{"id":23613,"date":"2021-12-03T12:42:00","date_gmt":"2021-12-03T12:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/12\/03\/buon-selvaggio-mito-che-uccide-anche-fisicamente\/"},"modified":"2021-12-03T12:42:00","modified_gmt":"2021-12-03T12:42:00","slug":"buon-selvaggio-mito-che-uccide-anche-fisicamente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/12\/03\/buon-selvaggio-mito-che-uccide-anche-fisicamente\/","title":{"rendered":"Buon Selvaggio, mito che uccide. Anche fisicamente"},"content":{"rendered":"<p>Un fatto di cronaca accaduto in una regione remota aveva colpito moltissimo la mia fantasia di bambino: il 1\u00b0 novembre 1968 era stato assassinato, insieme ad altri otto membri della sua pacifica spedizione (sei uomini e due donne), un missionario della Consolata, il piemontese Giovanni Calleri di Carr\u00f9 (Cuneo), di soli trentaquattro anni. Erano caduto, lui e gli altri, sotto le mazze e le frecce di una delle ultime trib\u00f9 selvagge del pianeta, gli Atroaris della regione di Roraima, nella zona pressoch\u00e9 inesplorata tra il Brasile e il Venezuela, nel fitto della foresta amazzonica. Mi chiesi: davvero possono accadere cose del genere, in piena et\u00e0 industriale? Pochi anni prima, un altro fatto strano aveva colpito la mia immaginazione: il ritrovamento, in India, di un ragazzo-lupo, che era stato allevato dalle bestie selvagge e ora tornava alla civilt\u00e0, del tutto sprovvisto, per\u00f2, degli attribuiti che rendono l&#8217;uomo, appunto, un essere civile. Il massacro della spedizione Calleri, il cui scopo era convincere gli indigeni a lasciar passare un&#8217;autostrada in costruzione, senza attaccare gli operai del cantiere, e anzi aprendosi a pacifici rapporti con l&#8217;uomo bianco, era stato scoperto quasi un mese dopo che era giunto l&#8217;ultimo messaggio radio: i corpi erano stati trovati in avanzato stato di putrefazione, ma non abbastanza perch\u00e9 non si potessero riconoscere le ferite che i poveretti avevano subito, testimonianza inequivocabile di un eccidio implacabile e premeditato da parte degli indios. Cos\u00ec ha ricostruito le probabili modalit\u00e0 dell&#8217;eccidio il padre Gabriele Soldati (in: Bindo Meldolesi e altri: <em>Roraima. Viaggi ed esplorazioni tra gli indios<\/em>, a cura di Brino Marcon, Edizioni del Noce, 1996, pp. 291-293):<\/p>\n<p><em>Gli indigeni, com&#8217;\u00e8 loro uso, hanno attaccato al mattino. Ne \u00e8 conferma il mancato collegamento radio delle re 17 del 1\u00b0 novembre, pienamente garantito da padre Calleri. Non furono colti nel sonno, perch\u00e9 ci\u00f2, oltre a contrastare con una sicura prassi di dignit\u00e0 da parte del&#8217;indio, dimostrato dal fatto che gli scheletri erano muniti di scarpe e vestiti. Non furono torturati prima di morire, perch\u00e9 risulta che la morte fu dovuta a un gran numero di frecce. Ogni cadavere presenta l&#8217;omoplata [la scapola, n.n.] ripetutamente trapassata ed \u00e8 quindi probabile che l&#8217;attacco sia stato sferrato da un numero elevato di guerrieri. La frattura del cranio, riscontrata in tutti i cadaveri, pi\u00f9 che far pensare a un colpo di grazia, sembra invece esprimere un&#8217;esigenza del prestigio guerriero degli indio, in base al quale essi vollero improvvisare un&#8217;azione secondo loro grandiosa e degna di essere raccontata nelle loro assemblee. Alcuni crani risultano fratturati, altri meno, in ragione dello strumento usato: tutti per\u00f2 furono colpiti al capo. Il meno offeso fu padre Calleri, che presentava appena un lieve sfondamento sul temporale destro, conseguenza forse di un colpo di martello. Risulta anche che i corpi non furono abbandonati sul luogo dell&#8217;eccidio, ma trascinati nell&#8217;interno della foresta con l&#8217;aiuto di pertiche, le mani e i piedi legati. Il materiale della spedizione venne portato via o nascosto: particolare, questo, che non privo di ombre, perch\u00e9 alcune cose non erano di alcun interesse per gli indios. L&#8217;aver abbandonato la maloca [villaggio] e l&#8217;essersi trasferiti ad una trentina di chilometri verso ovest, in una regione soggetta ad allagamenti, conferma il panico da cui fu certamente colto il gruppo degli aggressori, in previsione di una rappresaglia dei bianchi.