{"id":23517,"date":"2013-01-03T09:34:00","date_gmt":"2013-01-03T09:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/01\/03\/nel-panopticon-di-jeremy-bentham-il-volto-poliziesco-e-totalitario-dellutilitarismo\/"},"modified":"2013-01-03T09:34:00","modified_gmt":"2013-01-03T09:34:00","slug":"nel-panopticon-di-jeremy-bentham-il-volto-poliziesco-e-totalitario-dellutilitarismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/01\/03\/nel-panopticon-di-jeremy-bentham-il-volto-poliziesco-e-totalitario-dellutilitarismo\/","title":{"rendered":"Nel \u00abPanopticon\u00bb di Jeremy Bentham il volto poliziesco e totalitario dell\u2019utilitarismo"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;utilitarismo \u00e8, probabilmente, la filosofia che pi\u00f9 di tutte si avvicina alla negazione di se stessa e al rovesciamento totale, coerente e compiaciuto di quella &quot;sophia perennis&quot; che, dagli albori del pensiero umano, ha sempre vagheggiato e perseguito la ricerca della Verit\u00e0 intesa come interezza, e la sua coincidenza con il Bene e con il Bello. In questo senso, l&#8217;utilitarismo si pu\u00f2 considerare come il trionfo dello spirito moderno sulle ultime, esangui vestigia della metafisica, gi\u00e0 colpita a morte da Kant e ormai sul punto di venire relegata nella soffitta delle cose vecchie ed inutili; e i suoi maggiori rappresentanti: Adam Smith (1723-90), Jeremy Bentham (1748-1832) e John Stuart Mill (1806-1873), come gli esponenti di un modo radicalmente nuovo di porsi di fronte ai problemi del conoscere e dell&#8217;etica.<\/p>\n<p>Per essi, una cosa \u00e8 &quot;buona&quot;, o anche &quot;giusta&quot; (e si noti la confusione dei concetti) se suscettibile di accrescere la felicit\u00e0 degli esseri sensibili &#8212; e non solo degli uomini; &quot;cattiva&quot;, se la diminuisce. Quanto poi alla difficolt\u00e0 di stabilire che cosa sia la felicit\u00e0, nessun problema: essi, anzi, si ritengono perfettamente in grado non solo di definirla, ma anche di quantificarla; e si regolano in questo modo: giudicano che l&#8217;utilit\u00e0 sia la misura della felicit\u00e0 di un essere sensibile.<\/p>\n<p>Bentham, in particolare, continuatore dell&#8217;empirismo e precursore del positivismo, disprezza un&#8217;etica che pretenda di fondarsi su dei valori, entit\u00e0 astratte ed evanescenti, mentre vuole basare la sua etica sopra dei solidi fatti, in modo da costituirla in una scienza vera e propria. Per poterlo fare, egli parte dall&#8217;assunto che la felicit\u00e0 altro non sia che il piacere (come nel sensismo, aspetto che lo accomuna, ma solo per un attimo, a Leopardi, e che ne fa un tardo epigono di Epicuro). Ebbene, nella sua etica &quot;scientifica&quot;, Bentham pretende di formulare addirittura un&#8217;algebra morale, ossia di quantificare la felicit\u00e0, intesa come il risultato di quell&#8217;agire che produce il massimo del piacere e, viceversa, il minimo del dolore.<\/p>\n<p>Da bravi eredi della stagione illuminista, peraltro, gli utilitaristi non si interessano solo della felicit\u00e0 del singolo, ma si preoccupano anche di quella del genere umano: e formulano la curiosa teoria secondo cui le azioni &quot;buone&quot;, cio\u00e8 utili, portano la felicit\u00e0 non solo all&#8217;individuo, ma alla societ\u00e0 intera (vedi la bislacca teoria di Adam Smith circa la &quot;mano invisibile&quot;), talch\u00e9 la ricerca del piacere da parte dell&#8217;individuo, se ben diretta, non pu\u00f2 non portare al bene collettivo. Come Cesare Beccaria e come Helv\u00e9tius, essi hanno una concezione militante della filosofia, e pensano che essa debba contribuire, anche stimolando l&#8217;azione legislativa, alla diffusione della massima felicit\u00e0 per il maggior numero possibile di persone.