{"id":23599,"date":"2015-11-03T06:05:00","date_gmt":"2015-11-03T06:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/03\/quel-cadavere-che-pesa-come-un-macigno-sulla-coscienza-di-de-gaulle-e-della-francia\/"},"modified":"2015-11-03T06:05:00","modified_gmt":"2015-11-03T06:05:00","slug":"quel-cadavere-che-pesa-come-un-macigno-sulla-coscienza-di-de-gaulle-e-della-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/03\/quel-cadavere-che-pesa-come-un-macigno-sulla-coscienza-di-de-gaulle-e-della-francia\/","title":{"rendered":"Quel cadavere che pesa come un macigno sulla coscienza di De Gaulle e della Francia"},"content":{"rendered":"<p>All&#8217;alba del 6 febbraio 1945, nel forte di Montrouge, non lontano da Parigi, cadeva sotto il piombo di un plotone d&#8217;esecuzione un giovane scrittore di trentacinque anni, Robert Brasillach, che, subito prima di morire, aveva ancora fatto in tempo a gridare: \u00abVive la France!\u00bb.<\/p>\n<p>Non aveva commesso alcun crimine materiale, non aveva violato alcuna legge, non si era macchiato di alcuna violenza; era stato ammiratore di Mussolini, aveva collaborato con il governo di Vichy e con la Germania di Hitler, aveva scritto articoli compromettenti sul giornale \u00abJe suis partout\u00bb, fondato da Pierre Gaxotte nel 1930 e suggestionato dalle idee dell&#8217;\u00abAction Fran\u00e7aise\u00bb di Charles Maurras: e null&#8217;altro. I suoi crimini, se furono tali, erano solo ed esclusivamente di natura intellettuale. Ma pu\u00f2, una nazione democratica, che si vanta d&#8217;aver portato nell&#8217;Europa moderna la libert\u00e0 di pensiero, fucilare un suo figlio, una delle pi\u00f9 promettenti glorie letterarie del XX secolo, sotto l&#8217;imputazione di aver commesso dei crimini intellettuali? Pu\u00f2 decretare la pena di morte per uno scrittore che ha dispiegato liberamente la propria intelligenza?<\/p>\n<p>Certo, non fu il solo a compiere quelle scelte.. Anche se, dopo il 1945, si \u00e8 fatto di tutto per cancellarne la memoria, o per ridurre almeno i casi pi\u00f9 spettacolari a questioni di ordine psichiatrico, non furono pochi, sia in Francia che nel resto d&#8217;Europa, gli intellettuali che professarono idee simili a quelle di Brasillach, fasciste, collaborazioniste, filo-naziste, antisemite: da C\u00e9line a Drieu La Rochelle, da Ezra Pound a Knut Hamsun, per tacere dei nostri Giovanni Gentile e Luigi Pirandello (chiss\u00e0 se avrebbero processato e condannato anche Pirandello, qualora fosse vissuto ancora qualche anno e non avesse voluto rinnegare pubblicamente le sue iniziali simpatie per il fascismo? O se qualche banda partigiana, come i G.A.P. o le S.A.P., non lo avrebbe punito alla stessa maniera di Gentile, cio\u00e8 in modo &quot;esemplare&quot;, assassinandolo per strada?). Drieu si suicid\u00f2 con il tubo del gas, un mese dopo la morte di Brasillach; C\u00e9line trascorse quattordici mesi in carcere, ove la sua salute si rovin\u00f2 irreparabilmente, poi emigr\u00f2 in Danimarca, fino all&#8217;amnistia; Pound venne rinchiuso in una gabbia, sotto il sole e la pioggia, per alcune settimane, indi scont\u00f2 dodici anni di manicomio criminale; Hamsun, che nel 1945, aveva la bella et\u00e0 di 86 anni, venne processato, dichiarato pazzo e poi, a 89 anni, condannato a pagare una multa di 325.000 corone norvegesi. Ma l&#8217;elenco potrebbe continuare. Lo scrittore russo P. N. Krasnov, che fu a capo di una formazione cosacca collaborazionista dei Tedeschi, venne consegnato all&#8217;Unione Sovietica e fucilato. Il filologo, saggista e giornalista Goffredo Coppola, rettore dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna nel 1943 e presidente dell&#8217;Istituto Nazionale di Cultura fascista, trovandosi in fuga da Milano con Mussolini, venne fucilato a Dongo e il suo cadavere esposto, insieme a quelli degli altri gerarchi, a Piazzale Loreto.