<\/em><\/p>\n<p>Anche in questa ricostruzione \u00e8 presente, a nostro parere, qualche residuo del mito del Buon Selvaggio. Non \u00e8 vero che gli indios non avrebbero potuto attaccare di notte e sorprendere le vittime nel sonno perch\u00e9 ci\u00f2 sarebbe stato contrario al loro codice d&#8217;onore; i militari brasiliani, anzi, dopo aver ritrovato ed esaminato i resti dei membri della spedizione, conclusero che le cose dovevano essersi svolte proprio a quel modo, e che le ferite al capo inferte a tutti loro indicavano che erano stati aggrediti di notte, se non proprio nel sonno, certo nel momento in cui erano particolarmente indifesi e vulnerabili. Inoltre l&#8217;interpretazione delle ferite al capo offerta in questo brano indulge a considerazioni un po&#8217; gratuite e si sottrae alla spiegazione pi\u00f9 logica e naturale: che le vittime fossero state colte del tutto impreparate, perch\u00e9 chi sta sulla difensiva, sia pure disarmato, difficilmente pu\u00f2 essere abbattuto da un colpo di mazza sulla testa, perch\u00e9 la testa \u00e8 la parte del corpo che chi si vede minacciato istintivamente cerca di proteggere. Lo stesso padre Calleri, nell&#8217;ultima lettera, dice di sapere che gli Atroaris sono &quot;specialisti&quot; nel colpire a tradimento. Quanto all&#8217;osservazione che il colpo inferto a padre Calleri era stato solo <em>un lieve sfondamento dell&#8217;osso temporale<\/em>, ha quasi il sapore dell&#8217;ironia: per quanto lieve possa apparire allo sguardo freddo dell&#8217;anatomopatologo, si tratta pur sempre di un colpo che \u00e8 stato vibrato da qualcuno che aveva la precisa volont\u00e0 di uccidere.<\/p>\n<p>Circa le ragioni dell&#8217;eccidio, ecco quanto ipotizzano gli autori del libro succitato (pp. 281-282):<\/p>\n<p><em>Viene spontaneo, ora, farci una domanda. Perch\u00e9 gli indios compirono l&#8217;eccidio? Forse a questa domanda non si potr\u00e0 mai dare una risposta sicura. L&#8217;ipotesi che gli indios abbiamo trucidato gli uomini che componevamo la spedizione per rapire le donne risulta priva di fondamento, perch\u00e9 in questo caso esse sarebbero state risparmiate. Molto pi\u00f9 attendibile, invece, l&#8217;ipotesi che si rif\u00e0 direttamente a quel tanto di rischio che la missione pacificatrice comportava. \u00c8 probabile che, nonostante l&#8217;impiego di tutti i mezzi di carattere strategico e psicologico impiegati da padre Calleri e dai suoi compagni per persuadere gli indios, ad un certo punto sia prevalso in loro l&#8217;antico sentimento di diffidenza, di paura e di odio che li port\u00f2 a compiere la strage.<\/em><\/p>\n<p><em>Padre Calleri non era all&#8217;oscuri di questa eventualit\u00e0 e lo dimostra anche la seguente lettera che scrisse alla mamma e alle sorelle, delle quali una \u00e8 suora di clausura, prima di partire per l&#8217;eroica spedizione.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;ULTIMA LETTERAALLA MAMMA<\/em><\/p>\n<p><em>Cara mamma e care sorelle,<\/em><\/p>\n<p><em>(&#8230;) Vi do una notizia: mi trovo in questo momento a Manaus, capitale dell&#8217;Amazzonia, per preparare una missione straordinaria: stavolta \u00e8 molto difficile e dura. Il governo nazionale, che sta costruendo una grande strada intercontinentale tra il Brasile e il Venezuela, e detta strada \u00e8 costretta a passare in una zona occupata completamente da indios ferocissimi, di dove nessuno \u00e8 mai riuscito a venir fuori vivo, ha chiesto ufficialmente l&#8217;intervento del nostro Istituto, il quale ha scelto me per eseguire l&#8217;impresa. Centoventi persone, in questi ultimi anni, hanno perso la vita sotto le frecce degli indios, nel tentativo di pacificarli. La cosa \u00e8 parecchio