{"id":23545,"date":"2016-05-25T08:12:00","date_gmt":"2016-05-25T08:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/25\/i-quattro-gradi-dellamore-nella-teologia-di-bernardo-di-chiaravalle\/"},"modified":"2016-05-25T08:12:00","modified_gmt":"2016-05-25T08:12:00","slug":"i-quattro-gradi-dellamore-nella-teologia-di-bernardo-di-chiaravalle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/25\/i-quattro-gradi-dellamore-nella-teologia-di-bernardo-di-chiaravalle\/","title":{"rendered":"I quattro gradi dell\u2019amore nella teologia di Bernardo di Chiaravalle"},"content":{"rendered":"<p>Che la figura di Bernard de Fontaine, abate di Clairvaux (nato nel 1090 e morto nel 1153), meglio conosciuto in Italia come Bernardo di Chiaravalle, sia una delle pi\u00f9 straordinarie di tutto il Medioevo cristiano, baster\u00e0, a farlo capire, il fatto che Dante Alighieri lo sceglie quale guida spirituale nell&#8217;ultima parte della terza cantica del suo immortale poema, l\u00e0 dove egli si avvicina a Dio e la visione si fa sempre pi\u00f9 luminosa, abbagliante, insostenibile, e vi \u00e8 quindi bisogno della preghiera e dell&#8217;assistenza di un&#8217;anima veramente grande. Ebbene, per Dante l&#8217;anima pi\u00f9 grande di tutte \u00e8 quella di San Bernardo, guida suprema ai piedi del trono di Dio, nella sommit\u00e0 dell&#8217;Empireo, dopo aver visitato e oltrepassato tutti i cieli delle anime beate ed essere giunto alle soglie della meta finale e dello scopo supremo del suo pellegrinaggio ultraterreno.<\/p>\n<p>Monaco cistercense; dottore della Chiesa; canonizzato meno di vent&#8217;anni dopo la morte; taumaturgo dalla fama prodigiosa; strenuo lottatore e difensore della fede cattolica contro eretici, liberi pensatori (Pietro Abelardo) e nemici esterni (l&#8217;Islam); ispiratore &#8212; come pare &#8212; della regola dei Cavalieri Templari; alto promotore del culto mariano; predicatore della seconda Crociata; ma, soprattutto, sublime maestro di spiritualit\u00e0, misticismo e ascesi: si pu\u00f2 dire che tutta la sua vita sia stata una battaglia per restaurare, con la mediazione di Cristo, la natura umana, decaduta a causa del Peccato originale, e per ricondurre le anime dall&#8217;amore terreno all&#8217;amore di Dio. Egli riassume in s\u00e9 tutti gli aspetti pi\u00f9 significativi della religiosit\u00e0 medievale, dei quali riflette ed esprime nel modo pi\u00f9 compiuto l&#8217;intima essenza.<\/p>\n<p>Nel trattato teologico-pratico <em>De gradibus humilitatis et superbiae<\/em>, suddiviso in sedici capitoli, San Bernardo distingue, innanzitutto, ed elenca, i dodici gradi dell&#8217;umilt\u00e0, ai quali contrappone, punto per punto, i dodici gradi della superbia: la curiosit\u00e0; la leggerezza d&#8217;animo; l&#8217;allegria inopportuna; la millanteria; la singolarit\u00e0 (il volersi distinguere dagli altri, apparendo superiore); l&#8217;arroganza; la presunzione; la difesa dei peccati; la confessione simulata; la ribellione; la libert\u00e0 di peccare; l&#8217;abitudine di peccare. Giunto alla fine, l&#8217;Autore si giustifica di aver parlato pi\u00f9 della superbia che dell&#8217;umilt\u00e0, affermando egli non poteva parlare che di ci\u00f2 che conosceva, e, quanto a se stesso, ritiene di saper pi\u00f9 discendere verso il peccato, che salire verso la grazia; perci\u00f2 invita il lettore, per saperne di pi\u00f9 sull&#8217;umilt\u00e0, di andarsi a leggere San Benedetto, il maestro perfetto. Lui, Beranardo, deve essere letto, in un certo senso, al contrario: deducendo, dai gradi della sua discesa, quelli corrispettivi della salita, proprio come chi si reca in pellegrinaggio a Roma, vede, ma in ordine inverso, i luoghi che San Benedetto ha visto a sua volta, mentre vi si recava.