{"id":23521,"date":"2016-05-09T05:49:00","date_gmt":"2016-05-09T05:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/09\/la-conversione-ecologica-e-il-nuovo-vangelo-della-chiesa-di-papa-bergoglio\/"},"modified":"2016-05-09T05:49:00","modified_gmt":"2016-05-09T05:49:00","slug":"la-conversione-ecologica-e-il-nuovo-vangelo-della-chiesa-di-papa-bergoglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/09\/la-conversione-ecologica-e-il-nuovo-vangelo-della-chiesa-di-papa-bergoglio\/","title":{"rendered":"La conversione ecologica \u00e8 il nuovo Vangelo della Chiesa di papa Bergoglio?"},"content":{"rendered":"<p>Avevamo sempre saputo, o creduto di sapere, che l&#8217;essenza della Buona Novella portata da Cristo agli uomini fosse un invito alla conversione; pi\u00f9 precisamente, una conversione dell&#8217;anima a Dio, ad un Dio preciso: quello insegnato da suo Figlio.<\/p>\n<p>Ora veniamo a sapere che il rappresentante di Cristo sulla terra, il pontefice in persona, nella sua enciclica <em>Laudato si&#8217;<\/em>, ultimata nella ricorrenza della Pentecoste del 2015, e pubblicata il 18 giugno successivo &#8212; un vero e proprio trattato ecologico, politico, sociale, culturale, di quasi 200 pagine e 246 paragrafi &#8212; esorta tutti gli uomini, e specialmente i fedeli, ad una &quot;conversione ecologica&quot; e ad un &quot;cambiamento nello stile di vita&quot;, i cui frutti saranno gioia e pace.<\/p>\n<p>Riportiamo la Sezione terza, intitolata <em>La conversione ecologica<\/em> (\u00a7 216-221), del capitolo sesto, <em>Educazione e spiritualit\u00e0 ecologica,<\/em> sfrondata delle pochissime note:<\/p>\n<p><em>216. La grande ricchezza della spiritualit\u00e0 cristiana, generata da venti secoli di esperienze personali e comunitarie, costituisce un magnifico contributo da offrire allo sforzo di rinnovare l&#8217;umanit\u00e0. Desidero proporre ai cristiani alcune linee di spiritualit\u00e0 ecologica che nascono dalle convinzioni della nostra fede, perch\u00e9 ci\u00f2 che il Vangelo ci insegna ha conseguenze sul nostro modo di pensare, di sentire e di vivere. Non si tratta tanto di parlare di idee, quanto soprattutto delle motivazioni che derivano dalla spiritualit\u00e0 al fine di alimentare una passione per la cura del mondo. Infatti non sar\u00e0 possibile impegnarsi in cose grandi soltanto con delle dottrine, senza una mistica che ci animi, senza \u00abqualche movente interiore che d\u00e0 impulso, motiva, incoraggia e d\u00e0 senso all&#8217;azione personale e comunitaria\u00bb.\u00a0Dobbiamo riconoscere che non sempre noi cristiani abbiamo raccolto e fatto fruttare le ricchezze che Dio ha dato alla Chiesa, dove la spiritualit\u00e0 non \u00e8 disgiunta dal proprio corpo, n\u00e9 dalla natura o dalle realt\u00e0 di questo mondo, ma piuttosto vive con esse e in esse, in comunione con tutto ci\u00f2 che ci circonda.<\/em><\/p>\n<p><em>217. Se \u00abi deserti esteriori si moltiplicano nel mondo, perch\u00e9 i deserti interiori sono diventati cos\u00ec ampi\u00bb,\u00a0la crisi ecologica \u00e8 un appello a una profonda conversione interiore. Tuttavia dobbiamo anche riconoscere che alcuni cristiani impegnati e dediti alla preghiera, con il pretesto del realismo e della pragmaticit\u00e0, spesso si fanno beffe delle preoccupazioni per l&#8217;ambiente. Altri sono passivi, non si decidono a cambiare le proprie abitudini e diventano incoerenti. Manca loro dunque una\u00a0conversione ecologica, che comporta il lasciar emergere tutte le conseguenze dell&#8217;incontro con Ges\u00f9 nelle relazioni con il mondo che li circonda. Vivere la vocazione di essere custodi dell&#8217;opera di Dio \u00e8 parte essenziale di un&#8217;esistenza virtuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell&#8217;esperienza cristiana.