{"id":23526,"date":"2016-01-24T08:52:00","date_gmt":"2016-01-24T08:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/24\/papa-bergoglio-sui-migranti-sta-prendendo-una-cantonata-colossale-che-ci-costera-carissima\/"},"modified":"2016-01-24T08:52:00","modified_gmt":"2016-01-24T08:52:00","slug":"papa-bergoglio-sui-migranti-sta-prendendo-una-cantonata-colossale-che-ci-costera-carissima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/24\/papa-bergoglio-sui-migranti-sta-prendendo-una-cantonata-colossale-che-ci-costera-carissima\/","title":{"rendered":"Papa Bergoglio, sui migranti, sta prendendo una cantonata colossale, che ci coster\u00e0 carissima"},"content":{"rendered":"<p>Papa Bergoglio, sul tema dei cosiddetti migranti, in realt\u00e0 invasori travestititi da profughi, sta sbagliando proprio tutto, clamorosamente, disastrosamente: e, quel che \u00e8 peggio, sta sbagliando per testardaggine, per presunzione intellettuale e per disprezzo delle opinioni diverse dalla sua, mostrando di non avere affatto le doti di un vero <em>leader<\/em>, ma solo la cieca fiducia in se stesso di un capo fazione, che \u00e8 cosa ben diversa.<\/p>\n<p>La sua sensibilit\u00e0 verso i problemi sociali passa attraverso la lente deformante della teologia della liberazione, con l&#8217;aggravante che egli non si rende conto delle differenze abissali che esistono fra la situazione geopolitica dell&#8217;Europa e quella dell&#8217;America Latina; crede, pertanto, che lo schema latino-americano, gi\u00e0 semplicistico di per s\u00e9, che vede una contrapposizione rigida fra buoni e cattivi, sfruttai e sfruttatori, lavoratori e capitalisti, si possa trasporre, <em>sic et simpliciter<\/em>, in qualunque altro contesto, a cominciare da quello europeo.<\/p>\n<p>Per difetto d&#8217;immaginazione, di cultura, e, soprattutto, di umilt\u00e0, Bergoglio pensa all&#8217;Europa cos\u00ec come pensa alla sua Argentina: come ad un grande spazio semi-vuoto, suscettibile di ospitare, se necessario, una popolazione doppia o tripla di quella attuale; i problemi economici non lo interessano, anche perch\u00e9, semplificando, pensa che siano solo dettagli che si possono sempre risolvere, o, peggio, che siano pretesti per fare dell&#8217;ostruzionismo allo spirito del Vangelo. E qui si arriva al punto veramente dolente: perch\u00e9, fino a quando sbaglia sul terreno sociale e politico, si tratta pur sempre di sbagli che nascono da una insufficiente conoscenza dei problemi; ma quando lo sbaglio riguarda la teologia morale, la cosa \u00e8 gravissima e, forse, irrimediabile.<\/p>\n<p>Bergoglio legge il Vangelo alla lettera, alla maniera dei protestanti. C&#8217;\u00e8 scritto che bisogna dar da mangiare agli affamati e dar da bere agli assetati; e lui prende tutto ci\u00f2 alla lettera. Beninteso, l&#8217;idea \u00e8 giusta, giustissima: questo \u00e8, effettivamente, e senza ombra di dubbio, lo spirito del Vangelo. Ma Ges\u00f9 non ha mai vincolato i suoi seguaci quanto alle <em>modalit\u00e0<\/em> dell&#8217;aiuto al prossimo: non ha mai stabilito <em>come<\/em> si debba dar da mangiare agli affamati, e dar da bere agli assetati. Per Bergoglio, chiunque bussi alla porta di casa nostra, deve essere accolto: non importa se si tratta di milioni di persone; non importa se sono, per nove decimi, falsi profughi e, in parte, terroristi, o, comunque, islamici desiderosi di sottomettere l&#8217;Europa cristiana; e non importa nemmeno se essi non chiedono, ma pretendono l&#8217;accoglienza. Il Vangelo dice che bisogna accoglierli, e lui ordina di farlo. Per\u00f2 non \u00e8 vero che il Vangelo ordini di spalancare le porte: dice di aiutare i bisognosi, questo s\u00ec; non di aiutarli come vogliono loro, quando vogliono loro, alle condizioni che impongono loro. Questo non si trova n\u00e9 nella lettera, n\u00e9 nello spirito del Vangelo.