{"id":23544,"date":"2015-11-24T07:53:00","date_gmt":"2015-11-24T07:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/24\/lo-spirito-europeo-per-bernanos-si-e-arreso-allo-strapotere-della-tecnica\/"},"modified":"2015-11-24T07:53:00","modified_gmt":"2015-11-24T07:53:00","slug":"lo-spirito-europeo-per-bernanos-si-e-arreso-allo-strapotere-della-tecnica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/24\/lo-spirito-europeo-per-bernanos-si-e-arreso-allo-strapotere-della-tecnica\/","title":{"rendered":"Lo spirito europeo, per Bernanos, si \u00e8 arreso allo strapotere della tecnica"},"content":{"rendered":"<p>Una strana idea, una pericolosa illusione dominano la cultura europea e occidentale, dilagano nell&#8217;immaginario collettivo dell&#8217;umanit\u00e0 intera: che la tecnica sar\u00e0 la nostra salvezza, risolver\u00e0 i nostri problemi e ci provveder\u00e0 delle macchine mediante le quali potremo assicurarci un futuro fatto di sicurezze, di benessere, di dominio incontrastato sulle cose.<\/p>\n<p>Era pressoch\u00e9 inevitabile che ci\u00f2 accadesse, vista la piega presa dal pensiero europeo a partire dal XVII secolo, e stante il duplice auspicio dei &quot;padri&quot; della cosiddetta Rivoluzione scientifica: quello di Francis Bacon, secondo il quale \u00absapere \u00e8 potere\u00bb, e quello di Galilei, secondo il quale bisogna \u00abrifare i cervelli\u00bb (e non solo il modo di pensare). Tutto quel che \u00e8 venuto dopo non \u00e8 stato altro che il prolungamento e l&#8217;approfondimento di questa direzione di marcia: l&#8217;illuminismo, che vuole portare agli uomini la felicit\u00e0 mediante la ragione e il progresso; il marxismo, che vuol mettere la filosofia con i piedi per terra e rifare il mondo, con l&#8217;aiuto delle macchine quali &quot;liberatrici&quot; dalla fatica del lavoro umano; la psicanalisi, con la sostituzione della psiche all&#8217;anima e con la pretesa di sostituire il lettino dello psicanalista al confessionale; il positivismo, con la rinnovata fiducia nel progresso tecnico e scientifico; il globalismo e il relativismo, come versioni aggiornate del cosmopolitismo e dello scetticismo illuministici&#8230;<\/p>\n<p>Una volta messa la tecnica sull&#8217;altare, al posto di Dio, e trasformati gli scienziati, e pi\u00f9 ancora i tecnocrati, in altrettanti sacerdoti della nuova religione, e una volta stabilito il principio che non esistono altre forme legittime di adorazione che non siano quelle stabilite dal laicismo democratico e totalitario, fuori dalle quali non v&#8217;\u00e8 salvezza, e nemmeno tolleranza, non rimane alcuna ragione per meravigliarsi davanti allo spettacolo che il dilagare della tecnica, con il suo uso ed abuso di massa, applicato anche alle cose pi\u00f9 futili, ha assunto ai nostri giorni: per esempio, del fatto che i bambini abbiano disimparato a sognare e a giocare, cio\u00e8 abbiano disimparato a essere bambini, perch\u00e9 afferrati dalla dipendenza patologica verso i telefonini cellulari, i computer e gli stessi giochi elettronici (che giochi non sono, ma strumenti di devastazione della mente e del cuore); oppure che dal buono o dal cattivo funzionamento della rete informatica dipendano la pace o lo scoppio della terza guerra mondiale (e sappiamo che gi\u00e0 per alcune decine di volte l&#8217;umanit\u00e0 ha sfiorato la catastrofe nucleare per gli errori occasionali dei computer preposti al funzionamento degli arsenali atomici delle grandi potenze).