{"id":23553,"date":"2017-04-07T03:12:00","date_gmt":"2017-04-07T03:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/07\/nuova-bestemmia-del-papa-gesu-si-e-fatto-diavolo\/"},"modified":"2017-04-07T03:12:00","modified_gmt":"2017-04-07T03:12:00","slug":"nuova-bestemmia-del-papa-gesu-si-e-fatto-diavolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/07\/nuova-bestemmia-del-papa-gesu-si-e-fatto-diavolo\/","title":{"rendered":"Nuova bestemmia del papa: Ges\u00f9 si \u00e8 fatto diavolo"},"content":{"rendered":"<p>Ad accorgersene per primo, ancora una volta, \u00e8 stato Antonio Socci. Domanda: ma gli altri giornalisti, e, soprattutto, gli altri cristiani, dove sono, cosa fanno? Guardano altrove, fanno finta di non udire? Si turano il naso per non sentire la puzza di bruciato, la puzza dell&#8217;inferno? Cosa avranno pensato, cosa avranno provato i fedeli che, il 4 aprile scorso, assistevano alla santa Messa mattutina nella chiesa della <em>Casa Santa Marta<\/em>, a Roma, quella officiata quotidianamente da papa Francesco?<\/p>\n<p>Evidentemente, anche se qualcuno \u00e8 rimasto scioccato e traumatizzato &#8212; almeno lo speriamo; perch\u00e9, se cos\u00ec non fosse, vorrebbe dire che cattolici non ce ne sono pi\u00f9 in colazione &#8212; l&#8217;ordine di scuderia \u00e8 stato, ancora una volta, come sempre: minimizzare, rimpicciolire, banalizzare. O non parlarne affatto, oppure trattare la cosa come del tutto normale e naturale. Radio Vaticana, per esempio, ha scelto di presentare la predica del papa come una normalissima predica di un normalissimo sacerdote cattolico, nel quadro di una normalissima catechesi: ha riportato, s\u00ec, le parole di Francesco, ma senza rilevarne, neppure alla lontana, il carattere a dir poco strano. E, del resto, come avrebbe potuto fare altrimenti? Da quando il papa umile e misericordioso proveniente &quot;dalla fine del mondo&quot; si \u00e8 insediato in Vaticano, tutti quelli che esercitano una qualche funzione vivono nel terrore d&#8217;incorrere nel suo cruccio, e di essere rimossi, commissariati, anatemizzati. E dunque, acqua in bocca e avanti, marsch, in fila e coperti.<\/p>\n<p>Stava commentando l&#8217;episodio biblico del serpente di bronzo. Come \u00e8 noto, molti commentatori della Bibbia hanno fatto notare una segreta corrispondenza fra il serpente di bronzo innalzato nel deserto da Mos\u00e8 e la croce di Cristo, innalzata sul Golgota: la croce, non Cristo, significativa differenza. Il serpente sta alla croce come la salvezza dal morso dei serpenti nel deserto sta alla salvezza potata agli uomini dall&#8217;evento della crocifissione del Signore. Ma Ges\u00f9 non \u00e8 la croce, quindi non c&#8217;\u00e8 una relazione fra Ges\u00f9 e il serpente. Se poi si dice, come ha fatto papa Francesco, che il serpente \u00e8 il simbolo del diavolo, si dice una cosa sbagliata, perch\u00e9 non tutti i serpenti sono simbolo del diavolo: lo \u00e8 il serpente nel Giardino dell&#8217;Eden, che tenta Eva e che la spinge a mangiare il frutto proibito e a farlo mangiare anche ad Adamo; ma non lo \u00e8 il serpente di bronzo fatto innalzare da Mos\u00e8, che, anzi, \u00e8 il simbolo della salvezza.