<\/p>\n<p>Bergoglio legge il Vangelo in maniera assoluta, totalitaria, decontestualizzata. \u00c8 un fondamentalista. Il grande problema del cristianesimo, trovare un punto di conciliazione fra l&#8217;ideale e il reale, non \u00e8 cosa che lo riguardi o che lo tocchi minimamente. Non \u00e8 un problema suo. Non sono problemi suoi le implicazioni politiche ed economiche di una generosit\u00e0 all&#8217;ingrosso, cieca e sorda a qualunque cosa tranne l&#8217;imperativo categorico dell&#8217;accoglienza. Che le migrazioni, anzi, le invasioni che si stanno rovesciando sull&#8217;Europa, siano pilotate, e che siano pilotate sia dall&#8217;esterno &#8212; attraverso i finanziamenti degli sceicchi arabi, forti dei loro petrodollari -, sia dall&#8217;interno, per volont\u00e0 della banca Mondiale e della Trojka europea, interessata esclusivamente al Pil e, quindi, a un incremento demografico dell&#8217;Europa, non importa se con Europei o con Arabi e Nordafricani &#8212; \u00e8, del pari, cosa che non lo riguarda. A lui importa solo il fatto che questa gente sta scappando &quot;da guerra e fame&quot;, come recita il mantra del <em>politically correct<\/em>, ripetuto fino alla nausea da tutti i media , allineati piattamente sulle posizioni mondialiste.<\/p>\n<p>E va bene: non \u00e8 affar suo. Lui \u00e8 un capo religioso, non un capo politico; anche se, di fatto, sta facendo politica, e in maniera pi\u00f9 clamorosa e pi\u00f9 totalitaria di qualunque altro uomo politico occidentale. Quel che non ha capito, \u00e8 che la sua lettura del Vangelo \u00e8 sbagliata, perch\u00e9 fondata su un letteralismo irrealistico, velleitario e fondamentalista. Non gli viene in mente che ci sono molte maniere di aiutare chi \u00e8 in difficolt\u00e0, diverse dall&#8217;aprirgli la porta di casa, senza nemmeno domandargli i documenti, anzi, senza neppure conoscere le sue reali intenzioni; e che nessuno ha il diritto di fare il generoso ipotecando il futuro dei propri figli. A lui non interessa che il 95% dei migranti\/invasori sia di religione musulmana; benissimo. Non gli interessa nemmeno che, al 90%, non stiamo fuggendo &quot;da guerra e fame&quot;, ma che stiano cercando, semplicemente, migliori condizioni di vita, o che vogliano conquistare e sottomettere l&#8217;Europa con il loro alto tasso di natalit\u00e0. Benissimo. E non gli interessa neppure che il loro arrivo, di fatto, crei una concorrenza insostenibile, ovviamente al ribasso, nei confronti della mano d&#8217;opera europea, dato che queste persone sono disposte a lavorare per qualsiasi cifra: il che vuol dire minori salari e peggiori condizioni di vita per le classi pi\u00f9 deboli dell&#8217;Europa, gi\u00e0 ridotte allo stremo dalla crisi economico-finanziaria iniziata nel 2007. E va bene anche questo. Non \u00e8 un politico (anche se fa politica); non \u00e8 un sociologo (anche se fa sociologia); e non \u00e8 un economista (anche se la sua linea di condotta ha pesanti ricadute economiche).<\/p>\n<p>Quel che non si pu\u00f2 ammettere, \u00e8 che si muova con tale rigidit\u00e0, con tale ostinazione, con tale durezza, sulla base di un fraintendimento teologico e morale. E questo s\u00ec che lo riguarda; questo s\u00ec, che sarebbe affar suo. Bergoglio non ha alcun diritto di ordinare l&#8217;accoglienza indiscriminata sulla base del Vangelo, perch\u00e9 tale imperativo morale, cos\u00ec come lui lo intende, non appartiene al Vangelo. Di fatto, il cristiano \u00e8 libero di aiutare il prossimo nelle maniere che ritiene pi\u00f9 idonee. Se qualcuno, per esempio, ordinasse a un cristiano di versare met\u00e0 del suo stipendio per i poveri, e di distribuirlo direttamente ai barboni che incontra per la strada (parte dei quali sono sicuramente affiliati a delle bande criminali che fanno dell&#8217;elemosina un commercio, e ridono alle