{"id":23616,"date":"2015-07-28T09:36:00","date_gmt":"2015-07-28T09:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/dietro-il-buonismo-idiota-ce-il-disegno-dun-totalitarismo-destabilizzatore\/"},"modified":"2015-07-28T09:36:00","modified_gmt":"2015-07-28T09:36:00","slug":"dietro-il-buonismo-idiota-ce-il-disegno-dun-totalitarismo-destabilizzatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/dietro-il-buonismo-idiota-ce-il-disegno-dun-totalitarismo-destabilizzatore\/","title":{"rendered":"Dietro il \u201cbuonismo\u201d idiota c\u2019\u00e8 il disegno d\u2019un totalitarismo destabilizzatore"},"content":{"rendered":"<p>Il &quot;buonismo&quot;, la filosofia oggi universalmente sovrana e l&#8217;unica politicamente corretta, non \u00e8 soltanto un atteggiamento sbagliato e irresponsabile nei confronti della vita, degli altri e di se stessi, vale a dire un atteggiamento degno di un perfetto idiota: \u00e8 qualcosa di pi\u00f9, e di peggio. Dietro il buonismo all&#8217;ingrosso, dietro il permissivismo, il perdono facile, l&#8217;indulgenza a un tanto il chilo, verso tutto e verso tutti (ma specialmente verso quelli che rappresentano, per una ragione o per l&#8217;altra, un referente e un simbolo ideologico, tali da confermare gli schemi mentali del buonista ad oltranza), c&#8217;\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 della semplice ingenuit\u00e0 o della semplice stupidit\u00e0: c&#8217;\u00e8 un disegno raffinato e tenebroso, curato fin nei dettagli, da parte di quelle centrali occulte del potere mondiale, finanziarie in primissimo luogo, le quali, ormai da molto tempo, si servono di ogni mezzo possibile e immaginabile, restando per\u00f2 nell&#8217;ombra, per condizionare, manipolare, stravolgere, il senso comune delle persone e per sovvertire i fondamentali etici e spirituali sopra i quali riposa la stessa possibilit\u00e0 di una civile convivenza fra i cittadini, fra i popoli e le culture.<\/p>\n<p>Chiameremo questo disegno con l&#8217;espressione di &quot;totalitarismo destabilizzatore&quot;, perch\u00e9 quello che si propone \u00e8 instaurare una forma di totalitarismo (democratico, ovviamente), che per\u00f2 non sia percepito come tale, pur apparendo come eticamente e socialmente auto-evidente; e perch\u00e9 lo scopo di questo totalitarismo di nuovo genere non \u00e8, come per i totalitarismi del passato, di assicurare il massimo dell&#8217;ordine e della stabilit\u00e0, ma, al contrario, di assicurare un disordine permanente ed una instabilit\u00e0 cronica, a tutti i livelli: economica, sociale, culturale, etica e spirituale. La ragione di un disegno in apparenza cos\u00ec contraddittorio \u00e8 che le centrali occulte del potere mondiale non hanno bisogno dell&#8217;ordine e della stabilit\u00e0 per realizzare i loro fini, ma del massimo della precariet\u00e0 e della insicurezza possibili, sia a livello individuale, che collettivo: solo cos\u00ec esse potranno alimentare e riprodurre incessantemente il meccanismo del loro dominio.<\/p>\n<p>Per la prima volta nella storia mondiale, infatti, la meta perseguita da coloro i quali aspirano al dominio politico ed economico non ha un carattere limitato, per quanto ambizioso, come il controllo di questa o quella societ\u00e0, di questo o quello Stato; ma \u00e8 una meta illimitata sia nello spazio, che nel tempo: si tratta di mantenere un controllo permanente, definitivo, incontrastato, su ogni essere umano e su ogni popolo, insomma letteralmente su ogni angolo del globo terracqueo, sia nel presente che nel futuro, e ci\u00f2 principalmente mediante gli strumenti della pressione psicologica, conscia ed inconscia, e del ricatto economico e finanziario. Nessuno, nella storia umana, aveva mai aspirato a una cosa del genere; perfino i costruttori degli imperi universali &quot;classici&quot;, come gli Assiri, i Persiani, i Macedoni e i Romani, avevano mirato, s\u00ec, ad una conquista geografica completa (limitatamente all&#8217;ecumene allora conosciuta), ma sempre secondo gli schemi del dominio diretto. E cos\u00ec \u00e8 stato pensato e realizzato anche l&#8217;Impero coloniale britannico, il sistema politico e de economico pi\u00f9 ambizioso e pi\u00f9 riuscito della storia universale, che riusc\u00ec a porre un quarto della superficie terrestre sotto l&#8217;autorit\u00e0 del medesimo sovrano e della stessa metropoli.