{"id":23522,"date":"2016-04-10T11:24:00","date_gmt":"2016-04-10T11:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/10\/lidea-di-chiesa-di-bergoglio-e-la-stessa-di-gesu-cristo-e-degli-apostoli\/"},"modified":"2016-04-10T11:24:00","modified_gmt":"2016-04-10T11:24:00","slug":"lidea-di-chiesa-di-bergoglio-e-la-stessa-di-gesu-cristo-e-degli-apostoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/10\/lidea-di-chiesa-di-bergoglio-e-la-stessa-di-gesu-cristo-e-degli-apostoli\/","title":{"rendered":"L\u2019idea di Chiesa di Bergoglio \u00e8 la stessa di Ges\u00f9 Cristo e degli Apostoli?"},"content":{"rendered":"<p>Quale sia l&#8217;idea di Chiesa che ha papa Bergoglio, \u00e8 presto detto: una comunit\u00e0 che accoglie tutti, perdona tutti e non respinge alcuno. Perfino chi \u00e8 in peccato grave e notorio, continua a farne parte e pu\u00f2 partecipare all&#8217;assemblea, e, sembra di capire, anche accostarsi ai sacramenti; quello che non pu\u00f2 fare \u00e8 solamente predicare o fare catechesi, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 &quot;qualcosa&quot; (ma questo &quot;qualcosa&quot; non sembra poi tanto tragico) che lo separa dalla comunit\u00e0, ma solo fino a un certo punto, infatti nessuno deve essere condannato per sempre. Queste idee sono ribadite, fra l&#8217;altro, nella esortazione apostolica <em>Amoris laetita<\/em>, pubblicata l&#8217;8 aprile 2016 e che raccoglie le riflessioni del Pontefice dopo i due sinodi sulla Famiglia, tenuti nel 2014 e nel 2015. Al capitolo 8, \u00a7 297, si dice testualmente:<\/p>\n<p><em>Si tratta di integrare tutti, si deve aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunit\u00e0 ecclesiale, perch\u00e9 si senta oggetto di una misericordia &quot;immeritata, incondizionata e gratuita&quot;. Nessuno pu\u00f2 essere condannato per sempre, perch\u00e9 questa non \u00e8 la logica del Vangelo! Non mi riferisco solo ai divorziati che vivono una nuova unione, ma a tutti, in qualunque situazione si trovino. Ovviamente, se qualcuno ostenta un peccato oggettivo come se facesse parte dell&#8217;ideale cristiano, o vuole imporre qualcosa di diverso da quello che insegna la Chiesa, non pu\u00f2 pretendere di fare catechesi o di predicare, e in questo senso c&#8217;\u00e8 qualcosa che lo separa dalla comunit\u00e0 (cfr\u00a0Mt\u00a018,17). Ha bisogno di ascoltare nuovamente l&#8217;annuncio del Vangelo e l&#8217;invito alla conversione. Ma perfino per questa persona pu\u00f2 esserci qualche maniera di partecipare alla vita della comunit\u00e0: in impegni sociali, in riunioni di preghiera, o secondo quello che la sua personale iniziativa, insieme al discernimento del Pastore, pu\u00f2 suggerire. Riguardo al modo di trattare le diverse situazioni dette &quot;irregolari&quot;, i Padri sinodali hanno raggiunto un consenso generale, che sostengo: \u00abIn ordine ad un approccio pastorale verso le persone che hanno contratto matrimonio civile, che sono divorziati e risposati, o che semplicemente convivono, compete alla Chiesa rivelare loro la divina pedagogia della grazia nella loro vita e aiutarle a raggiungere la pienezza del piano di Dio in loro\u00bb,\u00a0sempre possibile con la forza dello Spirito Santo.<\/em><\/p>\n<p>Se, per\u00f2, prendiamo in mano la Sacra Scrittura, i concetti che troviamo espressi non sono esattamente questi, anche se bisogna ammettere che la stesura della <em>Amoris laetitia<\/em> (cos\u00ec come tutta una serie di omelie di papa Begoglio), \u00e8 stata molto abile nell&#8217;evitare pronunciamenti troppo netti in ambito teologico e che, sui punti pi\u00f9 scottanti, si \u00e8 servita di una genericit\u00e0 che si presta a diverse letture, navigando volutamente nell&#8217;ambiguit\u00e0. Nel <em>Vangelo di Giovanni<\/em> (8, 37-47), ai Giudei che si sdegnano perch\u00e9 Ges\u00f9 li ha invitati a restare fedeli alla sua parola, la