{"id":23538,"date":"2020-07-25T12:03:00","date_gmt":"2020-07-25T12:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/07\/25\/bergoglio-e-solo-un-problema-di-comunicazione\/"},"modified":"2020-07-25T12:03:00","modified_gmt":"2020-07-25T12:03:00","slug":"bergoglio-e-solo-un-problema-di-comunicazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/07\/25\/bergoglio-e-solo-un-problema-di-comunicazione\/","title":{"rendered":"Bergoglio: \u00e8 solo un problema di comunicazione?"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un punto che bisogna assolutamente chiarire, quando si parla di Bergoglio. Alcuni sostengono che le critiche nei suoi confronti nascono in gran parte dal fatto che le sue parole vengono male interpretate; o che vengono riportate dalla stampa in maniera tendenziosa; o, ancora, che lui stesso, parlando a braccio &#8212; il che fa spesso e volentieri, non solo nelle interviste ma anche nelle omelie e nei discorsi ufficiali &#8211; si lascia trasportare dall&#8217;entusiasmo e, nel calore dell&#8217;improvvisazione, e stante la sua imperfetta conoscenza della lingua italiana, non sempre riesce ad esprimere il suo pensiero come vorrebbe, col risultato di venir frainteso. Insomma sarebbe solo o principalmente un problema di comunicazione. Se si preparasse i discorsi e li leggesse senza scostarsene; se conoscesse meglio la lingua italiana; se la stampa fosse pi\u00f9 obiettiva nel riportare le sue frasi, gran parte delle incomprensioni verrebbero meno e quasi tutte le critiche che gli sono mosse, sovente &#8211; dicono i suoi estimatori e difensori &#8212; in maniera prevenuta e comunque ingenerosa, non avrebbero pi\u00f9 ragion d&#8217;essere. E non \u00e8 che simili discorsi fioriscano solo sulle bocche di persone sprovvedute e inconsapevoli, n\u00e9 di fautori e turiferari del signore argentino, come ad esempio certi personaggi che si sono prefissati la missione, o ne hanno avuto l&#8217;incarico, di contrastare con ogni fibra del loro essere i critici di Bergoglio e perci\u00f2 imperversano in rete, sui siti e sui social pi\u00f9 critici verso di lui, allo scopo di rintuzzare, ribattere, contrattaccare ogni scritto con zelo indefettibile, passione inesausta e un ardore che non conosce stanchezza o ripensamenti.<\/p>\n<p>Uno dei pi\u00f9 grandi dispiaceri, se ci \u00e8 consentita una nota personale, \u00e8 stato quello di scoprire cosa pensa di lui un nostro amico carissimo, che \u00e8 una persona squisita, integerrima, colta, intelligente, profondamente buona e disponibile verso gli altri, fin quasi all&#8217;eccesso. Avevamo sempre evitato l&#8217;argomento, proprio temendo di udire quel che invece, per fatalit\u00e0, un giorno abbiamo udito dalla sua bocca: che Bergoglio \u00e8 uno che ha compreso veramente il senso pi\u00f9 profondo del Vangelo; con l&#8217;unica riserva, da parte del nostro amico, che s\u00ec, \u00e8 vero che e non \u00e8 altrettanto bravo nel trasmettere agli altri tale essenza. \u00c8 stato, ripetiamo, un dolore profondo, una delusione fortissima, proprio per la rettitudine indiscussa e indiscutibile di colui che formulava tale giudizio, in nessun modo sospettabile di parlare per ragioni diverse da quelle che gli dettano la coscienza e la ragione. Ci siamo chiesti come sia possibile una cosa del genere: come sia possibile che, dopo la bellezza di otto anni, perfino dei cattolici veri, per i quali il Vangelo non \u00e8 un formulario ma un libro di vita vissuta, e il cui naturale orizzonte esistenziale e morale \u00e8 la bont\u00e0, o quantomeno la costante benevolenza verso il prossimo, tanto da essere costituzionalmente incapaci di far del male a qualcuno con la vera intenzione di farlo, possano poi cadere in un abbaglio tanto clamoroso, in un fraintendimento cos\u00ec catastrofico. E proprio in questo interrogativo abbiamo visto, e per cos\u00ec dire toccato con mano, ci\u00f2 che di pi\u00f9 perfido, di pi\u00f9 malvagio, di pi\u00f9 diabolico si cela nella persona e nell&#8217;opera di questo oscuro personaggio venuto