{"id":23516,"date":"2015-07-28T10:51:00","date_gmt":"2015-07-28T10:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/jacques-benoist-mechin-quando-i-francesi-erano-tutti-col-maresciallo-petain\/"},"modified":"2015-07-28T10:51:00","modified_gmt":"2015-07-28T10:51:00","slug":"jacques-benoist-mechin-quando-i-francesi-erano-tutti-col-maresciallo-petain","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/jacques-benoist-mechin-quando-i-francesi-erano-tutti-col-maresciallo-petain\/","title":{"rendered":"Jacques Benoist-M\u00e9chin: quando i Francesi erano tutti col maresciallo P\u00e9tain"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo sostenuto pi\u00f9 volte che il mito dell&#8217;Italia repubblicana e democratica si regge su una grossa menzogna: sulla negazione della guerra civile; sulla rimozione dell&#8217;8 settembre e la morte della patria; sulla smemoratezza circa i padri nobili della ritrovata libert\u00e0: il re, Vittorio Emanuele III, che per vent&#8217;anni aveva controfirmato tutte le decisioni di Mussolini, e il maresciallo Badoglio, che per vent&#8217;anni aveva accumulato onori e prebende al servizio dello stesso.<\/p>\n<p>Bisogna per\u00f2 dire che quella menzogna non \u00e8 stata solo italiana, ma europea, e, in un certo senso, mondiale; che tutti gli altri Paesi felicemente approdati sulle rive della democrazia liberale &#8211; quale pi\u00f9, quale meno &#8212; si sono costruiti delle mitologie equivalenti, basate su menzogne simili, su rimozioni analoghe, su falsificazioni e smemoratezze ugualmente interessate.<\/p>\n<p>In Norvegia, per esempio, il nome di Quisling \u00e8 diventato tab\u00f9; tab\u00f9 \u00e8 ricordare il processo al grande scrittore, premio Nobel per la letteratura, Knut Hamsun; cos\u00ec come tab\u00f9 \u00e8 parlare della sorte di quei bambini, si calcola fra 10.000 e 12.000, che nacquero dall&#8217;unione fra donne norvegesi e soldati della Wehrmacht, durante i cinque anni dell&#8217;occupazione militare tedesca, dal 1940 al 1945: vittime di ogni sorta di discriminazioni, ricoperti &#8212; insieme alle loro madri &#8212; da un implacabile disprezzo, ebbero tutti una vita durissima e molti di essi finirono per essere ricoverati in istituti psichiatrici, avendo sviluppato sindromi patologiche d&#8217;ogni tipo.<\/p>\n<p>Oppure prendiamo la Francia. Dopo lo sbarco in Normandia, essa \u00e8 rientrata, ma solo per la benevola concessione dei Tre Grandi (Roosevelt, Stalin, Churchill), nel numero dei &quot;vincitori&quot; e ha potuto rioccupare, almeno formalmente, a guerra finita, il suo ruolo di grande potenza, fra l&#8217;altro assicurandosi un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dotandosi di un arsenale atomico indipendente. Ci\u00f2 \u00e8 stato possibile perch\u00e9, nel 1944-45, gli Alleati, nonch\u00e9 la stragrande maggioranza del popolo francese, hanno &quot;deciso&quot; che la vera Francia, dopotutto, era quella del generale De Gaulle; che essa, pertanto, non era stata sconfitta in maniera totale nel 1940, ma aveva continuato la lotta, al fianco della Gran Bretagna; che, dunque, la Francia di Vichy era solamente uno stato collaborazionista, anzi, uno stato fantoccio, e che il maresciallo P\u00e9tain era nient&#8217;altro che un volgare traditore della patria, meritevole della fucilazione, bench\u00e9 ultraottantenne. Insomma, un cumulo insostenibile di menzogne: ma ripetute con tale convinzione e introiettate talmente in profondit\u00e0, da divenire perfettamente plausibili e veritiere.