<\/p>\n<p>Da qui all&#8217;eresia e alla bestemmia, il passo \u00e8 stato breve. Se il serpente di bronzo, in base alla sua personalissima interpretazione, \u00e8 il simbolo del demonio, allora anche Ges\u00f9, che \u00e8 il corrispettivo di quel serpente (il che, come si \u00e8 detto, non \u00e8 vero), \u00e8 il corrispettivo del diavolo; e cos\u00ec il papa pu\u00f2 affermare tranquillamente, e testualmente, che <em>Ges\u00f9 si \u00e8 fatto diavolo, si \u00e8 fatto peccato, serpente, per noi<\/em>. Parole assurde, insopportabili, blasfeme; parole che avrebbero ferito gli orecchi di un presbiteriano o di un quacchero, ma che non hanno fatto fare una piega ai cattolici, e specialmente agli esponenti della Chiesa, ai teologi alla Enzo Bianchi. I quali, del resto, sono perfettamente sulla stessa lunghezza d&#8217;onda, per esempio quando dicono, parimenti bestemmiando, che Maria Vergine non deve essere sopravvalutata, perch\u00e9 <em>\u00e8 solo una ruota del carro.<\/em> Si nota il medesimo stile di Bergoglio: uno stile che vuole provocare, nel senso peggiore del termine: cio\u00e8 che vuole sfidare, con il massimo della rozzezza, da parte di chi parla, e che punta a causare il massimo del disagio e del turbamento in coloro che lo ascoltano.<\/p>\n<p>Tutto bene, dunque, tutto normale? Lo vorremmo chiedere a monsignor Nunzio Galantino, a monsignor Vincenzo Paglia, a monsignor Pio Vito Pinto, al cardinale Walter Kasper. Lo vorremmo chiedere al vescovo Lorefice, che scaccia don Alessandro Minutella dalla sua parrocchia, perch\u00e9 troppo cattolico, ma non trova nulla da eccepire sullo stile pastorale di don Fabrizio Fiorentino e di don Cosimo Scordato; lo chiediamo agli altri &quot;vescovi di strada&quot;, a monsignor Cipolla, per esempio, che, nell&#8217;enorme scandalo causato da don Andrea Contin nella diocesi di Padova, dopo essere stato zitto e perfettamente inattivo per dei mesi, pur essendo al corrente della cosa, non ha saputo fare altro che dire: chi sa qualcosa, vada dal magistrato; e si \u00e8 lavato le mani come Ponzio Pilato. Vorremmo chiedere: pu\u00f2, il papa, parlare a questo modo; pu\u00f2 esprimersi cos\u00ec, nel corso della omelia della santa Messa? Non c&#8217;\u00e8 nessuno, attorno a lui, che lo possa consigliare, che lo possa correggere, che lo possa, almeno, trattenere dal parlare a braccio, risparmiano a se stesso e a noi tutti queste esternazioni penosissime, che sarebbero di sapore quasi dadaista o surrealista, se non fossero terribilmente serie, e perci\u00f2 blasfeme? No, non c&#8217;\u00e8 nessuno; e ci\u00f2 per due ragioni. La prima \u00e8 che papa Francesco si \u00e8 circondato non di consiglieri, ma di <em>yes-men<\/em>. La seconda \u00e8 che i suoi collaboratori la pensano come lui; e che non si \u00e8 trattato di un errore, di una svista, di una <em>defaillance<\/em>, ma di un nuovo tassello nella sua ben precisa strategia, di un&#8217;altra mossa nel disegno che sta portando avanti dal primo istante in cui \u00e8 stato eletto.