{"id":23550,"date":"2015-01-28T07:33:00","date_gmt":"2015-01-28T07:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/01\/28\/ricordo-di-berto-rossato-pittore-poeta-dalla-fede-semplice-e-profonda\/"},"modified":"2015-01-28T07:33:00","modified_gmt":"2015-01-28T07:33:00","slug":"ricordo-di-berto-rossato-pittore-poeta-dalla-fede-semplice-e-profonda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/01\/28\/ricordo-di-berto-rossato-pittore-poeta-dalla-fede-semplice-e-profonda\/","title":{"rendered":"Ricordo di Berto Rossato, pittore-poeta dalla fede semplice e profonda"},"content":{"rendered":"<p>Negli anni precedenti il &quot;boom economico&quot; italiano &#8211; che ha proiettato, s\u00ec, il nostro Paese nell&#8217;Olimpo delle maggiori potenze industriali, ma che \u00e8 stato pagato con la distruzione della civilt\u00e0 contadina e, insieme ad essa, della parte migliore della nostra cultura popolare e della nostra stessa umanit\u00e0 &#8211; esistevano ancora, anzi, erano piuttosto diffuse, delle figure che oggi, quando sembrano essersi terribilmente rarefatte, si potrebbero definire &quot;di riferimento&quot;.<\/p>\n<p>Erano uomini e donne, lavoratori e pensionati, laici e sacerdoti, i quali avevano un preciso denominatore comune: facevano bene il loro mestiere, sia quello materiale, sia quello relativo alla loro posizione sociale e morale; erano, cio\u00e8, dei buoni lavoratori, nel senso che conoscevano bene il loro mestiere &#8212; di contadino, di artigiano, di operaio, di postino, d&#8217;insegnante, di medico &#8212; e, soprattutto, che lo facevano con passione, con amore e con una notevole dose di creativit\u00e0; e, nello stesso tempo, erano dei padri o delle madri di sicura autorevolezza, se non vogliamo usare l&#8217;abusata espressione di &quot;esemplari&quot; (qualche difetto lo avevano anch&#8217;essi, si capisce), delle persone sagge e responsabili, che non giocavano al risparmio quando si trattava di dare una mano al prossimo, di dire una parola buona, di dare un consiglio opportuno, di assumersi delle responsabilit\u00e0 nei momenti difficili.<\/p>\n<p>Soprattutto questo: non esitavano ad assumersi le responsabilit\u00e0 pi\u00f9 gravose, pi\u00f9 intricate, talvolta perfino ingrate, nel senso che non ne veniva loro alcun &quot;grazie&quot;, semmai il contrario, qualche critica di troppo, qualche pettegolezzo ingeneroso; non importa: il senso del dovere li chiamava, ed essi rispondevano, generosamente, infaticabilmente. Non scappavano davanti alle responsabilit\u00e0, non tagliavano la corda quando il gioco si faceva duro. Erano mariti e mogli che stringevano i denti quando il matrimonio andava male, quando un figlio si trovava in pericolo, quando il lavoro veniva a mancare: erano piccoli imprenditori che stavano su la notte per studiare come salvare l&#8217;azienda e non dover licenziare nessuno; erano medici che andavano a visitare i pazienti casa per casa, a qualunque ora del giorno e della notte, non appena venivano chiamati; erano organisti, pittori, decoratori, che non si tiravano mai indietro quando c&#8217;era da lavorare per abbellire la chiesa o l&#8217;oratorio del quartiere o del paese, e che si prodigavano con spirito di fede e di abnegazione, umili eroi quotidiani che non sono mai finiti sui libri di storia e che raramente hanno fatto parlare di s\u00e9 fuori dalla cerchia dei conoscenti e del vicinato.