quale soltanto rende liberi, mentre essi gli rispondono, piccati, di non essere mai stati schiavi di alcuno e dunque, come discendenti di Abramo, di essere gi\u00e0 liberi, Ges\u00f9 risponde che non pu\u00f2 dirsi libero chi \u00e8 schiavo del peccato, e che solo la sua parola libera da tale schiavit\u00f9. Lo fa con estrema energia, rinfacciando a quei Giudei di essere &quot;figli del Diavolo&quot; e di fare le opere del padre loro, non certo le opere di Dio. Poche volte, nei quattro Vangeli, si assiste a un discorso altrettanto duro da parte di Ges\u00f9 Cristo:<\/p>\n<p><em>So che siete discendenza di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perch\u00e9 la mia parola non trova posto in voi.\u00a0Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro!\u00bb.\u00a0\u00a0Gli risposero: \u00abIl nostro padre \u00e8 Abramo\u00bb. Rispose Ges\u00f9: \u00abSe siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo!\u00a0Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verit\u00e0 udita da Dio; questo, Abramo non l&#8217;ha fatto.\u00a0\u00a0Voi fate le opere del padre vostro\u00bb. Gli risposero: \u00abNoi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!\u00bb.\u00a0\u00a0Disse loro Ges\u00f9: \u00abSe Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perch\u00e9 da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato.\u00a0Perch\u00e9 non comprendete il mio linguaggio? Perch\u00e9 non potete dare ascolto alle mie parole,\u00a0voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli \u00e8 stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verit\u00e0, perch\u00e9 non vi \u00e8 verit\u00e0 in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perch\u00e9 \u00e8 menzognero e padre della menzogna.\u00a0\u00a0A me, invece, voi non credete, perch\u00e9 dico la verit\u00e0.\u00a0Chi di voi pu\u00f2 convincermi di peccato? Se dico la verit\u00e0, perch\u00e9 non mi credete?\u00a0Chi \u00e8 da Dio ascolta le parole di Dio: per questo voi non le ascoltate, perch\u00e9 non siete da Dio\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Evidentemente, dire a qualcuno che \u00e8 figlio di Satana e che compie le opere ispirategli da suo padre, non \u00e8 la stessa cosa che dire che tutti devono essere accolti nella Chiesa; e, se \u00e8 vero che Ges\u00f9 \u00e8 Dio, e i sacerdoti non lo sono, \u00e8 altrettanto vero che il sacerdote, nell&#8217;esercizio delle sue funzioni, non \u00e8 pi\u00f9 se stesso, ma \u00e8 Ges\u00f9 anch&#8217;egli, un <em>alter Christus<\/em>: tanto \u00e8 vero che, al termine della Confessione, egli manda in pace il penitente, dopo averlo riconciliato, con le parole: <em>Io ti assolvo, in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo<\/em>. Non dice: <em>Ti assolve Ges\u00f9<\/em>; ma dice: <em>Io ti assolvo<\/em>; perch\u00e9, in quel momento, il sacerdote \u00e8 Cristo. Inoltre, si tenga presente che Ges\u00f9, nel passo evangelico di cui stiamo parlando, non si rivolge a degli increduli, ma a dei credenti (Giov., 8, 31) <em>Ges\u00f9 allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui<\/em>, eccetera. Dunque, anche la situazione \u00e8 la stessa di cui tratta la <em>Amoris laetitia<\/em>: la comunit\u00e0 dei credenti; solo che Ges\u00f9 chiama i peccatori &quot;figli del Diavolo&quot; e li ammonisce con parole di fuoco; Bergoglio sostiene che nessuno deve essere escluso, anche se in peccato mortale e oggetto di pubblico scandalo.