{"id":23547,"date":"2016-01-23T12:18:00","date_gmt":"2016-01-23T12:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/23\/ma-in-che-senso-la-chiesa-e-per-il-mondo-il-grande-equivoco-di-bernhard-haring\/"},"modified":"2016-01-23T12:18:00","modified_gmt":"2016-01-23T12:18:00","slug":"ma-in-che-senso-la-chiesa-e-per-il-mondo-il-grande-equivoco-di-bernhard-haring","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/23\/ma-in-che-senso-la-chiesa-e-per-il-mondo-il-grande-equivoco-di-bernhard-haring\/","title":{"rendered":"Ma in che senso la Chiesa \u00e8 \u00abper il mondo\u00bb? Il grande equivoco di Bernhard H\u00e4ring"},"content":{"rendered":"<p>\nIl grande equivoco di Bernhard H\u00e4ring**<\/p>\n<p>Il tedesco Bernhard H\u00e4ring (1912-1998), da alcuni considerato come uno dei pi\u00f9 grandi, se non il pi\u00f9 grande, teologo morale cattolico del XX secolo, \u00e8 stato, senz&#8217;altro, uno dei massimi ispiratori e animatori del Concilio Vaticano II, e ha esercitato una vasta influenza nel clima spirituale di quella fase storica, ovviamente in senso &quot;progressista&quot; e &quot;modernizzatore&quot;. In particolare, si pu\u00f2 considerare come l&#8217;ispiratore di uno dei documenti conciliari pi\u00f9 importanti, la costituzione dogmatica \u00abGaudium et Spes\u00bb, dedicata al rapporto fra la Chiesa e il mondo moderno. Di che pasta fosse fatto, a chi piacesse e a chi piacesse meno, come teologo e come sacerdote, Bernhard H\u00e4ring, lo si vide quando i nodi postconciliari vennero al pettine: il che accadde abbastanza presto, precisamente il 25 luglio del 1968, quando papa Paolo VI promulg\u00f2 solennemente l&#8217;enciclica \u00abHumanae vitae\u00bb (l&#8217;ultima del suo pontificato e della sua vita), dedicata alle questioni relative al matrimonio e alla famiglia cristiana. H\u00e4ring manifest\u00f2 apertamente il suo profondo dissenso, specialmente per la parte riguardante la condanna di tutti i metodi contraccettivi non naturali, dall&#8217;aborto, alla sterilizzazione, alla contraccezione. Fu quella la pietra dello scandalo per i molti cattolici progressisti che non esitarono a dichiarare tutta la loro contrariet\u00e0 e a stracciarsi le vesti davanti alla &quot;chiusura&quot; e al &quot;conservatorismo&quot; del papa: un tipo di atteggiamento che nessun fedele e nessun membro del clero si era mai permesso di avere, fino a quel momento, nei confronti di nessuno dei pontefici e di nessun documento ufficiale del Magistero ecclesiastico; o, se pure qualcuno lo aveva fatto, si era posto, automaticamente, al di fuori della Chiesa cattolica e ne aveva affrontato le conseguenze. Adesso, invece, la contestazione montava dal basso e anche dall&#8217;alto; era aperta, dichiarata, gridata; ad essa si unirono parecchi vescovi e, a partire da quel momento, il principio della gerarchia venne irreparabilmente incrinato, e si fece strada rapidamente, dentro la Chiesa, una nuova tendenza, di tipo &quot;democratico&quot;, secondo la quale i credenti, senza troppe cerimonie, possono dissentire e rifiutare quel che dice il papa; e i vescovi possono fare lo stesso, incuranti di seminare confusione o scandalo tra i fedeli, perch\u00e9 la Verit\u00e0 che essi vedono sta al di sopra di tutto il resto.