<\/p>\n<p>Bentham, per esempio, era un uomo dalle idee sociali molto avanzate; molto bene intenzionato, molto progressista, molto sensibile al bene di tutti, e non solo degli uomini, ma anche delle donne, anzi perfino degli animali. Nel suo curriculum si trovano praticamente tutti gli &quot;ismi&quot; che tanto apprezza la cultura radicale e pseudo libertaria contemporanea: laicismo, femminismo, animalismo, al punto che la sua biografia sembra quella di un Pannella ante-litteram. Credeva fermamente, da buon inglese, nella libert\u00e0 di commercio, ma amava anche tutte le altre libert\u00e0, da quella di stampa a quella sessuale (tanto da proporre la depenalizzazione dell&#8217;omosessualit\u00e0); era contrario alla schiavit\u00f9, alla sottomissione delle donne, al maltrattamento degli animali, ai privilegi della Chiesa, al monopolio commerciale, alle punizioni fisiche; era a favore delle libert\u00e0 personali, della pensione, delle assicurazioni sulla salute, dell&#8217;insegnamento laico (l&#8217;universit\u00e0 di Londra, quasi una sua creazione postuma, fu chiamata &quot;l&#8217;universit\u00e0 senza Dio&quot;), delle tasse di successione, del divorzio, e (di nuovo da buon &quot;liberale&quot;) dell&#8217;usura, che solo un&#8217;et\u00e0 buia e stupida come il Medioevo aveva potuto giudicare negativamente.<\/p>\n<p>Insomma un personaggio che, pur essendo vissuto due buoni secoli fa, sarebbe piaciuto molto a tutti gli esponenti della odierna cultura militante pi\u00f9 &quot;avanzata&quot;, &quot;liberale&quot; e &quot;democratica&quot;: un nemico dei pregiudizi, un paladino dei diritti, una mente aperta e proiettata verso il futuro; ma anche uno spirito pratico, un solido borghese mai dimentico del proprio interesse e del quattrino: quel caratteristico impasto di egoismo e di filantropismo che costituisce il tratto pi\u00f9 comune di ogni utilitarismo, orientamento filosofico che non ha mai avuto il coraggio di portare alle logiche conseguenze le proprie egoistiche premesse, ma si \u00e8 sempre barcamenato &#8212; a parole, beninteso &#8211; in uno strano amalgama ove il singolo, &quot;non si sa come&quot; (direbbe Pirandello), perseguendo il proprio utile ed il proprio piacere, realizza contemporaneamente &#8212; che sia l&#8217;astuzia della ragione di Hegel? &#8212; il massimo utile per l&#8217;intera societ\u00e0, o almeno per gran parte di essa, s\u00ec che l&#8217;egoismo e l&#8217;altruismo si sovrappongono, si mescolano e alla fine, Dio sa come, si confondono del tutto. Che bellezza: cos\u00ec l&#8217;utilitarista non si sente mai in colpa, non si sente mai brutto e cattivo; certo, \u00e8 un egoista, un edonista, nonch\u00e9 un libero pensatore, in fondo un erede del libertinismo, oltre che dello scetticismo (Adam Smith era buon amico personale di David Hume); ma niente paura, il Diavolo non \u00e8 poi cos\u00ec brutto come lo si dipinge; lo credereste?, tirando le somme, salta fuori che quanto pi\u00f9 l&#8217;utilitarista bada ai fatti suoi e si propone di concedersi il massimo del piacere, inteso proprio in senso quantitativo, tanto pi\u00f9 egli viene ad essere un altruista e sia pure inconsapevole, un benefattore dell&#8217;umanit\u00e0, un amico dei poveri &#8211; e non \u00e8 un caso che dal mantello di Bentham sia venuto fuori anche Robert Owen, con il suo benintenzionato socialismo utopistico!<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 un altro aspetto del pensiero di Bentham che merita di essere evidenziato: quello relativo al sistema carcerario. Questo volonteroso figlio dell&#8217;illuminismo, questo nipotino ideale di Beccaria non poteva non dedicare una parte della sua prodigiosa, multiforme attivit\u00e0 speculativa alla questione delle pene; e fu cos\u00ec che ide\u00f2 il Panopticon (\u00abche fa vedere tutto\u00bb), un carcere dove ogni detenuto sa che pu\u00f2 esser osservato in qualsiasi momento da un unico guardiano, vera e propria prefigurazione del Grande Fratello orwelliano. Michel Foucault ha visto nel Panopticon il paradigma di una societ\u00e0 protesa a punire e a sorvegliare nello stesso tempo, esercitando il massimo della pressione sui suoi membri. In effetti, l&#8217;idea centrale di Bentham \u00e8 che i detenuti, a forza di sentirsi osservati in ogni ora della giornata, per anni ed anni (anche se non \u00e8 detto che lo siano veramente), finiranno per introiettare una tale angoscia e per subire un cos\u00ec forte condizionamento psicologico, da comportarsi &quot;bene&quot; in maniera automatica, per il solo fatto di sapere che ogni loro eventuale infrazione potrebbe essere vista e, quindi, punita.