<\/p>\n<p>San Paolo, poi, tratta in maniera esplicita un caso che sembra fatto apposta per illustrare la situazione ipotizzata da Beroglio nel paragrafo sopra citato: quello di un figlio incestuoso che convive pubblicamente con la sposa di suo padre; solo che non dice affatto che bisogna accoglierlo, purch\u00e9 non predichi o non faccia la catechesi, ma dice, proprio come aveva fatto Ges\u00f9, che costui deve essere lasciato al Diavolo, e che dovr\u00e0 essere escluso in maniera irremovibile, non per odio contro di lui, ma per rendere possibile la sua conversione e, quindi, la sua salvezza eterna. Perch\u00e9 \u00e8 questa la vera carit\u00e0 cristiana: non uno zuccheroso buonismo che perdona tutti, anche coloro i quali non hanno alcuna intenzione di pentirsi, ma un amore abbastanza grande da comprendere la giustizia e, se necessario, anche la severit\u00e0 estrema; esattamente come il buon chirurgo non \u00e8 colui che commisera il paziente e ne prolunga le sofferenze, per timore di fargli del male, ma colui che immerge senza esitare il ferro nella carne, quando ci\u00f2 sia indispensabile per preservare il paziente da un male pi\u00f9 grande, cio\u00e8 il rischio di morte. Il passo in questione si trova in <em>1 Corinzi<\/em>, 5, 1-13:<\/p>\n<p><em>Tutti sanno che vi sono casi di immoralit\u00e0 in mezzo a voi. Ve n&#8217;\u00e8 addirittura uno, cos\u00ec grave, che non si sopporta neppure tra i pagani: uno di voi convive con la sua matrigna. E siete anche pieni di superbia! Dovreste invece essere pieni di tristezza e allontanare da voi chi commette un tale misfatto.\u00a0A ogni modo, io spiritualmente presente tra voi sebbene assente di fatto, ho giudicato chi ha agito cos\u00ec male. Perci\u00f2, quando vi riunite nel nome di Ges\u00f9 Cristo, nostro Signore, io sar\u00f2 spiritualmente presente tra voi, e voi, con la potenza che viene da Ges\u00f9, nostro Signore,\u00a0dovrete abbandonare quel tale a Satana. Soffrir\u00e0 la carne, affinch\u00e9 possa essere salvato lo spirito nel giorno del Signore. Non avete proprio alcun motivo per vantarvi! Sapete benissimo che un po&#8217; di lievito fa lievitare tutta la pasta.\u00a0Togliete via quel vecchio lievito che vi corrompe. Siate come una pasta nuova, come i pani non lievitati di Pasqua. E lo siete gi\u00e0, perch\u00e9 Cristo, il nostro agnello pasquale, \u00e8 gi\u00e0 stato sacrificato.\u00a0Celebriamo dunque la nostra Pasqua senza il vecchio lievito del peccato e dell&#8217;immoralit\u00e0. Serviamoci invece del pane non lievitato, immagine di purezza e di verit\u00e0. Vi ho gi\u00e0 scritto di non avere nulla a che fare con chi vive nell&#8217;immoralit\u00e0.\u00a0Ma non pensavo certo a tutti quelli che, in questo mondo, sono immorali, invidiosi, ladri, adoratori di idoli, altrimenti dovreste vivere lontano da ogni terra abitata.\u00a0Volevo dire: non abbiate pi\u00f9 rapporti con quelli che dichiarano di essere credenti, ma poi, di fatto, sono immorali, invidiosi, adoratori di idoli, calunniatori, ubriaconi, ladri. Con gente simile non dovete neppure mangiare insieme.\u00a0Non \u00e8 mio compito giudicare quelli che non sono credenti. \u00c8 Dio che li giudica. Ma voi dovete giudicare quelli che fanno parte della comunit\u00e0. Lo dice la Bibbia: Scacciate il malvagio di mezzo a voi.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;Apostolo non avrebbe potuto essere pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec. Non solo un peccatore grave non pu\u00f2 venire ammesso nell&#8217;assemblea, e meno ancora partecipare all&#8217;Eucarestia; ma i confratelli non dovrebbero neppure mangiare insieme a lui. Dovrebbero escluderlo totalmente dalla vita della comunit\u00e0: perch\u00e9 la Chiesa non \u00e8 il luogo in cui si accolgono tutti, ma quello al quale appartengono quanti fanno la volont\u00e0 di Dio, predicata da Ges\u00f9 Cristo e, dopo di lui, dagli apostoli. Non \u00e8 un <em>club<\/em> al quale chiunque ha il diritto di iscriversi; certo, non \u00e8 nemmeno la chiesa dei santi, dei perfetti, dei puri, come vorrebbero esserlo certe congregazioni protestanti: ma non pu\u00f2 essere neppure un <em>refugium peccatorum<\/em>, specialmente se i peccatori non hanno alcuna voglia di convertirsi e cambiar vita. Non \u00e8 la Chiesa che li esclude, sono