<\/p>\n<p>Nell&#8217;opera successiva, <em>De diligendo Deo<\/em>, tuttavia, San Bernardo tenta di nuovo di parlare del modo in cui bisogna avvicinarsi a Dio, uscendo da se stessi: bisogna abbandonare l&#8217;amore di s\u00e9 e convertirsi all&#8217;amore di Dio, e solo in ultimo tornare all&#8217;amore di se stessi: ma, questa volta, sar\u00e0 un amore trasfigurato, nel quale l&#8217;uomo ama se stesso non per s\u00e9, ma per Dio, per diventare una sola cosa con Lui. I passaggi, o gradi, di questo itinerario spirituale, sono quattro. Al primo livello l&#8217;uomo ama s\u00e9, per se stesso; nel secondo, l&#8217;uomo rivolge il suo amore verso Dio, ma solo per i benefici che ne riceve; nel terzo, l&#8217;uomo ama Dio per Dio, senza nulla domandare; nel quarto e ultimo, l&#8217;uomo torna ad amare se stesso, ma per Dio. Nell&#8217;ultimo capitolo (il nono), peraltro, Bernardo si premura di precisare che il quarto livello dell&#8217;amore \u00e8 inaccessibile all&#8217;uomo in questa vita: le anime, infatti, non sono capaci di amare cos\u00ec, ossia di amare se stesse per Dio, prima della risurrezione. Esse, infatti, tendono a ricongiungersi ai loro corpi, o desiderano, o sperano questa ricongiunzione: e ci\u00f2 sta a dimostrare che esse non sono totalmente mutate da quello che erano prima, non si sono del tutto spogliate dell&#8217;amor proprio; ed \u00e8 appunto quest&#8217;ultimo che tende a far deviare, sebbene per poco, la dirittura del loro desiderio. <em>Dunque<\/em> &#8212; egli scrive &#8212; <em>finch\u00e9 la morte non sar\u00e0 riassorbita nella vittoria, e la luce immutabile non avr\u00e0 invaso ovunque il regno delle tenebre e ne domini tutte le parti, finch\u00e9 la gloria divina non risplender\u00e0 anche nei corpi, le anime non potranno uscire totalmente fuori di se stesse e passare in Dio.<\/em><\/p>\n<p>Il capitolo forse pi\u00f9 affascinante, pi\u00f9 denso, pi\u00f9 sublime, \u00e8, secondo noi, l&#8217;ottavo, nel quale San Bernardo descrive, appunto, il quarto grado dell&#8217;amore, nel quale l&#8217;uomo giunge ad amare se stesso, non per se stesso, ma per Dio; non senza aver precisato che l&#8217;uomo, nel corso della vita terrena, solo in rari istanti fortunati, solo in fuggevoli attimi di ascesa mistica e d&#8217;ineffabile rivelazione e beatitudine, pu\u00f2 pervenire ad un tale stato: dopo di che, il peso della carne, cio\u00e8 l&#8217;unione del corpo con l&#8217;anima, lo fanno rientrare in se stesso e lo allontanano da quello stato di pienezza indicibile, che potr\u00e0 realizzarsi stabilmente solo dopo la morte alla vita terrena e l&#8217;ingresso dell&#8217;anima, con il corpo glorioso e trasfigurato, nella vita eterna.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 il lettore possa farsene un&#8217;idea, ne riportiamo la seconda parte, \u00a7\u00a7 28-30 (da: Bernardo di Chiaravalle, <em>I gradi dell&#8217;umilt\u00e0 e della superbia<\/em> e <em>L&#8217;amore di Dio<\/em>; introduzione, tradizione e note di Gaspare Mura, Roma, Citt\u00e0 Nuova Editrice, 1992, e Milano, Edizioni Martello, 1997, pp. 204-206):<\/p>\n<p><em>Poich\u00e9 tuttavia la Scrittura ci assicura che Dio ha creato tutte le cose per lui stesso, ci sar\u00e0 certamente un tempo in cui la creatura si conformer\u00e0 e sar\u00e0 in armonia con il suo Autore. Occorre quindi che anche noi, o prima o poi, giungiamo a sentire in questo modo: come Dio ha voluto che tutte le cose venissero all&#8217;esistenza per lui solo, cos\u00ec occorre che anche noi non desideriamo di essere stati o di essere nessun&#8217;altra cosa, e neanche noi stessi, se non per lui, ossia per la sua volont\u00e0 e non per il nostro piacere. Sar\u00e0 per noi una gioia, non il fatto che venga appagata una nostra necessit\u00e0, e neppure che conseguiamo la nostra felicit\u00e0, ma il veder compiuta la volont\u00e0 di Dio in noi e su di noi, come chiediamo nella nostra preghiera quotidiana, allorch\u00e9 diciamo: &quot;Sia fatta la tua volont\u00e0, cos\u00ec in cielo, come in terra&quot;. O amore santo e casto! O dolce e soave sentimento! O desiderio puro e santo della volont\u00e0, certamente tanto pi\u00f9 santo e puro, quanto meno v&#8217;\u00e8 misto di nostro, tanto pi\u00f9 soave e dolce, quanto pi\u00f9 \u00e8 tutto divino ci\u00f2 che si prova! Provare questo sentimento, \u00e8 essere deificato. Come una piccola goccia d&#8217;acqua, mescolata a molto vino, sembra scomparire del tutto, perch\u00e9 assume il sapore