{"id":23558,"date":"2007-10-06T08:37:00","date_gmt":"2007-10-06T08:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/10\/06\/le-tre-influenze-della-natura-materiale\/"},"modified":"2007-10-06T08:37:00","modified_gmt":"2007-10-06T08:37:00","slug":"le-tre-influenze-della-natura-materiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/10\/06\/le-tre-influenze-della-natura-materiale\/","title":{"rendered":"Le tre influenze della natura materiale"},"content":{"rendered":"<p>Il capitolo quattordicesimo della <em>Bhagavad-Gita<\/em> \u00e8 interamente dedicato ad illustrare la dottrina delle tre influenze materiali (<em>gunah<\/em>) sulla vita degli esseri umani: virt\u00f9, passione e ignoranza; e sulle conseguenze che esse hanno per l&#8217;anima. Tale dottrina presenta alcune analogie con il mito platonico della biga alata, esposto nel <em>Fedro<\/em> e cos\u00ec riassunto da Nicola Abbagnano e Giovanni Fornero (<em>Filosofi e filosofie nella storia,<\/em> Torino, Paravia, 1986, vol. 1, p.131):<\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;anima (&#8230;) \u00e8 simile ad una coppia di cavalli alati, guidati da un auriga: l&#8217;uno dei cavalli \u00e8 eccellente, l&#8217;altro \u00e8 pessimo, sicch\u00e9 l&#8217;opera dell&#8217;auriga \u00e8 difficile e penosa. L&#8217;auriga cerca di indirizzare nel cielo i cavalli al seguito degli dei, verso la regione sopraceleste (iperuranio) che \u00e8 la sede dell&#8217;essere. In questa regione sta la &#8216;vera sostanza&#8217;, priva di colore e di forma, impalpabile, che pu\u00f2 essere contemplata solo da quella guida dell&#8217;anima che \u00e8 la ragione, la sostanza che \u00e8 l&#8217;oggetto della vera scienza. Questa sostanza \u00e8 la totalit\u00e0 delle idee (giustizia in s\u00e9, temperanza in s\u00e9, ecc.): Ma essa pu\u00f2 essere contemplata solo per poco dall&#8217;anima che \u00e8 tirata in basso dal cavallo balzano,.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ogni anima perci\u00f2 contempla la sostanza dell&#8217;essere pi\u00f9 o meno, e quando per oblio o per colpa s&#8217;appesantisce, perde le ali e s&#8217;incarna, va a vivificare il corpo di un uomo che sar\u00e0 tale e quale essa lo rende. L&#8217;anima che ha visto di pi\u00f9 va nel corpo di un uomo che si consacra al culto della sapienza o dell&#8217;amore; quelle che hanno visto di meno s&#8217;incarnano i uomini che sono via via pi\u00f9 alieni dalla ricerca della verit\u00e0 e della bellezza. ..&quot;<\/em><\/p>\n<p>Non sappiamo se un&#8217;eco delle dottrine contenute nel <em>Mahabaratha<\/em>, di cui la <em>Bhagavad-gita<\/em> \u00e8 la parte pi\u00f9 conosciuta (e, forse, pi\u00f9 splendida). non sia giunta fino in Occidente e, magari attraverso l&#8217;orfismo e il pitagorismo, non sia entrata nell&#8217;orizzonte speculativo di Platone. Ad ogni modo, Krishna dice ad Arjuna, sul campo di battaglia di Kuruksetra, che la natura materiale \u00e8 la risultante di tre influenze: virt\u00f9, passione e ignoranza; e che gli esseri viventi, venendo a contato con la <em>pakrti<\/em> o natura materiale, sono inevitabilmente condizionati da esse. Le loro vite successive saranno pertanto la diretta conseguenza del modo in cui hanno subito tale condizionamento: andranno fra i grandi saggi, sui pianeti celesti, coloro che hanno subito l&#8217;influenza della virt\u00f9 (<em>sattvam<\/em>); fra coloro che si dedicano ai frutti dell&#8217;azione, sui pianeti terrestri, coloro che hanno subito l&#8217;influenza della passione (<em>rajah<\/em>); fra gli animali e addirittura nei regni infernali, coloro che si sono lasciati dominare dall&#8217;ignoranza (<em>tamah<\/em>).<\/p>\n<p><em>&quot;Dio, la Persona Suprema, disse: &#8211; Ti esporr\u00f2 di nuovo questa saggezza suprema, la conoscenza pi\u00f9 elevata, grazie alla quale tutti i saggi hanno raggiunto la perfezione suprema.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Restando fissi in questa conoscenza si pu\u00f2 raggiungere la natura trascendentale, che \u00e8 simile alla Mia. Allora non si nascer\u00e0 pi\u00f9 al momento della creazione n\u00e9 si rester\u00e0 turbati al momento della dissoluzione.