<\/p>\n<p>C&#8217;era ancora qualche difficolt\u00e0 da appianare, peraltro: c&#8217;era la distruzione della flotta francese da parte britannica, a tradimento, nell&#8217;azione di Mers el Kebir; c&#8217;era l&#8217;attacco britannico a Dakar; c&#8217;era la campagna di Siria, in cui forze britanniche e golliste avevano combattuto e vinto contro il generale Dentz, uomo di Vichy (dunque, un anticipo della futura guerra civile); e c&#8217;erano dettagli quasi insignificanti, come il fenomeno diffuso del collaborazionismo e quello dell&#8217;antisemitismo, poi la guerra civile, e infine la fucilazione di scrittori come Brasillach, il suicidio di Drieu La Rochelle, l&#8217;imprigionamento di C\u00e9line (e stiamo parlando solo dei maggiori letterati); ma insomma, quando una nazione ha deciso di voltar pagina e rifarsi una verginit\u00e0, tutto si pu\u00f2 accomodare, tutto si pu\u00f2 aggiustare, perfino riscrivere la storia a proprio piacere.<\/p>\n<p>Philippe P\u00e9tain, l&#8217;eroe della Prima guerra mondiale, comunque, alla fine non venne fucilato; bench\u00e9 condannato a morte, la pena gli venne commutata nel carcere a vita: fu internato, quasi novantenne, all&#8217;isola Yeu, e il rancore dei gollisti giunse al punto di respingere la sua richiesta che le sue spoglie venissero tumulate nel sacrario di Verdun. In compenso venne fucilato, nella schiena come si addice ai traditori, colui che era stato il suo Primo ministro, Pierre Laval. Un altro ministro di Vichy, Jacques Benoist-M\u00e9chin, studioso dell&#8217;esercito tedesco e ammiratore di Hitler (in cui vide un fautore della federazione europea), venne processato e condannato a morte nel 1947, poi graziato e infine liberato nel 1954. Forse De Gaulle lo risparmi\u00f2 perch\u00e9 lo ammirava molto come esperto di cose militari; in ogni caso, raro esempio di fierezza intellettuale, egli non si umili\u00f2 mai a dichiararsi colpevole, a implorare la comprensione e il perdono dei suoi connazionali: sostenne sempre che, nel 1940, bisognava scegliere fra Stalin e Hitler, e che l&#8217;unica scelta possibile, per chi rifiutasse il comunismo sovietico, era quella di collaborare coi Tedeschi.<\/p>\n<p>Il giornalista italiano Enzio Biagi ebbe l&#8217;occasione d&#8217;intervistare Benoist-M\u00e9chin qualche tempo prima della sua scomparsa, avvenuta a Parigi nel 1983; riportiamo il passaggio centrale di quella significativa intervista (da: E. Biagi, \u00abNoi c&#8217;eravamo\u00bb, Milano, Rizzoli, 1990, pp. 139-140):<\/p>\n<p>\u00abPERCH\u00c9 LA FRANCIA HA PERDUTO?<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 stata, dal punto di vista strategico, una campagna, ma tre guerre contemporaneamente: la Germania, che faceva quella del 1939-40; la Francia che faceva quella del 1914; e l&#8217;Inghilterra quella del 1945; risparmiava le sue forze, perch\u00e9 sapeva che la prima fase si sarebbe conclusa con una sconfitta, e non voleva gettare tutti i propri mezzi in quella battaglia. Queste tre guerre non hanno coinciso. [&#8230;]<\/p>\n<p>CHI ERA PER LEI P\u00c8TAIN?<\/p>\n<p>Lo avevo incontrato in diverse occasioni. Una volta eravamo andati assieme al cinema; davano una pellicola intitolata &quot;L&#8217;ammutinamento del Bounty&quot;, e durante la proiezione il maresciallo si \u00e8 alzato ed \u00e8 uscito. Gli chiesi: &quot;Che succede, non le piace?&quot;. E lui mi disse: &quot;Caro amico, sono stato obbligato a reprimere le rivolte del 1917, e per me \u00e8 stato talmente terribile che non posso pi\u00f9 sopportare film di sommosse.&quot;.Il primo che mi ha parlato di De Gaulle \u00e8 stato proprio lui; diceva: &quot;Mi sono allevato una serpe in seno&quot;.<\/p>\n<p>COSA PENSAVA DEI TEDESCHI E DI HITLER?<\/p>\n<p>Ero nello stato maggiore dell&#8217;Armata del Reno, nel 1933, come interprete, e ho avuto contatti con tutti i dirigenti d allora: Rathenau, Br\u00fcning, von Papen, Hitler. E per me Hitler era veramente colui che aveva tirato fuori la Germania dal caos, ed ero costretto a riconoscergli qualit\u00e0 eccezionali. Penso sia stato davvero un grand&#8217;uomo, ma \u00e8 difficile sostenerlo quando uno \u00e8 caduto come lui, e ha condotto una guerra: ha commesso errori proporzionati alle sue dimensioni, cio\u00e8 colossali.