{"id":23591,"date":"2018-05-15T11:02:00","date_gmt":"2018-05-15T11:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/15\/si-certo-bonhoeffer-e-un-maestro-del-nichilismo\/"},"modified":"2018-05-15T11:02:00","modified_gmt":"2018-05-15T11:02:00","slug":"si-certo-bonhoeffer-e-un-maestro-del-nichilismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/15\/si-certo-bonhoeffer-e-un-maestro-del-nichilismo\/","title":{"rendered":"S\u00ec, certo: Bonhoeffer \u00e8 un maestro del nichilismo"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo sostenuto, ripetutamente, che Dietrich Bonhoeffer ha svolto un ruolo fortemente negativo nello sviluppo della teologia del XX secolo, e che continua a s volgerlo, sia pure indirettamente; che \u00e8 stato uno dei maestri del nichilismo e che la sua concezione di un cristianesimo areligioso e amorale, di un cristianesimo senza religione, \u00e8 stata fin troppo benevolmente recepita dalle frange pi\u00f9 spinte del&#8217;ala riformista cattolica al Concilio Vaticano II, e che il suo ruolo storico \u00e8 stato quello di fare da\u00a0<em>trait-d&#8217;union<\/em>\u00a0fra Martin Heidegger e Karl Rahner, di saldare, cio\u00e8, il nichilismo filosofico con il nichilismo teologico, chiudendo il cerchio del nichilismo novecentesco e creando le premesse perch\u00e9 questo divenisse l&#8217;abito mentale, esplicito o implicito\u00a0 di gran parte del pensiero della tarda modernit\u00e0, fino ai giorni nostri e chi sa ancora per quanto tempo.<\/p>\n<p>Naturalmente, abbiamo innanzitutto il dove, cime sempre in una discussione filosofica, di dare una definizione del concetto di cui stiamo parlando. Definiamo allora il nichilismo come: A) un atteggiamento del pensiero che rifiuta tutte le categorie e tutti i contenuti accettati dalla tradizione, specie in ambito conoscitivo e morale; B) un indirizzo di pensiero che rifiuta l&#8217;esistenza di una realt\u00e0 oggettiva, definibile e riconoscibile, perch\u00e9 rifiuta il suo fondamento, l&#8217;essere; e quindi, C) una tendenza filosofica la quale, in maniera aperta o implicita, sostiene la nullit\u00e0 di ogni conoscere al di fuori dell&#8217;ambito pi\u00f9 strettamente soggettivo, nonch\u00e9 la nullit\u00e0 dell&#8217;esistente, la totale mancanza di fini o scopi nel reale, l&#8217;assoluta inconoscibilit\u00e0 del senso ultimo delle cose, o dichiara la sua assenza, il tutto nella prospettiva di una consapevolezza &quot;nuova&quot;, di una capacit\u00e0 di guardare in faccia le cose che gli uomini i della tradizione\u00a0 non hanno mai avuto. Da quest&#8217;ultimo aspetto deriva un atteggiamento psicologico piuttosto caratteristico di quasi tutti gli esponenti del pensiero nichilista, i quali, lungi dal considerarsi filosofi del crepuscolo, si sentono, generalmente, gli iniziatori di un mondo nuovo, coloro i quali tengono a battesimo una maniera del tutto nuova di porsi d fronte al reale e di fronte al fatto stesso del pensare. Nella presente riflessione, noi terreno presenti tutti e tre questi motivi presenti nel concetto di nichilismo, i quali ci appaiono non solo strettamente collegati, ma pressoch\u00e9 inseparabili. C&#8217;\u00e8 poi un quarto livello di significato, che deriva dal terzo punto, ma richiede un discorso pi\u00f9 specifico, e che affronteremo un po&#8217; pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p>Dicevamo che Bonhoeffer rientra, di diritto, fra i maggiori esponenti del nichilismo ed \u00e8 uno di quelli che pi\u00f9 hanno influenzato il complessivo orientamento nichilista della filosofia (e della teologia) dell&#8217;ultimo