<\/em><\/p>\n<p><em>218.\u00a0Ricordiamo il modello di san Francesco d&#8217;Assisi, per proporre una sana relazione col creato come una dimensione della conversione integrale della persona. Questo esige anche di riconoscere i propri errori, peccati, vizi o negligenze, e pentirsi di cuore, cambiare dal di dentro. I Vescovi dell&#8217;Australia hanno saputo esprimere la conversione in termini di riconciliazione con il creato: \u00abPer realizzare questa riconciliazione dobbiamo esaminare le nostre vite e riconoscere in che modo offendiamo la creazione di Dio con le nostre azioni e con la nostra incapacit\u00e0 di agire. Dobbiamo fare l&#8217;esperienza di una conversione, di una trasformazione del cuore\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>219.\u00a0Tuttavia, non basta che ognuno sia migliore per risolvere una situazione tanto complessa come quella che affronta il mondo attuale. I singoli individui possono perdere la capacit\u00e0 e la libert\u00e0 di vincere la logica della ragione strumentale e finiscono per soccombere a un consumismo senza etica e senza senso sociale e ambientale. Ai problemi sociali si risponde con reti comunitarie, non con la mera somma di beni individuali: \u00abLe esigenze di quest&#8217;opera saranno cos\u00ec immense che le possibilit\u00e0 delle iniziative individuali e la cooperazione dei singoli, individualisticamente formati, non saranno in grado di rispondervi. Sar\u00e0 necessaria una unione di forze e una unit\u00e0 di contribuzioni\u00bb.\u00a0La conversione ecologica che si richiede per creare un dinamismo di cambiamento duraturo \u00e8 anche una conversione comunitaria.<\/em><\/p>\n<p><em>220. Tale conversione comporta vari atteggiamenti che si coniugano per attivare una cura generosa e piena di tenerezza. In primo luogo implica gratitudine e gratuit\u00e0, vale a dire un riconoscimento del mondo come dono ricevuto dall&#8217;amore del Padre, che provoca come conseguenza disposizioni gratuite di rinuncia e gesti generosi anche se nessuno li vede o li riconosce: \u00abNon sappia la tua sinistra ci\u00f2 che fa la tua destra [&#8230;] e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenser\u00e0\u00bb (Mt\u00a06,3-4). Implica pure l&#8217;amorevole consapevolezza di non essere separati dalle altre creature, ma di formare con gli altri esseri dell&#8217;universo una stupenda comunione universale. Per il credente, il mondo non si contempla dal di fuori ma dal di dentro, riconoscendo i legami con i quali il Padre ci ha unito a tutti gli esseri. Inoltre, facendo crescere le capacit\u00e0 peculiari che Dio ha dato a ciascun credente, la conversione ecologica lo conduce a sviluppare la sua creativit\u00e0 e il suo entusiasmo, al fine di risolvere i drammi del mondo, offrendosi a Dio \u00abcome sacrificio vivente, santo e gradito\u00bb (Rm\u00a012,1). Non interpreta la propria superiorit\u00e0 come motivo di gloria personale o di dominio irresponsabile, ma come una diversa capacit\u00e0 che a sua volta gli impone una grave responsabilit\u00e0 che deriva dalla sua fede.