dall&#8217;altro capo del mondo per dare il colpo finale alla Chiesa dei santi, o quanto meno alla sua parte visibile, e gettare nell&#8217;estremo sconforto, nell&#8217;estremo turbamento e nell&#8217;estrema angoscia quanti vorrebbero ripararsi sotto le ali della protezione divina e invece, credendo di udire la Parola di Cristo e di porsi sotto la vigilanza materna della Vergine Maria, aprono le porte all&#8217;antico Avversario e cos\u00ec, senza rendersene conto &#8212; \u00e8 una cosa atroce, che fa accapponare la pelle al solo pensiero, ma purtroppo terribilmente reale &#8212; preparano le condizioni per essere traviati e trascinati nei pi\u00f9 gravi errori morali e nelle peggiori eresie da un falso clero e una falsa chiesa. Se Bergoglio \u00e8 capace d&#8217;ingannare persone eccellenti, se riesce ad esercitare un fascino su uomini infinitamente migliori di lui, allora bisogna domandarsi come ci\u00f2 sia possibile, smontare il diabolico inganno pezzo per pezzo e mostrare a tutti chi si celi in realt\u00e0 sotto l&#8217;abito bianco del Vicario di Cristo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 stata quella, peraltro, la prima, n\u00e9 la sola delusione accumulata nel corso di questi mesi allucinanti, nei quali un governo di gente da nulla, ignorante e presuntuosa, ha imposto sull&#8217;Italia la pi\u00f9 ferrea dittatura della sua storia, senza incontrare la bench\u00e9 minima opposizione e anzi suscitando un convinto sostegno da parte di quegli stessi cittadini che sono stati privati, da un giorno all&#8217;altro, di tutte le loro libert\u00e0 fondamentali. Abbiamo visto non solo estranei, ma anche amici e parenti, anche persone delle quali avevamo e abbiamo stima, per la loro intelligenza, la loro cultura, il loro equilibrio, evitare qualsiasi contatto con il mondo esterno, barricarsi in casa, guidare la macchina o andare in bicicletta sempre con la mascherina sul viso, anche molte settimane dopo che ci\u00f2 non \u00e8 pi\u00f9 imposto per decreto, mostrando cos\u00ec di aver creduto in pieno a tutta l&#8217;ignobile farsa e alla spregiudicata propaganda mediatica con la quale il governo, e pi\u00f9 ancora i poteri finanziari che si muovono dietro di esso, hanno voluto sospingerci nel terrore, nella solitudine e nella totale accettazione di ci\u00f2 che i media ci scodellano dalla mattina alla sera, ogni ora, ogni minuto, dal mese di febbraio fino ad oggi, e cio\u00e8 che bisogna tirare un rigo sulla costituzione e su tutte le libert\u00e0 da essa garantite in cambio della pura e semplice sopravvivenza, ossia di una vita ridotta a semplice condizione fisiologica, spogliata di tutto ci\u00f2 che la rende amabile, nobile, degna di essere vissuta. Ci\u00f2 dimostra, a nostro avviso, che \u00e8 in atto un immane processo di ristrutturazione o, se si preferisce, di manipolazione, e in ultima analisi distruzione, del pensiero. Non \u00e8 pi\u00f9 vero ci\u00f2 che \u00e8 vero, ci\u00f2 che i miei sensi e il mio elementare istinto dicono essere vero, ma ci\u00f2 che la televisione, il governo, il comitato-tecnico-scientifico, il sindaco e il governatore regionale dicono essere vero; e se tutti questi soggetti dicono che il sole splende alle due di notte, o che le stelle brillano alte nel cielo alle due pomeridiane, la gente ci crede senz&#8217;altro. Laddove la categoria &quot;gente&quot; si \u00e8 enormemente espansa, fino a includere buona parte di quelli che &#8212; sino all&#8217;altro ieri &#8212; si potevano qualificare come intellettuali, nel senso ampio della parola: quelli che lavorano di concetto, e non di un&#8217;attivit\u00e0 manuale, sia professionisti, come medici, avvocati, notai, sia impiegati pubblici o privati, come insegnanti, commercialisti, ragionieri, ecc. E cos\u00ec come, sul piano economico-sociale, stanno rapidamente scomparendo i ceti medi, i piccoli imprenditori, gli artigiani, i commercianti, distrutti dalla globalizzazione e in particolare dalla concorrenza insostenibile dei gruppi multinazionali, cos\u00ec sul piano intellettuale scompare l&#8217;autonomia di giudizio di quelli che, fino a pochi anni fa, non bevevano senza fiatare tutto ci\u00f2 che veniva dalla stampa e dalla tv, ma esercitavano un minimo di vaglio critico delle notizie.