{"id":23578,"date":"2013-10-19T05:53:00","date_gmt":"2013-10-19T05:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/10\/19\/il-bisogno-compulsivo-di-essere-ammirati-e-causa-ed-effetto-della-inconsapevolezza\/"},"modified":"2013-10-19T05:53:00","modified_gmt":"2013-10-19T05:53:00","slug":"il-bisogno-compulsivo-di-essere-ammirati-e-causa-ed-effetto-della-inconsapevolezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/10\/19\/il-bisogno-compulsivo-di-essere-ammirati-e-causa-ed-effetto-della-inconsapevolezza\/","title":{"rendered":"Il bisogno compulsivo di essere ammirati \u00e8 causa ed effetto della inconsapevolezza"},"content":{"rendered":"<p>Se si volesse sintetizzare in un solo concetto elementare, in una espressione telegrafica, il male pi\u00f9 grande che attanaglia sia l&#8217;individuo che la societ\u00e0, risponderemmo senz&#8217;altro: \u00abil bisogno costante, compulsivo, paranoico, d&#8217;essere ammirati, invidiati, desiderati\u00bb.<\/p>\n<p>Quello di essere ammirati, di ricevere gratificazione dagli altri, \u00e8 un bisogno autentico della natura umana: e coi bisogni non si discute, si cerca il modo di soddisfarli &#8212; sempre, beninteso, nelle forme di cui \u00e8 capace una persona desta e consapevole e non in quelle, sgangherate e talvolta moralmente discutibili, che sono proprie degli immaturi, dei superficiali, degli egoisti.<\/p>\n<p>Il bisogno compulsivo di approvazione e di ammirazione, invece, \u00e8 un&#8217;altra cosa: \u00e8 un bisogno patologico; e con le malattie non si scherza: si cerca di curarle, possibilmente individuandone le cause e non limitandosi a sopprimerne i sintomi &#8211; i quali, peraltro, cacciati dalla porta, tornerebbero inevitabilmente da qualche finestra rimasta socchiusa.<\/p>\n<p>In linea di massima, il bisogno di essere approvati e ammirati \u00e8 direttamente proporzionale al grado di maturazione della persona: maggiore \u00e8 la maturit\u00e0, minore la dipendenza da un simile bisogno; minore \u00e8 la maturit\u00e0, tanto maggiore il bisogno di fare colpo sul prossimo. Ecco perch\u00e9 il bambino &#8211; e in misura diversa, ma non meno significativa &#8212; l&#8217;adolescente &#8212; ne hanno un cos\u00ec grande bisogno: per loro, essere riconosciuti e approvati dagli altri \u00e8 una necessit\u00e0 vitale, senza la quale non riuscirebbero a costruire la propria autostima e la propria fiducia in s\u00e9. \u00abE mira ed \u00e8 mirata, e in cor s&#8217;allegra\u00bb, dice Leopardi, ne \u00abIl passero solitario\u00bb, parlando della giovent\u00f9: cogliendo con finissimo intuito psicologico, e con eccezionale sobriet\u00e0 stilistica, il nocciolo della questione.<\/p>\n<p>Per la donna, il meccanismo \u00e8 esattamente lo stesso: ha un bisogno insopprimibile di piacere agli altri; e non perch\u00e9 &#8212; o non necessariamente perch\u00e9 &#8212; la civetteria sia il suo abito naturale, ma perch\u00e9 in lei pi\u00f9 fragile \u00e8 la sicurezza in se stessa, la coscienza di essere, di avere una forma determinata: pi\u00f9 vicina alla natura e alla vita, perch\u00e9 materialmente trasmettitrice della vita, il suo s\u00e9 appare pi\u00f9 fluido, pi\u00f9 mutevole, pi\u00f9 elusivo. Non si tratta di doppiezza &#8212; a meno che diventi strumento di potere, adoperato scientemente a tale scopo -, ma indeterminatezza ontologica; perci\u00f2 ella sente, pi\u00f9 del maschio, il bisogno di appoggiarsi all&#8217;altro, magari anche al figlio, per dare una struttura pi\u00f9 solida e stabile al continuo fluire (e sfuggire) del suo essere.<\/p>\n<p>\u00c8 per questo che le lodi, che siano rivolte alla sua bellezza o anche soltanto al suo vestito, fanno sempre piacere alla donna, fosse pure la donna pi\u00f9 schiva e riservata, la meno vanitosa e civetta: esse attestano un riconoscimento da parte dell&#8217;altro, sono sempre gradite da chiunque vengano perch\u00e9 sono la prova che in lei vi \u00e8 qualcosa di bello, di ammirevole, di speciale; e sono gradite perfino quando ella capisce che sono poco convinte o poco sincere, in quanto il bisogno di ricevere riconoscimenti \u00e8 in lei cos\u00ec vivo, che riceverne di siffatti \u00e8 pur sempre meglio che non riceverne alcuno.