<\/p>\n<p>Quello odierno, pertanto, \u00e8 un disegno che sintetizza le due forme finora conosciute di dominio imperiale: quello legato al territorio, tipico degli imperi antichi e del colonialismo moderno, e quello mirante al controllo intimo, personale, psicologico, proprio dei totalitarismi del XX secolo, non legato al territorio, proprio perch\u00e9 ideologico, ma al controllo dei mezzi d&#8217;informazione e di propaganda, del sistema scolastico e universitario, della radio, della stampa, il cui scopo \u00e8 il capillare, sistematico condizionamento della mente dei cittadini. A prevalere, comunque, \u00e8 la seconda forma, perch\u00e9 il controllo del territorio non \u00e8 il vero scopo, ma semplicemente uno dei mezzi; mentre il dominio della mente dei cittadini resta la cosa principale, con la sola &#8212; notevole &#8212; differenza, rispetto ai totalitarismi del XX secolo, che il potere non vuole svelarsi, non vuole mostrarsi per ci\u00f2 che \u00e8, anzi, mette in opera ogni strategia per restare discreto, se non proprio nascosto. E ci\u00f2 perch\u00e9 esso non mira al consenso, se non in via strumentale: ci\u00f2 che veramente persegue \u00e8 il portafoglio delle persone, perch\u00e9 dal loro modo di vivere, di mangiare, di fare la spesa, di vestirsi, di passare il tempo libero, dipende la sua possibilit\u00e0 di drenare occultamente le risorse mondiali alle quali mira. Imporre le tasse \u00e8 un vecchio modo di esercitare il potere economico; vecchio, perch\u00e9 manifesto, dunque suscettibile di provocare reazioni: ma perch\u00e9 imporre un prelievo fiscale, se \u00e8 possibile fare in modo che siano le persone, volontariamente (o, per essere pi\u00f9 precisi, credendosi perfettamente libere), a spendere tutto il loro denaro &#8212; e gli stati, a spendere tutto il loro bilancio &#8212; in maniera tale da alimentare le centrali del potere occulto?<\/p>\n<p>Da questa necessit\u00e0 mimetica derivano tutte le ipocrisie, le mezze verit\u00e0, le sottili manipolazioni su cui si regge il sistema odierno dell&#8217;informazione, della scolarizzazione, della cultura, perfino della medicina e della scienza: il trucco \u00e8 fare in modo che le persone e le societ\u00e0 pensino di essere libere. Ma la libert\u00e0 possiede un senso reale, quando si dia la possibilit\u00e0 di operare una scelta fra diverse alternative: se alla grande quantit\u00e0 di merci presenti sugli scaffali dei supermercati, o alla grande quantit\u00e0 di prodotti finanziari che vengono proposti al cliente dagli impiegati di una banca, o alla grande quantit\u00e0 di programmi messi in onda dalle diverse reti televisive, per non parlare della gran quantit\u00e0 di partiti e movimenti politici che sollecitano il voto degli elettori, non corrisponde affatto la possibilit\u00e0 di effettuare una scelta fra cose realmente diverse, \u00e8 evidente che ci troviamo in presenza di una truffa mondiale assai bene organizzata, nella quale chi lanciasse un grido d&#8217;allarme passerebbe immediatamente per visionario o paranoico.<\/p>\n<p>E ora torniamo al buonismo. \u00c8 chiaro che questa &quot;filosofia&quot; di vita \u00e8 estremamente funzionale al disegno di seminare il massimo dell&#8217;ambiguit\u00e0, della contraddittoriet\u00e0, e, in ultima analisi, della instabilit\u00e0 e insostenibilit\u00e0 permanenti, all&#8217;interno del corpo sociale. Perch\u00e9 una societ\u00e0 impostata sui principi del buonismo, astratti e velleitari (versione ulteriormente semplificata e corretta del gi\u00e0 demenziale ottimismo di Rousseau) non pu\u00f2 funzionare: ci\u00f2 dovrebbe essere evidente a chiunque, se, appunto, non fossimo ormai sprofondati in un clima di anestetizzazione permanente del senso critico individuale, a tutto vantaggio di un conformismo dilagante, che rafforza, indirettamente ma sicuramente, quel totalitarismo occulto che \u00e8 nei piani della \u00e9lite globale.