<\/p>\n<p>La strategia di papa Francesco \u00e8 questa: abituare i cattolici, un po&#8217; alla volta, giorno dopo giorno, pazientemente, tenacemente, instancabilmente (\u00e8 la tecnica della rana bollita: la si fa bollire a fuoco lento, cos\u00ec che non si accorga di essere arrostita viva, e quando se ne accorger\u00e0, sar\u00e0 ormai troppo tardi) all&#8217;apostasia; abituarli a non pensare, a non sentire pi\u00f9 da cattolici, ma da eretici; abituarli a dimenticare la loro tradizione, la vera dottrina, la sana teologia, per salire sul carro dei tempi nuovi, gloriosi e misericordiosi, e totalmente anticristiani. No, non \u00e8 in buona fede colui che colleziona ogni settimana, quasi ogni giorno, sparate di questo tipo: quella di dire che Ges\u00f9 si \u00e8 fatto diavolo non \u00e8 che l&#8217;ultima di una lunga serie, e domani ce ne sar\u00e0 un&#8217;altra, forse ancor peggiore. Si tratta di abituare gli orecchi, la mente e il cuore dei credenti a non meravigliarsi pi\u00f9 di niente, a non inquietarsi pi\u00f9 di niente, a non scandalizzarsi di niente. Ed \u00e8 una strategia che funziona, tanto \u00e8 vero che sta dando degli eccellenti risultati. Se i cattolici fossero ancora svegli e fedeli alla propria tradizione, sarebbero insorti, si sarebbero scandalizzati, avrebbero preteso chiarimenti, spiegazioni. Ci sarebbe stato almeno un po&#8217; di rumore, almeno un minimo di dibattuto sulla stampa cattolica, perfino in questo clima di unanimismo bulgaro; un filo di disagio, d&#8217;imbarazzo, di sconcerto, sarebbe trapelato, pur nel rispetto della vecchia massima che i panni sporchi vanno lavati in casa. Un papa non pu\u00f2 dire, nel bel mezzi della santa Messa<em>, Ges\u00f9 si \u00e8 fatto diavolo<\/em>, come se niente fosse, e andare avanti per la sua strada, tranquillo e sicuro, anzi, sprezzante, con quel suo sorriso beffardo, come se dicesse: <em>Vi ho fatto ingoiare anche questa, vedete come \u00e8 stato facile? Domani ve ne far\u00f2 ingoiare un&#8217;altra, ancor pi\u00f9 grossa<\/em>.<\/p>\n<p>Siamo purtroppo convinti, assolutamente, convinti, che simili sparate non sono frutto del caso, che non sono dovute solo a ignoranza e ingenuit\u00e0, che non nascono dalla buona fede, e sia pure priva di prudenza e di discernimento; e ci\u00f2 per una ragione molto semplice. Il concetto espresso nella frase <em>Ges\u00f9 si \u00e8 fatto diavolo<\/em> non \u00e8, &quot;semplicemente&quot; (si fa per dire), un concetto balordo, senza capo n\u00e9 coda; ha un significato ben preciso: \u00e8 un concetto esoterico, gnostico-massonico. Dire che Ges\u00f9 si \u00e8 fatto diavolo equivale a dire che Dio non \u00e8 solo il bene, ma anche il male. Ecco: a questo ci vuol preparare Bergoglio, a questo ci vorrebbe predisporre, indirizzare, piano, piano, un poco alla volta. Il Dio degli gnostici non \u00e8 solo buono, ma anche malvagio: \u00e8 l&#8217;una e l&#8217;altra cosa insieme, perch\u00e9 non \u00e8 un dio trascendente e distinto dalla sua creazione, ma \u00e8, in ultima analisi, la creazione stessa. Il passo successivo sar\u00e0 quello di lasciar cadere al maschera e dire chiaro e tondo che Dio non \u00e8 nei cieli, cos\u00ec come a Bergoglio \u00e8 bastato l&#8217;animo per dire che <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>; ma che, a ben guardare, <em>Dio siamo noi<\/em>. Ecco: questa \u00e8 la meta finale, questo \u00e8 l&#8217;obiettivo ultimo: l&#8217;auto-deificazione dell&#8217;uomo. In piena dottrina gnostico-massonica, appunto. Altro che Madonne. E qui si capisce bene la sparata del falso padre Enzo Bianchi, che la Madonna \u00e8 solo una ruota del carro. Indelicatezza mista a qualcos&#8217;altro: l&#8217;introduzione, per adesso