spalle degli ingenui cristiani, pronti a intenerirsi davanti a un braccio rattrappito o a un bambino piangente), ebbene, questo non sarebbe cristianesimo: sarebbe comunismo di guerra, esproprio proletario, violenza e terrorismo psicologico. Nessuno ci pu\u00f2 ordinare come dobbiamo aiutare il prossimo; che dobbiamo aiutarlo, \u00e8 certo; ma che ciascuno di noi sia responsabile, in solido, della politica di aiuto che compete agli stati e ai governi, questa \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p>Nessuna persona singolarmente presa, e neppure alcun cristiano, pu\u00f2 vedesi accollata la responsabilit\u00e0 della miseria in cui giacciono molti Paesi dell&#8217;Africa e dell&#8217;Asia. Anche se vi sono responsabilit\u00e0 storiche dell&#8217;Europa, e degli Stati Uniti, per tale stato di miseria, certamente la soluzione non \u00e8 quella di colpevolizzare i singoli cittadini occidentali: n\u00e9 per lo sfruttamento passato (colonialismo), n\u00e9 per il presente (multinazionali e speculazione finanziaria). Scaricare la soluzione dei problemi mondiali sulla coscienza del singolo cittadino occidentale, o del singolo cristiano, \u00e8 sommamente iniquo: significa usare il senso d colpa, artificialmente suscitato e tenuto desto, per tormentare gli animi e obbligare le persone ad accettare di sottoporsi a qualsiasi forma di &quot;riparazione&quot;. Ma la richiesta di decine di milioni di Africani e Asiatici, quasi tutti di religione islamica, di essere accolti in Europa, anzi, non la richiesta, ma la pretesa imperiosa, rabbiosa, rancorosa, non pu\u00f2 essere accolta, perch\u00e9 non spetta a chi domanda aiuto stabilire i modi, i tempi e l&#8217;entit\u00e0 dell&#8217;aiuto stesso. Per essere veramente tale, l&#8217;aiuto deve essere volontario e discrezionale; e, nel caso specifico, deve passare attraverso l&#8217;azione dei governi, non dei singoli. Il problema non si risolve aggiungendo un posto a tavola nelle singole case dei singoli cittadini. Semmai, sono i governi che devono avviare politiche di sostegno e di ricostruzione, per rendere possibile a quelle sterminate masse umane di rimanere nelle loro case, nei loro paesi, all&#8217;interno del loro tessuto sociale. Se la contribuzione non \u00e8 volontaria e non pu\u00f2 esprimersi nelle forme e nei tempi che volontariamente ciascuno ritiene opportuni, non \u00e8 tale, ma \u00e8 una costrizione, una imposizione.<\/p>\n<p>Il Vangelo non si pu\u00f2 imporre. Ges\u00f9 non ha mai ordinato di soccorrere i poveri secondo ci\u00f2 che i poveri domandano: per favore, non facciamo di Ges\u00f9 un Fidel Castro del I secolo, non facciamone un comandante Sandino dell&#8217;antica Palestina. Non espropriava nessuno, non costringeva nessuno, non ricattava nessuno; esortava ad essere generosi, ad essere compassionevoli, ad essere solidali: non pretendeva delle contribuzioni coatte e ultimative. Non aveva in mente un mondo dove tutte le ingiustizie vengono sanate mediante una redistribuzione delle risorse materiali; se non altro per il piccolo dettaglio che non era interessato a predicare il paradiso in terra, ma, al contrario, un regno che non \u00e8 di questo mondo. Lo disse e lo ripet\u00e9 fino all&#8217;ultimo, fino all&#8217;ultimo colloquio con l&#8217;ultima persona che stette ad ascoltarlo: il procuratore Ponzio Pilato, che lo stava processando. Il mio regno, disse, non \u00e8 di questo mondo. Del resto, lo aveva gi\u00e0 fatto capire al Demonio quando, alla vigilia della sua predicazione, si era ritirato a pregare e digiunare nel deserto. Anche il Diavolo lo aveva tentato, suggerendogli la via del potere in questo mondo; ma lui l&#8217;aveva fermamente rifiutata. Questo non significa che Ges\u00f9 fosse insensibile ai problemi sociali, o indifferente al dramma della miseria; significa che la sua predicazione era una predicazione religiosa, che si rivolgeva all&#8217;uomo totale e in una prospettiva soprannaturale: dunque, che non pensava che tutto andr\u00e0 bene nel momento in cui gli uomini riusciranno ad instaurare la perfetta giustizia sociale sulla terra. Perch\u00e9 l&#8217;uomo rimane peccatore, se la sua anima si allontana da Dio e se non cerca costantemente l&#8217;aiuto di Dio. Diventa peccatore, perch\u00e9 si lascia tentare dalla superbia: la superbia di fare da solo.