<\/p>\n<p>Ci si domanda se tutto questo abbia qualcosa a che fare con la teologia di uomini come Bernhard H\u00e4ring, sostenitori del dialogo a oltranza con il mondo moderno. Nella costituzione pastorale \u00abGaudium et Spes\u00bb (approvata, per la cronaca, non all&#8217;unanimit\u00e0, ma con 2.307 s\u00ec e 75 no dei vescovi presenti al Concilio), e promulgata da Pio VI l&#8217;8 dicembre 1965, ossia proprio l&#8217;ultimo giorno dei lavori conciliari &#8211; circostanza invero significativa, come se si volesse troncare definitivamente una discussione che, forse, avrebbe meritato ulteriori approfondimenti &#8211; si afferma che la Chiesa deve aprire un dialogo proficuo con il mondo contemporaneo e con la cultura moderna. Si riconosce che il mondo si allontana spesso dalla morale cristiana, e, nondimeno, si dice che esso \u00e8 pur sempre opera di Dio e che Dio, quindi, vi manifesta la sua presenza; e si conclude che i cristiani, a cominciare dai laici, devono riallacciare rapporti di collaborazione con tutti gli uomini e le donne di buona volont\u00e0, indipendentemente dalle loro convinzioni religiose: e questo specialmente sui temi della pace, la giustizia, la libert\u00e0 e la ricerca scientifica. A noi sembra che, in queste proposizioni, si celi un tremendo equivoco, forse non visto, forse visto e tuttavia promosso allo scopo di forzare, dall&#8217;interno, la strategia complessiva della Chiesa nei confronti del mondo.<\/p>\n<p>In ogni caso, ciascuno pu\u00f2 andare a rileggersi quel documento, e trarne le conclusioni che gli sembrano giuste; noi, in questa sede, ci limiteremo a riportare una pagina del teologo H\u00e4ring, dedicata proprio a questo specifico tema, in modo da esplicitare le idee di questo autore, dato che, a differenza della costituzione pastorale, sono state scritte esclusivamente di suo pugno (da: B. H\u00e4ring, \u00abLiberi e fedeli in Cristo. Teologia morale per preti e laici.\u00bb (titolo originale: \u00abFree and Faithful in Christ. Moral Theology for Priest and Laity. III. You arte the Light for the World\u00bb, 1978-81; traduzione dall&#8217;inglese di Carlo Danna, Roma, Edizioni Paoline, III, 1981, pp. 170-172):<\/p>\n<p><em>\u00abEsistono indubbiamente dei principi e degli atteggiamenti permanenti e sempre vincolanti nel rapporto tra chiesa e mondo. La norma e il criterio \u00e8 costituito dal rapporto di Dio verso il mondo, quale ci \u00e8 rivelato in Ges\u00f9 Cristo. Egli viene come Redentore e offre la medicina nella sua qualit\u00e0 di servo. E bench\u00e9 sia stato glorificato dal Padre, vuole che la chiesa da lui fondata continui la sua missione e la sua presenza quasi sacramentale al mondo e sia una chiesa che lo segue radicalmente come una che serve.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mondo non \u00e8 per la chiesa; piuttosto la chiesa \u00e8 per il mondo. Come dice bene un eminente teologo ortodosso: &quot;L&#8217;ecclesiologia, se non viene vista nella sua vera prospettiva cosmica (&quot;per la vita del mondo&quot;), se non viene vista come la forma cristiana della &quot;cosmologia&quot;, \u00e8 sempre ecclesiolatria: una chiesa esistente &quot;in se stessa&quot; e non (come dovrebbe essere) la nuova relazione tra Dio, l&#8217;uomo e il mondo&quot;(A. Schmemann, &quot;For the Life of World&quot;, New York, 1968, p. 68).<\/em><\/p>\n<p><em>In forza della chiamata e della grazia divina la chiesa \u00e8 &quot;santa&quot;, ma anche &quot;mondo&quot; nei significati biblici del termine. Essa \u00e8 quella parte privilegiata del mondo, in cui l&#8217;accettazione divina dovrebbe diventare chiaramente visibile ed efficace. Ma i detentori dell&#8217;ufficio e le strutture della chiesa possono anche manifestare il rifiuto di Cristo servo e quindi il rifiuto del modo in cui Dio accetta il mondo. Nella chiesa e per la chiesa vi \u00e8 la pienezza delle redenzione, ma possono coesistervi anche i segni della solidariet\u00e0 