cauta e graduale, della dottrina gnostico-massonica. Quando tutti i muri saranno caduti e ci saranno solo ponti, come auspica il bravo Bergoglio. Strano che nessuno, o cos\u00ec pochi, abbiano riflettuto che, in un mondo senza muri e dove ci siano solamente ponti, tutto sar\u00e0 uguale a tutto, e il cattolicesimo sparir\u00e0 e si mescoler\u00e0 in un unico calderone con il giudaismo, con l&#8217;islamismo, col buddismo, con l&#8217;induismo, con l&#8217;ateismo, con la massoneria, con la gnosi, con il <em>New Age<\/em>, e perch\u00e9 no?, anche con il satanismo. Visto che Ges\u00f9 stesso si \u00e8 fatto diavolo&#8230;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 meravigliarsi, perch\u00e9 arretrare davanti a simili conclusioni? Di eresia in eresia, vi \u00e8 una logica ineccepibile, anche se eretica e blasfema. Del resto, la cosa sta passando molto pi\u00f9 facilmente del previsto: forse nemmeno la massoneria ecclesiastica, che tanto ha brigato per costringere Benedetto XVI ad abdicare (e, quasi certamente, dopo ave fatto assassinare Giovanni Paolo I: non lo si dimentichi mai), in quel marzo del 2013, si sarebbe immaginata di poter procedere con tanta speditezza e disinvoltura nel trascinare la Chiesa cattolica verso l&#8217;apostasia generalizzata. Forse qualche resistenza se la sarebbero aspettata, quei signori; almeno un minimo, almeno <em>pro forma<\/em>. Invece, a dar segno di vita, e di preoccupazione, sono stati quasi soltanto i laici: Socci, De Mattei, Sandro Magister, Blondet; personalit\u00e0 molto diverse fa loro, da cui non verr\u00e0 mai fuori un fronte comune. \u00c8 stato facile, facilissimo: come affondare un coltello nel burro. Si vede che i tempi erano maturi, e che le fondamenta erano marce. Oltre a questo, bisogna pur dire che papa Francesco \u00e8 stato abile; dietro la sua estrema rozzezza, dietro la sua vistosa e arrogante ignoranza, si deve riconoscere che c&#8217;\u00e8 un metodo, c&#8217;\u00e8 una certo adeguamento dei mezzi al fine da raggiungere: dunque, che c&#8217;\u00e8 una intelligenza non comune. Per trascinare la Chiesa nell&#8217;apostasia partendo dal suo vertice, ci vogliono doti d&#8217;intelligenza: non \u00e8 un lavoro che si possa affidare al primo stupido e vanitoso che si offra per la bisogna &#8212; e Dio quanti ce ne sarebbero, pronti a mettersi in fila, pur di occupare quella tal poltrona. L&#8217;abilit\u00e0 pi\u00f9 grande di papa Francesco \u00e8 stata quella di attirare, fin dall&#8217;inizio, tutta l&#8217;attenzione su di s\u00e9, sulla sua persona, sulla sua &quot;semplicit\u00e0&quot;, sulla sua &quot;umilt\u00e0&quot;, sul suo stile sobrio, misericordioso e, soprattutto, &quot;francescano&quot; (anche se lui non \u00e8 affatto francescano, n\u00e9 d&#8217;abito, n\u00e9 di spirito; \u00e8 invece un gesuita nel pi\u00f9 puro stile di una volta, tanto per l&#8217;uno che per l&#8217;altro aspetto). Intendiamoci: non ha inventato nulla. Si \u00e8 limitato a riprendere lo stile inaugurato da Giovanni Paolo II, quello del bagno di folla sempre pi\u00f9 teatrale, accentuandolo ulteriormente, caricandolo fino al limite della spettacolarit\u00e0 e della facondia, esasperandolo. Dopo aver fatto di se stesso una <em>star<\/em>, ha reso credibile, anzi, aprioristicamente bello e buono, tutto