<\/p>\n<p>Brasillach ha lasciato un segno e rappresenta, oggi, un peso e &#8212; forse &#8211; un rimorso per la coscienza della Francia. Il generale De Gaulle, nuovo Capo dello Stato, rifiut\u00f2 di accogliere la domanda di grazia presentata da un folto gruppo di scrittori e intellettuali di prestigio. Brasillach, proprio perch\u00e9 tanto intelligente, doveva morire: questa, in sintesi, la motivazione della sentenza; avrebbe dovuto capire quel che stava facendo, e non lo cap\u00ec. Nessuna indulgenza per un giovane dotato, che, a giudizio del tribunale, aveva fatto un cos\u00ec cattivo uso della propria intelligenza e della propria cultura. Alla corte furono sufficienti venti minuti di discussione per decidere la sua sorte.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ha rievocato la figura di Robert Brasillach &#8211; senza alcuna acredine, anzi, con una certa tenerezza &#8211; lo scrittore Jean D&#8217;Ormesson (classe 1925, vivente), una delle maggiori glorie letterarie della Francia odierna, nonch\u00e9 grandissimo innamorato della cultura e della civilt\u00e0 italiane, nel suo romanzo \u00abA Dio piacendo\u00bb (titolo originale: \u00abAu plaisir de Dieu\u00bb, Paris, \u00c9ditions Gallimard, 1974; traduzione dal francese di Giovanni Bogliolo, Milano, Rizzoli, 1975, p.. 196):<\/p>\n<p><em>\u00ab&#8230;Ricordo due o tre casi precisi in cui la confusione delle idee e dei sentimenti cos\u00ec caratteristica del nostro tempo &#8212; forse soltanto perch\u00e9 delle altre epoche che non abbiamo conosciuto ci facciamo un&#8217;idea molto semplificata &#8212; aveva raggiunto le vette della complicazione e del paradosso. Claude e io, per esempio, nutrivamo una specie di culto per un giovane nato una decina d&#8217;anni dopo di noi, del quale, credo, ho gi\u00e0 avuto occasione di parlare in queste pagine: Robert Brasillach. Brasillach aveva fatto ci\u00f2 che Claude e io avremmo voluto poter fare: era entrato all&#8217;\u00c9cole normale di rue d&#8217;Ulm, il cui solo nome ci mandava in estasi. Avevamo conservato qualcosa di quella nozione di \u00e9lite che ci aveva inculcato il nonno e che avremmo veduto scomparire radicalmente trenta o quarant&#8217;anni dopo, verso la fine della mia vita, all&#8217;epoca in cui scrivo queste righe. Questa idea d&#8217;\u00e9lite l&#8217;avevamo soltanto spostata, immaginando, come sempre avviene, di porci alla sommit\u00e0 di un progresso che pochi anni sarebbero bastati far invecchiare. Ci dicevamo che non c&#8217;era altra \u00e9lite che quella della scienza e della cultura e sognavamo a lungo, leggendo &quot;Les Thibault&quot; [la grandiosa saga di Roger Martin Du Gard, poi Premio Nobel per la Letteratura nel 1937: otto volumi pubblicati fra il 1922 e il 1940] o &quot;Les Hommes de bonne volont\u00e9&quot; [l&#8217;ancor pi\u00f9 vasto ciclo di Jules Romains, in ben 27 volumi, apparso fra il 1932 e il 1947], i tetti dell&#8217;\u00c9cole Normale e il suo famoso concorso d&#8217;ammissione. Ci eravamo gettati sul &quot;Virgile&quot; di Brasillach, poi sul suo meraviglioso &quot;Corneille&quot;, sul suo &quot;Comme le temps passe&quot;, di cui ci aveva incantato la notte di Toledo. Non avevamo mai visto Brasillach, ma Pihilippe lo aveva incontrato a Norimberga nel 1937. Quando, in piena occupazione tedesca, usc\u00ec &quot;Notre avant-guerre&quot;Philippe trionf\u00f2. Il mondo, tutto fatto di cultura classica, e di piaceri raffinati, che il libro dipingeva, era infinitamente pi\u00f9 vicino alle nostre preoccupazioni che a quelle di Philippe. Ma Brasillach vi ripercorreva tutte le tappe della sua conversione al fascismo. &quot;Vedete&#8230;&quot; diceva Philippe, che allora, lo recinteremo, era gi\u00e0 molto cambiato, ma restava fedele ai ricordi della sua giovinezza, &quot;vedete&#8230;&quot;. S\u00ec, s\u00ec, vedevamo&#8230; L&#8217;intelligenza, il talento, il genio non hanno mai impedito di sbagliarsi. Si direbbe, anzi, che aiutino a immergersi ancor pi\u00f9 in tutta la profondit\u00e0 e il cupo splendore dello smarrimento. In Brasillach, l&#8217;aspetto pi\u00f9 affascinante non era dato dalle sue idee, ma dalla sua allegria, dal suo ardore di vivere, dalla sua giovinezza, che pi\u00f9 tardi, quando tutti i suoi sogni sarebbero crollati, gli avrebbe impedito di cercare, come tanti altri, di riparare ai suoi errori.