<\/p>\n<p>Ecco: nella lettura fondamentalista del Vangelo, bench\u00e9 ammantata di ossequio apparente, e quasi esagerato, per la parola di Dio, la parola di Dio viene sostanzialmente travisata. L&#8217;antica tentazione diabolica, la tentazione di Adamo ed Eva, fa nuovamente capolino: quella che l&#8217;uomo possa fare da solo, che possa instaurare la giustizia sulla terra, che possa creare il regno di Dio qui e ora. Il regno di Dio, per il cristiano, incomincia qui e adesso, laddove c&#8217;\u00e8 una sincera conversione; ma si realizza solo lass\u00f9, quando passeremo all&#8217;altra vita e quando Ges\u00f9 sar\u00e0 ritornato &quot;per giudicare i vivi e i morti&quot;. Non prima, e non per opera nostra. Pensare diversamente, \u00e8 apostasia. \u00c8 la tentazione pi\u00f9 pericolosa, e pi\u00f9 subdola, per il cristiano. \u00c8 l&#8217;ennesima tentazione del serpente, e sia pure ammantata di falsa umilt\u00e0 e di apparente sottomissione al Vangelo. \u00abMangiate la mela, e sarete come Dio\u00bb, disse il serpente a Eva. I cristiani progressisti e modernisti, che vogliono cambiare il mondo per instaurare il regno di Dio fin d&#8217;ora, non in senso morale e spirituale, ma in senso economico, politico e sociale, sono dei superbi che addentano la mela. Credono di poter fare il lavoro di Dio; credono, inconsciamente, di essere come Dio. In qualche angolo della loro presunzione, pensano perfino di essere migliori di Dio: perch\u00e9 il mondo creato da Dio \u00e8 pieno di difetti, d&#8217;ingiustizie, di limiti; ma il mondo che essi hanno in mente, e che vogliono stabilire una volta per tutte, sar\u00e0 perfetto, o quasi.<\/p>\n<p>Alla larga da una simile tentazione. \u00c8 diabolica. A caderci, talvolta, sono delle persone generose, piene di buone intenzioni: ne diamo loro atto. Per\u00f2 sono persone fondamentalmente superbe, che leggono il Vangelo con la stessa rigidit\u00e0 con cui moltissimi musulmani leggono il Corano: alla lettera, senza sfumature, con umilt\u00e0 solo apparente. La vera umilt\u00e0 consiste nel fidarsi di Dio, nel lasciar fare qualcosa anche a Dio, nel lasciarsi condurre per mano da lui. La mancanza di umilt\u00e0 consiste nell&#8217;ergersi a paladini integerrimi di Dio: che pretendono, che tuonano, che giudicano. Non c&#8217;\u00e8 umilt\u00e0 nella loro voce, nel loro sguardo, nel loro modo di predicare il Vangelo. Lo brandiscono come un&#8217;arma: vogliono che tutti si sottomettano. Oh, non gli altri: ci mancherebbe; per i non cristiani, sono pieni di riguardi e di delicatezza. Rispettano tutte le altre fedi, rispettano la mancanza di fede, fino a pensare che molti atei e molti seguaci di altre religioni sono migliori dei cristiani (il che pu\u00f2 essere vero) per una sorta di struttura mentale originaria (il che \u00e8 falso). La loro durezza, la loro intransigenza, la loro critica implacabile sono solo per i cristiani, e, in particolare, per quei cristiani che non la pensano in tutto e per tutto come loro. Quelli, non li possono vedere; davanti a loro, si stracciano le vesti, si vergognano, vorrebbero cambiare marciapiede. Non vorrebbero averci niente a che fare. Hanno sempre il papa in bocca, ora che il papa si chiama Bergoglio; quando si chiamava Ratzinger, non lo nominavano, se non per criticarlo, insultarlo, denigrarlo. 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