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La sostanza materiale nella sua totalit\u00e0, detta Brahman, \u00e8 la fonte della nascita, ed \u00e8 questo Brahman che Io fecondo rendendo cos\u00ec possibile la nascita di tutti gli esseri viventi, o figlio di Baharata.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Sappi, o figlio di Kunti, che la vita di tutte le specie \u00e8 resa possibile dalla nascita in questa natura materiale, e Io sono il padre che d\u00e0 il seme.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La natura materiale \u00e8 formata da tre influenze: virt\u00f9, passione e ignoranza (sattvam, rajah, tamah). O Arjuna dalle potenti braccia, quando l&#8217;essere vivente entra in contatto con la natura materiale subisce il condizionamento di queste tre influenze.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;O Arjuna senza peccato, sappi che l&#8217;influenza della virt\u00f9 (sattvam), la pi\u00f9 pura delle influenze materiali, illumina l&#8217;essere e lo libera dalle conseguenze di tutti i peccati. Chi \u00e8 sotto il suo influsso sviluppa conoscenza, ma diventa condizionato dal senso di felicit\u00e0 che esso procura.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;influenza della passione (rajah) nasce da desideri illimitati e ardenti, o figlio di Kunti. Essa lega l&#8217;anima incarnata all&#8217;azione materiale e ai suoi frutti.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;O discendente di Bharata, sappi che l&#8217;influenza delle tenebre (tamah), nata dall&#8217;ignoranza, \u00e8 causa d&#8217;illusione per tutti gli esseri incarnati. La pazzia, l&#8217;indolenza e il sonno, che legano l&#8217;anima condizionata, sono il risultato di questa influenza.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;O discendente di barata, la virt\u00f9 condiziona l&#8217;uomo alla felicit\u00e0, la passione lo condiziona ai frutti dell&#8217;azione, e l&#8217;ignoranza, coprendo la conoscenza, lo vincola alla pazzia.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Talvolta l&#8217;influenza della virt\u00f9 prevale e sconfigge l&#8217;influenza della passione e dell&#8217;ignoranza. Talvolta \u00e8 l&#8217;influenza della passione a sconfiggere virt\u00f9 e ignoranza, e altre volte l&#8217;ignoranza sconfigge virt\u00f9 e passione. Cos\u00ec, o discendente di Barata, questa lotta per il sopravvento non ha mai fine.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quando tutte le porte del corpo umano sono illuminate dalla conoscenza, si possono sperimentare gli effetti della virt\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;O capo dei Bharata, quando vi \u00e8 un incremento della passione, si sviluppano i sintomi di un grande attaccamento, si moltiplicano le attivit\u00e0 interessate e gli sforzi intensi, i desideri incontrollabili e le aspirazioni ardenti.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quando l&#8217;ignoranza cresce, o figlio di Kuru, si manifestano le tenebre, l&#8217;ozio, la pazzia e l&#8217;illusione.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Chi muore sotto l&#8217;influenza della virt\u00f9 raggiunge i pianeti superiori, i pianeti puri dove vivono i grandi saggi.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Chi muore sotto l&#8217;influenza della passione rinasce tra coloro che si dedicano all&#8217;attivit\u00e0 interessata; chi muore sotto l&#8217;influenza dell&#8217;ignoranza rinasce nel regno animale.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;azione compiuta in virt\u00f9, l&#8217;azione pia, porta alla purificazione, quella compiuta in passione porta alla sofferenza, mentre l&#8217;azione compiuta in ignoranza porta alla stupidit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Dalla virt\u00f9 si sviluppa la vera conoscenza, dalla passione si sviluppa l&#8217;avidit\u00e0 e dall&#8217;ignoranza si sviluppano la stupidit\u00e0, la follia e l&#8217;illusione.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Le persone situate nella virt\u00f9 si elevano gradualmente ai pianeti superiori, le persone dominate dalla passione vivono sui pianeti terrestri, e coloro che subiscono il condizionamento ignobile dell&#8217;ignoranza scivolano nei mondi infernali.