<\/p>\n<p>Eppure hanno tenuto insieme la nostra societ\u00e0 in mezzo a mille prove e a mille tribolazioni: la fame, l&#8217;emigrazione, la guerra e la sconfitta, la ricostruzione, il terremoto, l&#8217;inondazione. Erano gli uomini e le donne di Longarone, del Polesine, della Carnia: gente abituata a partire in cerca di lavoro nei continenti pi\u00f9 lontani; a vivere con una fetta di polenta e quattro castagne sul fuoco; a lottare contro le piene del Po, contro la terra che trema, contro le montagne che vengono gi\u00f9 sotto la pioggia; a prendersi cura dei bambini piccoli, degli anziani, senza mai sognarsi di sistemarli in un asilo o in una casa di riposo. Gente seria, senza grilli per la testa, sobria per natura e per necessit\u00e0, ostinata e coraggiosa, attaccata alla terra, alla famiglia, alle tradizioni; gente con la testa sulle spalle, che parlava poco e non giurava quasi mai, ma che aveva una parola sola, ed era &quot;s\u00ec&quot; o &quot;no&quot;, lealmente, tanto che una loro promessa aveva pi\u00f9 valore di cento carte bollate. Gente che si accontentava di poco e che si divertiva con poco, perch\u00e9 sapeva godere di tutto; che non si vergognava della propria povert\u00e0, dato che si accompagnava alla pulizia e alla dignit\u00e0; gente fiera di essere cos\u00ec com&#8217;era, ma senza ostentazione, senza vanterie, senza alcuna vanagloria. Gente di poche parole, ma di molti fatti: gente affidabile, gente che meritava tanto di cappello.<\/p>\n<p>A questo tipo di umanit\u00e0 apparteneva un ampio numero di artisti di formazione accademica modesta o incompleta, pi\u00f9 spesso autodidatti, che mettevano la loro passione e il loro talento al servizio della fede: affrescanti e decoratori di chiese, cappelle, edicole sacre; artisti che, pur non figurando nei manuali e nelle enciclopedie di storia dell&#8217;arte, hanno fatto comunque la loro parte in maniera pi\u00f9 che dignitosa, conferendo un alone di bellezza e di poesia ai luoghi del culto cattolico. Generazioni di fedeli hanno avuto le loro opere sotto lo sguardo ogni domenica e nel corso delle diverse funzioni, cos\u00ec che quei gesti e quei volti di angeli e santi, quegli esempi di bont\u00e0 e di altruismo, sono entrati a far parte dell&#8217;immaginario di centinaia di persone, silenziosamente, pacatamente, senza strepito e senza enfasi.<\/p>\n<p>Quel San Martino che taglia il mantello con la spada per dividerlo con il mendicante; quell&#8217;Angelo che scende nell&#8217;orto degli ulivi per confortare Ges\u00f9 nella notte in cui fu tradito; quel San Francesco che predica agli uccelli e ammansisce il lupo feroce; quella Madonna che sorride, abbassando lo sguardo, all&#8217;Arcangelo Gabriele e che mormora: \u00abSia fatto di me secondo la volont\u00e0 del Signore\u00bb: tutte queste immagini, queste pitture, queste sculture, questi mosaici, queste vetrate, si sono depositati nella coscienza di tanti fedeli e vi hanno lasciato cadere i loro semi di fede, di speranza e di carit\u00e0, contribuendo a illuminare la loro vita nei passi pi\u00f9 scabrosi.<\/p>\n<p>A questa schiera di artisti locali, umili ma grandi a loro modo, apparteneva, fra i tanti, Berto Rossato, il cui vero none era Umberto Severin, nato nel 1914 a Paese, a pochi chilometri da Treviso, in una numerosa famiglia contadina, e morto nel 1978, dopo una vita operosa che lo vide impegnato soprattutto nell&#8217;ambito dell&#8217;arte sacra, come pittore di chiese, oratori, capitelli, sia in Italia che all&#8217;estero, fino in Giappone e in Africa (Uganda), ma specialmente in un ampio ciclo pittorico dedicato a San Martino, nella chiesa parrocchiale del suo paese natale, e in alcune chiese dei dintorni: a Pezzan di Carbonera, a Covolo di Pederobba, a Cavri\u00e9 di San Biagio di Callalta e nella chiesa dei Carmelitani Scalzi di Treviso.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo ricorda l&#8217;allora parroco di Paese, mons. Giovanni Brotto, nel libro \u00abDall&#8217;alto\u00bb (Dosson, Zoppelli Editore, 1998, pp. 104-5):<\/p>\n<p>\u00abLo incontrai la prima volta nel 1944 a Paese, in canonica, dove mi trovavo sfollato dal seminario a motivo dei bombardamenti alleati. Era un giovane semplice, amabile. Frequentava, come uditore, l&#8217;Accademia a Venezia. Era gi\u00e0 noto come giovane di talento e di belle promesse nel campo della pittura a mano libera. Amava la sua terra, la gente, le feste, il bel canto, fiori, frutti, colori. Sotto la sua matita tutto prendeva forma, espressione, immagine. Anima francescana, fune osservatore di uomini e di cose. Fissava orizzonti pi\u00f9 ampi. In ogni cosa sapeva cogliere una nota del cantico delle creature. Traduceva tutto in schizzi, bozzetti, immagini dolci e luminose. La sua ispirazione non era solo estetica ma anche teologica.