nel peccato:. Essa non \u00e8 sempre e dappertutto semplicemente la &quot;civitas Dei&quot;; essa \u00e8 sempre chiamata (&quot;ekklesia&quot;) da Dio a uscire dal mondo peccaminoso verso la santit\u00e0. E questa chiamata e grazia rende il peccato nella chiesa ancor pi\u00f9 peccaminoso. La chiesa del Verbo incarnato pu\u00f2 legittimamente integrare alcune forme di pensiero e strutture della cultura e della societ\u00e0 concretamente esistenti. Ci sono molte cose che essa pu\u00f2 giustamente assumere dal mondo Il Concilio Vaticano II , dopo aver riflettuto sull&#8217;aiuto che la chiesa \u00e8 in grado di offrire agli individui, alla societ\u00e0 e alle attivit\u00e0 umane, parla esplicitamente dell&#8217;&quot;aiuto che la chiesa riceve dal mondo contemporaneo&quot; (&quot;Gaudium et Spes&quot;, 44). Essa non ha il monopolio di tutto ci\u00f2 che \u00e8 vero, buono e bello; si rende sempre meglio conto di come la sua storia sia intessuta con quella di tutto il mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>Dovendo essere visibile ed efficace, la chiesa ha bisogno di strutture istituzionali che possono s&#8217; cambiare secondo le mutevoli condizioni storiche e sociali, ma anche rendersi in qualche misura indipendenti dal loro scopo originario. Gli elementi istituzionali possono diventare sovraccarichi a spese della missione e cos\u00ec via. In tempi di persecuzione e, in modo diverso, nei periodi spiritualmente spiritualmente vigorosi le strutture istituzionali possono essere ridotte al minimo, mentre la vita di fede e la testimonianza dei membri della chiesa possono essere eccellenti.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma la chiesa \u00e8 sempre una &quot;socialis compago&quot; (&quot;Lumen Gebtium&quot;, 8), un&#8217;entit\u00e0 sociale visibile.. &quot;Lo voglia o no, la chiesa, in quanto entit\u00e0 sociale, \u00e8 una realt\u00e0 che ha un certo impatto sul campo sociale e politico, \u00e8 un &quot;sociologicum&quot;, un &quot;politicum&quot; e anche un &quot;oeconomicum&quot; di peso considerevole. Questo peso non fa parte dell&#8217;essenza della chiesa; il cristianesimo dei primi tempi non lo possedeva; ma oggi esso esiste su scala mondiale, bench\u00e9 in forma e gradi diversi nelle diverse parti del mondo. In tutti questo settori la chiesa non pu\u00f2, anche se lo volesse, evitare che la sua azione e le sue omissioni esercitino una notevole influenza. Da ci\u00f2 derivano una serie di responsabilit\u00e0, che abbracciano tutto il campo dell&#8217;interazione tra chiesa e mondo&quot;. (O. von Nell-Breuning, &quot;Soziale Sicherheit? Ecc.&quot;, Freiburg, 1979, p. 202).\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Dunque, vediamo. Per H\u00e4ring la Chiesa (che egli scrive sempre con la lettera minuscola) \u00e8 una parte del mondo: quella che ha deciso di accettare fedelmente la parola di Dio. Aggiunge che il criterio di fedelt\u00e0 a Dio della Chiesa \u00e8 che essa si rivolga al mondo nella maniera in cui gli si \u00e8 rivolto Dio; e che il mondo non \u00e8 per la chiesa, ma il contrario. Ma qual \u00e8 il modo in cui Dio si \u00e8 rivolto al mondo? Gli si \u00e8 rivolto, nella persona di Cristo, in qualit\u00e0 di servo; dunque, anche la chiesa deve servire. Benissimo. Dal Vangelo, per\u00f2, non risulta affatto che Cristo si considerasse servo del mondo; al contrario, si considerava (come nella lavanda dei piedi, durante l&#8217;Ultima Cena) servo dei suoi discepoli, cio\u00e8 servo della chiesa stessa. Dunque, non \u00e8 vero che la chiesa \u00e8, semplicemente, quella parte del