secolo. Ci proponiamo di mostrare che non si tratta affatto d&#8217;una esagerazione, di un giudizio affrettato e perci\u00f2 ingiusto; e, per farlo, partiamo da ci\u00f2 che scrive Federico Vercellone nella sua monografia\u00a0<em>Introduzione al nichilismo\u00a0<\/em>(Bari, Laterza, 2001, pp. 163-166):<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em>Le opere di Bonhoeffer, e fra queste in particolare &quot;resistenza e resa&quot;, segnano una svolta decisiva nella vicenda della secolarizzazione; essa viene accolta in termini cos\u00ec radicali da condurre a conseguenze che hanno a che fare da vicino con il nichilismo. \u00c8 infatti il mondo nel quale la religiosit\u00e0 \u00e8 giunta al suo compiuto declino quello che viene affrontato e discusso nelle lettere dell&#8217;epoca della prigionia; ci troviamo dunque in un luogo dove il Dio della religione tradizionale non ha pi\u00f9 autorit\u00e0, e dove l&#8217;incontro con il divino si fa pi\u00f9 faticoso ma anche pi\u00f9 degno dell&#8217;uomo. Agli occhi di Bonhoeffer &#8212; come dimostra il suo intero cammino speculativo &#8212; la questione \u00e8 indissolubilmente storica e teologica insieme. Infatti, la secolarizzazione non costituisce soltanto una difficolt\u00e0 per la religione, un problema da dirimere nella sua estrema rischiosit\u00e0. Esso \u00e8 anche il luogo in cui il fondamento si d\u00e0 nell&#8217;oggi. La fede, il messaggio, cristiano, vive, da questo punto di vista, nella prospettiva della decisione (un tema pervasivo nel panorama filosofico tedesco di quegli anni). Si tratta, in quest&#8217;ottica, di andar oltre la religiosit\u00e0 tradizionale, e cio\u00e8 di andare oltre la nozione di Dio come ipostasi teologica, come &quot;in s\u00e9&quot;. La decisione della fede &#8212; come si rivela gi\u00e0 in uno dei primi testi di Bonhoeffer, &quot;Sanctorum Communio&quot; &#8212; coincide con l&#8217;entrare a far parte della comunit\u00e0 che si realizza in Cristo. \u00c8 proprio questa centralit\u00e0 di Cristo a costituire quello che si potrebbe definire il filo rosso della riflessione di Bonhoeffer &#8212; \u00e8 un filo rosso che conduce al di l\u00e0 del Dio religioso &#8212; come ci rivelano soprattutto le lettere di &quot;Resistenza e resa&quot; che costituiscono l&#8217;ultimo e coraggioso esito di questo itinerario di pensiero.\u00a0Qui si profila una presa di posizione che accoglie pienamente il paradosso della &quot;k\u00e9nosis&quot;. Il Cristo che si \u00e8 fatto uomo e che per l&#8217;uomo muore, indica la peculiarit\u00e0 della condizione umana, di QUESTA condizione umana, e, con ci\u00f2, la peculiarit\u00e0 storica della fede. Una fede che viene a coincidere non con il distacco al mondo, ma con l&#8217;amore per la vita. Si tratta di mettere da parte quegli elementi di &quot;ressentiment&quot; insiti nel cristianesimo e nel Dio metafisici, di mettere da parte la religiosit\u00e0 consolatoria denunciata da Nietzsche e riproposta in forma surrogatoria nel mondo secolarizzato dalla psicanalisi e dall&#8217;esistenzialismo. \u00c8 necessario, per Bonhoeffer, &quot;tenere il passo di Dio&quot;, non volerlo oltrepassare, e accogliere quindi la contingenza in quanto tale. Abbiamo cos\u00ec&#8217; a che fare con una posizione che non svalorizza il mondo, non lo pone da parte come una sorta di &quot;alter ego&quot; rispetto a Dio; quello che potrebbe definirsi come il bonhoefferiano &quot;dire di s\u00ec&quot; alla vita conduce piuttosto ad accettarla anche nel suo volto pieno e gioioso.