{"id":23533,"date":"2017-05-29T01:30:00","date_gmt":"2017-05-29T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/29\/il-liquidatore-risentito\/"},"modified":"2017-05-29T01:30:00","modified_gmt":"2017-05-29T01:30:00","slug":"il-liquidatore-risentito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/29\/il-liquidatore-risentito\/","title":{"rendered":"Il liquidatore risentito"},"content":{"rendered":"<p>Il 19 maggio scorso, nella sua quotidiana omelia presso la Casa di Santa Marta, il papa ha puntato il dito contro i suoi critici, e, come al solito, li ha consegnati al pubblico abominio. Non ha minimamente tentato di confrontarsi con essi, non ha minimamente preso in considerazione le loro obiezioni, n\u00e9 ha fatto loro il regalo di crederli mal consigliati, forse, per\u00f2 in buona fede; al contrario, li ha dipinti come perfidi seminatori di zizzania, impossessandosi, ancora una volta, di una bellissima parabola evangelica per seminare rancore nei confronti di quanti, della Chiesa, non capiscono, non approvano e non condividono ci\u00f2 che lui sta facendo, il modo in cui sta governando la Sposa di Cristo, il suo stile pastorale, e, soprattutto, la sua dottrina, o piuttosto la sua demolizione sistematica della dottrina cattolica. Con voce carica di rabbia, con lo sguardo duro, le labbra contratte, livido, schiumante, ancora una volta il papa della misericordia ha mostrato il suo vero volto; e ancora una volta si \u00e8 servito abusivamente del pulpito, della omelia di una Santa Messa, per trasformarla in una tribuna popolare, da cui scagliare le sue folgori molto umane, troppo umane, senza trasmettere il bench\u00e9 minimo afflato di spiritualit\u00e0, di raccoglimento, di lode a Dio, di serenit\u00e0 e benevolenza cristiana, ma, al contrario, per sobillare la comunit\u00e0 cattolica contro i suoi &quot;nemici&quot;, con un astio che neppure si sforzava di trattenere, e con una incapacit\u00e0 di ascolto quale solo i pi\u00f9 sordi dittatori, nel corso della storia, hanno mostrato. Come \u00e8 nel suo costume, non ha discusso con quanti non condivodono la sua impostazione pastorale e dottrinale, non ha valutato le loro tesi, e ha calcolato meno di zero le loro preoccupazioni; non ha concesso neppure il beneficio del dubbio, non ha voluto ammettere, neppure come ipotesi di lavoro, che costoro, forse, stanno sbagliando anche perch\u00e9 lui non risponde, non discute, non si confronta; no: ha rivendicato per s\u00e9 ogni ragione, e la giusta interpretazione della dottrina cristiana; per gli altri, non ha avuto che parole e atteggiamenti di sommo disdegno, quasi di ribrezzo.<\/p>\n<p>Tutto questo, comunque non \u00e8 una novit\u00e0; ci siamo abituati ormai da pi\u00f9 di quattro anni. Quel che colpisce, nella omelia del 19 maggio, \u00e8 che, riprendendo un tema da lui gi\u00e0 accennato altre volte, ha voluto precisare meglio l&#8217;accusa che rivolge ai suoi critici: quella di avere trasformato la dottrina cattolica in una ideologia; sostenendo che la dottrina \u00e8 buona, perch\u00e9 unisce, mentre l&#8217;ideologia \u00e8 cattiva, perch\u00e9 divide. Peccato che egli abbia identificato senz&#8217;altro se stesso come il solo, legittimo depositario della vera dottrina, e i suoi critici come i subdoli autori di una bassa operazione, la trasformazione della dottrina in ideologia. A quel che \u00e8 dato capire, la trasformazione consiste in questo: nel rendere la dottrina una cosa rigida, una cosa morta, una cosa da brandire come un&#8217;arma contro ogni soffio di rinnovamento. A quel che par di capire, perch\u00e9 lui non si \u00e8 sforzato molto di chiarire il concetto: riteniamo, comunque, di non aver travisato il suo pensiero, semmai di averlo precisato, laddove egli aveva preferito lasciarlo nel vago. Questo, infatti, \u00e8 il suo tipico modo di agire: tenersi nel vago, per poter dire tutto e il contrario di tutto; e poi scagliarsi contro quanti hanno l&#8217;imperdonabile sfrontatezza di chiedergli d&#8217;essere pi\u00f9 preciso.