<\/p>\n<p>Dell&#8217;umanit\u00e0 veneta aveva il corredo genuino: semplicit\u00e0, garbo, arguzia sorridente, brio, un gergo popolare, ricco di immagini e parabole, reso pi\u00f9 fluido ed espressivo da una fantasiosa gestualit\u00e0.<\/p>\n<p>Berto era un talento spontaneo, un osservatore acuto, un teatrante esplosivo, un cuore nobile e sensibile, un pittore descrittivo. La sua pittura \u00e8 un modo di raccontare. Integrit\u00e0 morale, afflato religioso, contemplazione estetica, fusione di colori sono un tutt&#8217;uno con la sua temperie limpida.<\/p>\n<p>A Lourdes, alle quattro del mattino, tutto solo, egli era davanti alla grotta di Massabielle, inginocchiato sulla gelida pietra, assorto, carezzato dalla brezza e dalle acque irruenti del fiume Gave, al chiaro di luna, a braccia aperte, orante. Gli chiesi: &quot;Berto che vedi?&quot; Rispose: &quot;Ho visto il Paradiso&quot;. Di ritorno, dentro il castello di Carcassonne, davanti al museo delle armi, cominci\u00f2 a raccontare, mimando, scene buffe di vita casalinga. Il tempo vol\u00f2 via.<\/p>\n<p>Dimenticammo di fare visita al museo.<\/p>\n<p>Qualche mese prima del suo congedo, si present\u00f2 in canonica, una sera. Rientrava dal lavoro con una tuta spruzzata di colori. Teneva sottobraccio un grosso involto coperto da giornali. Mi disse, fissandomi: &quot;Venga qua. Lei sa ci\u00f2 che io ho. Tra un mese forse non ci sar\u00f2 pi\u00f9. Questo \u00e8 l&#8217;ultimo mio dono&quot;. Stracci\u00f2 io giornali. Comparvero due quadri: uno avente come soggetto un mio ritratto a mezzo busto, l&#8217;altro una mia foto con sullo sfondo un laghetto alpino e le Dolomiti.<\/p>\n<p>Due quadri tratti da una foto e tuttavia bene riusciti denotano abilit\u00e0, fantasia, ispirazione.<\/p>\n<p>Lo ricordo durante l&#8217;ultimo ritocco di tutta la chiesa e il lavaggio dei suoi affreschi: i medaglioni degli apostoli, la gloria di San Martino, l&#8217;Annunciazione, San Giovanni Battista, Ges\u00f9 buon Pastore, San Giuliano Eymard e i simboli dell&#8217;Eucarestia affrescati nella calotta del coro in occasione del mio 25\u00b0 di sacerdozio. Aveva fretta. Voleva finire presto. Presentiva qualcosa?<\/p>\n<p>Avvicinandosi il grande passo, mi confid\u00f2: &quot;Voglio essere sepolto sotterra. Nel giorno della risurrezione finale voglio sentire il fremito della terra al comando di Dio: &#8216;ossa aride, risvegliatevi dal sonno. O morti, sorgete da tutta la terra&#8217;. Voglio provare e gustare la gioia di quel grande momento&quot;. Una lacrima spunt\u00f2 dai suoi occhi e si spos\u00f2 ad un sorriso pieno di luce. Queste erano la fede e la speranza testimoniate, in vita e in morte, da un poeta della semplicit\u00e0, da un artista, da un uomo che guardava alla luce di Dio per continuare a sperare anche tra le tempeste degli uomini.\u00bb<\/p>\n<p>Un uomo semplice, dunque, ma dalla fede profonda; un artista che viveva la propria arte come un tutt&#8217;uno con la vita, con l&#8217;impegno quotidiano, con la dimensione della speranza cristiana; un credente che &quot;vedeva&quot; l&#8217;invisibile e che lo raffigurava nei suoi dipinti, trasfondendovi tutta la sua anima, tutto il suo ardore di carit\u00e0. Sembrerebbe quasi il ritratto di un santo laico: come altro definire un uomo che, immerso in preghiera davanti alla grotta di Lourdes, si lascia sfuggire, estatico, una espressione come questa: \u00abHo visto il Paradiso\u00bb? Certo: l&#8217;artista, come il poeta, \u00e8 colui che sa vedere oltre le apparenze, oltre le disarmonie della materia; ma qui c&#8217;\u00e8 qualcosa di diverso e di pi\u00f9 completo: qui c&#8217;\u00e8 lo sguardo di un&#8217;anima che giunge dritta all&#8217;essenza delle cose, in virt\u00f9 del proprio abbandono a Dio.