{"id":23510,"date":"2017-02-09T10:14:00","date_gmt":"2017-02-09T10:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/09\/dobbiamo-puntare-al-bene-onesto-e-non-semplicemente-al-bene-come-utile\/"},"modified":"2017-02-09T10:14:00","modified_gmt":"2017-02-09T10:14:00","slug":"dobbiamo-puntare-al-bene-onesto-e-non-semplicemente-al-bene-come-utile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/09\/dobbiamo-puntare-al-bene-onesto-e-non-semplicemente-al-bene-come-utile\/","title":{"rendered":"Dobbiamo puntare al bene onesto e non semplicemente al bene come utile"},"content":{"rendered":"<p>Vale per la societ\u00e0, considerata nel suo insieme, lo stesso principio che deve valere per il singolo individuo: la ricerca del bene, che non solo \u00e8 legittima, ma doverosa -, non pu\u00f2 essere intesa, semplicemente, come ricerca di ci\u00f2 che \u00e8 utile, perch\u00e9 &quot;utile&quot; e &quot;bene&quot; non sono sinonimi; ma deve consistere nel perseguimento del bene pi\u00f9 alto, del bene vero, che, umanamente parlando, \u00e8 sempre, e non pu\u00f2 essere altro, che il <em>bene onesto<\/em>, ossia ricercato senza secondi fini.<\/p>\n<p>Se non si ha chiaro questo concetto &#8211; e oggi non \u00e8 chiaro per niente, anzi, vi sono molti che lo confondono deliberatamente &#8211; si arriva al paradosso di identificare il bene, per il falsario, con l&#8217;abilit\u00e0 di smerciare le sue banconote false con successo; o quello dell&#8217;assassino, con la capacit\u00e0 di compiere il delitto perfetto, sbarazzandosi del suo nemico ed eludendo i rigori della legge; oppure quello del drogato, con la possibilit\u00e0 di procurarsi illimitatamente le sostanze stupefacenti alle quali si \u00e8 assuefatto, per sottrarsi al grigiore della realt\u00e0 quotidiana. \u00c8 chiaro che si tratta di conclusioni aberranti, che nascono da un sofisma: non aver definito la natura del bene oggettivo, lasciando, in tal modo, la porta aperta ad ogni sorta di relativismo etico.<\/p>\n<p>E allora definiamo la natura del vero bene, una volta per tutte: del bene, s&#8217;intende, cos\u00ec come pu\u00f2 essere umanamente concepito e realizzato; perch\u00e9 del Bene Assoluto, che \u00e8 Dio, possiamo dire, o meglio, balbettare, solo quel tanto che la ragione umana, di per s\u00e9 limitata e imperfetta, pu\u00f2 permetterci di comprendere, e anche quel poco resterebbe sterile e incomprensibile senza l&#8217;ausilio della divina Rivelazione. Nei limiti di un&#8217;etica umana, ma non immanentistica, bens\u00ec aperta al mistero del trascendente, possiamo dunque dire che il bene \u00e8 ci\u00f2 che consente la piena realizzazione di ci\u00f2 che \u00e8 positivamente buono non solo per il soggetto agente, ma per tutti gli altri soggetti, e non solo in quanto all&#8217;utile immediato, ma in quanto ai fini superiori cui \u00e8 indirizzata l&#8217;esistenza: il superamento dell&#8217;egoismo sfrenato, dell&#8217;io tirannico e ipertrofico, e la progressiva attuazione di ci\u00f2 cui tutti gli enti sono chiamati ad essere, ossia il perfezionamento e la santificazione di ciascuno. In maniera ancora pi\u00f9 sintetica: bene \u00e8 ci\u00f2 che consente e favorisce lo sviluppo della scintilla divina insita nell&#8217;essere umano; male, ci\u00f2 che lo ritarda o vi si oppone.<\/p>\n<p>Lo steso criterio deve valere per la societ\u00e0. La concezione liberale della societ\u00e0 implica che il criterio del bene sia di tipo pratico e soggettivo: lo Stato serve essenzialmente a tutelare i diritti dell&#8217;individuo, e non altro; il raggiungimento dei fini individuali diviene la ragion d&#8217;essere della societ\u00e0, il che \u00e8 assurdo, e porta con s\u00e9, inevitabilmente, un principio di anarchia e di disgregazione, perch\u00e9 \u00e8 evidente che la somma delle spinte individuali al raggiungimento del bene, inteso come utile, non pu\u00f2 che condurre a continui conflitti con gli altri fini individuali, e perci\u00f2, in ultima analisi, all&#8217;autodistruzione del corpo sociale. Pertanto, alla suprema legge dell&#8217;<em>utile per me<\/em> bisogna sostituire la legge, tanto pi\u00f9 saggia e armoniosa, del <em>bene per tutti<\/em>: sia per l&#8217;individuo che per la societ\u00e0: ma del bene inteso come <em>bene onesto<\/em>, cio\u00e8 come onesto raggiungimento di ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 perfetto in ordine alla santificazione della vita quotidiana.