e il colore del vino, e come un ferro rovente e incandescente diviene molto simile al fuoco e perde il suo aspetto originario, e come l&#8217;aria inondata dalla luce del sole si trasforma nella stessa luminosit\u00e0 della luce, a tal punto che non sembra pi\u00f9 illuminata ma appare essa stessa luce, cos\u00ec \u00e8 necessario che nei santi ogni affezione umana si liquefaccia, in qualche ineffabile modo, in se stessa, e che si trasformi totalmente nella volont\u00e0 di Dio. Altrimenti come potr\u00e0 avvenire che Dio sar\u00e0 tutto in tutte le cose, se nell&#8217;uomo restasse qualcosa dell&#8217;uomo? Rimarr\u00e0 certamente la sua sostanza, ma sotto un&#8217;altra forma, sotto un&#8217;altra gloria, sotto un&#8217;altra potenza. Quando sar\u00e0 questo? Chi lo vedr\u00e0? Chi lo raggiunger\u00e0? &quot;Quando verr\u00f2, e apparir\u00f2 al cospetto di Dio?&quot;. Signore mio Dio, &quot;il mio cuore ti ha parlato; il mio volto ti ha cercato; il tuo volto, o Signore, io cercher\u00f2&quot;. Credi che io vedr\u00f2 il santo tempio tuo? Io non credo che, prima di quest&#8217;ora, sar\u00e0 perfettamente compiuto il comandamento che dice: &quot;Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta la tua anima, e con tutta la tuia forza&quot;; prima dell&#8217;ora in cui lo spirito non sar\u00e0 pi\u00f9 costretto a preoccuparsi del corpo, e l&#8217;anima, che in questo stato gli comunica la vita e la sensibilit\u00e0, cesser\u00e0 di attendere a lui, e le sue facolt\u00e0, liberate dalle angustie presenti, saranno rinvigorite nella potenza di Dio. Infatti \u00e8 impossibile che si raccolgano totalmente in Dio tutte queste cose, che si fissino sul suo volto, finch\u00e9 c&#8217;\u00e8 necessit\u00e0 che siano distratte e occupate nel servire questo corpo debole e sofferente. L&#8217;anima quindi speri di raggiungere il quarto grado dell&#8217;amore &#8212; o meglio, speri di esservi portata, perch\u00e9 appartiene alla potenza di Dio concedere ci\u00f2 a chi vuole e non alla possibilit\u00e0 umana il raggiungerlo &#8212; solo quando sar\u00e0 in un corpo spirituale e immortale, in un corpo integro, pacifico e tranquillo, e soggetto in tutto allo spirito. Allora, ripeto, raggiunger\u00e0 con facilit\u00e0 il pi\u00f9 alto grado dell&#8217;amore, o meglio sar\u00e0 rapita in esso, giacch\u00e9 appartiene alla potenza di Dio donare questo corpo a chi vuole e non allo zelo dell&#8217;uomo di ottenerlo. Allora, dico, essa otterr\u00e0 facilmente il supremo grado, quando si slancer\u00e0 in una corsa rapida e fervente verso il gaudio del suo Signore, senza che nessuna lusinga della carne la ritardi n\u00e9 alcuna molestia la turbi.<\/em><\/p>\n<p><em>Non crediamo forse che i santi martiri ottennero questa grazia, almeno in parte, quando ancora vivevano nei loro corpi vittoriosi? Tanto grande era la forza dell&#8217;amore che aveva rapito le loro anime interiormente, che essi furono in grado di esporre i loro corpi al martirio e disprezzare i supplizi. Anche se, certamente, la sensazione di dolori cos\u00ec crudi non pot\u00e9 non turbare, bench\u00e9 non sconvolgere in profondit\u00e0, la loro serenit\u00e0. Ma quale sar\u00e0 lo stato delle anime finalmente sciolte dal legame dei loro corpi? Io credo che siano totalmente immerse in quell&#8217;immenso oceano della luce eterna e della luminosa eternit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>In questa pagina veramente sublime, che ci aita a capire perch\u00e9 Dante abbia scelto San Bernardo per rivolgere alla Madonna la stupenda preghiera del XXXIII canto del <em>Paradiso<\/em>, grazie alla quale gli \u00e8 concesso l&#8217;ineffabile privilegio di poter vedere, per un istante, la luce di Dio, mentre ancora veste il corpo mortale, noi sentiamo battere il cuore vivo della spiritualit\u00e0 monastica medievale, la quale permeava di s\u00e9 l&#8217;intera societ\u00e0, compreso il mondo profano, che s&#8217;inchinava riverente davanti ad essa, e in essa riconosceva la guida necessaria per giungere al fine della vita umana.