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quando in ogni azione si comprende con chiarezza che sono soltanto le influenze della natura materiale ad agire, e che Io, il Signore Supremo, le trascendo, allora si raggiunge la Mia natura spirituale.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quando l&#8217;essere incarnato \u00e8 in grado di superare queste tre influenze che accompagnano il corpo, si libera dalla nascita, dalla morte, dalla vecchiaia e dalle sofferenze che ne derivano, e pu\u00f2 gustare il nettare in questa vita stessa.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Arjuna chiese: &#8211; Mio caro Signore, da quali sintomi si riconosce colui che ha gi\u00e0 superato le tre influenze materiali? Come si comporta e in che modo le trascende?<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Dio, la Persona Suprema, disse: &#8211; O figlio di Pandu, chi non prova avversione per l&#8217;illuminazione, l&#8217;attaccamento e l&#8217;illusione, n\u00e9 prova desiderio per queste cose in loro assenza; chi non vacilla n\u00e9 si lascia turbare da tutte queste reazioni causate dalle influenze materiali, ma resta neutrale e trascendentale sapendo che sono soltanto queste influenze ad agire; chi si situa nel s\u00e9 e guarda con equanimit\u00e0 il piacere e la sofferenza; chi considera dello stesso valore la zolla di terra, la pietra e l&#8217;oro, chi \u00e8 equanime verso ci\u00f2 che \u00e8 desiderabile e ci\u00f2 che non lo \u00e8, chi \u00e8 stabile, equilibrato di fronte all&#8217;elogio e al rimprovero, di fronte all&#8217;onore e al disonore, chi tratta con imparzialit\u00e0 l&#8217;amico e il nemico, e ha rinunciato a ogni attivit\u00e0 materiale &#8212; di questa persona si pu\u00f2 affermare che ha trasceso le influenze della natura materiale.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Chi s&#8217;impegna completamente nel servizio devozionale, senza deviare in nessuna circostanza, trascende subito le tre influenze della natura materiale e raggiunge il livello del Braman.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Io sono la base del Brahman impersonale, che \u00e8 immortale, imperituro, eterno ed \u00e8 la posizione costituzionale della felicit\u00e0 suprema.&quot;<\/em> (abbiamo seguito la traduzione di A. C. Bhaktivedanta Brabhupada, <em>Ka Bhagavad-Gita cos\u00ec com&#8217;\u00e8<\/em>, Firenze, Edizioni Bhaktivedanta, 1981).<\/p>\n<p>Pur se vi sono evidente e significative analogie, una importante differenza fra il mito platonico della biga alata e la dottrina esposta nella <em>Bhagavad-Gita<\/em> \u00e8 che, in quest&#8217;ultima, tutte e tre le influenze materiali, non solo la seconda la terza, ma anche la prima, ossia la virt\u00f9, creano condizionamento e, di conseguenza, legano l&#8217;anima invece di scioglierla e liberarla verso l&#8217;Essere. Pi\u00f9 precisamente, l&#8217;ignoranza lega l&#8217;anima alla follia (illusione), la passione ai frutti dell&#8217;azione (desideri ardenti, senso di attaccamento e desiderio di possesso), mentre la virt\u00f9 al senso di felicit\u00e0 causato dalla vera conoscenza. Il senso di felicit\u00e0 non \u00e8 certamente un genere di influenza negativa, ma \u00e8 pur sempre una forma di dipendenza dal mondo materiale e, come tale, anch&#8217;esso lega l&#8217;anima al mondo, invece di liberarla. Le anime virtuose, infatti, non cessano di reincarnarsi, anche se ci\u00f2 avviene nei pianeti superiori, popolati dai grandi saggi che hanno saputo estirpare dai loro cuori sia la passione che l&#8217;ignoranza.