<\/em><\/p>\n<p>Non finiremo mai di stupirci nel vedere come gli intellettuali moderni siano bravi ad arrampicarsi sugli specchi per sostenere l&#8217;insostenibile, cio\u00e8 che i campioni del nichilismo sono, in realt\u00e0, degli innamorati della vita. Da Leopardi con la sua &quot;protesta&quot; (giusta l&#8217;interpretazione di Walter Binni) in avanti, \u00e8 sempre la stessa musica. In realt\u00e0, non si pu\u00f2 dire che siano molto originali: Vercellone, per esempio, non si fa scrupolo di mettere su due versanti contrapposti il distacco dal mondo e l&#8217;amore per la vita, suggerendo che chi ama la vita, come Bonhoeffer, non pu\u00f2 approvare il distacco dal mondo. Spiacenti, ma chi ragiona cos\u00ec, oltre a essere in ritardo di qualche secolo, non ha capito niente del Vangelo. Il vero cristiano \u00e8, nello stesso tempo, distaccato dal mondo e innamorato della vita: ma bisogna vedere cosa s&#8217;intende per &quot;vita&quot;. Se si intende l&#8217;edonismo, allora \u00e8 vero che il cristiano non ama la vita; se s&#8217;intende la vita vera, cio\u00e8 la vita eterna, di cui la vita terrena \u00e8 solo il preambolo e la preparazione, allora \u00e8 falsissimo. Ma \u00e8 chiaro dove una tale contrapposizione vuole arrivare: a dichiarare i Vangeli, e specialmente il quarto Vangelo &#8211; ove pi\u00f9 esplicita \u00e8 la condanna del &quot;mondo&quot; &#8211; come un frutto de<em>l ressentiment<\/em>: pur di dare ragione a Nietzsche, e, indirettamente, a Bonhoefer, Vercellone preferisce dare torto a san Giovanni e a tutta la tradizione spirituale, ascetica e mistica del cristianesimo, vale a dire a quanto di pi\u00f9 bello ha prodotto la fede cristiana nell&#8217;arco di duemila anni, compresi san Francesco e Meister Eckhart. E quali contorsioni per arrivare a sostenere che il &quot;vero&quot; cristianesimo \u00e8 quello di Bonhoeffer, erede di Nietzsche (e di Heidegger), cio\u00e8 del nichilismo e dell&#8217;esistenzialismo: due fra le correnti pi\u00f9 anticristiane che il pensiero europeo abbia prodotto nel corso del Novecento. E che pena veder parlare con tanta leggerezza e con tanta supponenza del &quot;Dio metafisico&quot;, come se Dio non fosse, per definizione, l&#8217;Essere, e quindi l&#8217;ente primo della metafisica, bench\u00e9 questo Dio si sia incarnato e fatto uomo, senza per\u00f2 cessare di essere Dio e senza nulla perdere della sua divinit\u00e0. E poi, dove sta scritto che &quot;tenere il passo di Dio&quot; equivale ad accettare come un dato di fatto irreversibile la secolarizzazione? E chi lo sa, poi, quale \u00e8 il passo di Dio? Il passo della storia \u00e8 il passo di Dio? Se cos\u00ec fosse, la storia sarebbe Dio e Dio sarebbe la storia: ma questo va bene per Hegel, non si accorda, per\u00f2, per nulla, con il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, il quale \u00e8 entrato, s\u00ec, nella storia, ma per dominarla, non per subirla. Vogliamo fare di Dio il patrono di tutte le bestialit\u00e0 e di tutte le infedelt\u00e0 dell&#8217;uomo moderno? Infine: perch\u00e9 parlare del volto pieno e gioioso della vita, e tacere il suo volto buio e tormentoso? Perch\u00e9 far finta che la morte non esista? Perch\u00e9 dare a intendere che si possa &quot;dire di s\u00ec&quot; alla vita, senza fare i conti con il grande esame di coscienza della morte, n\u00e9 con la sofferenza e la malattia? Questo cristianesimo &quot;nietzschiano&quot; ci sembra alquanto improbabile. E la croce? Niente, nemmeno una parola. Pare che il cristianesimo sia solo la religione del &quot;s\u00ec alla vita&quot;. Ma un cristianesimo senza la croce \u00e8 come un cristianesimo senza Ges\u00f9 Cristo: una contraddizione in termini, una impossibilit\u00f2 logica. Questo \u00e8 inseguire il moderno per la smania di essere sempre all&#8217;avanguardia: svalutare duemila anni di storia per dar ragione agli ultimi quaranta, cinquant&#8217;anni; in altre parole, svalutare Aristotele, sant&#8217;Agostino e san Tommaso d&#8217;Aquino per dar ragione a Heidegger, a Karl Rahner con la sua &quot;svolta antropologica&quot;, al Concilio e al neomodernismo rinato con esso e oggi trionfante.