<\/p>\n<p>Partiamo dall&#8217;ipotesi iniziale che avevamo formulato. \u00c8 credibile che alla base della sofferenza e della confusione che Bergoglio provoca a milioni di fedeli &#8212; una minoranza, senza dubbio: ma una minoranza su un miliardo e trecento milioni di cattolici, non \u00e8 una quantit\u00e0 del tutto trascurabile &#8212; ci sia essenzialmente un problema di comunicazione, ma che lui, a suo modo, sia perfettamente in buona fede, che sia animato da rette intenzioni? La risposta \u00e8 netta, chiara, senza margini di dubbio: no, assolutamente no. Bergoglio sa benissimo quello che fa; non solo: calcola e studia ogni cosa che fa e che dice, valutandola e soppesandola fin nei minimi particolari. Se, per esempio, sceglie come interlocutore privilegiato il re dei giornalisti massoni, Eugenio Scalfari, per rivelargli apertamente il suo pensiero, sa benissimo quali saranno le conseguenze, e che uso far\u00e0 il suo giornale, La Repubblica, delle sue parole. Non si potr\u00e0 dire n alcun modo che le sue parole siano state distorte; al contrario: \u00e8 vero che Bergoglio ha calcolato in anticipo di poter giocare su questi fattore, protestare la sua buona fede e far dire alla sua segreteria che certe frasi, ad esempio quella in cui nega l&#8217;esistenza dell&#8217;Inferno, sono state male interpretate e non rispecchiano il suo autentico pensiero. Se non voleva essere frainteso, si confidava con un giornalista cattolico, come Vittorio Messori. E poi, \u00e8 credibile che il suo amico Scalfari pubblichi quelle interviste senza prima fargliene vedere il testo? La malafede di Bergoglio emerge anche da altri particolari. Ad esempio, nell&#8217;omelia in cui commentava l&#8217;episodio della donna adultera, ha detto a chiare lettere che <em>Ges\u00f9 fa un po&#8217; lo scemo<\/em>, frase che poi, nel testo ufficiale pubblicato dall&#8217;agenzia vaticana, diventa<em>: Ges\u00f9 fa il finto tonto<\/em>. Tira il sasso e nasconde la mano: questo \u00e8 il suo abituale modo di operare per seminare il disordine nella Chiesa. Un&#8217;altra tecnica \u00e8 quella di lasciar dire le eresie pi\u00f9 grosse agli uomini della sua corte e non riprenderli, come se non vi fosse nulla di strano. Cos\u00ec, non ha fiatato quando il generale dei gesuiti, Sosa Abascal, ha detto chiaro e tondo che il diavolo non esiste, che \u00e8 solo un simbolo, e per soprammercato, che non si sa con certezza quel che disse Ges\u00f9, perch\u00e9 a quei tempi non c&#8217;erano i registratori; oppure quando il suo teologo preferito (o ex preferito, visto che ora l&#8217;ha silurato e fatto cacciare dalla Comunit\u00e0 di Bose come un inquilino moroso, ma non certo per ragioni dottrinali) diceva e scriveva che Ges\u00f9 non \u00e8 il Figlio di Dio, ma un semplice profeta che <em>narrava Dio agli uomini<\/em>, e lui zitto e mosca, come se non fosse stato suo preciso dovere intervenire. Potremmo fare decine e decine di esempi di questo tipo.<\/p>\n<p>Ci resta per\u00f2 da rispondere alla domanda pi\u00f9 imbarazzante: come spiegare che buoni cattolici e persone eccellenti non vedano chi realmente \u00e8 e cosa realmente sta facendo il falso papa Bergoglio. Questo \u00e8 il nodo della questione. Perch\u00e9 se a non riconoscere la sua natura maligna e le sue diaboliche intenzioni &#8212; che poi non sono le sue, ma di quelli che lo hanno messo l\u00ec, dopo aver costretto alle dimissioni il suo predecessore e aver assassinato un altro papa, Giovanni Paolo I, tanto per ricordare che giocano veramente sporco &#8211; sono i credenti della domenica, i cattolici distratti e conformisti, quelli che magari non hanno mai letto neppure il Vangelo e che si dicono cattolici solo per abitudine, ma si guardano bene dal prendere sul serio la dottrina e la morale cattolica, la cosa si potrebbe spiegare: plaudiscono