<\/p>\n<p>Infatti Krishna dice chiaramente ad Ajuna che, per liberarsi dal ciclo delle rinascite e per giungere alla illuminazione definitiva gi\u00e0 ora, in questa vita, \u00e8 necessario liberarsi dall&#8217;influenza di tutte e tre le influenze materiali ed emanciparsi da ogni forma di desiderio: quello della illuminazione non meno di quello dell&#8217;attaccamento e dell&#8217;ignoranza. \u00c8 un pensiero particolarmente profondo: il virtuoso odia e fugge l&#8217;ignoranza e le passioni ma, cos\u00ec facendo, \u00e8 di nuovo risucchiato &#8211; senza che se ne renda conto &#8211; nell&#8217;orbita della dialettica desiderio-avversiome, felicit\u00e0-infelicit\u00e0, piacere-sofferenza. Invece l&#8217;anima, per spezzare le catene del condizionamento materiale, deve compiere un supremo movimento che consiste nel trascendersi e collocarsi, salda e sicura, nel cuore del S\u00e9, donde pu\u00f2 contemplare con assoluta equanimit\u00e0 le molteplici forme del desiderio e dell&#8217;attaccamento. Una volta collocatasi nel S\u00e9, l&#8217;anima diventa perfettamente limpida e tranquilla, non pi\u00f9 turbata da alcun residuo di influenza materiale: l&#8217;amico e il nemico, l&#8217;elogio e il rimprovero, l&#8217;onore e il disonore le si presentano con eguale distacco, essa nulla teme e nulla desidera (mentre l&#8217;anima &quot;virtuosa&quot; desidera la conoscenza e il senso di felicit\u00e0 che questa procura). In tal modo essa diventa un&#8217;anima divina e si fonde con l&#8217;anima di Dio: l&#8217;<em>atman<\/em> si fonde col <em>Brahman<\/em> e, tornando nella dimora dell&#8217;Essere, realizza pienamente la sua vocazione e il suo destino.<\/p>\n<p>Si tratta di una dottrina di altissimo valore spirituale e che ricorda per pi\u00f9 aspetti, oltre a quella platonica, sia la filosofia di Plotino, sia l&#8217;intuizione dei grandi mistici cristiani, Meister Eckhart per ricordare solo un nome (ma potremmo citare anche Santa Teresa d&#8217;Avila e mille altri).<\/p>\n<p>Riportiamo adesso alla mente quanto gi\u00e0 abbiamo esposto in precedenti lavori, ad esempio nell&#8217;articolo <em>Ogni uomo \u00e8 un viandante con la doppia cittadinanza<\/em>, nel quale abbiamo sostenuto che, fin da quando viene al mondo, ogni essere umano si trova a vivere contemporaneamente su due distinti piani di realt\u00e0: quello del relativo e quello dell&#8217;assoluto; anche se, forse, \u00e8 possibile che molti di noi non se ne rendano neppure conto. Molti di noi vivono la propria vita come avvolti in un denso e folle sogno: sono sotto l&#8217;influenza dell&#8217;ignoranza; altri si agitano in preda a desideri e timori senza fine, la cui radice \u00e8 l&#8217;attaccamento e la volont\u00e0 di possesso: essi sono sotto l&#8217;influenza della passione. Alcuni pochi, infine, si discostano da questi eccessi e perseguono il fine della conoscenza: ma anch&#8217;essi, sia pure su di un piano molto pi\u00f9 elevato, sono ancora soggetti all&#8217;influenza del mondo materiale: cercano la gratificazione che deriva dal senso di beatitudine che la virt\u00f9 porta con s\u00e9. <em>E anche questo \u00e8 uno stadio che deve essere superato<\/em>. Desiderando la conoscenza e temendo gli effetti della passione e dell&#8217;ignoranza, senza accorgersene anche queste anime sono ancora inviluppate, per mille e mille fili, al mondo illusorio della materia.<\/p>\n<p>Vorremmo concludere queste brevi riflessioni sulla dottrina dei tre <em>gunah<\/em> citando una frase di un grande filosofo moderno: Friedrich Wilhelm Schelling.<\/p>\n<p>Egli disse, una volta: \u00abLa brama di vivere sospinge le cose fuori dal loro centro\u00bb. Ossia, le sospinge verso qualcosa che sta oltre di esse: ma, partendo dall&#8217;attaccamento esistenziale, \u00e8 alquanto dubbio che possa spingerle verso il S\u00e9, verso il compimento. Le spinge fuori di s\u00e9, ma sempre nella sfera del finito e del relativo: da ci\u00f2 derivano ansia e sofferenza, senza possibilit\u00e0 di trascendersi ontologicamente. Le cose finite restano cose finite, solo con un ardente desiderio di andar oltre: il movimento spirituale che ne consegue non potr\u00e0 essere, in ultima analisi, che una <em>implosione.<\/em> Il finito ricade sul finito, cio\u00e8 su se stesso; il relativo ricade sul relativo. Questa, molto probabilmente, \u00e8 &#8211; come bene aveva visto Julius Evola (cfr. <em>Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo<\/em>) la radice ultima dello squilibrio psichico di Nietzsche.