{"id":23605,"date":"2015-03-12T01:17:00","date_gmt":"2015-03-12T01:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/03\/12\/quel-commissario-cosi-solidamente-borghese-che-finiamo-per-amare-anche-nostro-malgrado\/"},"modified":"2015-03-12T01:17:00","modified_gmt":"2015-03-12T01:17:00","slug":"quel-commissario-cosi-solidamente-borghese-che-finiamo-per-amare-anche-nostro-malgrado","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/03\/12\/quel-commissario-cosi-solidamente-borghese-che-finiamo-per-amare-anche-nostro-malgrado\/","title":{"rendered":"Quel commissario cos\u00ec solidamente borghese che finiamo per amare anche nostro malgrado"},"content":{"rendered":"<p>In vari luoghi d&#8217;Europa, ad esempio nella cittadina olandese di Delfzijl, sono stati eretti dei monumenti ad un signore dalla corporatura massiccia, che indossa il cappotto sopra la giacca e col cappello in testa, e che stringe in mano la pipa, piegando il braccio sinistro in una posa caratteristica, involontariamente pomposa e quasi napoleonica.<\/p>\n<p>Quel cappotto ci fa pensare a un lunghissimo inverno che non vuol mai finire; ma quella pipa, col suo minuscolo fornello, ci suggerisce una fonte di calore che arde ininterrotta e che spande nell&#8217;aria il suo gradito aroma, introducendovi una nota di pace, se non proprio di allegria: e cos\u00ec tutto l&#8217;insieme del personaggio, al tempo stesso imponente e quotidiano, un po&#8217; burbero ma anche umano, ispira immediatamente sentimenti contrastanti ma, nel complesso, positivi.<\/p>\n<p>S\u00ec: \u00e8 proprio lui, il Borghese con la &quot;b&quot; maiuscola: la pi\u00f9 aborrita e destata figura sociale della modernit\u00e0, contro la quale Marx ha predicato l&#8217;eterno odio di classe dei proletari di tutto il mondo, e sulla quale legioni di intellettuali, scrittori, artisti, tutti o quasi tutti di origine squisitamente borghese (come lo stesso Marx), hanno riversato tutto il disprezzo e tutta l&#8217;avversione di cui erano capaci, senza risparmio di colpi, facendone addirittura l&#8217;archetipo di tutto quanto vi \u00e8 di moralmente riprovevole e di esteticamente ripugnante nella natura umana.<\/p>\n<p>Questo solido borghese, talmente calato e perfino compiaciuto nel proprio ruolo da apparire quasi incongruo e un po&#8217; na\u00eff nella sua ingenua naturalezza, non \u00e8 una persona realmente vissuta in carne ed ossa, ma un personaggio letterario, uno di quelli che pi\u00f9 hanno saputo fare breccia nell&#8217;immaginario collettivo, in ragione delle sue caratteristiche paterne, severe ma al tempo stesso rassicuranti, nonch\u00e9 della sua umanit\u00e0 profonda, sofferta e quasi risentita, che lo ha portato, pi\u00f9 di una volta, a occultare prove di colpevolezza per consentire a dei delinquenti casuali, ma pi\u00f9 sfortunati che malvagi, di avere dalla vita un&#8217;altra opportunit\u00e0: il leggendario commissario della polizia di Parigi, Jules Maigret.<\/p>\n<p>Creato dalla penna (ma Pirandello avrebbe detto: evocato, non creato) di Georges Simenon, scrittore belga nato nel 1903 e morto nel 1989, Maigret \u00e8 il protagonista di settantacinque romanzi &#8211; settantanove, contandone anche quattro poi ripudiati dall&#8217;autore e scritti sotto pseudonimo &#8212; e di ventiquattro racconti, pi\u00f9 un certo numero di articoli, prefazioni e altri scritti di vario genere: uno dei casi di maggiore assiduit\u00e0 fra scrittore e personaggio di tutta la letteratura mondiale.<\/p>\n<p>Maigret \u00e8 commissario della squadra omicidi e innumerevoli casi sono passati per le sue mani: casi che egli ha affrontato tutti con una tecnica d&#8217;indagine squisitamente intuitiva, immergendosi, per cos\u00ec dire, nell&#8217;atmosfera delle situazioni, dei luoghi, dei personaggi, sempre a caccia non solo e non tanto della verit\u00e0 legale, ma di quella umana che giace, sovente seminascosta, nelle pieghe pi\u00f9 profonde di quell&#8217;altra.<\/p>\n<p>Brusco, impaziente di intralci e impedimenti, avverso ai moderni metodi &quot;scientifici&quot; all&#8217;americana, Maigret \u00e8 un perfetto europeo, un perfetto francese, un perfetto parigino, oltre che un perfetto borghese. Non ha opinioni politiche, non ha vizi se non quello del fumo, del buon bicchiere della buona tavola; \u00e8 sposato e marito fedele, ma non ha figli, cosa che vive con segreta malinconia; \u00e8 temuto e rispettato, ma soprattutto ammirato dai suoi subordinati, che fa correre di qua e di l\u00e0, riservandosi la parte di &quot;cervello&quot; in ciascuna indagine.