<\/p>\n<p>Per trovare questi concetti, che dovrebbero essere evidenti e perfino scontati in una prospettiva cristiana, bisogna andare indietro di parecchio, diciamo pure a prima del Concilio Vaticano II, se non prima ancora, quando la teologia cattolica era essenzialmente la teologia tomista, e non c&#8217;erano state &quot;svolte antropologiche&quot; a spostare la prospettiva da Dio all&#8217;uomo, confondendo le carte e facendo perdere a molti fedeli la giusta direzione di marcia.<\/p>\n<p>Un importante pensatore cattolico del XIX secolo, grande cultore della filosofia tomista, ed egli stesso filosofo e teologo di prim&#8217;ordine, oggi ingiustamente dimenticato, \u00e8 stato il padre gesuita Luigi Taparelli d&#8217;Azeglio (Torino, 24 novembre 1793-Roma, 21 settembre 1862, figlio di un diplomatico piemontese della corte di Vittorio Emanuele I, Cesare d&#8217;Azeglio), fiero avversario del liberalismo, che \u00e8 stato il fondatore e poi anche il direttore della rivista <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em> e autore, fra le molte altre opere e centinaia di articoli, di un testo che per qualche tempo fu considerato la &quot;summa&quot; del pensiero cattolico in fatto di etica, diritto e scienza politica (egli fu il primo ad adoperare l&#8217;espressione &quot;giustizia sociale&quot;), il <em>Saggio teoretico di diritto naturale appoggiato sul fatto<\/em>, del 1840-1843, dal quale vogliamo riportare quest&#8217;aurea pagina (cit., edizione de La Civilt\u00e0 Cattolica, Roma, 1928, vol. II, <em>Epilogo<\/em>, IV, 1666-1672, pp. 382-383):<\/p>\n<p><em>1666. Tutte [le societ\u00e0] debbono esse risultare dal muoversi della societ\u00e0 e MATERIALMENTE e MENTALMENTE, or verso l&#8217;apice di sua perfezione, or vero l&#8217;estremo opposto.<\/em><\/p>\n<p><em>1667. La societ\u00e0 DOMESTICA che materialmente progredisce, trasformasi in TRIB\u00d9, in POPOLO, in SOCIET\u00c0 DI GENTI, e in questi elementi risolvesi in senso inverso la maggior societ\u00e0 se materialmente decada [698]. Il diritto MUNICIPALE, NAZIONALE e INTERNAZIONALE sono risultamenti delle relazioni prodotte da materiale avanzamento; e per\u00f2 se le idee morali non progrediscano a proporzione del numero, ma rimangano stazionarie nell&#8217;ordine domestico o nazionale, avremo varie forme imperfette come la societ\u00e0 selvaggia, le Caste ecc.<\/em><\/p>\n<p><em>1668. Il progresso mentale pu\u00f2 essere e vero il bene supremo per amor dell&#8217;ordine, e verso il ben secondario per privato interesse. Secondo che la societ\u00e0 or tende, or si arresta, or decade relativamente a quei due termini, ella prende i vari caratteri di CIVILE, COLTA, BARBARA, STAZIONARIA, SELVAGGIA in vario grado di mescolanza.<\/em><\/p>\n<p><em>1669. Le ragioni da cui nasce il triplice suo movimento, sono principalmente le tre influenze o di indipendenza INDIVIDUALE, o di autorit\u00e0 MORTA, o di autorit\u00e0 VIVA; la prima tende a sciogliere l&#8217;unit\u00e0 sociale, la seconda a legarla in una immobilit\u00e0 contraria al naturale impulso [862], la terza a congiungerne gli sforzi senza opprimerne il naturale elaterio delle tendenze mentali.<\/em><\/p>\n<p><em>1670. Gli effetti de&#8217; vari movimenti sociali dipendono principalmente dal doppio FINE a cui si riferiscono. La CIVILT\u00c0 col tendere al bene ONESTO, produce una politica benefica, una unit\u00e0 di animi, una estensione progressiva nella istruzione. La COLTURA col tendere all&#8217;utile, produce una politica interessata, un centralismo materiale e vacillante, una reazione esterna che si oppone alla estensione, un monopolio di lumi che favorisce l&#8217;ignoranza.