mondo che ha accolto la parola di Dio: essa \u00e8 molto di pi\u00f9; \u00e8 l&#8217;incarnazione visibile dell&#8217;amore di Dio sulla terra, che non santifica, di per se stesso, il mondo cos\u00ec com&#8217;\u00e8, ma, al contrario, lo chiama alla conversione e al mistero della Redenzione. Al mistero, ripetiamo (H\u00e4ring \u00e8 assai restio ad usare questa parola, che pure \u00e8 una parola-chiave della teologia cattolica): perch\u00e9 l&#8217;uomo non si salva da solo; se cos\u00ec fosse, non vi sarebbe il peccato e non vi sarebbe alcuna necessit\u00e0 della Grazia e dell&#8217;azione salvifica di Dio.<\/p>\n<p>Poi H\u00e4ring dice che, nella Chiesa, i detentori dell&#8217;ufficio e le strutture ecclesiali possono diventare peccaminosi, se rifiutano di amare il mondo come Dio lo ha amato; e gi\u00e0 questo ci sembra un grosso errore teologico. La Chiesa, in quanto struttura umana (e solo in quanto struttura umana) pu\u00f2, certamente errare e peccare: ma il peccato pi\u00f9 grave che essa pu\u00f2 commettere \u00e8 quello di tradire la parola di Dio, e non quello di rivelarsi manchevole nella sua applicazione pratica. Per fare un esempio concreto: papa Alessandro VI Borgia err\u00f2 certamente nella condotta pratica e fu, da quel punto di vista, un cattivo cristiano, cio\u00e8 un peccatore; ma non err\u00f2, come papa, nella proclamazione e nella difesa della dottrina cristiana: e questo sarebbe stato un peccato molto pi\u00f9 grave, una infedelt\u00e0 ben pi\u00f9 terribile rispetto a Dio. Fa qui capolino una tendenza, tipicamente protestante, di certo cattolicesimo post-conciliare (a proposito: quel che pensa H\u00e4ring del Concilio e del post-Concilio \u00e8 riassunto nel titolo di uno dei suoi numerosissimi libri: \u00abIl Concilio comincia adesso\u00bb; la data?, il 1966, cio\u00e8 un anno dopo la fine dei lavori): quella secondo la quale il buon cristiano deve essere un &quot;santo&quot;, deve avere una vita esemplare, tale da testimoniare, da se stessa, la fedelt\u00e0 al Vangelo. Questo, a nostro avviso, \u00e8 un altro errore teologico. Ben lungi dal negare che il cristiano sia chiamato alla santit\u00e0, neghiamo per\u00f2 recisamente che tale obiettivo sia il segno irrinunciabile dell&#8217;essere cristiani: il cristiano non \u00e8 colui che riesce ad essere santo, anche perch\u00e9 non ci riesce nessuno, se non con la grazia speciale di Dio; ma colui che si sforza di seguire il Vangelo, evitando di stravolgerlo secondo le sue personali aspettative e adattandolo ai suoi personali intendimenti (ricordiamo le tre tentazioni di Cristo nel deserto, al principio della sua vita pubblica). Il cristiano non \u00e8 mai pienamente giusto, non \u00e8 mai giustificato davanti a Dio, fino all&#8217;ultimo istante ella sua vita: pensare una cosa del genere, significherebbe tornare all&#8217;ebraismo, alla Legge mosaica, secondo la quale chi osserva i comandamenti in modo ineccepibile, \u00e8 giustificato davanti a Dio. Ma, di nuovo: in tal caso, non c&#8217;era bisogno dell&#8217;Incarnazione; come osserva san Paolo (nella <em>Lettera ai Romani<\/em>), Cristo si \u00e8 fatto uomo proprio per salvare gli uomini, i quali, davanti alla Legge, sono tutti inesorabilmente peccatori.