha saputo difenderle, purtroppo, quando ne avevano bisogno.<\/p>\n<p>Buonismo e moralismo sono i figli degenerati di una cultura progressista che, dall&#8217;Illuminismo in poi, continua ad inseguire funeste utopie, a dispetto del fatto che tutti i suoi tentativi di tradurle in sistemi politici e sociali si sono risolti in sanguinosi disastri. Imperterriti, quei signori continuano a farsi carico della salvezza del mondo: vogliono, niente di meno, instaurare il regno della bont\u00e0 e, appunto, dei valori, ma sempre i loro, perch\u00e9 quelli degli altri non li vogliono neanche sentir nominare: vedi il disegno di legge Cirinn\u00e0 e la cultura omosessualista che vuole imporre, per legge, l&#8217;equiparazione delle unioni gay al matrimonio fra uomo e donna, adozione dei bambini compresa. Sanno che una bella fetta del Paese non ci sta; ma che importa? Loro sono buoni e ricchi di valori&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il buonismo \u00e8 il contrario della bont\u00e0, e il moralismo \u00e8 il contrario della morale: la cosa \u00e8 talmente evidente che ci sembra inutile e perfino<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[111],"class_list":["post-23617","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-comunismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23617","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23617"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23617\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23617"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23617"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23617"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}