<\/em><\/p>\n<p><em>1671. Queste teorie applicate alla storia ci rendono ragione della condizione primitiva del genere umano, non perfettamente COLTA, ma piena di vigore nella carriera dell&#8217;INCIVILIMENTO. Ci mostrano le cause della IMMBOLIT\u00c0 orientale associata ai lumi pi\u00f9 sinceri e durevoli, che la terra presenti fuor della Palestina. Ci spiegano la naturale decadenza della CIVILT\u00c0 nell&#8217;Europa, prima inselvatichita e, poi malgrado i lumi ricevuti d&#8217;Oriente, brutalmente corrotta.<\/em><\/p>\n<p><em>1672. Se da questo abisso ella risorge, la causa \u00e8 quell&#8217;AUTORIT\u00c0 VIVA che forma, nel progressivo svolgimento degl&#8217;Israeliti condotto all&#8217;apice della rivelazione cristiana, una nuova societ\u00e0 piena di vigore ad incivilire, perch\u00e9 fornita di lumi sovrumani e di sovrumano ardore a diffonderli. Questa dopo aver nel medio evo elettrizzate le genti selvagge colle scintille di sua fede e formato il reggimento feudale; arrestata poi due secoli dallo INDIVIDUALISMO protestante, erede delle precedenti proteste, ripiglia oggi l&#8217;andamento progressivo anche fra quelle nazioni ove aren\u00f2: e la legalit\u00e0 COSTITUZIONALE \u00e8 appunto il primo passo con cui dall&#8217;INDIVUDUALISMO quelle societ\u00e0 muovono verso l&#8217;ordine sociale,<\/em><\/p>\n<p>Ammiriamo, innanzitutto, in questa pagina, sia la meravigliosa chiarezza e linearit\u00e0 del pensiero, sia la capacit\u00e0 di svolgere, partendo dal divenire della storia, un affresco gigantesco che delinea il movimento complessivo della vicenda umana, compresa la dimensione soprannaturale introdotta dalla comparsa del cristianesimo. Oltre a questo, troviamo espressi i concetti chiave di <em>bene onesto<\/em> e di utile, l&#8217;uno frutto della civilt\u00e0, l&#8217;altro della cultura. I due termini vengono usati sovente, nel parlare comune, quasi come sinonimi, ma il Taparelli ne evidenzia la profonda differenza. La civilt\u00e0 \u00e8 l&#8217;espressione pi\u00f9 alta del vivere sociale, allorch\u00e9 gli uomini, sia individualmente che collettivamente, riescono a realizzare, sia pure sul piano dell&#8217;immanenza, il loro fine supremo, che \u00e8, aristotelicamente, la loro natura perfezione in quanto creature razionali, e dunque anche la loro felicit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 felice colui che realizza perfettamente la propria natura. Si potr\u00e0 dunque parlare di una civilt\u00e0 greco-romana, o di una civilt\u00e0 cristiana medievale, ma non di una civilt\u00e0, bens\u00ec di una cultura rinascimentale, o illuminista, perch\u00e9 a queste ultime \u00e8 mancato l&#8217;elemento mirante a sviluppare la societ\u00e0 non solo nel senso del&#8217;utile, ma anche in quello del bene onesto. Sono concetti, ripetiamo, in fondo assai semplici, e neppure originali, frutto dello studio di Aristotele e di san Tommaso d&#8217;Aquino; e tuttavia, quale meravigliosa facilit\u00e0 espositiva, quale splendido esempio di consequenzialit\u00e0 e armonia logica, quale propriet\u00e0 nella scelta dei termini, di ogni singola parola: perch\u00e9 la filosofia deve tendere alla precisione e solo dalla precisione, come avviene nelle scienze, possono scaturire delle conclusioni che non oltrepassino n\u00e9 per difetto, n\u00e9 per eccesso, quel che vi era nelle premesse. La cultura, dunque, non \u00e8 la stessa cosa della civilt\u00e0; \u00e8 una caratteristica sociale che si colloca un gradino pi\u00f9 in basso, perch\u00e9 tende all&#8217;utile: e l&#8217;utile \u00e8 un fine sociale legittimo e razionale, per\u00f2 non \u00e8 il fine supremo, non pu\u00f2 quindi consistere in esso quel sommo bene verso il quale gli esseri umani sono protesi.