<\/p>\n<p>Quando, poi, H\u00e4ring sostiene che la Chiesa pu\u00f2 integrare alcune forme di pensiero e strutture della societ\u00e0 moderna, si mette su un terreno insidiosissimo; e che non sia uno scivolone involontario, lo ribadisce quando afferma che la Chiesa riceve aiuto dal mondo contemporaneo (citando la \u00abGaudium et Spes\u00bb, ossia citando se stesso). E qui torniamo al punto iniziale: alla \u00abGaudium et Spes\u00bb, appunto. Il fatto che il mondo sia opera di Dio, non significa, di per s\u00e9, che vi si rifletta la sua presenza, se non in senso molto generale: anche nel Paradiso terrestre si riflette la presenza di Dio, ma ci\u00f2 non toglie che Adamo ed Eva abbiano peccato e volto le spalle all&#8217;amore di Dio. Il mondo ha voltato le spalle all&#8217;amore di Dio: negare questo fatto, significa non saper leggere la storia moderna. In nessun modo si pu\u00f2 sminuire questo fatto: vi sono una alternativa e una opposizione radicale fra il mondo e la comunit\u00e0 dei cristiani, cio\u00e8 la Chiesa: non si possono servire entrambi i padroni. Bisogna scegliere. H\u00e4ring parla delle persecuzioni come di eventi lontani: evidentemente, gli sfugge che il XX secolo \u00e8 stato l&#8217;epoca delle persecuzioni per antonomasia, e che nel mondo moderno, a partire dalla Rivoluzione francese in poi, passando per l&#8217;Unione Sovietica e la Cina comunista, sono stati perseguitati, torturati e uccisi molti pi\u00f9 cristiani che in tutte le epoche precedenti. H\u00e4ring legge la storia con un occhio solo: il sinistro. Quello che non conviene alla sua lettura della realt\u00e0 storica e sociale, lo ignora addirittura; cos\u00ec come non vede ci\u00f2 che contraddice la sua lettura, faziosa e parziale, del Vangelo.<\/p>\n<p>La \u00abGaudium et Spes\u00bb rivolge un appello ai cristiani, e specialmente ai laici, affinch\u00e9 collaborino con tutte le persone di buona volont\u00e0 sulle questioni riguardanti la pace, la giustizia, la libert\u00e0 e la scienza. Son questioni importanti, senza dubbio; ma il cristiano non pu\u00f2 affrontarle con spirito laico, come se fossero questioni puramente umane. Sono questioni, come tutte le questioni umane, che investono anche la dimensione soprannaturale, perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 collegato a Dio, ha bisogno di Dio e cerca in Dio l&#8217;indicazione, la guida e il conforto per affrontare il suo cammino terreno. Ora, quel che sta facendo la Chiesa, oggi, sulle orme di quanto auspicato da teologi come H\u00e4ring, \u00e8 &quot;collaborare&quot; con il mondo moderno su singoli temi non religiosi, o di etica non religiosa, attinenti la dimensione politica e sociale. Eppure, \u00e8 un fatto che essi vengono continuamente strumentalizzati e risucchiati in una prospettiva, in un modo di agire, che non sono quelli propriamente cristiani. Per fare un esempio: la loro presenza \u00e8 ben accetta quando si tratta di rivendicare diritti per le minoranze, o per i singoli individui: diritti ad ampliare la sfera delle libert\u00e0, delle garanzie, di ci\u00f2 che \u00e8 legittimo. Per\u00f2 non \u00e8 gradito che essi esprimano a voce alta il loro dissenso riguardo alla negazione del diritto alla vita mediante l&#8217;aborto, o riguardo lo stravolgimento del significato della famiglia, mediante il riconoscimento del matrimonio omosessuale e l&#8217;adozione di bambini da parte delle coppie omosessuali. Di fatto, \u00e8 da un pezzo che i cattolici, anche quelli molto attivi nella vita sociale e politica, hanno smesso di parlare dell&#8217;aborto: si sono rassegnati e adattati, puramente e semplicemente. In compenso, non si astengono dal dire la loro, anche con petulanza, quando si tratta di alzare la voce contro regimi o partiti politici che essi, da un punto di vista progressista (che non \u00e8 il punto di vista cristiano, perch\u00e9 le categorie ideologiche sono estranee alla prospettiva cristiana), considerano inaccettabili, e