<\/p>\n<p>Credendo di semplificare la propria vita, l&#8217;uomo si \u00e8 fatto schiavo del suo stesso tecnicismo: il fenomeno, oggi evidente, non era difficile da preconizzare gi\u00e0 alcuni decenni or sono; e infatti poche menti illuminate (quelle s\u00ec <em>illuminate<\/em>, ma non nel senso illuministico del termine) avevano lanciato il loro grido d&#8217;allarme, rimasto perfettamente inascoltato, quando non apertamente deriso e sbeffeggiato, dalla maggior pare degli esponenti della cultura dominante, ideologicamente di destra, di sinistra e di centro, tutti d&#8217;accordo sul fatto che le macchine rappresentavano il progresso e che il Progresso &#8212; divenuto, non si sa come, degno della lettera maiuscola, cio\u00e8 di essere adorato come un Dio &#8211; rappresentava il Bene, dunque che avanzare qualche sia pur timida riserva sulla infallibile efficacia delle macchine quali strumenti della emancipazione umana, era cosa degna dei peggiori nemici dell&#8217;umanit\u00e0, dei trogloditi dell&#8217;et\u00e0 della pietra, insomma di quanti non avevano capito nulla della Civilt\u00e0 e dell&#8217;Umanit\u00e0 (e, magari, <em>horribile dictu<\/em>, non avevano letto, o non avevamo capito, n\u00e9 Voltaire, n\u00e9 Marx, n\u00e9 Freud, e forse nemmeno Gramsci, Marcuse, Adorno, Horkheimer, Sartre, Deleuze, Foucaul, Derrida, Althusser e compagnia bella).<\/p>\n<p>Fra quei rari uomini di cultura e di pensiero che videro e capirono quel che stava succedendo, e quel che ne sarebbe conseguito, e che non subirono il ricatto in base al quale dubitare delle macchine quali punto d&#8217;appoggio per l&#8217;emancipazione universale equivaleva a opporsi al Progresso e alla Civilt\u00e0, vi fu lo scrittore Georges Bernanos (nato a Parigi nel 1888 e morto a Neuilly-sur-Seine nel 1948), autore di una quarantina di volumi, fra i quali spicca il romanzo, giustamente famoso, \u00abDiario di un curato di campagna\u00bb, pubblicato nel 1936 e poi adattato per il cinema dal regista Robert Bresson (1951).<\/p>\n<p>Cos\u00ec, parlando nell&#8217;aula magna della Sorbona nel febbraio del 1947, davanti ad un vasto pubblico, Georges Bernanos, dunque, a un anno dalla morte, bench\u00e9 ancora relativamente giovane (non aveva compiuto sessant&#8217;anni), affidava il suo testamento spirituale, che \u00e8 poi il testamento spirituale di un cristiano, ad una Europa che, pur essendo ancora dolorante per le terribili ferite della guerra, gli appariva gi\u00e0 proiettata verso una nuova forma di schiavit\u00f9, quella delle macchine (da: Georges Bernanos, \u00abRivoluzione e libert\u00e0\u00bb; titolo originale: \u00abLa libert\u00e9 pour quoi faire?\u00bb; traduzione dal francese di Gennaro Auletta, Roma, Borla Editore, 1963, pp. 78-81):<\/p>\n<p><em>\u00ab&#8230; Noi viviamo in piena frode, siamo vittime d&#8217;un inganno. [&#8230;] Da troppi anni il mondo che P\u00e9guy, con una specie di straziante ingenuit\u00e0 chiamava mondo moderno perch\u00e9 non trovava un alto nome, e a dir vero forse non ne merita ancora qualcuno, recita a se stesso la commedia di pretendere di risolvere periodicamente alcuni problemi che \u00e8 sempre meno capace di porre, per colpa del tempo; perch\u00e9 il tempo \u00e8 proprio quel che gli manca di pi\u00f9, come se ne avesse diabolicamente ristretto i confini nella stessa proporzione in cui ha avvicinato, con le sue assurde macchine volanti, quelli dello spazio. Noi siamo soffocati dalle menzogne, e non c&#8217;\u00e8 peggior menzogna di un problema mal posto. [..] Questo irrigidimento, questo indurimento, questa sclerosi delle coscienze, questo esaurimento delle profonde sorgenti dell&#8217;anima \u00e8 un fenomeno universale, e da tredici lunghi mesi io l&#8217;osservo nel mio paese, in mezzo ai miei, con un&#8217;angoscia intima e quasi religiosa, con uno spavento sacro. Dio se ne va, Dio si allontana da noi, e ci lascia a un tempo vuoti e pesanti![&#8230;] Prima di osare di parlar di giustizia sociale, cominciate col rifare una societ\u00e0, o imbecilli! Voi avete abbattuto, sotto le bombe, la civilt\u00e0 di cui avete gi\u00e0 distrutto il principio delle coscienze, e la giustizia sociale \u00e8 per voi un pretesto per liquidare ci\u00f2 che resta di questo mondo e per depredare finanche i carnai.