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 niente, infatti, che possa ferire una donna pi\u00f9 della disattenzione, della noncuranza, dell&#8217;indifferenza: da parte degli uomini, esse le fanno sentire che non \u00e8 desiderabile; da parte delle altre donne, le rivelano che esse non la considerano nemmeno una potenziale rivale, che la calcolano come una entit\u00e0 insignificante; e non esiste umiliazione pi\u00f9 grande di questa. Una donna ingannata e tradita soffre, ma pu\u00f2 sempre riprendersi e pu\u00f2 sempre consolarsi pensando che altri troveranno in lei delle qualit\u00e0 che il suo amante non ha saputo vedere e apprezzare; ma una donna ignorata si sente aggredita nella sua stessa essenza, nella sua stessa sopravvivenza.<\/p>\n<p>Per questo una donna trattata dall&#8217;uomo con indifferenza reagisce con la sindrome di Mirandolina (la protagonista della commedia di Goldoni \u00abLa locandiera\u00bb): si impunta per attirare su di s\u00e9 l&#8217;attenzione del disattento personaggio e s&#8217;industria con tutte le armi a sua disposizione, anche le pi\u00f9 subdole, per scuoterlo e per indurlo a riconoscerla, a riconoscere la sua bellezza, la sua grazia, la sua intelligenza; civetter\u00e0 con astuzia suprema per farlo innamorare; e infine si vendicher\u00e0 nel pi\u00f9 sottile dei modi, perch\u00e9 non ha mai smesso di considerarlo un nemico indegno di qualunque perdono, nemmeno quando gli sorrideva con ammiccante complicit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche il maschio, s&#8217;intende, prova il bisogno di essere approvato, di essere ammirato, di essere invidiato: che si tratti di sfoggiare l&#8217;abbronzatura oppure i muscoli, il vestito firmato o la Ferrari, lo scopo \u00e8 sempre quello. Per\u00f2 il maschio adulto e normale &#8211; se ci \u00e8 lecito adoperare ancora questa vecchia parola che la cultura del politicamente corretto vorrebbe cancellare dal vocabolario, accusandola di essere un veicolo dell&#8217;intolleranza e magari del razzismo &#8211; non ne ha, o non dovrebbe averne, un bisogno tale da non poterne mai fare a meno. Un uomo adulto e normale dovrebbe essere abbastanza uomo e abbastanza adulto da tirare diritto per la sua strada, qualunque cosa dicano di lui: non per spirito di negazione aprioristica, non per orgoglio e, meno ancora, per attirare su di s\u00e9 l&#8217;attenzione degli altri facendo il Bastian contrario; ma semplicemente per il possesso di quella tranquilla sicurezza in se stesso che, pur senza sconfinare mai nella presunzione o nel disprezzo dell&#8217;altro, basta comunque a se stessa per affrontare la vita a testa alta.<\/p>\n<p>Oggi assistiamo a una sistematica esasperazione del bisogno di riconoscimento e di ammirazione: la societ\u00e0 competitiva e consumista detta le sue leggi imperiose e chi non si adegua ad esse si sente perduto; e la legge fondamentale \u00e8 questa: esisti se gli altri si accorgono di te, altrimenti \u00e8 come se tu non esistessi affatto. Dunque, tutti cercano di attirare al massimo l&#8217;attenzione su se stessi; e, siccome ogni altro individuo fa la stessa cosa, bisogna alzare continuamente la posta dell&#8217;esibizionismo, della provocazione, anche della volgarit\u00e0, altrimenti si continuerebbe a passare inosservati, come un automobilista che strombetti con il clacson per farsi dare la precedenza, in una citt\u00e0 dove tutti gli automobilisti strombettano a loro volta, perch\u00e9 ciascuno conduce la sua automobile con la stessa prepotenza incivile di ogni altro.