grossa: ne parlano giornali e radio. L&#8217;Istituto, attraverso il Superiore Generale che venne appositamente a Roraima, non mi obblig\u00f2, \u00e8 logico. Ma io accettai. Il coraggio non mi \u00e8 mai mancato; inoltre, trattandosi di un&#8217;impresa altamente umanitaria, sono certo che Iddio penser\u00e0 a dare una mano anche Lui. &#8230; Sinceramente, non sono sicuro di farcela. Ci metter\u00f2, per\u00f2, tutta la prudenza e lo studio per evitare momenti brutti. Ma una cosa \u00e8 certa: che questo gruppo di indios sono esperti nel cogliere l&#8217;individuo quando meno se lo aspetta. Che lo Spirito Santo mi mandi la sua luce quando sar\u00e0 tempo! In Catrimani, ora, le nove trib\u00f9 con cui sono venuto in contatto, sono miei amici, molto&#8230; \u00e8 costato parecchio duro lavoro, ma tutto and\u00f2 bene: questa volta, invece, non lo so&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Sono con Dio e la sua buona collaborazione.<\/em><\/p>\n<p><em>(&#8230;) Arrivederci presto!<\/em><\/p>\n<p><em>Giovanni<\/em><\/p>\n<p>Come si vede, padre Calleri aveva un oscuro presentimento: non solo non sottovalutava i rischi della spedizione, ma era perfettamente consapevole che sarebbe stata una scommessa con la morte. Conosceva gi\u00e0 le mentalit\u00e0 degli indios, essendo riuscito a pacificare e rendersi amiche alcune trib\u00f9 che, come gli Atroaris, non avevano mai stabilito contatti pacifici coi bianchi; per\u00f2 questa volta il caso era diverso, sapeva che avrebbe avuto a che fare con degli indigeni particolarmente feroci e ostili e che la sua sorte e quella dei suoi compagni sarebbe stata appesa a un filo. D&#8217;altro canto pu\u00f2 essere che proprio il successo della precedente spedizione gli abbia falsato un po&#8217; la prospettiva, conferendogli troppa sicurezza, o l&#8217;illusione di aver compreso a sufficienza la psicologia di quella gente. Sappiamo, dai messaggi radio inviato a Manaus prima della tragica fine, che gli Atroaris si erano mostrati fin dall&#8217;inizio piuttosto aggressivi e che avevano cercato di metter le mani sul materiale; e che egli li aveva indotti a pi\u00f9 miti consigli mostrandosi molto fermo e per niente spaventato dai loro gesti minacciosi. Sapeva che altri uomini bianchi avevano pagato con la vita il fatto di essersi mostrati spaventati e aver lasciato che gli Atroaris rubassero tutto ci\u00f2 che avevano, sperando con ci\u00f2 di ammansirli e di salvare la pelle. L&#8217;idea di padre Calleri era di non cedere in alcun modo alle pretese aggressive degli indios, per poi, con calma, fare loro alcuni doni, in modo che fosse ben chiaro che quegli oggetti non venivano ceduti sotto l&#8217;incalzare della paura, ma per pura generosit\u00e0 e benevolenza.<\/p>\n<p>Bisognerebbe per\u00f2 sapere come la videro gli indios e se si sentirono provocati e beffati da quegli estranei che erano penetrati nel loro territorio e sfoggiavano ogni sorta di ricchezze, ma erano alquanto restii a privarsene in favore dei legittimi padroni di quella regione. Pertanto, mostrandosi deciso e sicuro del fatto suo, \u00e8 possibile che padre Calleri abbia rimandato la resa dei conti, ma che proprio tale sicurezza abbia finito per irritare gli indios, i quali la scambiarono per una forma di arroganza e di disprezzo nei loro confronti. Il loro capo, in special modo, pu\u00f2 essersi sentito offeso e aver temuto che il suo prestigio fosse intaccato dal fatto di non aver ottenuto niente da quegli stranieri, vedendosi respinto come un qualunque pezzente che stende la mano verso i beni superflui del ricco, ma se la vede ricacciare indietro. \u00c8 impossibile dire con certezza cosa accadde in quei cervelli. Padre Calleri, come chiunque abbia avuto a che fare con loro, e in generale con gli uomini primitivi, sa che una delle caratteristiche principali del loro comportamento \u00e8 l&#8217;estrema volubilit\u00e0 e imprevedibilit\u00e0, simili, per certi aspetti, a quelle dei bambini: un momento sorridono e si mostrano quanto mai amichevoli, un momento dopo cambiano completamente attitudine, come il cielo quando le nuvole coprono il sole d&#8217;improvviso: allora mostrano il volto ostile e fanno dei gesti inequivocabilmente minacciosi.