<\/p>\n<p>Si noti, infatti, che la concezione storica di Taparelli \u00e8 dinamica: tutto, nella storia, si muove, verso l&#8217;alto o verso il basso, i popoli, le culture, le civilt\u00e0; tutto tende verso la piena e armoniosa realizzazione delle potenzialit\u00e0 naturali e soprannaturali insite nella natura umana, ma che l&#8217;uomo pu\u00f2 anche scegliere di non sviluppare, o abbandonare; pertanto pu\u00f2 accadere che vi sia un regresso dalla civilt\u00e0 verso la barbarie, attraverso una fase di decadenza e di disgregazione. Per\u00f2 anche la barbarie \u00e8 una condizione dinamica, Taparelli ne sa vedere le potenzialit\u00e0 positive: ad esempio, la barbarie degli invasori germanici che abbatterono l&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente, accesa dal fuoco del cristianesimo, diede origine a un vigoroso movimento di espansione, sia materiale, sia spirituale: l&#8217;avanzare della civilt\u00e0 cristiano-germanica verso regioni mai raggiunte dalle legioni di Roma e il fiorire dell&#8217;arte e dell&#8217;architettura medioevali (protesa, quest&#8217;ultima, verso l&#8217;alto, come nelle cattedrali gotiche, quasi nell&#8217;unione mistica con Dio) testimoniano questo duplice slancio, che attiene tanto alla sfera dell&#8217;utile quanto alla sfera del bene onesto. L&#8217;individualismo estremo, proprio dello stato di barbarie, cedette il posto a un senso di socialit\u00e0, per cui le energie disordinate di quei popoli vennero forgiate, temprate e rivolte verso la creazione di una civilt\u00e0 nuova, illuminata da una luce soprannaturale: quella che si era accesa in Palestina con la venuta di Cristo e che poi prosegu\u00ec poi il suo cammino verso Occidente, divenendo il cuore e il motore della civilt\u00e0 europea. Il protestantesimo \u00e8 visto da Taparelli come un rallentamento, come una interruzione della marcia ascensionale della civilt\u00e0 cristiana, a causa di un ritorno allo spirito d&#8217;individualismo: in questo senso, Lutero ha interpretato, attraverso la dottrina del libero esame delle Scritture, quel fondo individualista, indisciplinato e quasi anarchico, che era stato proprio della barbarie germanica, avanti l&#8217;incivilimento e la conversione al cristianesimo.<\/p>\n<p>Se, d&#8217;altra parte, il corpo sociale \u00e8 un insieme dinamico, ne consegue che esso non pu\u00f2 soggiacere ad una autorit\u00e0 morta, senza risentire un effetto deprimente, che tende a penalizzare e disperdere le energie naturali della societ\u00e0 stessa. Un esempio di autorit\u00e0 morta \u00e8 dato dal tardo Impero Romano, in particolare al tempo di Diocleziano e ella Tetrarchia, quando leggi severissime, nel vano tentativo di frenare il decremento demografico e la crisi produttiva, legarono i cittadini alle professioni avite e i contadini al latifondo, e una fiscalit\u00e0 sempre pi\u00f9 esosa paralizz\u00f2 l&#8217;economia per tenere in vita, con la forza bruta, una struttura politico-sociale che pretendeva di reggersi in piedi senza avere pi\u00f9 in se stessa alcun elemento di reale vitalit\u00e0. Taparelli, comunque, da vero pensatore cristiano, non lascia la Provvidenza sullo sfondo delle vicende umane, ma la pone ben al centro di esse: gli uomini sono gli strumento, ora consapevoli, ora inconsapevoli, dei suoi piani misteriosi, ma sempre miranti al conseguimento del sommo bene: che \u00e8, per l&#8217;umanit\u00e0 nel suo insieme, cos\u00ec come per il singolo individuo, il riconoscimento del vero Dio e la scelta di vivere secondo la sua legge e nell&#8217;abbraccio del suo amore. E in ci\u00f2, crediamo, risiede la grande attualit\u00e0 di questo pensatore un po&#8217; dimenticato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vale per la societ\u00e0, considerata nel suo insieme, lo stesso principio che deve valere per il singolo individuo: la ricerca del bene, che non solo \u00e8<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[117],"class_list":["post-23510","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23510","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23510"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23510\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23510"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23510"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23510"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}