<\/p>\n<p>Il bello \u00e8 &#8211; si fa per dire &#8211; che questo filantropo assatanato, questo instancabile promotore di riforme sociali (amico influente di molti pezzi grossi, in patria e all&#8217;estero), questo indomabile paladino della libert\u00e0, non sembra rendersi conto di aver elaborato una vera e propria distopia; pensa, al contrario, di aver creato qualcosa di eccellente (tanto da ispirare utopisti come Owen), tutto pieno di fervore umanitario e di caldo, sincero desiderio di rendersi utile &#8212; cio\u00e8, secondo i suoi presupposti, &quot;buono&quot; e &quot;giusto&quot; &#8211; verso i suoi concittadini e, se possibile, verso il resto dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Decisamente non possedeva il senso dell&#8217;umorismo; o, se lo aveva, doveva essere alquanto macabro: nel suo immenso narcisismo, arriv\u00f2 al punto di chiedere (e ottenere), per testamento, che il suo cadavere venisse imbalsamato e conservato in una specie di vetrina nell&#8217;Universit\u00e0 di Londra, dove \u00e8 noto come l&#8217;Auto-Icona. Si tratta di un reperto particolarmente orrido, anche perch\u00e9 uno sbaglio nel procedimento di imbalsamazione ha fatto s\u00ec che la testa si deteriorasse in fretta e che fosse necessario sostituirla con una di cera, che tuttora fa bella mostra di s\u00e9 dietro la teca. Per la cronaca, alcuni studenti in vena di goliardia (altrettanto macabra di quella del filosofo) l&#8217;hanno trafugata, nel 1975, chiedendo un simbolico riscatto; dopo di che, una volta recuperata nella lontana Scozia la discutibile reliquia, le autorit\u00e0 universitarie hanno pensato bene di collocarla in un frigorifero nei sotterranei dell&#8217;ateneo londinese: macabro cimelio da esibire &#8212; o da nascondere &#8212; per la gioia dei patiti del genere horror. Dopotutto, siamo nella patria di Edgar Wallace e di Agatha Christie, dove aleggiano i fantasmi della Torre di Londra, evocando cupe storie di complotti e condanne a morte.<\/p>\n<p>Ecco come Franco Biancardi riassume il progetto del Panopticon, ideato da Bentham nel 1791 come carcere &quot;ideale&quot;, concepito secondo il criterio della massima funzionalit\u00e0, cio\u00e8 della massima sorveglianza con la minima spesa (da: F. Biancardi, \u00abI nuovi argomenti\u00bb, Napoli, Edizioni Manna, 2002, pp. 115-16):<\/p>\n<p>\u00abNel 1786 il giurista e filosofo inglese Jeremy Bentham, meglio conosciuto dagli studenti come il fondatore dell&#8217;utilitarismo e noto per la sua &quot;aritmetica morale&quot;, scrisse un singolare opuscolo dal titolo &quot;Panopticon, ovvero la Casa d&#8217;Ispezione&quot;; il termine &quot;panopticon&quot; deriva dal greco &quot;pan&quot; (tutto) e &quot;opticon&quot; (visivo, ottico) e, perci\u00f2, significa letteralmente &quot;veditutto&quot;. In pratica, Bentham immagin\u00f2 una prigione cos\u00ec organizzata: una costruzione a forma di anelo con al centro una torre provvista di larghe finestre, schermate da persiane, che si affacciano sulla parte interna dell&#8217;anello. L&#8217;anello, a sua volta, \u00e8 suddiviso in celle, ciascuna delle quali occupa l&#8217;intero spessore della costruzione ed ha due finestre: una che si affaccia verso l&#8217;interno, in perfetta corrispondenza alla torre centrale di controllo, l&#8217;altra rivolta verso l&#8217;esterno, in modo che la luce possa agevolmente attraversare la cella da parte a parte. Questo ingegnoso sistema di prigionia consente ad un solo sorvegliante per turno, ospitato nella torre centrale, di vigilare giorno e notte sui prigionieri, osservando tutto quello che fanno senza essere visto (grazie alle finestre schermate). Il Panopticon o Casa d&#8217;ispezione dispone anche di un rudimentale telefono che, attraverso una rete di tubi, consente al sorvegliante (chiamato Ispettore) di rivolgersi in qualsiasi momento ai prigionieri, rendendo in tal modo incombente ed angosciante la sua costante presenza. Un interessante aspetto di questo bizzarro (ma non troppo) sistema di sorveglianza \u00e8 rappresentato dal fatto che la torre centrale, che ospita l&#8217;Ispettore, \u00e8 aperta ai visitatori, siano essi parenti ed amici dei prigionieri che semplici curiosi; i detenuti sono cos\u00ec sottoposti anche agli sguardi indagatori di gente in transito che rappresenta quella che Bentham chiama l&#8217;Opinione (oggi traducibile in Opinione pubblica).