<\/p>\n<p>Con i superiori ha un rapporto formalmente corretto, ma sotterraneamente carico di attriti, perch\u00e9 non sopporta la disciplina, le formalit\u00e0 e la burocrazia, mentre essi ne sono i pi\u00f9 tipici rappresentanti; inoltre \u00e8 diretto, virile, alieno da qualunque forma di servilismo e nutre una segreta simpatia per i deboli, per i vinti, per gli inetti che la vita ha duramente provato e una altrettanto radicata, ma non altrettanto segreta, antipatia per i poltroni, per i figli di pap\u00e0, per i ricchi nullafacenti.<\/p>\n<p>Da ci\u00f2 non si deve dedurre che le sue simpatie politiche vadano a destra; perch\u00e9 Maigret \u00e8 un personaggio rigorosamente apolitico (cosa che alcuni critici hanno trovato strana, trattandosi di un francese e, pi\u00f9 in generale, di un latino); e c&#8217;\u00e8 motivo di pensare che, se pure si decidesse ad esternarle, avremmo delle belle sorprese, se \u00e8 vero quel che si dice un po&#8217; sottovoce del suo autore, e cio\u00e8 che \u00e8 stato collaborazionista durante la seconda guerra mondiale o, quanto meno, legato agli ambienti del collaborazionismo (il fratello di Simenon lo fu certamente, tanto che a guerra finita si arruol\u00f2 nella Legione Straniera e ci lasci\u00f2 la pelle, durante la guerra d&#8217;Indocina).<\/p>\n<p>Del resto,che Maigret sia un conservatore, nel senso pi\u00f9 ampio del termine &#8211; e sia pure un conservatore \u00absui generis\u00bb -, stano a mostrarlo mille particolari della sua vita quotidiana: ad esempio quel suo voler conservare, in ufficio, la vecchia stufa a legna, per il solo piacere di riempirla con le sue mani (altro indizio di amore per la manualit\u00e0: la cerimonia di accensione della pipa con i cerini), mentre in tutto l&#8217;edificio stanno installando i moderni termosifoni.<\/p>\n<p>Dicevamo della sua umanit\u00e0. Maigret non giudica, non gli interessa di ergersi a giudice dei criminali sui quali sta indagando: gli interessa pi\u00f9 che altro comprendere il mistero del cuore umano, rendersi conto delle molle segrete del suo agire, nel male cos\u00ec come nel bene (ma, per la sua professione, soprattutto nel male).<\/p>\n<p>Ed \u00e8 questo distacco, che non si qualifica in alcun modo come indifferenza, ma, al contrario, come suprema forma di saggezza, ossia come consapevolezza che nessun essere umano ha il diritto di giudicare, nel profondo, un suo simile, che lo pone segretamente in conflitto con la sua professione e, talvolta, con i suoi superiori, primo fra tutti il giudice Comelieau; conflitto che egli risolve, o piuttosto supera, facendo appello, nei momenti di maggior tensione, alla propria coscienza e al proprio superiore senso di umanit\u00e0. Esattamente il contrario di un altro celeberrimo ispettore di polizia francese immortalato dalla letteratura: il terribile Javert, persecutore implacabile di Jan-Valjean, creato da Victor Hugo ne \u00abI Miserabili\u00bb: tanto \u00e8 vero che, quando la coscienza di Javert entra in conflitto con il senso del dovere formale, questi non riesce a mediarlo e risolve la crisi interiore togliendosi la vita.<\/p>\n<p>Sia il cinema che la televisione si sono impossessati di questo ghiotto boccone commerciale, divenuto rapidamente celebre in tutto il mondo, con esiti pi\u00f9 o meno felici e con maggiore o miniore fedelt\u00e0 alla lettera e allo spirito dell&#8217;originale. Per il pubblico italiano, Maigret possiede la faccia onesta e virilmente bonaria di Gino Cervi, che lo interpret\u00f2 in alcuni mitici cicli di sceneggiati negli anni Sessanta del secolo scorso. Per quello francese dell&#8217;ultima generazione, il suo volto \u00e8 invece quello rude e un po&#8217; pesante di Bruno Cr\u00e9mer, i cui occhi azzurri dalle profondit\u00e0 abissali contrastano singolarmente con la voluta inespressivit\u00e0 della sua maschera.