<\/p>\n<p>Ebbene: di uomini e donne cos\u00ec, quando la societ\u00e0 era certo meno ricca e meno tecnologica di oggi, ma pi\u00f9 sana e pi\u00f9 nutrita di buoni esempi e di valori morali, ce n&#8217;erano parecchi; oseremmo dire che c&#8217;erano quasi in ogni famiglia (le famiglie numerose di allora, formate da pi\u00f9 gradi di parentela), certamente in ogni quartiere cittadino, in ogni paese, in ogni borgo, in ogni parrocchia; e anche in parecchie botteghe, in parecchie fabbriche, in molte associazioni di tipo sociale e culturale, in moltissimi gruppi di volontariato. Era gente che prendeva la vita sul serio, che la riteneva un bene prezioso e non pensava che essa ci venga data per fare una scampagnata a caccia di divertimenti; gente che sapeva ridere e scherzare, ma senza mai passare la misura, senza mai volgarit\u00e0, n\u00e9 incoscienza. Specialmente, era gente che sapeva perdonare.<\/p>\n<p>Se si trattava di artisti, come Berto Rossato, avevano il dono d&#8217;infondere nella loro arte quel tocco gentile di serena contemplazione, di afflato spirituale che trasfigura la vita e fa irrompere in essa un raggio di luce, anche nei momenti pi\u00f9 bui, quando si avrebbe voglia di dubitare di tutto. Erano persone eccezionali che si sentivano normali e che si comportavano con assoluta naturalezza; generalmente schive e modeste, aliene da ogni posa, severe nel giudicare se stesse, pi\u00f9 pronte a scorgere i propri difetti e a rimproverarseli, che a inorgoglirsi per i meriti.<\/p>\n<p>Avremmo bisogno che simili persone tornassero a diventare numerose, che facessero lievitare nuovamente la societ\u00e0 intorno a loro, a cominciare dalle famiglie, oggi cos\u00ec disorientate e confuse, cos\u00ec attraversate e spazzate dai mille venti della superficialit\u00e0 e dell&#8217;egoismo; che tornassero a diffondere serenit\u00e0 e buon volere nei luoghi di lavoro, nei luoghi di svago, nei luoghi di cultura., troppo spesso dominati da mediocri mestieranti che non sanno n\u00e9 parlare, n\u00e9 tacere e che amano fare la ruota come tanti pavoni non appena ricevono un complimento o non appena credono di aver meritato lodi e riconoscimenti.<\/p>\n<p>Quanto siano preziose simili persone, lo si nota quando vengono a mancare: il vuoto che lasciano \u00e8 penoso e ci rivela, di colpo, quanto noi eravamo abituati a fare affidamento su di esse, ahim\u00e8 sovente senza rendercene conto e, pertanto, senza apprezzarle nel loro giusto valore, meno ancora sforzandoci di essere degne della fortuna di averle accanto. Perch\u00e9 di una fortuna si tratta; o, per parlare pi\u00f9 propriamente, di una grazia. E chi prende sempre come cosa dovuta ci\u00f2 che, invece, \u00e8 dono, ci\u00f2 che \u00e8 grazia, senza restituire mai, altro non \u00e8 che un ladro e un profittatore: questo \u00e8 certo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli anni precedenti il &quot;boom economico&quot; italiano &#8211; che ha proiettato, s\u00ec, il nostro Paese nell&#8217;Olimpo delle maggiori potenze industriali, ma che \u00e8 stato pagato con<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30176,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[109],"class_list":["post-23550","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pittura","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-pittura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23550","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23550"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23550\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30176"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23550"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23550"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23550"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}