<\/p>\n<p><em>&quot;Nietzsche<\/em> &#8211; egli scrive &#8211; <em>ci si presenta come una figura tipicamente moderna, ci si presenta cio\u00e8 come una personalit\u00e0 fortemente delineata, per\u00f2 completamente priva del senso, che la personalit\u00e0 stessa \u00e8 solo l&#8217;espressione contingente di un superiore principio. Cos\u00ec in lui si \u00e8 realizzata una specie di circuito chiuso nel quale la forza si accumula, si differenzia, si esaspera e cerca disperatamente una liberazione. Per le grandi tradizioni del passato Nietzsche non ebbe effettivamente quasi nessuna comprensione.&quot; Interessante, poi, il suo punto di vista sull&#8217;Oltre-uomo nietzschiano. &quot;L&#8217;intima essenza del superuomo pu\u00f2 (&#8230;) piuttosto definirsi come un&#8217;ascesi per l&#8217;ascesi stessa, come una estrema, quintessenziata accumulazione della volont\u00e0 di potenza intesa come valore e fine a s\u00e9 stessa. Ma qualora si mantenga inflessibilmente questa direzione e, d&#8217;altra parte, si resti &#8216;fedeli alla terra&#8217;, cio\u00e8 restino ferme le condizionalit\u00e0 proprie alla persona umana, la saturazione pu\u00f2 avere per effetto un corto circuito, perch\u00e9 il potenziale che i &#8216;figli della terra&#8217; possono sopportare \u00e8 limitato. Il Merezkovskij, a tale riguardo, ha una felice immagine: se gli esseri che, di balza in balza, hanno raggiunto una vetta, senza saper volare vogliono portarsi oltre, avanzando precipiteranno nel baratro che si apre dopo la vetta.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Tendere al S\u00e9, dunque, vuol dire accumulare e liberare energia psichica; ma \u00e8 necessario che tale energia sia diretta verso l&#8217;assoluto, verso l&#8217;Essere, e non verso il piano del relativo; altrimenti ricadr\u00e0 su s\u00e9 stessa, generando ancora pi\u00f9 attaccamento, ancora pi\u00f9 condizionamento dalle influenze materiali, ancora pi\u00f9 sofferenza.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 l&#8217;autore della <em>Bhagavad-gita<\/em> insiste sul fatto che, per raggiungere la liberazione e l&#8217;illuminazione vera, \u00e8 necessario sottrarsi all&#8217;influenza di tutti e tre i <em>gunah<\/em>, compresa la virt\u00f9. L&#8217;obiettivo, infatti, non \u00e8 quello di creare un super-uomo (come lo era, appunto, per Nietzsche) ma qualche cosa che vada realmente <em>al di l\u00e0 dell&#8217;uomo<\/em>, rendendolo capace di guardare senza pi\u00f9 desiderio n\u00e9 timore ogni aspetto della vita terrena. Quando l&#8217;essere umano sar\u00e0 in grado di realizzare un tale trascendimento di s\u00e9 stesso, allora sar\u00e0 veramente un liberato. Allora, e soltanto allora, sar\u00e0 divenuto una cosa con l&#8217;assoluto, reintegrandosi nell&#8217;Essere dal quale proviene.<\/p>\n<p>Si badi: ci\u00f2 non significa che deve isolarsi da tutto e da tutti, che deve rinchiudersi in un mostruoso e solipsistico egoismo; non pi\u00f9 di quanto si possa accusare di uno scopo simile, nella tradizione cristiana, il monaco eremita o la suora di clausura. Il fatto \u00e8 che, come diceva Platone, solo quando si chiudono gli occhi del corpo, noi cominciamo a <em>vedere<\/em> veramente le cose. Solo quando siamo pronti a lasciare tutto, possiamo ritrovare tutto; solo quando ci abbandoniamo fiduciosamente all&#8217;Essere, rinunciando alla presunzione del nostro piccolo <em>ego<\/em>, consentiamo alla Grazia di agire in noi e di trasformarci <em>dall&#8217;interno.<\/em><\/p>\n<p>Come ha affermato Raimon Panikkar, nel corso di una rara intervista concessa alla Televisione svizzera, col suo caratteristico sorriso di benevolenza: \u00abPerch\u00e9, dunque, vuoi attaccarti alle cose? Lasciati andare. Lascia che la corrente ti porti\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il capitolo quattordicesimo della Bhagavad-Gita \u00e8 interamente dedicato ad illustrare la dottrina delle tre influenze materiali (gunah) sulla vita degli esseri umani: virt\u00f9, passione e ignoranza;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[92],"class_list":["post-23558","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23558","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23558"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23558\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23558"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23558"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}