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, la massima oggi imperante sembra essere questa: se si possiede un vantaggio sugli altri, lo si deve sfruttare al massimo; se si possiede 100, bisogna esibire 150 (tirando fuori quel 50 in pi\u00f9 con qualunque mezzo, fosse pure quello di fingerlo); \u00e8 inconcepibile che, se qualcuno possiede 100, mostri agli altri solo 40 o magari 30. Sono divenute inconcepibili la modestia, la riservatezza, il pudore. Tutti gridano, dunque bisogna urlare; tutti provocano, dunque bisogna scioccare l&#8217;altro. A simili individui non viene in mente che, se si \u00e8 molto intelligenti, non c&#8217;\u00e8 bisogno di far sentire il prossimo una nullit\u00e0; che, se si \u00e8 forti, non occorre provarlo facendo i prepotenti con gli altri; e che, se si \u00e8 giovani e belli, forse non \u00e8 indispensabile caricare la propria bellezza di sensualit\u00e0, oltre ogni limite del buon gusto, sino alla pornografia pura e semplice, cos\u00ec come non \u00e8 indispensabile rincorrere ad ogni costo la giovinezza fuggente, sino al punto di farsi ricostruire il proprio corpo di bel nuovo, sopra il tavolo operatorio di un chirurgo estetico.<\/p>\n<p>Il guerriero greco voleva conquistare per s\u00e9 una dose sempre maggiore di gloria, come riconoscimento della propria eccellenza (aristeia); ma la volevano anche tutti gli altri guerrieri: da ci\u00f2 la guerra come stato &quot;normale&quot; e permanente della societ\u00e0 greca antica. Il cittadino consumista della societ\u00e0 contemporanea, malato della smania d&#8217;essere ammirato e invidiato da tutti, moltiplica le strategie per colpire l&#8217;attenzione, per suscitare il desiderio, per sbalordire (e sgominare) gli altri: si comporta come il pescatore che, per catturare qualche trota, butta in acqua addirittura dei candelotti di dinamite e uccide centinaia di pesci. La mancanza di discrezione \u00e8 mancanza di misura: e la societ\u00e0 viene continuamente bombardata dal fuoco di tutti contro tutti, bramosi della stessa cosa &#8212; il riconoscimento altrui &#8212; e timorosi della stessa cosa &#8212; la disattenzione, l&#8217;indifferenza, che equivarrebbero a una sentenza di morte civile.<\/p>\n<p>Che si possa riservare la bellezza del proprio corpo nudo, per esempio, alla persona che si ama e non darla in pasto a tutti, camminando per la strada con meno indumenti addosso che se si fosse in spiaggia, \u00e8 una cosa &#8212; tanto per fare un esempio &#8212; che una volta era considerata ovvia, ma che adesso pare diventata superata, all&#8217;antica, improponibile. Bisogna provocare tutti gli altri, indistintamente, anche se l&#8217;obiettivo \u00e8 di fare colpo su uno solo. Ma forse l&#8217;obiettivo non \u00e8 pi\u00f9 nemmeno quello di fare colpo su qualcuno, ma di accendere il desiderio ciecamente, cos\u00ec, al solo scopo di sentirsi desiderabili (non gi\u00e0 desiderati, cosa che pone sempre una relazione personale): ormai anche la gratificazione \u00e8 divenuta virtuale, non necessita pi\u00f9 di atti concreti.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una differenza enorme tra il fatto di voler piacere per attirare l&#8217;altro verso di noi, e voler piacere al solo scopo di godere vedendo accendersi il suo desiderio e, magari, procurandosi l&#8217;ulteriore piacere di respingerlo. In questo secondo caso, siamo certamente nella sfera dei comportamenti patologici, anche se una certa cultura politicamente corretta proclama che tutto ci\u00f2 \u00e8 naturalissimo, che l&#8217;importante non \u00e8 piacere agli altri, ma a se stessi: il che sarebbe giusto, se non si accompagnasse alle strategie pi\u00f9 chiassose per fare colpo e per mettersi al centro dell&#8217;attenzione. Se davvero quel che si vuole \u00e8 piacere a se stessi, a che scopo ostentare in mezzo alla folla il proprio apparire? Via, siamo onesti: quel che si cerca non \u00e8 di piacere a se stessi, ma di godere nel vedersi desiderati: anche se si tratta di un desiderio brutale, come brutale e grossolana \u00e8 la tecnica di seduzione indiscriminata che si \u00e8 scelta.