&quot;<\/p>\n<p>NON PENSA CHE ERA ANCHE UN ENORME CRIMINALE?<\/p>\n<p>Chi?<br \/>\nHITLER.<\/p>\n<p>Non pi\u00f9 di molti altri. Se mettessimo su un piatto tutti i delitti che sono stati commessi in quell&#8217;epoca, io penso che ciascuno abbia fatto la sua parte.<\/p>\n<p>IL FUHRER, AMMETTER\u00c0, CON PARTICOLARE DILIGENZA&#8230;<\/p>\n<p>Non so.<\/p>\n<p>LEI ANDAVA SPESSO A BERLINO?<\/p>\n<p>Ero laggi\u00f9 nel novembre del 1940, mi trovavo all&#8217;Hotel Adlon; c&#8217;erano dei buoni rifugi, in cantina, e ci venivano anche quelli dell&#8217;ambasciata sovietica, che stava a duecento metri, sull&#8217;Unter der Linden. Suon\u00f2 l&#8217;allarme, io scesi con due o tre membri della delegazione, e vi trovai anche Molotov. Parlammo. Mi disse: &quot;Non capisco cosa aspetta il vostro governo. Bisogna fare soltanto una cosa: collaborare. Guardate noi, che non abbiamo le vostre ragioni. Voi siete occupati per tre quarti, e vi chiedete ancora come bisogna regolarsi.&quot;. Prese un carteggio dalla sua borsa e me lo mostr\u00f2: &quot;Guardi tutto quello che forniamo ai tedeschi. Petrolio, grano, ferro, manganese&quot;, e c&#8217;erano cifre e cifre.<\/p>\n<p>ALLORA, QUALI MERITI ATTRIBUISCE A VICHY?<\/p>\n<p>Ha rappresentato una speranza per i giovani dell&#8217;epoca. Ne avevano abbastanza di quei capi che con le loro chiacchiere ci avevano portato alla disfatta, di certi costumi corrotti, che ci rendevano tanto deboli. Tutta la Francia era per Vichy, nel 1940, e tutta la Francia era contro nel 1945. Questa \u00e8 la verit\u00e0. C&#8217;\u00e8 stato un transfert di opinioni, non un blocco di pro e di contro fin dall&#8217;inizio. Ma si \u00e8 trattato di una lenta progressione, perch\u00e9 \u00e8 evidente che dopo quattro anni di occupazione le cose cambiano.<\/p>\n<p>CHE COSA \u00c8 RIMASTO DI VICHY?<\/p>\n<p>Non molto, non molto. \u00c8 assai triste per uno della mia et\u00e0, che si \u00e8 sacrificato a quello che pur sempre \u00e8 stato un momento della storia di Francia, accorgersi che tutto il suo lavoro \u00e8 troppo contrassegnato da determinate circostanze perch\u00e9 gli si possa attribuire un valore durevole. Io sono stato condannato a morte, e ho fatto dieci anni di carcere. Ero presente quando Brasillach \u00e8 andato verso il poligono, e ho visto portare Laval al palo. \u00c8 qualcosa di difficile da accettare e da condividere. Quanto a Brasillach, il problema \u00e8 diverso. Non era un politico, ma un poeta, e i poeti hanno una virt\u00f9 misteriosa, quella di sanguinare pi\u00f9 a lungo degli altri quando vengono uccisi.<\/p>\n<p>CHI HA VIINTO, IN DEFINITIVA?<\/p>\n<p>La Russia.\u00bb<\/p>\n<p>Insomma, giusta la tesi di Ernst Nolte sulla guerra civile europea, che infuri\u00f2 dal 1917 al 1945 (ma potremmo prolungarla tranquillamente fino al 1989, cio\u00e8 fino alla caduta del Muro di Berlino), i Francesi, nel 1945, proprio come tutti gli altri popoli europei, scelsero di collocarsi nell&#8217;area ideologica dei vincitori e di rinnegare quella dei vinti, onde non dover pagare lo scotto della sconfitta e non dover fare i conti con la propria cattiva coscienza: perci\u00f2 fecero finta di non aver mai avuto nulla a che fare l&#8217;ideologia che si era rivelata soccombente.