<\/p>\n<p>Il punto di partenza della riflessione di Bonhoeffer, dunque, \u00e8 che il processo della secolarizzazione \u00e8 giunto cos\u00ec avanti, da rendere impossibile pensare la religione nei termini nei quali veniva pensata prima di essa. Questo \u00e8 il tipico abito mentale delle avanguardie radicali e rivoluzionarie: la societ\u00e0 \u00e8 talmente cambiata che nulla potr\u00e0 mai essere come prima; tanto vale cavalcare la tigre e, prendendo atto di questo cambiamento, cercare nuove strade per dire ci\u00f2 che si vuole dire. La secolarizzazione, quindi, non viene analizzata nei suoi sviluppi storici e tanto meno nella sua essenza speculativa: \u00e8 presa in carico come la &quot;verit\u00e0 effettuale della cosa&quot;, direbbe Machiavelli, vale a dire come un dato definitivo e irreversibile, che sarebbe &quot;irrealistico&quot; non accettare pienamente, con tutte le sue conseguenze. Questo, per\u00f2, non \u00e8 un atteggiamento filosofico: fare filosofia \u00e8 domandarsi sempre perch\u00e9, cercar di capire, non prendere le cose in carico: per questo, basta una macchina fotografica. Se il compito del pensatore si limitasse a prendere atto delle cose cos\u00ec come stanno, la filosofia si risolverebbe in una adorazione dell&#8217;esistente, in un inno di gloria al potere di turno. Certo, Bonhoeffer, come del resto Heidegger, dice che prendere atto della realt\u00e0 serve a cercare nuove strade, nuove soluzioni: serve a far vedere che le vecchie strade non vanno pi\u00f9 bene, che non conducono da nessuna parte, perch\u00e9 sono ormai dei &quot;sentieri interrotti&quot;. Ma non c&#8217;\u00e8 il pericolo che queste nuove strade siano solo una resa e un tradimento dell&#8217;idea? Non rischia di essere un esercizio retorico, una semplice declamazione d&#8217;intenti, mentre, in realt\u00e0, ci si limita a subire un&#8217;agenda che viene dettata dall&#8217;esterno? Questo pericolo \u00e8 insito nel modo di porsi del pensiero nichilista rispetto al reale. Per Heidegger, l&#8217;essere si spiega a partire dal tempo e dalla quotidianit\u00e0; allo stesso modo, per Bonhoeffer, si arriva a Dio attraverso la situazione concreta, storica, della comunit\u00e0 dei fedeli, della Chiesa. E anche se la Chiesa viene descritta come un Cristo vivente, la realt\u00e0 \u00e8 che egli ha operato una inversione della giusta prospettiva: perch\u00e9 la lezione di Ges\u00f9 agli uomini non \u00e8 nella sua umanizzazione, non \u00e8 nel suo insegnarci ad essere uomini, ma nel suo essere Dio che si \u00e8 fatto uomo, e che mostra agli uomini la via del Cielo, ossia del ritorno al Padre.Non si arriva a Dio attraverso l&#8217;uomo, ma \u00e8 vero il contrario, che si arriva all&#8217;uomo attraverso Dio. Allo stesso modo, non si spiega l&#8217;essere con il tempo e con la quotidianit\u00e0, ma si spiegano il tempo e la quotidianit\u00e0 per mezzo dell&#8217;essere.