{"id":23598,"date":"2011-08-24T06:41:00","date_gmt":"2011-08-24T06:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/08\/24\/la-brama-di-essere-amati-e-cio-che-rende-cosi-poco-amabili-agli-occhi-dellaltro\/"},"modified":"2011-08-24T06:41:00","modified_gmt":"2011-08-24T06:41:00","slug":"la-brama-di-essere-amati-e-cio-che-rende-cosi-poco-amabili-agli-occhi-dellaltro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/08\/24\/la-brama-di-essere-amati-e-cio-che-rende-cosi-poco-amabili-agli-occhi-dellaltro\/","title":{"rendered":"La brama di essere amati \u00e8 ci\u00f2 che rende cos\u00ec poco amabili agli occhi dell\u2019altro"},"content":{"rendered":"<p>Sant&#8217;Agostino ricorda, in un celebre passo delle sue \u00abConfessioni\u00bb, che tutto quello che desiderava nella propria vita, da giovane, era amare ed essere amato.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, \u00e8 assai diffusa la convinzione che la fame di amore sia una caratteristica tipicamente umana e che ogni singolo uomo e ogni singola donna ne siano contrassegnati; al punto che, se qualcuno non lo \u00e8, si pensa a lui (o a lei) come a un individuo un po&#8217;anormale, manchevole di qualcosa d&#8217;essenziale.<\/p>\n<p>Una legione di opere letterarie, teatrali, musicali, cinematografiche, non cessa di battere e ribattere su questo punto: tutti siamo affamati d&#8217;amore, tutti ne abbiamo una brama profonda; ed \u00e8 per questo che finiremo per trovare ci\u00f2 che cerchiamo, ossia un uomo o una donna capaci di rispondere al nostro richiamo, di colmare il nostro bisogno.<\/p>\n<p>Ebbene, si tratta di una vera e propria sciocchezza.<\/p>\n<p>Non esiste affatto una qualche ragionevole aspettativa di trovare l&#8217;amore, per il semplice fatto che se ne \u00e8 insaziabilmente affamati; \u00e8 vero, semmai, il contrario: la fame di amore garantisce la quasi certezza che l&#8217;amore non arriver\u00e0, che quella brama non verr\u00e0 soddisfatta.<\/p>\n<p>La ragione di ci\u00f2 \u00e8 tremendamente facile da capire, se solo vi si pone un minimo di attenzione: le persone che hanno fame di amore sono autocentrate, ansiose, tendenzialmente negative, se non apertamente disperate: vi \u00e8 in esse, pertanto, pi\u00f9 di quanto occorra per tenere gli altri a debita distanza da loro, per indurre questi ultimi a scappare dopo il primo incontro.<\/p>\n<p>Vediamo perch\u00e9.<\/p>\n<p>Una persona autocentrata \u00e8 sempre sgradevole: dalle pi\u00f9 piccole sfumature del suo comportamento traspare il fatto che essa si aspetta di ricevere dal prossimo ben pi\u00f9 di quanto sia disposta ad offrire; \u00e8 istintivamente opportunista, talvolta fino alla meschinit\u00e0; inoltre, \u00e8 costantemente preoccupata di s\u00e9, delle proprie aspirazioni, dei propri bisogni, al punto di vedere ovunque non le immagini degli altri, ma il riflesso di se medesima, come se la realt\u00e0, per lei, consistesse in una infinita serie di specchi che le rimandano sempre e solo la sua immagine.<\/p>\n<p>Una persona ansiosa trasmette agli altri la sua ansia, anche se non lo vorrebbe e anche se cerca di tenerla a freno: l&#8217;ansia \u00e8 una delle poche emozioni che \u00e8 difficilissimo dissimulare, anche per un bravo attore; ed \u00e8, probabilmente, quella che induce maggiore disagio nel prossimo e che ottiene pi\u00f9 facilmente il risultato di indurlo a una rapida fuga dal soggetto ansioso.