<\/em><\/p>\n<p>*221*<em>. Diverse convinzioni della nostra fede, sviluppate all&#8217;inizio di questa Enciclica, aiutano ad arricchire il senso di tale conversione, come la consapevolezza che ogni creatura riflette qualcosa di Dio e ha un messaggio da trasmetterci, o la certezza che Cristo ha assunto in s\u00e9 questo mondo materiale e ora, risorto, dimora nell&#8217;intimo di ogni essere, circondandolo con il suo affetto e penetrandolo con la sua luce. Come pure il riconoscere che Dio ha creato il mondo inscrivendo in esso un ordine e un dinamismo che l&#8217;essere umano non ha il diritto di ignorare. Quando leggiamo nel Vangelo che Ges\u00f9 parla degli uccelli e dice che \u00abnemmeno uno di essi \u00e8 dimenticato davanti a Dio\u00bb (Lc\u00a012,6), saremo capaci di maltrattarli e far loro del male? Invito tutti i cristiani a esplicitare questa dimensione della propria conversione, permettendo che la forza e la luce della grazia ricevuta si estendano anche alla relazione con le altre creature e con il mondo che li circonda, e susciti quella sublime fratellanza con tutto il creato che san Francesco d&#8217;Assisi visse in maniera cos\u00ec luminosa.<\/em><\/p>\n<p>Quello che pi\u00f9 colpisce, nella lettura di questo documento, \u00e8 la sua impostazione generale: la sua pretesa di dare una lettura esaustiva, globale, dei fenomeni umani, economici, sociali, ambientali, la quale, sovente, sconfina in una dimensione specialistica e quasi accademica; e, come conseguenza, la sua fondazione di nuovi ambiti della spiritualit\u00e0, come, appunto, quella &quot;ecologica&quot;. Credevamo di sapere che la spiritualit\u00e0 \u00e8 la spiritualit\u00e0, e basta; ora apprendiamo che c&#8217;\u00e8 una spiritualit\u00e0 ecologica; e che, evidentemente, chi non possiede un orientamento di questo tipo, non ha neppure una vera spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>Sorprendete \u00e8 l&#8217;affermazione, al termine del \u00a7 216, che <em>la spiritualit\u00e0 non \u00e8 disgiunta dal proprio corpo, n\u00e9 dalla natura o dalle realt\u00e0 di questo mondo, ma piuttosto vive con esse e in esse, in comunione con tutto ci\u00f2 che ci circonda.<\/em> No, non siamo d&#8217;accordo: pensiamo a grandi mistiche, come Teresa Neumann, Marthe Robin, Maria Valtorta, Benedetta Bianch Porro: tutte segnate da una condizione corporea di estrema sofferenza; la Robin doveva stare anche al buio, oltre ad essere immobilizzata su un letto; sia lei che Teresa Neumann non assumevano, da moltissimi anni, alcun genere di alimento, n\u00e9 solido, n\u00e9 liquido (tranne il pane dell&#8217;Eucarestia). Eppure erano dotate di una spiritualit\u00e0 semplicemente sublime: quanti le avvicinavano, ne rimanevano conquistati.<\/p>\n<p>Non \u00e8 vero, pertanto, che la spiritualit\u00e0 vive con il corpo e nel corpo, nella natura e con la natura; al contrario: la spiritualit\u00e0 \u00e8 un superamento della natura; \u00e8 una anticipazione dello stato in cui vivono le anime dopo essersi sciolte dal corpo. \u00c8 vero, verissimo, che il cristianesimo non nega il corpo, n\u00e9 lo disprezza; infatti, esso predica la resurrezione della carne: per\u00f2 sia ben chiaro che stiamo parlando della &quot;carne&quot; trasfigurata dalla condizione soprannaturale. E dove sta scritto che l&#8217;anima deve vivere in comunione con tutto ci\u00f2 che la circonda, intendendo l&#8217;espressione in senso fisico e materiale? Ci\u00f2 che circonda l&#8217;anima, \u00e8 la realt\u00e0 dell&#8217;Assoluto: ed \u00e8 l\u00ec che l&#8217;anima attinge i tesori della spiritualit\u00e0. L&#8217;anima spirituale cerca Dio, non il mondo. Il mondo della natura \u00e8 bello, ma non ha nulla di spirituale, ed \u00e8 destinato a perire. L&#8217;anima non deve attaccarsi al mondo; se lo fa, s&#8217;incatena da se stessa in quel luogo d&#8217;esilio che \u00e8 la vita terrena. La vera patria dell&#8217;uomo non \u00e8 la terra, per quanto ci sia &quot;sorella&quot; o &quot;madre&quot;; del resto, sarebbe meglio lasciare simili espressioni zuccherose a un poeta come Francesco d&#8217;Assisi (che \u00e8 cos\u00ec grande da poterlo fare, senza scivolare nella retorica), oppure ai melensi banditori dei nuovi culti della New Age. L&#8217;uomo ha una sola patria ultima, il Cielo; e un solo genitore: Dio, che gli \u00e8 padre e madre.