<\/p>\n<p>E ora torniamo al quarto significato del concetto di &quot;nichilismo&quot;. Da Nietzsche in poi, che \u00e8 considerato il padre nobile del nichilismo moderno, &quot;nichilista&quot; \u00e8 sia chi distrugge i vecchi valori, ritenuti ormai superati, sia chi fonda i valori nuovi; anche se, in pratica, in tutti i nichilisti, compresi Nietzsche, Heidegger e Bonhoeffer, la<em>\u00a0pars destruens<\/em>\u00a0finisce per prevalere di gran lunga sulla\u00a0<em>pars construens.\u00a0<\/em>Nel caso di Bonhoeffer, egli ritiene che il cristianesimo, in seguito ai processi della secolarizzazione, sia entrato nella fase non religiosa; e si chiede come si possa ancora parlare di Dio, e di Cristo, ad una umanit\u00e0 che non \u00e8 pi\u00f9 religiosa. Ma egli forse ha troppo fretta di prendere per buona la premessa: \u00e8 proprio vero che l&#8217;umanit\u00e0 moderna non \u00e8 pi\u00f9 religiosa? Chi lo dice? E se fosse solo un luogo comune? Dopotutto, siamo certi che esista una entit\u00e0 definibile <em>uomo moderno<\/em>? L&#8217;uomo tedesco del 1940 \u00e8 equiparabile all&#8217;uomo cinese del 2018? Il contadino \u00e8 un <em>uomo moderno<\/em> quanto lo \u00e8 l&#8217;abitante delle metropoli? L&#8217;arabo, l&#8217;islamico del XX secolo, e anche quelli dei nostri giorni, sono uomini <em>moderni<\/em>? Sono moderni i giapponesi, con tutti i loro grattacieli e transistor, ma anche con il loro profondo attaccamento alle radici, al mito, alla tradizione nazionale? E se si scopre che <em>moderno<\/em> \u00e8 un contenitore vuoto, \u00e8 una frase fatta, allora ne consegue che anche parlare di secolarizzazione \u00e8 vago, \u00e8 generico. Bisognerebbe parlare solo delle societ\u00e0 occidentali, e anche in esse con delle profonde differenze. Il polacco dei nostri giorni non \u00e8 cos\u00ec secolarizzato come il parigino o il londinese: questo \u00e8 un fatto. L&#8217;abitante dell&#8217;Ungheria crede ai valori della tradizione, religione compresa, ben pi\u00f9 di quanto non ci credano i filosofi che lavorano e scrivono stando all&#8217;interno delle citt\u00e0 universitarie dell&#8217;Europa occidentale. Perfino in Italia ci sono, anche oggi, delle differenze abissali fra gli abitanti di un villaggio della Basilicata e quelli di un quartiere centrale di Milano o di Torino; e la fede religiosa di una povera donna del Gargano non si esprime di certo attraverso le stesse categorie di pensiero, o le stesse azioni pratiche, di un prete di Genova che decide di sopprimere la santa Messa di Natale per &quot;rispetto verso i migranti&quot;, o di un altro prete di Reggio Emilia che fa le veglie di preghiera contro l&#8217;omofobia, cio\u00e8, in pratica, per legittimare pienamente, e con la benedizione di Ges\u00f9 Cristo,\u00a0 il vizio impuro contro natura. Evidentemente, si \u00e8 dato per scontato ci\u00f2 che scontato non \u00e8: che esiste un uomo moderno e che quest&#8217;uomo moderno non sia pi\u00f9 religioso. Ma la religiosit\u00e0 nasce dal bisogno di Dio, e il bisogno di Dio \u00e8 nel cuore dell&#8217;uomo di ieri, di oggi e di sempre: se di questo non \u00e8 convinto un teologo cattolico, chi ma dovr\u00e0 esserne convinto? Perci\u00f2 riteniamo che l&#8217;approccio di Bonhoeffer sia sbagliato e pericoloso. Sbagliato, perch\u00e9 accetta come un dato di fatto ci\u00f2 che \u00e8 soltanto un&#8217;ipotesi, indimostrata e indimostrabile; pericoloso, perch\u00e9 afferma che ormai si pu\u00f2 parlare di Dio solo in un certo modo, ossia accettando le categorie non religiose della societ\u00e0 odierna, e, addirittura, accettando il fatto che il cristianesimo, nella sua essenza, non sia n\u00e9 religioso, n\u00e9 morale.