<\/p>\n<p>Il caso della esortazione <em>Amoris laetitia<\/em> \u00e8 emblematico: tutti riconoscono che si tratta di un testo, a dir poco, ambiguo, e che crea pi\u00f9 interrogativi di quanti ne sciolga; tutti, almeno, coloro che sono disposti a compiere un sia pur minimo sforzo di obiettivit\u00e0. Per\u00f2 il papa non ha mai voluto precisare i punti controversi, ha preferito il silenzio; e dal settembre scorso i quattro cardinali attendono una riposta che, ormai \u00e8 perfettamente chiaro, non arriver\u00e0. Perch\u00e9? Perch\u00e9 se rispondesse, oltre a doversi &quot;abbassare&quot; al loro livello, mentre Francesco preferisce ignorare i suoi critici nella maniera pi\u00f9 assoluta e strafottente, dovrebbe anche precisare: cosa impossibile, dato che qualunque precisazione lo spingerebbe l\u00e0 dove non vuole andare, a nessun costo. Se dovesse precisare che i divorziati risposati, anche dopo la confessione e l&#8217;assoluzione, possono, s\u00ec, rientrare nella vita della comunit\u00e0 ecclesiale, ma solo a condizione di fare ordine nella situazione irregolare in cui si sono posti, chiaramente dovrebbe sconfessare se stesso; se affermasse esplicitamente che non vi sono condizioni e che chi \u00e8 assolto, \u00e8 assolto in ogni caso, senza &quot;se&quot; e senza &quot;ma&quot;, allora dovrebbe scontrarsi frontalmente con duemila anni di Magistero ecclesiastico, e verrebbe fuori che egli non aveva, e non ha, alcun diritto d&#8217;insegnare, o anche solo di dare a intendere, delle dottrine che sono in contrasto totale e irrimediabile con quanto la Chiesa ha sempre insegnato, e con quanto, nel Vangelo, \u00e8 scritto nero su bianco, con la massima chiarezza, attraverso le parole stesse di Ges\u00f9 Cristo: <em>L&#8217;uomo non separi ci\u00f2 che Dio ha unito<\/em>.<\/p>\n<p>Ma lui, Francesco, vuol essere un papa popolare; a questo tiene, pi\u00f9 che a qualsiasi altra cosa: ad essere un papa che piace alle folle, come una <em>star<\/em> del cinema o come un famoso campione di calcio; un papa che viene applaudito, che viene osannato; un papa sul quale si girano dei film, si scrivono dei libri, si pubblicano perfino delle riviste specializzate, che parlano sempre e solo di lui, e sempre e solo in termini stucchevolmente, insopportabilmente encomiastici e dolciastri: figuriamoci se avrebbe il coraggio di smentire di se stesso, di fare un passo indietro, di rinunciare anche solo a una parte della popolarit\u00e0 che si \u00e8 malamente guadagnata. E diciamo malamente, perch\u00e9 il Vangelo non appartiene a Jorge Mario Begoglio, ma appartiene solamente a Dio, e nessun uomo ha il diritto di fare degli sconti su quel che sta scritto nel Vangelo. Paolo VI, con la <em>Humanae vitae<\/em>, ebbe il coraggio di andare contro le aspettative di una parte larghissima del mondo cattolico; e fece bene: perch\u00e9 la dottrina \u00e8 una cosa seria, non la si pu\u00f2 cambiare secondo gli umori della gente e l&#8217;evoluzione (o, per dir meglio, l&#8217;involuzione) morale della societ\u00e0. Ma lui, Francesco, non avrebbe mai quel coraggio: nessuno lo ha mai visto dire o fare qualcosa che lo ponesse in contrasto con le aspettative della maggioranza, sia dei credenti, sia, soprattutto, cosa cui tiene moltissimo, dei non credenti, dei radicali, degli atei, dei marxisti e dei massoni, nonch\u00e9 dei seguaci delle altre religioni: al contrario, il suo gioco preferito, e nel quale riesce meglio, \u00e8 quello di bastonare, insultare, denigrare, svilire e deridere quelli che hanno tutta l&#8217;aria di essere una minoranza. E tanto peggio se sono proprio i pi\u00f9 fedeli, i pi\u00f9 affezionati alla Chiesa, i pi\u00f9 coerenti nella loro vita quotidiana.<\/p>\n<p>Ecco che cosa ha detto, nel passaggio centrale della sua omelia, papa Francesco:<\/p>\n<p><em>Ma sempre c&#8217;\u00e8 stata quella gente che, senza alcun incarico, vanno a turbare la comunit\u00e0 cristiana, con discorsi che sconvolgono le anime. Eh, no questo \u00e8 eretico; Quello non si pu\u00f2 dire; Quello, no; La dottrina della Chiesa \u00e8 questa. E&#8230; e&#8230; e sono FANATICI, di cose che non sono chiare, come questi fanatici che andavano l\u00ec, seminando zizzania, per dividere la comunit\u00e0 cristiana. E questo \u00e8 il problema: quando la dottrina della Chiesa, quella che viene dal Vangelo, quella che ispira lo Spirito Santo, perch\u00e9 Ges\u00f9 ha detto Lui: Ci insegner\u00e0 e vi far\u00e0 ricordare quello che Io ho insegnato; quella dottrina diventa IDEOLOGIA. Questo \u00e8 il grande sbaglio di questa gente.