<\/p>\n<p>Del resto, \u00e8 curioso l&#8217;accostamento di termini come &quot;mistica&quot; e &quot;spiritualit\u00e0&quot; alla &quot;passione per la cura del mondo&quot;: credevamo che &quot;mistica&quot; e &quot;spiritualit\u00e0&quot; si riferissero alla passione per <em>l&#8217;altro<\/em> mondo. La stessa definizione di &quot;mistica&quot; ci lascia perplessi: un &quot;qualche&quot; <em>movente interiore che d\u00e0 impulso, motiva, incoraggia e d\u00e0 senso all&#8217;azione personale e comunitaria.<\/em> Ci lascia perplessi perch\u00e9 utilizza elementi esclusivamente umani e incentra ogni cosa sull&#8217;uomo; ma questa \u00e8 una impostazione, nel migliore dei casi, propria dell&#8217;etica, non della mistica o della spiritualit\u00e0. Sia la mistica che la spiritualit\u00e0 si rivolgono a Dio e cercano in Dio il senso dell&#8217;azione umana; non solo: ricevono da Dio un modo nuovo di essere, di sentire, di operare. Non \u00e8 l&#8217;uomo che si d\u00e0 una mistica o che vive una spiritualit\u00e0; l&#8217;uomo non fa altro che offrirsi a Dio, rinunciando a se stesso, morendo a se stesso. Solo all&#8217;uomo che sappia morire a se stesso, che sappia recidere i propri legami con l&#8217;io, viene concessa la Grazia divina di rinascere trasfigurato. <em>Questa<\/em> \u00e8 la mistica, <em>questa<\/em> \u00e8 la spiritualit\u00e0<em>.<\/em> O, almeno, cos\u00ec credevamo, prima di leggere <em>Laudato si&#8217;<\/em>. E apprendere che le cose stanno altrimenti: che \u00e8 l&#8217;uomo a darsi una spiritualit\u00e0 o una mistica; e che se le deve dare, per poter amare degnamente e adeguatamente il mondo di quaggi\u00f9.<\/p>\n<p>Il concetto della &quot;conversione ecologica&quot; viene ribadito, e ulteriormente precisato, al \u00a7 217, di modo che non resti margine a dubbi di sorta, laddove papa Bergoglio &#8212; citando San Francesco, ma, secondo noi, a sproposito, o, quanto meno, in maniera ambigua &#8212; afferma che <em>i Vescovi dell&#8217;Australia hanno saputo esprimere la conversione in termini di riconciliazione con il creato.<\/em> Questa formula \u00e8, secondo noi, pericolosissima: pare che, per convertirsi, sia necessario riconciliarsi con il creato. Invece, lo ripetiamo, la conversione \u00e8 tale, se avviene rispetto a Dio; una volta che si converte a Dio e in Dio, l&#8217;anima si riconcilia con il reale, compreso il creato: ma questo sar\u00e0, semmai, l&#8217;effetto, la conseguenza, non certo la condizione e tanto meno la causa. Pare invece, stando a quel testo, che chi si converte all&#8217;ambientalismo, diventi una persona migliore: il che non \u00e8 affatto vero. Si pu\u00f2 essere ambientalisti al 100%, e rimanere delle brutte persone; si pu\u00f2 amare il creato, la natura, gli animali e i fiorellini, ma essere delle anime dannate, demoniache. C&#8217;\u00e8 bisogno di ricordare il grande amore di Hitler per gli animali, e specialmente per il suo cane pastore, Blondie? Prima di suicidarsi, egli volle che anche Blondie fosse portato fuori da questa valle di lacrime, ossia che non cadesse vivo nelle mani del nemico. Inoltre, Hitler era vegetariano e non voleva assaggiare neppure il brodo di carne: lo definiva &#8212; e giustamente, dal punto di vista vegetariano &#8211; &quot;sudore di cadavere&quot;. Ma Hitler era quello che era: non c&#8217;\u00e8 bisogno di ricordare le sue tremende responsabilit\u00e0 nella sofferenza e nella morte d&#8217;innumerevoli persone innocenti. Conclusione: le persone diventano migliori quando si convertono a Dio, non quando si riconciliano con il creato o con le creature. E quando si convertono a Dio, diventano anche rispettose e amorevoli nei confronti del creato e delle altre creature. Se no, no.