<\/p>\n<p>A difendere la propria coerenza rimasero quasi solo pochi intellettuali, scrittori e poeti, come Ezra Pound, che pagarono un prezzo assai elevato sull&#8217;altare dell&#8217;opportunismo generalizzato: la loro sola esistenza disturbava il paradigma della verginit\u00e0 democratica restaurata per decreto, ricordando che gli armadi della coscienza europea erano pieni di scheletri e che solo circostanze casuali avevano fatto s\u00ec, ad esempio, che il totalitarismo staliniano, non certo meno spietato e sanguinario di quello hitleriano, non solo evitasse il suo processo di Norimberga, ma entrasse trionfalmente nell&#8217;Olimpo delle ideologie ammirate e propagandate da milioni di uomini desiderosi &#8212; almeno a parole &#8211; di vedere il sorgere d&#8217;un mondo nuovo, fondato sulla giustizia e sulla libert\u00e0.<\/p>\n<p>Quel che disse Benoist-M\u00e9chin nell&#8217;intervista a Enzo Biagi \u00e8 perfettamente vero: nel 1940 tutti i Francesi erano con P\u00e9tain (che avevano scongiurato di mettersi a capo della nazione, dopo la caduta di Parigi, in un momento cos\u00ec grave della sua storia), mentre nel 1945 erano tutti contro P\u00e9tain e con De Gaulle (che nel 1940 in pochissimi conoscevano e che, in ogni caso, consideravano perlopi\u00f9 un avventuriero e un megalomane). Proprio come gli Italiani: tutti, o quasi tutti, con Mussolini il 10 giugno del 1940, quando dichiar\u00f2 la guerra, una guerra che pareva ormai gi\u00e0 quasi vinta, prima ancora di doverla combattere; tutti contro di lui il 25 luglio del 1943, quando il Gran Consiglio gli neg\u00f2 la fiducia e il re lo fece arrestare a tradimento (come l&#8217;ultimo dei felloni); tutti assetati del suo sangue e di vilipendere il suo cadavere, il 28 aprile del 1945.<\/p>\n<p>Anche nella coscienza del popolo spagnolo, del popolo belga, del popolo slovacco, del popolo ungherese, del popolo romeno, del popolo croato, del popolo serbo, perfino del popolo russo, vi sono simili armadi pieni di scheletri; anche nella loro storia pi\u00f9 recente vi sono simili menzogne, mezze verit\u00e0, dimenticanze mirate. E, naturalmente, in quella del popolo tedesco (con la lunga e penosa polemica circa la cosiddetta emigrazione interna) e del popolo giapponese (e si pensi soltanto, in quest&#8217;ultimo caso, alla clamorosa, spettacolare protesta-suicidio dello scrittore Yukio Mishima, avvenuta nel 1970).<\/p>\n<p>Solo i due veri vincitori della Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, non hanno conosciuto questa mistificazione ideologica; per\u00f2 ne hanno costruita una ad essa parallela: che essi combatterono soltanto per amore della libert\u00e0 e della democrazia; che furono trascinati in guerra per i capelli, mentre avrebbero preferito starne fuori; che non cercarono, n\u00e9 ebbero, vantaggi politici ed economici; che non si macchiarono di alcun crimine e di alcuna atrocit\u00e0 (nonostante le distruzioni deliberate di Amburgo, Dresda, Tokyo, Hiroshima e Nagasaki): che essi soltanto, insomma, hanno la coscienza perfettamente pura e trasparente, e nulla di cui rimproverarsi.<\/p>\n<p>A ciascuno le sue comode verit\u00e0, a ciascuno le sue utili menzogne: cos\u00ec \u00e8, se vi pare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo sostenuto pi\u00f9 volte che il mito dell&#8217;Italia repubblicana e democratica si regge su una grossa menzogna: sulla negazione della guerra civile; sulla rimozione dell&#8217;8 settembre<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[86,144,227],"class_list":["post-23516","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-adolf-hitler","tag-francia","tag-prima-guerra-mondiale"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23516","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23516"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23516\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23516"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23516"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23516"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}