<\/em><\/p>\n<p>Lasciamo perdere la forma, totalmente sgrammaticata, e la sintassi, a dir poco approssimativa: lasciamo perdere, anche se il fatto che egli sia straniero non dovrebbe autorizzarlo, dopo pi\u00f9 di quattro anni di pontificato, con relativa residenza in Italia, ad esprimersi in una maniera tale che, al confronto, l&#8217;italiano di un bambino di prima elementare sembrerebbe un capolavoro di stile ed eloquenza. Giovanni Paolo II, accento a parte, fin da subito si era sforzato di parlare in un italiano decente, e aveva chiesto perdono per gli errori che avrebbe commesso, nonch\u00e9 invitato i fedeli a correggerlo; Benedetto XVI, poi, si esprimeva in un italiano impeccabile, non solo e non tanto perch\u00e9 persona di grande cultura, ma perch\u00e9 persona umile, modesta e conscia delle regole essenziali della buona educazione. Papa Francesco, invece &#8212; il quale, dopotutto, viene da un Paese di lingua spagnola, ma per met\u00e0 popolato da italiani, come italiani erano i suoi avi; e dunque dovrebbe avere meno difficolt\u00e0 di un polacco o di un tedesco a padroneggiare discretamente la lingua italiana &#8212; ostenta i suoi errori, il suo pressapochismo, cos\u00ec come certi statunitensi ostentano la parlata <em>yankee<\/em>, quando vanno all&#8217;esterno, convinti che ci\u00f2 li renda irresistibili. Ad ogni modo, forma a parte, il contenuto di questa omelia \u00e8 semplicemente delirante. In poche parole, il papa sostiene che la dottrina \u00e8 una cosa assolutamente secondaria; che, a prenderla troppo sul serio, si diventa dei fanatici: insomma, che la dottrina esiste per essere allargata o deformata come un guanto di gomma, cos\u00ec da darle la forma che si preferisce: e che la miglior dottrina \u00e8 la mancanza di dottrina. E, se non lo dice proprio in questi termini brutali, il senso, per\u00f2, \u00e8 tale; perch\u00e9, non appena uno sfortunato cattolico avesse la presunzione di far notare che la dottrina cattolica afferma, o nega, questa o quella cosa, subito egli lo bollerebbe con il marchio del fanatico, e lo additerebbe al disprezzo generale. Una cosa semplicemente inaudita: mai, in duemila anni di pontificato, si era udita una cosa simile: un papa il quale dichiara, enfaticamente e quasi rabbiosamente, che la miglior dottrina \u00e8 quella che lo Spirito Santo detta a ciascuno, volta per volta, indipendentemente dalla dottrina cos\u00ec come essa \u00e8 scritta nei Vangeli, codificata dalla Traduzione e recepita dal sacro Magistero. Se questa non \u00e8 la liquidazione definitiva della dottrina cattolica, non sappiamo che altro sia, n\u00e9 in quale maniera chiamarla. La data del 19 maggio 2017 rester\u00e0 come una data indelebile negli annali della storia della Chiesa: verr\u00e0 ricordata come quella in cui un papa, per la prima volta, si \u00e8 preso la libert\u00e0 di bollare come fanatici quanti si richiamano alla dottrina, e di rivendicare &#8212; per s\u00e9, non per chi non \u00e8 d&#8217;accordo con lui &#8212; la pi\u00f9 assoluta autonomia nei confronti della dottrina, intesa come esposizione oggettiva della Verit\u00e0. Non c&#8217;\u00e8 una dottrina &quot;rigida&quot;, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 la Verit\u00e0 oggettiva: e questo si chiama relativismo, se non andiamo errati. Il papa, il 19 maggio 2017, ha fatto ufficialmente professione di relativismo, se n&#8217;\u00e8 vantato, e ha scagliato i fulmini del suo sdegno e del suo rancore verso quanti non condividono tale &quot;pastorale&quot;.