<\/p>\n<p><em>Tuttavia<\/em> &#8212; ammonisce l&#8217;enciclica, al \u00a7 219 &#8211; <em>non basta che ognuno sia migliore per risolvere una situazione tanto complessa come quella che affronta il mondo attuale.<\/em> E qui, finalmente, ci aspetteremmo che se ne deduca: <em>perch\u00e9 l&#8217;uomo ha bisogno di Dio, ha bisogno del dono della sua Grazia<\/em>. Invece no: la conclusione \u00e8 che <em>ai problemi sociali si risponde con reti comunitarie.<\/em> Dunque, ancora sociologismo; ancora strategie politiche; ancora l&#8217;agire dell&#8217;uomo come risposta integrale ed efficace ai problemi umani. Di Dio, neanche l&#8217;ombra; del necessario aiuto di Dio, della sua ispirazione, del suo sostegno costante, niente. Al posto di Dio, una rete di soggetti sociali che agiscono collettivamente e sinergicamente. Benissimo. <em>La conversione ecologica che si richiede per creare un dinamismo di cambiamento duraturo \u00e8 anche una conversione comunitaria.<\/em> Come ai bei tempi di Marx, la filosofia non deve interrogare il mondo; deve cambiarlo. L&#8217;enciclica \u00e8 un invito a &quot;cambiare il mondo&quot;, attraverso un agire comunitario e solidale. Ci permettiamo solo una piccola domanda: che c&#8217;entra tutto ci\u00f2, con la fede in Cristo? E a che scopo &quot;salvare il mondo&quot;, &quot;riconciliarsi con il creato&quot;, &quot;convertirsi all&#8217;ecologismo&quot;, se l&#8217;uomo perde la propria anima? E che la perda non \u00e8 una possibilit\u00e0, ma una certezza, ogni qual volta si mette in testa di potere e di dovere far da s\u00e9; ogni volta che pensa il reale a partire dal mondo di quaggi\u00f9, e non dal mondo di lass\u00f9. E questo, almeno questo, la storia stessa ce lo ha mostrato, non una volta, ma parecchie: perfino dalla prospettiva di chi la considera in senso puramente immanentistico. La storia dell&#8217;uomo che vuole salvare il mondo diventa l&#8217;Inferno, n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno. Di questi Inferni ne abbiamo gi\u00e0 visti abbastanza, solo nel corso del XX secolo.<\/p>\n<p>Nel \u00a7 220 si sviluppa ancor pi\u00f9 il concetto che la &quot;conversione ecologica&quot; si esprime in vari atteggiamenti, la cui caratteristica comune \u00e8 quella di far crescere <em>le capacit\u00e0 peculiari che Dio ha dato a ciascun credente.<\/em> Finalmente si parla di Dio: ma se ne parla per dire che gli uomini devono ben adoperare, sempre in senso ecologista, le &quot;capacit\u00e0 peculiari&quot; di ogni singolo individuo. Strano linguaggio, strana teologia. A noi era sempre stato detto che Dio dona all&#8217;uomo delle doti naturali, le quali, per\u00f2, non bastano, perch\u00e9 l&#8217;uomo deve attingere alla sorgente perenne della Grazia; e che, per attingervi, deve rivolgersi interamente a Dio mediante i sacramenti e mediante l&#8217;azione salvifica della sua Chiesa. Qui, invece, non si parla n\u00e9 della Grazia, n\u00e9 della Chiesa, e neppure della vita soprannaturale. Si direbbe che si parli di una nuova religione, ove a Dio, al &quot;vecchio&quot; Dio cristiano, \u00e8 riservato, s\u00ec, un palchetto d&#8217;onore, ma