un papa secondo i loro desideri. Ma se a cascare nella trappola sono anche dei cattolici sinceri e assolutamente rispettabili? Qui la cosa, evidentemente, \u00e8 assai diversa. Fra le svariate spiegazioni che ci vengono alla mente, tutte peraltro insoddisfacenti, primeggia questa: i veri cattolici che Bergoglio sta prendendo in giro soffrono, e non da oggi ma da sempre, di un eccesso di buonismo. Vedono il bene dappertutto e si rifiutano di vedere il male, anche quando esso \u00e8 evidente. Non vogliono prendere atto che al mondo esistono la malafede, la cattiveria, la perfidia, la menzogna, perch\u00e9 vogliono credere che il mondo \u00e8 un luogo buono e bello, o che pu\u00f2 diventare tale con un poco di buona volont\u00e0. E siccome Bergoglio fa vibrare sempre questa corda, continuamente, ossessivamente, loro ci cascano in pieno. Il documento di Abu Dhabi? Uno sforzo generoso per giungere alla comprensione e alla pace fra i seguaci delle due religioni. E se qualcuno fa loro notare che la pace \u00e8 in crisi non certo per opera dei cristiani, i quali, storicamente, si sono sempre e solo difesi, mentre gli islamici non riescono neanche a concepire un mondo che non sia interamente convertito ad Allah, con le buone o le cattive, essi rifiutano di crederci. E se qualcuno fa loro notare che il risultato di quel &quot;generoso sforzo&quot; \u00e8 la trasformazione in moschea della ex basilica di Santa Sofia, loro, come del resto Bergoglio, si dicono&quot;addolorati&quot;, ma negano che sia stato commesso un errore, non solo politico, ma anche dottrinale, ossia negano che la dichiarazione di Abu Dhabi sia eretica. Sulla base di che? Della <em>Nostra aetate<\/em> e della <em>Dignitatis humanae<\/em>, naturalmente: cio\u00e8 del Vaticano II. Altri documenti del Magistero non ne possono citare, visto che non ce ne sono. Comunque Bergoglio parla sempre di gettare ponti, d&#8217;inclusione, di accoglienza, di solidariet\u00e0, di misericordia; si fa fotografare in mezzo alla gente (o almeno si faceva; ora, in tempi di Covid, assai meno), scherza coi bambini, ride con tutti, sposa le coppie a bordo degli aerei, prende le pecore sulle spalle, fa il piacione, il simpaticone e soprattutto il bonaccione. E siccome di bont\u00e0 a un tanto il chilo molti cattolici, a partire dal Concilio, hanno fatto indigestione, tutti costoro si sono scordati che nulla ha valore in s\u00e9, neppure la bont\u00e0, se disgiunto dal vero; che solo la carit\u00e0 nella verit\u00e0 \u00e8 autentica, \u00e8 cristiana, \u00e8 umana; altrimenti si tratta della fraternit\u00e0 massonica, fatta di principi puramente immanenti, egoici, scaturiti da una superbia luciferina. Ma c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra ragione, intrecciata a questa, che spiega in parte il successo di Bergoglio fra persone dalle quali ci si aspettava una maggior comprensione dell&#8217;ora presente, ed \u00e8 lo scadimento del vero concetto di bont\u00e0 nel quadro di una crisi complessiva della fede. Dilaga una banalizzazione del bene, frutto d&#8217;un processo di semplificazione che risale indietro nel tempo e si somma agli effetti della scomparsa della fede, o del suo drammatico indebolimento. Se a garantire il bene non \u00e8 pi\u00f9 Colui che \u00e8 il Bene stesso, ma l&#8217;uomo, il quale pretende di sostituire al Bene la propria coscienza soggettiva (come disse Bergoglio a Scalfari nella prima delle famose interviste a <em>Repubblica<\/em>), \u00e8 facile scambiare un falso bene per il Bene vero. Allora il dialogo fra le religioni, l&#8217;ecumenismo, il rispetto dei diritti umani, aborto ed eutanasia <em>in primis<\/em>, prendono il posto dell&#8217;amore insegnato da Ges\u00f9 per Dio e il prossimo. E come si pu\u00f2 amare veramente il prossimo, se non nel Nome di Colui che disse: <em>Io sono via, verit\u00e0 e vita<\/em>?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un punto che bisogna assolutamente chiarire, quando si parla di Bergoglio. 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