<\/p>\n<p>Personalmente, avendo viaggiato in America Latina e osservato la Chiesa cattolica dal suo interno, siamo propensi a ritenere che papa Francesco abbia deciso di esportare il modello pastorale sudamericano, imponendolo con le buone o con le cattive ai vescovi europei e degli altri continenti, da lui giudicati troppo conservatori (fanatici?); e pensiamo non solo ai cardinali Buke, Caffarra, Meisner e Brandm\u00fcller, ma anche a Schneider, vescovo di Astana (Turkmenistan) e a Sarah, gi\u00e0 arcivescovo di Conakry (Guinea). Secondo lui, il cattolicesimo del Vecchio Mondo si sta esaurendo, e ritiene suo compito iniettargli potenti dosi di giovinezza, secondo lo stile sudamericano. Il quale stile, nel suo contesto, ha dei pregi e dei difetti, in ogni caso \u00e8 adatto a quelle popolazioni; ma il volerlo imporre all&#8217;Europa, che ha duemila anni di cristianesimo sulle spalle (e non meno di cinquecento, come l&#8217;America), \u00e8 un errore colossale; al quale si aggiunge l&#8217;altro errore, di volerlo imporre secondo uno schema unilaterale, cio\u00e8 forzando ed esasperando proprio i suoi aspetti pi\u00f9 discutibili. I quali sono presto detti: una enorme confusione dottrinale e liturgica; una faciloneria, ai limiti del tollerabile, nella predicazione e nella catechesi; un soggettivismo estremo del singolo sacerdote e una fiducia esagerata nella maturit\u00e0 dei laici, al punto da lasciar loro tracciare le linee pastorali e, quasi quasi, anche quelle dottrinali. Questi gravi difetti, che, ripetiamo, nascono almeno in parte da concrete situazioni locali, caratterizzate da miseria e forti sperequazioni sociali, sono accompagnati da pregi, dei quali, per\u00f2, nello stile di Bergoglio non si vede neppure l&#8217;ombra. Riteniamo che, per ragioni legate al suo carattere, egli abbia deciso di calare dall&#8217;alto il suo stile argentino e di somministrarlo a tutta la Chiesa, cos\u00ec come si somministra a un bambino capriccioso e viziato una robusta medicina, che, pur essendo assai sgradita al palato, alla fine si riveler\u00e0 benefica. E, a quanto pare, non si rende minimamente conto che tutto questo non \u00e8 dottrina, ma, per usare il suo linguaggio, ideologia: perch\u00e9 \u00e8 ideologico, nel senso deteriore del termine, e non dottrinale, il voler imporre alla Chiesa cattolica nel suo insieme, partendo proprio dalla sua culla, l&#8217;Italia, un tipo di pastorale che trova la sua ragion d&#8217;essere solo nelle particolari condizioni della societ\u00e0 sudamericana, e soprattutto nelle <em>favelas<\/em> e in altre situazioni estreme di tal genere. Ma una cosa \u00e8 predicare in un villaggio che non vede un sacerdote se non un paio di volte l&#8217;anno, in fondo al <em>sert\u00e2o<\/em>, o nelle immensit\u00e0 della <em>pampa<\/em>, oppure nei bassifondi di Rio de Janeiro o di Buenos Aires; e un&#8217;altra cosa \u00e8 predicare, ogni giorno, nel cuore di Roma.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la spiegazione pi\u00f9 mite e benevola. Ve ne sono altre, assai pi\u00f9 inquietanti, che vedono in Bergoglio un agente di distruzione perfettamente consapevole. A un certo punto, durante l&#8217;omelia sopra citata (controllare su Youtube) la sua voce si rompe, assume un&#8217;inflessione paurosa, diabolica. Impossibile dire se si tratti di un&#8217;alterazione del microfono, voluta o meno. Certo, i segni si moltiplicano: il fulmine sopra San Pietro, quando Benedetto XVI abdicava; il crollo della basilica di San Benedetto a Norcia; il contenuto di alcune rivelazioni mariane. Che cosa si pu\u00f2 fare, dunque, giunti a questo punto? Vegliare e soprattutto pregare, come raccomanda sempre il Nostro Signore&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 19 maggio scorso, nella sua quotidiana omelia presso la Casa di Santa Marta, il papa ha puntato il dito contro i suoi critici, e, come<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[109,216],"class_list":["post-23533","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-chiesa-cattolica","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23533","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23533"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23533\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23533"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23533"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23533"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}