<\/p>\n<p>Infine, una persona affamata di amore \u00e8 tendenzialmente negativa, perch\u00e9, nelle zone pi\u00f9 profonde della sua anima, intuisce che la sua \u00e8 una fame patologica, inestinguibile e che, pertanto, non esiste al mondo, n\u00e9 potrebbe mai esistere, un essere umano capace di placarla e di soddisfarla; da ci\u00f2 deriva una tendenza alla negativit\u00e0, al pessimismo, non di rado alla vera e propria disperazione, che viene percepita chiaramente dagli altri e che li scoraggia e li spaventa a morte, quand&#8217;anche, di primo acchito, fossero interessati a quella tale persona.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che, mentre il bisogno di ricevere e dare amore \u00e8 un istinto naturalmente radicato nell&#8217;essere umano, la fame di amore a senso unico \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa; qui si entra in una dimensione decisamente patologica, anche se, in genere, queste persone non si rendono conto di quanto il loro problema traspaia dal loro modo di fare e anche se cercano di rassicurarsi, dicendo a se stesse che sono anche pronte a dare moltissimo amore, oltre che bisognose di riceverlo: perch\u00e9, generalmente, si tratta di un puro artificio dialettico.<\/p>\n<p>Alcune osservazioni che gli psicologi Connell Cowan e Melvyn Kinder sviluppano a proposito delle donne, possono applicarsi indifferentemente a ogni essere umano, uomo o donna che sia (in: \u00abSmart Women Foolish Choices\u00bb, 1985; traduzione italiana di Lydia Lax, \u00abDonne intelligenti, scelte stupide\u00bb, Frassinelli Editore, 1986, pp.51-53):<\/p>\n<p>\u00abI bambini molto piccoli sono legati ai genitori dall&#8217;invisibile cordone ombelicale di una sana e giusta dipendenza. L&#8217;amore di un bambino \u00e8 anzitutto un&#8217;esperienza egoistica e unilaterale. Soltanto quando il processo di socializzazione avviene, gradatamente i bambini imparano a preoccuparsi e a sensibilizzarsi nei riguardi degli altri e cominciano a sperimentare le magiche gratificazioni che si hanno nel dare amore oltre che nel riceverlo.<\/p>\n<p>Le esperienze infantili per quanto attiene all&#8217;amore variano terribilmente. Alcuni sono stati cos\u00ec fortunati da avere genitori che li hanno fatti sentire apprezzati e amati. Ma per molti l&#8217;esperienza d&#8217;amore \u00e8 rimasta incompleta. Le cicatrici di questo danno precoce al senso che ognuno di noi ha di meritare l&#8217;amore e di valere come individuo possono condurre a una disperazione che in et\u00e0 adulta costituisce una barriera all&#8217;amore. Queste vecchie ferite, invece di indurre alla comprensione e alla pena che meriteremmo di avere dl nostro prossimo, hanno spesso l&#8217;effetto di allontanarlo da noi.<\/p>\n<p>\u00c8 tristemente paradossale che le donne pi\u00f9 bisognose di affetto abbiano pochissime probabilit\u00e0 di trovarlo, soprattutto quando non si rendono conto che i segnali disperati che mandano possono allontanare gli uomini. Dentro di loro non negano di avere forti esigenze, ma non hanno consapevolezza dei modi in cui questi bisogni vengono comunicati agli uomini. La disperazione di una donna pu\u00f2 essere vissuta dagli uomini come un buco vuoto, un pozzo buio, profondo e senza fondo. Li terrorizza. La disperazione non comunica affatto la capacit\u00e0 di DARE amore; grida solo il violento bisogno di essere AMATI. La disperazione \u00e8 una fame inespressa che si manifesta con la stessa chiarezza di un messaggio tatuato sulla fronte della donna: &quot;Amami! Ti prego, amami!&quot;.