<\/p>\n<p>Ha scritto Sergio Ricossa nel suo libro \u00abVivere e scegliere. Scritti di libert\u00e0. Il liberalismo come ideologia della vita\u00bb (Fondazione Achille e Giulia Boroli, 2005, pp. 64-70):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; Il &quot;buonismo&quot; oggi dilaga, spande melassa ovunque. \u00e8 un buonismo stupido, che consola gli afflitti con gli eufemismi. Gli zoppi diventano &quot;portatori di handicap&quot;. Che bell&#8217;aiuto!\u00a0[&#8230;] Il vocabolario buonista \u00e8 falso dalla A alla Z. Il mondo dei poveracci \u00e8 il Terzo Mondo. \u00a0I Paesi sottosviluppati sono Paesi in via di sviluppo. Gli immigranti afro-asiatici sono extracomunitari. \u00a0D&#8217;accordo, non bisogna offendere nessuno, nemmeno e soprattutto quando gli offesi siamo noi. Per gli islamici sempre pi\u00f9 numerosi, che abbiamo in casa, noi siamo gli infedeli; ma non vale il dritto di reciprocit\u00e0, a noi non \u00e8 lecito dire che gli infedeli sono loro. Finiremo col censurare la &quot;Divina Commedia&quot;, perch\u00e9 Dante (toscano, quindi cattivissimo) mise Maometto all&#8217;Inferno. Anzi, si finir\u00e0 con l&#8217;abolizione dell&#8217;inferno da parte della Chiesa, per non offendere i peccatori, i quali non saranno pi\u00f9 peccatori bens\u00ec erranti per distrazione, ragazzi un po&#8217; vivaci \u00a0in vena di simpatiche birichinate. [&#8230;] Lo psicologo tedesco Hans J\u00fcrgen Eysenck credeva, a torto o a ragione, nell&#8217;importanza del patrimonio genetico circa il quoziente di intelligenza; credeva, in altre parole, che non si nascesse tutti eguali. Lo disse in aula. Gli studenti buonisti ed egualitaristi lo gettarono a terra, lo presero a pugni e calci, gli sputarono addosso, finch\u00e9 fu tratto a salvamento, sia pur con gli occhiali rotti \u00a0e il naso sanguinante, da colleghi di passaggio. Era l&#8217;anno 1973, uno degli anni del &quot;buonismo di piombo&quot;. Il luogo: la London School of Economics. \u00c8 passato molto temo, da allora, eppure \u00e8 meno che mai &quot;politically correct&quot; parlare di imbecilli congeniti. Quanto ai pazzi, il legislatore italiano ha dichiarato che non esistono e ha chiuso i manicomi. Un illustre giurista ha gi\u00e0 proposto di cancellare la delinquenza chiudendo le carceri (o almeno dandole in autogestione ai delinquenti, \u00a0che ovviamente non si chiameranno pi\u00f9 delinquenti). Sar\u00e0 un delitto non il derubare, ma il farsi derubare. La signora che esca, ostentando un monile di oro vero, \u00e8 chiaramente una provocatrice , e merita di essere scippata, se c&#8217;\u00e8 giustizia a questo mondo. Il buonismo si regge sul principio che tutti gli uomini (e tutte le donne, beninteso!) sono buoni per natura. i cattivi sono buoni traviati da istituzioni politiche sbagliate. Basta una piccola rivoluzione, che migliori le istituzioni, e i cattivi sopravvissuti tornano buoni, come in fondo sono sempre stati. Il problema \u00e8 sopravvivere: le rivoluzioni, se non sono sanguinarie, non sono convincenti. \u00a0Marx (un feroce buonista) sosteneva che perfino i capitalisti sono buoni per natura: sfruttano i proletari perch\u00e9 costretti a farlo dalla propriet\u00e0 privata del capitale. \u00a0Ma amano i proletari non appena cessa la propriet\u00e0 privata del capitale, ovvero non appena i capitalisti abbiano perso la propriet\u00e0 del loro capitale e siano divenuti essi stessi proletari. Se poi, insieme al loro capitale, i capitalisti perdono anche la vita davanti a un plotone di esecuzione,\u00e8 perch\u00e9 oppongono resistenza a chi vuole il loro bene.