<\/p>\n<p>Due cose ci hanno colpito in quella lettera commovente, e sia chiaro che non ci permettiamo di muovere una critica a quell&#8217;eroico missionario, consci che solo chi non fa nulla non sbaglia mai, e che anche gli uomini migliori, animati dalle intenzioni pi\u00f9 pure, possono commettere degli errori, naturalmente senza rendersene conto. Primo, una certa qual eccessiva fiducia in se stesso, basata sulla consapevolezza di possedere un animo coraggioso. Il fatto che le autorit\u00e0 siano ricorse a lui come il solo capace di portare a buon fine una missione tanto difficile e pericolosa pu\u00f2 forse aver accarezzato quel tanto di vanit\u00e0 che ciascuno di noi si porta dentro e che non \u00e8 necessariamente un male, se viene messa al servizio della buona causa, com&#8217;\u00e8 stato per padre Calleri e moltissimi altri missionari; resta per\u00f2 l&#8217;impressione che, pur essendo ben consapevole dei rischi cui andava incontro e pur dicendosi fiducioso nell&#8217;indispensabile aiuto di Dio, egli contasse molto sulle proprie risorse, la propria esperienza e la propria capacit\u00e0 di giudizio. La seconda cosa che ci colpisce \u00e8 l&#8217;assoluta certezza di padre Calleri d&#8217;aver accettato una missione di natura altamente umanitaria e del tutto disinteressata. Ma era proprio cos\u00ec? Dopotutto, l&#8217;apertura della strada intercontinentale attraverso la millenaria foresta comportava un giro d&#8217;interessi economici di prima grandezza: perci\u00f2 non si trattava di un&#8217;impresa del tutto disinteressata. Disinteressato era lui, con la sua volont\u00e0 di pacificare gli indios ed evitare inutili spargimenti di sangue <em>da ambo le parti<\/em> (lui stesso ricorda che centoventi bianchi erano stati uccisi negli ultimi anni, solo per aver tentato di contattare amichevolmente gli indios); ma non altrettanto si pu\u00f2 dire di quelli che sollecitarono l&#8217;intervento dei missionari, mettendo in moto la sua spedizione. Esiste perfino una versione &quot;alternativa&quot; del massacro, secondo la quale l&#8217;unico sopravvissuto era in realt\u00e0 un traditore, il quale, d&#8217;accordo sia con gli Atroaris (i quali per\u00f2 non conoscevano tutto il piano), sia con l&#8217;esercito brasiliano, fece in modo di favorire l&#8217;eccidio, cos\u00ec che i militari avessero il pretesto d&#8217;intervenire alla loro maniera, senza tanti scrupoli nei confronti degli indigeni. Nulla possiamo dire su questa versione un po&#8217; machiavellica, tranne che non la si pu\u00f2 escludere del tutto.<\/p>\n<p>Padre Calleri non avrebbe voluto che la sua morte fosse strumentalizzata, n\u00e9 che gli indios fossero puniti, com&#8217;\u00e8 accaduto. Ma una cosa \u00e8 certa: il mito del Buon Selvaggio oltre che falso \u00e8 pericoloso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un fatto di cronaca accaduto in una regione remota aveva colpito moltissimo la mia fantasia di bambino: il 1\u00b0 novembre 1968 era stato assassinato, insieme ad<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30135,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[92],"class_list":["post-23613","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-zoologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-zoologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23613","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23613"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23613\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30135"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23613"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23613"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23613"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}