[&#8230;] Quando poco fa dicevo che le peggiori, le pi\u00f9 corruttrici menzogne sono i problemi mal posti pensavo proprio a quello che abbiamo la pretesa di esaminare insieme, perch\u00e9 \u00e8 il tipo stesso del problema mal posto. Una volta c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;Europa, voglio dire una civilt\u00e0 europea, e in quel tempo non si parlava o si parlava il meno possibile dello spirito europeo: non ne valeva la pena. A quel tempo le grandi democrazie non avevano ancora inventato il nazionalismo e se i popoli non avevano gi\u00e0 molti motivi per amarsi non conoscevano ancora che una piccolissima pare di quelli che avevano per odiarsi. L&#8217;avvento dei nazionalismi democratici \u00e8 stato un colpo fatale per la civilt\u00e0 europea, l&#8217;hanno sommersa e poich\u00e9 lei non era capace di portare sulle spalle simili mostri, ha cominciato a colare a picco sotto il loro peso. Gli imbecilli potrebbero dire che essa non era abbastanza solida; ma se io avessi voglia di rispondere, direi che una civilt\u00e0 \u00e8 stata sempre un&#8217;ingegnosa ripartizione di pesi da portare o di problemi da risolvere. Una civilt\u00e0 umana non potrebbe resistere a qualunque casa, non potrebbe sopportare una qualunque pressione. La civilt\u00e0 non \u00e8 solo opera dell&#8217;uomo, \u00e8 l&#8217;uomo stesso. Non si pu\u00f2 esigere da lei, sia pure col pretesto della giustizia, quel che non \u00e8 ragionevole esigere dall&#8217;uomo. Ma i tecnici non s&#8217;imbarazzano per tanto poco; essi sovraccaricano la civilt\u00e0 umana come gli ingegneri sovraccaricano l&#8217;arco maestro d&#8217;un ponte per provare il suo punto di rottura. Trovato il punto di rottura, essi ritengono di aver soddisfatto coscienziosamente i termini del loro contratto e ci presentano la nota delle spese. La civilt\u00e0 europea a somiglianza di tutte quelle che l&#8217;hanno preceduta nella storia, era un compromesso tra ci\u00f2 che \u00e8 buono e ci\u00f2 che \u00e8 cattivo nell&#8217;uomo, era un sistema di difesa contro i suoi istinti. Non c&#8217;\u00e8 istinto dell&#8217;uomo che non sia capace di rivolgersi contro l&#8217;uomo stesso e distruggerlo. L&#8217;istinto di giustizia \u00e8 forse il pi\u00f9 pericoloso. Passando dalla ragione all&#8217;istinto l&#8217;idea di giustizia, per esempio, acquista una prodigiosa capacit\u00e0 di distruzione. D&#8217;altronde, in questo caso, essa non \u00e8 pi\u00f9 giustizia come l&#8217;istinto sessuale non \u00e8 l&#8217;amore, e on \u00e8 neanche il desiderio di giustizia ma la concupiscenza feroce e una delle forme pi\u00f9 efficaci dell&#8217;odio dell&#8217;uomo per l&#8217;altro uomo. L&#8217;istinto di giustizia, quando dispone di tutte le risorse del,a tecnica, si accinge a devastare la terra. Le civilt\u00e0 corrotte generano dei miti. Si tratta innanzitutto di distruggere questi miti, questi mostri. \u00c8 ridicolo pretendere di costruire o ricostruire checchessia in un mondo in cui i miti vanno e vengono liberamente facendo tremare il suolo sotto i loro enormi piedi. Se credete veramente possibile edificare una civilt\u00e0 sulla misura di queste colossali bestie, mi chiedo che cosa stiamo a far qui. Nell&#8217;ipotesi un cui un tipo interamente nuovo di civilt\u00e0, una civilt\u00e0 di massa, stesse per uscire dall&#8217;anarchia morale e intellettuale d&#8217;una societ\u00e0 quasi completamente de spiritualizzata, a che pro discutere tra noi dello spirito europeo? Lo spirito dell&#8217;antica civilt\u00e0 europea \u00e8 condannato per sempre. E quanto allo spirito della nuova, non se ne parla ancora. Per il momento si tratta solo della tecnica. In nessun modo siamo dei tecnici. I tecnici non hanno bisogno di noi. Si tratta di sapere se la storia ha un significato oppure se \u00e8 la tecnica a dargliene uno. Oppure, per parlare pi\u00f9 chiaramente, si tratta di decidere se la Storia \u00e8 la storia dell&#8217;uomo oppure soltanto la storia della tecnica&#8230;\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Una civilt\u00e0, ammoniva saggiamente Bernanos &#8211; mentre quasi tutti gli intellettuali europei si riempivano la bocca con parole d&#8217;ordine politicamente corrette, come &quot;tecnica&quot;, &quot;progresso&quot;, &quot;liberazione&quot;, &quot;diritti&quot;, &quot;civilt\u00e0 delle macchine&quot; -, non pu\u00f2 sopravvivere se non possiede una essenza spirituale: non pu\u00f2 vivere di solo tecnicismo, n\u00e9 di sola economia (e tanto meno di sola finanza, come pure oggi parrebbe che si pretenda).