<\/p>\n<p>I milioni di assassinati in nome del marxismo-leninismo-maoismo lo furono a opera di chi voleva il loro bene e il bene di tutta l&#8217;umanit\u00e0. I buonisti non si limitano ad amarci, ci impongono il loro amore. Noi dovremmo lasciarli fare e ringraziarli. Invece fra noi esistono degli ingrati, che per errore di calcolo non apprezzano i benefici e ostacolano la santa missione dei buonisti. [&#8230;] Impedire ai buonisti di fare il bene \u00e8 segno di egoismo, asocialit\u00e0, perversione individualistica: difetti gravi, che autorizzano chi ci ama a intervenire con rimedi drastici e senza badare a spese (tanto la cura la paghiamo noi, i beneficiari; la rieducazione la paghiamo noi, gli ignoranti). I buonisti raggiungono il potere sventolando bandiere molto pi\u00f9 prestigiose della Croce Rossa: arrivati al potere come minino ci riipuliacono le tasse con imposte e tasse benefiche; ci alleggeriscono le tasche dl peso inutile di un denaro, che non ci serve pi\u00f9.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 sono i buonisti a badare ai nostri bisogni, \u00e8 corretto che badino pure alle nostre finanze. Rubano i salvadanai di cui non sapremo fare il giusto uso. \u00c8 una gara a chi \u00e8 pi\u00f9 buono, e la bont\u00e0 non si misura dal numero dei salvadanai rubati, rotti e sperperati; giacch\u00e9, per i buonisti, lo spreco diventa generosit\u00e0. Cessi il calcolo meschino, da ragionieri, di costi e ricavi. Contano le intenzioni, che per i buonisti sono tautologicamente buone. I buonisti non sbagliano mai, ma se anche sbagliasse erro lo farebbero per generosit\u00e0, per eccesso di amore del prossimo, perch\u00e9 il loro cuore trabocca di altruismo. Chi oserebbe non perdonarli? Chi avrebbe il coraggio di rallentarli, se non fermarli, sulla strada verso la societ\u00e0 perfetta, la societ\u00e0 finalmente liberata dal male, da ogni male, e regno senza macchia del bene?\u00bb<\/p>\n<p>Anche se la diagnosi impietosa di Sergio Ricossa discende da una concezione politica, quella liberale, che non solo non condividiamo, ma che abbiamo ragione di ritenere come il motore da cui si sono originate le varie forme dell&#8217;ideologia buonista &#8212; democrazia, socialismo, mondialismo &#8212; e le loro varianti specifiche &#8212; &quot;difesa&quot; dei diritti delle minoranze aggressive ed imposizione dei loro voleri alla maggioranza -, resta la sua sostanziale esattezza, che ci interroga e che mette a nudo le nostre ipocrisie e la nostra cattiva coscienza. Ricossa fa l&#8217;esempio dei nomadi: i buonisti si credono molto nobili e generosi nel non discriminarli, ma non sanno di essere loro discriminati, perch\u00e9 i nomadi disprezzano le popolazioni sedentarie presso le quali vivono: appunto per questo ritengono cosa lecita e giusta vivere di furti sistematici ai loro danni. Ma si potrebbero fare infiniti esempi. Si \u00e8 cos\u00ec alimentata una mentalit\u00e0 basata sulla esasperazione dei diritti, proprio da parte delle minoranze svantaggiate, le quali si son viste, cos\u00ec, incoraggiate a trasformare il loro svantaggio in un vantaggio, a brandirlo come un&#8217;arma, a pretendere che gli altri, tutti gli altri, i &quot;fortunati&quot;, si inchinino davanti a loro, si proclamino colpevoli, o, comunque, si sentano in difetto, in debito, e dunque in obbligo di &quot;risarcirle&quot; indefinitamente. Lo spirito di rivalsa mostrato da alcune lobbies omosessuali, miranti a ottenere una legislazione che preveda il matrimonio gay e l&#8217;adozione di bambini da parte delle coppie gay, ne \u00e8 un buon esempio. \u00c8 questa la strada che vogliamo seguire?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il &quot;buonismo&quot;, la filosofia oggi universalmente sovrana e l&#8217;unica politicamente corretta, non \u00e8 soltanto un atteggiamento sbagliato e irresponsabile nei confronti della vita, degli altri e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-23616","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23616","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23616"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23616\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23616"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23616"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23616"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}