la cui sola esistenza procura loro conati di vomito. Insomma: non aprono bocca di fronte all&#8217;uccisione quotidiana di migliaia di nascituri; ma ritengono un sacro dovere, precisamente in quanto cristiani, manifestare in piazza contro partiti legalmente costituiti o contro governi democraticamente eletti, solo perch\u00e9 da loro giudicati &quot;reazionari&quot;. Questa \u00e8 una totale distorsione del concetto dell&#8217;impegno cristiano nel mondo politico-sociale: e le sue radici vanno individuate nell&#8217;approccio secolarista e laicista di teologi come H\u00e4ring.<\/p>\n<p>Questi signori hanno creduto di sfruttare il vento in poppa quando pareva, negli anni Sessanta del secolo scorso, che esso soffiasse irresistibilmente verso sinistra, cio\u00e8 verso il comunismo. Hanno fatto i salti mortali per mettersi al passo coi tempi, per non apparire in ritardo, insensibili alle questioni sociali; dimenticando che la chiesa si occupa da duemila anni di questioni sociali, ma in forma non politica; e che \u00e8 stato mille volte miglior educatore e miglior pastore un don Bosco, che ha dedicato la sua vita ai ragazzi difficili, che un don Milani, che ha saputo solo polemizzare con i suoi superiori e incitare i suoi fedeli alla disobbedienza e allo spirito di contestazione contro le autorit\u00e0 civili e religiose. Tutti costoro han voluto far vedere che erano pi\u00f9 &quot;aperti&quot;, pi\u00f9 &quot;moderni&quot; e &quot;dialoganti&quot; di chiunque altro; e hanno smesso di amare la propria identit\u00e0, il messaggio specifico di cui erano portatori. Per parlare al mondo, si sono scordati che lo spirito del mondo \u00e8 per forza di cose nemico del Vangelo, essendo lo spirito di attaccamento, di egoismo e di peccato, proprio della natura umana lontana dalla luce della Rivelazione. Perci\u00f2, anche l&#8217;enfasi sulla collaborazione con gli atei e con i seguaci delle altre religioni, non \u00e8 sempre moneta buona, come potrebbe sembrare: si dimentica di dire che il cristianesimo \u00e8 la trasmissione della Verit\u00e0, non di una verit\u00e0; e che le altre verit\u00e0, per forza di cose, non possono essere tali, se si pongono fuori e contro di esso. Una cosa, pertanto, \u00e8 collaborare con tutti gli uomini di buona volont\u00e0; e un&#8217;altra cosa, ben diversa, \u00e8 che tutte le strade portino a Roma. Questo \u00e8 un altro gravissimo errore teologico: cos\u00ec grave da configurarsi come apostasia. Cristo ha detto di se stesso di essere la Via, la Verit\u00e0 e la Vita; e che chi segue lui, arriva alla casa del Padre; chi lo rifiuta, no. Ignorare questo aspetto, vuol dire essere fuori del cristianesimo. Si pu\u00f2 dialogare con il mondo; ma non si pu\u00f2 fare finta che anch&#8217;esso porti a Dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il grande equivoco di Bernhard H\u00e4ring** Il tedesco Bernhard H\u00e4ring (1912-1998), da alcuni considerato come uno dei pi\u00f9 grandi, se non il pi\u00f9 grande, teologo morale<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[109,157,236],"class_list":["post-23547","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-chiesa-cattolica","tag-gesu-cristo","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23547","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23547"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23547\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23547"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23547"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23547"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}