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una cosa decisamente fondamentale che le donne devono capire riguardo agli uomini. Anche i pi\u00f9 sicuri ed equilibrati dei nostri pazienti maschi ci informano che parte di ci\u00f2 che desiderano in una relazione \u00e8 un misto di tenerezza, calore e sensibilit\u00e0 quale \u00e8 stato prodigato loro dalla madre durante l&#8217;infanzia. Gli uomini non informano mai di questo le donne, e tuttavia \u00e8 proprio cos\u00ec. Anche oggi, quando \u00e8 verosimilmente accettabile che gli uomini riconoscano le proprie esigenze pi\u00f9 &quot;tenere&quot;, essi sono riluttanti ad apparire &quot;deboli&quot; nel manifestarsi cos\u00ec. Anche se esistono ancora uomini a cui per un certo verso viene negata la possibilit\u00e0 di avere bisogno di sentirsi protetti e vezzeggiati, la componente materna che la maggior parte degli uomini ricerca nelle donne \u00e8 di enorme importanza. Se manca, gli uomini possono concludere che una donna o \u00e8 troppo interessata a se stessa o \u00e8 disperata. Perch\u00e9? Perch\u00e9 gli uomini ne interpretano la mancanza come la periva che una donna ha bisogno di prendere ed \u00e8 incapace di dare.<\/p>\n<p>Come si trasmette la disperazione? Gli uomini sono sensibili ad alcuni indizi estremamente sottili. Il loro radar in questi casi comincia a lampeggiare quando le donne danno importanza a un rapporto molto tempo rima che abbia una vera possibilit\u00e0 di svilupparsi, quando iniziano a nutrire troppo presto aspettative intense ed esigenti. Gli uomini avvertono la fame di una dona quando le manifestazioni di affetto e di amorevolezza arrivano immediatamente, oppure quando un Ti amo2 ha apposto in fondo un lamentoso punto di domanda, cio\u00e8 la richiesta indiretta di una rassicurazione. Una donna disperata richiede un impegno prima che il seme della relazione abbia messo radici. La disperazione non crede che, lasciandolo crescere al proprio magico passo, l&#8217;amore fiorir\u00e0. La disperazione avvelena un rapporto molto prima che un sentimento profondo possa aver messo radici.<\/p>\n<p>La donna che nega la propria fame d&#8217;amore spesso rimane sconcertata quando gli uomini si allontanano bruscamente. Ricordando l&#8217;incontro nn trova nulla di quanto ha detto o fatto &#8211; intenzionalmente &#8211; che riesca a spiegare come mai lui non le telefoni pi\u00f9.\u00bb<\/p>\n<p>Quanto qui viene osservato a propositi delle donne, ripetiamo, anche se con alcune opportune modifiche, ci sembra che valga sostanzialmente anche per gli uomini.<\/p>\n<p>Giungiamo cos\u00ec, paradossalmente, a una conclusione psicologica piuttosto interessante: in amore, ne riceve molto pi\u00f9 facilmente chi meno ne ha bisogno; e ad una conclusione filosofica ancor pi\u00f9 significativa: il bisogno eccessivo d&#8217;amore nasce da una debolezza, da una insicurezza e da una nevrosi che vengono immediatamente riconosciute come tali dagli altri: dunque, in un certo senso, si poterebbe affermare che \u00e8 realmente pronto e maturo per vivere l&#8217;amore proprio colui (o colei) che ha sviluppato la capacit\u00e0 di poterne fare a meno.<\/p>\n<p>E quest&#8217;ultimo ci sembra un concetto impegnativo, apparentemente sorprendente, che abbisogna di qualche ulteriore chiarimento.<\/p>\n<p>Eppure, a ben pensarci, ci si accorge che questa \u00e8 una legge universale della vita, altrettanto valida per ogni altro ambito: il denaro, il successo, il potere.<\/p>\n<p>\u00c8 veramente pronto per fare un buon uso del denaro solo colui che ha imparato a ridurre al minimo i propri bisogni; \u00e8 realmente pronto per vivere il successo, solo colui che ha saputo passare la sua vita nella modestia e nell&#8217;ombra; ed \u00e8 davvero pronto per esercitare il potere solamente colui che sa vivere benissimo, anche senza averne neppure un briciolo.