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Jean D&#8217;Ormesson \u00e8 uno dei pochi scrittori francesi contemporanei che abbia osato violare un tab\u00f9, parlando di Robert Brasillach; pure, anche nelle sue parole si avverte un certo imbarazzo, o meglio, una sorta di ambiguit\u00e0 e quasi di sdoppiamento: da un lato, l&#8217;ammirazione e la nostalgia per il giovane scrittore geniale, pieno di vita, di entusiasmo, di una eleganza naturale e contagiosa; dall&#8217;altro, l&#8217;ombra cupa della sua colpa imperdonabile e addirittura innominabile: essersi schierato a favore di Vichy e, peggio, aver creduto nell&#8217;Ordine Nuovo perseguito da Hitler e Mussolini.<\/p>\n<p>\u00c8 abbastanza curioso il fatto che un simile imbarazzo non si percepisca affatto nei confronti di altri intellettuali che presero partito per l&#8217;altro dittatore, Stalin, fautore anch&#8217;egli di un Nuovo Ordine Mondiale, che, se si fosse instaurato, avrebbe fatto passare giorni terribili all&#8217;umanit\u00e0, come li fece passare ai suoi sfortunati connazionali; parliamo di intellettuali prestigiosi, come i poeti Louis Aragon e Paul \u00c9luard, la cui militanza comunista e filo-sovietica non \u00e8 stata motivo di scandalo altrettanto profondo di quella filo-fascista di Drieu La Rochelle e di Robert Brasillach. Senza dubbio, ci\u00f2 ha a che fare con l&#8217;orgoglio ferito del nazionalismo francese, umiliato dalla bruciante sconfitta del 1940 ed esacerbato da quattro anni di occupazione militare dell&#8217;Asse: se fossero stati quattro anni di occupazione da pare dell&#8217;Armata Rossa, probabilmente lo stesso biasimo senza appello sarebbe caduto anche sugli Aragon e sugli \u00c9luard, che, invece, on sono mai stati chiamati a rendere conto a chicchessia delle loro scelte politiche.<\/p>\n<p>Eppure, sospettiamo che non si sia trattato solo di questo, ma anche di una differente valutazione ideologica: scusabile, a quanto pare, \u00e8 stato essersi illusi a proposito del Nuovo Ordine comunista; inescusabile, aver creduto in quello delle potenze dell&#8217;Asse. Si tratta di un retaggio ideologico duro a morire: essere militanti della &quot;gauche&quot; \u00e8 cosa buona in se stessa, anche se, in pratica, si \u00e8 trattato di schierarsi a favore di Stalin, delle sue purghe, dei gulag, dei massacri e dei crimini sistematici (come le fosse di Katyn per gli ufficiali polacchi prigionieri), delle deportazioni di massa, delle pulizie etniche (i tatari di Crimea, per esempio), e perfino dell&#8217;assassinio dei &quot;compagni&quot; dissidenti (come gli anarchici e i trotzkisti del P.O.U.M. in Spagna, nel 1937); in ogni caso, si pu\u00f2 sempre contare su di una tacita forma d&#8217;indulgenza da parte dell&#8217;<em>intellighenzia<\/em>, perch\u00e9, in Francia come altrove &#8212; compresa la nostra Italia &#8212; tutti i peccati politici sono perdonabili, purch\u00e9 commessi in buona fede, e quelli di sinistra sono sempre peccati in buona fede; gli unici peccati imperdonabili sono quelli di destra.<\/p>\n<p>Logico: la Francia, patria della Grande Rivoluzione, dell&#8217;illuminismo e del giacobinismo, ha ormai stabilito un principio indiscutibile: che la cultura \u00e8 progressista, vale a dire di sinistra; e che la destra non ha una cultura, ma esprime soltanto l&#8217;ignoranza o la reazione, cio\u00e8 la barbarie. E siccome gli intellettuali moderni sono persone che hanno un forte senso di solidariet\u00e0 reciproca, di tipo quasi massonico (vedi il caso del terrorista Cesare Battisti, per la cui difesa si \u00e8 scomodata anche la <em>premi\u00e9re dame<\/em> di Francia, l&#8217;italiana Carla Bruni; senza dimenticare la cosiddetta &quot;dottrina Mitterrand&quot;, favorevole all&#8217;asilo politico per i brigatisti italiani; oppure vedi il caso Sofri, per la cui innocenza si \u00e8 mobilitato un imponente partito trasversale, che va da Giuliano Ferrara a Massimo Cacciari), appare cosa del tutto naturale che l&#8217;<em>intellighenzia<\/em> progressista non sia disposta, strutturalmente e logicamente, a condannare se stessa.