<\/p>\n<p>Lucidissima la sua disamina degli istinti e delle virt\u00f9 impazzite che diventano schegge destinate a flagellare la nostra civilt\u00e0, a sconvolgerla con tutti gli stravolgimenti che l&#8217;assenza di &quot;spirito&quot; porta con s\u00e9, ad esempio con lo stravolgimento del senso della giustizia, il quale, abbandonato all&#8217;ebbrezza di un Logos puramente strumentale e calcolante, senz&#8217;anima, senza trascendenza, senza senso del limite, finisce immancabilmente per capovolgersi nella pi\u00f9 orribile forma di violenza, nella sete di sangue, nel furore della &quot;santa&quot; ghigliottina, nei totalitarismi folli e negli universi concentrazionari, i quali &#8212; rionosciamolo onestamente, una buona volta &#8212; altro non sono che l&#8217;estrema, lucidissima (e perci\u00f2 folle) estensione del progetto ultra-razionale, tecnicistico ed efficientistico, di codesto Logos, impazzito per un peccato di orgoglio e di <em>hybris<\/em>.<\/p>\n<p>Eppure, vien da chiedersi, era tanto difficile &#8212; molto, ma molto prima del fungo di Hiroshima, dell&#8217;incidente di Chernobyl, delle piogge acide e del buco nell&#8217;ozono &#8212; era tanto difficile, dicevamo, comprendere che la tecnica non \u00e8 la soluzione del problema, ma che pu\u00f2 esserne l&#8217;aggravamento esponenziale, visto che essa \u00e8 perfettamente insensibile e indifferente ai fini e agli scopi, ma coltiva un progetto di razionalit\u00e0 esclusivamente strumentale? E che, pertanto, nelle mani di una umanit\u00e0 alienata, confusa, smarrita, allucinata, impazzita, si sarebbe trasformata fatalmente in un formidabile mezzo di distruzione e d&#8217;imbarbarimento collettivo? Era davvero cos\u00ec difficile prevedere che, se si mettono degli strumenti potentissimi nelle mani di un bambino (cosa che, oggi, sta avvenendo alla lettera), il risultato non potr\u00e0 essere che catastrofico? E che, pertanto, ci\u00f2 di cui gli uomini avevano, ed hanno, e sempre avranno bisogno, non \u00e8 di poter disporre di macchinari sempre pi\u00f9 potenti, e di una tecnologia sempre pi\u00f9 sofisticata; non \u00e8 il fatto di saper scindere l&#8217;atomo e liberare la sua immensa energia, o inviare satelliti artificiali verso i pi\u00f9 lontani pianeti del Sistema solare e anche oltre di esso, nelle immensit\u00e0 della Galassia, ma di pensare e tentar di realizzare un progetto veramente umano, culturale ed educativo, spirituale ed etico, fondato non sulle cose, ma sulla interiorit\u00e0 e sulla coscienza, nonch\u00e9 sulla centralit\u00e0 della persona umana e sul libero arbitrio, cui essa \u00e8 chiamata?<\/p>\n<p>Come sono stati miopi i nostri intellettuali: credevano di veder lontano, e avevano la vista pi\u00f9 corta delle persone umili e semplici. Questo \u00e8 il pi\u00f9 grave atto d&#8217;accusa che si possa levare contro di essi, in blocco, come categoria: la loro miopia, il loro piatto conformismo, la loro perfetta inutilit\u00e0. Sapevano esercitare il loro senso critico solo nei confronti del passato (e con molta esagerazione, ingenerosamente, antistoricamente): mai verso il presente, meno ancora verso il futuro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una strana idea, una pericolosa illusione dominano la cultura europea e occidentale, dilagano nell&#8217;immaginario collettivo dell&#8217;umanit\u00e0 intera: che la tecnica sar\u00e0 la nostra salvezza, risolver\u00e0 i<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[185],"class_list":["post-23544","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-moderne","tag-karl-marx"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-moderne.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23544","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23544"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23544\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30158"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}