<\/p>\n<p>Insomma: solo l&#8217;individuo che ha il suo centro in tutto il reale e in nessun luogo; solo l&#8217;individuo che \u00e8 capace di una perfetta autonomia, perch\u00e9 ha raggiunto, conquistandoselo giorno dopo giorno, con fatica ed impegno incessanti, il proprio equilibrio, sar\u00e0 in grado di fare buon uso delle cose: e l&#8217;amore \u00e8 la cosa affettiva per definizione, la cosa senza la quale si pu\u00f2 ben dire che una vita umana sia stata vissuta invano.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 alcuna ironia in questo; ma, al contrario, una profonda saggezza.<\/p>\n<p>Come potrebbe fare buon uso di una qualsiasi cosa, colui che non sa disciplinare i propri bisogni e che si fa trascinare da brame insaziabili, cio\u00e8 da qualcosa che non dipende da lui e che, quand&#8217;anche la trovasse, non potrebbe mai appagarlo?<\/p>\n<p>Sostenere il contrario sarebbe come affermare che, quanto pi\u00f9 si \u00e8 affamati di cibo, tanto pi\u00f9 si \u00e8 in grado di godere i piatti migliori; e che, quanto pi\u00f9 si \u00e8 tormentati dalla sete, tanto pi\u00f9 si \u00e8 in grado di riconoscere la qualit\u00e0 di un buon vino.<\/p>\n<p>\u00c8 vero il contrario: l&#8217;affamato si getta avidamente sul primo cibo che giunge alla sua portata, fosse pure guasto e corrotto; cos\u00ec come un individuo che stia quasi morendo di sete, si affretter\u00e0 a bere anche nell&#8217;acqua pi\u00f9 sporca, fangosa ed infetta.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 dimostra soltanto che il bisogno estremo, spasmodico, rabbioso, non consente di porsi nella maniera giusta verso ci\u00f2 che si desidera, verso ci\u00f2 di cui si avverte la mancanza: prima bisogna imparare a conoscersi, a lavorare su di s\u00e9, a padroneggiarsi e solo poi si sar\u00e0 degni di trovare ci\u00f2 di cui si andava alla ricerca.<\/p>\n<p>Il mito medievale del Santo Graal e dei cavalieri che si mettono instancabilmente alla sua ricerca, in fondo, racchiude questa medesima verit\u00e0: si diventa veramente uomini (e veramente donne) solo quando si diviene capaci di cercare le risposte in se stessi e non fuori di s\u00e9; solo quando si impara a lavorare su se stessi, a perfezionare se stessi, a trasformare se stessi e a non aspettarsi la salvezza da un evento esterno.<\/p>\n<p>L&#8217;amore, dunque, \u00e8 il premio delle anime forti, che giunge a compensare la loro fatica coraggiosa e solitaria; non la stampella che vanno mendicando le anime deboli, le anime pigre, le anime che non sono capaci di guardarsi dentro con occhio limpido e con pure intenzioni.<\/p>\n<p>E c&#8217;\u00e8 qualcosa, in noi, nel nostro sguardo, nel nostro modo di porci, che tradisce quasi immediatamente, anche se oscuramente, il nostro segreto: se, cio\u00e8, apparteniamo alla prima o alla seconda categoria di persone.<\/p>\n<p>E gli altri, d&#8217;istinto, si regolano di conseguenza.<\/p>\n<p>Ma non solo gli altri esseri umani: perfino gli animali, perfino le piante, perfino le circostanze colgono il nostro segreto.<\/p>\n<p>Il cane, infatti, abbaia solo contro colui che ne ha paura; la pianta fiorita appassisce sotto le cure esagerate, sotto le annaffiature eccessive del giardiniere ansioso; situazioni negative sembrano scaturire in maniera inspiegabile davanti a colui che non si aspetta nulla di buono dalla vita, che prevede insuccessi prima ancora di aver cominciato a lottare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sant&#8217;Agostino ricorda, in un celebre passo delle sue \u00abConfessioni\u00bb, che tutto quello che desiderava nella propria vita, da giovane, era amare ed essere amato. 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