<\/p>\n<p>E qui, appunto, vengono al pettine le contraddizioni insite nella premessa dell&#8217;atteggiamento esibizionista. Si vuol colpire l&#8217;altro, per riceverne l&#8217;ammirazione, dato che solo cos\u00ec ci si sente vivi, ci si sente importanti, si sente di esistere. Per colpire l&#8217;altro, in un mondo ove ciascuno si sforza di colpire tutti, si eccede in strategie di vendita: si vendono le proprie qualit\u00e0, vere o presunte, ribassando continuamente i prezzi; ossia, fuor di metafora, abbassando continuamente non solo il livello della propria dignit\u00e0 e del rispetto dovuto a se stessi, ma anche quello della propria unicit\u00e0 e della propria irripetibilit\u00e0. Per attirare ad ogni costo l&#8217;attenzione su di s\u00e9, si esagera con l&#8217;insolito; ma poich\u00e9 anche tutti gli altri fanno lo stesso, questa originalit\u00e0 finisce per sguazzare nel pantano del conformismo, e sia pure di un conformismo alla rovescia: il conformismo dell&#8217;anticonformismo. Stupidit\u00e0 e volgarit\u00e0 trionfano, e questo mentre si vorrebbe essere riconosciuti e apprezzati per la propria intelligenza e per il proprio senso estetico; e ci si vede ammirati e ricercati soprattutto dagli individui pi\u00f9 banali, pi\u00f9 vuoti e meno interessanti. Che triste paradosso e che severo castigo per la vanit\u00e0 del nostro piccolo ego, eternamente smanioso di applausi.<\/p>\n<p>Esiste un modo per uscire da tali contraddizioni, da tali dinamiche distruttive, che non procurano la pace e il benessere interiore n\u00e9 al singolo, n\u00e9 al corpo sociale, ma che sono, anzi, la fonte di continue delusioni, di continue amarezze, di uno stato di perpetua ansia e insicurezza? Certo che s\u00ec: ed \u00e8 quello di imparare a volersi bene, a stimarsi, non contemplandosi allo specchio con infinito narcisismo, ma sforzandosi di evolvere, di perfezionarsi, di divenire consapevoli: cio\u00e8 sviluppando la propria parte migliore e non la peggiore, come tendono a fare milioni di uomini e donne immaturi, fragili e superficiali.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un prezzo da pagare: la solitudine; perch\u00e9 diventare quel che si deve diventare, cio\u00e8 autentiche persone, invece di vivacchiare alla giornata, come dei bambini viziati, \u00e8 faticoso, e i pi\u00f9 preferiscono seguire strade meno aspre e accidentate, pi\u00f9 agevoli e riposanti; e non solo non ammirano quanti si sforzano di aprire nuovi sentieri, ma sono sempre in agguato, pronti a criticarli, a calunniarli, a ostacolarli, perch\u00e9 li rode la gelosia e li tormenta il dispetto nel vedere che altri osano fare ci\u00f2 che in teoria tutti potrebbero, mentre, in cuor loro, essi intuiscono che non ne avrebbero il coraggio.<\/p>\n<p>L&#8217;individuo \u00e8 solo un numero nella massa, mentre la persona \u00e8 preziosa, unica e infinitamente importante: non perch\u00e9 altri l&#8217;ammirano (del resto, accade continuamente che ad essere ammirati non siano i migliori, ma semplicemente i pi\u00f9 furbi o i pi\u00f9 spregiudicati), ma perch\u00e9 ogni essere umano \u00e8 una storia sacra, misteriosa, commovente, e ogni persona \u00e8 un essere umano che si \u00e8 sforzato di ascoltare e di attuare il proprio progetto esistenziale, la propria vocazione, il senso della propria chiamata.<\/p>\n<p>Non siamo qui per caso, ma per svolgere un compito: che \u00e8, in primo luogo, la capacit\u00e0 di riconoscere quale esso sia. Ciascuno ha il proprio compito: che non \u00e8, n\u00e9 potrebbe essere, quello di sgomitare nella folla, per strappare agli altri quei riconoscimenti che vorrebbe soltanto per se stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se si volesse sintetizzare in un solo concetto elementare, in una espressione telegrafica, il male pi\u00f9 grande che attanaglia sia l&#8217;individuo che la societ\u00e0, risponderemmo senz&#8217;altro:<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-23578","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23578","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23578"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23578\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23578"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23578"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23578"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}