<\/p>\n<p>Ma torniamo a Brasillach. Il fatto che egli abbia scambiato le SS per le avanguardie di una Europa rinnovata e rigenerata, moralmente sana, ancorata alla identit\u00e0 dello Stato-nazione (per questo era fautore di una Francia alleata, ma non serva, dell&#8217;Asse; e per questo scrisse alcuni articoli anti-giudaici, accusando gli ebrei di contaminare, con il loro internazionalismo, l&#8217;identit\u00e0 spirituale francese), \u00e8 cosa che pu\u00f2 sorprendere o scandalizzare fin che si vuole, ma che s&#8217;inscrive nel quadro culturale e politico del momento e che rappresenta il logico approdo di tutto un filone della destra francese ed europea (cos\u00ec come l&#8217;approdo allo stalinismo rappresent\u00f2 il naturale esito di un ancor pi\u00f9 vasto filone della sinistra francese ed europea). Possiamo deprecare che un&#8217;intelligenza come la sua abbia preso una cantonata cos\u00ec grossa, tuttavia resta l&#8217;interrogativo se sia lecito processare e fucilare un uomo per un errore dell&#8217;intelligenza, senza che egli si sia macchiato di alcun crimine o che abbia violato alcun articolo del codice penale. E che ci\u00f2 sia avvenuto nella patria della moderna democrazia, \u00e8 cosa che fa ancor pi\u00f9 riflettere: se un Brasillach fosse stato fucilato, per analoghe ragioni, nella Spagna di Franco, o, meglio ancora, in una dittatura comunista, ci\u00f2 avrebbe comunque suscitato critiche e condanne, perfino da parte di non pochi &quot;compagni&quot;; ma \u00e8 accaduto in Francia, nel clima gioioso della Liberazione (o, almeno, che cos\u00ec viene descritto dai vincitori), quando ormai Parigi era stata sgombrata dagli occupanti e si profilava la fine della guerra.<\/p>\n<p>Il modo in cui si svolsero l&#8217;arresto e il processo dovrebbe indurre a riflessioni ancora pi\u00f9 serie. Brasillach, che aveva rifiutato di mettersi in salvo dopo lo sbarco alleato in Normandia, e si era nascosto a Parigi, si consegn\u00f2 alle autorit\u00e0 quando la polizia arrest\u00f2 la sua vecchia madre, minacciando di vendicarsi su di lei per la mancata cattura del figlio. Durante il processo, poi, egli tenne costantemente un atteggiamento fiero, non mostrando pentimento per le sue scelte, e, anzi, rivendicando la liceit\u00e0 di tutto quanto aveva fatto: un atteggiamento che i giudici reputarono una sfida e che vollero punire con la massima severit\u00e0. A detta di molti osservatori, Brasillach se la sarebbe cavata con una condanna a una pena detentiva, o forse sarebbe stato condannato a morte e poi graziato, se avesse domandato perdono: invece rimase fermo sulle sue posizioni, e, quando la sentenza fu letta in aula, e una voce dal pubblico grid\u00f2 che essa era una vergogna, lui, padronissimo di s\u00e9, disse a testa alta: \u00abAl contrario; \u00e8 un onore\u00bb.<\/p>\n<p>S\u00ec: crediamo che il suo cadavere pesi tuttora sulla memoria di De Gaulle e sulla coscienza della Francia e del sedicente &quot;mondo libero; che i suoi Mani attendano ancora di essere placati&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;alba del 6 febbraio 1945, nel forte di Montrouge, non lontano da Parigi, cadeva sotto il piombo di un plotone d&#8217;esecuzione un giovane scrittore di trentacinque<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[110,144,164],"class_list":["post-23599","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-civilta","tag-francia","tag-giovanni-gentile"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23599","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23599"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23599\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23599"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23599"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23599"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}