<\/p>\n<p>Personalmente, riteniamo che entrambi gli attori lo abbiano interpretato in maniera egregia; ma la nostra preferenza va a Bruno Cr\u00e9mer, perch\u00e9 ci sembra pi\u00f9 realisticamente calato nel personaggio, con una psicologia pi\u00f9 sottile e meno emotiva, meno &quot;meridionale&quot; di quella con cui lo ha rappresentato il pur bravissimo attore italiano; senza parlare della regia e della ricostruzione d&#8217;ambiente, incomparabilmente pi\u00f9 efficaci e verosimili. L&#8217;acribia filologica della serie televisiva francese (ben cinquantaquattro puntate, fra il 1991 e il 2005) si spinge perfino alla cura dei caratteri di stampa nei titoli di testa, che sono identici a quelli in voga negli anni Trenta del secolo scorso; per non parlare dell&#8217;abbigliamento, degli interni, dell&#8217;arredamento.<\/p>\n<p>Bruno Cr\u00e9mer \u00e8 un Maigret meno chiacchierone e meno espansivo di Gino Cervi; pi\u00f9 taciturno e pi\u00f9 riflessivo; pi\u00f9 padrone di s\u00e9 in tutte le situazioni, che non perde mai la calma anche se, sotto la sua maschera di ghiaccio, palpita un vulcano perennemente in procinto di eruttare; e la bravura dell&#8217;attore francese (nato a Sain-Mand\u00e9 nel 1929) \u00e8 proprio quella di aver saputo contemperare ed equilibrare questi due lati contrastanti del suo personaggio, con una sottilissima cura per le sfumature che Cervi, invece, tende a saltare a pie&#8217; pari. Insomma il Maigret di Cervi \u00e8 un istintivo immediato ed estroso, quello di Cr\u00e9mer \u00e8 un istintivo che si controlla e che media continuamente non solo con se stesso, ma anche con la vita.<\/p>\n<p>Le storie pi\u00f9 belle, secondo noi, sono quelle di due generi: quelle ambientate nei quartieri poveri di Parigi, popolati da personaggi ambigui ma intimamente dolenti, perch\u00e9 mortificati dalla vita; e quelle che si svolgono in provincia, nella vastit\u00e0 delle campagne o in qualche minuscolo borgo rurale dove non c&#8217;\u00e9 che un unico posto telefonico pubblico, e nei quali la vita sociale ruota attorno a pochissimi luoghi un po&#8217; claustrofobici, primi fra tutti l&#8217;osteria e la locanda con ristorante a prezzo fisso, i cui clienti sono modesti borghesi, sensali o commessi viaggiatori e le cui cameriere, giovani e meno giovani, si portano dentro una profonda tristezza e un male di vivere che i sogni infranti di un avvenire diverso hanno indotto a ripiegarsi su se stesse oppure, all&#8217;opposto, a sfidare la societ\u00e0 perbenista con gesti inattesi di protesta e di ribellione.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo aspetto ci porta a parlare dei veri nemici di Maigret: che non sono di certo i criminali cui d\u00e0 la caccia e nemmeno i superiori che sovente lo intralciano con le loro ridicole pignolerie, ma i piccoli borghesi, di citt\u00e0 e di provincia, che in nome dell&#8217;invidia, della gelosia, dell&#8217;avidit\u00e0 o della noia, finiscono per perdere ogni senso morale, per diventare disumani e per ostacolare il corso della giustizia con il groviglio velenoso del loro astio e della loro omert\u00e0; astio e omert\u00e0 che ricordano altre situazioni della societ\u00e0 francese, ad esempio quelle descritte in romanzi come \u00abGroviglio di vipere\u00bb di Fran\u00e7ois Mauriac, \u00abDiario di un curato di campagna\u00bb di Georges Bernanos, \u00abIl caos e la notte\u00bb di Henri de Montherlant e \u00abLeviatano\u00bb di Julien Green.<\/p>\n<p>Davanti a quelle astiose zitelle di provincia, a quelle zie consumate dal rancore, a quei vecchietti cui la vita non ha insegnato n\u00e9 saggezza n\u00e9 compassione, a quegli osti che e a quei portinai che si impicciano di tutti per una forma di curiosit\u00e0 senza calore e senza piet\u00e0, a quegli imprenditori che non sanno farsi amare n\u00e9 sul lavoro n\u00e9 in famiglia, tutti chiusi nel cerchio meschino del loro interesse materiale e del loro guadagno, Maigret non giudica e, tuttavia, \u00e8 profondamente a disagio. Il che non gli impedisce di portare avanti, sino in fondo, la sua indagine, senza riguardi per nessuno e, soprattutto, senza lasciarsi minimamente distratte dalle apparenze o, meno ancora, da quel che dice &quot;la gente&quot; che si crede bene informata.<\/p>\n<p>In questo senso, Maigret \u00e8 un borghese atipico e, in fondo, fuori posto; perch\u00e9, a dispetto della sua estrazione, della sua cultura e della sua visione del mondo, egli detesta con tutta l&#8217;anima quel complesso di qualit\u00e0 e di difetti che formano l&#8217;armatura caratteristica del borghese, primi fra tutti l&#8217;ipocrisia e la capacit\u00e0 di muoversi disinvoltamente, senza mai arrossire, nei meandri della pi\u00f9 sfacciata doppia morale: una per s\u00e9, tollerante e permissiva; l&#8217;altra per il prossimo, dura e intransigente.