\u00a0<\/p>\n<p>Cominciamo cos\u00ec a vedere la radice del doppio errore di Bonhoefffer e di tutti quei teologi, anche cattolici, i quali, ai nostri giorni, partono dall&#8217;assunto che Dio \u00e8 morto e che per annunciare Cristo bisogna ripartire da zero, ma adottando delle strategie pastorali completamente diverse da quelle del passato, cio\u00e8, in parole semplici, rincorrendo la modernit\u00e0 sul suo stesso terreno. Cos\u00ec facendo, per\u00f2, il cattolicesimo si spoglia della sua autentica essenza, che \u00e8 quella di costituire un messaggio radicalmente alternativo a quello del &quot;mondo&quot;, e specialmente a quello del mondo moderno, che nasce, per sua natura, come un progetto post-cristiano e anti-cristiano. E il doppio errore \u00e8 questo: primo, di aver accettato l&#8217;idea che il mondo moderno non sia pi\u00f9 religioso; secondo, di aver immaginato che, per tornare a parlare di Dio e di Cristo, bisogna farlo a partire dal fatto che l&#8217;uomo si \u00e8 abituato a fare da solo, e che \u00e8 capace di compiere responsabilmente le sue scelte anche in assenza di Dio. Se ci\u00f2 fosse vero, allora non ci sarebbe pi\u00f9 posto per il cristianesimo, cio\u00e8 non ci sarebbe pi\u00f9 posto per Cristo: che senso ha annunciare al mondo un Cristo, del quale il mondo pu\u00f2 benissimo far a meno, anzi, del quale si \u00e8 abituato a fare a meno? E che senso ha credere in un Dio il quale vuole, secondo l&#8217;idea di Bonhoffer, che noi facciamo come se lui non ci fosse, perch\u00e9 si \u00e8 stancato di essere un <em>Dio tappabuchi<\/em>? Evidentemente, non avrebbe senso: si parler\u00e0 ancora di Dio e di Cristo, ma non sar\u00e0 pi\u00f9 veramente Dio, non sar\u00e0 pi\u00f9 veramente Cristo. Esattamente quel che sta succedendo oggi, nella &quot;chiesa di Francesco&quot;. Si parla di Dio, si parla di Cristo (non molto, in verit\u00e0; si parla assai pi\u00f9 di Francesco, come se la Chiesa fosse cosa sua e come se la fede, fosse la fede in lui, nelle sue parole e nei suoi gesti): ma il Dio di cui si parla \u00e8 solo una parola, e il Cristo di cui si parla non \u00e8 il vero Cristo del Vangelo, non \u00e8 il Verbo incarnato, morto e risorto per noi: \u00e8 solo una proiezione dei nostri desideri e delle nostre aspettative: infatti, non c&#8217;\u00e8 la croce, di essa nemmeno l&#8217;ombra. Oppure, peggio ancora, \u00e8 solo un Cristo permissivo e tollerante, che scusa e giustifica i nostri peccati, e acconsente che noi li chiamiamo virt\u00f9, e perfino che ce ne vantiamo pubblicamente: come ha fatto quel sacerdote americano, il quale, nel bel mezzo della santa Messa, ha annunciato ai suoi parrocchiani di essere omosessuale, di essere fiero di essere omosessuale, e di voler continuare\u00a0 a fare il prete cattolico.\u00a0<em>Si vantano di ci\u00f2 di cui dovrebbero vergognarsi<\/em>, dice san Paolo, nella<em>\u00a0Lettera ai Romani<\/em>. E aggiunge:\u00a0<em>essi ricevono gi\u00e0 in s\u00e9 stessi il giusto castigo del loro traviamento&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo sostenuto, ripetutamente, che Dietrich Bonhoeffer ha svolto un ruolo fortemente negativo nello sviluppo della teologia del XX secolo, e che continua a s volgerlo, sia<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,267],"class_list":["post-23591","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23591","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23591"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23591\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23591"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23591"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23591"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}