ci\u00f2 che avrebbe poi detto e fatto. La gente, ubriacata dal culto della personalit\u00e0, in una misura che nessun leader del passato, anche profano, aveva mai coltivato e raggiunto, si \u00e8 letteralmente dimenticata della dottrina cattolica. La dottrina \u00e8 roba vecchia, per topi da biblioteca; non interessa pi\u00f9 a nessuno. Quel che conta \u00e8 la misericordia, l&#8217;essere con la gente, ergersi a difensore degli ultimi; chi possiede tali caratteristiche, pu\u00f2 dire e fare tutto ci\u00f2 che vuole: nessuno gliene domander\u00e0 conto. Al contrario, gli applausi arriveranno quasi prima che abbia potuto aprire bocca: baster\u00e0 l&#8217;atto di dischiudere le labbra. Nello stile di Ettore Petrolini, allorch\u00e9 il grande comico interpretava il dialogo fra Nerone e la folla: <em>E noi rifaremo Roma pi\u00f9 bella e pi\u00f9 superba che pria&#8230;<\/em>, e il popolo si sbucciava le mani ad applaudirlo ancor prima che finisse la frase; poi, dopo che la battuta era stata ripresa e interrotta alcune volte consecutive, ancora prima che la <em>incominciasse<\/em>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, mentre le folle vanno in estasi per le <em>tourn\u00e9e<\/em> di papa Francesco, tutto semplicit\u00e0, bont\u00e0 e misericordia, nessuno pare accorgersi di tanti, troppi particolari strani, inquietanti: perch\u00e9 il sommo pontefice non s&#8217;inginocchia mai, specie davanti al Santissimo? O meglio: perch\u00e9 s&#8217;inginocchia, con molto fervore, solo per lavare e per baciare i piedi ai musulmani, o per celebrare messa (ma che messa?) con qualche setta protestante? Perch\u00e9 ha commissariato i francescani dell&#8217;Immacolata? Perch\u00e9 non ha mai risposta ai <em>dubia<\/em> dei quattro cardinali Burke, Caffarra, Brandm\u00fcller e Meisner? Perch\u00e9 non vuole che si adoperi l&#8217;espressione &quot;terrorismo islamico&quot;? Perch\u00e9 ordina ai cattolici italiani ed europei di accogliere illimitatamente i falsi profughi dell&#8217;islam? Perch\u00e9 ha autorizzato i musulmani a pregare in chiesa Allah, profanando la santa Messa? Perch\u00e9 non ha mai dato alcun appoggio, non ha mai mostrato la minima simpatia per i movimenti cattolici sorti spontaneamente a difesa delle famiglie contro l&#8217;imposizione della ideologia <em>gender<\/em>? Perch\u00e9 si \u00e8 immischiato, entrandovi a gamba tesa, nelle elezioni politiche di uno Stato sovrano, e si \u00e8 messo a polemizzare fin da subito con il presidente eletto, Donald Trump? E perch\u00e9 ne spara una al giorno, in fatto di dottrina cattolica, scandalizzando le anime, lui che dovrebbe essere il loro pastore attento e premuroso? \u00c8 cos\u00ec che ottempera al comando di Ges\u00f9 a san Pietro: <em>Pasci le mie pecorelle<\/em>? Gi\u00e0 una volta aveva bestemmiato: <em>Ges\u00f9 si \u00e8 fatto come un serpente, brutto che fa schifo<\/em>; e un&#8217;altra volta: <em>La Via Crucis \u00e8 la storia del fallimento di Dio<\/em>. No, non sono incidenti, questi: \u00e8 una precisa strategia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad accorgersene per primo, ancora una volta, \u00e8 stato Antonio Socci. Domanda: ma gli altri giornalisti, e, soprattutto, gli altri cristiani, dove sono, cosa fanno? 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