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo, tuttavia, sentiamo anche un&#8217;altra cosa: che il mondo moderno, e la stessa Chiesa dei nostri giorni, si sono allontanati a tal punto da una simile spiritualit\u00e0, da aver elaborato una specie di anti-teologia, nella quale il rapporto fra creatura e Creatore viene interamente rovesciato, e si direbbe che lo scopo della vita cristiana non sia tanto quello di ricondurre l&#8217;uomo a Dio, spogliandosi di se stesso, ma di glorificare l&#8217;uomo, prendendo Dio quasi a pretesto della santificazione della natura umana, comprese le sue debolezze, trasformate, chi sa come, in cose perfettamente giuste e buone, delle quali l&#8217;uomo deve compiacersi, e che non deve rinnegare o mortificare in alcun modo.<\/p>\n<p>Mentre San Bernardo ci insegna, prendendoci per mano, a spogliarci del nostro io e a desiderare solo e unicamente di essere tutt&#8217;uno con Dio, a non volere, a non sperare, a non cercare altro da quello che Lui vuole, certi sedicenti teologi cattolici dei nostri giorni, e anche &#8211; duole dirlo &#8211; certi vescovi e certi sacerdoti, hanno praticamente smesso di usare questo linguaggio e di esprimere questi concetti, mentre non fanno altro che parlare di quello che l&#8217;uomo vuole, spera e cerca, e di come il &quot;vero&quot; cristianesimo non consista in altro che nel santificare tutto ci\u00f2 che \u00e8 umano, cos\u00ec come \u00e8 nella condizione attuale: vale a dire, come se la ferita del Peccato originale non fosse stata inferta e la natura stessa fosse pura e innocente come lo era al momento della creazione. Ebbene, coloro i quali insegnano tali cose, sono, puramente e semplicemente, nell&#8217;apostasia: perch\u00e9 il Vangelo che predicano non \u00e8 pi\u00f9 il Vangelo di Cristo, e l&#8217;amore di cui parlano \u00e8 unicamente un amore umano, cio\u00e8 impastato di egoismo, di amor di s\u00e9 e di ricerca del proprio piacere: l&#8217;esatto contrario, e la diabolica contraffazione, del vero amore cristiano, fatto di oblio di s\u00e9 e di abbandono, fiducioso e incondizionato, all&#8217;opera vivificatrice dalla Grazia divina.<\/p>\n<p>Rileggere le opere di Bernardo di Chiaravalle significa tuffarsi nella fresca fonte della genuina spiritualit\u00e0 cristiana: quella di San Francesco d&#8217;Assisi, di Santa Chiara, di Santa Caterina da Siena, di Santa Teresa d&#8217;Avila, di San Giovanni della Croce, di Santa Teresa di Lisieux; che \u00e8, poi, in ultima analisi, la spiritualit\u00e0 del Vangelo, la spiritualit\u00e0 di Ges\u00f9, il solo Maestro, il solo modello di perfezione assoluta, il quale era solito ammonire i suoi discepoli, dandone per primo l&#8217;esempio: <em>Pregate sempre, senza stancarvi mai<\/em> (Lc., 18, 1)<em>.<\/em> Ed \u00e8 ben strano che vi sia, nella Chiesa cattolica, chi pretende di forzare un tale modello per presentarci una diversa immagine dell&#8217;autentica spiritualit\u00e0 cristiana, tutta assorbita dalle cose del mondo, quasi che la creazione avesse bisogno di venire corretta e perfezionata dall&#8217;azione riparatrice dell&#8217;uomo. A ci\u00f2 siamo stati condotti dalla presunzione e da una falsa scienza, che camuffano l&#8217;incredulit\u00e0 con termini pomposi, come &quot;svolta antropologica&quot;, per mascherare la verit\u00e0: la perdita della fede in Dio e il satanico orgoglio umano&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che la figura di Bernard de Fontaine, abate di Clairvaux (nato nel 1090 e morto nel 1153), meglio conosciuto in Italia come Bernardo di Chiaravalle, sia<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[114,117,245,246],"class_list":["post-23545","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dante-alighieri","tag-dio","tag-santi","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23545","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23545"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23545\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23545"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23545"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23545"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}