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 aria di chiuso, c&#8217;\u00e8 molto cattivo odore &#8211; direbbe il buon vecchio Nietzsche &#8211; in quei personaggi e in quelle situazioni: sia che si tratti di grandi borghesi dalla moralit\u00e0 (apparentemente) irreprensibile, sia che si tratti di piccoli e piccolissimi borghesi di provincia, baristi, carrozzieri, piccoli commercianti, artigiani. Maigret si salva, di tanto in tanto &#8211; oltre che rifugiandosi nella dolce, serena amicizia della moglie &#8211; nella simpatia per qualche bambino o bambina coinvolti nelle sue indagini, talvolta perfino nel ruolo di colpevoli; e, quando le circostanze delle inchieste lo richiedono, tuffandosi nell&#8217;ambiente semiacquatico degli ampi canali che intersecano la vasta pianura francese e che, con la Senna, si spingono fin nel cuore della vecchia Parigi.<\/p>\n<p>Le storie pi\u00f9 avvincenti sono quelle ambientate lungo fiumi e canali, a bordo di chiatte o di vapori carichi di merci, lungo i moli e le banchine ove questi attraccano, nelle osterie che accolgono gli equipaggi. Con il vento dell&#8217;Atlantico che spazza la superficie dell&#8217;acqua e fa rialzare al commissario il bavero del cappotto, ma che sembra portare poderose boccate di aria fresca e che trasmette, scompigliando i capelli e disperdendo il fumo della pipa, un senso quasi doloroso di libert\u00e0, di orizzonti sconfinati non solo dei luoghi, ma anche dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Ed ecco, forse, il significato pi\u00f9 autentico della popolarit\u00e0 di Maigret, la ragione per cui noi tutti lo percepiamo come una presenza non solo familiare, ma addirittura necessaria, nello spazio della nostra immaginazione. Impavido e incrollabile nel suo senso morale che sa andare oltre la giustizia formale e i chiusi modi di pensare delle coscienze pigre, di quanti sono spiritualmente morti, egli \u00e8 la personificazione della nostra parte migliore, non senza una segreta sofferenza dovuta alla oscura consapevolezza di ci\u00f2 che ci impedisce di tradurre quel senso di pulizia morale nella nostra vita di ogni giorno: vale a dire la paura della libert\u00e0.<\/p>\n<p>Noi tutti, chi pi\u00f9 e chi meno, abbiamo paura di quella libert\u00e0, perch\u00e9, in fondo, abbiamo paura delle responsabilit\u00e0 che ne derivano e preferiamo, tutto sommato, trascinarci dietro le nostre segrete catene, specialmente se sono dorate. Maigret, no. Lui \u00e8 diverso: perch\u00e9, come direbbe ancora Pirandello, essendo un personaggio non possiede l&#8217;esistenza ma, in compenso, possiede quell&#8217;essenza di cui noi siamo cos\u00ec spesso carenti.<\/p>\n<p>Maigret non vacilla, non scende a compromessi. Egli respira i liberi venti della vita in piena sicurezza, anche se, talvolta, non senza un moto di disgusto per le sue brutture, che lo costringe istintivamente a cercare conforto in una chiacchierata con una semplice popolana, o nella compagnia casuale con un bambino (quel figlio che sua moglie non gli ha potuto dare, ma cui ripensa con rammarico), o, ancora, in una silenziosa battuta di pesca in riva a un fiume, nella campagna tranquilla, dove lo sciacquio delle onde suggerisce l&#8217;illusione del mare aperto e dei grandi, liberi orizzonti di cui l&#8217;anima ha eternamente nostalgia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In vari luoghi d&#8217;Europa, ad esempio nella cittadina olandese di Delfzijl, sono stati eretti dei monumenti ad un signore dalla corporatura massiccia, che indossa il cappotto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[185,192],"class_list":["post-23605","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-karl-marx","tag-luigi-pirandello"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23605","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23605"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23605\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23605"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23605"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23605"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}