<\/p>\n<p>Per vent&#8217;anni il filosofo tent\u00f2 invano di accreditare il suo progetto presso le autorit\u00e0 politiche del tempo; nel frattempo egli matur\u00f2 la convinzione che questa sua idea potesse essere sfruttata anche per la costruzione di manicomi, ospedali, ospizi, fabbriche, brefotrofi e scuole.<\/p>\n<p>A ben guardare, Bentham pu\u00f2 essere considerato l&#8217;antesignano dell&#8217;idea di Grande Fratello, un&#8217;espressione che racchiude in s\u00e9 il senso di un invisibile Ispettore che incessantemente, ci controlla, ci sorveglia e ci condiziona fin nelle nostre scelte pi\u00f9 personali.\u00bb<\/p>\n<p>Non \u00e8 tanto significativo il fatto che l&#8217;idea del Panopticon, inteso come carcere, sia stata realizzata, dopotutto, in diversi luoghi, dalla Gran Bretagna, all&#8217;Italia (carcere di Santo Stefano), a Cuba; quanto che egli abbia finito per considerare tale modello estensibile a tutte le istituzioni preposte alla sanit\u00e0, alla produzione, all&#8217;educazione: per lui, evidentemente, il principio ispiratore di una scuola, di una fabbrica o di una clinica psichiatrica non \u00e8 poi tanto diverso da quello di una prigione, anzi si pu\u00f2 dire che egli li ritenga fondamentalmente simili.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio questo che richiama la nostra attenzione sulle implicazione del super-liberismo, del radicalismo intransigente, del progressismo a oltranza di filosofie come quella di Bentham e degli utilitaristi inglesi: una volta stabilito che non \u00e8 bene ci\u00f2 che \u00e9 bene, ma che \u00e8 bene ci\u00f2 che \u00e8 utile; e che la felicit\u00e0 consiste nel piacere, abbassando l&#8217;uomo al livello del bruto e santificando qualunque tipo di edonismo, evidentemente non resta che portare agli uomini la &quot;felicit\u00e0&quot;, che essi la vogliano o no, che la trovino desiderabile o no. Gli utilitaristi hanno questo in comune con gli illuministi: che sanno cosa \u00e8 bene per gli uomini, pi\u00f9 di quanto lo sappia chiunque altro e pi\u00f9 di quanto lo sappia il &quot;popolo&quot;; perch\u00e9 il popolo, fino a quando non viene illuminato dalla ragione, non \u00e8 che una massa abbrutita e immersa nella superstizione, che deve essere guidata e indirizzata, magari anche presa a staffilate, se necessario: ma, oh!, per il suo bene, si capisce; sempre per il suo bene. Sono filosofi che fanno paura: con tutto il loro antidogmatismo, sono pi\u00f9 intolleranti della Santa Inquisizione&#8230;<\/p>\n<p>Quanta strada abbiano poi fatto le idee di Bentham, magari sotto una diversa verniciatura e all&#8217;ombra di sistemi politici e sociali diversissimi da quelli ch&#8217;egli auspicava, questa \u00e8 una cosa che sta sotto gli occhi di chiunque: purch\u00e9, beninteso, si abbia la voglia e l&#8217;onest\u00e0 di guardarla in faccia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;utilitarismo \u00e8, probabilmente, la filosofia che pi\u00f9 di tutte si avvicina alla negazione di se stessa e al rovesciamento totale, coerente e compiaciuto di quella &quot;sophia<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[141,173,199],"class_list":["post-23517","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-filosofia","tag-immanuel-kant","tag-metafisica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23517","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23517"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23517\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23517"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23517"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23517"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}