in una cornice puramente rappresentativa, e, per cos\u00ec dire, onorifica; ma adesso \u00e8 l&#8217;uomo che pone al centro se stesso, che valorizza se stesso, che impegna al massimo se stesso. Non si parla di &quot;doni&quot; della Grazia; non si parla pi\u00f9 di &quot;ricevere dall&#8217;Alto&quot; quel che l&#8217;uomo, da se stesso, non possiede, in quanto creatura: si parla, al contrario, di tutta una serie di cose che gli uomini devono fare, sia individualmente, sia collettivamente, per prendersi cura amorevolmente del creato. Da custode del creato, si direbbe che l&#8217;uomo si sia promosso, da se medesimo, al rango di proprietario ed unico responsabile. Che cosa resta da fare a Dio, in un simile contesto? Praticamente nulla: il mondi sar\u00e0 salvato dall&#8217;uomo, non da Lui. E forse Egli sar\u00e0 contento cos\u00ec; forse era proprio questo ci\u00f2 che desiderava: che l&#8217;uomo, divenuto &quot;adulto&quot; (come voleva il protestante Bonhoeffer), faccia come se Dio non esistesse, <em>etsi Deus non daretur<\/em>. Ma \u00e8 ancora la dottrina cattolica, questa? Un naturalismo &quot;ambientalista&quot;, verniciato vagamente da deismo, dove la parola &quot;cristiano&quot; praticamente diviene superflua? Dove Ges\u00f9 Cristo non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;Alfa e l&#8217;Omega, e, tutto sommato, non \u00e8 proprio niente, perch\u00e9 tanto l&#8217;uomo, divenuto adulto, non ha pi\u00f9 bisogno di essere da Lui redento?<\/p>\n<p>Ma ecco che nel \u00a7 221, finalmente, si parla di Dio e si parla di Cristo. Era ora. Solo che non si trovano le espressioni che un cattolico \u00e8 in diritto di aspettarsi: non si parla del bisogno di Dio che l&#8217;uomo naturalmente ha; n\u00e9 della redenzione di Cristo, senza la quale ogni altra cosa \u00e8 vana. No: si dice che <em>ogni creatura riflette qualcosa di Dio e ha un messaggio da trasmetterci,<\/em> concetto che non \u00e8 specificamente cristiano, n\u00e9 cattolico, ma che potrebbe andar bene per qualsiasi religione e anche per qualsiasi setta o credenza New Age; o che <em>Cristo ha assunto in s\u00e9 questo mondo materiale e ora, risorto, dimora nell&#8217;intimo di ogni essere, circondandolo con il suo affetto e penetrandolo con la sua luce<\/em>; per concludere con una nuova, e ancor pi\u00f9 sciropposa, citazione di san Francesco d&#8217;Assisi, in perfetto stile Zeffirelli. Ma \u00e8 un concetto ambiguo, come gli altri. Certo, che Cristo ha assunto su di s\u00e9 il mondo materiale: ma per trascenderlo, non per potenziarlo. Non \u00e8 stato un maestro di naturalismo: ha mostrato agli uomini la via del Cielo. Che passa attraverso di Lui: la sua Incarnazione, Passione, Morte e Resurrezione. <em>Io sono la Via, la Verit\u00e0 e la Vita<\/em> (Giovanni, 14, 6)&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avevamo sempre saputo, o creduto di sapere, che l&#8217;essenza della Buona Novella portata da Cristo agli uomini fosse un invito alla conversione; pi\u00f9 precisamente, una conversione<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[109,117,157,216,237],"class_list":["post-23521","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-papi","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23521","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23521"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23521\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23521"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23521"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23521"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}