essi che si escludono da soli. Dovrebbe bastare un minimo di coerenza, e &#8212; diciamolo pure &#8212; di dignit\u00e0, da parte del peccatore; ma \u00e8 tipico del relativismo oggi imperante nella societ\u00e0, il fatto che le persone abbiano pochissima consapevolezza di s\u00e9, sicch\u00e9 gli stolti si credono intelligenti, gli ignoranti, sapienti; e cos\u00ec, allo stesso modo, i peccatori si credono perfettamente a posto con Dio. E lo credono tanto pi\u00f9 facilmente, se i sacerdoti e lo stesso Magistero lasciano intendere che il loro peccato \u00e8, s\u00ec, grave, ma non poi cos\u00ec tanto da escluderli, e che nessuno si permetter\u00e0 di giudicarli, perch\u00e9 &#8212; in fin dei conti &#8212; Ges\u00f9 medesimo ha raccomandato di non giudicare. Questo, per\u00f2, equivale a capovolgere il senso del Vangelo. Quando Ges\u00f9 raccomanda di non giudicare, non intende certo che qualcuno si serva delle sue parole per &quot;liberalizzare&quot; l&#8217;immoralit\u00e0. Pertanto, il peccatore grave dovrebbe avere il buon senso e il buon gusto di fare la sua vita lontano dalla Chiesa; di non ostentare la sua presenza nella comunit\u00e0, come se nulla fosse; ma, se le cose stanno in tal modo, allora non vi \u00e8 dubbio che dovrebbero essere i suoi confratelli, a cominciare dal sacerdote, che \u00e8 un altro Cristo, ad escluderlo. Crudelt\u00e0, cattiveria, durezza di cuore? Ma via, che sciocchezze! \u00c8 duro di cuore il padre che rimprovera il figlio, davanti ad una sua mancanza grave ed evidente? Al contrario: \u00e8 un padre scriteriato e incosciente quello che lascia correre, che fa finta di niente; e dovr\u00e0 assumersi la responsabilit\u00e0 di non essere intervenuto prima che il figlio imboccasse definitivamente la strada del vizio. Due sonori ceffoni, quanto bene gli avrebbero fatto! Forse, poi, gli avrebbero salvato la vita. Dice ancora San Paolo in <em>Efesini<\/em> 5, 1-9:<\/p>\n<p><em>Poich\u00e9 siete figli di Dio, amati da lui, cercate di essere come lui:vivete nell&#8217;amore, prendendo esempio da Cristo, il quale ci ha amati fino a dare la sua vita per noi, offrendola come un sacrificio gradito a Dio. Di impurit\u00e0, vizi e immoralit\u00e0 di ogni genere, voi non dovreste nemmeno parlare, perch\u00e9 non sono cose degne di voi che appartenete a Dio.\u00a0Lo stesso vale per tutto ci\u00f2 che \u00e8 sciocco, volgare ed equivoco: sono cose sconvenienti. Piuttosto dovreste continuamente ringraziare Dio.\u00a0Sappiatelo bene: i depravati, i viziosi o gli avari (l&#8217;avarizia \u00e8 un modo di adorare gli idoli) non troveranno posto nel regno di Cristo e di Dio. Non lasciatevi ingannare da ragionamenti senza senso: sono queste le colpe di chi non vuole ubbidire a Dio e perci\u00f2 si tira addosso la sua condanna.\u00a0Non abbiate niente in comune con questa gente. Un tempo vivevate nelle tenebre: ora, invece, uniti al Signore, voi vivete nella luce. Comportatevi dunque da figli della luce:\u00a0bont\u00e0, giustizia e verit\u00e0 sono i suoi frutti.<\/em><\/p>\n<p>Pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec. I cristiani, uniti nella Chiesa visibile (a quella invisibile ci pensa Cristo; e infatti sar\u00e0 Lui a giudicare), non devono aver niente a che fare con i peccatori gravi, che vivono immersi nelle tenebre dell&#8217;uomo vecchio, preda di passioni vergognose. N\u00e9 devono prestare orecchio a ragionamenti sofistici: perch\u00e9 la sapienza umana, quando vuol sovrapporsi a quella di Dio, magari con la pretesa di renderla pi\u00f9 &quot;misericordiosa&quot;, diviene follia e rifiuto di dare obbedienza a Lui solo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quale sia l&#8217;idea di Chiesa che ha papa Bergoglio, \u00e8 presto detto: una comunit\u00e0 che accoglie tutti, perdona tutti e non respinge alcuno. 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